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	<title>media Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sandra Russo: “Milagro prosegue salda e forte&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 10:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sandra russo, giornalista argentina, si è occupata di radio e televisione e scrive per il quotidiano Página 12 fin dall’inzio della sua attività. Nel 2010 ha scritto “Jallalla:&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/22/sandra-russo-milagro-prosegue-salda-e-forte/">Sandra Russo: “Milagro prosegue salda e forte&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sandra russo, giornalista argentina, si è occupata di radio e televisione e scrive per il quotidiano Página 12 fin dall’inzio della sua attività. Nel 2010 ha scritto “Jallalla: la Tupac Amaru, utopia in costruzione”, il primo libro su Milagro Sala. Insieme a lei cerchiamo di approfondire la questione della detenzione di Milagro Sala e l’attuale situazione argentina.</p>
<p>Sandra, prima di tutto, hai notizie della situazione di Milagro e degli altri prigionieri politici?</p>
<p>Da un lato, le notizie che arrivano da Jujuy sono preoccupanti, sia per Milagro che per gli altri militanti detenuti. La scorsa settimana, in quello che è sembrato essere il primo dato oggettivo di riconoscimento di quanto sta chiedendo l’ONU, sono state liberate due degli undici tupaqueros che erano detenuti insieme a Milagro. Dall’altro, benché abbia dei comprensibili crolli, Milagro è perfettamente cosciente della responsabilità della sua leadership. Si mantiene in contatto costante, manda periodicamente messaggi per comunicare che è ancora integra, questa settimana abbiamo potuto ascoltare la sua voce in una radio nazionale, ed era salda e forte. In galera dallo scorso gennaio, continua la sua lotta e continua a essere la leader della Tupac Amaru.</p>
<p>I recenti interventi internazionali e la visita di Trudeau con le sue dichiarazioni stanno modificando la situazione a Jujuy?</p>
<p>Senza dubbio sì, benché il governo di Macri si muova come se fosse coperto di burro e tutto gli scivoli addosso. Quando è arrivata la richiesta dell’ONU, il governatore Gerardo Morales ha rilasciato una dichiarazione che ha soffiato sul fuoco di questa situazione di sospensione dello Stato di diritto a Jujuy. Ha detto: “Non ho intenzione di liberare questa donna”. Un governatore non deve imprigionare né liberare nessuno. Non sono funzioni che gli appartengono. La brutalità di Morales gli ha fatto dire la verità: è lui, per conto dell’esecutivo, che la tiene prigioniera. Per questo non c’è alcun dubbio sul fatto che stiamo parlando di prigionieri politici. Questo, prima o poi, finirà con un processo politico contro Morales, e il Potere Giuridico tornerà a funzionare normalmente. Bisogna intervenire urgentemente su quello di Jujuy, perché nessun cittadino jujeño gode delle benché minime garanzie costituzionali. Sembra che il governo, dopo l’intervento di Trudeau, si stia rendendo conto che non è un paese bolivariano a protestare, bensì un paese di prim’ordine, e quelle gerarchie, per questo governo, non sono indifferenti. Il Canada è parte di quel mondo cui presumibilmente Macri vuole avvicinare l’Argentina.</p>
<p>Numerosi osservatori hanno sottolineato l’influenza dei media nei processi di destabilizzazione dei governi progressisti. Come mai in anni di governo non si è riusciti a ottenere una legge di controllo e democratizzazione dei mezzi di diffusione? Che è successo nello specifico in Argentina e in Brasile?</p>
<p>In Argentina, perlomeno, abbiamo trascorso cinque anni con una legge sui Media approvata da una chiara maggioranza, dopo ampi dibattiti in ambiti di discussione di tutto il paese. Per tutto questo lungo tempo, più lungo di un mandato presidenziale, un settore della Magistratura, lo stesso che ora accusa Cristina Kirchner e cerca di impedirle la partecipazione alle prossime elezioni, ha imposto un’infinità di misure cautelari che hanno reso impossibile la piena applicazione della legge. Sono stati anni dove si discuteva se quella legge avrebbe diminuito o meno la libertà di espressione. Non lo avrebbe mai fatto. Restringeva solamente a 24 il numero delle licenze che un gruppo mediatico poteva avere. Oggi ci sono delle liste nere, io stessa non ho potuto fare la giornalista da quando Macri è salito al potere, e certamente la libertà di espressione non è argomento di nessuna agenda. Non gli è mai importato nulla della libertà di espressione, ciò che difendono sempre è la propria libertà di espansione a spese dei media comunitari e indipendenti, che ora stanno affogando, come già accadde negli anni ’90. Il potere politico, quello giudiziario e quello mediatico sono le tre gambe di un’associazione illecita (perché viola l’indipendenza dei poteri) che è la struttura quasi mafiosa che sta devastando la democrazia argentina. Si indagano gli avversari, si spiano profili di Facebook, si ferma gente per strada perché indossa magliette di qualche organizzazione politica, si mantiene un buon numero di giornalisti senza media in cui lavorare. La legge è fallita perché il kirchnerismo non ha mai avuto il potere sufficiente per ridisegnare questa democrazia, regolata dalla Costituzione del 1994, fatta in piena epoca neoliberale. Abbiamo imparato con dolore, e collettivamente, che il potere politico è uno tra vari, per nulla la cuspide del potere, e nei dodici anni di kirchnerismo i poteri di fatto, che ora governano direttamente con un amministratore delegato in ogni ministero, hanno protetto il gruppo Clarín, che è il portavoce dell’attuale governo corporativo: il portavoce e spesso quello che decide politiche di comunicazione. I suoi quasi trecento media e i suoi satelliti sono quelli che proteggono Macri: non coprono nessuna protesta sociale, né la bestiale repressione di quelle proteste, né la corruzione su grande scala che ora occupa la Casa Rosada. Non stiamo parlando di un caso di corruzione, che esiste in qualunque governo e che anche il kirchnerismo ha avuto, stiamo parlando di corruzione assolutamente trasversale in tutte le aree di governo e di una concezione politica che naturalizza e include la corruzione come un normale modo di fare affari. I Macri sono questo: gente che ha corrotto funzionari di tutti i governi a partire dalla dittatura militare e che ha accumulato una fortuna grazie alle opere pubbliche.</p>
<p>Credi che il caso Tupac sia isolato o che faccia parte di un processo più ampio di criminalizzazione delle organizzazioni sociali? Fino a dove può arrivare questo processo?</p>
<p>Il governo di Macri, attraverso il governatore Morales, ha dato quel segnale a gennaio, appena insediatosi: un cittadino può essere privato della sua libertà a causa della sua posizione politica, così come può essere licenziato dal suo lavoro. Le migliaia di licenziamenti di dipendenti pubblici che hanno avuto luogo dopo la revisione che i burocrati hanno fatto dei loro profili di Facebook o dei loro account di Twitter lo dimostrano. Questo è un governo persecutorio e repressivo. Milagro Sala è la dirigente della Tupac Amaru dal 1991, quando cominciava l’orgia neoliberale degli anni ’90. E’ una delle organizzazioni sociali più grandi della regione, e in Argentina è l’espressione di un settore finora totalmente occultato, perché la Tupac Amaru, di origine quechua, è un ponte con il paese che crede che tutti i suoi abitanti discendano dagli europei che arrivarono tra la fine del XIX e il principio del XX secolo. L’establishment che ha governato questo paese, salvo in rare pieghe della storia come per i governi kirchneriani, hanno raccontato una storia in cui noi argentini siamo arrivati tutti con le navi. La Tupac Amaru rivendica altre origini, ci unisce alla regione andina, e ne fa parte uno dei nuclei di povertà strutturale più profondi del paese. Milagro ha dato a quella gente molto più di ciò che avessero mai ricevuto, cominciando dall’autostima. La sua opera è grande, meravigliosa. Morales ha distrutto il parco acquatico, per esempio. Avrebbe potuto renderlo agibile per i poveri di Jujuy, ma lo ha distrutto. Questo è il messaggio del neoliberismo in tutto il mondo, ma specialmente in Argentina: vengono a dirci che siamo un povero popolo condannato alla sofferenza. E questa è una menzogna. La sofferenza non è una condizione naturale, bensì il risultato delle politiche estrattive che loro applicano. E’ ciò che condanna il Papa, è la feticizzazione del denaro, è il rifiuto dell’altro. Milagro è l’esempio e la sintesi del proposito del PRO, che è ridurre il popolo a servitù del mercato.</p>
<p>Cosa potrebbero imparare i progressisti di tutto il mondo dalla sconfitta elettorale argentina?</p>
<p>Che quando la classe politica è composta da gente senza scrupoli o corrotta, gli imprenditori, le corporazioni e la concentrazione dei capitali la usano come esempio per mettere in guardia gli elettori sul fatto che la politica è sporca, che non serve, che sono tutti uguali, così che la gente finisca per votare imprenditori come Macri, Temer o Piñera, o strumenti delle corporazioni come Peña Nieto. Bisogna fare politica in un altro modo, dalla base, con una soggettività diversa, direi quasi ascetica, trasparente, che abbia vasi comunicanti con altri settori, specificando bene a cosa ci si riferisce quando si parla di democrazia, libertà o repubblica, perché al potere sono arrivati governi di destra facendo appello a quelle parole, mentendo, ma protetti da mezzi di comunicazione concentrati che oggi, invece di portare informazione al proprio pubblico, operano come una barriera tra i cittadini e la verità. Le agende giornalistiche sono vergognose in tutto il mondo. Ci sono interi continenti cancellati da quelle agende, ed è dove paesi dell’Unione Europea e gli Stati Uniti bombardano e forzano le loro strategie geopolitiche. Vogliono fare dell’America Latina quello che hanno già fatto in Africa. Vogliono spostare gente per poter deforestare. Vogliono installare basi militari nordamericane per trasferire e ampliare gli eterni conflitti del Medio Oriente. In questa fase del capitalismo, i territori sono sacrificabili perché servono per le risorse naturali. Solo la politica, la vera politica, quella profondamente militante e storica, in tutto il mondo, li può fermare. E infine direi che così come la destra si è globalizzata, anche la sinistra deve farlo. E’ necessario rafforzare i legami intellettuali e fisici tra tutta la dirigenza e la base della resistenza nel mondo, perché dobbiamo rispondere il più globalmente e in modo più organizzato possibile a questa aggressione.</p>
<p style="text-align: right;">Olivier Turquet-Pressenza<br />
Traduzione dallo spagnolo di Matilde Mirabella</p>
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		<title>Global Media Forum 2016: Media, Libertà, Valori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 10:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 13 giugno comincerà la nona edizione del Global Media Forum, organizzato da Deutsche Welle a Bonn, in Germania, con il titolo “Media, Libertà, Valori”. Per tre giorni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/06/07/global-media-forum-2016-media-liberta-valori/">Global Media Forum 2016: Media, Libertà, Valori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 13 giugno comincerà la nona edizione del <strong>Global Media Forum</strong>, organizzato da <strong>Deutsche Welle a Bonn</strong>, in Germania, con il titolo <strong>“Media, Libertà, Valori”</strong>. Per tre giorni la conferenza attirerà più di 2000 esperti nell’ambito del giornalismo, dei digital media, della politica, della cultura, degli affari, dello sviluppo, accademici e rappresentanti della società civile di tutto il mondo. Anche Pressenza, in qualità di partner del Forum, organizzerà un workshop su “Industria militare ed etica: come rafforzare l’etica nel business ad alto reddito”.</p>
<p>“Dietro la promessa di diffondere la pace e la libertà, i potenti, nel vasto apparato della democrazia, agiscono per i propri interessi economici – con un costo elevato per quelli che stanno dalla parte sbagliata della barricata”. Nella descrizione del Forum rispetto al ruolo dei media si dice: “In un’atmosfera di intimidazione, autocensura e propaganda, informazione e disinformazione si confondono. La libera diffusione di verità selettive catalizza la polarizzazione e così facendo dà inerzia alla radicalizzazione, minando così i valori sociali e minacciando il fondamento stesso della libertà”. Il Forum vuole soddisfare la necessità di una discussione obiettiva e quindi pone le seguenti domande:</p>
<p>“I valori trasmessi dai media coincidono con quelli tradizionali di società aperte e democratiche? La nostra etica è compatibile con i nostri interessi geostrategici? I valori democratici sono universali per tutto il genere umano o abbiamo bisogno di ripensare al modo in cui percepiamo, viviamo e diffondiamo il nostro modo di vivere?”.</p>
<p>Oltre ai molti partecipanti interessanti che in diverse parti del mondo lottano per queste questioni,  saranno presenti anche importanti politici tedeschi come Gesine Schwan, ex candidata alla presidenza e Claudia Roth dei Verdi, oltre ad artisti politicamente attivi nei loro luoghi di origine come Ahmed Aeham, pianista siriano, o l’egiziano Ammar Abo Bakr.</p>
<p>Pressenza considera i temi del Forum perfetti per discutere la contraddizione tra il commercio delle armi e i valori proclamati dai paesi occidentali.</p>
<p>Nel nostro workshop sosteniamo che: “… Non c’è alcuna visione politica su come risolvere i conflitti tranne tirare più bombe e collaborare con i dittatori. Molte di queste azioni contraddicono i valori occidentali, approfondendo la mancanza di credibilità: mentre si cerca di porre fine alla guerra in Siria, i paesi occidentali restano i principali fornitori di armi che procurano a ognuna delle parti strumenti mortali”. Ci chiediamo: “I nostri proclamati valori di libertà, democrazia, pace e diritti civili sono in pericolo, oppure costituiscono solo un’illusione per acquietare l’opinione pubblica? Chi nella nostra società sta sostenendo i nostri valori? Come possiamo ricostruire e rafforzare i nostri valori? I media stanno coprendo sufficientemente questa discussione etica o – essi stessi vittime delle tensioni economiche – stanno più reagendo che agendo?”.</p>
<p>Siamo molto felici di aver trovato quattro illustri esperti per il nostro workshop: Jürgen Grässlin, un tedesco esperto di commercio delle armi e attivista, diventato famoso per aver citato in giudizio il principale costruttore di mitragliatrici della Germania, Heckler&amp;Kock, che ha esportato le proprie armi in zone del Messico dove si violavano i diritti umani. Ora è egli stesso sotto accusa per aver pubblicato questa informazione. David Andersson è redattore di Pressenza a New York e ci può parlare del mercato delle armi negli USA. Baher Kamal, egiziano esperto del Medio Oriente, ci racconterà dell’impatto delle armi occidentali in questa regione. Infine Dana Feminová, da lungo tempo attivista di “Mondo Senza Guerre e Senza Violenza” in Repubblica Ceca, ci offrirà la sua esperienza nelle campagne contro la base radar americana e il Dragon Ride dell’esercito americano dell’anno scorso e parlerà della difficoltà a ottenere copertura da parte dei media rispetto a queste importantissime questioni.</p>
<p style="text-align: right"><strong>Bonn, Germania </strong>&#8211; Pressenza IPA</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/06/07/global-media-forum-2016-media-liberta-valori/">Global Media Forum 2016: Media, Libertà, Valori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Arriva “Instant Articles” e i giornali sbarcano su Facebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2015 10:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[banner]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo mesi di voci e settimane di anticipazioni più o meno velate i grandi media mondiali sbarcano ufficialmente su Facebook. Da oggi infatti, il più importante social network&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/13/arriva-instant-articles-e-i-giornali-sbarcano-su-facebook/">Arriva “Instant Articles” e i giornali sbarcano su Facebook</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo mesi di voci e settimane di anticipazioni più o meno velate i grandi media mondiali sbarcano ufficialmente su Facebook. Da oggi infatti, il più importante social network della rete inizierà la sperimentazione dei cosidetti <strong>“Instant Articles”</strong>, ovvero gli “articoli istantanei”. Un nuovo sistema che permetterà agli utenti del Social Network “blue” di consultare i contenuti dei principali giornali del mondo direttamente all’interno dell’<strong>applicazione mobile di Facebook</strong>, senza dovere quindi, cliccare sul link e lasciarla per trasferirsi sui siti delle testate, che pubblicano le notizie.</p>
<p>In termini pratici, <strong>l’innovazione eviterà agli utenti l’attesa</strong>, stimata in circa otto secondi, per il caricamento del link esterno e, secondo gli uomini di Facebook, regalerà all’utente <strong>una migliore esperienza di lettura degli articoli</strong>. Con il nuovo sistema infatti, il lettore avrà la possibilità di accedere molto più facilmente non solo alla parte testuale dell’articolo, ma anche ai contenuti video e alle foto allegate. Il tutto, <strong>con tempi dieci volte più rapidi rispetto alla visualizzazione classica sul sito del giornale interessato</strong>.</p>
<p><strong>Per il momento, la sperimentazione sarà limitata ad un numero piuttosto esiguo di giornali:</strong> New York Times, National Geographic, BuzzFeed, NBC News, The Atlantic, The Guardian, BBC News, Spiegel e Bild. Successivamente però, si prevede che successivi accordi espanderanno di molto il numero di media coinvolti in questa nuova forma di diffusione dell’informazione. Gli editori infatti, all’interno degli articoli che verranno visualizzati sull’applicazione mobile di Facebook, potranno inserire i classici banner pubblicitari, raggiungendo tutti gli utenti del popolare social network, il cui numero è attualmente stimato in 1,4 miliardi di persone.</p>
<p><strong>Le conseguenze del lancio di questa nuova forma di diffusione dell’informazione potrebbero essere anche rivoluzionarie. </strong>Su Facebook infatti, accedono ogni giorno milioni di persone, che tramite la condivisione e la consultazione dei contenuti rilasciano nel web informazioni circa le proprie preferenze, i propri gusti e interessi. Da questo potrebbe scaturire un cambiamento dei palinsesti informativi dei giornali, i quali potrebbero optare per proporre un’offerta più incline a quelle che sono le preferenze degli utenti del social network, piuttosto che rimanere ancorati ai canoni informativi più classici. Gli editori infatti, tramite Facebook potranno conoscere dettagliatamente chi sono i loro lettori più assidui, a quale fascia di età appartengono e quali sono i contenuti che maggiormente attirano la loro attenzione.</p>
<p><strong>Una novità che accrescerà dunque notevolmente il già enorme potere mediatico del social network partorito dalla mente di Mark Zuckerberg</strong>, che si ergerà ancor di più a punto fermo nella nostra vita di tutti i giorni, indirizzando in maniera decisiva anche la qualità e la tipologia di informazioni che quotidianamente arriverà davanti ai nostri occhi.</p>
<p style="text-align: right">Luca Marrelli</p>
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		<title>Crisi: debito medio famiglie oltre 20 mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 10:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/04/crisi-debito-medio-famiglie-oltre-20-mila-euro/">Crisi: debito medio famiglie oltre 20 mila euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al 31 dicembre 2011 l&#8217;indebitamento medio delle famiglie italiane ha raggiunto i 20.107 euro: lo dice uno studio Cgia di Mestre. Le famiglie piu&#8217; esposte con le banche sono quelle della provincia di Roma, con una media di 29.435 euro, seguono quelle di Milano (28.680 euro), di Lodi (28.560 euro), Monza-Brianza (27.891 euro), di Prato (26.930 euro). Nell&#8217;ultimo anno l&#8217;aumento medio dei debiti delle famiglie e&#8217; cresciuto di 911 euro. Da gennaio 2009 l&#8217;incremento e&#8217; stato del 33,4%, in termini assoluti, di 5.039 euro.</p>
<p>Se si rapporta il peso dell&#8217;indebitamento delle famiglie italiane sul reddito disponibile &#8211; afferma la Cgia &#8211; sono sempre le piu&#8217; ricche province del Nord a guidare la graduatoria: Lodi (79,3%); Como (67,7%) e Varese (64,6%).</p>
<p>Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane la Cgia ha inteso quello originato dall&#8217;accensione di mutui per l&#8217;acquisto di una abitazione, dai prestiti per l&#8217;acquisto di auto/ moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, etc. &#8221;Al di la&#8217; della mappatura a livello territoriale &#8211; dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre &#8211; la maggiore incidenza del debito sul reddito la rileviamo nelle famiglie economicamente piu&#8217; deboli: e&#8217; chiaro che con il progressivo aumento della disoccupazione questa situazione e&#8217; destinata a peggiorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Vista la forte contrazione degli impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, non e&#8217; a escludere che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell&#8217;usura si diffonda a macchia d&#8217;olio&#8221;.</p>
<p>Sempre secondo l&#8217;elaborazione di Cgia le famiglie residenti nelle realta&#8217; provinciali meno sofferenti con le banche e gli istituti finanziari italiani sono quelle di Vibo Valentia (9.429 euro), Enna (8.823 euro) e di Ogliastra (8.174 euro).</p>
<p>Con l&#8217;avvento della crisi sono state le province sarde a subire le variazioni di indebitamento piu&#8217; importanti: Olbia-Tempio (+159,6%), Carbonia-Iglesias (+147.9%) e Medio Campidano (+120.1%).</p>
<p>&#8221;Ricordando che le province piu&#8217; indebitate sono anche quelle che presentano i livelli di reddito piu&#8217; elevati &#8211; conclude Bortolussi &#8211; e&#8217; evidente che tra queste realta&#8217; in difficolta&#8217; vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali piu&#8217; deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci devono preoccupare relativamente&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/04/crisi-debito-medio-famiglie-oltre-20-mila-euro/">Crisi: debito medio famiglie oltre 20 mila euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Arrestato uomo minaccia di far esplodere bombola di gas davanti la scuola</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/05/28/arrestato-uomo-minaccia-di-far-esplodere-bombola-di-gas-davanti-la-scuola/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 11:57:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ha minacciato di fare saltare tutto in aria stringendo una bombola del gas e un accendino fra le mani. E&#8217; accaduto questa mattina in prossimita&#8217; della scuola media&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha minacciato di fare saltare tutto in aria stringendo una bombola del gas e un accendino fra le mani. E&#8217; accaduto questa mattina in prossimita&#8217; della scuola media &#8220;Vivenza&#8221; di Avezzano, nell&#8217;ora di ingresso di alunni e insegnanti. Si tratta di un muratore di 42 anni, Vincenzo Cianfarani, di Avezzano. Secondo una prima ricostruzione dell&#8217;accaduto fatta dagli agenti del Commissariato di Avezzano, l&#8217;uomo dopo essersi posizionato in prossimita&#8217; dell&#8217;abitazione del proprio datore di lavoro, che si trova a poca distanza dalla scuola ha avvertito il Commissariato di fare uscire fuori i ragazzi dalla scuola media perche&#8217; di li a poco avrebbe messo in atto il gesto inconsulto in quanto avanzava dal proprio datore di lavoro un credito di 2 mila euro. Sul posto sono subito arrivati gli agenti del Commissariato che hanno bloccato l&#8217;uomo. Nella scuola media nessuno si e&#8217; accorto di nulla, le lezioni sono proseguite regolarmente. Il muratore e&#8217; stato arrestato con le accuse di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.</p>
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		<title>Acqua: aumenti superiori al 30% in 40 città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 12:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Acqua sempre più cara e tariffe fuori controllo: +24,5% di media e in 40 città gli aumenti sono superiori al 30%. Record a Lecco (+126%), Benevento (+79,8%) e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/07/acqua-aumenti-superiori-al-30-in-40-citta/">Acqua: aumenti superiori al 30% in 40 città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Acqua sempre più cara e tariffe fuori controllo: +24,5% di media e in 40 città gli aumenti sono superiori al 30%. Record a Lecco (+126%), Benevento (+79,8%) e Massa Carrara (+64,3%). E’ la Toscana la regione più cara. Isernia, Trento e Milano le città dove il servizio costa meno. Sono le cifre riportate nell&#8217;annuale indagine dell&#8217;Osservatorio &#8220;Prezzi &amp; tariffe&#8221; di Cittadinanzattiva sui costi del servizio idrico. Nel 2011 rispetto al 2010, le tariffe sono cresciute su base nazionale in media del 5,8%, con oltre 70 città che hanno visto ritoccate all’insù le tariffe, in 11 casi con aumenti a due cifre. In generale, il caro bollette viaggia più spedito al Centro (+34,3% rispetto al 2007, +6,2% rispetto al 2010). Seguono le regioni del Nord (+25,6% rispetto al 2007,+6,7% rispetto al 2010) e il Sud (+14,1% rispetto al 2007, +3,2 rispetto al 2010). Le regioni centrali si contraddistinguono in media per le più&#8217; elevate tariffe applicate al servizio idrico integrato. La Toscana, con ben 7 citta&#8217; tra le prime 10 piu&#8217; care, si conferma la regione con le tariffe mediamente piu&#8217; alte (431 euro). Costi piu&#8217; elevati della media nazionale si riscontrano anche nelle Marche (379 euro), in Umbria (371 euro), in Emilia Romagna (369 euro) e in Puglia (353 euro). Elevate differenze esistono anche all&#8217;interno delle stesse regioni. Ad esempio, in Sicilia tra Agrigento e Catania intercorre una differenza di ben 255 euro. Altri esempi di simile portata si riscontrano in Toscana, Liguria, Veneto, Marche, Lombardia, Friuli, Piemonte ed Emilia Romagna.</p>
<p>In Italia, secondo Legambiente-Ecosistema Urbano 2011, in media il 32% dell&#8217;acqua immessa nelle tubature (per tutti gli usi) va persa, problema particolarmente accentuato al Sud (42%) e al Centro (32%), meglio il Nord che presenta percentuali di perdite al di sotto della media nazionale (25%). La manutenzione? Inesistente o quasi: rispetto al 2007, su 88 citta&#8217; prese in esame la dispersione idrica e&#8217; aumentata in ben 47. Cosenza (73%), Campobasso (65%) e Latina (62%) le citta&#8217; colabrodo, seguite da altre 9 in cui almeno la meta&#8217; dell&#8217;acqua immessa va persa: Pescara, Avellino, Trieste, Grosseto, Potenza, Catania, L&#8217;Aquila, Gorizia, Siracusa. Tra queste 12 citta&#8217;, solo a L&#8217;Aquila la dispersione rispetto a 5 anni fa e&#8217; in diminuzione, per le altre la situazione e&#8217; stabile o addirittura peggiorata.</p>
<p>Negli ultimi cinque anni, il costo dell&#8217;acqua non ha fatto che aumentare in Emilia-Romagna: +30% di media a fronte di un incremento su scala nazionale del 24,5%. Incrementi a due cifre si sono registrati in tutti i capoluoghi tranne che a Bologna (+5%): Modena (+24%), Rimini (+25,5%), Ferrara (+26,9%), Reggio Emilia (+29,6%), Ravenna (+34,2%), Cesena e Forli&#8217; (+34,6%), Piacenza (+36,4%), Parma (52,5%). &#8220;Aumenti importanti&#8221; ci sono stati anche nell&#8217;ultimo anno: nel 2011 rispetto al 2010, le tariffe sono cresciute su base nazionale in media del 5,8%, in Emilia-Romagna del 6%. Gli incrementi maggiori a Reggio Emilia (8,7%).  Stando alle tabelle, in Emilia-Romagna, e&#8217; Reggio Emilia la citta&#8217; in cui l&#8217;acqua per uso domestico costa di piu&#8217;, con una spesa media annua di 425 euro, &#8220;ben 131 euro in piu&#8217; di quanto la si paga a Bologna, citta&#8217; in cui il servizio costa meno a livello regionale, addirittura 315 euro in piu&#8217; di quanto la si paga a Isernia, citta&#8217; in cui il servizio costa meno a livello nazionale&#8221;, segnala un comunicato di Cittadinanzattiva. <span style="color: #000000;">E&#8217; questa la situazione citta&#8217; per citta&#8217;: a Bologna la spesa per l&#8217;acqua nel 2011 e&#8217; stata di 294 euro contro i 286 del 2010 e i 280 euro del 2007: una variazione nell&#8217;ultimo biennio del 2,8% e nel quinquennio del 5%. A Cesena il dato sul 2011 e&#8217; di 405 euro contro i 378 del 2010 e i 301 del 2007 (+7,1%; +34,6%). Ferrara: 406 euro l&#8217;anno scorso, 388 due anni fa e 320 nel 2007 (+4,6%; +26,9%). Poi viene Forli&#8217;: 405 euro nel 2011, 378 nel 2010 e 301,00 nel 2007 (+7,1%; +34,6%).</span></p>
<p>Ecco Modena: 310 euro nel 2011, 290 nel 2010 e 250 nel 2007 (+6,9%; +24%). A Parma l&#8217;anno scorso si spendevano 392 euro contro i 376 dell&#8217;anno precedente e i 257 del 2007 (+4,3%; +52,5%). A Piacenza, 296 euro nel 2011, 276 nel 2010 e 217 nel 2007 (+7,2%; +36,4%). A Ravenna: 416 euro nel 2011, 389 nel 2010 e 310 nel 2007 (+6,9%; 34,2%). Chiudono la classifica Reggio Emilia con 425 euro un anno fa, 391 due anni fa e 328 nel 2007 (+8,7%; +29,6%) e Rimini con 344 euro nel 2011, 328 nel 2010 e 274 nel 2007 (+4,9%; +25,5%). La media indica una spesa di 369 euro nel 2011, 348 nel 2010 e 284 nel 2007 (+6%; +30%). Cittadinanzattiva fornisce anche le percentuali sulla dispersione della rete idrica. A Bologna l&#8217;acqua perduta era il 28% nel 2010 contro il 25% del 2007. Queste le cifre delle altre citta&#8217; sempre riferite al confronto tra la situazione di due anni fa e quella che c&#8217;era cinque anni fa. Ferrara: 29% e 30%; Forli&#8217;: 19% e 19%; Ravenna: 21% e 21%; Modena: 31% e 22%; Parma: 33% e 32%; Piacenza 17% e 14%; Reggio Emilia 22% nel 2007; Rimini: 21% e 17%. La media regionale vede un aumento della dispersione di rete dal 22% del 2007 al 24% del 2010<span style="font-size: small;">.</span></p>
<p>&#8220;Da questo punto di vista- continua- ci aspettiamo molto dal lavoro dell&#8217;Autorita&#8217; alla quale da poco sono state attribuite competenze in materia di servizi idrici. Cittadinanzattiva le consegnera&#8217; con piacere i propri studi di settore convinta che possano risultare utili all&#8217;Autorita&#8217;, chiamata quanto prima a definire e a far rispettare ai gestori dell&#8217;acqua una diretta relazione tra investimenti, standard di qualita&#8217; del servizio e costi in bolletta&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/07/acqua-aumenti-superiori-al-30-in-40-citta/">Acqua: aumenti superiori al 30% in 40 città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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