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	<title>mela rosa Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Cibo. La frutta antivirale? È dell&#8217;antica Roma, ma ora torna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 10:51:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha una forma schiacciata, un sapore intenso e un aroma di gran lunga superiore a quello delle mele moderne. E mordendola potremo provare la stessa esperienza di un antico legionario romano. Sono le proprietà della &#8216;Mela rosa romana&#8217; un frutto le cui origini si perdono nella notte dei tempi e raccontano una storia millenaria per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha una forma schiacciata, un sapore intenso e un aroma di gran lunga superiore a quello delle mele moderne. E mordendola potremo provare la stessa esperienza di un antico legionario romano. Sono le proprietà della &#8216;Mela rosa romana&#8217; un frutto le cui origini si perdono nella notte dei tempi e raccontano una storia millenaria per arrivare fino ai giorni nostri. Quasi completamente scomparsa oltre mezzo secolo fa, oggi la &#8216;Mela rosa&#8217; è tornata ad apparire soprattutto nell&#8217;Appennino bolognese, grazie al lavoro del Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali), all&#8217;Università di Bologna, al Gal dell&#8217;Appennino Bolognese e a due associazioni di produttori locali, che hanno dato vita al progetto &#8216;Merr&#8217; (mela rosa romana, appunto). &#8220;La Mela Rosa Romana ha origine antichissima- afferma il responsabile Crpv per il progetto, Claudio Buscaroli- come confermato dalle indagini degli esperti di biologia. E&#8217; stata coltivata fino alla metà del &#8216;900, in particolare nell&#8217;Appennino bolognese, prima di scomparire quasi del tutto con lo spostamento delle produzioni in pianura, a partire dal secondo dopoguerra&#8221;.<br />
Ora &#8220;con il progetto Merr- prosegue Buscaroli- vogliamo accompagnare gli agricoltori nella riscoperta di un know-how perduto da oltre mezzo secolo&#8221;. Ma l&#8217;impegno di Crpv per la tutela della biodiversità in frutticoltura non si limita al lavoro sulla Mela rosa, ma si concretizza in numerosi percorsi di ricerca. &#8220;Insieme all&#8217;Università Cattolica del Sacro cuore di Piacenza e all&#8217;Università di Modena e Reggio- afferma Buscaroli- stiamo conducendo diversi progetti dedicati a preservare la biodiversità attraverso il recupero di frutti antichi come la pera angelica, la pera-limone del piacentino (dalla caratteristica croccantezza e dalla lunga conservabilità) e la mela abbondanza rossa&#8221;.<br />
Tutte &#8220;varietà- continua Buscaroli- garantiscono un grande apporto di polifenoli, utili non solo come antiossidanti ma anche in virtù della loro azione anti virale&#8221;. E così, &#8220;per affiancare i produttori- conclude Buscaroli- nascerà un vivaio certificato&#8221; che accompagni i produttori dalla semina alla commercializzazione del prodotto. Le richieste di adesione al progetto dei coltivatori, già in questa prima fase &#8220;sono di gran lunga maggiori del previsto&#8221;, conclude Buscaroli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/21/cibo-la-frutta-antivirale-e-dellantica-roma-ma-ora-torna/">Cibo. La frutta antivirale? È dell&#8217;antica Roma, ma ora torna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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