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	<title>mesi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Giornata della Memoria 2013: la storia di due famiglie romane negli anni della Shoah</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 14:42:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[concentramento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiamiamola solidarietà o umanità o slancio di generosità individuale a rischio della propria vita. Questa storia ha un valore universale e racchiude i più alti sentimenti dell’uomo. Anche un pezzo di sapone può svelare una storia. E per un figlio di un salvato dalla furia nazifascista è ancora più emozionante raccontarla. Antonio Zarrelli giunge a Roma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Chiamiamola solidarietà o umanità o slancio di generosità individuale a rischio della propria vita. Questa storia ha un valore universale e racchiude i più alti sentimenti dell’uomo. Anche un pezzo di sapone può svelare una storia. E per un figlio di un salvato dalla furia nazifascista è ancora più emozionante raccontarla.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Antonio Zarrelli</b> giunge a Roma da Cautano, in provincia di Benevento; fa il militare ad Albano e in questo periodo incontra Maddalena Zarrelli, se ne innamora e la sposa. Nei primi anni ’20, assieme a lei che impiega una somma importante per questo progetto ambizioso, mette su un saponificio, con sede nel quartiere San Giovanni, che in pochi anni diventa il secondo saponificio d’Italia.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Enrico Della Seta</b> è Maggiore dell’Esercito Italiano, responsabile di un importante ufficio al Ministero della Guerra- Reduce dalla missione in Spagna. E’ di antica famiglia ebraica romana, vicepresidente della Comunità, con le leggi razziali discriminanti per gli ebrei, emanate dal Fascismo con l’avallo del Re. Nell’autunno del 1938 si trova improvvisamente senza lavoro con moglie, suocero e con due bambini a carico. Non ci sono più entrate, e il futuro è fosco.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dal 1940, trova impiego come direttore amministrativo<span style="text-decoration: underline;"> </span>proprio nel saponificio di Antonio e Maddalena. E proprio quando, dopo il 16 Ottobre 1943, la situazione per gli ebrei in Italia precipita, con i nazi-fascisti alle calcagna, è proprio Antonio ad offrire a Enrico e alla sua famiglia per nove lunghi mesi, un ricovero sicuro in uno degli appartamenti sopra lo stabilimento di sapone a San Giovanni. Vengono loro forniti documenti falsi e carte annonarie per la sopravvivenza e le necessità quotidiane. Un gesto coraggioso: chi nascondeva ebrei metteva a repentaglio anche la propria vita.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Finita la guerra, Antonio Zarrelli, viene accusato di connivenza con il regime fascista e di essere stato il “saponiere del Duce”. Un’accusa infamante per chi, al tempo, non aveva opzione di scelta. E’ proprio in questa fase che Enrico Della Seta viene a testimoniare in favore di Antonio, contribuendo così al suo scagionamento.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Dopo 70 anni Maurizio Della Seta, che da bambino, proprio lì visse nascosto per quegli interminabili drammatici mesi, incontra per la prima volta Pino Zarrelli</b>, nipote di Antonio, e la famiglia del salvatore, che conosceva questa storia di coraggio e umanità. Quattro generazioni si ritrovano nel ricordo dei propri nonni “eroi umani”, a loro modo inconsapevoli. E sono tanti i dettagli e gli aneddoti di un’Italia generosa, una pagina da non dimenticare, che emergono dallo scrigno della memoria di due famiglie.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Fotografie d’epoca, documenti originali e tanti racconti, in un appartamento che racconta una storia che, dal quartiere Prati, porta sino a San Giovanni, all’ombra della grande ciminiera industriale, punto di riferimento per i cacciabombardieri tedeschi che solcavano il cielo della Capitale nel ’44, diretti al fronte di Anzio dopo lo sbarco alleato. Un appartamento che, oggi, guarda bonariamente lo sviluppo della città conservando una pagina di storia e umanità che merita di essere tramandata.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">E&#8217; desiderio della famiglia Della Seta istruire al più presto la pratica per riconoscere Antonio Zarrelli “Giusto tra le Nazioni”, che è la massima onorificenza concessa dallo Stato d&#8217;Israele per chi abbia salvato vite umane e si sia distinto per atti eroici durante la Guerra</span></p>
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		<title>Resa di Conti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2012 19:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[conte]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[mesi]]></category>
		<category><![CDATA[patteggiamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha un diavolo per capello (e non trapiantato) Antonio Conte, dopo il rifiuto del patteggiamento a tre mesi e 200.000 Euro, da parte della  Disciplinare riunita all&#8217;ex Ostello della gioventù del Foro Italico, a Roma, per il terzo processo sportivo, cominciato ieri mattina , con la motivazione che offerta “non è congrua”. E sono infuriati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha un diavolo per capello (e non trapiantato) Antonio Conte, dopo il rifiuto del patteggiamento a tre mesi e 200.000 Euro, da parte della  Disciplinare riunita all&#8217;ex Ostello della gioventù del Foro Italico, a Roma, per il terzo processo sportivo, cominciato ieri mattina , con la motivazione che offerta “non è congrua”.</p>
<p>E sono infuriati sia l’interessato che i suoi legali, dopo che la stessa Disciplinare ha accolto la richiesta di patteggiamento di Filippo Carobbio, principale accusatore dell&#8217;allenatore della Juventus, con una condanna  di quattro mesi ed accolte sono state anche le richieste di Da Costa (3 mesi e 30.000 euro), Larrondo (3 mesi e 20 giorni di qualifica e 3 mila euro), Sala (2 anni), Faggiano (4 mesi), Gervasoni (4 mesi) e Stellini (2 anni e 50 mila euro).</p>
<p>Tutto da rifare invece, oltre che per l’allenatore juventino, anche per Angelo Alessio, suo vice prima al Siena poi alla Juve, come pure per Passoni, Paoloni, Savorani, D&#8217;Urbano e il club Siena calcio.</p>
<p>Naturalmente Conte e i suoi legali hanno subito contrattaccato,  come va fatto in una partita difficile e che va giocata bene, con richiesta di stralcio della sua posizione e ricusazione dei giudici.</p>
<p>La Disciplinare ha però dichiarato inammissibile l&#8217;istanza, anche perché  la dichiarazione del pm Palazzi, non permetteva diversi punti di vista:”Questo procedimento è differente dal procedimento penale, quindi non si possono ritenere applicabili in modo automatico alcuni principi giurisprudenziali. Non sussiste nessun motivo di inopportunità perché con il patteggiamento non c&#8217;è nessuna valutazione nel merito, nessun pregiudizio in riferimento né incompatibilità nel giudicare”.</p>
<p>Secondo la consuetudine della giustizia sportiva, per il doppio caso di omessa denuncia Conte avrebbe dovuto andare incontro a una squalifica complessiva di 7 mesi, poi ridotti a 3,  con la sanzione di 200 mila euro per mezzo dell&#8217;accordo (non vincolante per la Disciplinare) tra Palazzi e i legali del tecnico bianconero.</p>
<p>Ma, adesso, Conti si trova decisamente nei guai, perché, se fino a ieri era ragionevolmente convinto di tornare a guidare la squadra nei primi giorni di novembre, ora si trova costretto a rivedere i suoi piani.</p>
<p>Anche perché, per quanto trionfatore del campionato, difficilmente la Juve accetterà di lasciare la panchina scoperta per un tempo molto più lungo del previsto e, pertanto, sarà costretta a valutare attentamente i modi e i tempi del suo agire, sia fuori che dentro le aule del tribunale sportivo.</p>
<p>Nella serata, con una nota sul sito ufficiale, la rabbia della Juventus è stata comunicata senza troppi filtri: “La Juventus è oggi in silenzio stampa. Domani in mattinata verrà valutata la situazione, a fronte dei fatti odierni, che sono da considerarsi, qualunque sia l&#8217;esito di questa vicenda, un atto gravissimo nei confronti dell&#8217;onorabilità di tutti i soggetti coinvolti: professionisti, manager, tesserati e società. Ulteriori comunicazioni saranno fornite nella giornata di domani”.</p>
<p>Molti tifosi juventini ora protestano all’indirizzo di Conti e ne chiedono la testa ed il club è davvero su tutte le furie.</p>
<p>E a me viene in mente “Knockout &#8211; resa dei conti”, film in cui, invece che premere a tavoletta sul pedale dell’accelerazione, Soderbergh opta per un approccio all&#8217;action a metà tra l’indipendente e lo sperimental-patinato, dove i tempi sono dilatatissimi, le situazioni sospese, gli scontri fisici rappresentati con dinamiche quasi naturaliste, prive di filtri registici e (proprio per questo) più artificiosi di molti altri.</p>
<p>Anche in tutta questa melmosa vicenda c’è molta dilatata finzione, sospensione di cose non dette e scarsa chiarezza da tutte le parti.</p>
<p>Per ricostruire l’intricata vicenda, Conte è stato deferito il 26 luglio scorso,  per doppia omessa denuncia dalla procura federale della Figc nell&#8217;ambito del filone d&#8217;inchiesta di Cremona sul calcioscommesse.<br />
I fatti si riferiscono a quando l&#8217;attuale tecnico della Juventus era allenatore del Siena.<br />
Nel mirino sono finite due partite: Novara-Siena e Albinoleffe-Siena del campionato di serie B 2010-2011.</p>
<p>E già nell’immediatezza della denuncia Antonio De Renzis, legale di Conte, non escluse un patteggiamento, dichiarando al TGco:  “Un avvocato previdente non esclude niente a priori perché deve valutare le situazioni. Abbiamo definito il primo step ridimensionando l&#8217;ipotesi accusatoria, poi valuteremo come muoverci”.</p>
<p>Intanto, dopo il rigetto della Commissione Disciplinare, Palazzi ha riformulato alcune delle istanze di patteggiamento.</p>
<p>In particolare, ha espresso parere favorevole al patteggiamento del Siena con 6 punti 20mila euro di ammenda (più 80mila euro di ammenda in merito agli atti di Bari).</p>
<p>Pugno duro, invece, per chi non ha cercato la strada dell&#8217;accordo. A partire dal Grosseto, unico club a cui veniva contestata la responsabilità diretta nel procedimento odierno: retrocessione in Lega Pro e penalizzazione di 3 punti da scontare nel prossimo campionato: è questa la richiesta del Procuratore federale per il club toscano. In subordine, Palazzi, in base all&#8217;articolo 18 lettera i, chiede l&#8217;esclusione dalla Serie B e l&#8217;assegnazione al campionato inferiore. Per il presidente della società, Piero Camilli, accusato della combine di Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010, è stata chiesta invece l&#8217;inibizione di 5 anni più preclusione.</p>
<p>E la resa dei conti non è finita in questa che Repubblica definisce “la giornata nera dei big italiani del calcio”.</p>
<p>Il difensore dell&#8217;Inter Andrea Ranocchia è indagato dalla Procura di Bari per la partita del campionato di serie B della stagione 2008-2009 tra i biancorossi, tra le cui fila militava quell&#8217;anno, e la Salernitana, giocata sul terreno dei campani. Secondo i pentiti Andrea Masiello e Vittorio Micolucci, suoi compagni di difesa all&#8217;epoca, la gara sarebbe stata pilotata. Il pm Ciro Angelillis e i carabinieri avrebbero già notificato al difensore, promessa del calcio italiano, un avviso a comparire. Nei prossimi giorni quindi potrebbe essere ascoltato dagli inquirenti baresi per difendersi dalle accuse. In quella occasione Ranocchia segnò anche un gol. La partita finì 3 a 2 per la Salernitana.</p>
<p>Ma il vero dramma è che ormai di pulito nel calcio resta poco o niente. Come scriveva su Repubblica mesi fa Fabrizio Bocca, il calcio ha perso la sua verginità da troppi anni per non capire che tutto quanto sta accadendo non è incredibile o eccezionale o straordinario, ma anzi è possibilissimo, vero, concreto.</p>
<p>La realtà di un calcio marcio e avvelenato, colluso addirittura con la criminalità comune e straniera (zingari prima e ungheresi poi), è molto più vasta di quanto si potesse pensare.</p>
<p>Insomma non è più il tempo di stupirsi o scandalizzarsi: questa è un’operazione ipocrita fin troppo scontata, ripetuta e soprattutto inutile.</p>
<p>In tutti questi anni mentre il pubblico e i media si stupivano e scandalizzavano c’erano calciatori e delinquenti che aggiustavano partite sotto il loro naso e mettevano magari 40.000 euro tra gli asciugamani per regolare i conti delle varie combine (è successo anche questo).</p>
<p>I pareggi o le sconfitte di comodo, su cui si è lucrato o meno, sono state infinite. Se ne è parlato perfino nelle riunioni di spogliatoio, in maniera quasi pubblica.</p>
<p>E dalla serie A alla serie C. Non c’è un livello uno, un livello due o un  livello tre, ma un’unica e indistinta melassa di malcostume, collusione e criminalità. Anche discretamente accettata.</p>
<p>Insomma un business illegale diffuso sotto la finta crosta sentimentale del calcio italiano.</p>
<p>Cosa è stato fatto per evitarlo? Chi è stato chiamato per risolvere il problema? Quali strutture, quali uffici hanno studiato qualcosa?</p>
<p>Questo è il vero problema. Si è atteso che la melma salisse ormai a livello del labbro e, probabilmente, ora siamo fuori tempo massimo.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Addio a l&#8217;on. Alberto Aiardi, già parlamentare abruzzese di spicco e vice Presidente nazionale ANFE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[mesi]]></category>
		<category><![CDATA[onorevole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ deceduto stanotte, presso l’ospedale civile di Teramo dove da due mesi era ricoverato, l’on. Alberto Aiardi, figura di spicco nel mondo politico abruzzese e nazionale. Nato nel 1935 a Pistoia, era teramano ed abruzzese di adozione. Laureato in giurisprudenza, ma con grandi competenze nel campo dell’economia, è stato uno dei pilastri della Democrazia Cristiana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ deceduto stanotte, presso l’ospedale civile di <strong>Teramo</strong> dove da due mesi era ricoverato, l’on. <strong>Alberto Aiardi</strong>, figura di spicco nel mondo politico abruzzese e nazionale. Nato nel 1935 a <strong>Pistoia</strong>, era teramano ed abruzzese di adozione. Laureato in giurisprudenza, ma con grandi competenze nel campo dell’economia, è stato uno dei pilastri della Democrazia Cristiana abruzzese. Amministratore comunale a Teramo, poi parlamentare per cinque legislature consecutive (dal 1972 al 1992) alla Camera dei Deputati, più volte Sottosegretario al Bilancio e Programmazione economica (Governi Craxi I e II, Fanfani V e VI), è stato un politico raffinato e di grandi vedute, aperto al dialogo e profondamente impegnato anche sui problemi dell’emigrazione, ricoprendo per molti anni l’incarico di vice Presidente nazionale dell’<strong>ANFE</strong>, l’associazione per le famiglie degli emigrati fondata nel 1947 dalla deputata costituente aquilana <strong>Maria Agamben Federici</strong>, che ne fu presidente sin dalla fondazione e fino alla sua morte, nel 1984.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Politico accorto e di grande carisma, cultore di temi economici e valente saggista, l’on. Aiardi lascia una grande eredità alla storia politica abruzzese, avendo egli arricchito la cultura della nostra regione con numerose pubblicazioni e saggi sull’<strong>Abruzzo</strong> nel secondo dopoguerra, essenziali per chiunque voglia conoscere a fondo la storia regionale, in campo economico e sociale. Rilevante il suo contributo, in Parlamento e nelle istituzioni, per la crescita e lo sviluppo dell’Abruzzo e, particolarmente, del territorio teramano. E’ una grave perdita per l’Abruzzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati (<strong>ANFE</strong>) che lo ha avuto come ai suoi vertici per molti anni, accanto alla sua fondatrice <strong>Maria Federici</strong>, lo ricorda con affetto per il suo appassionato impegno in favore del mondo dell’emigrazione, che Egli ha condotto con grande competenza, sia in Italia che tra le nostre comunità all’estero. E’ recente il suo ultimo significativo contributo storico e culturale, reso al Convegno tenutosi nel febbraio scorso a <strong>Teramo</strong>, organizzato da <strong>ANFE</strong> e <strong>Inner Wheel</strong>, sulle figure di <strong>Maria Federici</strong> e <strong>Cristina di Svezia</strong>. Il presidente nazionale dell’ANFE, <strong>Paolo Genco</strong>, a nome di tutte le delegazioni dell’associazione all’estero e di tutte le sedi in Italia, fa giungere alla sua famiglia la partecipazione dell’associazione al dolore per la scomparsa dell’on. <strong>Alberto Aiardi</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">Goffredo Palmerini</p>
<p><em>*delegato ANFE per l’Abruzzo</em></p>
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		<title>Giovani precari in piazza il 26 a Roma</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/05/16/giovani-precari-in-piazza-il-26-a-roma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[borse]]></category>
		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[generazione]]></category>
		<category><![CDATA[insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le Borse cadono e lo spread vola. Queste le notizie che da mesi leggiamo sui giornali. Insieme allo spread e alle Borse pero&#8217; cade una generazione e insieme a lei un paese intero. Dentro la crisi economica vola anche la disoccupazione giovanile ormai oltre il 34%, la precarieta&#8217; dilaga tra i contratti di lavoro e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le Borse cadono e lo spread vola. Queste le notizie che da mesi leggiamo sui giornali. Insieme allo spread e alle Borse pero&#8217; cade una generazione e insieme a lei un paese intero. Dentro la crisi economica vola anche la disoccupazione giovanile ormai oltre il 34%, la precarieta&#8217; dilaga tra i contratti di lavoro e nella vita di tutti noi. A tutto questo il governo ha risposto con politiche di austerity, le stesse che hanno causato la crisi economica e che oggi deprimono ulteriormente il nostro paese, e con una riforma del Mercato del Lavoro sbandierata come la risposta definitiva alla precarieta&#8217; che invece non risolve proprio niente. Per questo il comitato &#8216;Il nostro tempo e&#8217; adesso&#8217; ha lanciato per il prossimo 26 maggio una manifestazione a Roma: &#8216;La meglio gioventu&#8217; scende in piazza&#8217;&#8221;. Lo comunica, in una nota, il comitato &#8216;Il nostro tempo e&#8217; adesso&#8217;.</p>
<p>&#8220;E&#8217; la meglio gioventu&#8217; di oggi che chiede di scendere in piazza anche alla gioventu&#8217; di ieri: alle proprie madri e ai propri padri. Si e&#8217; cercato, in questi anni, di dividere i &#8216;garantiti&#8217; dai &#8216;non garantiti&#8217;: noi vogliamo unire due generazioni nella difesa dei diritti e nella lotta contro la precarieta&#8217;, che non e&#8217; solo un&#8217;emergenza del mercato del lavoro, ma il piu&#8217; grande attacco alla democrazia italiana degli ultimi decenni- si legge nella nota- Nell&#8217;appello che lancia l&#8217;iniziativa si legge: &#8220;Per noi la precarieta&#8217; e&#8217; il messaggio che da vent&#8217;anni una classe dirigente ci trasmette: andatevene. Noi vogliamo restare, cambiare le nostre vite e dare un presente al nostro Paese&#8221;.</p>
<p>Le richieste avanzate sono: un modello di welfare universale; l&#8217;istituzione anche nel nostro paese di un reddito minimo fatto di sussidi e servizi; un contratto stabile per il lavoro stabile e che i diritti fondamentali siano estesi a tutte le forme di lavoro: l&#8217;equo compenso, il diritto universale alla maternita&#8217;/paternita&#8217; e alla malattia, i diritti sindacali, il diritto ad una pensione dignitosa, la continuita&#8217; di reddito nei periodi di non lavoro, la formazione continua&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/16/giovani-precari-in-piazza-il-26-a-roma/">Giovani precari in piazza il 26 a Roma</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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