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	<title>migrazione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Calano gli stranieri residenti in Emilia-Romagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 12:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per il secondo anno consecutivo, calano gli stranieri residenti in Emilia-Romagna: sono 531.000 a gennaio 2017, cioe&#8217; 3.600 in meno. Oltre la meta&#8217; (53,5%) sono donne, e quella rumena la comunita&#8217; piu&#8217; numerosa. Sono invece 115.000 i minori, di cui 8.357 nuovi nati nel 2016. I dati dell&#8217;Osservatorio regionale sul fenomeno migratori confermano pero&#8217; che l&#8217;Emilia-Romagna e&#8217; la regione con la piu&#8217; alta incidenza di cittadini provenienti da Paesi stranieri rispetto al totale della popolazione residente: l&#8217;11,9%. Segue la Lombardia, che si assesta all&#8217;11,4% a fronte del dato nazionale medio dell&#8217;8,3%. La presenza maggiore si rileva nelle province nord-occidentali: Piacenza (14%), Parma (13,5%), Modena (12,9%) e Reggio Emilia (12,3%). Aumentano anche coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana: oltre 25.200 nel 2016 (erano 1.153 nel 2002), a indicare che la presenza straniera sul territorio non puo&#8217; piu&#8217; essere letta come un fenomeno transitorio e temporaneo. Sono 170 invece, i paesi rappresentati, con in testa i rumeni che contano 89.000 residenti (16,7% del totale delle presenze straniere), seguiti da marocchini (11,6%), albanesi (11,0%), ucraini (6,1%), cinesi e moldavi (entrambi al 5,5%). Come in Italia, anche in Emilia-Romagna si conferma la prevalenza femminile che rappresenta il 53,5% del totale degli stranieri residenti.<br />
Dai dati del Rapporto emerge che gli stranieri residenti in regione hanno un&#8217;eta&#8217; media inferiore ai 34 anni, mentre quella degli italiani e&#8217; di 47. I minori rappresentano il 16,1% dei residenti stranieri in Emilia-Romagna e una buona parte (45.000) ha meno di sei anni e si tratta di bambini nati in Italia (93,7%). Nel 2016 sono nati in Emilia-Romagna 8.357 bambini da genitori stranieri residenti: quasi un quinto (24,2%) del totale dei nati nell&#8217;anno (in Italia sono il 14,7%) &#8220;<em>Anche se in leggero calo, il numero dei cittadini stranieri che hanno scelto la nostra regione per vivere resta ancora alto&nbsp;</em>&#8211; commenta la vicepresidente dell&#8217;Emilia-Romagna <strong>Elisabetta Gualmini &#8211;</strong> <em>e il fenomeno delle migrazioni rappresenta un processo irreversibile, un mutamento sociale in divenire da cui non si torna indietro, anche se non privo di costi sia per gli immigrati che per le societa&#8217; di accoglienza</em>&#8220;. Allo stesso tempo, una popolazione regionale sempre piu&#8217; eterogenea per provenienze, lingue, culture, religioni, &#8220;<em>credo possa essere fonte di potenziali opportunita&#8217; di progresso e crescita comune. Il nostro compito di amministratori- prosegue la vicepresidente- e&#8217; quello di continuare a lavorare per aumentare una consapevolezza interculturale diffusa e responsabile tra i diversi attori, istituzionali e non, e tra i cittadini emiliano-romagnoli</em>&#8220;. Per questo &#8220;<em>occorre lavorare insieme per ridefinire un nuovo patto di cittadinanza tra migranti e nativi che rispetti i diritti e i doveri di tutti</em>&#8220;, conclude.</p>
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		<title>Croce Rossa: al via a Londra la Conferenza sulla Migrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 11:41:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è aperta il 15 a Londra e proseguirà anche domani, 16 febbraio, la Conferenza sulla Migrazione, organizzata dalla British Red Cross. Sono presenti 30 Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, insieme per pianificare una risposta condivisa sul tema dei migranti. Di seguito l&#8217;intervento del Vice Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa [&#8230;]</p>
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<p>Si è aperta il 15 a Londra e proseguirà anche domani, 16 febbraio, la <strong>Conferenza sulla Migrazione</strong>, organizzata dalla British Red Cross. Sono presenti 30 Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, insieme per pianificare una risposta condivisa sul tema dei migranti.<br />
Di seguito l&#8217;intervento del Vice Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e Presidente Nazionale <acronym title="Croce Rossa Italiana">CRI</acronym>, Francesco Rocca.</p>
<p>Cari colleghi e amici della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa,</p>
<p>è un piacere per me essere qui oggi in occasione della Conferenza Europea sulla migrazione. Vorrei prima di tutto esprimere la mia gratitudine alla British Red Cross per averla organizzata e per la calorosa accoglienza a Londra.<br />
Un grande ringraziamento va anche ai colleghi della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (<acronym title="Federazione Internazionale Croce Rossa">FICR</acronym>) coinvolti nell&#8217;organizzazione di questo importante evento.<br />
Questo incontro si svolge solo due mesi dopo gli Statutory Meetings di Ginevra a dimostrazione di come e quanto il tema della migrazione ci coinvolga tutti.<br />
E vorrei anche aggiungere: finalmente! Finalmente, infatti, la migrazione è diventata una priorità europea, e non più solo una questione legata all’area del Mediterraneo. Negli ultimi anni tutte le Società Nazionali europee sono state coinvolte nell&#8217;assistenza e nella protezione dei migranti perché l&#8217;Europa è un punto di ingresso, di transito ed è la destinazione finale.<br />
Abbiamo speso tempo, denaro, energie.<br />
Come Società Nazionali europee ci siamo impegnate, nella Call for Action di Firenze nel giugno 2014, affinché spingessimo i Governi a cooperare con noi per proteggere e assistere la vulnerabilità e la diversità.</p>
<p>Finora la risposta sul campo è stata improntata sull’ emergenza. Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti che la <acronym title="Federazione Internazionale Croce Rossa">FICR</acronym> ha in dotazione per l’intervento e la risposta immediata. Ciò che è stato fatto sul campo è un lavoro enorme, a volte molto difficile, ma ora non possiamo continuare a lavorare come se dovessimo affrontare un’emergenza, lasciando ad esempio che ogni paese interessato da fenomeni migratori lanci un appello isolato. Inoltre non dobbiamo dimenticare il lavoro fatto dal Segretariato della <acronym title="Federazione Internazionale Croce Rossa">FICR</acronym> che ci ha dotato di nuovi strumenti per affrontare questo tema: la sezione apposita sulla migrazione, il piano d&#8217;azione e la dichiarazione di Tunisi.</p>
<p>Il tema dei flussi migratori deve essere una delle priorità per il Movimento.<br />
Quello che dobbiamo fare ora è: collegare questi due livelli (risposta immediata e programmazione) e mettere in atto il piano.<br />
Il mio augurio è che questa conferenza, che cade proprio all&#8217;inizio del 2016, ci permetta di essere pronti a reagire e a gestire il flusso migratorio che continuerà  nei prossimi mesi e nei prossimi anni.</p>
<p>In primo luogo dobbiamo essere realistici: non vedo miglioramenti per il prossimo futuro rispetto a questa situazione e, purtroppo, sono convinto che ci saranno altri morti, altra sofferenza umana, altri uomini, donne e bambini che si sentiranno soli, non protetti né rispettati nella loro dignità di esseri umani.<br />
Spetta a noi anticipare che cosa accadrà e restare in allerta.<br />
Dobbiamo pensare globalmente, includendo nella nostra azione i paesi di origine e le rotte migratorie.<br />
Dobbiamo essere pronti a condividere le best practices, scambiandoci le esperienze fatte sul campo per migliorare la nostra capacità di risposta.<br />
La migrazione, come detto prima,  non è un’emergenza improvvisa o un fenomeno straordinario.<br />
La migrazione ha la propria continuità e dobbiamo organizzare un sistema flessibile in grado di garantire una risposta adeguata alle dimensioni delle esigenze.<br />
Ciò è possibile con una forte cooperazione tra Società Nazionali, e con un flusso continuo di informazioni costantemente disponibili.<br />
La <acronym title="Federazione Internazionale Croce Rossa">FICR</acronym> dovrebbe svolgere un ruolo in questo come facilitatore.<br />
In primo luogo la capacità delle Società Nazionali può essere rafforzata grazie al sostegno della Federazione, che potrebbe sviluppare un suo piano logistico di azione così da includere anche la possibilità di istituire un’Unità di Emergency Response dedicata alla migrazione.<br />
Abbiamo bisogno di identificare gli strumenti finanziari e operativi da utilizzare quando è richiesto il massimo sforzo.<br />
In secondo luogo c’è proprio lo sviluppo di nuovi strumenti in termini di questioni finanziarie. Appelli nazionali e isolati non possono rappresentare nel prossimo futuro il modo più appropriato per raccogliere risorse economiche.<br />
Cominciamo a pensare a livello regionale, utilizzando la possibilità di proporci all’Unione Europea come leader nella risposta umanitaria.<br />
D’altronde siamo presenti in tutti i paesi europei, così come nei paesi di origine, garantendo una continuità nell’incontrare i bisogni dei più vulnerabili tra un confine e l’altro.<br />
Siamo in grado di portare nelle sedi opportune le voci di chi spesso non ha voce proponendo azioni concrete da intraprendere sia a livello nazionale, sia internazionale.<br />
L&#8217;Unione Europea finora sembra sia stata più interessata a sanzionare i paesi di arrivo, come l&#8217;Italia e la Grecia, senza mettere invece in azione concrete politiche di gestione dei flussi migratori. Finora, parlando francamente, le reazioni dei paesi dell&#8217;Unione europea, a livello nazionale, sono state schizofreniche e unicamente finalizzate a impedire l&#8217;arrivo di migranti, senza mettere in campo alcun tipo di azione comune e condivisa.<br />
Essendo il nostro Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa in prima linea, abbiamo il dovere di ricoprire un ruolo di sentinella per le sfide future continuando, nel nostro ruolo ausiliario, a proporre soluzioni e accordi per proteggere esseri umani.<br />
Data la nostra esperienza oggi sul campo, noi possiamo chiedere la giusta attenzione e le giuste risposte da parte dei Governi. Perché se da un lato Istituzioni e la società civile ci riconoscono un ruolo fondamentale in termini di assistenza ai migranti, dall’altra parte ora ci aspettiamo di mantenere questa leadership riconosciuta. Questo deve essere in tutti i campi interessati: dall&#8217;assistenza all’advocacy, dalla capacità di risposta alla reale comunicazione di quelli che sono i bisogni reali.</p>
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<p>Al tempo stesso abbiamo anche la capacità di far conoscere il nostro lavoro alle comunità di accoglienza, così come di favorire reali processi d’integrazione evitando crescenti fenomeni di xenofobia e razzismo.<br />
Per citare ancora una volta la Call for Action di Firenze, anche in quell’occasione abbiamo chiesto alle comunità di lavorare con noi per favorire l&#8217;integrazione.<br />
Certo, dopo quello che è successo a Parigi e a Bruxelles con una conseguente crescita della paura di attacchi terroristici in tutta Europa, il nostro compito è sicuramente sempre più difficile, ma a maggior ragione dobbiamo continuare a rassicurare l’opinione pubblica e a sostenere con forza che migrante non significa terrorista o criminale.<br />
Siamo nati per fronteggiare le conseguenze di una guerra che sono anche conseguenze umanitarie.<br />
Quando parliamo di migrazione, dobbiamo lavorare per ridurre le sue principali conseguenze legate alla  vulnerabilità delle persone.<br />
Per questo motivo abbiamo bisogno di essere coinvolti nel sistema di accoglienza, affinché si stabiliscano regole minime per il rispetto della dignità umana in ogni passaggio del percorso migratorio con un monitoraggio costante del sistema.<br />
Le conseguenze di alcune decisioni politiche potrebbero significare maggiore vulnerabilità per coloro che sono privi di documenti o sono stati diniegati.<br />
E questa vulnerabilità persisterà e comprometterà le generazioni future.</p>
<p>Cari amici, il mio augurio è che questa conferenza possa rappresentare l&#8217;occasione per fortificare la nostra azione collettiva continuando a sostenere e coordinare la nostra capacità di risposta ai bisogni in aumento di coloro che sono più vulnerabili, di fronte ai quali abbiamo il dovere di agire.<br />
In qualità di Vice Presidente dell’area Europa della <acronym title="Federazione Internazionale Croce Rossa">FICR</acronym>, con la presente ribadisco il mio pieno impegno a portare i risultati di questo incontro nel prossimo Governing Board e a continuare a lavorare sulla questione migranti affinché nessuna Società Nazionale si senta mai sola o non considerata.</p>
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		<title>&#8220;Nuovi italiani. Cartoline dall&#8217;Italia&#8221;: i migranti si raccontano/video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2013 10:48:37 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/24/nuovi-italiani-cartoline-dallitalia-i-migranti-si-raccontanovideo/">&#8220;Nuovi italiani. Cartoline dall&#8217;Italia&#8221;: i migranti si raccontano/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è un po&#8217; di tutto, c&#8217;è la vita di persone che si sono messe in gioco e che volenti o nolenti, hanno dovuto reinventarsi in un nuovo paese. Ogni ritratto presenta un aspetto particolare dell&#8217;emigrazione, il dolore della madre per i figli lasciati al paese d&#8217;origine, la voglia di tornare per insegnare quanto appreso, l&#8217;orgoglio per aver saputo mantenere una famiglia intera con il lavoro fatto in Italia. Ogni storia è un universo&#8221;. Con queste parole il regista friulano Massimo Garlati-Costa racconta il suo viaggio tra i migranti in Italia che hanno narrato la loro esperienza come uomini e donne in terra straniera.</p>
<p>Succede grazie ad un progetto video “Nuovi Italiani. Cartoline dall’Italia”, avviato nel 2010 come documentario per la televisione e realizzato dal regista friulano Massimo Garlati-Costa. L’opera ha vinto il Concorso Pluralia 2013 come miglior audiovisivo di comunicazione sociale al Festival del Cinema documentario “Premio  Marcellino De Baggis” di Taranto, risultando la più votata dal pubblico. Le cartoline sono 15 ritratti, in cui per una volta sono loro i protagonisti e i narratori delle proprie storie.</p>
<p>Zoubir Fellah dell&#8217;Algeria e Naiane Beltrami del Brasile, sono alcuni dei volti ritratti, cittadini che hanno scelto di vivere in Italia e di raccontare alla telecamera le loro personali esperienze di vita, dalle vicende familiari ai motivi che li hanno spinti a una scelta di emigrazione.</p>
<p>Intorno al mondo dell’immigrazione e alla sua narrazione ci sono ancora pregiudizi e pressioni più o meno razziste che non permettono che se ne faccia un racconto sano e veritiero, come racconta il regista.</p>
<p>&#8220;Le difficoltà incontrate nel coinvolgere gli sponsor, sia pubblici che privati e soprattutto la riluttanza dei canali televisivi nazionali a collaborare, sia alla realizzazione che alla distribuzione di un documentario sull&#8217;immigrazione, ci ha spinti a pensare in modo diverso e, crediamo, innovativo &#8211; spiega Massimo Garlati-Costa.</p>
<p>“Le storie narrate sono testimonianze preziose della vita di persone che dividono con gli italiani autoctoni quotidianità e  problemi, e come spiega il regista “ritratti che potranno essere visti anche fra qualche decennio  e che molto ci racconteranno su come era il nostro paese agli inizi del duemila”.</p>
<p>Guarda anche il video sul documentario “Nuovi italiani. Cartoline dall’Italia” <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Nuovi_italiani_come_i_migranti_si_raccontano/1553">qui</a></p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/24/nuovi-italiani-cartoline-dallitalia-i-migranti-si-raccontanovideo/">&#8220;Nuovi italiani. Cartoline dall&#8217;Italia&#8221;: i migranti si raccontano/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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