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	<title>ministro Cameron Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Londra e l’Europa alla ricerca di un’intesa, inizia finalmente la post Brexit</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 18:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel summit congiunto che si è tenuto a Londra tra il primo ministro britannico Starmer, la presidente della Commissione europea Von der Leyen e il presidente del Consiglio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/25/londra-e-leuropa-alla-ricerca-di-unintesa-inizia-finalmente-la-post-brexit/">Londra e l’Europa alla ricerca di un’intesa, inizia finalmente la post Brexit</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel summit congiunto che si è tenuto a <strong>Londra</strong> tra il primo ministro britannico <strong>Starmer</strong>, la presidente della Commissione europea <strong>Von der Leyen</strong> e il presidente del Consiglio europeo <strong>Costa</strong>, è stato dato l’annuncio di un accordo che cambia i rapporti tra le due sponde della Manica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di un rientro del Regno Unito nell’Unione Europa e neanche di una ricomposizione della frattura creatasi in questi dieci anni, dal 2016 per l’esattezza, tra Londra e l’Europa, ma certamente è una svolta che vede la fine di una stagione di attriti, iniziata con il referendum appunto del 2016 con il governo londinese del primo ministro <strong>Cameron</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli errori non sono mancati, commessi da ambo le parti, sia dai governi inglesi che da quelli europei e forse, a ben guardare, il premier <strong>Starmer</strong> ha parlato di un “<strong><em>reset</em></strong>”, rischiando molto con il passo compiuto, ma avendo ben presente le opportunità politiche ed economiche, non da poco, che si apriranno con il miglioramento dei rapporti tra <strong>Londra</strong> e l’<strong>Europa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ un riavvicinamento che si intuiva già dalla vittoria di <strong>Starmer</strong> nel luglio del 2024, ma che ha bruciato i tempi dopo l’ingresso di <strong>Trump </strong>alla Casa Bianca e i cambiamenti epocali che ne sono seguiti e che hanno costretto <strong>Londra, Bruxelles, Parigi </strong>e <strong>Roma</strong> ad accelerare tempi e modalità di una nuova “<strong><em>partnership</em></strong>“. &nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il disordine mondiale ha costretto tutti a superare i piccoli interessi, come la disputa con <strong>Parigi </strong>sulla pesca nelle acque della <strong>Manica</strong> e l’accordo più che rivoluzionario appare politico, anzi, fortemente politico, perché c’è la volontà di riallacciare i rapporti con l’Europa e, soprattutto, di cooperare nella Difesa e Sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà necessario far accettare l’accordo agli inglesi e Starmer avrà il suo da fare perché, anche se i più recenti sondaggi rilevano che solo il 30% degli elettori è ancora favorevole alla Brexit mentre per il 55% il referendum del 2016 resta un errore, l’opposizione è già sul sentiero di guerra contro l’accordo e il 39% ritiene abbastanza probabile un rientro dell’Inghilterra nella UE nei prossimi vent’anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo simbolo del distacco del Regno Unito dalla Unione Europea, <strong>Nigel Farage</strong>, e la sua formazione politica, Reform DK, populista e nemica dell’Europa, sono già all’attacco. Il cammino di <strong>Starme</strong>r, per le ragioni sinora addotte, si presenta difficile e insidioso: da un lato l’apertura a <strong>Bruxelles</strong>, dall’altra il pericolo che la destra populista di Farage aumenti nei sondaggi lo spinge ad essere durissimo contro l’immigrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A ben vedere la <strong>Brexit </strong>non ha sortito gli effetti positivi sperati, anzi, la fase successiva al referendum è stata gestita su una forte spinta populista e nella confusione più totale, confermando però quello che i politologi hanno sempre pensato, e cioè che il populismo nasce e prolifera lì dove i problemi della popolazione non sono risolti e si fatica a mantenere quanto promesso in campagna elettorale dai suoi accoliti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La svolta conferma, ancora una volta, la capacità di attrazione della UE, grande mercato economico, nel quale per adesso Londra non rientra, certezza del diritto, robusto soft-power e voglia di cambiamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova realtà mondiale spinge sia <strong>Londra</strong> che <strong>Bruxelles</strong> a svolgere un ruolo maggiore e più risoluto nel mondo; certo altri passi vanno fatti a cominciare dalla Difesa dove Londra può dare un importante contributo alla sicurezza del continente europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’apertura reciproca, può portare opportunità non solo nel campo della <strong>Difesa</strong>, ma anche dal punto di vista economico e finanziario, soprattutto meno rivalità e astio, come dimostrano i migliorati rapporti di Londra con il francese <strong>Macron</strong>, il nuovo cancelliere tedesco <strong>Merz</strong> e la premier <strong>Meloni.</strong>&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong>Angela Casilli</strong></p>
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