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	<title>molinari Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Molinari (Confassociazioni): “Professionisti e Pmi. Internazionalizzazione e finanziamenti. Ecco come si fa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 13:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Enrico Molinari, economista, manager, docente universitario ed Executive Vice-President Confassociazioni International, ha una lunga esperienza nel campo dell’internazionalizzazione delle Pmi e dei finanziamenti europei per supportarne la crescita. Ora anche i professionisti hanno la possibilità di accedere ai fondi, dedicati in passato solo alle Pmi: una tendenza che crescerà nei prossimi anni. Ma, per cercare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Enrico Molinari</strong>, economista, manager, docente universitario ed Executive Vice-President Confassociazioni International, ha una lunga esperienza nel campo dell’internazionalizzazione delle Pmi e dei finanziamenti europei per supportarne la crescita.</p>
<p>Ora anche i professionisti hanno la possibilità di accedere ai fondi, dedicati in passato solo alle Pmi: una tendenza che crescerà nei prossimi anni. Ma, per cercare nuovi sbocchi all’estero bisogna avere idee chiare e, soprattutto, orientarsi in modo corretto. Molinari ce lo spiega in questa intervista esclusiva in concomitanza con l’appuntamento a Milano organizzato da Confassociazioni International, ICE e Unioncamere.</p>
<p><strong>Quali sono le strade dell’internazionalizzazione per una Pmi?</strong></p>
<p>Oggi, alla luce di una congiuntura economica complicata e di una crescita da consolidare in termini di robustezza, questa è una delle aree di sviluppo più interessanti per le aziende, non tanto per le multinazionali che hanno nel proprio DNA il concetto stesso di internazionalizzazione, ma per tutto il tessuto delle Piccole e Medie Imprese italiane in termini di diversificazione di mercato. Con la creatività, componente tipica dell’imprenditoria italiana, è possibile posizionarsi con successo in mercati ad alto valore aggiunto in cui ancora non si è presenti.</p>
<p><strong>Cosa serve per farlo?</strong></p>
<p>Ovviamente è importante che le imprese abbiano maggiore consapevolezza e conoscenza delle dinamiche di funzionamento dei paesi esteri. Esistono organizzazioni che supportano in questo percorso le aziende e, in modo particolare, le Pmi. Un esempio concreto: i professionisti e i manager che partecipano alla nostra Confederazione sono particolarmente attenti ai cambiamenti e sanno che è sempre più importante far sistema con analoghe realtà europee con cui possono condividere una “cassetta degli attrezzi 4.0” in cui trovare gli strumenti per fare impresa in modo efficiente e durevole. Così un professionista potrà acquisire la consapevolezza di essere equiparato ad una Pmi nell’accesso ai fondi dedicati della Commissione europea che gli permetteranno di integrarsi nel contesto europeo in modo sempre più competitivo.</p>
<p><strong>Che pericoli dovranno affrontare? Come si devono preparare e quali sono i primi passi da compiere?</strong></p>
<p>Innanzitutto si deve fare un’analisi delle competenze e del patrimonio di conoscenze interne all’impresa o alla propria attività professionale, creando una matrice molto semplice che metta nero su bianco tutto il know-how che si può trasmettere sui mercati internazionali. Si tratta, quindi, di fare un’analisi dei punti di forza e di debolezza del proprio modello organizzativo incrociandoli con le opportunità derivanti da un percorso di internazionalizzazione d’impresa.</p>
<p>Il secondo passo è capire quali siano i mercati più interessanti per il proprio business, in particolar modo per i professionisti che hanno difficoltà in termini di massa critica rispetto alle Pmi spesso più strutturate. Individuare i mercati che possano accelerare la propria crescita, consolidando la propria realtà anche in termini di fatturato e di soddisfazione professionale, è un passaggio cruciale nella scelta evolutiva. In questa fase, un supporto strategico è senza dubbio fornito dall’esperienza dell’Istituto per il Commercio Estero che aiuta a sovrapporre le componenti della domanda e dell’offerta delle imprese con i mercati in cui si desidera internazionalizzare.</p>
<p>Proprio oggi chiudiamo a Milano nella Sala Pirelli di Palazzo delle Stelline un ciclo di convegni dedicati al tema degli “investimenti esteri” durante i quali abbiamo ragionato insieme a ICE, Unioncamere, ai rappresentanti dei Ministeri competenti, alle Autorità regionali, alle imprese, al mondo delle professioni e a molte altre realtà sugli orizzonti futuri di questa opportunità. Le precedenti tappe di Torino, Mestre, Roma e Salerno ci hanno dato molti spunti che abbiamo cercato di sintetizzare in quest’ultimo appuntamento per supportare imprese e professionisti che desiderano accelerare il proprio business.</p>
<p><strong>Parliamo quindi anche di fondi e di come accedere ad essi. Cosa è importante conoscere</strong>?</p>
<p>Al di là della matrice paese-prodotto-mercato, è utile conoscere quali siano le opportunità di finanziamento, sovvenzioni e fondi tematici a disposizione sia delle imprese sia dei professionisti che, ormai equiparati alle Pmi, potranno beneficiare dell’accesso ai fondi finanziati della Commissione europea.</p>
<p>A questo proposito, è possibile utilizzare il supporto di Enterprise Europe Network, la più grande rete europea di sostegno e assistenza alle piccole e medie imprese su politiche, programmi e finanziamenti dell&#8217;UE, per conoscere le opportunità, le date di rilascio bandi, i beneficiari e molte altre informazioni. Naturalmente, questo vale anche per i bandi dedicati all’internazionalizzazione e per la creazione di nuove alleanze della conoscenza in paesi esteri. Inoltre, molti di questi fondi sono in grado di “incubare” le idee su cui si vuole puntare in startup di valore europeo.</p>
<p><strong>In questo periodo le start up sono al centro di molte iniziative di finanziamento è una tendenza che continuerà?</strong></p>
<p>Le startup continueranno ad essere supportate dai programmi finanziati europei con una precisa programmazione anche nei prossimi anni e rappresenteranno una delle aree a più alto assorbimento di risorse almeno per il prossimo decennio. Le startup, infatti, consentono una condivisione e una capitalizzazione dei risultati trasparente, organica e frutto di una concreta cooperazione multidisciplinare internazionale.</p>
<p>Una startup nasce e si sviluppa sempre per innovare e per creare un modello di business scalabile in ogni paese dell’UE.</p>
<p><strong>Parliamo quindi di trasferimento delle conoscenze e di formazione?</strong></p>
<p>Il trasferimento della conoscenza è un asset fondamentale e se messo “in rete” in modo corretto permette non solo di innovare attraverso nuove tecnologie abilitanti, ma anche di creare posti di lavoro sostenibili e durevoli. Questo è chiaramente importante non solo per rispondere ad una delle priorità di crescita di Europa 2020, ma soprattutto per formare professionisti in grado di competere su mercati internazionali. Penso ad esempio all’Eurasia, alla zona del Caspio e a paesi come l’Azerbaijan e il Kazakistan in cui trasferire conoscenza e best practise significa essere veri startupper.</p>
<p><strong>Se ho un progetto e voglio accedere ai contributi europei, come devo fare come Pmi e come professionista?</strong></p>
<p>Naturalmente non esiste una ricetta unica e un ingrediente magico. Per prima cosa, è necessario focalizzare l’idea da cui si vuole partire declinandola su un eventuale bando aperto, cercando di sintetizzarla in modo concreto. In secondo luogo, cercare di immaginare l’impatto che la sua realizzazione potrà avere sul mercato, sia in termini di innovazione sia di replicabilità. Poi, capire quale partenariato potrà apportare il migliore risultato possibile e infine iniziare a scrivere materialmente il progetto, nel rispetto delle indicazioni ricevute dall’organizzazione che promuove il bando.</p>
<p><strong>È sempre meglio affidarsi a dei professionisti, sostanzialmente?</strong></p>
<p>Il mio punto di vista di valutatore di progetti finanziati, mi permette di suggerire di affidarsi sempre ad un project manager esperto e certificato sin dalle prime fasi di progettazione e di sviluppo dell’idea che si vuole realizzare.</p>
<p>In particolare, è utile il confronto con chi ha competenze economico-finanziarie e allo stesso tempo conosce le metodologie di progettazione europea per consentire la definizione e la stesura di un progetto che risponda ai requisiti indispensabili per la sua finanziabilità.</p>
<p>In autonomia è comunque sempre auspicabile consultare periodicamente i portali dedicati alle opportunità di finanziamento nazionali, regionali ed europei per avere fonti di informazioni sempre aggiornate.</p>
<p>Infine, un professionista di consolidata esperienza, è in grado di suggerire il bando più adatto a cui rispondere e creare la giusta alchimia in termini di partenariato e di rete.</p>
<p><strong>E in Europa?</strong></p>
<p>Valgono le considerazioni appena fatte con una maggiore attenzione però alla complessità degli step necessari per partecipare a bandi che tecnicamente interessano 28 paesi. In questo caso, è necessario valutare bene ogni passaggio dalla scrittura del progetto alla sua realizzazione, dalla rendicontazione in caso di erogazione del finanziamento sino al monitoraggio delle azioni previste per arrivare ad una capitalizzazione che includa in modo intelligente e sostenibile tutti i partner del progetto stesso.</p>
<p>Project Cycle Management, Logical Framework Approach, budget, diagrammi di GANTT, cronoprogrammi, call for proposals, sono solo alcuni tra gli strumenti e le aree su cui un esperto sarà in grado di declinare al meglio l’idea di progetto.</p>
<p><strong>Quali sono i paesi dove secondo lei ci sono più opportunità e dove è meglio guardarsi intorno?</strong></p>
<p>La risposta dipende dal segmento di mercato nel quale si compete, perché ad esempio in Eurasia già da qualche anno molti professionisti italiani vengono chiamati ad intervenire per la loro indiscussa competenza, versatilità e capacità di problem solving. Invece, chi oggi è orientato al lancio di una startup ad alto contenuto tecnologico, guarderà con grande attenzione a San Francisco, al Nord Europa e &#8211; perché no &#8211; all’Italia dove da nord a sud esistono almeno una trentina di nuove realtà diventate velocemente milionarie che spaziano dalla tecnologia digitale al farmaceutico, dall’experience marketing al finance.</p>
<p><strong>Riepilogando, le quattro priorità da seguire e la chiave del successo?</strong></p>
<p>Queste le priorità che mi sento di dare come consigli:</p>
<p>Individuare un’idea forte, originale e scalabile<br />
Capire l’attrattività dell’idea e le opportunità/bandi per la sua realizzazione<br />
Analizzare i mercati a più alto tasso di crescita e viralità dei risultati<br />
Cominciare a pensare il futuro grazie alla propria idea<br />
La chiave del successo per un progetto è un’alchimia scientifica. Una profonda collaborazione tra le parti in gioco può fare la differenza per cogliere opportunità internazionali ed accelerare la crescita della propria azienda.</p>
<p>Enrico Molinari &#8211; Economista e manager, si laurea in Economia presso l’Università degli Studi di Pavia (Cattedra Jean Monet di Parigi),completa la propria formazione su mercati internazionali con un US diploma a New York in Marketing &amp; Communication Management e con una specializzazione in Internazionalizzazione d’Impresa, perfezionandosi successivamente in Europrogettazione per l’accesso ai finanziamenti europei presso l’Institute de Haute Formation aux Politique Communautaires di Bruxelles-IDP.</p>
<p>Ha consolidato un’esperienza trasversale in area marketing, communication &amp; sales di gruppi nazionali ed internazionali e in segmenti di mercato ad alto valore aggiunto nella creazione di start-up, nella gestione di reti vendita, nello sviluppo delle relazioni con gli stakeholder e nella valorizzazione delle HR attraverso il trasferimento di conoscenza.</p>
<p>Autore, docente universitario in materia di cultura innovativa d’impresa e di economia della conoscenza applicate alle imprese, al turismo al management delle reti, si occupa di project design, management &amp; evaluation di progetti europei, di alta formazione in finanziamenti nazionali, regionali ed europei, di comunicazione pubblica e di programmazione tecnica in contesti istituzionali.</p>
<p style="text-align: right;">Dario Tiengo-retewebitalia.net</p>
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		<title>Sanremo 2013: le foto della prima serata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 10:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival Sanremo 2013]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Impronta vi propone le immagini della prima serata del Festival di Sanremo 2013. La gara è stata aperta da Marco Mengoni, poi si sono esibiti Raphael Gualazzi, Daniele Silvestri, Simona Molinari con Peter Cincotti, Marta sui Tubi, Maria Nazionale, Chiara. Oltre 14 milioni di spettatori (14 milioni 196 mila) pari al 47.61% di share hanno seguito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Impronta vi propone le immagini della prima serata del Festival di Sanremo 2013. La gara è stata aperta da <strong>Marco Mengoni</strong>, poi si sono esibiti <strong>Raphael Gualazzi</strong>, <strong>Daniele Silvestri</strong>, <strong>Simona Molinari con Peter Cincotti</strong>, <strong>Marta sui Tubi</strong>, <strong>Maria Nazionale</strong>, <strong>Chiara</strong>.</p>
<p>Oltre 14 milioni di spettatori (14 milioni 196 mila) pari al 47.61% di share hanno seguito ieri la prima parte dell&#8217;esordio del festival di Fabio Fazio, che ha ospitato tra l&#8217;altro l&#8217;intervento di Maurizio Crozza. La seconda parte ha avuto 8 milioni 146 mila con il 53.54%. La media ponderata è pari a 12 milioni 969 mila con il 48.28%.</p>
<p style="text-align: right;">Foto: Manuel Romano</p>
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		<title>Per Sanremo si scaldano i motori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 12:16:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Sanremo 2013]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti si chiedono come sarà il Sanremo 2013, con la coppia collaudata (ma alquanto insolita per il Festival) Fazio-Litizzetto, l’esclusione di big come Paoli, la Vanoni e Albano e la musica (si è detto e scritto diffusamente) in primo piano. Secondo Gianni Poglio di Panorama, il cast dei big e la scelta del direttore artistico, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti si chiedono come sarà il Sanremo 2013, con la coppia collaudata (ma alquanto insolita per il Festival) Fazio-Litizzetto, l’esclusione di big come Paoli, la Vanoni e Albano e la musica (si è detto e scritto diffusamente) in primo piano.<br />
Secondo Gianni Poglio di Panorama, il cast dei big e la scelta del direttore artistico, Mauro Pagani, fanno sì che il Festival di Sanremo 2013 sarà fra i migliori, con almeno cinque performance di grande interesse: Elio e le Storie Tese, Chiara, gli Almanegretta, Raphael Gualazzi e la nostra (cioè l’aquilana) Simona Molinari , in duo col genietto del jazz americano Peter Cincotti, a proporre, insieme Dr. Jekyll e Mr. Hide, uno swing inedito del grande Lelio Luttazzi e La felicità, pezzo che richiama il sound di Renato Carosone.<br />
Altro nome da seguire quello della tosta Maria Nazionale (cantate ed attrice, con presenza in coppia con Nino D’Angelo al Festival nel 2010 ed una nomination al Davide di Donatello l’anno prima), che svarierà dal neomelodico al classico napoletano, rigorosa fra un Gragnaniello e i Servillo/Mesolella degli Avion Travel.<br />
E’ proprio lei l’artista più chiacchierata della 63esima edizione del Festival della Canzone Italiana, che aveva esordito già negli anni ottanta al Festival Bar, che ha pubblicato sin’ora 13 dischi e quanto a presenza scenica ne ha da vendere: la si veda in “Gomorra” di Matteo Garrone.<br />
Naturalmente il nostro cuore palpita per Simona Milinari, napoletana di nascita ma aquilana d’adozione, che 2008 si aggiudicò la vittoria del concorso Sanremolab, ottenendo la partecipazione al Festival de l’anno dopo, cantando in coppia con Ornella Vanoni, con cui ha poi registrato, l’anno dopo, il singolo “Amore a prima vista”.<br />
Nel 2007 è fra gli interpreti del musical Jekyll &amp; Hyde, con Giò Di Tonno, dove stupisce il pubblico per il modo in cui canta ed interpreta il ruolo di Mary Reilly, emozionando tutti con la sua voce capace di raccontare una bizzarra storia d&#8217;amore fra un uomo troppo sapiente e una ragazza ingenua, vulnerata nell&#8217;infanzia dalle vessazioni di un padre ubriacone, vissuta in misto di attrazione-repulsione per i mali del mondo.<br />
Tornando al Festival, sempre secondo Panorama, Fabio Fazio sarebbe anche intenzionato a far sborsare alla Rai 500mila euro per avere come super ospite il calciatore inglese, David Beckham, ma vi è stata una immediata la smentita del direttore di Raiuno, Giancarlo Leone, attraverso il proprio account Twitter.<br />
Quanto a TV Sorrisi e Canzoni, che in questi casi vale quanto Nature per il campo scientifico, scrive che sarebbero state avviate trattative per ingaggiare la popstar Rihanna e l’attrice Gwyneth Paltrow (che potrebbe essere accompagna dal marito Chris Martin, leader dei Coldplay) e conferma la presenza di tre bellezze internazionali: Laetitia Casta (la prima sera), Bar Refaeli (la seconda) e Bianca Balti (nella finale di sabato).<br />
La conferenza stampa è prevista per oggi e sapremo se ha ragione Gente e vi sarà Richard Gere, guest star della serata finale, dopo il rifiuto di Jovanotti e di Penelope Cruz, che Fazio aveva provato ad incastrare a “Che tempo che fa”, strappandogli una mezza promessa.<br />
Data per certa la presidenza della giuria al maestro Nicola Piovani, con presenza, fra i giurati (secondo Repubblica) dello scrittore Paolo Giordano e della pianista Rita Marcotulli.<br />
E mentre il Giornale auspica l’arrivo di Pippo Baudo (già conduttore della kermesse per tredici volte) in qualità di premiatore, Il Secolo XIX, ci dice che i cantanti in gara saranno introdotti (e/o premiati) da ospiti speciali rigorosamente made in Italy.<br />
E, ancora, che a differenza di Gianni Morandi, Fazio non presterà il suo volto alle telepromozioni, che con ogni probabilità saranno introdotte da Luca e Paolo, volti della Fiat, tra gli sponsor del Festival.<br />
Le ultime indiscrezioni, poi, vorrebbero Maurizio Crozza, reduce dal record di ascolti su La7, presente sul palco de L’Ariston, ma dovremo attendere la conferenza stampa delle 13 per sapere ciò che è falso e ciò che è vero.<br />
Quello che è certo, per ora, è che sono pronte le ben 28 canzoni (due a testa) dei 14 Big del Sanremone preelettorale in diretta su Raiuno dal 12 al 16 febbraio, con al comando la coppia inossidabile Fazio-Littizzetto e (non si sa in che ruolo) due bellone: Bar Rafaeli ex fidanzata di Di Caprio e Bianca Balti; con Fazio che ha negato la presenza di Paul McCartney, mentre sono in forse i Muse, perché, ha spiegato il conduttore, “non vogliamo nomi troppo grandi in epoca di spending review”.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/02/04/per-sanremo-si-scaldano-i-motori/">Per Sanremo si scaldano i motori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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