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	<title>morte Papa Francesco Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>La fine di un&#8217;epoca: addio a Papa Francesco, il Pontefice della Misericordia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 11:13:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La tenerezza di Dio è il linguaggio più potente per toccare il cuore del mondo.&#8221; – Papa Francesco Con la morte di Papa Francesco, il mondo perde una delle figure religiose più significative e carismatiche del nostro tempo. Jorge Mario Bergoglio, primo Papa gesuita e sudamericano della storia, ha guidato la Chiesa cattolica per oltre [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La tenerezza di Dio è il linguaggio più potente per toccare il cuore del mondo.&#8221;</em> – Papa Francesco</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la morte di Papa Francesco, il mondo perde una delle figure religiose più significative e carismatiche del nostro tempo. Jorge Mario Bergoglio, primo Papa gesuita e sudamericano della storia, ha guidato la Chiesa cattolica per oltre un decennio, in un periodo segnato da forti tensioni sociali, crisi ambientali, emergenze morali e profonde trasformazioni culturali. Il suo pontificato è stato allo stesso tempo rivoluzionario e divisivo, capace di accendere entusiasmi e suscitare resistenze, aprire orizzonti e creare fratture.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un uomo venuto &#8220;dalla fine del mondo&#8221;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;elezione di Papa Francesco nel marzo 2013, dopo la storica rinuncia di Benedetto XVI, fu accolta con stupore e speranza. Il suo primo gesto, quel semplice &#8220;Buonasera&#8221; pronunciato dalla loggia centrale di San Pietro, disarmò il mondo e segnò una svolta simbolica immediata. Il suo rifiuto della mozzetta rossa, la scelta del nome Francesco – mai usato prima – e la decisione di abitare nella Domus Sanctae Marthae, rompendo con le tradizioni curiali, annunciavano una nuova stagione della Chiesa: più umile, più vicina alla gente, più essenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Francesco si è presentato come un pastore che cammina con il popolo, mettendo al centro la misericordia, l&#8217;ascolto, il servizio. È stato il Papa dei gesti: abbracci ai malati, visite nei campi profughi, lavanda dei piedi ai detenuti, telefonate improvvise a fedeli in difficoltà.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una Chiesa in uscita</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo pontificato ha avuto alcune linee guida forti e costanti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. La misericordia come chiave pastorale</strong><br>Francesco ha spinto per una Chiesa più accogliente, meno giudicante, più sensibile alle fragilità umane. Il Giubileo straordinario del 2015 ne è stato il simbolo più evidente. Ha invitato i confessori a essere segni viventi della tenerezza di Dio, parlando di un cristianesimo che non esclude ma abbraccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. L&#8217;opzione preferenziale per i poveri</strong><br>Costante è stata la sua denuncia contro l&#8217;indifferenza globale verso i migranti, i senzatetto, le vittime dell&#8217;economia dello scarto. Ha chiesto una &#8220;Chiesa povera per i poveri&#8221;, con parole e azioni che hanno scosso le coscienze. Celebri le sue visite a Lampedusa, nelle favelas, nei campi profughi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. L&#8217;ecologia integrale</strong><br>Con l&#8217;enciclica <em>Laudato si&#8217;</em>, Francesco ha lanciato un appello globale per la cura del creato, denunciando il degrado ambientale come crisi spirituale e morale. È diventato un riferimento anche per attivisti e leader laici, affrontando le questioni climatiche da una prospettiva etica e universale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Il dialogo interreligioso e la pace</strong><br>Francesco ha intensificato i rapporti con il mondo musulmano, ebraico e con le Chiese ortodosse. Storici il viaggio negli Emirati Arabi, l&#8217;incontro con il Grande Imam di Al-Azhar e con il Patriarca Kirill. Ha promosso una cultura della fraternità oltre ogni confine religioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. La riforma della Curia e la trasparenza</strong><br>Ha cercato di semplificare e rendere più efficienti le strutture vaticane, contrastando la corruzione interna e promuovendo la trasparenza economica. Ma non senza difficoltà: molte delle sue riforme sono rimaste incomplete o rallentate da forti opposizioni interne.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le ombre di un pontificato</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla luce, non sono mancate zone d&#8217;ombra. La gestione della crisi degli abusi sessuali è stata, all&#8217;inizio, titubante. In alcuni casi, come quello cileno, il Papa ha difeso prelati controversi, salvo poi riconoscere pubblicamente gli errori e agire con decisione. Ha introdotto nuove regole, ma per molte vittime le risposte non sono state ancora sufficienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sul piano dottrinale, Francesco ha generato tensioni. Documenti come <em>Amoris Laetitia</em>, che aprivano alla possibilità di accostarsi ai sacramenti per i divorziati risposati, sono stati accusati di ambiguità. Alcuni cardinali gli hanno rivolto <em>dubia</em> – domande formali per chiarimenti – rimaste senza risposta. La sua apertura pastorale è stata vista da alcuni come una rottura rispetto alla tradizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo stile di governo, a volte, è apparso centralista e personale. Mentre parlava di sinodalità, prendeva decisioni in modo solitario, spesso spiazzando collaboratori e vescovi. Le nomine episcopali hanno premiato spesso figure di sensibilità pastorale affine, ma non sempre con solide basi teologiche o gestionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un gesuita, non un francescano</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E qui sta forse una delle chiavi più vere per comprendere il suo pontificato: nel bene e nel male, Papa Francesco non è mai stato un francescano. È stato un gesuita. Ha scelto il nome di San Francesco per indicare la direzione profetica della sua Chiesa – povera, pacifica, vicina agli ultimi – ma ha agito con lo stile tipico della Compagnia di Gesù: discernimento, strategia, finezza intellettuale, tenacia. Ha saputo essere mite nei toni, ma determinato nelle scelte; tenero nei gesti, ma spigoloso nelle reazioni a chi lo ostacolava. Non ha mai smesso di guidare con il rigore e l&#8217;acume del formatore spirituale, del missionario, dell&#8217;uomo di governo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un&#8217;eredità aperta – e un&#8217;assenza pesante</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La morte di Papa Francesco avviene a ridosso del Giubileo del 2025, un evento atteso da milioni di pellegrini e da tutta la Chiesa come occasione di rinascita spirituale. La sua assenza in questo appuntamento così simbolico sarà percepita con forza. Era stato proprio lui ad annunciarlo come un &#8220;Giubileo della Speranza&#8221;, in un mondo segnato da guerre e disillusione. Ora, il Giubileo si aprirà in un clima di lutto e transizione, e sarà il nuovo Papa a doverne raccogliere il senso e il timone.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi saranno gli eredi?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La successione di Francesco apre scenari complessi. Il Collegio cardinalizio da lui formato è molto diverso da quello del passato: più globale, meno europeo, spesso orientato a figure pastorali, più che dottrinali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i nomi più citati ci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Card. Matteo Zuppi</strong> (Italia): arcivescovo di Bologna, figura di grande equilibrio, molto vicino alla comunità di Sant&#8217;Egidio e sensibile ai temi sociali e del dialogo. Visto da molti come un &#8220;Francesco italiano&#8221;.</li>



<li><strong>Card. Peter Turkson</strong> (Ghana): già prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, africano, ecumenico, attento alle sfide ambientali e alla giustizia sociale.</li>



<li><strong>Card. Luis Antonio Tagle</strong> (Filippine): figura amata in Asia, teologo brillante, comunicatore efficace, con un profilo molto francescano nello spirito, benché riservato.</li>



<li><strong>Card. Jean-Claude Hollerich</strong> (Lussemburgo): gesuita, rapporteur generale del Sinodo sulla sinodalità, rappresenta la visione riformatrice europea del post-Francesco.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non sono esclusi nomi a sorpresa, in continuità con il &#8220;vento del Sud&#8221; che Francesco ha voluto imprimere alla Chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine, resterà l&#8217;immagine di un uomo che ha voluto camminare con il popolo, che ha parlato più con i gesti che con i documenti, che ha fatto della misericordia un linguaggio universale. Un Papa che ha portato il nome di Francesco, ma ha combattuto con l&#8217;anima di un gesuita. Ora la Chiesa è chiamata a scrivere il prossimo capitolo, tra memoria e profezia.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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