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	<title>morti sul lavoro Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Lavoro: nei primi 11 mesi del 2021 sono 1.116 le vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2022 09:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Manca ancora un mese al bilancio di fine anno e sono già 1.116 i morti sul lavoro nel 2021. Un dramma che non conosce fine. Ma i numeri assoluti non bastano a definire l&#8217;emergenza nel Paese. Perché, come diciamo da sempre, è l&#8217;indice di incidenza della mortalità, cioè il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Manca ancora un mese al bilancio di fine anno e sono già 1.116 i morti sul lavoro nel 2021. Un dramma che non conosce fine. Ma i numeri assoluti non bastano a definire l&#8217;emergenza nel Paese. Perché, come diciamo da sempre, è l&#8217;indice di incidenza della mortalità, cioè il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa a descrivere correttamente e obiettivamente l&#8217;emergenza, regione per regione. Ed è così che la Lombardia &#8211; che conta il maggior numero di vittime in Italia, ma anche il maggior numero di persone occupate &#8211; è anche quella più sicura, perché l&#8217;incidenza di mortalità è la più bassa d&#8217;Italia&#8221;. Questa -in una nota- l&#8217;introduzione di Mauro Rossato, presidente dell&#8217;Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega engineering di Mestre, all&#8217;ultima indagine e zonizzazione del rischio di morte per i lavoratori del nostro Paese. Per fotografare, alla stregua della pandemia, l&#8217;emergenza morti bianche in Italia da gennaio a novembre 2021. A finire in zona rossa nei primi 11 mesi del 2021 con un&#8217;incidenza maggiore del 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 38,5 morti ogni milione di lavoratori) sono: Puglia, Campania, Basilicata, Umbria, Molise, Abruzzo e Valle D&#8217;Aosta. In zona arancione: Trentino Alto Adige, Piemonte, Marche e Friuli Venezia Giulia. In zona gialla: Liguria, Lazio, Sicilia, Veneto, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana. In zona bianca: Lombardia e Calabria. I numeri assoluti delle morti sul lavoro in Italia da gennaio a novembre 2021. Numeri assoluti e incidenze producono graduatorie differenti. E infatti la classifica cambia. Tant&#8217;è che a guidare la classifica del maggior numero di vittime in occasione di lavoro è la Lombardia (107). Seguono: Campania (101), Piemonte (79), Lazio (77), Emilia Romagna (76), Puglia (73), Veneto (70), Toscana (46), Sicilia (42), Abruzzo (35), Marche (25), Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (23), Liguria (22), Umbria (21), Sardegna (17), Molise (15), Basilicata (14), Calabria (13) e Valle D&#8217;Aosta (3).Da gennaio a novembre del 2021 -prosegue la nota- sono 1.116 le vittime sul lavoro registrate in Italia; di queste, sono 882 (-7,4% rispetto al 2020) quelle rilevate in occasione di lavoro, mentre 234 (+17,6 % rispetto al 2020) sono quelle decedute a causa di un incidente in itinere. A fine novembre 2021 si registrano 99 vittime in più rispetto a fine ottobre 2021. Ancora il settore delle Costruzioni quello che conta il maggior numero di lavoratori deceduti in occasione di lavoro (111 dall&#8217;inizio dell&#8217;anno). Seguono: Attività Manifatturiere (98), Trasporto e Magazzinaggio (87), Commercio, Riparazione di autoveicoli e motocicli (73). La fascia d&#8217;età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 45 e i 64 anni (606 su un totale di 882). Ma anche qui, valutando il dato rispetto al numero di occupati per fascia di età, si scopre che è più a rischio il lavoratore over 65, con un&#8217;incidenza di mortalità del 196,7, mentre tra i 55 e i 64 anni l&#8217;incidenza scende a 90,2, tra i 45 e i 54 anni a 38,6 e tra i 35 e 44 anni a 15,7. L&#8217;incidenza di mortalità minima è nella fascia di età tra 25 e 34 anni, pari a 11,3, mentre nella fascia dei più giovani, ossia tra 15 e 24 anni, l&#8217;incidenza risale a 28 infortuni mortali ogni milione di occupati. Questo dimostra che le fasce di età dei più giovani e soprattutto dei più anziani sono quelle più a rischio di infortunio mortale. Aspetto da tenere in considerazione vista la propensione del legislatore di posticipare l&#8217;età di pensionamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro nei primi undici mesi del 2021 sono 85 su 882. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro da gennaio a novembre del 2021 sono 132. Il lunedì continua ad essere il giorno in cui si è verificato il maggior numero di infortuni nei primi dieci mesi dell&#8217;anno. Le denunce di infortunio sono in aumento (+2,1 %) rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso. Da gennaio a novembre 2021 sono 502.458. Erano 492.150 a novembre 2020. Quindi sono stati rilevati oltre 10mila infortuni in più nel 2021 rispetto al 2020. La pandemia ci ha obbligati da diversi mesi a vivere l&#8217;Italia &#8216;a colori&#8217;. Ma ci ha anche insegnato che i colori possono raccontare l&#8217;emergenza in modo più semplice ed efficace. Per questo l&#8217;Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega engineering di Mestre -che da oltre un decennio elabora indagini statistiche sulle morti bianche nel nostro Paese- ha deciso di utilizzare gli stessi colori per descrivere in modo più leggibile e incisivo le tragedie che si consumano nella quotidianità lavorativa. Si tratta, dunque, di una zonizzazione sulla base della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, parametrata su un&#8217;incidenza media nazionale (Im=38,5).</p>
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		<title>Lavoro. Strage infinita: già 672 i morti del 2017</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Oct 2017 14:16:10 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/08/lavoro-strage-infinita-gia-672-i-morti-del-2017/">Lavoro. Strage infinita: già 672 i morti del 2017</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono gia&#8217; 672 i morti sul lavoro nel 2017. Dobbiamo fermare questa strage infinita. Serve piu&#8217; rispetto per la salute e la vita&#8221;. Lo ha scritto oggi su Twitter la segreteria generale della Cisl, <strong>Annamaria Furlan</strong>, in occasione della 67ma Giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro, ricordando l&#8217;impegno della Cisl per il rispetto in ogni luogo di lavoro delle regole per la sicurezza e la necessita&#8217; di rafforzare la cultura della prevenzione.<br />
Per la senatrice del Pd <strong>Camilla Fabbri</strong>, presidente della Commissione d&#8217;inchiesta sugli infortuni sul lavoro,&nbsp;bisogna continuare a contrastare l&#8217;occupazione irregolare, primo fattore di rischio per la salute e la sicurezza. Si deve porre fine alla logica del massimo ribasso negli appalti, che rende soprattutto l&#8217;edilizia un settore critico, e si deve promuovere una cultura diversa, anche fra le imprese, perche&#8217; sicurezza e prevenzione siano considerate non un costo ma un investimento.. Secondo Fabbri: &#8220;dobbiamo insistere perche&#8217; prenda realmente corpo l&#8217;Ispettorato nazionale; perche&#8217; la formazione da parte delle imprese non sia solo un adempimento formale; perche&#8217; il Testo Unico non sia riformato, bensi&#8217; completamente attuato&#8221;. Per quanto riguarda l&#8217;attivita&#8217; della Commissione, &#8220;stiamo lavorando- prosegue- alla riforma del decreto 231 sulla responsabilita&#8217; penale delle imprese per garantire pienamente giustizia alle vittime. Auspichiamo &#8211; conclude- che si inizi l&#8217;esame in Commissione Lavoro e Ambiente del ddl che introduce il Testo unico amianto&#8221;.</p>
<p>Anche gli infortuni sono in aumento rispetto lo scorso anno.&nbsp;I dati Inail registrano infatti nel primi otto mesi del 2017 a livello generale 421.969 denunce per infortunio, ovvero 5.229 in piu&#8217; rispetto allo stesso periodo del 2016.</p>
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