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	<title>Movimento Umanista Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Laura Rodriguez vive! Al via il tour di presentazione del suo libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2017 19:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un pubblico attento e curioso ha affollato la saletta del Caffè Letterario “il tempo del vino e delle rose” a Napoli per la prima presentazione del libro di Laura Rodriguez A chi voglia ascoltare pubblicato da Multimage. Dopo una breve introduzione di Olivier Turquet, che ha spiegato la ragione di pubblicare questo libro della scomparsa deputata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un pubblico attento e curioso ha affollato la saletta del Caffè Letterario “il tempo del vino e delle rose” a Napoli per la prima presentazione del libro di Laura Rodriguez <em>A chi voglia ascoltare </em>pubblicato da <a href="http://www.multimage.org/libri/a-chi-voglia-ascoltare">Multimage</a>.</p>
<p>Dopo una breve introduzione di Olivier Turquet, che ha spiegato la ragione di pubblicare questo libro della scomparsa deputata umanista cilena dopo 25 anni dalla sua prima edizione, ha preso la parola Simon Ergas, figlio di Laura Rodriguez e curatore della nuova edizione cilena. Alternando letture dal libro, ha spiegato il senso per lui, che era un bambino di 8 anni al momento della morte della mamma, di ripubblicare questo libro e al tempo stesso di riscoprire l’influenza che ha avuto la sua figura, il suo affetto, la sua coerenza nel corso della sua vita. In particolare Simon si è soffermato sulla frase di suo padre, quasi uno slogan, <em>Laura Rodriguez Vive, </em>che ben sintetizza la sua testimonianza, in particolare nei  dialoghi finali sul tema della morte e del senso della vita che il figlio ha voluto aggiungere alla presente edizione.</p>
<p>Loredana Cici, che con l’amica <em>Lala </em>ha condiviso la nascita del Partito e dell’Internazionale  Umanista, ha poi ricordato come ancora oggi numerose azioni messe in moto dalla prima deputata umanista del pianeta siano rimaste incompiute e di come molte proposte siano ancora vigenti e valide, così come le sue lotte contro ogni tipo di discriminazione, sia delle donne  che dei popoli originari; ha inoltre sottolineato come lo stile politico che parte dalla base sociale, militante, basato sull’esperienza concreta sia ancora il tema centrale che gli umanisti mettono nell’azione politica nonviolenta di cui ha tanto bisogno il momento attuale.</p>
<p>Qui di seguito i prossimi appuntamenti e una carrellata di foto realizzate da Peter Deno, altro caro amico di Lala che si trova a Napoli per un suo seminario.</p>
<p>12 Maggio, 17,30 Palermo</p>
<p>SPAZIO CULTURA<br />
Via Marchese di Villabianca 102/a</p>
<p>Presenta: Simon Ergas, modera Nicola Macaione, Presidente di Spazio Cultura</p>
<p>23 Maggio, 18.00 Firenze</p>
<p>BibilotecaNova Isolotto, Via Chiusi 4/3A</p>
<p>Presentano: Ornella De Zordo, Simon Ergas, Olivier Turquet</p>
<p>26 Maggio Roma</p>
<p>Ore 18.00 alla Festa della Repubblica Multietnica in Via dei Sabelli 88A</p>
<p>Presentano: Simon Ergas, Giovanna Martelli</p>
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		<title>Bombe nucleari USA in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2017 18:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[bando armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[basi di Aviano e Ghedi]]></category>
		<category><![CDATA[basi militari]]></category>
		<category><![CDATA[basi militari USA]]></category>
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		<category><![CDATA[Mondo senza guerre e senza Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia sono presenti almeno 70 bombe nucleari degli Stati Uniti. Secondo la FAS, federazione di scienziati americani, ce ne sono 50 nella base di Aviano in provincia di Pordenone e 20 nella base di Ghedi in provincia di Brescia. Si tratta di bombe B61, che verranno sostituite in breve tempo dalle nuove bombe B61-12. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/17/bombe-nucleari-usa-in-italia/">Bombe nucleari USA in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia sono presenti almeno 70 bombe nucleari degli Stati Uniti. Secondo la FAS, federazione di scienziati americani, ce ne sono 50 nella base di Aviano in provincia di Pordenone e 20 nella base di Ghedi in provincia di Brescia. Si tratta di bombe B61, che verranno sostituite in breve tempo dalle nuove bombe B61-12. Ma perché queste armi di distruzione di massa sono presenti sul nostro territorio? A vantaggio di chi?</p>
<p>Alcuni decenni fa era relativamente facile dividere il mondo in buoni e cattivi. Da un lato i comunisti, i russi bolscevichi, l’Unione Sovietica, la Cina, e dall’altra l’America, patria della democrazia e della libertà, seguita dagli altri paesi cosiddetti occidentali. In questa visione l’Italia giocava la sua parte di alleato pronto a svolgere un ruolo nel caso di un conflitto. Negli anni ’60 gli Stati Uniti dislocarono armi atomiche sul nostro territorio. Questo poteva anche essere visto come un atto di sudditanza, come il prezzo obbligatorio da pagare ai vincitori per la guerra persa. Ma oggi la seconda guerra mondiale è lontana, le cose sono molto cambiate e questo modello che divide il mondo in buoni e cattivi non funziona e non coincide con quanto sta accadendo nel panorama mondiale. Il mondo è policentrico. Da una parte abbiamo relazioni e accordi con la Russia e la Cina di vitale importanza per la nostra economia, dall’altra la politica del nostro alleato, gli Stati Uniti, è sempre più aggressiva, caotica, inaffidabile e imprevedibile.</p>
<p>Come si giustifica a questo punto la presenza di armi atomiche di una potenza straniera sul nostro territorio? Senz’altro non sono per la difesa. Sono armi d’attacco in mano agli Stati Uniti e al suo comandante in campo, Donald Trump. Nel caso in cui scoppiasse un conflitto di ampie dimensioni l’Italia sarebbe un bersaglio di primaria importanza. Tutti noi crediamo e speriamo che mai si giunga a una follia simile e giustamente allontaniamo questi pensieri da noi per vivere tranquilli. Ma dobbiamo ricordare che questa follia si è già impossessata una volta dell’animo di alcuni uomini, anzi due volte, con Hiroshima e Nagasaki! Inoltre la situazione potrebbe precipitare anche solo per un incidente. A vantaggio di cosa o di chi dobbiamo correre questo pericolo? Anche per una questione di sicurezza personale, perché dobbiamo rischiare di essere un bersaglio di un’eventuale rappresaglia in una guerra che non saremmo noi a cominciare?</p>
<p>Con la scelta di restituire le bombe nucleari al loro proprietario l’Italia si comporterebbe da stato sovrano e darebbe un segnale di distensione internazionale, aprendo un nuovo cammino per uscire dal tunnel in cui il mondo si è infilato. Potrebbe essere un esempio di una nuova politica che si muove verso quel futuro diverso di cui abbiamo profondamente bisogno.</p>
<p>Se proprio dobbiamo dividere il mondo in buoni e cattivi, tra questi ultimi sicuramente hanno un posto importante le industrie belliche. Il loro potere è tale da influire in maniera determinante sulle politiche degli stati nazionali, che ormai sono quasi degli ostaggi nelle loro mani. Anche se le loro sedi sono in qualche punto geografico, non hanno un colore legato a qualche bandiera particolare e il loro raggio d’azione è internazionale. La guerra è per loro solo un business per produrre e vendere armi…</p>
<p>Liberarsi di queste bombe nucleari non è un atto contro gli Stati Uniti, ma contro una politica senza futuro voluta dalle industrie belliche.</p>
<p>Come italiani abbiamo votato in un referendum contro il nucleare civile. Ho la certezza che la stragrande maggioranza degli italiani non vuole questi ordigni atomici. Invece di distrarci con discussioni su cose secondarie tutti i partiti devono prendere posizione su questo tema, perché le armi nucleari vanno smantellate oggi, prima di usarle. Dopo sarebbe troppo tardi.</p>
<p>Ridiamo valore alla parola democrazia e pretendiamo con tutta la forza e potenza della nonviolenza un’Italia realmente denuclearizzata.</p>
<p style="text-align: right;">Gerardo Femina</p>
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