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	<title>musulmani Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Il mondo musulmano si prepara per il Ramadan: attesa per la Luna crescente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 19:21:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Milioni di fedeli musulmani in tutto il mondo si apprestano a dare il benvenuto al mese sacro del Ramadan, un periodo di profonda spiritualità, preghiera e digiuno. L&#8217;inizio di questo mese sacro varia da Paese a Paese, poiché dipende dall&#8217;osservazione della Luna crescente. Secondo le previsioni, il Ramadan dovrebbe iniziare lunedì in alcuni Paesi, tra [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Milioni di fedeli musulmani in tutto il mondo si apprestano a dare il benvenuto al mese sacro del Ramadan, un periodo di profonda spiritualità, preghiera e digiuno. L&#8217;inizio di questo mese sacro varia da Paese a Paese, poiché dipende dall&#8217;osservazione della Luna crescente. Secondo le previsioni, il Ramadan dovrebbe iniziare lunedì in alcuni Paesi, tra cui Iran, Pakistan e Arabia Saudita, mentre martedì è la data prevista per altri Stati, inclusi India, Indonesia ed Egitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ramadan, che dura dai 29 ai 30 giorni, rappresenta il nono mese del calendario islamico ed è considerato il periodo più sacro dell&#8217;anno per i musulmani. Durante questo mese, i fedeli sono invitati al digiuno dall&#8217;alba al tramonto, astenendosi da cibo, bevande, fumo e rapporti sessuali durante le ore di luce, come atto di purificazione e riflessione spirituale. Il digiuno, o Sawm, è uno dei Cinque Pilastri dell&#8217;Islam e intende avvicinare i credenti ad Allah e ricordare loro la sofferenza dei meno fortunati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fine del Ramadan è segnata dalla festa dell&#8217;Eid al-Fitr, un momento di celebrazione che vede le comunità musulmane riunirsi per preghiere congiunte, condivisione di cibi e dolci, nonché atti di carità verso i bisognosi. Questo momento di unione e di condivisione sottolinea l&#8217;importanza della comunità e della solidarietà all&#8217;interno della fede islamica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attesa per la Luna crescente segna non solo l&#8217;inizio del Ramadan ma anche un momento di rinnovamento spirituale e di riflessione personale per i musulmani di tutto il mondo. Con la loro dedizione e i loro sacrifici, i fedeli cercano di rafforzare la propria fede, migliorare se stessi e fornire aiuto a coloro che ne hanno bisogno, celebrando i valori fondamentali dell&#8217;Islam.</p>
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		<title>Musulmani d’Italia: “L’Islam è amore”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2015 20:36:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Il terrorismo è un cancro, i terroristi che uccidono in nome dell’Islam sono dei criminali. Siamo qui per dire che l’Islam è amore, è tolleranza, è rispetto”. Sono circa cinquecento i musulmani d’Italia scesi in piazza Santi Apostoli, nonostante pioggia e vento, per condannare gli attentati di Parigi e dire no al terrorismo. ‘Not in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il terrorismo è un cancro, <strong>i terroristi che uccidono in nome dell’Islam sono dei criminali</strong>. Siamo qui per dire che l’Islam è amore, è tolleranza, è rispetto”. Sono circa cinquecento i musulmani d’Italia scesi in piazza Santi Apostoli, nonostante pioggia e vento, per condannare gli attentati di Parigi e dire no al terrorismo. <strong>‘Not in my name’,</strong> non nel mio nome, è lo slogan della manifestazione organizzata dall’Ucoii e che ha portato in strada uomini, donne e bambini di fede islamica.</p>
<p>Tanti sono cittadini italiani, altri sono immigrati; a loro si sono aggiunti italiani di altre fedi venuti qui per solidarietà al popolo francese. Ci sono tante bandiere della pace, altre di Stati africani e mediorientali: Egitto, Algeria, Marocco, Palestina. “Tutti quei messaggi sul web<strong> stanno rovinando l’Islam</strong>– dice Salif, originario del Senegal- non è giusto dire ai ragazzi di andare a uccidere, a fare la guerra”. Una ragazza algerina aggiunge: “L’Islam non è terrorismo, l’Islam è pace. <strong>Noi cerchiamo la pace sulla terra</strong>“. Sfilano anche politici e sindacalisti: Susanna Camusso, Maurizio Landini, Lucio Malan, Marcello De Angelis, Arturo Scotto, Fabrizio Cicchitto, Pierferdinando Casini.</p>
<p>Dal palco di piazza Santi Apostoli viene letto un messaggio del presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella:</strong> “Gli assassini vogliono piegarci facendoci rinunciare ai valori di solidarietà e al nostro umanesimo. Noi non ci piegheremo. In questo momento storico, il dialogo tra le religioni, a partire dal Mediterraneo, è essenziale per vivere in pace e costruire il futuro. I tanti cittadini italiani di fede musulmana che in voi si riconoscono, insieme ad altri fedeli che vivono e lavorano nel nostro paese, sono e devono sentirsi parte di questa comune battaglia contro il terrore”. Ogni tanto si alza un coro che dice “no all’Isis”, in tantissimi si concedono a fotografi e telecamere. Ci sono donne col velo, bambini con cartelli che giurano #notinmyname. La manifestazione, dal palco, la chiude<strong> Khalid Chaouki</strong>, il deputato del Pd che ha promosso questa manifestazione e che<strong> da oggi vive sotto scorta</strong>: “Noi non abbiamo paura di nessuno. All’Isis diciamo che nessuno può toccare la nostra comune convivenza. Questa è una giornata storica per l’Italia”.(Dire)</p>
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		<title>Nessuna invasione islamica. L&#8217;Italia non ha paura della diversità /video</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 10:22:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia cambia forma e anche sostanza, ogni anno sempre di più, mentre i flussi migratori aumentano, la nazione si confronta con diverse religioni e culture. In Italia non c’è nessuna invasione musulmana, ma le religioni sono arrivate sulla penisola, insieme alle persone, creando un’Italia multireligiosa. E’quanto è emerso dal rapporto appena pubblicato del Centro studi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/18/nessuna-invasione-islamica-litalia-non-ha-paura-della-diversita-video/">Nessuna invasione islamica. L&#8217;Italia non ha paura della diversità /video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia cambia forma e anche sostanza, ogni anno sempre di più, mentre i flussi migratori aumentano, la nazione si confronta con diverse religioni e culture.</p>
<p>In Italia non c’è nessuna invasione musulmana, ma le religioni sono arrivate sulla penisola, insieme alle persone, creando un’Italia multireligiosa. E’quanto è emerso dal rapporto appena pubblicato del Centro studi e ricerche Idos contenuto nel progetto “Religioni, dialogo, integrazione&#8221;, un vero e proprio vademecum a cura del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, finanziato dal Fei (Fondo europeo per l&#8217;Integrazione di cittadini di paesi terzi). In base a questa ricerca su cinque milioni di stranieri presenti sul territorio italiano, più del 50% dei residenti in Italia è di religione cattolica, il 32 % è musulmano, e il resto, poco più di un ventesimo, è rappresentato dal variegato mondo di religioni orientali, tradizionali, insieme ad atei e agnostici. La religione si sa è l’oppio dei popoli e spesso anche il suo specchio, visto che anche attraverso di essa è possibile evidenziare, l’ampia varietà di provenienza dei migranti che vengono in Italia da ogni parte del mondo.</p>
<p>In questo pluralismo religioso e culturale non sempre cittadini italiani e immigrati riescono a dialogare e ad accettare, soprattutto la maggioranza cristiano-cattolica, usi e costumi di comunità religiose diversità.</p>
<p>Ci prova la comunità islamica di Milano, che vede nell’Expo 2015 un traguardo anche per i musulmani italiani per avere un luogo dove pregare e esprimere la propria spiritualità, proprio come fanno gli italiani con le tante chiese sparse sul territorio nazionale. Lo ha spiegato l’Imam dell’associazione islamica di via Padova Mahoud Asfa a margine del convegno “Cristiani e musulmani nell’era del meticciato di civiltà.</p>
<p>Sotto il profilo istituzionale, il progetto “Religioni, dialogo, integrazione” ha rivitalizzato la funzione dei Consigli Territoriali, soprattutto per quanto riguarda i Tavoli di dialogo interreligioso, strumenti di conoscenza ed educazione al rispetto dell’altro.</p>
<p>Guarda anche il video sulla multireligiosità <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/LItalia_multireligiosa_non_ha_paura_della_diversita/1514">qui</a></p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche i musulmani difendono la croce</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 19:46:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/jpg_1829629.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1798" title="jpg_1829629" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/jpg_1829629.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>GIULIANOVA</strong>. Ci sono anche dieci musulmani, uomini e donne, tra i tanti firmatari della petizione sul crocifisso. «Un fatto sicuramente positivo che ci riempie di soddisfazione» commentano Daniele Testardi, Paola Di Felice e Sofia Teodori, esponenti dell’associazione “Bel-Vedere”, che ha lanciato l’i niziativa e che annovera molti iscritti.<span id="more-1797"></span>Un primo plico di moduli appositamente predisposti era stato inviato a Strasburgo prima di Natale. Destinataria l’e uroparlamentare Cristiana Muscardini, (Ppe) che ha promosso l’i niziativa con l’obiettivo di annullare la recente sentenza della Corte Europea che ha stabilito la rimozione del simbolo religioso da tutte le aule scolastiche.</p>
<p>L’iniziale traguardo delle mille firme era stato raggiunto da Gianni Mastrilli, componente dell’associazione “Bel-Vedere”, che è riuscito a coinvolgere più persone al fine di ottenere il lusinghiero risultato.</p>
<p>Nella giornata di ieri è stato inoltrato un secondo pacco, più voluminoso del precedente, contenente altre 1.500 firme, raccolte in buona parte da Elisabetta Cantoro, avvocato ed anche lei consigliere dell’associazione culturale “Bel-Vedere”. Le firme di alcune persone di religione islamica sono presenti in entrambi i plichi inviati al parlamento europeo. Così Elisabetta Cantoro e Gianni Mastrilli hanno commentato le circostanza. «Non c’è stata alcuna forzatura», hanno detto, «abbiamo spiegato e fatto leggere la petizione ed i firmatari di religione diversa hanno condiviso lo spirito dell’iniziativa per l’appartenenza di quel simbolo alla cultura cattolica e, quindi, nulla di male se presente negli edifici pubblici. Hanno sottolineato che la presenza del crocifisso è un fatto normale».</p>
<p>Il circolo “Bel-Vedere” è tra i primi in Italia per le adesioni raccolte a favore della petizione. Congratulazioni sono state espresse da Erminia Mazzoni e da Cristiana Muscardini, entrambe deputate europee.</p>
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<div id="adMiddle"><!-- OAS_RICH('Middle'); // -->Naturalmente la raccolta delle firme prosegue e i promotori dell’i niziativa si augurano di poter superare ogni record. Prevista una tavola rotonda con le due parlamentari sull’appoggio ricevuto a Giulianova. La tavolta rotonda dovrebbe tenersi entro breve tempo. La petizione è stata lanciata nei mesi scorsi dall’associazione con l’obiettivo di raccoglieri più consensi possibili.</p>
<p>E proprio sul tema del crocifisso nei mesi scorsi il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro ha firmato un’ordinanza con cui vieta la rimozione del crocifisso negli uffici e nelle aule scolastiche, prevedendo sanzioni fino a cinquecento euro per i trasgressori.</p></div>
<h6 style="text-align: right;">Il centro</h6>
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