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	<title>mutamenti climatici Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Clima. Enea: &#8220;AL 2100  il mare si mangera´ pezzi di Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 13:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[coste italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mutamenti climatici fanno innalzare il livello del mare, e il mare si mangia pezzi di Italia tra i piu&#8217; pregiati, quelli lungo le coste. Il livello del Mediterraneo si sta infatti innalzando velocemente a causa del riscaldamento globale. Secondo le proiezioni dell&#8217;Enea, entro il 2100 migliaia di chilometri quadrati di aree costiere italiane rischiano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/02/13/clima-enea-al-2100-il-mare-si-mangera-pezzi-di-italia/">Clima. Enea: &#8220;AL 2100  il mare si mangera´ pezzi di Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I mutamenti climatici fanno innalzare il livello del mare, e il mare si mangia pezzi di Italia tra i piu&#8217; pregiati, quelli lungo le coste. Il livello del Mediterraneo si sta infatti innalzando velocemente a causa del riscaldamento globale. Secondo le proiezioni dell&#8217;Enea, entro il 2100 migliaia di chilometri quadrati di aree costiere italiane rischiano di essere sommerse. In assenza di interventi di mitigazione e adattamento entro la fine del secolo l&#8217;innalzamento del mare lungo le coste italiane e stimato tra 0,94 e 1,035 metri applicando un modello cautelativo e tra 1,31 e 1,45 metri su base meno prudenziale. A questi valori bisogna aggiungere il cosiddetto &#8216;Storm surge&#8217;, ossia lo coesistenza di bassa pressione onde e vento variabile da zona a zona, che in particolari condizioni determina un aumento del livello del mare rispetto al litorale di circa un metro. Il fenomeno dell&#8217;innalzamento riguarda praticamente tutte le regioni italiane bagnate dal mare, per un totale di 40 aree costiere a rischio inondazione.<br />
Enea ha proceduto a mappare alcune di queste aree: sommando la superficie delle 15 zone costiere gia&#8217; mappate nel dettaglio si arriva a un estensione totale a rischio inondazione di 5.686,4 chilometri quadrati, pari a una regione come la Liguria. Enea diffonde questi dati aggiornati in occasione della sottoscrizione di un protocollo d&#8217;intesa sullo sviluppo sostenibile con Confcommercio, oggi a Roma nella sede dell&#8217;associazione.<br />
Ma mare non vuol dire solo spiagge, guardando alla attivita&#8217; economica mare vuol dire anche e soprattutto porti. L&#8217;nnalzamento del mare nei principali porti nel 2100 e&#8217; stimato intorno a un metro. I picchi a Venezia (+ 1,064 metri, Napoli (+ 1,040 m, Cagliari (+1,033 m), Palermo (+ 1,028 ml e Brindisi (+ 1,028 m.).</p>
<p>Il rischio, come detto, e&#8217; innanzitutto per porti e spiagge, senza contare situazioni specifiche come quella di Venezia. &#8220;I nostri porti sono stati progettati a inizio 900 e non sono piu&#8217; adatti&#8221;, avverte Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto, &#8220;anche il Mose e&#8217; stato progettato senza tenere conto dei mutamenti climatici. Cosa succedera&#8217;? L&#8217;opera ha comportato un investimento significativo ma ad oggi non sappiamo se sara&#8217; in grado di dare risposte a questi fenomeni&#8221;. Intanto pero&#8217; i porti gia&#8217; devono affrontare le conseguenze delle mutate condizioni del Mediterraneo causate dal riscaldamento globale. &#8220;Gli sgrottamenti (cavita&#8217; che si allargano, ndr) delle banchine sono in aumento, e cosi&#8217; crollano a causa di onde piu&#8217; forti&#8221;, avverte Merlo, stesso motivo per il quale &#8220;serviranno anche piu&#8217; rimorchiatori, e piu&#8217; potenti, per far fronte alla situazione&#8221;. E allora, conclude il presidente di Federlogistica-Conftrasporto, &#8220;in un momento nel quale si parla molto di &#8216;costi-benefici&#8217;, cerchiamo di ragionare in termini di &#8216;costi-prevenzione&#8217; per evitare malefici&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altro settore economico letteralmente in prima linea di fronte all&#8217;innalzamento dei mari e al riscaldamento globale, con il suo portato di mareggiate piu&#8217; distruttive, e&#8217; quello delle attivita&#8217; dei balneari concessionari di spiagge demaniali. &#8220;Siamo consapevoli non di quello che accadra&#8217; ma di quello che sta accadendo&#8221;, dice Antonio Capacchione, presidente del Sindacato balneari Sib-Fipe-Confcommercio, &#8220;l&#8217;innalzamento dei mari e il cambiamento climatico non sono ipotesi scientifiche ma un fatto&#8221;. Tra mareggiate distruttive come quella che ha colpito la Liguria alla fine dello scorso ottobre, &#8220;noi siamo gia&#8217; attualmente danneggiati- avverte Capacchione- servono risorse pubbliche e siamo disposti a mobilitare risorse private, ma per farlo abbiamo bisogno di certezze&#8221;. Certezze legate alla famigerata direttiva Bolkestein che impone aste per le concessioni pubbliche, &#8220;e senza la certezza di rimanere chi investirebbe centinaia di migliaia di euro?&#8221;, conclude il presidente del Sindacato balneari Sib-Fipe-Confcommercio. L&#8217;innalzamento del mare, al quale si somma l&#8217;ulteriore innalzamento da &#8216;Storm surge&#8217; sempre causato dai mutamenti climatici, &#8220;puo&#8217; influire e non poco su tutte queste attivita&#8217;&#8221;, dice Federico Testa, presidente Enea, &#8220;dobbiamo prevedere e progettare in modo tale da riuscire a anticipare i fenomeni che si possono verificare, mitigarli e non aspettare in maniera fatalistica&#8221;. L&#8217;adattamento, cioe&#8217; le azioni complementari per fronteggiare gli effetti del riscaldamento globale, &#8220;si deve costruire, si puo&#8217; progettare in modo da difenderi natutalmente dalle cose che cambiano&#8221;, dice Testa, &#8220;pero&#8217; servono consapevolezza e progettazione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/02/13/clima-enea-al-2100-il-mare-si-mangera-pezzi-di-italia/">Clima. Enea: &#8220;AL 2100  il mare si mangera´ pezzi di Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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