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	<title>mutui Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Mutui in Abruzzo: per la seconda casa importo medio di 146.254 €</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/16/osservatorio-mutuionline-it-i-dati-sui-mutui-nella-regione-abruzzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 12:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[importo medio]]></category>
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		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutuionline it]]></category>
		<category><![CDATA[seconda casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analisi di MutuiOnline.it: in Abruzzo i mutui per la seconda casa sono più brevi e l'importo medio richiesto è di 146.254 €; Teramo registra i valori più…</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/16/osservatorio-mutuionline-it-i-dati-sui-mutui-nella-regione-abruzzo/">Mutui in Abruzzo: per la seconda casa importo medio di 146.254 €</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>MutuiOnline.it ha condotto un&#8217;analisi dedicata al mercato dei mutui in Abruzzo, mettendo a confronto caratteristiche e importi richiesti per le diverse tipologie di abitazione. Lo studio, parte delle rilevazioni periodiche realizzate dal comparatore di mutui, segnala che i finanziamenti per la seconda casa in regione sono mediamente più brevi e prevedono importi inferiori rispetto a quelli per la prima abitazione.</p>
<p>Secondo i dati raccolti, l&#8217;importo medio richiesto in Abruzzo per l&#8217;acquisto di una seconda casa è di 146.254 euro. La rilevazione evidenzia inoltre che la provincia di Teramo registra le seconde abitazioni con i valori medi più elevati all&#8217;interno della regione.</p>
<p>Lo studio si concentra specificamente sul territorio abruzzese e sintetizza le principali differenze tra domanda di mutuo per prima e seconda casa in termini di durata e ammontare richiesto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/16/osservatorio-mutuionline-it-i-dati-sui-mutui-nella-regione-abruzzo/">Mutui in Abruzzo: per la seconda casa importo medio di 146.254 €</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Cgia: debito famiglie italiane in calo nel 2014</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/12/cgia-debito-famiglie-italiane-in-calo-nel-2014/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 09:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[cgia]]></category>
		<category><![CDATA[debito famiglie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cala il debito delle famiglie italiane: nel 2014 ogni nucleo risultava mediamente in &#8216;rosso&#8217; per 19.108 euro. Nell&#8217;insieme, i &#8216;passivi&#8217; accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontavano a 493,3 miliardi di euro. Rispetto al 2013, la situazione e&#8217; in leggero miglioramento. Due anni fa, infatti, ogni nucleo familiare era indebitato per un importo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/12/cgia-debito-famiglie-italiane-in-calo-nel-2014/">Cgia: debito famiglie italiane in calo nel 2014</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cala il debito delle famiglie italiane</strong>: nel 2014 ogni nucleo risultava <strong>mediamente in &#8216;rosso&#8217; per 19.108 euro.</strong> Nell&#8217;insieme, i &#8216;passivi&#8217; accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontavano a <strong>493,3 miliardi di euro.</strong> Rispetto al 2013, la situazione e&#8217; in leggero miglioramento. Due anni fa, infatti, ogni nucleo familiare era indebitato per un importo medio di <strong>19.251 euro.</strong> Lo rileva l&#8217;Ufficio studi della <strong>Cgia di Mestre</strong> secondo cui, nel 2014, le famiglie piu&#8217; &#8216;esposte&#8217; con le banche abitavano in Lombardia.<strong> Al primo posto quelle residenti nella provincia di Milano</strong>, con un debito di 27.643 euro; al secondo quelle di Monza-Brianza, con 27.442 euro e al terzo posto le residenti a Lodi, con 26.783 euro.</p>
<p>Appena fuori dal podio c&#8217;era Varese: il debito medio ammontava a 25.720 euro. Negli ultimi posti della graduatoria nazionale, invece, sono state individuate <strong>le famiglie residenti nella provincia di Reggio Calabria</strong>, con un&#8217;esposizione di 8.720 euro, quelle di Vibo Valentia, con un debito di 8.426 euro, quelle di Enna, con 8.249 euro. Infine, <strong>le famiglie meno indebitate d&#8217;Italia si trovavano nell&#8217;Ogliastra</strong>, con un &#8216;rosso&#8217; che toccava gli 8.232 euro. Dall&#8217;inizio della crisi al 2014, <strong>l&#8217;aumento del debito medio nazionale delle famiglie consumatrici e&#8217; stato del 34,2 per cento</strong>, anche se dopo il picco massimo toccato nel 2011 (506,2 miliardi di euro) le esposizioni sono scese costantemente. <strong>L&#8217;inflazione, invece, nello stesso periodo di tempo e&#8217; cresciuta del 13,6 per cento.</strong></p>
<p>Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane, tiene a precisare l&#8217;Ufficio studi della Cgia, si intende <strong>quello originato dall&#8217;accensione di mutui per l&#8217;acquisto di una abitazione</strong>, <strong>dai prestiti per l&#8217;acquisto di un auto/moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, etc. </strong><em>&#8220;Anche a seguito della contrazione dei prestiti attuata dalle banche a partire dal 2011</em> &#8211; segnala Paolo Zabeo della Cgia &#8211;<em> in questi ultimi anni le famiglie hanno assunto un comportamento economico piu&#8217; misurato, privilegiando il risparmio. Infatti, tra il 2011 e il 2014 i depositi bancari delle famiglie consumatrici sono passati da 756 a 875,6 miliardi di euro, registrando una variazione del 15,8 per cento. In buona sostanza, il clima di sfiducia diffusosi in questi ultimi anni, gli effetti della crisi e la paura che la situazione generale peggiori ulteriormente hanno condizionato le scelte economiche delle famiglie. Meno acquisti, meno investimenti e piu&#8217; risparmi, con evidenti ricadute negative per le attivita&#8217; commerciali e artigianali che, nella stragrande maggioranza dei casi, vivono dei consumi del territorio in cui operano&#8221;</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/12/cgia-debito-famiglie-italiane-in-calo-nel-2014/">Cgia: debito famiglie italiane in calo nel 2014</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Mutui: tassi in calo, ma più alti del 9% rispetto a media UE</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/05/mutui-tassi-in-calo-ma-piu-alti-del-9-rispetto-a-media-ue/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 09:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[cgia]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seppur in calo, i tassi di interesse dei mutui casa praticati dalle banche italiane rimangono piu&#8217; alti del 9 per cento circa rispetto all&#8217;area dell&#8217;euro. Tra i principali Paesi che utilizzano la moneta unica, solo i Paesi Bassi registrano un tasso medio superiore al nostro. A evidenziarlo la Cgia di Mestre che sottolinea come, a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/05/mutui-tassi-in-calo-ma-piu-alti-del-9-rispetto-a-media-ue/">Mutui: tassi in calo, ma più alti del 9% rispetto a media UE</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Seppur in calo, i tassi di interesse dei mutui casa praticati dalle banche italiane rimangono piu&#8217; alti del 9 per cento circa rispetto all&#8217;area dell&#8217;euro</strong>. Tra i principali Paesi che utilizzano la moneta unica, <strong>solo i Paesi Bassi registrano un tasso medio superiore al nostro.</strong> A evidenziarlo la <strong>Cgia di Mestre</strong> che sottolinea come, a giugno 2015, il tasso medio riferito alle nuove operazioni di acquisto di abitazioni mediante la sottoscrizione di un mutuo da parte delle famiglie si e&#8217; attestato in Italia al <strong>2,20 per cento</strong>, rispetto a una media in Eurolandia del <strong>2,02 per cento</strong>. Nonostante cio&#8217;, va ricordato che negli ultimi anni <strong>il differenziale tra il nostro paese e il resto d&#8217;Europa si e&#8217; ridotto notevolmente: </strong>nel 2012, ad esempio, scontavamo uno scarto del 20,7 per cento. L&#8217;anno dopo, il gap e&#8217; salito ancora, passando al 22,4 per cento, per ridursi nel 2014 al 13,2 per cento. A giugno di quest&#8217;anno, lo scostamento e&#8217; diminuito attestandosi all&#8217;8,9 per cento. Per quanto riguarda invece l&#8217;andamento delle consistenze erogate dagli istituti di credito attraverso i mutui alle famiglie dell&#8217;area euro, dal 2011 al 2015 l&#8217;incremento e&#8217; stato del 2,6 per cento, mentre in Italia il dato e&#8217; rimasto pressoche&#8217; stazionario: -0,7 per cento.</p>
<p>In termini assoluti, lo stock che le banche italiane hanno erogato al 30 giugno di quest&#8217;anno e&#8217; pari a <strong>359 miliardi di euro.</strong> Si tratta di un valore nettamente inferiore rispetto al dato olandese (401,9 miliardi di euro), a quello spagnolo (565,8 miliardi), a quello francese (875,8 miliardi) e a quello tedesco (1.061,3 miliardi). Si pensi che dal 2011 al 2015 in Francia l&#8217;aumento percentuale e&#8217; stato di 9,4 punti e in Germania di 9,3 punti. <em>&#8220;Sebbene i tassi siano in calo</em> &#8211; segnala <strong>Paolo Zabeo</strong> della Cgia &#8211; <em>gli effetti positivi di questa tendenza li avvertiremo, molto probabilmente, solo verso la fine dell&#8217;anno. Purtroppo, la situazione del mercato delle nuove abitazioni rimane ancora molto difficile, con pesanti ricadute su tutto il comparto dell&#8217;edilizia. Segnali interessanti, invece, si registrano nei settori delle ristrutturazioni/risanamento conservativo che sono orientati ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Grazie alle detrazioni fiscali del 50 e del 65 per cento, la domanda di queste misure, soprattutto al Centro-Nord, resta molto elevata&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/05/mutui-tassi-in-calo-ma-piu-alti-del-9-rispetto-a-media-ue/">Mutui: tassi in calo, ma più alti del 9% rispetto a media UE</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Immobiliare: meno compravendite e frenano i mutui</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/07/24/immobiliare-meno-compravendite-e-frenano-i-mutui/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 10:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[immobiliare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> (-3,6%) rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. La flessione, informa l&#8217;Istat, interessa tutti i comparti immobiliari; si attesta al -3,5% per i trasferimenti di immobili ad uso abitazione ed accessori (+1,5% nel I trimestre 2014) e al -5,5% per quelli ad uso economico (+1,6% nel I trimestre 2014). &#8220;Il calo registrato&#8221;, spiega l&#8217;istituto di statistica, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/24/immobiliare-meno-compravendite-e-frenano-i-mutui/">Immobiliare: meno compravendite e frenano i mutui</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> (-3,6%)</strong> rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. <strong>La flessione, informa l&#8217;Istat, interessa tutti i comparti immobiliari;</strong> si attesta al -3,5% per i trasferimenti di immobili ad uso abitazione ed accessori (+1,5% nel I trimestre 2014) e al -5,5% per quelli ad uso economico (+1,6% nel I trimestre 2014). <em>&#8220;Il calo registrato&#8221;,</em> spiega l&#8217;istituto di statistica<em>, &#8220;va letto anche alla luce dell&#8217;entrata in vigore (1 gennaio 2014) del nuovo e più favorevole regime delle imposte di registro (ipotecaria e catastale) applicabile agli atti di trasferimento a titolo oneroso di diritti reali immobiliari. Tale regime ha, infatti, indotto un aumento dei volumi di scambio nel I trimestre 2014 e un conseguente effetto depressivo nel confronto con il primo trimestre dell&#8217;anno in corso&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti ed altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare</strong> stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (68.161 in tutto) mostrano invece una <strong>crescita tendenziale in rallentamento</strong> ma comunque pari all&#8217;8,1% rispetto allo stesso periodo del 2014.</p>
<p><strong>Variazioni positive delle convenzioni notarili per mutui si registrano in tutte le ripartizioni geografiche</strong>, fra le quali spicca il +15,7% del Sud, e il +8,3% degli Archivi Notarili distrettuali con sede nelle città metropolitane. In totale, nei primi tre mesi dell&#8217;anno sono 135.675 le convenzioni notarili per compravendite di proprietà di unità immobiliari. Il 93,3% ha riguardato trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (126.541), il 6,2% unità immobiliari ad uso economico (8.371) e lo 0,5% unità immobiliari ad uso speciale e multiproprietà (763). A livello territoriale, la flessione delle compravendite coinvolge tutte le aree del Paese ma è particolarmente accentuata al Centro (-6,5%), nelle Isole (-4,9%) e nel Nord-Ovest (-4,1%). Variazioni positive si registrano al Nord-Est nel settore dell&#8217;abitativo ed accessori (+0,5%) e al Centro (+2,8%) e nelle Isole (+1,6%) nel comparto economico.</p>
<p>Nel settore dell&#8217;abitativo ed accessori sono gli Archivi Notarili distrettuali con sede nelle città metropolitane a subire la riduzione maggiore (-4,4% a fronte del -2,7% dei piccoli Centri), mentre nel comparto dell&#8217;economico la caduta è più significativa nei piccoli centri (-8,7% contro il -0,4% dei grandi archivi).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/24/immobiliare-meno-compravendite-e-frenano-i-mutui/">Immobiliare: meno compravendite e frenano i mutui</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Crolla domanda mutui, -44% in otto mesi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/09/06/crolla-domanda-mutui-44-in-otto-mesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 16:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[calato]]></category>
		<category><![CDATA[domanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto i colpi impietosi della crisi, cade in picchiata la domanda di mutui in Italia. Nei primi otto mesi del 2012, il numero di richieste e&#8217; calato del 44%, una diminuzione decisamente piu&#8217; sensibile del -10% del 2011 e del -3% del 2010. Questi sono le cifre fornite da Eurisc, archivio informatico di dati sui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/06/crolla-domanda-mutui-44-in-otto-mesi/">Crolla domanda mutui, -44% in otto mesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sotto i colpi impietosi della crisi, cade in picchiata la domanda di mutui in Italia. Nei primi otto mesi del 2012, il numero di richieste e&#8217; calato del 44%, una diminuzione decisamente piu&#8217; sensibile del -10% del 2011 e del -3% del 2010. Questi sono le cifre fornite da Eurisc, archivio informatico di dati sui finanziamenti richiesti a banche e societa&#8217; finanziarie. Le classi di mutui inferiori ai 20 anni sono tutte in aumento, mentre quelle superiori sono in calo. La classe piu&#8217; richiesta dagli italiani e&#8217; quella compresa tra i 25 e i 30 anni, con una quota che supera il 30%.ù</p>
<p>&#8220;Il rallentamento della domanda di mutui residenziali riflette il peggioramento sia del clima di fiducia sia delle prospettive sul mercato degli immobili residenziali&#8221; ha commentato Simone Capecchi, direttore marketing di Crif, la societa&#8217; a cui fa capo Eurisc. &#8220;A scoraggiare la richiesta di finanziamenti per la casa potrebbero avere concorso anche l&#8217;aumento dei tassi d&#8217;interesse, l&#8217;introduzione dell&#8217;Imu e l&#8217;irrigidimento dei criteri di concessione da parte degli istituti di credito&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/06/crolla-domanda-mutui-44-in-otto-mesi/">Crolla domanda mutui, -44% in otto mesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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