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	<title>nazioni unite Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Fame nel Mondo: oltre 733 mln di persone colpite nel 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 20:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un rapporto preoccupante sulla sicurezza alimentare mondiale, pubblicato da cinque agenzie specializzate delle Nazioni Unite, rivela che nel 2023 oltre 733 milioni di persone, equivalenti a un individuo su undici, hanno sofferto la fame. In Africa, la situazione è ancora più grave, con uno su cinque che soffre di insicurezza alimentare. Gli esperti mettono in [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un rapporto preoccupante sulla sicurezza alimentare mondiale, pubblicato da cinque agenzie specializzate delle Nazioni Unite, rivela che nel 2023 oltre 733 milioni di persone, equivalenti a un individuo su undici, hanno sofferto la fame. In Africa, la situazione è ancora più grave, con uno su cinque che soffre di insicurezza alimentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti mettono in guardia sul rischio che il mondo manchi l&#8217;obiettivo di &#8220;fame zero&#8221; entro il 2030, uno dei traguardi fissati dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. La situazione attuale, infatti, mostra un arretramento ai livelli di malnutrizione del 2008-2009, facendoci tornare indietro di 15 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo drammatico scenario chiama a un&#8217;immediata azione internazionale per contrastare la fame nel mondo e garantire la sicurezza alimentare, soprattutto nelle regioni più vulnerabili come l&#8217;Africa. La comunità globale è chiamata a rafforzare gli sforzi per incontrare gli impegni presi e invertire questa tendenza allarmante.</p>
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		<title>Sud Sudan. Pal Chang: &#8220;Zero vaccini, ma abbiamo paura per la pace&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 14:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Covid è invisibile. Anzi, lo si vede solo per le restrizioni all&#8217;import alla frontiera. Mascherine se ne vedono poche. Di vaccini nessuno, perché le scorte sono finite. E il nodo è sempre lo stesso: la pace, che resta a rischio. È il Sud Sudan raccontato all&#8217;agenzia Dire da Koang Pal Chang, voce di Eye [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/07/20/sud-sudan-pal-chang-zero-vaccini-ma-abbiamo-paura-per-la-pace/">Sud Sudan. Pal Chang: &#8220;Zero vaccini, ma abbiamo paura per la pace&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Covid è invisibile. Anzi, lo si vede solo per le restrizioni all&#8217;import alla frontiera. Mascherine se ne vedono poche. Di vaccini nessuno, perché le scorte sono finite. E il nodo è sempre lo stesso: la pace, che resta a rischio. È il Sud Sudan raccontato all&#8217;agenzia Dire da Koang Pal Chang, voce di Eye Radio e presidente del Forum nazionale dei giornalisti. È di questa settimana la notizia che, finite le scorte di Astrazeneca arrivate grazie alle Nazioni Unite, le inoculazioni contro il nuovo coronavirus si sono fermate. Chiusi i tre centri vaccinali ancora funzionanti, tutti nella capitale Juba. A marzo il governo aveva ricevuto 132mila dosi ma poi, a causa delle difficoltà della campagna e dell&#8217;avvicinarsi delle date di scadenza, la maggior parte delle fiale era stata trasferita nel vicino Kenya. Secondo il ministero della Sanità, a oggi sono state vaccinate solo 50mila persone con la prima dose e 4mila con entrambe quelle necessarie. Una piccola minoranza in un Paese di dieci milioni di abitanti, peraltro in buona parte sfollati a causa del conflitto civile deflagrato due anni dopo la proclamazione d&#8217;indipendenza dal Sudan del 9 luglio 2011. Secondo uno studio pubblicato nel 2018, le vittime dirette e indirette della guerra sarebbero state quasi 400mila. Le persone bisognose di assistenza umanitaria restano invece milioni, circa l&#8217;83 per cento della popolazione. Pal Chang parla pochi giorni dopo l&#8217;anniversario dell&#8217;indipendenza. Non di celebrazioni né di grandi progetti ma di problemi quotidiani e preoccupazioni anche a breve termine. &#8220;Il governo di recente ha allentato le restrizioni anti-Covid e la gente si ricorda del virus solo a causa del blocco degli approvvigionamenti alla frontiera&#8221; sottolinea il giornalista. &#8220;A preoccupare sono la mancanza di cibo e di sicurezza&#8221;.</p>
<p>Salva Kiir e Riek Machar restano presidente e vicepresidente nonostante siano tra i responsabili del conflitto combattuto tra il 2013 e il 2018. Una lotta per il potere che ha finito per mettere le une contro le altre alcune delle oltre 60 comunità del Sud Sudan, a partire da quelle maggioritarie, i dinka di Kiir e i nuer di Machar. Gli accordi di pace, mediati dall&#8217;Unione Africana, hanno favorito un tentativo di normalità senza però risolvere le tensioni. &#8220;I sud-sudanesi continuano a fare i conti con l&#8217;insicurezza, la violenza, la mancanza di cibo e sistemi scolastici e sanitari in crisi permanente&#8221; dice Pal Chang. Convinto che tra mille difficoltà resti però la speranza che la pace sia consolidata. &#8220;E&#8217; la nostra sfida maggiore&#8221; dice: &#8220;I firmatari dell&#8217;accordo sembrano non avere la volontà politica di rispettarlo e questo sta frustrando gli sforzi profusi dalla comunità internazionale, dall&#8217;Unione Africana, dall&#8217;Autorità intergovernativa per lo sviluppo e dai Paesi vicini&#8221;. A garantire pace e sviluppo non sono bastati i pozzi di petrolio, dei quali il Sud Sudan è ricco, posta in palio durante il conflitto con il governo di Khartoum combattuto tra il 1983 e il 2005, prima del referendum e dell&#8217;indipendenza. Secondo Pal Chang, il problema è la classe politica, nata e cresciuta con la guerra. &#8220;La comunità internazionale deve esercitare maggiore pressione perché i nostri dirigenti si impegnino per la pace&#8221; dice il giornalista. &#8220;Altrimenti qui non cambierà mai nulla&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/07/20/sud-sudan-pal-chang-zero-vaccini-ma-abbiamo-paura-per-la-pace/">Sud Sudan. Pal Chang: &#8220;Zero vaccini, ma abbiamo paura per la pace&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giornata mondiale del rifugiato: 2012 record persone che fuggono, 45 milioni/video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 09:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata mondiale del Rifugiato 2013 l&#8217;Unhcr e altri enti e associazioni vicine alla figura del rifugiato fanno il punto della situazione. Secondo l&#8217;Unhcr, l&#8217;agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ogni 4 secondi una persona nel mondo diventa rifugiata o sfollata. &#160; Sono sempre guerra (per il 55% delle persone), fame, distruzione e paura, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/20/giornata-mondiale-del-rifugiato-2012-record-persone-che-fuggono-45-milionivideo/">Giornata mondiale del rifugiato: 2012 record persone che fuggono, 45 milioni/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<h2></h2>
<p>Nella giornata mondiale del Rifugiato 2013 l&#8217;Unhcr e altri enti e associazioni vicine alla figura del rifugiato fanno il punto della situazione. Secondo l&#8217;Unhcr, l&#8217;agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ogni 4 secondi una persona nel mondo diventa rifugiata o sfollata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono sempre guerra (per il 55% delle persone), fame, distruzione e paura, gli ingradienti della fuga, che spingono milioni di persone ogni anno a trovare rifugio, a costo di perdere la vita, in un&#8217;altra nazione.</p>
<p>Secondo l’ultimo rapporto Global Trends, sulle tendenze a livello globale in materia di spostamenti forzati di popolazione e pubblicato ieri dall’Unhcr in occasione della Giornata mondiale del rifugiato di quest’anno, nel 2012 il numero di rifugiati e sfollati interni ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi 18 anni,45,1 milioni di persone nel mondo, mentre nel 2011 sono state 42,5 milioni le persone costrette alla fuga in altri paesi.</p>
<p>Di queste 45, 1 milioni, 15,4 erano i rifugiati, 937mila richiedenti asilo e 28,8 milioni gli sfollati, ma all’interno del proprio paese.</p>
<p>In Italia nel 2012 sono state presentante 17.352 domande d’asilo, circa la metà dell’anno precedente. Questo calo significativo, determinato prevalentemente dalla fine dell’Emergenza Nord Africa, riporta il numero di domande in media con il dato degli ultimi dieci anni. Tuttavia l’anno scorso le domande d’asilo presentate a livello mondiale dai rifugiati minori non accompagnati o separati dai loro genitori, hanno raggiunto un indice record arrivando a 21 mila e 300. Si tratta del numero più alto mai registrato dall’Unhcr.</p>
<p>I rifugiati in Italia alla fine del 2012 erano 64.779, collocandosi così l’Italia al 6° posto tra i Paesi europei.</p>
<p>I paesi di provenienza sono prevalentemente quelli dove è in corso una guerra come l’Afghanistan, in testa alla classifica dei paesi d&#8217;origine del maggior numero di rifugiati, un triste primato che detiene da ben 32 anni, un rifugiato su 4, infatti, è afgano. Seguono Somalia, Iraq, Siria e Sudan. Importanti nuovi flussi si registrano anche in uscita da Mali, Repubblica Democratica del Congo e dallo stesso Sudan verso Sud Sudan ed Etiopia.</p>
<p>L’articolo 10 della Costituzione Italiana prevede che uno straniero al quale nel suo Paese sia impedito di esercitare &#8220;le libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana&#8221;, ha diritto d&#8217;asilo nel territorio italiano, “secondo le condizioni stabilite dalla legge&#8221;. L’asilo costituzionale è rimasto, per tanti anni, un concetto praticamente disapplicato fino al 1997, quando una sentenza della Corte di Cassazione ha indicato il tribunale ordinario come organo competente per decidere sulla concessione dell&#8217;asilo ai sensi della Costituzione, anche in assenza di una legge applicativa. Tuttavia, la legge di applicazione, a tutt’oggi, non è mai stata realizzata.</p>
<p>In Italia, per far fronte alle esigenze di accoglienza, si dispone di 3mila posti che fanno capo al Servizio per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), in collaborazione con gli Enti locali, le Regioni e il mondo sociale, e di 2mila posti assicurati dai Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara), oltre a questa rete di servizi già esistente, le Regioni hanno dichiarato la disponibilità di altri 50mila posti, di cui la metà è stata effettivamente utilizzata per accogliere le persone in fuga dal Nord Africa.</p>
<p>Guarda anche il video sulla Giornata mondiale del Rifugiato <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Giornata_mondiale_rifugiato_ogni_4_secondi_un_rifugiato/1529">qui</a></p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/20/giornata-mondiale-del-rifugiato-2012-record-persone-che-fuggono-45-milionivideo/">Giornata mondiale del rifugiato: 2012 record persone che fuggono, 45 milioni/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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