<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>niger Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/niger/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Feb 2020 18:35:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Niger. In Italia il 25 febbraio corridoio Onu per 66 rifugiati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/02/07/niger-in-italia-il-25-febbraio-corridoio-onu-per-66-rifugiati/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/02/07/niger-in-italia-il-25-febbraio-corridoio-onu-per-66-rifugiati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 18:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[caritas]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[niger]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=104236</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il 25 febbraio partira&#8217; un corridoio umanitario per l&#8217;Italia, in collaborazione con la Caritas, con a bordo 66 rifugiati. Sono tutte persone con vulnerabilita&#8217; &#8211; minori, ammalati, donne sole o membri della comunita&#8217; Lgbt &#8211; che quindi hanno bisogno di protezione. Sono sudanesi, tranne una famiglia di cinque persone, tra cui una ragazza malata che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/07/niger-in-italia-il-25-febbraio-corridoio-onu-per-66-rifugiati/">Niger. In Italia il 25 febbraio corridoio Onu per 66 rifugiati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il 25 febbraio partira&#8217; un corridoio umanitario per l&#8217;Italia, in collaborazione con la Caritas, con a bordo 66 rifugiati. Sono tutte persone con vulnerabilita&#8217; &#8211; minori, ammalati, donne sole o membri della comunita&#8217; Lgbt &#8211; che quindi hanno bisogno di protezione. Sono sudanesi, tranne una famiglia di cinque persone, tra cui una ragazza malata che ha bisogno di cure urgenti&#8221;. Cosi&#8217; all&#8217;agenzia Dire Alessandra Morelli, responsabile dell&#8217;ufficio dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in Niger. Il gruppo di cittadini sudanesi che volera&#8217; nel nostro Paese e&#8217; solo una parte dei tanti che l&#8217;agenzia Onu sta ricollocando verso Paesi terzi rispetto al Niger, Paese di transito ma anche d&#8217;accoglienza, in particolare dei migranti portati via dai centri di detenzione in Libia. Lo sforzo che l&#8217;Unhcr porta avanti vede i suoi limiti nel numero di posti messi a disposizione dai singoli Stati per i ricollocamenti ma anche nella lentezza della burocrazia. Per questo a gennaio, stanchi di aspettare il trasferimento, un gruppo di profughi ha protestato per giorni nella regione di Agadez. Sgomberati dalla polizia, i manifestanti hanno poi appiccato le fiamme al campo in cui risiedevano, a 15 chilometri da Agadez, e che accoglieva 1.500 persone. Nel rogo e&#8217; andato distrutto l&#8217;80 per cento dei prefabbricati. Da allora l&#8217;Unhcr continua a fornire aiuti alle famiglie: &#8220;Abbiamo ricostruito gia&#8217; 30 casette, nessuno ha dovuto lasciare il campo ne&#8217; dormire all&#8217;aperto&#8221; ha assicurato Morelli, smentendo cosi&#8217; ricostruzioni apparse sulla stampa internazionale secondo le quali migranti sono stati costretti ad andar via attraverso il deserto. &#8220;Da quell&#8217;incidente &#8211; prosegue Morelli &#8211; abbiamo intavolato nuovi colloqui con le autorita&#8217; per convincerle a velocizzare l&#8217;approvazione della richiesta di asilo. I dossier in tutto sono circa 800&#8243;.</p>
<p>Dopo la distruzione del campo, pero&#8217;,&#8221;abbiamo deciso di cambiare strategia&#8221; dice Morelli, chiarendo che la gestione del campo, come eventuali future decisioni, &#8220;sono di competenza del governo&#8221;. Intanto l&#8217;agenzia Onu continua il lavoro per trovare sistemazioni migliori e definitive a queste persone, la maggior parte delle quali e&#8217; fuggita dalle violenze tornate ad acuirsi in Darfur. Il lavoro ha riguardato anche i minori. &#8220;Degli 89 residenti nel campo prima dell&#8217;incendio ora ne sono rimasti solo 16&#8221; dice Morelli. &#8220;Gli altri sono stati trasferiti in strutture adeguate in citta&#8217;&#8221;. Dopo il volo del 25 febbraio, continua la responsabile, &#8220;ne stiamo organizzando un altro per un gruppo di 170 persone&#8221;. La destinazione? &#8220;L&#8217;Europa, ma forse anche Stati Uniti o Canada&#8221;. E della protesta, cosa ne e&#8217; rimasto? &#8220;La situazione e&#8217; tornata tranquilla, c&#8217;e&#8217; chi si e&#8217; pentito di aver dato tutto alle fiamme. Sono gesti da condannare. Noi abbiamo mantenuto il dialogo aperto sia coi rappresentanti del campo sia con le istituzioni. Il mio staff fornisce assistenza anche a chi e&#8217; stato arrestato&#8221;. Delle 335 persone arrestate subito dopo gli incidenti, 80 sono ancora in carcere. &#8220;Spetta alla magistratura ora &#8211; conclude Morelli &#8211; fare il suo lavoro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/07/niger-in-italia-il-25-febbraio-corridoio-onu-per-66-rifugiati/">Niger. In Italia il 25 febbraio corridoio Onu per 66 rifugiati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/02/07/niger-in-italia-il-25-febbraio-corridoio-onu-per-66-rifugiati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">104236</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il posto peggiore dove essere madri? Il Niger</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/05/08/il-posto-peggiore-dove-essere-madri-il-niger/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2012/05/08/il-posto-peggiore-dove-essere-madri-il-niger/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 16:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[children]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[niger]]></category>
		<category><![CDATA[peggiore]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=38399</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo il tredicesimo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo di Save the Children, presentato oggi in occasione della Festa della mamma, il Niger è diventato il Paese peggiore al mondo dove essere madre, raccogliendo questo drammatico testimone dall’Afghanistan, che ha occupato l’ultima posizione nei 2 anni precedenti. Sempre secondo il rapporto, la Norvegia si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/08/il-posto-peggiore-dove-essere-madri-il-niger/">Il posto peggiore dove essere madri? Il Niger</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il tredicesimo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo di Save the Children, presentato oggi in occasione della Festa della mamma, il Niger è diventato il Paese peggiore al mondo dove essere madre, raccogliendo questo drammatico testimone dall’Afghanistan, che ha occupato l’ultima posizione nei 2 anni precedenti. Sempre secondo il rapporto, la Norvegia si conferma invece al primo posto, in una classifica che comprende 165 Paesi  e tiene conto di fattori come la salute, l’istruzione e lo stato economico e sociale delle madri, insieme ad indicatori della condizione infantile quali salute e alimentazione. L’Italia è scesa in 2 anni dal 17° al 21° posto e non è stata capace di segnare nell’ultimo anno progressi significativi.</p>
<p>“La distanza abissale che separa le condizioni di donne e madri e dei loro figli tra il primo e l’ultimo paese della classifica ben rappresenta le enormi disparità esistenti tra i paesi più sviluppati del pianeta e quelli più poveri – afferma Save the Children -. In Norvegia una donna riceve in media ben 18 anni di istruzione scolastica contro i 4 del Niger, dove a livello politico solo il 14% dei seggi in parlamento sono occupati da donne contro il 40% dell’assemblea norvegese. Solo il 5% delle donne nigerine utilizza i moderni metodi contraccettivi  mentre sono ben 4 su 5 quelle che li utilizzano in Norvegia”. L’esperienza della maternità segna, se possibile, distanze ancora maggiori: il 100% delle nascite nel paese scandinavo, infatti, avviene con l’assistenza di personale medico specializzato, che è presente invece solo in un caso su tre in Niger, dove 1 mamma su 16 muore per cause legate alla gravidanza o al parto (il rischio di mortalità materna è di 1 su 7.600 in Norvegia).</p>
<p>L’Italia. L’Italia si colloca al 21° posto della classifica – a metà dei 43 paesi più sviluppati &#8211; ma alle spalle di Portogallo (15°), Spagna (16°) e Grecia (20°).  Colpiscono in particolare in negativo i dati relativi alla condizione della donna e al suo ruolo o riconoscimento sociale nel nostro Paese. La percentuale delle donne sedute in parlamento per esempio è pari al 21%, e, benché aumentata di un punto percentuale rispetto allo scorso anno, risulta inferiore rispetto a quella di paesi come l’Afganistan (28%), l’Angola (38%) o il Mozambico (39%). Lo stipendio medio delle donne non va oltre al 49% di quello degli uomini a parità di mansioni, tra i paesi sviluppati fanno peggio solo l’Austria (40%), il Giappone e Malta (45%), mentre invece 2 paesi su 3 registrano una percentuale superiore al 60%. Solo il 41% delle donne italiane utilizza i moderni metodi contraccettivi, una percentuale inferiore a quella di paesi come Botswana (42%), Zimbabwe (58%), ma anche Egitto (58%) e Tunisia (52%), e molto distante dall’82% della Norvegia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/08/il-posto-peggiore-dove-essere-madri-il-niger/">Il posto peggiore dove essere madri? Il Niger</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2012/05/08/il-posto-peggiore-dove-essere-madri-il-niger/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">38399</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
