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	<title>nobel Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Premio Nobel per la Letteratura 2024 a Han Kang</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Han Kang]]></category>
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		<category><![CDATA[Premio Nobel per la Letteratura 2024 a Han Kang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Premio Nobel per la Letteratura 2024 è stato assegnato a Han Kang, per una serie di motivi che mettono in luce la sua capacità di esplorare temi profondi e universali attraverso una prosa poetica e sperimentale. Descritta come un’innovatrice della prosa contemporanea, Han Kang ha affrontato con sensibilità e profondità temi come i traumi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Premio Nobel per la Letteratura 2024 è stato assegnato a Han Kang, per una serie di motivi che mettono in luce la sua capacità di esplorare temi profondi e universali attraverso una prosa poetica e sperimentale. Descritta come un’innovatrice della prosa contemporanea, Han Kang ha affrontato con sensibilità e profondità temi come i traumi storici e la fragilità della vita umana, evidenziando le connessioni tra corpo e anima, tra i vivi e i morti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo romanzo più noto, &#8220;La vegetariana&#8221;, ha vinto il Man Booker International Prize nel 2016 e ha introdotto a un pubblico globale il suo stile distintivo e la sua visione unica. &#8220;L’ora di greco&#8221;, &#8220;Atti umani&#8221; e &#8220;Convalescenza&#8221; sono altri esempi significativi del suo talento, tutti accolti con entusiasmo dalla critica e pubblicati in Italia da Adelphi. Questo premio Nobel non solo celebra il suo contributo letterario ma riconosce anche l&#8217;impatto duraturo della sua opera sul panorama letterario mondiale.</p>
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		<title>Pace. Govoni (candidato Nobel): &#8220;Con le scuole cambio il mondo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 18:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Essere candidato al Nobel per la pace e&#8217; un sogno che si realizza. Sin da bambino ho sempre pensato che questo premio fosse per persone straordinarie, che facevano cose incredibili. Oggi so che le persone sono ordinarie, sono i loro progetti, forse, ad essere fuori dell&#8217;ordinario&#8221;. Nicolo&#8217; Govoni e&#8217; un attivista nato 26 anni fa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/07/pace-govoni-candidato-nobel-con-le-scuole-cambio-il-mondo/">Pace. Govoni (candidato Nobel): &#8220;Con le scuole cambio il mondo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Essere candidato al Nobel per la pace e&#8217; un sogno che si realizza. Sin da bambino ho sempre pensato che questo premio fosse per persone straordinarie, che facevano cose incredibili. Oggi so che le persone sono ordinarie, sono i loro progetti, forse, ad essere fuori dell&#8217;ordinario&#8221;. Nicolo&#8217; Govoni e&#8217; un attivista nato 26 anni fa a Cremona. Nel 2018 insieme con le colleghe Sarah Ruzek e Giulia Cicoli ha fondato Still I Rise, una ong che offre &#8220;educazione di altissima qualita&#8217;&#8221; ai minori profughi dell&#8217;hotspot di Samo, in Grecia, e ora punta ad aprire scuole internazionali in Turchia e Kenya. Per questo impegno, Govoni e&#8217; entrato in lizza per il Premio. La strada verso la candidatura al Nobel per la pace inizia in India, nello Stato di Tamil Nadu, dove a 20 anni Govoni si trasferisce con l&#8217;idea di restare solo qualche mese per lavorare a un progetto umanitario. &#8220;Alla fine sono rimasto quattro anni&#8221; racconta il giovane all&#8217;agenzia Dire. &#8220;Quando ho capito che non sarei tornato in Italia mi sono iscritto in un&#8217;universita&#8217; locale. Ne ho scelta una non lontana da Mumbai, celebre perche&#8217; dedica grande attenzione ai temi legati ai diritti e alle politiche sociali. Ho frequentato la facolta&#8217; di giornalismo ma ho comunque studiato la questione dei contadini o dei movimenti femministi, molto sentiti nella societa&#8217;&#8221;. Il neolaureato, tornato in Italia, decide di frequentare un master in cooperazione internazionale. &#8220;Avevo capito &#8211; ricorda &#8211; che era la mia vocazione&#8221;. Ottiene cosi&#8217; una borsa di studio negli Stati Uniti. Ma i suoi progetti, ancora una volta, subiscono una virata: &#8220;I corsi sarebbero cominciati dopo sei mesi quindi decisi di non restare fermo e partire come volontario per Samo, in Grecia&#8221;. Qui c&#8217;e&#8217; uno dei piu&#8217; grandi hotspot del Mediterraneo per i migranti che cercano di raggiungere l&#8217;Europa. &#8220;Li&#8217; &#8211; dice Govoni &#8211; ho trovato una situazione impensabile e sono rimasto, rinunciando al master&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;hotspot di Samos &#8211; dice il fondatore di Still I Rise &#8211; e&#8217; l&#8217;antitesi del diritto europeo sulla protezione dell&#8217;infanzia e dei diritti umani in generale. Dovrebbe essere un centro per l&#8217;identificazione dei migranti ma di fatto e&#8217; un centro d&#8217;accoglienza. E&#8217; pensato per ospitare 650 persone e invece ne conta piu&#8217; di 7mila, di cui 2.500 bambini, centinaia dei quali non accompagnati. Anche i minori vivono in condizioni atroci: la loro casa e&#8217; una tenda, senza bagni e anche in inverno. Non hanno assistenza medica, abiti e cibo adeguati&#8221;. Per Govoni, il fatto piu&#8217; grave &#8220;e&#8217; che il campo e&#8217; gestito dal governo greco con fondi europei&#8221;. A Samo, Govoni, Ruzek e Cicoli istituiscono Still I Rise. &#8220;Si fonda sul principio di non accettare finanziamenti governativi, dall&#8217;Ue o dalle Nazioni Unite&#8221; poiche&#8217; &#8220;sono gli attori responsabili delle violazioni nell&#8217;hotspot o per negligenza o per cattive pratiche&#8221;, dice il cooperante. Attraverso una campagna di raccolta fondi, insieme con i suoi colleghi, inizia a fornire vari tipi di servizi ai minori, sanitari, alimentari o legali, &#8220;pensati per le loro esigenze specifiche&#8221;. E&#8217; allora che nasce l&#8217;istituto di Mazi&#8217;, la prima scuola per profughi a Samo, che purtroppo, aggiunge il cooperante, &#8220;dopo due anni e&#8217; ancora l&#8217;unica&#8221;. L&#8217;obiettivo del progetto, rivolto a 150 studenti dai dieci ai 17 anni, &#8220;e&#8217; fornire educazione di altissima qualita&#8217;, la stessa che garantiremmo agli studenti in Europa&#8221;. Still I Rise punterebbe infatti a distinguersi &#8220;da quelle organizzazioni che si limitano ad offrire il minimo indispensabile&#8221;. &#8220;Queste realta&#8217; &#8211; dice Govoni &#8211; presumono che le persone, in contesti di grande sofferenza, siano disposte ad accontentarsi di qualsiasi aiuto. La nostra scuola permette invece di ottenere gratuitamente un&#8217;educazione con ottimi insegnanti che puo&#8217; formare i leader del domani&#8221;. Secondo il fondatore di Still I Rise, a Samo &#8220;ci sono bambine di 13 anni che dopo quattro mesi di lezioni nella nostra scuola gia&#8217; si impegnano per tradurre le informazioni per la loro comunita&#8217; e si battono per i loro diritti&#8221;.</p>
<p>Secondo Govoni, pero&#8217;, Samo &#8220;e&#8217; un&#8217;anomalia&#8221; data la cattiva gestione del centro e per questo la scuola dell&#8217;ong non diventera&#8217; permanente. Al contrario, la Turchia e il Kenya &#8211; dove sono presenti rifugiati stanziali &#8211; sono stati selezionati per aprire nei prossimi mesi due scuole internazionali &#8220;Still I Rise&#8221; per profughi, che dovrebbero accogliere 150 studenti. Tra questi, il 30 per cento dovrebbe essere costituito da ragazzi residenti provenienti da famiglie non abbienti. &#8220;Il modello sara&#8217; lo stesso&#8221; anticipa Govoni: &#8220;Istruzione gratuita di qualita&#8217;, che consentira&#8217; poi a questi giovani di entrare nel mondo del lavoro oppure ottenere borse di studio universitarie per l&#8217;Europa o altrove&#8221;. E la candidatura al Nobel, giunta su proposta di Sara Conti, esponente del Consiglio grande e generale della Repubblica di San Marino? &#8220;Non cambia la mia vita &#8211; risponde Govoni &#8211; ma di certo ci aiutera&#8217; a sostenere i progetti che intendiamo realizzare e, quindi, a sostenere sempre piu&#8217; ragazzi&#8221;.</p>
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		<title>Per la Festa della Donna, la storia di Malala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 14:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In molti modi, Malala Yousafzai è simile a qualsiasi altro adolescente. Ama trascorrere il tempo con la sua famiglia e con gli amici, ama giocare e sogna diandare all’università. A differenziarla dai suoi coetani, è un riconoscimento ottenuto nel 2014 che fa di Malala la più giovane vincitrice del premio Nobel per la Pace. Questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="result_box" class="" lang="it"><span class="hps">In molti modi</span>, <span class="hps">Malala Yousafzai</span> <span class="hps">è simile a qualsiasi</span> <span class="hps">altro adolescente</span>.<br />
<span class="hps">Ama</span> <span class="hps">trascorrere il tempo</span> <span class="hps">con la sua famiglia</span> <span class="hps">e con gli amici</span>, ama <span class="hps">giocare</span> <span class="hps">e</span> <span class="hps">sogna di</span><span class="hps">andare all’università</span>.<br />
A differenziarla dai suoi coetani, <span class="hps">è un riconoscimento ottenuto nel 2014 che fa di Malala</span> la<span class="hps"> più giovane</span> <span class="hps">vincitrice del</span> <span class="hps">premio Nobel</span> per la Pace.<br />
Questa sera per festeggiare le donne, Sky propone una serata con “Malala” il docu film dedicato alla vita della coraggiosa ragazza pakistana diretto da Davis Guggenheim, regista premio Oscar per il miglior documentario nel 2007 con Una scomoda verità.<br />
</span></p>
<p><span id="result_box" class="" lang="it">Il film sarà trasmesso in contemporanea su NatGeo People, National Geographic Channel e FoxLife in prima tv assoluta. </span><span id="result_box" class="" lang="it"><span class="hps">“Malala”</span> <span class="hps">è</span> <span class="hps">un ritratto intimo</span> <span class="hps">di questa straordinaria</span> <span class="hps">giovane donna che</span>, <span class="hps">a 15 anni,</span> <span class="hps">è stata</span> <span class="hps">presa di mira</span> <span class="hps">dai talebani</span> <span class="hps">nella </span><span class="hps">valle</span> <span class="hps">dello Swat</span>,<span class="hps">Pakistan, e</span> <span class="hps">gravemente</span> <span class="hps">ferita da</span> un <span class="hps">colpo di pistola</span> <span class="hps">mentre tornava</span> <span class="hps">a casa</span> <span class="hps">su uno scuolabus</span>.</span></p>
<h3><strong>La storia di Malala</strong></h3>
<p>Malala è nata il 12 luglio 1997 a Mingora, una città nel distretto di Swat del Pakistan nord-occidentale.</p>
<p>Per i primi anni della sua vita, la sua città natale era considerato un luogo turistico noto per i suoi festival estivi.<br />
Tuttavia, la zona ha cominciato a cambiare quando i talebani cercarono di prenderne il controllo.</p>
<p>Il padre, Ziauddin Yousafzai gestiva una scuola adiacente alla casa della famiglia, frequentata dalla stessa Malala, ponendosi contro i talebani e la loro crociata di limitare l’educazione e impedire alle ragazze ad andare a scuola.</p>
<p>Malala, che condivideva gli stessi ideali del padre, tenne un discorso a Peshawar, in Pakistan, nel settembre 2008, dopo che i talebani cominciarono ad attaccare le scuole femminili di Swat:  “Come osano togliere il mio diritto fondamentale all’istruzione?”</p>
<p><strong>Attivismo</strong></p>
<p>All’inizio del 2009, Malala ha cominciato a scrivere un blog per la BBC. Al fine di nascondere la sua identità, usò lo pseudonimo Gul Makai. Tuttavia, si rivelò essere la blogger nel dicembre dello stesso anno.</p>
<p>Con una piattaforma pubblica in crescita, la ragazza ha continuato a parlare di sè e del diritto di tutte le donne a una formazione scolastica. Il suo attivismo la portò a vincere il National Youth Peace Prize.</p>
<p>Ma la sua crescente popolarità e il riconoscimento nazionale, portarono i leader talebani a volere la sua morte.</p>
<p><strong>L’attacco</strong></p>
<p>Quando aveva 14 anni, Malala e la sua famiglia appresero che una minaccia di morte pendeva sulla sua testa.<br />
Tuttavia, nessuno di loro credeva fossero davvero capaci di far del male ad una bambina.</p>
<p>Il 9 ottobre 2012, mentre tornava a casa da scuola, un uomo è salito a bordo dello scuolabus, chiedendo chi fosse Malala.<br />
Quando i suoi amici guardarono verso di lei, l’uomo armato le ha sparato, colpendola al lato sinistro della testa, un solo proiettile che attraversò collo e spalla. Altre due ragazze sono rimaste ferite nell’attacco.</p>
<p>Malala sopravvisse, ma era in condizioni critiche. Venne trasferita a Birmingham nel Regno Unito per le cure in un ospedale specializzato in lesioni militari. Non uscì fino al gennaio 2013.</p>
<p>Il tentativo dei talebani di uccidere Malala ha ricevuto la condanna di tutto il mondo e ha portato a proteste in tutto il Pakistan.<br />
Nelle settimane dopo l’attacco, oltre 2 milioni di persone hanno firmato una petizione per il diritto all’istruzione.</p>
<p><strong>Dopo l’attacco</strong></p>
<p>All’ospedale di Birmingham Malala fu indotta in coma farmacologico.<br />
Tuttavia, nonostante interventi chirurgici multipli, tra cui la riparazione di un nervo facciale per fissare il lato sinistro del viso paralizzato, non aveva subito alcun grave danno cerebrale. Nel marzo 2013, era in grado di iniziare a frequentare la scuola di Birmingham.</p>
<p>La sparatoria ha provocato una massiccia manifestazione a sostegno di Malala, che ha continuato durante il suo recupero.<br />
La ragazza tenne un discorso alle Nazioni Unite per il suo 16° compleanno nel 2013. Purtroppo, i talebani considerano ancora oggi Malala un bersaglio.</p>
<p>Malala è diventata una sostenitrice globale per le milioni di bambine a cui viene negata un’educazione scolastica a causa di fattori sociali, economici, legali e politici. La coraggiosa ragazza ha accettato il premio Nobel per la Pace il 10 Dicembre 2014.<br />
Con i soldi del premio, 1.1 milioni di dollari, ha finanziato la creazione di una scuola secondaria per ragazze in Pakistan. (Dire)</p>
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		<title>Tre Nobel per sei Persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:48:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il premio Nobel per la letteratura è andato al’ottantenne  scrittore svedese Tomas Tranströmer, che ha battuto sul filo di lana il poeta e traduttore giapponese Aruki Murakami, già sconfitto l’anno scorso per una manciata di voti, da Mario Vargas Llosa. I premi Nobel spesso sono stati oggetto di critiche e polemiche: una delle esclusioni più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/10/tre-nobel-per-sei-persone/">Tre Nobel per sei Persone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il premio Nobel per la letteratura è andato al’ottantenne  scrittore svedese Tomas Tranströmer, che ha battuto sul filo di lana il poeta e traduttore giapponese Aruki Murakami, già sconfitto l’anno scorso per una manciata di voti, da Mario Vargas Llosa. I premi Nobel spesso sono stati oggetto di critiche e polemiche: una delle esclusioni più clamorose riguardò Albert Einstein, che non ricevette il premio per la scoperta più rivoluzionaria di inizio secolo, la teoria della relatività. In realtà, sull’assegnazione dei premi oltre a criteri di natura tecnico – scientifica, ieri come oggi in alcuni casi hanno influito valutazioni di opportunità politica.<br />
Questa preoccupazione risulta chiaramente nel caso di Einstein il quale, nonostante il consenso generale della comunità scientifica, era fortemente contestato in Germania dai circoli di destra: ebreo, pacifista, sostenitore di una nuova Repubblica, formulò una teoria, la relatività, che fu considerata come un tentativo di sovvertire il tradizionale modo di pensare. Il comitato per l’assegnazione dei premi si dimostrò molto sensibile al fatto che la scelta del candidato non suscitasse polemiche fra i suoi compatrioti. La teoria della relatività, inoltre, contrapponendosi al concetto di assoluto, non era ben vista in ambiente clericale.<br />
Einstein ricevette il Nobel nel 1922 (assegnato per l’anno precedente) non per la teoria della relatività, bensì per la spiegazione che aveva dato nel 1905 dell’effetto fotoelettrico, tramite la “teoria dei quanti”. In Italia Tranströmer è un semisconosciuto, ma questa non è una novità per il Premio Nobel della Letteratura. Ad esempio Herta Muller non era più famosa quando le fu assegnato il premio. Psicologo e poeta, è nato nel <strong>1931</strong><strong>,</strong> figlio di un giornalista e di una insegnante e a 13 anni inizia a dedicarsi alla scrittura, pubblicando la sua prima raccolta( &#8220;<strong>Diciassette Poesie</strong>&#8220;), a 23. La giuria di Stoccolma ha spiegato che “attraverso le sue dense, traslucide immagini ci ha offerto un nuovo accesso alla realtà”; mentre sul Manifesto <strong>Maria Grazia Calandrone ha scritto: “</strong>Tranströmer è il poeta che oggi fa più silenzio. Il gesto etico per eccellenza. E con il suo silenzio influisce su gente mica da poco come Seamus Heaney o Derek Walcott”. Poeta a bagno <strong>dentro i fatti umani</strong>, che ha lavorato come psicologo nelle carceri minorili e con disabili e tossicodipendenti, Tranströmer non prescinde dalla vita,  ma mescola la quotidiana esperienza, degli uomini e con gli uomini, alla rivelazione del mistero, attendendo costantemente, come Boudelaire o Montale, con un continuo dialogo, con se stesso e con il lettore. Assegnato invece a tre donne il Nobel per la Pace: la presidente liberiani Ellen Johnson Sirleaf, la connazionale Leymah Gbowee, leader, insieme a Comfort Freeman, del movimento pacifista femminile e a Tawakkul Karman, giornalista  con tre figli, militante del partito islamico Islah, protagonista della rivolta contro il presidente Abdullah Saleh. In verità, come ricordano in molti sulla stampa nazionale ed estera, il Nobel per la pace, negli ultimi anni, non porta molta fortuna a chi lo riceve: il cinese Liu Xiaobo fa avanti e indietro dal carcere, l&#8217;iraniana Shirin Ebadi vive in esilio all&#8217;estero, il presidente Obama passa da una crisi all&#8217;altra e teme di non essere rieletto. Ma quest’anno, scegliendo tre donne, due liberiane e una yemenita, il comitato ha inteso premiare una categoria intera: quella elle donne, una categoria che lotta (è scritto nella motivazione: “in maniera non violenta per la sicurezza e la partecipazione delle donne ai processi di pace”. Alle donne yemenite come a quelle saudite è proibito guidare, viaggiare, stare sole in albergo, dare il nome ai figli, ottenere un passaporto, avere un lavoro, indossare un&#8217;abaya di colore diverso dal nero, andare a scuola o all&#8217;università senza permesso, aprire un conto in banca. La donna non può mostrare il proprio volto, le è vietato chiedere il divorzio senza pagare e non può avere la custodia dei propri figli. Non può neppure parlare in pubblico: la sua voce è considerata una sorta di profanazione. Anche se le donne vanno a votare, come è avvenuto in Afghanistan, le cose per loro non cambiano troppo. Per questo “Novbel tripartito”, assume una particolare importanza. Assegnato, infine, solo pochi minuti fa, il Nobelper l’economia, conferito ai due economisti statunitensi Thomas Sargent e Christopher Sims,  per il lavoro condotto sulle relazioni tra le misure politiche e il loro impatto sull&#8217;economia. La  motivazione del riconoscimento (che ammonta a 10 milioni di corone svedesi, 1,5 milioni di dollari), fa riferimento alle ricerche empiriche sulle cause e gli effetti in macro-economia, che hanno consentito di sviluppare “metodi per rispondere a numerose questioni relative al legame di casualità tra la politica economica e le diverse variabili macroeconomiche come Pil, inflazione, lavoro e investimenti&#8221;. Sargent, nato nel 1943 a Pasadena (California), è professore all&#8217;Università di New York. Sims, nato nel 1942 a Washington, é professore all&#8217;Università di Princeton e, subito dopo l’annuncio del premio, alla domanda su come investirà i molti soldi del premio, ha detto: “rpobabilmente li lascerei liquidi per un po&#8217;, e poi vedrei”.  Il Nobel all&#8217;economia, ufficialmente premio in scienze economiche della Banca di Svezia in memoria di Alfred Nobel, è stato stabilito nel 1968 e assegnato per la prima volta nel 1969. Poiché questo premio non ha fondamento nelle volontà di Nobel e non viene finanziato con i suoi soldi, tecnicamente non è un premio Nobel (gli attuali membri della famiglia Nobel non lo accettano come tale). Viene comunque consegnato assieme agli altri premi. Nel 1968, venne presa la decisione di non aggiungere altri premi “in memoria di Nobel” in futuro. La prima cerimonia, per consegnare i premi Nobel per letteratura, fisica, chimica e medicina, si tenne alla vecchia Accademia Reale di Musica di Stoccolma nel 1901; dal 1902, i premi sono stati formalmente assegnati dal re di Svezia. Il re Oscar II inizialmente non approvò l’assegnazione di grossi premi nazionali a stranieri, ma si dice che abbia cambiato idea dopo aver compreso il valore pubblicitario che questi premi avevano per la nazione. A partire dal 1901, i premi sono stati assegnati annualmente per i risultati ottenuti nel campo della Fisica (assegnato dall’Accademia Reale Svedese delle Scienze), della Chimica (assegnato dall’Accademia Reale Svedese delle Scienze), della Medicina (assegnato dall’Istituto Karolinska), della Letteratura (assegnato dall’Accademia Svedese) e per la Pace (assegnato da un comitato nominato dal Parlamento norvegese). <strong>I premi vennero istituiti dalle ultime volontà di Alfred Nobel, un industriale svedese e inventore della dinamite. Egli firmò le sue volontà al Club Svedese-Norvegese di Parigi il 27 novembre 1895. L’ultimo Nobel ad un italiano, quello assegnato per la fisica, nel 2002, a Riccardo Giacconi; mentre due, nel 1997, andarono per la letteratura a Dario Fo e per la medicina a Mario Capecchi. </strong></p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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