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	<title>nucleare Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Corea del Nord avvia nuovi impianti di arricchimento dell’uranio, cresce l’allerta nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 01:40:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha messo in guardia su un’accelerazione «molto grave» nella capacità della Corea del Nord di produrre armi nucleari. Durante un intervento a Seul, Grossi ha reso noto che gli ispettori dell’Aiea hanno rilevato un forte incremento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha messo in guardia su un’accelerazione «molto grave» nella capacità della Corea del Nord di produrre armi nucleari. Durante un intervento a Seul, Grossi ha reso noto che gli ispettori dell’Aiea hanno rilevato un forte incremento delle attività al reattore di Yongbyon, della potenza di 5 megawatt, insieme all’avvio di cantieri per nuovi impianti dedicati alla fusione nucleare.</p>
<p>Secondo l’Agenzia, Pyongyang disporrebbe già di qualche decina di testate nucleari. La conferma di un’espansione significativa è arrivata dal potenziamento delle strutture di arricchimento dell’uranio: è emersa la “probabile” costruzione di un nuovo capannone, del tutto simile a quelli esistenti, indispensabile per aumentare la produzione di materiale fissile.</p>
<p>“Tutti questi elementi indicano un aumento molto significativo delle capacità di Pyongyang nel settore della produzione di armi nucleari”. Questa valutazione è stata avvalorata in maniera indipendente anche dal Center for Strategic and International Studies, grazie a immagini satellitari.</p>
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		<title>Nucleare. Tajani: &#8220;Noi ambientalisti assolutamente a favore, lo dice la scienza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 16:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Noi siamo assolutamente favorevoli alla scelta del nucleare, soprattutto quello di ultima generazione. Non abbiamo paura della scienza, che ci sta dicendo che i rischi sono sempre minori e che possono esserci anche scelte di autoproduzione a livello industriale e non più solo le grandi centrali come in passato&#8221;. Lo ha detto il vicepremier e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/29/nucleare-tajani-noi-ambientalisti-assolutamente-a-favore-lo-dice-la-scienza/">Nucleare. Tajani: &#8220;Noi ambientalisti assolutamente a favore, lo dice la scienza&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Noi siamo assolutamente favorevoli alla scelta del nucleare, soprattutto quello di ultima generazione. Non abbiamo paura della scienza, che ci sta dicendo che i rischi sono sempre minori e che possono esserci anche scelte di autoproduzione a livello industriale e non più solo le grandi centrali come in passato&#8221;. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aprendo il convegno &#8216;Indipendenza energetica dal 2050. La parola alle imprese: come riuscirci&#8217;, presso la Sala della Regina della Camera dei deputati, insieme a rappresentanti del mondo dell&#8217;impresa ed esperti del settore energetico. Anche a livello ambientale, ha proseguito Tajani, &#8220;come dicono i miei ex colleghi della Commissione europea nel documento sulla tassonomia, il nucleare non è una fonte inquinante. E noi siamo ambientalisti, ma siamo per la terza via: non siamo né per il nuovo ambientalismo di Greta Thunberg e Timmermans né per il negazionismo di alcuni, ma per una scelta ambientalista pragmatica che tenga conto delle necessità sociali ed economiche del Paese, che dà lavoro a milioni di persone grazie all&#8217;economia reale&#8221;. A livello energetico, ha concluso il ministro, &#8220;la nostra visione deve essere complessiva, dobbiamo inserire tutta la questione energetica nell&#8217;azione politica e di governo con il contributo di chi ne sa, ecco perché oggi, come classe politica e dirigente, ascoltiamo gli esperti&#8221;.</p>
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		<title>Giappone. Nucleare, Fukushima, entro 2022 sfollati potranno tornare a casa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/08/24/giappone-nucleare-fukushima-entro-2022-sfollati-potranno-tornare-a-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 10:08:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto si apprende da un comunicato diffuso dal Cabinet office, entro dicembre sarà consentito a tutti coloro che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni in conseguenza del disastro nucleare del 2011 di Fukushima di tornare nelle aree interessate dall&#8217;incidente. Gli ordini di evacuazione saranno revocati nella zona classificata finora come &#8220;di difficile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto si apprende da un comunicato diffuso dal Cabinet office, entro dicembre sarà consentito a tutti coloro che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni in conseguenza del disastro nucleare del 2011 di Fukushima di tornare nelle aree interessate dall&#8217;incidente. Gli ordini di evacuazione saranno revocati nella zona classificata finora come &#8220;di difficile ripristino&#8221;, corrispondente ai sette comuni limitrofi alla centrale nucleare n.1 della Tokyo Electric Power Company Holdings Inc. colpita dal disastro. Nell&#8217;impianto sono ancora in corso interventi di bonifica e di ricostruzione delle infrastrutture. La revoca al rientro nell&#8217;intera area, che inizierà a fine anno, avverrà per gradi e sarà totale entro il 2022.</p>
<p>Nel tentativo di contrastare l&#8217;abbandono dei terreni coltivabili, il proliferare di fauna selvatica dannosa alla popolazione, puntando al risparmio di manodopera e risorse nella gestione degli allevamenti, il comune di Asaoi, nella prefettura di Yamaguchi, ha lanciato il progetto &#8220;mucche da pascolo in affitto&#8221;. Si tratta della concessione di mucche da pascolo che, pascolando su terreni potenzialmente coltivabili ma abbandonati per vari motivi, impediscono il proliferare di animali selvatici quali cinghiali, cervi e parassiti del terreno, riqualificando il luogo anche dal punto di vista dell&#8217;immagine. Il sistema, già adottato nella stessa prefettura nelle città di Yamaguchi, Shunan e Iwakuni, è ritenuto una valida opzione contro i problemi sempre più gravi legati agli animali selvatici e all&#8217;agricoltura, i cui danni nella sola prefettura di Yamaguchi sono stati di circa 400 milioni di yen (circa 3 milioni di euro) nell&#8217;anno fiscale 2020.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/08/24/giappone-nucleare-fukushima-entro-2022-sfollati-potranno-tornare-a-casa/">Giappone. Nucleare, Fukushima, entro 2022 sfollati potranno tornare a casa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Nucleare. Fukushima, enormi rischi rilascio acque in mare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/04/12/nucleare-fukushima-enormi-rischi-rilascio-acque-in-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 17:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo giapponese, in una riunione che si terra&#8217; domani, potrebbe decidere di scaricare nell&#8217;oceano 1,23 milioni di tonnellate di acqua radioattiva proveniente da Fukushima. Ad opporsi molte ONG e gruppi di cittadini che chiedono con forza che questa opzione venga accantonata. Per chiedere al Governo di fermarsi, Greenpeace ha raccolto 183.754 firme in Giappone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/12/nucleare-fukushima-enormi-rischi-rilascio-acque-in-mare/">Nucleare. Fukushima, enormi rischi rilascio acque in mare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo giapponese, in una riunione che si terra&#8217; domani, potrebbe decidere di scaricare nell&#8217;oceano 1,23 milioni di tonnellate di acqua radioattiva proveniente da Fukushima. Ad opporsi molte ONG e gruppi di cittadini che chiedono con forza che questa opzione venga accantonata. Per chiedere al Governo di fermarsi, Greenpeace ha raccolto 183.754 firme in Giappone e Corea del Sud. &#8220;Se il Governo dovesse decidere di rilasciare acqua radioattiva nell&#8217;oceano, certificherebbe che le audizioni pubbliche e gli incontri con i gruppi di pescatori che lo stesso esecutivo ha tenuto sono stati una pura formalita&#8217;, dato che l&#8217;opinione pubblica e&#8217; chiaramente contraria a questa eventualita&#8217;&#8221;, dichiara Kazue Suzuki, Campagna Clima ed Energia di Greenpeace Giappone. &#8220;L&#8217;attuale regolamento non limita la quantita&#8217; totale di radioattivita&#8217; da rilasciare e permette di rilasciarne molta solo se diluita. Alcuni dei radionuclidi da rilasciare hanno una durata di vita di migliaia o decine di migliaia di anni. La decisione di rilasciare l&#8217;acqua contaminata nell&#8217;oceano lascera&#8217; enormi problemi per il futuro&#8221;, aggiunge Suzuki. La Tokyo Electric Power Company- TEPCO, la compagnia proprietaria dell&#8217;impianto di Fukushima, &#8220;sara&#8217; responsabile dell&#8217;effettivo rilascio dell&#8217;acqua radioattiva&#8221;, ma &#8220;un recente scandalo sull&#8217;accesso di personale non autorizzato alla sala di controllo dell&#8217;impianto nucleare ha portato a dubbi sull&#8217;idoneita&#8217; della compagnia nel gestire i materiali radioattivi&#8221;, si legge nella nota dell&#8217;associazione.<br />
&#8220;La decisione di rilasciare l&#8217;acqua nell&#8217;oceano e&#8217; insostenibile, se consideriamo l&#8217;incalcolabile impatto sull&#8217;ambiente e sulla comunita&#8217; e teniamo conto delle capacita&#8217; di TEPCO&#8221;, continua Suzuki. &#8220;Il governo giapponese dovrebbe continuare a conservare l&#8217;acqua contaminata nel sito di Fukushima Daiichi, mentre sviluppa la tecnologia per rimuovere le radiazioni&#8221; conclude.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/12/nucleare-fukushima-enormi-rischi-rilascio-acque-in-mare/">Nucleare. Fukushima, enormi rischi rilascio acque in mare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Nord Corea, Kim Jong-un: &#8220;Ho pulsante nucleare per sferrare l&#8217;attacco&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/01/01/nord-corea-kim-jong-un-ho-pulsante-nucleare-per-sferrare-lattacco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2018 20:46:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La nostra forza nucleare è stata completata e sulla mia scrivania ho il pulsante per sferrare l&#8217;attacco&#8221;, ha detto nel discorso di inizio anno Kim Jong-un. Ancora nessuna reazione ufficiale degli Usa ma secondo l&#8217;ammiraglio Mike Mullen, ex capo di Stato maggiore congiunto, &#8220;gli Stati Uniti sono vicini a una guerra nucleare come mai prima&#8221;. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/01/01/nord-corea-kim-jong-un-ho-pulsante-nucleare-per-sferrare-lattacco/">Nord Corea, Kim Jong-un: &#8220;Ho pulsante nucleare per sferrare l&#8217;attacco&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La nostra forza nucleare è stata completata e sulla mia scrivania ho il pulsante per sferrare l&#8217;attacco&#8221;, ha detto nel discorso di inizio anno Kim Jong-un. Ancora nessuna reazione ufficiale degli Usa ma secondo l&#8217;ammiraglio Mike Mullen, ex capo di Stato maggiore congiunto, &#8220;gli Stati Uniti sono vicini a una guerra nucleare come mai prima&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;intera area degli Stati Uniti continentali è sotto il raggio d&#8217;azione nucleare&#8221;, ha sottolineato Kim Jong-un avvertendo che &#8220;gli Usa non inizino mai una guerra contro di me o il mio Paese&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/01/01/nord-corea-kim-jong-un-ho-pulsante-nucleare-per-sferrare-lattacco/">Nord Corea, Kim Jong-un: &#8220;Ho pulsante nucleare per sferrare l&#8217;attacco&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Nucleare, Dambruoso: &#8220;Minaccia atomica ancora attuale&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/11/14/100331/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 20:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Dambruoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le generazioni future devono essere educate ricordando che non siamo ancora usciti fuori dal rischio che un&#8217;altra bomba atomica possa essere lanciata anche sul nostro Paese, anche solo per errore&#8221;. Lo sottolinea Stefano Dambruoso, Questore della Camera e deputato di Civici e Innovatori, interpellato dall&#8217;Agenzia &#8216;Dire&#8217; a margine del convengo a Montecitorio da lui promosso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/14/100331/">Nucleare, Dambruoso: &#8220;Minaccia atomica ancora attuale&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le generazioni future devono essere educate ricordando che <strong>non siamo ancora usciti fuori dal rischio che un&#8217;altra bomba atomica</strong> possa essere lanciata anche sul nostro Paese, anche solo per errore&#8221;. Lo sottolinea <strong>Stefano Dambruoso, Questore della Camera e deputato di Civici e Innovatori</strong>, interpellato dall&#8217;Agenzia &#8216;Dire&#8217; a margine del convengo a Montecitorio da lui promosso sul disarmo nucleare con la partecipazione del<strong> Sindaco della Citta&#8217; di Hiroshima, Katzumi Matsui. </strong></p>
<p>&#8220;Il sindaco di Hiroshima- aggiunge Dambruoso- e&#8217; una testimonianza vivente utile per mantenere alta la memoria su fatti che sono accaduti solo 70 anni fa. <strong>La storia dell&#8217;uomo va avanti velocemente e 70 anni sono pochi per permetterci di dimenticare.</strong> Quindi sia con la visita di Katzumi Matsui a Roma, sia con l&#8217;attenzione nei giorni scorsi del Papa che e&#8217; stata data all&#8217;Ican, (l&#8217;organizzazione non governativa per il bando alle armi nucleari, ndr.) credo che nel nostro territorio in Italia si e&#8217; fatto un ottimo lavoro. <strong>L&#8217;Italia- conclude Dambruoso- puo&#8217; impegnarsi nel confermare la propria adesione nel Trattato di non proliferazione nucleare</strong>, cosa che deve essere soltanto tradotta in legge del nostro Paese, ma soprattutto <strong>non deve ospitare armi di altri Paesi</strong>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/14/100331/">Nucleare, Dambruoso: &#8220;Minaccia atomica ancora attuale&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Qual è il vero pericolo Corea del Nord o Usa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 20:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[corea del nord]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sta divenendo sempre più chiaro che la rapidissima – fulminea per i tempi della storia – emergenza della decima potenza nucleare, la Corea del Nord (undicesima se si considera che il Sudafrica smantellò il proprio arsenale nei primi anni ’89), non è un evento temporaneo, ma stravolge il quadro geopolitico mondiale, e sta inducendo a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta divenendo sempre più chiaro che la rapidissima – fulminea per i tempi della storia – emergenza della decima potenza nucleare, la Corea del Nord (undicesima se si considera che il Sudafrica smantellò il proprio arsenale nei primi anni ’89), non è un evento temporaneo, ma stravolge il quadro geopolitico mondiale, e sta inducendo a rivedere i piani strategici. È il nucleare, bellezza!</p>
<p>Non l’avevano certo previsto gli Usa – la cui presunzione è spesso causa dei loro stessi problemi – quando sprecarono l’occasione 15 o 20 anni fa di dissuadere Pyongyang dall’imboccare la strada dello sviluppo delle armi nucleari. Essi hanno la piena responsabilità di questa situazione: hanno voglia di sbraitare e sbracciarsi, ormai “il diavolo è uscito dalla bottiglia” e non può esservi ricacciato come il genio della lampada di Aladino! La bomba nucleare non è mai uno scherzo di cattivo gusto, ma una minaccia gravissima per tutto il globo, e va presa con la massima serietà fin dal primo momento.</p>
<p>Ormai la Corea del Nord non pone più un “pericolo di proliferazione”, com’era qualche anno fa, ma un problema “classico” di deterrenza nucleare, e lo dobbiamo alla supponenza degli Stati Uniti. Del resto, quando Pyongyang effettuò il primo test nucleare nel 2006 un giornate israeliano denunciò – riferendosi ovviamente in modo strumentale all’Iran – “Ora che ha l’atomica la Corea del Nord non può più essere attaccata”!</p>
<p>La storia della Corea del Nord è una conferma che usare la minaccia delle armi nucleari contro un Paese per dissuaderlo dal produrre lui stesso armi nucleari può facilmente ritorcersi contro: ma questa lezione gli Stati nucleari non la vogliono imparare.</p>
<p>Il problema non si liquida in due parole, è complesso e lungo, e bisogna avere la pazienza di informarsi. Citerò tutte le fonti che mi sembrano più serie.</p>
<p>La resistibile ascesa nucleare della Corea del Nord</p>
<p>La storia è lunga e anche contorta, ma si può riassumere in due momenti significativi. È importante una premessa, che forse molti non hanno presente: “La guerra coreana non si è conclusa con un trattato di pace ma con un armistizio, il che significa che la guerra è in corso e potrebbe riaprirsi in qualsiasi momento. E Washington non firmerà un trattato con il Nord perché disprezza la loro forma di governo e aspetta solo l’opportunità di detronizzarlo. … Insomma, gli Stati Uniti si rifiutano di fornire a Kim garanzie scritte che non riprenderà le ostilità”. Si tenga conto che i nord coreani non possono dimenticare che il quella guerra venne sganciata una quantità di bombe superiore a quella usata nel Pacifico nella Seconda Guerra Mondiale, e – se non furono usate le bombe nucleari – gli Usa usarono il micidiale napalm, radendo al suolo tutto!</p>
<p>Dopo la fine della Guerra Fredda gli Usa manifestarono un concreto timore verso il regime di Pyonhyang (come verso tutto ciò che è diverso da loro e non capiscono!). L‘amministrazione Clinton aprì negoziati diretti con la Corea del Nord, che sfociarono nel 1994 in un Agreed Framework, con cui Pyongyang si impegnava a congelare e poi a smantellare i programmi nucleari in corso in cambio della “normalizzazione completa delle relazioni politiche ed economiche con gli Stati Uniti”, la costruzione per il 2003 di due reattori ad acqua leggera (meno idonei alla proliferazione), la fornitura di petrolio e di aiuti, la rimozione della Corea dalla sua lista di stati che supportano il terrorismo, e l’assicurazione di non venire minacciata con armi nucleari. Senonché mentre Pyongyang ottemperava agli impegni, gli Usa li accettarono ma poi li violarono: la Corea non venne rimossa dall’elenco degli Stati sponsor del terrorismo, i reattori ad acqua leggera non sono mai andati oltre la fase di costruzione e le consegne di combustibili divennero sempre più rare.</p>
<p>La situazione poi si rovesciò completamente dopo l’elezione di Gorge W. Bush nel 2001: la Corea del Nord venne qualificata con l’Iran e l’Iraq come “asse del male”, e la Nuclear posture review di Bush del 2002 considerava l’uso di armi nucleari contro la Corea del Nord. Così cominciò la resistibile escalation di Pyongyang alla bomba, che in un battibaleno sfociò nel 2006 nel primo test nucleare.</p>
<p>Gli Stati Uniti continuarono a giocare col fuoco, con la solita arroganza. In verità nessuno si aspettava che Pyongyang perfezionasse in tempi così brevi testate termonucleari efficienti, ed evidentemente sufficientemente miniaturizzate da essere lanciate da missili balistici di gittata sufficiente a raggiungere l’Alaska e le Hawaii; né che realizzasse in tempi brevissimi i missili idonei. (Per inciso, i rapidissimi e sorprendenti progressi missilistici della Corea del Nord, dopo anni di test incerti o falliti, potrebbero essere dovuti a una fabbrica Ucraina specializzata ai tempi dell’Unione Sovietica: anche se la notizia ha ricevuto smentite; si pensi all’appoggio degli Usa all’Ucraina).</p>
<p>Ma, si badi bene, di fronte a questa realtà gli Stati Uniti non hanno affatto cessato di provocare la Corea del Nord, contando di intimidirla e dissuaderla grazie alla propria potenza. Questa lezione non la capiranno mai. “La belligeranza di Trump ha anche indotto una risposta del Nord, che ha accelerato i test di missili balistici ed armi nucleari”2. Washington nella sua grossolanità non ha mai capito le situazioni, i problemi e le logiche di altri Paesi e regioni del globo: non conosce che il metodo della forza e della prepotenza. Non vuole capire che con Pyongyang questo non funziona.</p>
<p>Ora Trump ha voglia di sbraitare e minacciare di cancellare la Corea del Nord dalla carta geografica: c’è il “piccolo” particolare che investirebbe anche la Corea del Sud (in cui ci sono 25.000 soldati americani!), il Giappone avrebbe qualche problemino, e la Cina non starebbe certo a guardare un attacco nucleare ai suoi confini!</p>
<p>La vera origine della minaccia nucleare</p>
<p>Intanto va detto chiaramente che i media hanno una responsabilità colossale, una inqualificabile irresponsabilità, perché fino dal crollo dell’Urss hanno continuato ad alimentare nell’opinione pubblica la convinzione che ormai le armi nucleari non costituissero più un problema! Fino a pochi anni fa ho incontrato molte persone, anche tutt’altro che sprovvedute, convinte di questo. Ora il brusco risveglio! Questi media si sono mai accorti che dal 1998 l’India e il Pakistan si fronteggiano con 120 testate per parte4 e sono costantemente sull’orlo di un conflitto? Che, se malauguratamente dovesse scoppiare, se anche utilizzasse la metà dei loro arsenali (circa 0’5% di quelli globali), potrebbe uccidere fino a 2 miliardi di persone (un terzo della popolazione mondiale!) a causa del drammatico cambiamento climatico che ne seguirebbe. Abbiamo visto in questi giorni che cosa significhi il cambiamento climatico, in eventi relativamente locali.</p>
<p>Ritornando alla minaccia di guerra nucleare, questa incombe da tempo. Nove stati nucleari detengono arsenali che comprendono tuttora quasi 15.000 testate intatte. Gli Stati Uniti, e con loro la Russia, mantengono migliaia di missili intercontinentali in stato di allerta immediata, pronti al lancio (launch on warning): come tenere il dito sul grilletto, una vera ricetta per il disastro! Come se non bastasse, tutti gli stati nucleari sono impegnati in cosiddetti “programmi di ammodernamento”, faraonici, per i prossimi decenni: questi dimostrano chiaramente che non hanno nessuna intensione di eliminare queste armi! In particolare gli Stati Uniti hanno avviato – durante la presidenza del “Nobel per la Pace” Obama! – un programma per ben un trilione di $ (mille miliardi)5: questo programma ha già realizzato, oltre ad altre “modernizzazioni”, una “super-spoletta” – quindi un dispositivo non nucleare – che triplicherà la precisione, le capacità offensive, la letalità, dei missili balistici nucleari della marina USA schierati sui sommergibili. Si sa ormai che gli Usa si sono preparati per avere la capacità di un first-strike che dovrebbe, nelle loro intenzioni (o illusioni), decapitare le forze nucleari russe basate a terra (cosa che potrebbe risultare una pericolosa illusione, poiché Mosca ha realizzato rampe di lancio missilistiche mobili, montate su autocarri, e i sommergibili nucleari non sono così facilmente distruttibili).</p>
<p>È forse superfluo insistere che il rischio non è solo che un Presidente megalomane lanci un first-strike nucleare, ma vi è – e diventa sempre più grave col crescere delle tensioni, ma anche della sofisticazione e gli automatismi dei sistemi di allarme e di controllo – il pericolo concreto che un attacco nucleare scatti per un falso allarme o un errore. È un pericolo al quale l’umanità è miracolosamente scampata molte volte durante l’era nucleare.</p>
<p>Per rimanere in tema, la notizia più recente, e molto inquietante, è che l’amministrazione Trump sta considerando la proposta di realizzare nuove testate nucleari tattiche di piccola potenza, che causerebbero danni maggiori delle tradizionali testate termonucleari, e offrirebbero ai comandi militari un numero più ampio di opzioni, ma … “potrebbero rendere più probabile una guerra nucleare”! &nbsp;Si deve sottolineare che la realizzazione di testate nuove è vietata dal Trattato Nuovo START del 2010.</p>
<p>Un articolo su Vanity Fair di settembre 2017 afferma poi esplicitamente che “La più spaventosa minaccia nucleare potrebbe venire dall’interno della Casa Bianca”! La denuncia riguarda i cambiamenti che Trump ha imposto nel Department of Energy senza conoscenze precise, volti a sostituire il personale altamente competente nominato da Obama con persone scelte secondo criteri politici, clientelari ed ideologici: il Dipartimento dell’Energia si occupa della gestione dell’energia e della sicurezza nucleare, gestisce quindi il programma di armamenti nucleari. Ha un budget di 30 miliardi di $ all’anno, e circa 110.000 dipendenti: metterci le mani in modo improvvisato e combinare un pasticcio potrebbe tradursi in un disastro, “Il rischio di commettere errori e uccidere miliardi di persone aumenta”, commenta l’articolo.</p>
<p>Il ricordo corre al 1962, la crisi dei missili a Cuba</p>
<p>Il commentatore Robert Litwak ha definito lo stallo attuale con la Corea del Nord come “la crisi dei missili a Cuba alla moviola”. Un interessante e complesso articolo su Foreign Affairs del 10 settembre ammonisce che: “Una somiglianza con la crisi dei missili a Cuba è che quegli americani che pensano che gli Usa dovrebbero attaccare la Corea del Nord esagerano le prospettive che un’azione militare Usa possa avere successo e sottostimano i costi di una guerra. Nel 1962 la Cia e i militari assunsero che non ci fossero testate nucleari a Cuba e, su quella base, raccomandavano un attacco aereo e un’invasione [N.d.A., solito delirio di onnipotenza, appena un anno prima i cubani avevano sconfitto il tentativo d’invasione alla Baia dei Porci]. Ma l’intelligence si sbagliava. Ben più di 60 testate nucleari, bombe a gravità e testate nucleari tattiche erano già arrivate a Cuba, e un reggimento missilistico era operativo quando lo Stato Maggiore consigliava l’azione militare. Un attacco a Cuba avrebbe quasi certamente innescato un attacco nucleare agli Usa e contro le forze d’invasione americane. Oggi l’intelligence si trova di nuovo al buio. Non conosce lo status delle testate coreane né la localizzazione dei suoi missili. Per esempio quando i nord-coreani testarono con successo un missile balistico intercontinentale lo scorso luglio, esso arrivò negli Usa come una completa sorpresa e dimostrò che la Corea del Nord può ora fabbricare questi missili, immagazzinarli, schierarli e lanciarli prima che gli Usa possano reagire. Ciononostante, i comandi militari non hanno ‘raffreddato’ l’idea di di un first-stik e americano. Al contrario, essi hanno versato olio sul fuoco “ &nbsp;.</p>
<p>E l’articolo aggiunge: “Alcuni sostenitori di Trump, compresi l’ex-ambasciatore John Bolton e il consigliere evangelico di Trump Robert Jeffres, hanno affermato che un attacco Usa per assassinare Kim è la soluzione migliore. Tuttavia, qualsiasi tentativo di ‘decapitare’ il regime sarebbe un rischio di proporzioni epiche. La storia dei tentativi Usa falliti di decapitazione – compresi quelli lanciati conto il leader libico Geddafi nel 1986, e contro il leader iracheno Saddam Hussein nel 1991 e ancora nel 2003 – mette in guardia contro questa idea. Inoltre, Kim potrebbe avere ordinato ai suoi generali di lanciare contro il nemico tutte le armi di distruzione di massa disponibili qualora egli fosse ucciso in un first-strike … Non c’è nessun motivo di pensare che i militari coreani non eseguirebbero quest’ordine. … I leaders Usa dovrebbero anche resistere alla tentazione di sperare che attacchi limitati, o ‘chirurgici’ convenzionali ai siti coreani dei test missilistici o ai depositi metterebbero fine alla minaccia nucleare”.</p>
<p>E ancora, molto importante: “Neanche le difese antimissile possono risolvere il problema. … Molti di questi sistemi hanno fallito numerosi test, e perfino quelli più efficaci, come il sistema Terminal High Altitude Area Defense , o THAAD [quello schierato in Corea del Sud] potrebbero venire sopraffatti se la Corea del Nord lanciasse missili multipli – anche missili esca – in una salva su un obiettivo 9 . Questo è il motivo per il quale la Corea del Nord ha sperimentato lanci simultanei di molti missili. Qualsiasi stratega Usa prudente dovrebbe quindi assumere che nel caso di un attacco qualche missile nucleare coreano raggiungerebbe l’obiettivo. Anche nello scenario migliore, in cui solo poche bombe nucleari coreane penetrassero le difese Usa, le conseguenze sarebbero catastrofiche .”</p>
<p>Infine (pur non condividendo alcune considerazioni, ancora troppo “americane”, dell’articolo): “Il timore di una attacco Usa spiega perché Kim pensa di avere la necessità di un arsenale nucleare. … Per ridurre il rischio di guerra è necessario che finiscano le minacce di regime change con un first-strike ”.</p>
<p>Le effettive opzioni degli Usa sono limitate, e possono essere molto pericolose</p>
<p>In definitiva, una soluzione militare della crisi coreana da parte degli Usa appare altamente problematica, e improbabile. Un attacco “chirurgico” sembra irrealistico: basterebbe che un singolo ordigno nucleare sopravvivesse per mettere la Corea del Sud (e i militari Usa che vi stanziano) a rischio di una ritorsione atomica devastante. Ma se anche una tale “decapitazione” nucleare riuscisse, lo scenario sarebbe comunque da incubo: Pyongyang dispone infatti di una numerosa artiglieria disposia lungo il confine con il sud che, per quanto vecchia, getterebbe sulla Corea del Sud una micidiale pioggia di proiettili. D’altra parte, una vera invasione della Corea del Nord non potrebbe venire accettata dalla Cina, perché significherebbe avere truppe nemiche a ridosso del proprio confine: il rolo di Stato cuscinetto della Corea del Nord è per la Cina irrinunciabile.</p>
<p>In definitiva, con tutte le prudenze del caso, la crisi coreana non sembra offrire soluzioni immediate, meno che mai militari. Una condizione fondamentale è che cessino in primo luogo le manovre militari congiunte Usa-Corea del Sud nei mari circostanti la Corea del Nord, con evidenti intenzioni intimidatorie: gli Usa si illudono con la solita supponenza di intimorire e far recedere l’avversario, mentre rinvigoriscono i programmi e i test nucleari di Kim! Il tempo delle intimidazioni è finito, ed è stato sprecato . Del resto, che cosa farebbero gli Usa se un esercito straniero eseguisse esercitazioni militari ai suoi confini? Gli Usa si arrogano il diritto a tutto ciò che impediscono agli altri.</p>
<p>L’articolo citato di Whitney conclude: “Tutta questa falsa crisi è un grande fumo, progettato per nascondere le macchinazioni imperiali dell’élite americana. Trump sta usando i test missilistici di Kim come pretesto per estendere i tentacoli del Pentagono in Asia, così da assumere un ruolo dominante nella regione che nel mondo cresce più rapidamente. Sono cent’anni che Washington fa sempre le stesse mosse” &nbsp;.</p>
<p>La sola soluzione è l’eliminazione delle armi nucleari!</p>
<p>In definitiva, il pericolo reale è la presenza di smisurati arsenali nucleari di 9 Stati (15.000 testate), e la minaccia del loro uso. Il solo rimedio che ha l’umanità è di imporre il disarmo nucleare totale, e irreversibile! Un primo passo storico è avvenuto il 7 luglio scorso con l’approvazione all’ONU del Trattato di Proibizione delle armi nucleari: ma sarà un caso che gli Stati nucleari lo boicottano ferocemente? E proprio gli Usa stanno esercitando enormi pressini, e intimidazioni, a tutti gli Stati perché il prossimo 20 settembre non firmino il trattato! I nostri media poi, così attenti ora alla crisi coreana, se ne sono strafregati! Anzi, c’è da dire che la Corea fece un gesto significativo votando a favore del negoziato nell’Assemblea Generale del 23 dicembre 2016: anche se poi non vi ha partecipato.</p>
<p style="text-align: right;">Angelo Baracca-Pressenza</p>
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		<title>Il 26 Aprile trent&#8217;anni dal disastro nucleare di Chernobyl. I risultati del sondaggio &#8220;Gli italiani e l&#8217;accoglienza dopo Chernobyl&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/04/21/il-26-aprile-trentanni-dal-disastro-nucleare-di-chernobyl-i-risultati-del-sondaggio-gli-italiani-e-laccoglienza-dopo-chernobyl/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 19:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo un sondaggio realizzato da EMG Acqua per Soleterre su un campione rappresentativo della popolazione italiana, il disastro nucleare di Chernobyl è ancora molto impresso nella memoria (87%), gli italiani ritengono che l’accoglienza dei “bambini di Chernobyl” sia stata importante e positiva per la loro salute (62%),  che il disastro di Chernobyl ha ancora effetti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Secondo un sondaggio realizzato da EMG Acqua per Soleterre su un campione rappresentativo della popolazione italiana, il disastro nucleare di Chernobyl è ancora molto impresso nella memoria (87%)</strong>, gli italiani ritengono che l’accoglienza dei “bambini di Chernobyl” sia stata importante e positiva per la loro salute (62%),  che il disastro di Chernobyl ha ancora effetti negativi sulla salute in Europa (85,4%), che  si parla troppo poco degli effetti sulla salute degli incidenti nucleari  (91,5%) e che è utile sostenere i paesi in cui sono successi incidenti nucleari (85,9%)</p>
<p><strong>&#8220;Dopo la tragedia di Chernobyl la popolazione italiana è stata molto attiva e solidale, creando la più grande rete di accoglienza al mondo dei bambini delle zone colpite dall’incidente e creando un legame molto forte finalizzato a tutelare la salute di molti bambini e famiglie – ricorda il Presidente di Soleterre Damiano Rizzi – una solidarietà che deve continuare ancora oggi, come purtroppo continuano gli effetti negativi sulla salute dei bambini. Per questo Soleterre da anni lavora in due reparti oncologi e ha aperto una casa di accoglienza per bambini onco-malati a Kiev&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Inoltre, dal 25 al 14 maggio Soleterre promuove la campagna sociale “Grande contro il Cancro”, raccolta fondi a favore di oltre 8.000 bambini malati di tumore per fornire le giuste cure e innalzare i loro tassi di sopravvivenza, attraverso l’invio di un SMS solidale da 2 euro al numero 45595 con tutti gli operatori telefonici o chiamando dal telefono fisso con TIM, Vodafone, Infostrada, Fastweb, Tiscali e TWT.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Ogni anno nel mondo vengono diagnosticati tra i 175 e i 250 mila nuovi casi di cancro infantile</strong>, <strong>ma non tutti i bambini hanno il diritto di curarsi</strong> a causa delle diverse condizioni dei sistemi sanitari in cui risiedono. Il 90% dei pazienti vive in Paesi poveri, dove l’accesso all’informazione e alle cure è spesso impraticabile. <strong>A causa di diagnosi tardive o inadeguate, più di un bambino malato su due è destinato a morire.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Grazie ai fondi raccolti con la campagna “Grande contro il Cancro” si potranno realizzare diagnosi accurate e tempestive, fornire medicine antitumorali e attrezzature mediche, formare medici, garantire supporto psicologico, attività ludiche e case di accoglienza in Ucraina, Italia, Marocco, India, Costa d’Avorio ed Uganda.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/21/il-26-aprile-trentanni-dal-disastro-nucleare-di-chernobyl-i-risultati-del-sondaggio-gli-italiani-e-laccoglienza-dopo-chernobyl/">Il 26 Aprile trent&#8217;anni dal disastro nucleare di Chernobyl. I risultati del sondaggio &#8220;Gli italiani e l&#8217;accoglienza dopo Chernobyl&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Iran: raggiunto accordo sul nucleare. Contrario Israele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 09:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[comunità internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato raggiunto uno storico accordo a Vienna sul programma nucleare iraniano. Lo Stato degli Ayatollah otterrà la revoca delle sanzioni internazionali a suo carico, in cambio di una riduzione significativa della portata del suo programma nucleare, che diventerà oggetto di ispezioni da parte di commissari internazionali, per verificare il rispetto degli accordi presi. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È stato raggiunto uno storico accordo a Vienna sul programma nucleare iraniano.</strong> Lo Stato degli Ayatollah otterrà la <strong>revoca delle sanzioni internazionali a suo carico</strong>, in cambio di una <strong>riduzione significativa della portata del suo programma nucleare</strong>, che diventerà oggetto di ispezioni da parte di commissari internazionali, per verificare il rispetto degli accordi presi.</p>
<p>In particolare, secondo quanto trapelato da fonti diplomatiche, il governo di Teheran ha firmato la cosiddetta clausola <strong><em>“snapback”</em></strong>, ovvero un accordo, in base al quale, la violazione degli accordi, comporterebbe per l’Iran il ritorno alla situazione precedente l’accordo di oggi, con <strong>ripristino delle sanzioni in 65 giorni</strong>. Non tutte le misure restrittive saranno però eliminate, visto che <strong>l’embargo sulle armi resterà in vigore ancora per cinque anni e quello americano sui missili balistici per altri otto</strong>.</p>
<p>Non tutta la comunità internazionale ha accolto con favore la notizia del raggiungimento dell’accordo sul nucleare iraniano. In particolare<strong> Israele</strong>, per bocca del suo presidente del consiglio <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, ha parlato di <em>“errore di portata storica”</em>, dopo che già il ministro degli Esteri <strong>Tzipi Hotovely</strong>, aveva descritto il possibile accordo come una <em>&#8220;resa storica dell&#8217;Occidente all&#8217;asse del male, con l&#8217;Iran in testa&#8221;</em>, annunciando che lo Stato ebraico si impegnerà <em>“con tutti i mezzi per impedire la ratifica dell’intesa”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/14/iran-raggiunto-accordo-sul-nucleare-contrario-israele/">Iran: raggiunto accordo sul nucleare. Contrario Israele</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terzi, intervento militare israeliano all&#8217;Iran &#8216;possibilità concreta&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 08:17:08 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/14/terzi-intervento-militare-israeliano-alliran-possibilita-concreta/">Terzi, intervento militare israeliano all&#8217;Iran &#8216;possibilità concreta&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono molto preoccupato a causa della possibilità di un intervento militare israeliano. E&#8217; possibile. Difficile dire quanto probabile, ma è una possibilità concreta perché l&#8217;opinione pubblica israeliana è spaventata dall&#8217;accelerazione del programma nucleare iraniano, dal fatto che Teheran da nove anni a questa parte ha sistematicamente violato tutte le risoluzioni dell&#8217;Onu e dell&#8217;Aiea&#8221;. Lo ha affermato il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Iran ha tenuto nascosti i programmi di arricchimento dell&#8217;uranio, non dà spiegazioni sulle prove raccolte in merito alla miniaturizzazione delle testate. E a questo si aggiunge la periodica osservazione che Israele è un bubbone sulla faccia della terra che va estirpato. Sfido chiunque al mondo a non sentirsi minacciato in queste condizioni, di fronte a un Paese con la pistola carica che ti dice &#8216;ti faccio fuori&#8217;. Se non si riesce a trovare una soluzione, la probabilità di un attacco israeliano aumenta. Inoltre la corte suprema iraniana ha ribadito la linea dura. E&#8217; l&#8217;Iran lavora platealmente in direzione di un armamento nucleare, continuando ad accrescere il senso di minaccia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/14/terzi-intervento-militare-israeliano-alliran-possibilita-concreta/">Terzi, intervento militare israeliano all&#8217;Iran &#8216;possibilità concreta&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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