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	<title>obesi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>In vent’anni +1,6 milioni di obesi, Slow Food Italia: &#8220;Serve educazione alimentare nelle scuole&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/11/05/in-ventanni-16-milioni-di-obesi-slow-food-italia-serve-educazione-alimentare-nelle-scuole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 20:56:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In vent&#8217;anni, il numero di persone affette da obesità in Italia è cresciuto di 1,6 milioni, arrivando a 6 milioni nel 2023. Il dato, reso noto in occasione del sesto Italian Obesity Barometer Summit, allarma ma non stupisce. Purtroppo non coglie di sorpresa neppure leggere che, nello stesso arco di tempo, nella fascia 18-34 anni [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In vent&#8217;anni, il numero di persone affette da obesità in Italia è cresciuto di 1,6 milioni, arrivando a 6 milioni nel 2023. Il dato, reso noto in occasione del sesto Italian Obesity Barometer Summit, allarma ma non stupisce. Purtroppo non coglie di sorpresa neppure leggere che, nello stesso arco di tempo, nella fascia 18-34 anni la percentuale di giovani obesi è più che raddoppiata, passando dal 2,6% al 6,6%.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, «questi numeri fotografano due cose: innanzitutto che è assolutamente necessario e urgente che la società tutta, e le istituzioni in particolare, si facciano carico dell&#8217;obesità, così come delle altre patologie legate all&#8217;alimentazione, come piaga sanitaria collettiva. Poi, questi dati dimostrano che sempre più consumatori si alimentano in modo non equilibrato, non hanno sufficienti strumenti di scelta e si nutrono distrattamente. È evidente che la povertà alimentare è anche riflesso della povertà educativa: pertanto, con forza, ribadiamo l&#8217;assoluta urgenza di inserire l&#8217;educazione alimentare nelle scuole italiane».&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per prevenire l&#8217;obesità occorre mettere in condizione i consumatori di scegliere come alimentarsi, optando per alimenti sani e freschi ed evitando i cibi ultra processati (cioè quelli che contengono numerosi ingredienti aggiunti, come sale, zucchero, coloranti, additivi, e quelli che sono ottenuti attraverso diverse trasformazioni industriali). L&#8217;ennesima dimostrazione dei rischi degli alimenti ultra processati è il recente studio, condotto dall&#8217;unità di ricerca di epidemiologia e prevenzione dell&#8217;Irccs Neuromed di Pozzilli in collaborazione con l&#8217;Università Lum di Casamassima, pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui a un elevato consumo si associa l&#8217;accelerazione dell&#8217;invecchiamento biologico.&nbsp;</p>
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		<title>Caldo. Coldiretti: &#8220;La prova costume? Fallisce un italiano su due&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2023 18:42:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi un italiano su due (44,5%) quest&#8217;anno fallisce la prima prova costume a causa della sedentarietà e dell&#8217;alimentazione sbagliata, per un totale di circa 25 milioni di persone maggiorenni in sovrappeso o obese. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli ultimi dati Istat (BES) diffusa in occasione del primo week end segnato dall&#8217;arrivo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Quasi un italiano su due (44,5%) quest&#8217;anno fallisce la prima prova costume a causa della sedentarietà e dell&#8217;alimentazione sbagliata, per un totale di circa 25 milioni di persone maggiorenni in sovrappeso o obese. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli ultimi dati Istat (BES) diffusa in occasione del primo week end segnato dall&#8217;arrivo del grande caldo che favorisce il ritorno sulle spiagge di tutta Italia con la riapertura degli stabilimenti balneari. Si tratta di un appuntamento atteso &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; per trascorrere il proprio tempo libero in costume e godersi i vantaggi dell&#8217;innalzamento repentino della colonnina di mercurio con l&#8217;anticipo di estate, nonostante il fisico un po&#8217; appesantito. Se il sovrappeso interessa il 33,7% della popolazione italiana adulta &#8211; continua la Coldiretti &#8211; c&#8217;è un ulteriore 10,8% che ha problemi di vera e propria obesità. Gli uomini &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; con una percentuale del 53,4% presentano livelli di eccesso di peso superiori alle donne (36%) che si dimostrano più attente alla linea e alla salute. &#8220;Una situazione comunque preoccupante &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; per un Paese come l&#8217;Italia che è leader mondiale nella qualità dell&#8217;alimentazione con i prodotti base della dieta mediterranea che sono diventati un modello di consumo in tutto il mondo. Non a caso la dieta mediterranea si è classificata come migliore dieta al mondo del 2023 davanti alla dash e alla flexariana, sulla base del best diets ranking elaborato dal media statunitense U.S. News &amp; World&#8217;s Report&#8217;s, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. Una vittoria ottenuta &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute, tra cui proprio la perdita e il controllo del peso, oltre a salute del cuore e del sistema nervoso, prevenzione del cancro e delle malattie croniche, prevenzione e controllo del diabete&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/05/06/caldo-coldiretti-la-prova-costume-fallisce-un-italiano-su-due/">Caldo. Coldiretti: &#8220;La prova costume? Fallisce un italiano su due&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità: in Italia 23mln persone obese</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 19:22:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia il 46% degli adulti (18 anni e piu&#8217;), cioe&#8217; oltre 23 milioni di persone, e il 24,2% tra bambini e adolescenti (6-17 anni), vale a dire 1 milione e 700mila persone, e&#8217; in eccesso di peso. In entrambe le fasce di eta&#8217; si osservano delle differenze in base al genere: le donne mostrano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia il 46% degli adulti (18 anni e piu&#8217;), cioe&#8217; oltre 23 milioni di persone, e il 24,2% tra bambini e adolescenti (6-17 anni), vale a dire 1 milione e 700mila persone, e&#8217; in eccesso di peso. In entrambe le fasce di eta&#8217; si osservano delle differenze in base al genere: le donne mostrano un tasso di obesita&#8217; inferiore (9,4%) rispetto agli uomini (11,8%). Ancora piu&#8217; marcata e&#8217; la differenza tra i bambini e gli adolescenti, di cui il 20,8% delle femmine e&#8217; in eccesso di peso rispetto al 27,3% dei maschi. Sono alcuni dei dati emersi oggi a Roma in occasione della presentazione dell&#8217;Italian barometer diabetes observatory (Ibdo) Foundation, la prima edizione dell&#8217;Italian obesity barometer report realizzata in collaborazione con l&#8217;Istat. L&#8217;analisi territoriale conferma come l&#8217;eccesso di peso sia un problema molto diffuso soprattutto al sud e nelle isole. In particolare tra i piu&#8217; giovani, dove sono ben il 31,9 e 26,1% rispettivamente i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso, rispetto al 18,9% dei residenti del nord-ovest, il 22,1% del nord-est e il 22% del centro. Tra gli adulti, secondo il rapporto presentato oggi, le diseguaglianze territoriali sono meno marcate: il tasso di adulti obesi varia dall&#8217;11,8% al sud e nelle isole, al 10,6 e 10,2% nel nord-est e nord-ovest rispettivamente, fino all&#8217;8,8% del centro. Anche per la sedentarieta&#8217; emerge un forte gap territoriale nord-sud. Fatta eccezione per la Sardegna, nella maggior parte delle regioni meridionali e insulari piu&#8217; di un terzo dei giovani non pratica ne&#8217; sport ne&#8217; attivita&#8217; fisica e le percentuali piu&#8217; elevate si rilevano in Sicilia (42%), Campania (41,3%) e Calabria (40,1%). &#8220;Possiamo ormai considerare l&#8217;obesita&#8217; un&#8217;emergenza sanitaria, con serie conseguenze per gli individui e la societa&#8217; in termini di riduzione sia dell&#8217;aspettativa sia della qualita&#8217; della vita, e notevoli ricadute economiche- ha commentato Renato Lauro, presidente Ibdo Foundation- È diventata ormai necessaria un&#8217;attenzione specifica da parte dei decisori politici, affinche&#8217; considerino in tutta la sua gravita&#8217; questo fenomeno&#8221;.</p>
<p>Oltre alla differenza di diffusione dell&#8217;obesita&#8217; tra nord e sud Italia, si riscontra un divario anche tra zone rurali e centri urbani: sempre secondo l&#8217;Italian barometer obesity report la percentuale piu&#8217; elevata di persone obese, pari al 12%, si rileva nei piccoli centri sotto i 2mila abitanti, mentre nei centri dell&#8217;area metropolitana tale quota scende all&#8217;8,8%. Tuttavia, dal 2001 al 2017, gli incrementi piu&#8217; elevati nelle prevalenze dell&#8217;obesita&#8217; si sono osservati proprio nei centri delle aree metropolitane (da 6,8 per cento a 8,8 per cento) e nelle loro periferie (da 8,2 per cento a 10,9 per cento). &#8220;Oltre alle disuguaglianze territoriali, un importante ruolo lo gioca il livello di istruzione- ha fatto sapere Roberta Crialesi, dirigente del Servizio sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia di Istat- Un elevato titolo di studio rappresenta, infatti, un fattore protettivo per l&#8217;obesita&#8217;, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione a vari livelli e ancor piu&#8217; per quella primaria. Nel 2017, l&#8217;obesita&#8217; interessa solo il 6,6% dei laureati, mentre sale al 14,2% tra coloro che hanno conseguito al piu&#8217; la licenza media&#8221;. Inoltre, analizzando il fenomeno dell&#8217;eccesso di peso in relazione ad alcune informazioni che si riferiscono al contesto familiare, si osservano prevalenze &#8220;piu&#8217; elevate tra i bambini e ragazzi che vivono in famiglie in cui il livello di istruzione dei genitori e&#8217; piu&#8217; basso- ha aggiunto- passando dal 18,5% di quelli con genitori che hanno conseguito un alto titolo di studio, al 29,5% di quelli i cui genitori hanno un basso titolo di studio&#8221;.</p>
<p>L&#8217;obesita&#8217;, secondo Paolo Sbraccia, vicepresidente Ibdo Foundation e professore ordinario di Medicina Interna dell&#8217;Universita&#8217; di Roma Tor Vergata, va considerata &#8220;una vera e propria malattia cronica recidivante- ha spiegato- che causa molteplici complicanze disabilitanti e mortali. Tra queste il diabete tipo 2, l&#8217;ipertensione arteriosa, la dislipidemia, la cardiopatia ischemica, l&#8217;insufficienza respiratoria con sindrome delle apnee notturne, l&#8217;osteoartrite solo per citare le principali. Piu&#8217; di recente e&#8217; emerso che l&#8217;obesita&#8217; causa un numero elevato di neoplasie, che interessano prevalentemente, ma non solo, l&#8217;apparato gastrointestinale. Si calcoli che negli Stati Uniti circa il 40% di tutti i tumori si associa all&#8217;eccesso ponderale. Tutto cio&#8217; si traduce in una riduzione dell&#8217;aspettativa di vita di circa 10 anni e a una riduzione dell&#8217;aspettativa di vita in buona salute di circa 20 anni&#8221;. In una indagine Censis del 2018, intanto, un terzo della popolazione ha affermato di ritenere giusto penalizzare con tasse aggiuntive o limitazioni nell&#8217;accesso alle cure le persone che compromettono la propria salute a causa di stili di vita nocivi, come i fumatori, gli alcolisti, i tossicodipendenti e anche gli obesi. &#8220;Si tratta di una percezione sociale- ha detto nel corso dell&#8217;evento Ketty Vaccaro, direttore Welfare e Sanita&#8217; Fondazione Censis- che vede e considera l&#8217;obesita&#8217; non come malattia, ma come una incapacita&#8217; di prendersi cura della propria salute di fatto legata alla cattiva volonta&#8217; e pertanto da giudicare severamente, fino al punto di ipotizzare una penalizzazione nell&#8217;accesso alle politiche socio-sanitarie&#8221;.</p>
<p>Secondo Roberto Pella, presidente Intergruppo parlamentare &#8216;Qualita&#8217; di vita nelle citta&#8217;, sport, salute e benessere&#8217;, infine, il Parlamento dovrebbe porre &#8220;quanto prima&#8221; il tema dell&#8217;obesita&#8217; all&#8217;ordine del giorno dei propri lavori. &#8220;Il carattere di emergenza di questa malattia, nelle proporzioni che oggi vediamo illustrate- ha sottolineato- impone una presa di consapevolezza sulla malattia da parte dei decisori politici, a tutti i livelli, dagli enti territoriali al Parlamento e al governo, che stabiliscano trattamenti e cure mediche, sostengano l&#8217;attivita&#8217; di programmazione a livello di politica sanitaria e la combattano attraverso interventi sociali di comunita&#8217;&#8221;.</p>
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		<title>Obesità più diffusa in campagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2012 06:50:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vivere in campagna vuol dire essere piu&#8217; obesi o in sovrappeso. E&#8217; il risultato di uno studio dell&#8217;Universita&#8217; del Kansas pubblicato sul Journal of Rural Health che ha dimostrato come vivere in citta&#8217; riduca le probabilita&#8217; di essere obesi rispetto a chi risiede nelle zone rurali. La ricerca ha analizzato i dati relativi a peso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere in campagna vuol dire essere piu&#8217; obesi o in sovrappeso. E&#8217; il risultato di uno studio dell&#8217;Universita&#8217; del Kansas pubblicato sul Journal of Rural Health che ha dimostrato come vivere in citta&#8217; riduca le probabilita&#8217; di essere obesi rispetto a chi risiede nelle zone rurali. La ricerca ha analizzato i dati relativi a peso e altezza raccolti dal National Center for Health Statistics negli States.</p>
<p>&#8220;Abbiamo scoperto &#8211; ha spiegato l&#8217;autore dell&#8217;indagine Christie Befort, docente di Medicina Preventiva all&#8217;Universita&#8217; del Kansas &#8211; che sono due le ragioni che rendono le persone che vivono in campagna piu&#8217; inclini all&#8217;obesita&#8217; rispetto ai cittadini: la cultura alimentare e l&#8217;isolamento fisico. La dieta rurale infatti e&#8217; tipicamente piena di cibo grasso e realizzato artigianalmente in casa. Ricette che prevedono il ricorso a ingredienti salutari ma molto ricchi e pesanti. In particolare, chi vive in campagna mangia con troppa frequenza carni e dessert&#8221;.</p>
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