<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>obesità Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/obesita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Nov 2020 17:29:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Salute: 44% italiani ingrassa con lockdown, SOS bimbi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/11/10/salute-44-italiani-ingrassa-con-lockdown-sos-bimbi/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/11/10/salute-44-italiani-ingrassa-con-lockdown-sos-bimbi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2020 17:29:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105953</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 44% degli italiani e&#8217; aumentato di peso a causa del Covid, tra lo smart working, le restrizioni imposte dal lockdown, la riduzione dell&#8217;attivita&#8217; sportiva e la tendenza a cucinare di piu&#8217;. E&#8217; quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati Crea, il Centro di ricerca alimenti e nutrizione, diffusa in occasione della presentazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/10/salute-44-italiani-ingrassa-con-lockdown-sos-bimbi/">Salute: 44% italiani ingrassa con lockdown, SOS bimbi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 44% degli italiani e&#8217; aumentato di peso a causa del Covid, tra lo smart working, le restrizioni imposte dal lockdown, la riduzione dell&#8217;attivita&#8217; sportiva e la tendenza a cucinare di piu&#8217;. E&#8217; quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati Crea, il Centro di ricerca alimenti e nutrizione, diffusa in occasione della presentazione dei dati relativi al 2019 elaborati da Okkio alla Salute, il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e Promozione della Salute (CNaPPS) dell`ISS. La pandemia da Covid &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ha sicuramente ha avuto un impatto sul peso di grandi e piccini per la difficolta&#8217; di fare movimento all&#8217;aria aperta e di seguire una dieta corretta con la chiusura delle mense scolastiche mentre al contrario e&#8217; aumentato il tempo trascorso davanti agli schermi e il consumo di alimenti conservati. Computer, divano e tavola hanno, infatti, tenuto lontano dal moto e dallo sport &#8211; rileva Coldiretti &#8211; addirittura il 53% degli italiani. Una condizione che ha perfino aggravato la situazione segnalata dall&#8217;indagine Okkio alla Salute nel 2019 con un bambino su due che non fa una colazione adeguata al mattino, uno su 4 che beve quotidianamente bevande zuccherate gassate e consuma frutta e verdura meno di una volta al giorno mentre un bambino su 5 non ha fatto attivita&#8217; fisica. Per contrastare questa tendenza la Coldiretti e&#8217; impegnata nel progetto &#8220;Educazione alla Campagna Amica&#8221; che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L&#8217;obiettivo &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; e&#8217; quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalita&#8217; dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell&#8217;agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/10/salute-44-italiani-ingrassa-con-lockdown-sos-bimbi/">Salute: 44% italiani ingrassa con lockdown, SOS bimbi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/11/10/salute-44-italiani-ingrassa-con-lockdown-sos-bimbi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105953</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sanità: aumentano disturbi alimentari</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/01/08/sanita-aumentano-disturbi-alimentari/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/01/08/sanita-aumentano-disturbi-alimentari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 16:24:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=102802</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;eta&#8217; di esordio piu&#8217; frequente per anoressia e bulimia e&#8217; tra i 15 e i 25 anni, anche se sono in aumento i casi dagli 11/12 anni. Rifiuto del cibo o, al contrario, grandi abbuffate restano i problemi piu&#8217; frequenti, ma ad essere in aumento e&#8217; anche la vigoressia (fenomeno in aumento anche nelle donne). [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/08/sanita-aumentano-disturbi-alimentari/">Sanità: aumentano disturbi alimentari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;eta&#8217; di esordio piu&#8217; frequente per anoressia e bulimia e&#8217; tra i 15 e i 25 anni, anche se sono in aumento i casi dagli 11/12 anni. Rifiuto del cibo o, al contrario, grandi abbuffate restano i problemi piu&#8217; frequenti, ma ad essere in aumento e&#8217; anche la vigoressia (fenomeno in aumento anche nelle donne). La causa? Un profondo disagio personale che trasforma la voglia di essere magri e &#8216;belli&#8217; in una patologia, aggravata dall&#8217;utilizzo dei social, che consentono ai loro utenti di crearsi dei profili online, utilizzati in questo caso per mettersi in mostra in una vetrina cui tutti hanno libero accesso e, dunque, facilitano confronti con modelli di bellezza irraggiungibili. &#8220;I disturbi dell&#8217;alimentazione sono diversi- spiega Annalisa Venditti, psicologa esperta dei disturbi del comportamento alimentare presso il Gruppo INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano- L&#8217;anoressia e bulimia, legate al controllo del peso (nel primo caso una restrizione patologica alimentare che porta ad un forte dimagrimento e nel secondo con mangiate incontrollate a cui seguono condotte compensative quali vomito, abuso di lassativi/diuretici e sport estremo), sono i piu&#8217; diffusi, soprattutto per le donne, che piu&#8217; spesso tendono a seguire modelli di bellezza estetica&#8221;.Ma &#8220;stanno aumentando le forme miste, in cui si passa dall&#8217;anoressia nervosa alla bulimia nelle diverse fasi della vita, e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), una sorta di bulimia senza comportamenti di compenso che porta frequentemente all&#8217;obesita&#8217;: e&#8217; stimato che circa il 30% degli obesi sia affetto da questo disturbo&#8221;. Qual e&#8217; dunque l&#8217;identikit della persona che ha problemi con il cibo? &#8220;I disturbi alimentari colpiscono piu&#8217; le donne (soprattutto per anoressia e bulimia), l&#8217;esordio e&#8217; piu&#8217; frequente nell&#8217;adolescenza &#8211; prosegue l&#8217;esperta &#8211; L&#8217;eta&#8217; si sta abbassando, gia&#8217; con l&#8217;ingresso nella scuola media ci si sente donne, ci si trucca, si utilizzano i cellulari come vetrina e c&#8217;e&#8217; il desiderio di essere belle. Ma il problema e&#8217; aumentato anche negli uomini, sempre piu&#8217; attenti al fisico: la vigoressia, o anoressia reversa, e&#8217; una forma di dismorfismo corporeo che porta la persona ad una continua ossessione per il tono muscolare, l&#8217;allenamento, la massa magra, una dieta ipocalorica e iperproteica, uno stile alimentare dannoso per ottenere un fisico pompato, a cui spesso si aggiunge l&#8217;uso di sostanze illegali per raggiungere tale obiettivo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/08/sanita-aumentano-disturbi-alimentari/">Sanità: aumentano disturbi alimentari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/01/08/sanita-aumentano-disturbi-alimentari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">102802</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Obesity day: in Italia 1 bambino su 3 è obeso o sovrappeso</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/10/09/obesity-day-in-italia-1-bambino-su-3-e-obeso-o-sovrappeso/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2017/10/09/obesity-day-in-italia-1-bambino-su-3-e-obeso-o-sovrappeso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 13:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.or]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[obesity]]></category>
		<category><![CDATA[obesity day]]></category>
		<category><![CDATA[sovrappeso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=100084</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia quasi un bambino su tre (30,6%) pesa ancora eccessivamente anche se negli ultimi anni si e&#8217; verificata una riduzione del 13% per effetto dell&#8217;impegno sull&#8217;educazione alimentare a scuola e nelle case. Cosi&#8217; la Coldiretti in occasione dell&#8217;Obesity day 2017 che si celebra in tutto il mondo il 10 ottobre. Secondo l&#8217;indagine Okkio alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/09/obesity-day-in-italia-1-bambino-su-3-e-obeso-o-sovrappeso/">Obesity day: in Italia 1 bambino su 3 è obeso o sovrappeso</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia quasi un bambino su tre (30,6%) pesa ancora eccessivamente anche se negli ultimi anni si e&#8217; verificata una riduzione del 13% per effetto dell&#8217;impegno sull&#8217;educazione alimentare a scuola e nelle case. Cosi&#8217; la Coldiretti in occasione dell&#8217;Obesity day 2017 che si celebra in tutto il mondo il 10 ottobre. Secondo l&#8217;indagine Okkio alla salute la percentuale di bambini obesi e&#8217; scesa dal 12% del 2008/09 al 9,3% del 2016, e quella dei bambini in sovrappeso e&#8217; passata dal 23,2% del 2008/9 al 21,3% del 2016. Un risultato incoraggiante che dimostra la necessita&#8217; di continuare ad investire sull&#8217;educazione alimentare a partire dalla scuola dove va privilegiato il consumo di prodotti salutari anche con l&#8217;uso delle nuove tecnologie. Il 20% dei genitori infatti dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, mentre il 36% consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate. Per assicurare una migliore alimentazione ma anche per educare le nuove generazioni e&#8217; importante privilegiare nelle mense scolastiche i cibi locali a km 0 che valorizzano le realta&#8217; produttive locali e garantiscono genuinita&#8217; e freschezza. La Coldiretti e&#8217; impegnata nel progetto &#8220;Educazione alla Campagna Amica&#8221; che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L&#8217;obiettivo e&#8217; quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalita&#8217; dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell&#8217;agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura, conclude la Coldiretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/09/obesity-day-in-italia-1-bambino-su-3-e-obeso-o-sovrappeso/">Obesity day: in Italia 1 bambino su 3 è obeso o sovrappeso</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2017/10/09/obesity-day-in-italia-1-bambino-su-3-e-obeso-o-sovrappeso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100084</post-id>	</item>
		<item>
		<title>15 milioni  di italiani a rischio obesità</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/05/04/15-milioni-di-italiani-a-rischio-obesita/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2017/05/04/15-milioni-di-italiani-a-rischio-obesita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 12:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cibo spazzatura]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=98507</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mangiare troppo, mangiare male. 1,9 milioni di italiani si definiscono amanti del cibo spazzatura. Al centro del loro rapporto con il cibo c’è la passione per alimenti come chips, fritti vari e bevande gasate, accusati di effetti molto negativi sulla salute delle persone. Tra i millennial si registra la quota più alta di junk food [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/04/15-milioni-di-italiani-a-rischio-obesita/">15 milioni  di italiani a rischio obesità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mangiare troppo, mangiare male. 1,9 milioni di italiani si definiscono <strong>amanti del cibo spazzatura</strong>. Al centro del loro rapporto con il cibo c’è<strong> la passione per alimenti come chips, fritti vari e bevande gasate</strong>, accusati di effetti molto negativi sulla salute delle persone.</p>
<p><strong>Tra i millennial si registra la quota più alta di junk food lover.</strong> E sono 1,2 milioni gli italiani che si autodefiniscono <strong>ingordi</strong>, persone che mangiano troppo di tutto.</p>
<p>Tra i più voraci ci sono<strong> gli anziani e le persone a bassa scolarità.</strong> È quanto emerge da una ricerca del Censis che verrà presentata il prossimo 8 maggio a <strong>TuttoFood</strong>, la fiera internazionale dedicata al food &amp; beverage organizzata da Fiera Milano che si svolgerà dall’8 all’11 maggio.</p>
<p>Sono dati preoccupanti su tanti italiani che consapevolmente mangiano male o mangiano troppo: cattive abitudini alimentari che comportano<strong> un alto rischio di insorgenza di patologie e dei relativi costi per la sanità.</strong> Nel confronto internazionale relativo al 2014, con il 10,3% di obesi l’Italia si colloca in Europa al penultimo posto (meglio di noi solo la Romania), <strong>molto al di sotto della media dei 28 Paesi</strong> (15,9%) e più ancora rispetto ai tassi di obesità di Australia (27,9%) e Stati Uniti (38,2%).</p>
<p>In dieci anni però gli obesi nel nostro Paese <strong>sono aumentati del 4%</strong>. E le persone sovrappeso sono il 36,1% in Italia (+6% in dieci anni): un valore poco superiore alla media Ue (35,7%) e ai valori di Australia (35,5%) e Stati Uniti (31,9%)<strong>. Il costo sociale attuale di obesità e persone sovrappeso è stimato in 30 miliardi di euro</strong>: è quindi una priorità educare alla buona alimentazione, cioè alla buona dieta italiana.</p>
<p>La buona dieta italiana spiega molto del basso tasso di obesità degli italiani. Se adottassimo il modello alimentare degli Usa, nei prossimi anni il numero di obesi potrebbe salire di oltre 15 milioni di persone, con costi sanitari e sociali aggiuntivi insostenibili. <strong>La buona dieta italiana è la soluzione ai pericoli della cattiva alimentazione.</strong> Il rischio è nella grande diffusione delle diete ‘fai da te’. Sono più di 10 milioni gli italiani con almeno 25 anni che seguono diete prese da libri, riviste, social network e app. Di queste, 6,2 milioni sono donne e oltre 4 milioni uomini. Negli ultimi anni sono anche esplose le intolleranze alimentari, con oltre 8 milioni di italiani che dichiarano di soffrirne. <strong>È evidente un eccesso di diagnosi fai da te</strong>: più alte le quote di persone affette da intolleranze alimentari tra i millennial (25%) e i laureati (18,9%).</p>
<p>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/04/15-milioni-di-italiani-a-rischio-obesita/">15 milioni  di italiani a rischio obesità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2017/05/04/15-milioni-di-italiani-a-rischio-obesita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">98507</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Obesità costa all&#8217;Italia 9 mld ogni anno</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/07/06/obesita-costa-allitalia-9-mld-ogni-anno/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2015/07/06/obesita-costa-allitalia-9-mld-ogni-anno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 09:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sovrappeso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=84695</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il peso dei chili in eccesso non si misura soltanto sulla bilancia: obesità e sovrappeso sono infatti responsabili di una spesa annuale a carico del Sistema sanitario nazionale pari a circa 4,5 miliardi, a cui si aggiungono altri 4,5 miliardi di costi indiretti non sanitari, come ad esempio perdita di produttività, assenteismo e mortalità precoce. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/06/obesita-costa-allitalia-9-mld-ogni-anno/">Obesità costa all&#8217;Italia 9 mld ogni anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il peso dei chili in eccesso non si misura soltanto sulla bilancia: obesità e sovrappeso sono infatti responsabili di <strong>una spesa annuale a carico del Sistema sanitario nazionale pari a circa 4,5 miliardi</strong>, a cui si aggiungono <strong>altri 4,5 miliardi di costi indiretti non sanitari</strong>, come ad esempio <strong>perdita di produttività</strong>, <strong>assenteismo</strong> e <strong>mortalità precoce</strong>. Un terzo della spesa per l&#8217;obesità a carico della sanità pubblica risulta imputabile a una malattia strettamente collegata: <strong>il diabete</strong>. Un quadro che rischia di divenire insostenibile, quello delineato all&#8217;<strong>Italian Barometer Diabetes Forum</strong>, svoltosi a Roma.</p>
<p><em>&#8220;In termini assoluti, un obeso severo o molto severo costa 450-550 euro in più all&#8217;anno rispetto a una persona normopeso&#8221;</em>, ha detto <strong>Antonio Nicolucci</strong>, Coordinatore del Data Analysis Board di IBDO Foundation. <strong>La maggior parte di questa spesa è da attribuire ai ricoveri in ospedale.</strong> In termini di costi, è tuttavia importante sottolineare come l&#8217;impatto maggiore sia determinato dai <strong>gradi meno severi di obesità e dal sovrappeso</strong>: una persona sovrappeso costa al sistema sanitario nazionale &#8220;<em>37,4 euro all&#8217;anno in più rispetto a un normopeso, ma in Italia se ne contano ben 21 milioni, portando a un eccesso di spesa sanitaria per queste persone di oltre 780 milioni di euro annui”.</em> Un importante contributo al costo dell&#8217;obesità è determinato dalla presenza di diabete. &#8220;<em>Il sovrappeso e l&#8217;obesità rappresentano infatti la causa principale di diabete di tipo 2, a sua volta associato ad un più elevato rischio di malattie cardiovascolari. In particolare, al di sotto dei 55 anni l&#8217;obesità grave aumenta di 16 volte il rischio di avere il diabete. Sopra i 65 anni la prevalenza di diabete passa dal 12,5 per cento fra i normopeso al 38,7 per cento fra i grandi obesi&#8221;,</em> ha aggiunto in conclusione Nicolucci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/06/obesita-costa-allitalia-9-mld-ogni-anno/">Obesità costa all&#8217;Italia 9 mld ogni anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2015/07/06/obesita-costa-allitalia-9-mld-ogni-anno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">84695</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un abitante su 7 pesa troppo, maglia nera a Molise</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/01/25/un-abitante-su-7-pesa-troppo-maglia-nera-a-molise/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2013/01/25/un-abitante-su-7-pesa-troppo-maglia-nera-a-molise/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 14:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[molise]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=52142</guid>

					<description><![CDATA[<p>E&#8217; il Molise in testa alle regioni italiane con il piu&#8217; alto tasso di obesita&#8217;. Secondo i dati del Rapporto Istat Noi Italia, circa un abitante su 7 (il 13.5% della popolazione) della regione e&#8217; in grave sovrappeso, contro la media nazionale del 10%. Al secondo posto la Basilicata (13,1%) seguita dalla Puglia (12,6%). &#8221;Anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/25/un-abitante-su-7-pesa-troppo-maglia-nera-a-molise/">Un abitante su 7 pesa troppo, maglia nera a Molise</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il Molise in testa alle regioni italiane con il piu&#8217; alto tasso di obesita&#8217;. Secondo i dati del Rapporto Istat Noi Italia, circa un abitante su 7 (il 13.5% della popolazione) della regione e&#8217; in grave sovrappeso, contro la media nazionale del 10%. Al secondo posto la Basilicata (13,1%) seguita dalla Puglia (12,6%).</p>
<p>&#8221;Anche se si tratta di numeri inferiori rispetto a quelli di altre nazioni europee &#8211; afferma Marcello Lucchese, Presidente della Societa&#8217; Italiana di Chirurgia dell&#8217;Obesita&#8217; e delle Malattie metaboliche (Sicob) &#8211; non dobbiamo sottovalutare la situazione. Il numero degli obesi italiani e&#8217; cresciuto del 25% dal 1994 ad oggi e anche regioni settentrionali&#8221;.</p>
<p>L&#8217;obesita&#8217;, ricordano gli esperti, provoca una serie di gravi malattie che possono portare alla morte, come ipertensione, diabete e cancro. &#8221;Quando dieta, esercizio fisico e cure farmacologiche non sono sufficienti e&#8217; opportuno sottoporre i pazienti a tecniche di chirurgia bariatrica &#8211; continua &#8211; e non certo per fini estetici ma per salvare loro la vita&#8221;. A questo va aggiunto l&#8217;impatto economico: i costi sociali legati all&#8217;obesita&#8217; ammontano a 23 miliardi di euro, di cui 11 a carico del Ssn. A questi vanno aggiunti i costi indiretti quantificabili a 65 miliardi di euro annui e rappresentanti da decessi, riduzione della produttivita&#8217; lavorativa, assenza dal lavoro, sussidi pensionistici e disoccupazione. &#8221;Se incentiviamo la chirurgia dell&#8217;obesita&#8217; &#8211; sottolinea Lucchese &#8211; possiamo quindi risparmiare fino a 88 miliardi. Sono, infatti, almeno un milione gli obesi italiani che potrebbero risolvere i loro problemi grazie ad interventi chirurgici&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/25/un-abitante-su-7-pesa-troppo-maglia-nera-a-molise/">Un abitante su 7 pesa troppo, maglia nera a Molise</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2013/01/25/un-abitante-su-7-pesa-troppo-maglia-nera-a-molise/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">52142</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Obesità più diffusa in campagna</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/09/16/obesita-piu-diffusa-in-campagna/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2012/09/16/obesita-piu-diffusa-in-campagna/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2012 06:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[obesi]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=45091</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vivere in campagna vuol dire essere piu&#8217; obesi o in sovrappeso. E&#8217; il risultato di uno studio dell&#8217;Universita&#8217; del Kansas pubblicato sul Journal of Rural Health che ha dimostrato come vivere in citta&#8217; riduca le probabilita&#8217; di essere obesi rispetto a chi risiede nelle zone rurali. La ricerca ha analizzato i dati relativi a peso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/16/obesita-piu-diffusa-in-campagna/">Obesità più diffusa in campagna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere in campagna vuol dire essere piu&#8217; obesi o in sovrappeso. E&#8217; il risultato di uno studio dell&#8217;Universita&#8217; del Kansas pubblicato sul Journal of Rural Health che ha dimostrato come vivere in citta&#8217; riduca le probabilita&#8217; di essere obesi rispetto a chi risiede nelle zone rurali. La ricerca ha analizzato i dati relativi a peso e altezza raccolti dal National Center for Health Statistics negli States.</p>
<p>&#8220;Abbiamo scoperto &#8211; ha spiegato l&#8217;autore dell&#8217;indagine Christie Befort, docente di Medicina Preventiva all&#8217;Universita&#8217; del Kansas &#8211; che sono due le ragioni che rendono le persone che vivono in campagna piu&#8217; inclini all&#8217;obesita&#8217; rispetto ai cittadini: la cultura alimentare e l&#8217;isolamento fisico. La dieta rurale infatti e&#8217; tipicamente piena di cibo grasso e realizzato artigianalmente in casa. Ricette che prevedono il ricorso a ingredienti salutari ma molto ricchi e pesanti. In particolare, chi vive in campagna mangia con troppa frequenza carni e dessert&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/16/obesita-piu-diffusa-in-campagna/">Obesità più diffusa in campagna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2012/09/16/obesita-piu-diffusa-in-campagna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">45091</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
