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		<title>Editoria: Crimi annuncia Riforma partecipata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 13:24:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Interventi nell&#8217;editoria, nella disciplina del giornalismo e nel diritto d&#8217;autore ma con il coinvolgimento del Parlamento. Il sottosegretario con delega Vito Crimi, in audizione dinanzi alla commissione cultura della Camera, traccia le linee guida del suo operato. &#8220;E&#8217; mia intenzione operare con il massimo coinvolgimento delle commissioni nei passaggi che saranno necessari. Non aspettatevi l&#8217;imposizione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/07/editoria-crimi-annuncia-riforma-partecipata/">Editoria: Crimi annuncia Riforma partecipata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Interventi nell&#8217;editoria, nella disciplina del giornalismo e nel diritto d&#8217;autore ma con il coinvolgimento del Parlamento. Il sottosegretario con delega Vito Crimi, in audizione dinanzi alla commissione cultura della Camera, traccia le linee guida del suo operato. &#8220;E&#8217; mia intenzione operare con il massimo coinvolgimento delle commissioni nei passaggi che saranno necessari. Non aspettatevi l&#8217;imposizione di ogni singola norma o modifica o riforma. Aspettatevi il coinvolgimento&#8221;, dice Crimi in premessa. Ai primi di settembre, annuncia, insediera&#8217; tre tavoli di confronto con tutti i soggetti interessati su tre temi: uno sul giornalismo, uno sul diritto d&#8217;autore, e uno sulla filiera dell&#8217;editoria nel suo complesso. Sollecitato dai deputati, il sottosegretario passa poi ad affrontare i singoli temi dell&#8217;audizione. A cominciare dai fondi per l&#8217;editoria. &#8220;Conti alla mano- dice Crimi- al settore industriale dell&#8217;editoria dal 2003 ad oggi sono stati versati circa 3,5 miliardi di euro, che sono andati esclusivamente nella direzione degli editori e non verso il sistema editoriale nel suo complesso. Se un editore che fruisce di fondi pubblici fa anche utile, evidentemente c&#8217;e&#8217; qualcosa che stride. Dal 2003 ad oggi, nel 90 per cento dei casi, 3,5 miliardi sono andati nelle casse degli editori&#8221;, ribadisce. E aggiunge: &#8220;Questa cosa non funziona, non ha funzionato e non puo&#8217; continuare a funzionare&#8221;. Una trattazione a parte merita il settore dei giornali. &#8220;Oggi la maggior parte dei fondi diretti all&#8217;editoria- sottolinea il sottosegretario- sono piccoli importi erogati a realta&#8217; locali, spesso di tipo cooperativo, che danno lavoro a molti giornalisti&#8221;. Si tratta spesso di &#8220;una &#8216;palestra&#8217; per i giornalisti giovani. Dai quali magari poi attingono i grandi giornali per trovare dei talenti: questo sicuramente non va abbandonato. Delle forme e delle modalita&#8217; con cui opereremo si puo&#8217; parlare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Grida vendetta&#8221;, invece &#8220;il fatto che solo 5 grandi giornali, tra circa 80 prodotti editoriali a livello nazionale, si trovino a drenare il 30% delle risorse perche&#8217; creano una distorsione del mercato nazionale. In alcuni casi, poi, sono cooperative che in realta&#8217; nascondono artifici particolari per poter accedere a quelle categorie di contributi: anche qui va fatta una verifica approfondita sulle modalita&#8217; che vengono utilizzate da alcuni giornali per potersi qualificare come cooperative di giornalisti&#8221;. Crimi assicura che la notizia &#8220;di un taglio dei fondi per il pluralismo, data da un grande giornale, non trova riscontro in nessun atto di legge&#8221;. Ed aggiunge che in ogni caso &#8220;sara&#8217; dato tempo al settore industriale di adeguarsi. Non tagli o riforme che avvengono dall&#8217;oggi al domani. Non vorrei seguire l&#8217;esempio del governo precedente, per esempio, sulle agenzie di stampa, che dall&#8217;oggi al domani con direttive e altre norme che sono state impugnate hanno creato tutto il caos che c&#8217;e&#8217; intorno alle agenzie di stampa. Proprio ieri abbiamo firmato l&#8217;ultimo contratto dell&#8217;ultimo lotto ancora rimasto in piedi da assegnare con Askanews dopo tutte le vicende giudiziarie legate a quella parte li&#8217;. Vorremmo cercare di dare certezza nel tempo. Questo vuol dire che al piu&#8217; presto possibile dobbiamo intervenire nei vari settori dando certezza di quando cio&#8217; avverra&#8217; e con una certa gradualita&#8217;. Porto l&#8217;esempio del taglio dei finanziamenti ai partiti, che e&#8217; avvenuto in tre anni prima col 30%, poi col 50, per arrivare a 0. Se tagli dovranno essere fatti dovranno avvenire in modo da consentire al settore di adeguarsi a quello che sta succedendo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;Quanto all&#8217;ordine dei giornalisti, il sottosegretario con delega all&#8217;editoria Vito Crimi ricorda che &#8220;anziche&#8217; fare subito un decreto di abolizione dell&#8217;Ordine&#8221; ha avuto &#8220;l&#8217;accortezza di incontrare i nuovi vertici&#8221; dell&#8217;Odg. &#8220;La mia prima preoccupazione e&#8217; stata di attendere il processo di autoriforma generale che i Giornalisti stanno cercando di mettere in atto&#8221; su vari aspetti, &#8220;tra cui l&#8217;accesso a professione e altri interventi. Ad ottobre, mi dicono, questi interventi dovrebbero essere proposti. A seguito di questo faremo le nostre valutazioni. Se ancora ci sono i presupposti per abolire l&#8217;Ordine del Giornalisti saro&#8217; qui a proporvelo. Ma quando si decide di fare una scelta, poi la si governa. Se si decidera&#8217; di abolire l&#8217;Odg andra&#8217; rivisto tutto il sistema degli automatismi che oggi sono legati all&#8217;iscrizione all&#8217;Ordine. Vanno riviste anche le nuove professioni e si deve parlare del nuovo modo di fare giornalismo&#8221;.</p>
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