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	<title>Omicron Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Vaccino. Ok di Aifa ai vaccini aggiornati contro Omicron</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 20:01:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Commissione Tecnico Scientifica (CTS) di AIFA, nella seduta odierna, ha dato il via libera all&#8217;utilizzo dei vaccini bivalenti Comirnaty e Spikevax, recentemente approvati da EMA come dosi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/05/vaccino-ok-di-aifa-ai-vaccini-aggiornati-contro-omicron/">Vaccino. Ok di Aifa ai vaccini aggiornati contro Omicron</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La Commissione Tecnico Scientifica (CTS) di AIFA, nella seduta odierna, ha dato il via libera all&#8217;utilizzo dei vaccini bivalenti Comirnaty e Spikevax, recentemente approvati da EMA come dosi booster per tutti i soggetti al di sopra dei dodici anni di età&#8221;. Lo comunica AIFA in una nota stampa. &#8220;Tali vaccini, ha motivato la CTS, hanno mostrato la capacità di indurre una risposta anticorpale maggiore di quella del vaccino monovalente originario sia nei confronti della variante Omicron BA.1 che delle varianti BA.4 e BA.5. Sul piano della sicurezza i dati disponibili non mostrano differenze rispetto al vaccino monovalente originario&#8221;. &#8220;La dose booster-continua AIFA- è disponibile per tutti i soggetti previsti dall&#8217;indicazione autorizzata e può essere somministrata dopo almeno tre mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario o dall&#8217;eventuale dose booster già ricevuta. La CTS ha ribadito che la popolazione a maggior rischio di sviluppare malattia grave, per la quale quindi la dose booster è fortemente raccomandata in via prioritaria, è rappresentata dai soggetti che presentano fattori di rischio e dagli over 60. Tutti gli altri soggetti- conclude- possono comunque vaccinarsi con la dose booster su consiglio del medico o come scelta individuale&#8221;.</p>
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		<title>Covid. Studio: &#8220;Dopo malattia o terza dose più anticorpi contro Omicron&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 17:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Esitono differenze nello sviluppo degli anticorpi contro il Covid-19, in particolare contro la variante Omicron, tra coloro che sono stati vaccinati con due dosi, specialmente col siero Astrazeneca,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/26/covid-studio-dopo-malattia-o-terza-dose-piu-anticorpi-contro-omicron/">Covid. Studio: &#8220;Dopo malattia o terza dose più anticorpi contro Omicron&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Esitono differenze nello sviluppo degli anticorpi contro il Covid-19, in particolare contro la variante Omicron, tra coloro che sono stati vaccinati con due dosi, specialmente col siero Astrazeneca, e quanti abbiano invece contratto la malattia prima o dopo la seconda dose di vaccino. Consistenti quantità di anticorpi contro Omicron sono state rilevate anche in chi ha ricevuto la terza dose di vaccino. È quanto emerge da uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori del Francis Crick Institute di Londra e degli University College London Hospitals e pubblicato su The Lancet. L&#8217;indagine mirava a stabilire l&#8217;efficacia della seconda e terza dose di vaccino nel contrastare la variante Omicron e compararla con la copertura anticorpale sviluppata dopo aver contratto la malattia successivamente alla vaccinazione. I partecipanti all&#8217;indagine sono stati sottoposti ad analisi 2-6 settimane dopo aver ricevuto la seconda dose di Pfizer ed è emerso che il titolo anticorpale contro Omicron era pari all&#8217;83%, inferiore a quelli che contrastavano la variante Alpha (95%) e Delta (95%). Dai campioni analizzati a 12-16 settimane è emersa una significativa diminuzione del titolo anticorpale contro Omicron (sceso dall&#8217;83% al 51%), mentre le difese contro le varianti Alpha e Delta si erano mantenute stabili o erano addirittura cresciute (rispettivamente 96% e 97%). Una significativa diminuzione della copertura contro Omicron è stata rilevata anche nei soggetti vaccinati con Astrazeneca, spiegano i ricercatori. Meno della metà di loro (37%), infatti, dopo 2-6 settimane dalla vaccinazione aveva quantità rilevabili di anticorpi contro la variante Omicron. La percentuale scendeva al 19% dopo 12-16 settimane. Il titolo anticorpale contro Omicron risultava significativamente diverso nei pazienti che avevano ricevuto il vaccino Astrazeneca e avevano successivamente sviluppato la malattia da Covid-19: questi ultimi avevano quantità di anticorpi superiori rispetto a chi aveva ricevuto la vaccinazione senza poi infettarsi. Una situazione diversa rispetto a quanti avevano ricevuto la vaccinazione con Pfizer, i quali sebbene avessero un basso titolo anticorpale avevano comunque una copertura contro Omicron. Prima di ricevere la terza dose, solo il 42% dei partecipanti allo studio aveva una quantità rilevabile di anticorpi contro Omicron. Dopo aver ricevuto la terza dose, con Pfizer, tutti avevano la capacità di neutralizzare Omicron. I risultati di questo studio, constatano gli autori, inducono dunque a suggerire un potenziamento della campagna di vaccinazione con la terza dose nella popolazione generale. L&#8217;ampia risposta neutralizzante osservata suggerisce infatti la necessità di una azione globale urgente per vaccinare il più alto numero possibile di persone così da contrastare le varianti attualmente in circolazione e aiutare a prevenire l&#8217;eventuale comparsa di nuove varianti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/26/covid-studio-dopo-malattia-o-terza-dose-piu-anticorpi-contro-omicron/">Covid. Studio: &#8220;Dopo malattia o terza dose più anticorpi contro Omicron&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Covid: da lunedì 8 italiani su 10 in zona gialla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2022 10:19:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;avanzare dei contagi per effetto della variante Omicron la zona gialla interessa quasi otto italiani su dieci (79%) per un totale di 46,5 milioni di persone residenti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/08/covid-da-lunedi-8-italiani-su-10-in-zona-gialla/">Covid: da lunedì 8 italiani su 10 in zona gialla</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avanzare dei contagi per effetto della variante Omicron la zona gialla interessa quasi otto italiani su dieci (79%) per un totale di 46,5 milioni di persone residenti nelle 15 regioni interessate. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi della Coldiretti su dati Istat in riferimento agli effetti del cambio di colore da lunedì per Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle d&#8217;Aosta che si aggiungono a Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia, Liguria, Marche, Veneto, Calabria, Friuli Venezia Giulia e alle province autonome di Trento e Bolzano. Una situazione che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; sta mettendo sotto pressione le strutture sanitarie ma anche servizi essenziali necessari alla vita quotidiana delle persone. L&#8217;obbligo vaccinale per gli over 50 &#8211; continua la Coldiretti &#8211; è importante per non mettere a rischio le forniture alimentari del Paese garantite da quasi 4 milioni di persone che dai campi alle stalle, dalle industrie dalla botteghe fino alle catene delle distribuzione fino ad ora non hanno mai smesso di lavorare durante la pandemia. Sono nelle campagne sono ben 350mila lavoratori agricoli con piu&#8217; di 50 anni che rappresentano più di un terzo (34%) del totale di 1,046 milioni di lavoratori agricoli dipendenti impegnati nella preparazione dei terreni e nella raccolta, secondo l&#8217;analisi della Coldiretti su dati Inps dalla quale emerge tuttavia che in agricoltura il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore vede impegnati stranieri provenienti anche da Paesi dove vengono utilizzati sieri come il vaccino russo Sputnik russo o il cinese Sinovac, che non sono riconosciuti in Italia con il rischio concreto della perdita dei raccolti. Con la piena ripresa delle attività agricole è facile dunque prevedere l&#8217;accentuarsi della mancanza di lavoratori necessari nelle campagne per garantire l&#8217;approvvigionamento alimentare della popolazione in un momento in cui con la pandemia da Covid &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si è aperto uno scenario di incertezza, accaparramenti e speculazioni che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali come l&#8217;energia e il cibo. &#8220;Per garantire l&#8217;adeguata copertura degli organici necessari a salvare i raccolti è urgente dunque adottare con strumenti concordati con i sindacati, che consentano anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi&#8221; afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che chiede &#8220;un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro con una radicale semplificazione che possa garantire flessibilità e tempestività di un lavoro legato all&#8217;andamento climatico sempre più bizzarro&#8221;. Una opportunità anche per favorire un ricambio generazionale in un momento di crescente interesse da parte dei giovani per il lavoro in campagna dove accanto alle figure tradizionali come potatori di alberi da frutta, olivi e vigne o ai trattoristi e iniziata la sfida della rivoluzione digitale con gli investimenti in droni, gps, robot, software e internet delle cose per combattere i cambiamenti climatici, salvare l&#8217;ambiente e aumentare la sostenibilità delle produzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/08/covid-da-lunedi-8-italiani-su-10-in-zona-gialla/">Covid: da lunedì 8 italiani su 10 in zona gialla</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Epifania: Befana resiste, 54% italiani farà un regalo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2022 08:19:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Befana resiste anche ad Omicron. Nonostante l&#8217;incertezza innescata dall&#8217;aumento dei contagi, anche quest&#8217;anno il 54% degli italiani ha onorato la tradizione, facendo trovare a figli e nipoti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/06/epifania-befana-resiste-54-italiani-fara-un-regalo/">Epifania: Befana resiste, 54% italiani farà un regalo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Befana resiste anche ad Omicron. Nonostante l&#8217;incertezza innescata dall&#8217;aumento dei contagi, anche quest&#8217;anno il 54% degli italiani ha onorato la tradizione, facendo trovare a figli e nipoti un regalo in occasione dell&#8217;ultimo giorno delle feste invernali. Ma è una calza un po&#8217; più vuota: la spesa media passa dai 58 euro dell&#8217;Epifania 2021 ai 45 euro del 2022, con un calo superiore al 22% sul budget dell&#8217;anno passato. È quanto emerge dalla indagine condotta da SWG per Confesercenti su 1.200 consumatori in occasione dell&#8217;Epifania 2022. Chi fa i regali. Anche la quota di italiani che regalano una calza di dolci, un giocattolo o un altro tipo di dono per questa Epifania (54%) è in calo rispetto al 60% dello scorso anno. Chi non parteciperà al rito della Befana lo farà principalmente perché non segue la tradizione dei doni per l&#8217;Epifania (26%, quota stabile sullo scorso anno), o perché non ha bambini cui fare regali: una motivazione segnalata dal 20% (era il 14% lo scorso anno) e che indica una riduzione dei regali a bambini che non siano strettamente familiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tradizione è generalmente più sentita al Centro e al Sud, dove a fare un regalo per l&#8217;Epifania è il 60%, rispetto alle regioni del Nord, dove la quota si ferma al 48%. Il budget. La media di 45 euro di budget a persona è la più bassa degli ultimi anni, e nasconde una forte polarizzazione. Il 17% cercherà di spendere fino a 20 euro, il 16% non andrà oltre i 40%. Ma c&#8217;è anche un altro 16% che spenderà tra i 41 ed i 50 euro e un 9% che arriverà fino a 70 euro. La calza e gli altri doni. Anche la calza vera e propria, piena di dolci (o carbone), è in calo: prevede di comprarla il 24%, contro il 35% dello scorso anno. Al calo dei dolci si contrappone l&#8217;aumento della quota di chi farà regali utili, che passa dal 13 al 18%. Tra questi, in testa quelli più utili: i più scelti, anche per la coincidenza dell&#8217;Epifania con l&#8217;avvio di saldi invernali, sono i prodotti e accessori moda, indicati dal 35% degli intervistati. Seguono tecnologia (20%) e accessori per la casa (15%). L&#8217;11% opterà invece per un libro. Stabili invece i giocattoli sotto la cappa: a comprarne quest&#8217;anno è il 12%, come la scorsa Epifania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/06/epifania-befana-resiste-54-italiani-fara-un-regalo/">Epifania: Befana resiste, 54% italiani farà un regalo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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