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	<title>oncologia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Milano, dal 20 al 22 maggio il forum su tecnologie e futuro dell’oncologia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-date-il-futuro-dell-oncologia-non-aspetta-milano-20-22-maggio-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 10:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 20 al 22 maggio 2026 l’IEO di Milano ospita un forum nazionale su tecnologie e approcci avanzati per prevenzione, diagnosi e cura oncologica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-date-il-futuro-dell-oncologia-non-aspetta-milano-20-22-maggio-2026/">Milano, dal 20 al 22 maggio il forum su tecnologie e futuro dell’oncologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Dal 20 al 22 maggio 2026 l’Aula Magna “La Pietra” dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) ospiterà a Milano un incontro nazionale dedicato alle tecnologie e agli approcci avanzati per prevenzione, diagnosi e cura in oncologia. L’iniziativa, promossa da Motore Sanità in collaborazione con l’IEO, riunirà istituzioni, clinici, ricercatori, manager sanitari e rappresentanti dell’industria.</p>
<p>Il programma pone al centro del dibattito temi considerati strategici per il settore: immunoterapia, intelligenza artificiale, genomica, medicina personalizzata e chirurgia robotica. La discussione verterà anche sulla sostenibilità delle nuove terapie, sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica, sull’organizzazione dei percorsi di cura e sull’accesso all’innovazione, in un contesto segnato da una crescente domanda di assistenza e da risorse limitate.</p>
<p>Dal messaggio degli organizzatori emerge la preoccupazione che la rapidità dell’innovazione superi la capacità dei sistemi sanitari di assorbirne gli effetti, rendendo necessaria una revisione dei modelli organizzativi, delle competenze e delle reti cliniche per evitare nuove disuguaglianze. È inoltre sottolineato che la gestione dell’innovazione sarà determinante per la tenuta futura del Servizio Sanitario Nazionale, con implicazioni su accesso alle cure, sostenibilità e organizzazione dell’assistenza oncologica nei prossimi anni.</p>
<p>La partecipazione dei giornalisti è aperta per tutta la durata dell’evento; in particolare la mattinata di venerdì 22 maggio sarà dedicata ai temi strategici e alle prospettive future dell’oncologia italiana. Il programma dettagliato è disponibile sul sito di Motore Sanità.</p>
<p>Per informazioni e contatti è indicato l’ufficio stampa di Motore Sanità (comunicazione@motoresanita.it) e il riferimento telefonico Liliana Carbone &#8211; 347 2642114.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-date-il-futuro-dell-oncologia-non-aspetta-milano-20-22-maggio-2026/">Milano, dal 20 al 22 maggio il forum su tecnologie e futuro dell’oncologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Oblio oncologico, l&#8217;oncologia fa un passo avanti, secondo l&#8217;Aiom</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/04/29/oblio-oncologico-loncologia-fa-un-passo-avanti-secondo-laiom/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 14:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Aiom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo soddisfatti per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della tabella delle neoplasie in cui sono previsti termini più brevi per l&#8217;oblio oncologico rispetto al limite generale di 10 anni (o di 5 in caso di diagnosi prima dei 21 anni) dalla fine del trattamento&#8221;. È quanto affermano l&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e Fondazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/29/oblio-oncologico-loncologia-fa-un-passo-avanti-secondo-laiom/">Oblio oncologico, l&#8217;oncologia fa un passo avanti, secondo l&#8217;Aiom</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Siamo soddisfatti per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della tabella delle neoplasie in cui sono previsti termini più brevi per l&#8217;oblio oncologico rispetto al limite generale di 10 anni (o di 5 in caso di diagnosi prima dei 21 anni) dalla fine del trattamento&#8221;. È quanto affermano l&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e Fondazione Aiom, in seguito alla definizione di nuovi termini per l&#8217;ottenimento dell&#8217;oblio oncologico in specifiche neoplasie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Gli oncologi- fanno sapere- hanno partecipato al tavolo tecnico del ministero della Salute per definizione di questi nuovi criteri, si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione fra società scientifiche e Istituzioni a vantaggio dei pazienti. Lo scorso dicembre è stata approvata dal Parlamento la legge sul diritto all&#8217;oblio oncologico, una battaglia di civiltà che ha segnato la fine di troppe discriminazioni subite dai cittadini guariti dal cancro. E queste tabelle, elaborate con gli epidemiologi e basate sui dati Airtum dei registri tumori italiani, si inseriscono nel percorso di attuazione concreta della norma&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per alcuni tumori, sottolineano gli esperti, può bastare &#8220;un solo anno dalla fine dei trattamenti, ad esempio nel cancro del colon retto in Stadio I, in quello della mammella in Stadio I-II, nel carcinoma del testicolo in Stadio I. Nel corpo dell&#8217;utero invece il termine è di 5 anni e, per le persone di età superiore a 21 anni, di 6 anni per il melanoma e di 7 anni per il cancro del colon-retto di Stadio II-III. Per determinate patologie oncologiche sono stati, quindi, definiti tempi più brevi di quelli generali di 10 e 5 anni, perché l&#8217;eccesso di rischio di morte per cancro diventa trascurabile dopo pochi anni dalla fine dei trattamenti, raggiungendo un&#8217;aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto che una persona che ha avuto una patologia oncologica possa essere considerata guarita rappresenta un &#8220;radicale cambiamento di paradigma: da &#8216;cancro male incurabile&#8217; a &#8216;cancro patologia cronica da cui si può guarire&#8217;. Questa consapevolezza può diventare anche un elemento motivante per l&#8217;adesione agli screening, una volta che si sia compreso che la guarigione è tanto più probabile quanto più precoce è la diagnosi, e per l&#8217;adesione ai trattamenti che stanno modificando in maniera radicale la storia naturale di molti tumori&#8221;, concludono da Aiom.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/29/oblio-oncologico-loncologia-fa-un-passo-avanti-secondo-laiom/">Oblio oncologico, l&#8217;oncologia fa un passo avanti, secondo l&#8217;Aiom</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Dall&#8217;oncologia alle neuroscienze fino all&#8217;oftalmologia: il futuro della ricerca italiana è in ottime mani</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/04/04/dalloncologia-alle-neuroscienze-fino-alloftalmologia-il-futuro-della-ricerca-italiana-e-in-ottime-mani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 17:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Roche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro della ricerca italiana è in ottime mani. La rassicurazione arriva dai risultati dei bandi di gara proposti da Roche Italia e Fondazione Roche nel 2023 e che hanno visto vincere 30 progetti nei più svariati campi della medicina: dall&#8217;oncologia alle neuroscienze fino all&#8217;oftalmologia, passando per le malattie ereditarie e quelle del sangue.Ai Dazi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/04/dalloncologia-alle-neuroscienze-fino-alloftalmologia-il-futuro-della-ricerca-italiana-e-in-ottime-mani/">Dall&#8217;oncologia alle neuroscienze fino all&#8217;oftalmologia: il futuro della ricerca italiana è in ottime mani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il futuro della ricerca italiana è in ottime mani. La rassicurazione arriva dai risultati dei bandi di gara proposti da Roche Italia e Fondazione Roche nel 2023 e che hanno visto vincere <strong>30 progetti nei più svariati campi della medicina</strong>: dall&#8217;oncologia alle neuroscienze fino all&#8217;oftalmologia, passando per le malattie ereditarie e quelle del sangue.<br><strong>Ai Dazi Milano,</strong> in una sala gremita, i primi a essere premiati sono stati otto ricercatori <strong>under 40,</strong> che sono saliti uno a uno sul palco per ritirare il riconoscimento del loro lavoro. Il bando a cui hanno aderito è quello per la ricerca indipendente, a cui Fondazione Roche ha destinato un finanziamento complessivo di <strong>400mila Euro</strong>. La selezione dei vincitori è stata affidata a Springer Nature in qualità di partner esterno e indipendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli enti di riferimento dei premiati rappresentano trasversalmente tutta l&#8217;Italia, a dimostrazione che, malgrado le difficoltà che oggi il Servizio Sanitario Nazionale si trova ad affrontare, le eccellenze non mancano in nessuna macro area del Paese. Di più: la ricerca italiana attira anche talenti dall&#8217;estero, come nel caso della dottoressa <strong>Tizibt Ashine Bogale</strong>, che dall&#8217;Etiopia porta ora avanti la sua opera di ricerca all&#8217;Istituto di Ricerche Farmacologiche<strong> Mario Negri di Brescia,</strong> o ancora del collega <strong>Andrew Smith,</strong> che ha vinto con un progetto nell&#8217;ambito dell&#8217;oncologia lavorando all&#8217;università di <strong>Milano Bicocca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo bando, &#8220;<strong>Roche per la ricerca clinica &#8211; A supporto delle figure di Data Manager e Infermieri di Ricerca</strong>&#8220;, ha premiato dieci professionisti a cui andrà un finanziamento totale di <strong>300mila Euro. </strong>Li ha selezionati Fondazione GIMBE secondo i criteri che il presidente <strong>Nino Cartabellotta</strong> ha ricordato anche sul palco: &#8220;Quella che pesa di più, al 90%, è la qualità del progetto presentato. La qualità a sua volta si basa sulla <strong>rilevanza del quesito di ricerca,</strong> sul rigore metodologico e sul possibile impatto sulla salute e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Il secondo criterio riguarda invece l&#8217;attività scientifica, misurata dall&#8217;impatto delle pubblicazioni dei suoi ricercatori&#8221;. Al centro di questo bando, come da titolo, c&#8217;è la promozione del lavoro dei data manager e degli infermieri di ricerca. &#8220;Sostenendo queste figure&#8221;, ha aggiunto Cartabellotta, &#8220;si offre l&#8217;opportunità di migliorare la gestione degli studi clinici e di rendere la ricerca sanitaria un motore di sviluppo per il nostro Paese&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il terzo e ultimo bando, destinato al supporto di <strong>soluzioni innovative per la sclerosi multipla,</strong> ha premiato dodici ricercatori scelti dalla Fondazione Sodalitas. A loro andrà una somma complessiva di<strong> 240mila Euro </strong>che finanzierà i progetti proposti. Sulla scia di Cartabellotta, <strong>Alessandro Beda</strong>, Consigliere delegato della Fondazione, ha sottolineato che a prevalere sono stati i progetti caratterizzati da un&#8217;idea efficace e rilevante, senza tralasciare l&#8217;importanza dell&#8217;innovazione che ha come obiettivo il miglioramento degli standard di qualità dei percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti affetti da sclerosi multipla. A lui si è unita <strong>Paola Zaratin</strong>, Direttrice Ricerca Scientifica di AISM &#8211; Associazione italiana Sclerosi multipla e FISM &#8211; Fondazione Italiana Sclerosi Multipla: &#8220;C&#8217;è <strong>necessità di un unico ecosistema tra ricerca e cura</strong>. Lavoriamo insieme per un mondo libero da questa patologia, per una piena inclusione e qualità della vita dei pazienti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hanno consegnato i premi <strong>Anna Maria Porrini,</strong> Direttore Medical Affairs &amp; Clinical Operations di Roche Italia, e Mariapia Garavaglia, Presidente di Fondazione Roche. Entrambe hanno espresso grande soddisfazione ed entusiasmo per la quantità e la qualità di progetti arrivati sulla scrivania delle tre giurie. &#8220;La <strong>ricerca scientifica in Italia è da sempre al centro </strong>delle attività della nostra Fondazione&#8221;, ha dichiarato la dottoressa Garavaglia, &#8220;perché siamo certi che tenerla viva sia un investimento per tutto il sistema Paese. Con il bando &#8216;Fondazione Roche per la ricerca indipendente&#8217;, in particolare, ormai alla sua ottava edizione e che negli anni ha visto<strong> oltre 2300 candidature</strong>, confermiamo il nostro impegno sostenendo i giovani talenti che intraprendono nuove strade per arrivare a traguardi che spesso si traducono in progresso per la scienza e quindi per la salute di tutti noi&#8221;. &#8220;La nostra missione è lavorare oggi su ciò di cui i pazienti avranno bisogno domani&#8221;, ha commentato a sua volta la dottoressa Porrini. &#8220;In queste parole c&#8217;è l&#8217;essenza del nostro impegno quotidiano: i bandi promossi sono uno dei modi che abbiamo per renderlo concreto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A ulteriore dimostrazione di ciò, alla fine delle premiazione Roche Italia e Fondazione Roche <strong>hanno lanciato la prossima edizione </strong>dei bandi in ricerca clinica e ricerca indipendente per il 2024 (per un investimento complessivo di oltre 550mila Euro): è la conferma che, per raccogliere i frutti del domani, bisogna iniziare a seminare oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/04/dalloncologia-alle-neuroscienze-fino-alloftalmologia-il-futuro-della-ricerca-italiana-e-in-ottime-mani/">Dall&#8217;oncologia alle neuroscienze fino all&#8217;oftalmologia: il futuro della ricerca italiana è in ottime mani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Salute. Molecular Tumor Board, ecco il futuro dell&#8217;oncologia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/04/19/salute-molecular-tumor-board-ecco-il-futuro-delloncologia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 19:01:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Molecular Tumor Board]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Una volta i pazienti oncologici venivano trattati tutti alla stessa maniera e le armi a disposizione erano piuttosto limitate alla chemioterapia, alla radioterapia, all&#8217;intervento chirurgico, all&#8217;ormonoterapia. Oggi tutte quest&#8221;Una volta i pazienti oncologici venivano trattati tutti alla stessa maniera e le armi a disposizione erano piuttosto limitate alla chemioterapia, alla radioterapia, all&#8217;intervento chirurgico, all&#8217;ormonoterapia. Oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/19/salute-molecular-tumor-board-ecco-il-futuro-delloncologia/">Salute. Molecular Tumor Board, ecco il futuro dell&#8217;oncologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Una volta i pazienti oncologici venivano trattati tutti alla stessa maniera e le armi a disposizione erano piuttosto limitate alla chemioterapia, alla radioterapia, all&#8217;intervento chirurgico, all&#8217;ormonoterapia. Oggi tutte quest&#8221;Una volta i pazienti oncologici venivano trattati tutti alla stessa maniera e le armi a disposizione erano piuttosto limitate alla chemioterapia, alla radioterapia, all&#8217;intervento chirurgico, all&#8217;ormonoterapia. Oggi tutte queste armi sono fortemente integrate da terapie più precise, da terapia a bersaglio biomolecolare, da immunoterapia. e armi sono fortemente integrate da terapie più precise, da terapia a bersaglio biomolecolare, da immunoterapia. Alla base c&#8217;è la necessità di ricercare una mappatura più estesa del profilo biomolecolare del tumore, al fine di scegliere la terapia giusta per il paziente giusto con una determinata malattia&#8221;. E&#8217; quanto spiega la dottoressa Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia all&#8217;Università Politecnica delle Marche, Direttrice della Clinica Oncologica dell&#8217;AOU Ospedali Riuniti di Ancona e Presidente di Women for Oncology of Italy, che aggiunge: &#8220;Il tumore sta diventando sempre di più una patologia curabile, come dimostrano i dati: sono oltre 3milioni e 600mila le persone che vivono dopo una diagnosi di cancro. È evidente che questi grandi passi avanti sono stati fatti anche grazie alla medicina di precisione e all&#8217;oncologia di precisione. Questo non può prescindere dalla possibilità di avere Centri, expertise e professionisti qualificati che si occupano di questo settore. Oggi sono nati e stanno nascendo nell&#8217;ambito delle diverse regioni i Molecular Tumor Board: dei gruppi multidisciplinari focalizzati a cercare di conoscere meglio la malattia e a trattarla al meglio delle possibilità, con tutte queste armi innovative che abbiamo a disposizione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Stiamo passando da un&#8217;oncologia di precisione al salto del paradigma&#8221;, risponde la professoressa Berardi. &#8220;Poche settimane fa sono stati introdotti in commercio e nella pratica clinica i cosiddetti farmaci agnostici: molecole jolly che colpiscono miratamente una mutazione che siamo andati preliminarmente ad identificare, indipendentemente dalla sede di origine della malattia primitiva. Una volta trattavamo il tumore, lo trattavamo con la chemioterapia e in maniera uguale per tutti i pazienti, poi ci siamo mossi verso un&#8217;oncologia di precisione a cercare determinati bersagli e specifiche mutazioni espresse da quel particolare tumore; oggi con le molecole jolly saltiamo questo paradigma, ovvero andiamo a cercare la mutazione indipendentemente dalla sede del tumore primitivo. Significa che, potenzialmente, pazienti con tumore al seno, al pancreas, piuttosto che al polmone, potrebbero essere trattati con le stesse molecole, purché alla base ci sia la presenza della medesima mutazione. Per determinare tutto questo occorre avere professionisti qualificati, ma occorre anche avere la consapevolezza che solo piccoli gruppi di persone possono esprimere quel tipo di mutazione e quindi la medicina va sempre di più verso un&#8217;ottica di personalizzazione e di precisione&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CHE COSA STA FACENDO WOMEN FOR ONCOLOGY OF ITALY A RIGUARDO? </strong>&#8211; &#8220;Women for Oncology of Italy- spiega- è uno spin-off della Società Europea di Oncologia Medica, principalmente rivolge l&#8217;attenzione alle donne oncologhe e alle Specialiste in Formazione, per far sì che possano essere le leader di domani anche in questo settore. Cerchiamo di aiutare le professioniste a crescere sia dal punto di vista della formazione, sia conciliando la vita professionale con quella lavorativa. Molte di noi sono fortemente impegnate su questo fronte. Personalmente ho contribuito attivamente alla costituzione e coordino il Molecular Tumor Board presso l&#8217;AOU Ospedali Riuniti di Ancona che serve l&#8217;intera regione Marche. Così come me, anche altre professioniste sono fortemente attive in questo settore, perché è un settore trasversale che non può prescindere dalle competenze specifiche, indipendentemente da quale sia l&#8217;area primaria di interesse. È il futuro dell&#8217;oncologia, è il futuro per il bene dei pazienti e di chi prende cura di loro. Parlando della medicina di precisione e di Molecular Tumor Board, personalmente auspico a una possibilità di coordinamento di rete, inteso come network in questo settore, affinché tutti i pazienti possano avere equa opportunità anche in questo settore e non ci siano disparità tra le varie istituzioni sanitarie e le varie regioni. È questo un elemento determinante. Stavamo aspettando che il Ministero licenziasse entro il 31 marzo la cornice normativa in cui muoverci, ma ad oggi non è ancora arrivata. Dal punto di vista di Women for Oncology of Italy un ringraziamento a tutte le amiche e colleghe che tutti i giorni si spendono per la crescita delle altre colleghe e soprattutto per la cura dei pazienti in un&#8217;ottica di medicina di precisione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/19/salute-molecular-tumor-board-ecco-il-futuro-delloncologia/">Salute. Molecular Tumor Board, ecco il futuro dell&#8217;oncologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Salute. Oncologia, arriva &#8220;Termometro&#8221; che valuta autoefficacia Caregiver</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 19:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un team di ricercatori dell&#8217;Istituto Oncologico Veneto-Irccs, della Notre Dame University dell&#8217;Indiana (Stati Uniti) e dell&#8217;Università degli studi di Padova ha realizzato uno studio per validare in lingua italiana il &#8216;Caregiving inventory&#8217;, uno strumento psicometrico utilizzato per misurare le capacità di auto-efficacia dei caregiver (&#8216;portatori di cure&#8217;) di malati oncologici. Lo studio, recentemente pubblicato sulla [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un team di ricercatori dell&#8217;Istituto Oncologico Veneto-Irccs, della Notre Dame University dell&#8217;Indiana (Stati Uniti) e dell&#8217;Università degli studi di Padova ha realizzato uno studio per validare in lingua italiana il &#8216;Caregiving inventory&#8217;, uno strumento psicometrico utilizzato per misurare le capacità di auto-efficacia dei caregiver (&#8216;portatori di cure&#8217;) di malati oncologici. Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale &#8216;BMC Palliative Care&#8217;, mostra &#8220;la piena validità nella lingua italiana del &#8216;Caregiver inventory&#8217; per la misura dell&#8217;autoefficacia personale il cui miglioramento ridurrebbe la depressione, l&#8217;ansia e lo stress del caregiver- spiega Samantha Serpentini, psicologa clinica dell&#8217;unità di Psico-Oncologia dell&#8217;Istituto Oncologico Veneto-Ircss- In particolare, suggerisce l&#8217;importanza di specifici interventi psicoeducazionali per i caregiver, con l&#8217;obiettivo di focalizzare la loro attenzione sulla cura di sé e sulle abilità nella gestione dei possibili conflitti con la persona malata a cui viene fornita l&#8217;assistenza&#8221;. Il termine inglese caregiver indica una persona che si prende cura di un familiare non autosufficiente. La sua particolarità, spiegano dall&#8217;Istituto Oncologico Veneto, è che non si tratta di una figura professionale esterna stipendiata, ma di un parente che per scelta decide di prestare assistenza a titolo gratuito. I ricercatori si sono dunque chiesti quanto è importante la figura del caregiver nella malattia oncologica e quanto è strategico, nell&#8217;aiuto al malato, che lo stesso caregiver si prenda cura di sé stesso, per far fronte ai compiti assistenziali e relazionali che la sua figura richiede. &#8220;Il supporto dei caregiver svolge un ruolo sempre più importante nella vita di coloro a cui è stato diagnosticato un cancro, in particolare a causa della crescente incidenza del tumore in tutto il mondo e dei tempi di sopravvivenza più lunghi per i pazienti con malattie avanzate e terminali. I caregiver- spiega Serpentini- sono in genere persone presenti nella vita del paziente, che rispondono ai suoi bisogni di salute, fisici, emotivi, assistenziali e spirituali, in tutte le fasi della malattia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Tuttavia, spesso, i caregiver non sono adeguatamente preparati ed addestrati per molti dei compiti che sono chiamati a svolgere- continua Serpentini- e possono risultare impreparati sul piano emotivo per affrontare lo stress, legato all&#8217;assistenza diretta che puo&#8217; influenzare nel caregiver lo stato di salute fisico e la qualità della vita psicologica, sociale e finanziaria. Pertanto- ribadisce la ricercatrice- i caregiver devono monitorare con frequenza e costanza la salute del paziente e devono impegnarsi in una varietà di abilità di coping (fronteggiamento) per affrontare gli aspetti emotivi della propria vita e di coloro a cui stanno fornendo assistenza. Per questo motivo, la cura del cancro può avere un impatto significativo sulla salute psicologica e fisica dei membri della famiglia&#8221;. L&#8217;autoefficacia (self-efficacy) per i caregiver &#8220;presuppone che sia importante per loro avere un senso di capacità di agire e reagire- sottolineano gli studiosi- Tuttavia, in generale, in Italia i caregiver non solo investono nella cura del cancro ma sono anche, in larga misura, i responsabili della relazione terapeutica con medici e operatori sanitari, oltre a determinare cosa dovrebbe essere condiviso con il paziente. Sarebbe, quindi, molto utile fornire servizi di gruppo di supporto ai caregiver, con lo scopo di promuovere una maggiore attenzione verso se stessi e favorire la comunicazione con gli operatori sanitari, che includa il coinvolgimento diretto del paziente al fine di ridurre l&#8217;onere del caregiver&#8221;. Questa ricerca nasce da una &#8220;preziosa collaborazione fra IOV, Università di Padova e partner internazionali di grande rilevanza scientifica nel campo della psiconcologia. I risultati dello studio- evidenzia Vincenzo Calvo, dell&#8217;Università degli studi di Padova- possono avere importanti ricadute applicative in quanto forniscono agli operatori del settore un utile strumento per valutare rapidamente e in modo affidabile il senso di autoefficacia dei caregiver di pazienti con malattia oncologica, consentendo di mettere in atto interventi mirati di sostegno psicologico nelle situazioni di maggiore rischio e vulnerabilità&#8221;.</p>
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		<title>Pietrucci: Oncologia L’Aquila va mantenuta completamente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 12:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[oncologia]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il reparto di Oncologia del San Salvatore va mantenuto nella completezza dei suoi servizi e delle sue prestazioni: si tratta di un presidio fondamentale per assistere i malati affetti dalle patologie più gravi&#8221; Lo afferma il consigliere regionale Pierpalo Pietrucci (Pd), in una nota diramata pochi minuti fa dall’ufficio stampa del Consiglio regionale, in risposta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il reparto di Oncologia del San Salvatore va mantenuto nella completezza dei suoi servizi e delle sue prestazioni: si tratta di un presidio fondamentale per assistere i malati affetti dalle patologie più gravi&#8221;</em> Lo afferma il consigliere regionale <strong>Pierpalo Pietrucci (Pd)</strong>, in una nota diramata pochi minuti fa dall’ufficio stampa del Consiglio regionale, in risposta alle voci di un prossimo smantellamento del reparto di oncologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, per ridurre l’operatività dello stesso ai cosiddetti day-hospital.</p>
<p><em>“In definitiva</em> – sottolinea il consigliere di maggioranza &#8211; <em>stiamo parlando di un avamposto di salute e civiltà. Dobbiamo quindi perseguire una strada di valorizzazione e di arricchimento rispetto a quanto si profila, seppure a livello sperimentale, con l&#8217;ipotesi di trasformazione del reparto in day &#8211; hospital: mi auguro che quest&#8217;ultimo rappresenti un servizio aggiuntivo e non sostitutivo, per facilitare la condizione dei pazienti oncologici e valorizzare al meglio le eccellenze dell&#8217;ospedale del capoluogo, punto di riferimento delle aree interne, a maggior ragione in vista della riorganizzazione del sistema sanitario regionale&#8221;</em>, conclude Pietrucci.</p>
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