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	<title>onu Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Libano, Save the Children lancia l’allarme: “Nel cessate il fuoco oltre quattro bambini colpiti ogni giorno”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/12/libano-save-the-children-lancia-lallarme-nel-cessate-il-fuoco-oltre-quattro-bambini-colpiti-ogni-giorno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:12:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Libano il prezzo più alto del conflitto continua a ricadere sui bambini. Secondo Save the Children, nei primi 25 giorni del cosiddetto cessate il fuoco temporaneo oltre quattro minori al giorno sono stati uccisi o feriti, un dato che riaccende l’allarme sulla crisi umanitaria in corso nel Paese. L’Organizzazione internazionale, alla vigilia dei nuovi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In Libano il prezzo più alto del conflitto continua a ricadere sui bambini. Secondo Save the Children, nei primi 25 giorni del cosiddetto cessate il fuoco temporaneo oltre quattro minori al giorno sono stati uccisi o feriti, un dato che riaccende l’allarme sulla crisi umanitaria in corso nel Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione internazionale, alla vigilia dei nuovi colloqui di pace tra Libano e Israele, chiede con forza alla comunità internazionale un cessate il fuoco permanente e maggiori finanziamenti per sostenere famiglie e minori colpiti dalla guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati diffusi dal Ministero della Salute libanese parlano di 22 bambini morti e 89 feriti dal 17 aprile, data di avvio della tregua temporanea. Dall’inizio dell’escalation, il 2 marzo scorso, il numero totale dei minori uccisi si avvicina a quota 200, mentre le vittime complessive sono circa 2.900.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’emergenza umanitaria resta drammatica. Oltre un milione di persone, pari a circa un sesto della popolazione libanese, è stato costretto a lasciare la propria abitazione. Molte famiglie vivono ancora in rifugi collettivi o presso parenti, senza possibilità di rientrare a causa delle distruzioni e dei danni alle infrastrutture e ai terreni agricoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Save the Children, circa 44.800 bambini si trovano attualmente nei centri di accoglienza temporanei, spesso in condizioni di sovraffollamento e con servizi igienici insufficienti. Crescono inoltre i casi di problemi sanitari, tra cui scabbia e disturbi legati alla mancanza di cure adeguate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pesanti anche le conseguenze psicologiche sui più piccoli. Molti bambini soffrono di insonnia, perdita di appetito e difficoltà scolastiche, aggravate dalla chiusura di numerosi istituti utilizzati come rifugi d’emergenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questo non può essere definito un vero cessate il fuoco se i bambini continuano a morire o a essere feriti ogni giorno”, ha dichiarato Nora Ingdal, direttrice di Save the Children in Libano, sottolineando la necessità urgente di fermare definitivamente le ostilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione ribadisce che senza una tregua stabile e aiuti continuativi sarà impossibile garantire sicurezza, istruzione e futuro alle nuove generazioni libanesi.</p>
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		<title>Sánchez auspica una leadership femminile per rinnovare l’Onu</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/04/19/sanchez-auspica-una-leadership-femminile-per-rinnovare-lonu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 06:20:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, intervenendo al quarto Incontro in difesa della democrazia, ha invitato a “riformare e rinnovare” l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Secondo il premier socialista, l’Onu deve adattarsi più efficacemente alle sfide del XXI secolo e guidare un sistema multilaterale “più efficiente, trasparente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, intervenendo al quarto Incontro in difesa della democrazia, ha invitato a “riformare e rinnovare” l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Secondo il premier socialista, l’Onu deve adattarsi più efficacemente alle sfide del XXI secolo e guidare un sistema multilaterale “più efficiente, trasparente, democratico, inclusivo e rappresentativo”.<br />
Sánchez ha poi sottolineato l’importanza di assegnare la leadership dell’Organizzazione a una donna: “non è solo una questione di giustizia, che pure lo è, ma anche di credibilità”.<br />
Con queste proposte il presidente spagnolo ha posto l’accento sulla necessità di aumentare la legittimità e la forza decisionale delle Nazioni Unite, auspicando un rinnovamento che renda l’istituzione più aderente alle dinamiche globali attuali.</p>
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		<title>Crosetto chiede all’Onu una missione internazionale per la sicurezza nello Stretto di Hormuz</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 15:36:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ospite di Tg4 – Diario del giorno, ha fornito un aggiornamento sulle tensioni in Medio Oriente e sulle iniziative italiane nell’area. Riguardo alle previsioni del presidente Trump su una rapida conclusione del conflitto in Iran, Crosetto ha commentato: “Ce lo auguriamo tutti, non abbiamo bisogno di un&#8217;altra guerra che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ospite di Tg4 – Diario del giorno, ha fornito un aggiornamento sulle tensioni in Medio Oriente e sulle iniziative italiane nell’area. Riguardo alle previsioni del presidente Trump su una rapida conclusione del conflitto in Iran, Crosetto ha commentato: “Ce lo auguriamo tutti, non abbiamo bisogno di un&#8217;altra guerra che duri un tempo indeterminato”. Ha poi ricordato che “gli elementi per decidere quando finirà questa guerra ce l&#8217;hanno solo le tre nazioni che sono sul campo, cioè gli Stati Uniti, Israele e l&#8217;Iran stesso”.</p>
<p>Sulla richiesta di Washington di partecipare a un intervento di difesa nello stretto di Hormuz, l’Italia ha preso le distanze. Secondo il ministro, “la missione Aspides nel Mar Rosso potrà essere rafforzata per assicurare la tranquillità nel passaggio verso lo stretto di Suez. Altra cosa è Hormuz dove i Paesi hanno detto di no a una missione che potrebbe sembrare quasi un ingresso in guerra”.</p>
<p>Crosetto ha inoltre auspicato la costituzione di una forza multilaterale a guida Onu per garantire la sicurezza nello stretto di Hormuz: “Servirebbe che le Nazioni Unite si mettessero alla guida e a quel punto tutte le nazioni, non solo europee o della Nato, parteciperebbero perché l&#8217;impatto energetico è rivolto principalmente verso l&#8217;Asia”.</p>
<p>Durante il collegamento il ministro ha infine annunciato l’avvenuta evacuazione di alcuni militari italiani dall’Iraq, in seguito agli attacchi aerei contro basi in Iraq e Kuwait. “A Baghdad questa notte, tramite l&#8217;accordo dei nostri servizi di intelligence, che ringrazio per la cooperazione con noi, abbiamo fatto evacuare alcuni nostri militari in totale sicurezza: sono già usciti dall&#8217;Iraq e sono già arrivati in Kurdistan. Adesso arriveranno in Turchia e poi rientrano in Italia”, ha spiegato Crosetto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/18/crosetto-chiede-allonu-una-missione-internazionale-per-la-sicurezza-nello-stretto-di-hormuz/">Crosetto chiede all’Onu una missione internazionale per la sicurezza nello Stretto di Hormuz</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Crisi Iran–Israele e USA: richiamato ruolo ONU, media e scuole alla responsabilità giuridica e alla tutela della vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 18:59:45 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/01/crisi-iran-israele-e-usa-richiamato-ruolo-onu-media-e-scuole-alla-responsabilita-giuridica-e-alla-tutela-della-vita/">Crisi Iran–Israele e USA: richiamato ruolo ONU, media e scuole alla responsabilità giuridica e alla tutela della vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto che la televisione di Stato iraniana ha confermato la morte della Guida Suprema Ali Khamenei a seguito dell’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in territorio iraniano. La notizia, che nelle ore precedenti era rimasta sospesa tra dichiarazioni politiche, smentite e rilanci mediatici, assume ora carattere ufficiale. Ciò non modifica, ma anzi rafforza, la responsabilità di una riflessione lucida, giuridicamente fondata e culturalmente orientata alla tutela della vita e alla prevenzione dell’escalation.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli eventi riportati delineano uno scenario di straordinaria gravità: l’operazione militare, annunciata da Israele come “attacco preventivo” per rimuovere minacce definite esistenziali alla propria sicurezza, ha colpito più città iraniane, inclusa l’area di Teheran dove si trovava la residenza della Guida Suprema. Alla distruzione della residenza e al ritrovamento del corpo di Khamenei si sono accompagnati bombardamenti e dichiarazioni di stato di emergenza, mentre l’Iran ha reagito con una massiccia rappresaglia missilistica verso basi statunitensi nel Golfo e siti israeliani. Si è aperta una sessione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre il bilancio delle vittime civili si aggrava drammaticamente, con la notizia della morte di 108 studentesse presso la scuola di Minab. Le dichiarazioni dei leader coinvolti, incluse quelle che evocano il sostegno a rivolte interne o la prosecuzione delle operazioni per giorni, alimentano una dinamica che rischia di trasformare un conflitto regionale in una crisi di portata sistemica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conferma della morte di un capo di Stato o di una guida politica non può essere trattata come evento isolato o come esito tattico. Sul piano del diritto internazionale, resta centrale la valutazione della legalità dell’uso della forza. La Carta delle Nazioni Unite stabilisce un divieto generale della minaccia o dell’uso della forza, ammettendo deroghe esclusivamente nei casi previsti e disciplinati. L’eventuale qualificazione di un’azione come “preventiva” impone un vaglio rigoroso in termini di necessità e proporzionalità, e non può prescindere dal ruolo del Consiglio di Sicurezza, cui spetta la responsabilità primaria per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Anche quando uno Stato invochi la legittima difesa, tale diritto è subordinato a condizioni stringenti e temporanee, nonché all’obbligo di informare immediatamente il Consiglio di Sicurezza. La riunione straordinaria dell’organo conferma la centralità dell’ONU quale sede istituzionale per ricondurre la crisi entro il perimetro della legalità multilaterale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre inoltre ribadire che la legittimità dell’uso della forza non esaurisce la questione della liceità delle modalità con cui essa viene esercitata. Il diritto internazionale umanitario impone la distinzione tra obiettivi militari e popolazione civile e vieta attacchi indiscriminati. La morte di 108 studentesse costituisce una tragedia che richiama con forza l’obbligo inderogabile di proteggere i civili. In ogni conflitto, la tutela della popolazione non è una clausola opzionale ma un imperativo giuridico assoluto. La normalizzazione di operazioni volte alla “decapitazione” del vertice politico-militare come strumento di risoluzione del conflitto rischia di indebolire il principio fondamentale della protezione della vita e di favorire una cultura della guerra come scorciatoia strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il CNDDU richiama anche la responsabilità dei mezzi di comunicazione in una fase in cui le parole precedono e accompagnano i missili. Se in precedenza la prudenza era necessaria per evitare la diffusione di notizie non confermate, ora essa è indispensabile per evitare che il linguaggio pubblico alimenti la radicalizzazione e la disumanizzazione. La credibilità dell’informazione costituisce un bene pubblico essenziale; in tempo di conflitto diventa infrastruttura di sicurezza democratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla dimensione giuridica e mediatica si affianca quella economica. I conflitti armati producono effetti strutturali che si protraggono per generazioni: destabilizzazione dei mercati energetici, interruzione delle catene del valore, crescita del rischio-paese, inflazione geopolitica, aumento del debito pubblico e compressione della spesa sociale. Gli studi internazionali stimano che l’impatto economico globale della violenza superi i 19 trilioni di dollari annui in termini di parità di potere d’acquisto. Ogni escalation sottrae risorse all’istruzione, alla sanità e allo sviluppo sostenibile, generando un circolo vizioso di insicurezza e disuguaglianza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario la scuola assume un ruolo strategico. L’educazione ai diritti umani non può limitarsi a una dimensione teorica o commemorativa; deve diventare spazio di analisi critica delle dinamiche internazionali, dei principi della Carta delle Nazioni Unite, del funzionamento del Consiglio di Sicurezza, dei limiti giuridici dell’uso della forza e delle implicazioni economiche dei conflitti. La recente Raccomandazione UNESCO sull’educazione alla pace e ai diritti umani richiama la necessità di integrare nei curricoli competenze giuridiche, consapevolezza globale e responsabilità civica. Formare cittadini capaci di comprendere la complessità del diritto internazionale, di valutare i costi economici della guerra e di riconoscere la manipolazione del linguaggio pubblico significa investire nella prevenzione dei conflitti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conclusioni del CNDDU non sono dettate dall’emotività del momento, ma dalla coerenza con la propria missione educativa. La morte di un leader, la distruzione di infrastrutture, la perdita di vite civili – soprattutto di giovani studentesse – non possono essere assorbite nella logica della ritorsione infinita. È necessario che il Consiglio di Sicurezza eserciti pienamente la propria funzione di garanzia della pace, che le istituzioni europee e nazionali promuovano ogni iniziativa diplomatica possibile e che il linguaggio pubblico abbandoni la retorica della vittoria per assumere quella della responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pace non è un’interruzione della guerra, ma la condizione giuridica e culturale che rende possibile la tutela dei diritti umani. In un momento in cui la storia accelera pericolosamente, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che solo un impegno sistemico fondato su legalità internazionale, responsabilità mediatica ed educazione critica potrà impedire che la spirale della violenza comprometta il futuro delle nuove generazioni.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong>Romano Pesavento</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/01/crisi-iran-israele-e-usa-richiamato-ruolo-onu-media-e-scuole-alla-responsabilita-giuridica-e-alla-tutela-della-vita/">Crisi Iran–Israele e USA: richiamato ruolo ONU, media e scuole alla responsabilità giuridica e alla tutela della vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rising Lion: La nuova faglia del Medio Oriente e l&#8217;eco globale a una settimana dal G7</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/13/rising-lion-la-nuova-faglia-del-medio-oriente-e-leco-globale-a-una-settimana-dal-g7/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 11:30:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nulla è più funesto alla pace che l&#8217;avidità di dominio.&#8221;– Seneca Il 12 giugno 2025, a meno di una settimana dal G7 a L&#8217;Aia, Israele ha lanciato Operation &#8220;Rising Lion&#8221;, un attacco aereo su larga scala con circa 200 jet contro oltre 100 obiettivi strategici in Iran. Il premier Netanyahu ha definito l&#8217;operazione &#8220;un atto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/13/rising-lion-la-nuova-faglia-del-medio-oriente-e-leco-globale-a-una-settimana-dal-g7/">Rising Lion: La nuova faglia del Medio Oriente e l&#8217;eco globale a una settimana dal G7</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Nulla è più funesto alla pace che l&#8217;avidità di dominio.&#8221;</em><br>– Seneca</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>12 giugno 2025</strong>, a meno di una settimana dal G7 a <strong>L&#8217;Aia</strong>, Israele ha lanciato <strong>Operation &#8220;Rising Lion&#8221;</strong>, un attacco aereo su larga scala con circa <strong>200 jet</strong> contro oltre <strong>100 obiettivi</strong> strategici in Iran. Il premier Netanyahu ha definito l&#8217;operazione &#8220;un atto di autodifesa&#8221;, ma l&#8217;intervento viene letto da molti come un gesto <strong>calcolato e provocatorio</strong> teso a ridefinire unilateralmente gli equilibri regionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Iran promette una &#8220;risposta devastante&#8221;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Teheran ha parlato di <strong>&#8220;guerra aperta&#8221;</strong>. Khamenei ha promesso una reazione &#8220;all&#8217;altezza dell&#8217;aggressione sionista&#8221;, minacciando <strong>attacchi simultanei su più fronti</strong>, diretti e per procura. I primi lanci di droni Shahed sono stati intercettati, ma il messaggio è chiaro: <strong>la spirale è appena iniziata</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mondo arabo insorge</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Arabia Saudita</strong> e <strong>Qatar</strong> accusano Israele di aver <strong>violato il diritto internazionale in modo palese</strong>, chiedendo <strong>una risposta araba coordinata</strong>.</li>



<li><strong>Oman</strong> denuncia una <strong>&#8220;strategia israeliana di destabilizzazione permanente&#8221;</strong>, invocando sanzioni e pressioni diplomatiche.</li>



<li><strong>Egitto</strong> e <strong>Giordania</strong>, formalmente legati a Tel Aviv da accordi di pace, sono ora in forte imbarazzo. Il Cairo parla apertamente di <strong>&#8220;atto criminale&#8221;</strong>, Amman chiede una sessione straordinaria della Lega Araba.</li>



<li><strong>Emirati</strong>: dopo aver coltivato i &#8220;Patti di Abramo&#8221;, si ritrovano a gestire un&#8217;escalation che mina la propria narrativa di equilibrio regionale.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Reazioni internazionali: ipocrisie e crisi diplomatiche</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stati Uniti</strong><br>La Casa Bianca ha dichiarato di <strong>non essere stata informata preventivamente</strong>, ma le ambiguità sono evidenti. Il ritiro del personale da Iraq e Golfo conferma il timore di un allargamento.<br><strong>Marco Rubio</strong> ha evitato ogni critica, ma il Senato è diviso: la sinistra democratica accusa Biden di <strong>&#8220;sudditanza passiva a Tel Aviv&#8221;</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Regno Unito</strong><br>Starmer si è limitato a invocare &#8220;contenimento&#8221;, ma le opposizioni denunciano <strong>&#8220;complicità morale con l&#8217;aggressione israeliana&#8221;</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cina</strong><br>Ha bollato l&#8217;attacco come <strong>&#8220;atto unilaterale che minaccia la sicurezza energetica globale&#8221;</strong> e ha convocato d&#8217;urgenza il Consiglio di Sicurezza. Pechino prepara una proposta congiunta con Mosca per <strong>sanzioni selettive</strong> e una &#8220;zona no fly&#8221; sul Golfo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Unione Europea</strong><br>L&#8217;UE è paralizzata: mentre Borrell denuncia una <strong>&#8220;violazione flagrante del diritto internazionale&#8221;</strong>, Stati membri come Ungheria e Polonia frenano ogni tentativo di sanzione.<br><strong>Francia e Germania</strong> parlano di &#8220;atto d&#8217;imprudenza che mette a rischio milioni di vite&#8221;, ma non propongono un&#8217;alternativa concreta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Russia</strong><br>Ha definito l&#8217;attacco <strong>&#8220;un&#8217;aggressione deliberata e destabilizzante&#8221;</strong>, accusando Israele di voler <strong>stravolgere l&#8217;ordine regionale con atti di guerra preventivi, in totale spregio al diritto internazionale</strong>. Lavrov ha evocato un <strong>&#8220;rischio di conflitto mondiale se gli USA non fermano il proprio alleato&#8221;</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ONU</strong><br>Guterres ha parlato di <strong>&#8220;fallimento della diplomazia occidentale&#8221;</strong>, condannando Israele per aver <strong>sabotato qualsiasi tentativo di dialogo sul nucleare</strong>. Le risoluzioni restano però bloccate dai veti incrociati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Effetti collaterali immediati</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Spazi aerei chiusi su Iran, Iraq, Siria, Libano e Israele. Migliaia di voli annullati.<br>Borse del Golfo in picchiata. Brent sopra i 100 dollari. Il rischio di un <strong>collasso energetico globale</strong> torna reale.<br>Il traffico navale sullo Stretto di Hormuz si è dimezzato in 48 ore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La voce fuori dal coro – il Manifesto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il Manifesto</em></strong> accusa l&#8217;Occidente di <strong>ipocrisia selettiva</strong>: silenzioso quando Israele bombarda, indignato solo quando lo fa l&#8217;Iran. &#8220;Non è un atto difensivo, è <strong>una guerra pianificata per ridisegnare la mappa del Medio Oriente</strong>,&#8221; scrive in un editoriale. &#8220;L&#8217;Italia tace, l&#8217;Europa balbetta, e intanto la diplomazia muore sotto le bombe.&#8221;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Israele: strategia lucida o salto nel buio?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti interne al Likud parlano apertamente di &#8220;chiudere il dossier iraniano prima che Trump o un&#8217;Europa debole tentino nuovi accordi&#8221;.<br>L&#8217;obiettivo non è solo il nucleare, ma <strong>imporre una nuova egemonia militare in Medio Oriente</strong>, sfruttando il vuoto strategico lasciato dagli USA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo analisti militari, l&#8217;attacco è parte di una <strong>dottrina post-Occidente</strong>, dove Israele intende agire da potenza autonoma, <strong>senza più attendere il consenso formale di Washington o Bruxelles</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scenari futuri: tre ipotesi</strong></h3>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Escalation controllata</strong>: colpi reciproci, ma si evita la guerra totale. Cina, Russia e ONU cercano un negoziato multilaterale.</li>



<li><strong>Guerra allargata</strong>: Iran colpisce direttamente Israele, Tel Aviv risponde attaccando anche Libano e Siria. Gli USA, coinvolti loro malgrado, sono trascinati in un conflitto che non vogliono.</li>



<li><strong>Ridislocazione geopolitica</strong>: Israele si impone come unica potenza in grado di garantire &#8220;ordine&#8221;, trascinando dietro sé parte del mondo arabo. UE e USA restano <strong>spettatori impotenti</strong>, delegittimati e frammentati.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con &#8220;Rising Lion&#8221;, Israele ha oltrepassato ogni linea rossa. L&#8217;attacco non è soltanto una rappresaglia: è <strong>una dichiarazione di potenza autonoma</strong>, un messaggio lanciato a Washington, Pechino, Mosca e Riyad.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>Occidente è paralizzato</strong>: troppo diviso per reagire, troppo compromesso per condannare.<br>Il <strong>G7 a L&#8217;Aia</strong> potrebbe essere l&#8217;ultimo momento utile per una risposta politica coerente. Se fallisce, la crisi potrebbe mutare definitivamente gli equilibri mondiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se oggi cade il Medio Oriente, <strong>domani nessun ordine globale sarà più possibile senza guerra.</strong></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/13/rising-lion-la-nuova-faglia-del-medio-oriente-e-leco-globale-a-una-settimana-dal-g7/">Rising Lion: La nuova faglia del Medio Oriente e l&#8217;eco globale a una settimana dal G7</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Zelensky aperto a dimissioni per adesione NATO</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/02/23/zelensky-aperto-a-dimissioni-per-adesione-nato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 19:08:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione in Ucraina continua a evolversi rapidamente dopo 1.096 giorni di conflitto. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato la sua disponibilità a dimettersi se questo potrebbe accelerare l&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina alla NATO. Nel frattempo, la Russia ha intensificato le ostilità lanciando il più significativo attacco con droni dall&#8217;inizio della guerra. Nel corso di una [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La situazione in Ucraina continua a evolversi rapidamente dopo 1.096 giorni di conflitto. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato la sua disponibilità a dimettersi se questo potrebbe accelerare l&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina alla NATO. Nel frattempo, la Russia ha intensificato le ostilità lanciando il più significativo attacco con droni dall&#8217;inizio della guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso di una conferenza stampa, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha riaffermato il &#8220;sostegno incrollabile&#8221; dell&#8217;Unione Europea a Kiev, un sentimento condiviso dal presidente francese Emmanuel Macron e dal leader britannico Keir Starmer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contemporaneamente, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha rilanciato la notizia di una petizione contro il presidente italiano Sergio Mattarella, firmata da 10.000 cittadini italiani, senza fornire ulteriori dettagli sul contenuto della petizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esortato a un dialogo diretto tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, criticando al contempo l&#8217;azione di Macron e Starmer, che secondo lui non hanno contribuito a risolvere il conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zelensky ha invocato un accordo tra Stati Uniti e Unione Europea che possa garantire all&#8217;Ucraina una pace giusta e duratura. Parallelamente, gli Stati Uniti hanno proposto all&#8217;ONU una risoluzione che richiede una &#8220;fine rapida&#8221; del conflitto, ma la proposta non menziona l&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, Elon Musk ha smentito le voci secondo cui gli Stati Uniti avrebbero minacciato di interrompere il servizio Starlink in Ucraina se non venisse firmato un accordo sui minerali. Dall&#8217;Ucraina arrivano segnali di una ricerca attiva di alternative a Starlink, segnalando una crescente tensione sulle implicazioni tecnologiche del conflitto.</p>
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		<title>Gaza, Israele ordina l’evacuazione dal nord: allarme dell’Onu</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 14:54:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volantini dal cielo per intimare a &#8220;tutti&#8221; di lasciare Gaza City usando due strade &#8220;sicure&#8221; sono stati lanciati da aerei israeliani nel settore nord della Striscia di Gaza. Nei messaggi, l&#8217;area è definita come &#8220;zona di combattimenti pericolosa&#8221;. Le strade indicate come sicure sarebbero quelle che conducono alle località di Deir al-Balah e al-Zawaida. Dell&#8217;ordine [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Volantini dal cielo per intimare a &#8220;tutti&#8221; di lasciare Gaza City usando due strade &#8220;sicure&#8221; sono stati lanciati da aerei israeliani nel settore nord della Striscia di Gaza. Nei messaggi, l&#8217;area è definita come &#8220;zona di combattimenti pericolosa&#8221;. Le strade indicate come sicure sarebbero quelle che conducono alle località di Deir al-Balah e al-Zawaida. Dell&#8217;ordine ha riferito anche Avichay Adraee, portavoce dell&#8217;esercito israeliano, sul suo profilo del social network X in lingua araba. Allarme per l&#8217;ordine di evacuazione da Gaza City, non il primo dalla nuova fiammata del conflitto in Medio Oriente divampata il 7 ottobre, è stato espresso dalle Nazioni Unite. Nelle ultime settimane l&#8217;esercito di Israele ha condotto più incursioni in aree di Gaza dove, stando a Tel Aviv, si sarebbero ricostituite unità combattenti delle organizzazioni palestinesi Hamas e Jihad islamica. Hamas ha denunciato che le nuove offensive dell&#8217;esercito rischiano di far fallire i tentativi negoziali che mirano a un cessate il fuoco e alla liberazione degli ostaggi israeliani catturati il 7 ottobre e tuttora detenuti nella Striscia. Le trattative sono riprese proprio ieri in Qatar con una mediazione affidata a Egitto e Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/11/gaza-israele-ordina-levacuazione-dal-nord-allarme-dellonu/">Gaza, Israele ordina l’evacuazione dal nord: allarme dell’Onu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Gaza: 6 morti nel Raid di Rafah, ONU dichiarato azzerati 40 anni di sviluppo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2024 14:51:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sei persone, tra cui quattro bambini, sono le ultime vittime del conflitto in corso sulla Striscia di Gaza. Come riporta la stampa internazionale, la notte scorsa l&#8217;esercito israeliano ha bombardato un edificio a Rafah, città meridionale a ridosso della frontiera con l&#8217;Egitto, contro cui il governo di Tel Aviv intende sferrare l&#8217;offensiva finale per &#8220;neutralizzare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/03/gaza-6-morti-nel-raid-di-rafah-onu-dichiarato-azzerati-40-anni-di-sviluppo/">Gaza: 6 morti nel Raid di Rafah, ONU dichiarato azzerati 40 anni di sviluppo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sei persone, tra cui quattro bambini, sono le ultime vittime del conflitto in corso sulla Striscia di Gaza. Come riporta la stampa internazionale, la notte scorsa l&#8217;esercito israeliano ha bombardato un edificio a Rafah, città meridionale a ridosso della frontiera con l&#8217;Egitto, contro cui il governo di Tel Aviv intende sferrare l&#8217;offensiva finale per &#8220;neutralizzare le brigate di Hamas&#8221; per &#8220;riportare a casa gli ostaggi&#8221;, come ha detto il premier Benjamin Netanyahu. L&#8217;ultimo bilancio dei morti aggiorna quello diffuso ieri dalle autorità sanitarie di Gaza, secondo cui dal 7 ottobre 34.596 palestinesi hanno perso la vita, mentre il 70% delle abitazioni è stato distrutto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non vedevamo nulla di simile dal 1945&#8221;, ha detto ieri in conferenza stampa Abdallah al-Dardari, direttore dell&#8217;ufficio regionale per gli stati arabi del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp). Il dirigente ha aggiunto che sarà necessario rimuovere 37 milioni di tonnellate di detriti, 15 volte più di quelli causati dal conflitto del 2014, quando furono 2,4 milioni. &#8220;Sono stati spazzati via tutti gli investimenti nello sviluppo umano realizzati negli ultimi 40 anni&#8221;, ha denunciato al-Dardari. &#8220;Siamo quasi tornati agli anni &#8217;80&#8221;, aggiungendo che per la ricostruzione serviranno tra i 40 e i 50 miliardi di dollari. Intanto il giornalista Thomas Friedman sul New York Times scrive che sarebbero in corso colloqui tra Stati Uniti e Arabia Saudita per trovare un modo per porre fine al conflitto. I vertici di Riad si sarebbero detti disponibili a rinnovare i rapporti diplomatici con Israele, se il governo di Tel Aviv acconsentirà ad alcune condizioni: favorire la creazione di uno Stato di Palestina in Cisgiordania e Gaza entro al massimo cinque anni, ritirando le forze di sicurezza e congelando la costruzione di insediamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Friedman conclude osservando che difficilmente l&#8217;esecutivo guidato da Netanyahu accetterà, dal momento che i suoi esponenti hanno messo al centro della politica di governo il sostegno ai coloni e la costruzione di nuovi insediamenti. Intanto, si attende ancora la risposta dei leader di Hamas rispetto alla proposta negoziale presentata da Israele. Ieri il capo del movimento, Ismail Haniyeh, ne ha discusso in due telefonate distinte con i rappresentanti di Egitto e Qatar &#8211; mediatori dell&#8217;intesa &#8211; sostenendo che l&#8217;attuale proposta sarebbe &#8220;più positiva&#8221;, e che presto si recherà in Egitto per ulteriori incontri. L&#8217;obiettivo è raggiungere il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia, che subisce l&#8217;operazione militare dal 7 ottobre, giorno in cui miliziani legati ad Hamas hanno attaccato aree nel sud di Israele, uccidendo circa 1200 persone e prendendone 240 in ostaggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/03/gaza-6-morti-nel-raid-di-rafah-onu-dichiarato-azzerati-40-anni-di-sviluppo/">Gaza: 6 morti nel Raid di Rafah, ONU dichiarato azzerati 40 anni di sviluppo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>ONU chiede indagine internazionale sulle fosse comuni a Gaza e condanna la distruzione degli ospedali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/04/23/onu-chiede-indagine-internazionale-sulle-fosse-comuni-a-gaza-e-condanna-la-distruzione-degli-ospedali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 14:32:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso forte preoccupazione riguardo le recenti scoperte di fosse comuni nei principali ospedali nella Striscia di Gaza e ha condannato con fermezza la distruzione degli ospedali Shifa di Gaza e del complesso medico Nasser di Khan Yunis. In risposta a questi gravi episodi, l&#8217;Alto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/23/onu-chiede-indagine-internazionale-sulle-fosse-comuni-a-gaza-e-condanna-la-distruzione-degli-ospedali/">ONU chiede indagine internazionale sulle fosse comuni a Gaza e condanna la distruzione degli ospedali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso forte preoccupazione riguardo le recenti scoperte di fosse comuni nei principali ospedali nella Striscia di Gaza e ha condannato con fermezza la distruzione degli ospedali Shifa di Gaza e del complesso medico Nasser di Khan Yunis. In risposta a questi gravi episodi, l&#8217;Alto Commissario Volker Türk ha sollecitato l&#8217;avvio di &#8220;indagini indipendenti, efficaci e trasparenti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo comunicato stampa, Türk ha evidenziato la drammaticità della situazione e l&#8217;urgenza di affrontare il &#8220;clima prevalente di impunità&#8221; che sembra aver permesso tali devastazioni senza conseguenze immediate. La richiesta dell&#8217;ONU per un&#8217;indagine internazionale mira a garantire che i fatti vengano chiariti e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni, in linea con i principi di giustizia internazionale e diritti umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa mossa dell&#8217;ONU sottolinea l&#8217;importanza del rispetto delle leggi internazionali e dei diritti umani anche nei contesti di conflitto, riaffermando il ruolo delle Nazioni Unite nel monitorare e promuovere l&#8217;osservanza di tali norme a livello globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/23/onu-chiede-indagine-internazionale-sulle-fosse-comuni-a-gaza-e-condanna-la-distruzione-degli-ospedali/">ONU chiede indagine internazionale sulle fosse comuni a Gaza e condanna la distruzione degli ospedali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>MO. Gaza, USA bloccano risoluzione Onu per cessate il fuoco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 07:04:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Stati Uniti hanno bloccato l&#8217;approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu di una risoluzione che chiedeva &#8220;un cessate il fuoco umanitario immediato&#8221; nella Striscia di Gaza. Al Palazzo di vetro di New York in favore del testo si sono espressi 13 Stati membri su 15 dell&#8217;organismo. Washington ha bloccato la proposta, avanzata dagli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/08/mo-gaza-usa-bloccano-risoluzione-onu-per-cessate-il-fuoco/">MO. Gaza, USA bloccano risoluzione Onu per cessate il fuoco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti hanno bloccato l&#8217;approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu di una risoluzione che chiedeva &#8220;un cessate il fuoco umanitario immediato&#8221; nella Striscia di Gaza. Al Palazzo di vetro di New York in favore del testo si sono espressi 13 Stati membri su 15 dell&#8217;organismo. Washington ha bloccato la proposta, avanzata dagli Emirati Arabi Uniti, esercitando il proprio diritto di veto. La Gran Bretagna, un altro Paese membro permanente del Consiglio che può impedire l&#8217;approvazione delle risoluzioni, si è astenuta. In oltre due mesi di raid e incursioni dell&#8217;esercito di Israele, seguiti agli assalti dei commando di Hamas del 7 ottobre, a Gaza sono state uccise oltre 16mila persone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/08/mo-gaza-usa-bloccano-risoluzione-onu-per-cessate-il-fuoco/">MO. Gaza, USA bloccano risoluzione Onu per cessate il fuoco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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