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	<title>ordine Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus. Consigli per ordinare guardaroba ai tempi di #iorestoacasa</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2020 18:42:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli eventi che ci vedono protagonisti in questi giorni ci invitano a passare piu&#8217; tempo a casa. Quale occasione migliore per mettere mano al proprio guardaroba e lavorare sulla nostra immagine con divertimento e creativita&#8217;? Con la primavera alle porte quest&#8217;attivita&#8217; di riordino e di &#8216;self-image consultation&#8217; potrebbe rivelarsi molto piu&#8217; interessante di quello che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli eventi che ci vedono protagonisti in questi giorni ci invitano a passare piu&#8217; tempo a casa. Quale occasione migliore per mettere mano al proprio guardaroba e lavorare sulla nostra immagine con divertimento e creativita&#8217;? Con la primavera alle porte quest&#8217;attivita&#8217; di riordino e di &#8216;self-image consultation&#8217; potrebbe rivelarsi molto piu&#8217; interessante di quello che sembra per diversi motivi: &#8211; Chiarisce cosa ci piace e cosa non ci piace del nostro guardaroba esistente e ci aiuta a definire il proprio stile &#8211; Permette di ottimizzare il nostro armadio evitando errori su acquisti futuri perche&#8217; non necessari e non in linea con l&#8217;immagine che vogliamo trasmettere &#8211; Elimina il sentimento di &#8216;senso di colpa&#8217; ogni volta si notano capi ed accessori mai o raramente indossati ancora presenti &#8211; Si risparmia tempo e fatica nella ricerca di outfits primaverili ed estivi da indossare fino a settembre-ottobre &#8211; Se l&#8217;impresa potrebbe sembrare teutonica in realta&#8217; e&#8217; molto piu&#8217; veloce e facile di quello sembra, basta organizzarsi. Di seguito qualche consiglio per farlo al meglio: 1. Sistemare le sedie presenti nella propria stanza una vicina all&#8217;altra perche&#8217; serviranno per posare i capi 2. Ricoprire il letto con un lenzuolo bianco (nel caso in cui le tue lenzuola siano fantasia o di diversi colori) per creare uno sfondo neutro dove poter in seguito appoggiare gli outfits 3. Sistemare uno specchio lungo vicino all&#8217;armadio 4. Caricare il proprio smartphone e prendere dei post-it su cui poter scrivere 5. Collezionare tutte le buste di plastica e shopping bag che si hanno in casa di diversa misura e grandezza 6. Organizzarsi con musica di sottofondo, drinks e snacks per farci compagnia.<br />
Una volta che il necessario e&#8217; stato sistemato inizia il divertimento. Esistono diverse tecniche di self-image work, tra cui quello sistematizzato dall&#8217;americana Judith Rasband, amministratrice delegata di Conselle Corporation, che vale la pena menzionare perche&#8217; efficiente e logico. Secondo l&#8217;autrice il primo passo da fare e&#8217; aprire l&#8217;armadio e tutti i cassetti, accessori e make-up inclusi cosi&#8217; da avere una panoramica del contenuto e porsi delle domande come se fossimo detective appena entrati in una scena del crimine. Che cosa deduciamo della persona che possiede tali capi di abbigliamento? 1. Che tipi di tessuti preferisce e possiede? Ha una preferenza nello stile o un colore ricorrente? 2. Come tiene i capi? In ordine, disordine, stirati, spiegazzati, etc. 3. Possiede quante magliette rispetto alle camicie? Pantaloni rispetto alle gonne? Molte cravatte o forse e&#8217; piu&#8217; una persona da polo e felpa? 4. Che tipo di accessori possiede? Tanti, pochi, vistosi? Una volta annotate le proprie deduzioni, domandiamoci: &#8220;Questi capi riflettono chi sono oggi, chi voglio diventare e la persona che voglio che gli altri vedano?&#8221; Non dimentichiamoci che un lavoro di immagine e stile deve essere armonico e in linea con i propri sogni, ambizioni e personalita&#8217;. La seconda fase del &#8216;self-image consultation&#8217; e&#8217; l&#8217;azione. Judith propone di raggruppare i capi d&#8217;abbigliamento in 3 gruppi: 1. Gruppo 1 &#8211; Capi ed accessori che si amano, ci piacciono e che indossiamo piu&#8217; spesso. 2. Gruppo 2 &#8211; Capi ed accessori che non amiamo particolarmente ma che indossiamo comunque perche&#8217; li possediamo e al momento e&#8217; cio&#8217; che abbiamo nell&#8217;armadio. In questo gruppo va incluso anche il make-up 3. Gruppo 3 &#8211; Capi ed accessori che non indossiamo mai, indipendentemente se ci piacciono o no Nella scelta di raggruppare domandiamoci sempre perche&#8217; abbiamo inserito quel capo nel gruppo 1,2 o 3. Sapere la risposta ci aiutera&#8217; a conoscere i propri gusti e preferenze reali. Non sorprendiamoci nello scoprire che ci possono piacere anche capi di stile completamente opposto al nostro e domandiamoci perche&#8217; ci piacciono entrambi e cosa hanno in comune. Ancora piu&#8217; interessante e&#8217; annotare quali tratti della personalita&#8217;, stile e modi di essere rappresenta ciascun capo o nel caso del gruppo 2 e 3 perche&#8217; non ci piacciono piu&#8217;. Annotiamo tutto su un foglio di carta.<br />
Non aspettiamoci di conoscere tutte le risposte subito. È un processo che richiede pazienza ma che ci aiuta a scoprire chi vogliamo essere realmente e come apparire. I capi di 3 e 4 anni fa che ancora ci piacciono sono ancora appropriati per la persona che siamo diventata oggi? Una volta completato il lavoro per tutti i gruppi, sarete pronti a lasciare andare i capi non piu&#8217; in linea con la propria personalita&#8217; e li potrete ripiegare nelle buste a cui metterete l&#8217;etichetta: &#8216;via&#8217;. Cosa fare con questi vestiti? Si possono vendere e guadagnarci una discreta somma, riutilizzarli per lavori domestici o darli in beneficienza. Ora l&#8217;attenzione puo&#8217; essere rivolta al gruppo di vestiti che si vogliono tenere. Incominciate ad analizzarli e a capire se avete un guardaroba in linea con il vostro ruolo lavorativo e con lo stile di vita. Incominciate a creare delle combinazioni di outfits sul letto, scattando delle foto di quelli che vi piacciono cosi&#8217; da poterle ricordare in seguito. Questo lavoro di combinazioni vi aiutera&#8217; a capire se vi mancano delle camicie, pantaloni, gonne, cravatte o accessori e su quali colori e materiali puntare. Vi aiutera&#8217; a sviluppare nuove idee di stile e sperimentare nuovi outfits. Essere consapevoli di cio&#8217; che si ha significa essere consapevoli di cio&#8217; che si e&#8217;.</p>
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		<title>Anche ai poliziotti piace poco la compagna Polverini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 08:00:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/polverini2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1795" title="polverini2" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/polverini2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2010/01/polverini2-200x300.jpg 200w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2010/01/polverini2.jpg 300w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>La scarsa presenza dell’Ugl nelle fabbriche, solo il 2,4 per cento secondo i dati Federmeccanica, si può giustificare con la storica preponderanza di Cgil, Cisl e Uil e forse con un orientamento politico degli operai che ancora penalizza i sindacati di destra, seppur negli ultimi anni ha preso corpo l’immagine del metalmeccanico che vota Lega o Pdl.<span id="more-1794"></span>Invece è meno giustificabile per la Polverini la labile presa della sua organizzazione in un settore che dovrebbe essere politicamente più sensibile a posizioni di destra: quello della sicurezza.<br />
L’Ugl infatti fa fatica a farsi strada anche fra i poliziotti, piazzandosi nel gruppone dei sindacati meno rappresentativi, ben lontana da quelli con più iscritti. Quindi dopo dipendenti pubblici, pensionati e operai, ora anche le forze dell’ordine: a tutti la Polverini piace poco, o comunque molto meno di quello che si poteva pensare, almeno stando alla numerose apparizioni televisive e alla presenza nelle vertenze sindacali che contano.<br />
I dati sulla rappresentatività delle diverse sigle sindacali nel comparto della sicurezza si trovano in una circolare del Dipartimento della pubblica sicurezza, che riporta un censimento aggiornato al 31 dicembre 2008. Ebbene, l’Ugl Polizia si piazza al quinto posto, con i suoi 7.829 iscritti. A precederla, e di gran lunga, le due sigle più pesanti fra gli agenti e cioè il Siulp (27.646 tessere) e il Sap, il sindacato autonomo di polizia, con una platea di 19.728 poliziotti. Ma davanti all’Ugl si piazzano anche il Siap (10.300 tessere) e il Silp-Cgil, che ne ha 9.403. Per capire meglio la forza del sindacato della Polverini basta poi calcolarne la percentuale. Su un totale di 95mila agenti circa, l’Ugl vale all’incirca l’8 per cento. E peggio le cose sono andate nell’anno appena trascorso. Dati ufficiali ancora non ce ne sono, quelli ufficiosi però sì. Secondo le prime stime che circolano al Viminale, il sindacato di via Margutta avrebbe perso più di un centinaio di iscritti da un anno all’altro, attestandosi attorno alle 7.700 unità. Un viatico che certamente non fa piacere ai suoi dirigenti, visto che un’altra particolarità di Ugl Polizia è quella di essere nata da poco. Con precisione il 3 aprile 2009, a Perugia, con il congresso fondativo, presenziato dalla Polverini e dal capo della polizia Manganelli. Non nasce dal nulla però, bensì dall’integrazione di tre piccoli sindacati (orientati a destra) che si sono messi assieme per contare di più. Si tratta di Rinnovamento sindacale, Sodipo e Lisipo, già riuniti in una federazione negli ultimi anni.<br />
Insomma, anche nel comparto sicurezza la Polverini non è riuscita a fare miracoli, come testimonia l’esigenza di aggregare più organizzazioni per aumentare la soglia di rappresentanza. E a poco vale la difesa d’ufficio che il giornale finiano, il Secolo d’Italia, ieri ne faceva addirittura a pagina tre. Il titolo riassume il senso dell’articolo: «Europa guida la campagna del discredito». Un “discredito” che tuttavia si basa su dati certificati.</p>
<p style="text-align: right;">Gianni Del Vecchio</p>
<h6 style="text-align: right;">Europa Quotidiano</h6>
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		<title>San Silvestro: salteranno in aria 80 milioni di tappi. Importante anche raccoglierli</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 14:06:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo le prime stime della Cia, la notte dell’ultimo dell’anno i consumi di spumante e prosecco saliranno dello 0,5 per cento rispetto all’anno scorso, sfiorando quota 60 milioni di litri. Un appello per non disperdere i tappi nell’ambiente e anzi conservarli per il riciclo. Gli italiani si apprestano al rituale brindisi di San Silvestro. Verranno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2009/12/28/san-silvestro-salteranno-in-aria-80-milioni-di-tappi-importante-anche-raccoglierli/">San Silvestro: salteranno in aria 80 milioni di tappi. Importante anche raccoglierli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2009/12/spumante.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1043" title="spumante" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2009/12/spumante.jpg" alt="" width="145" height="115" /></a>Secondo le prime stime della Cia, la notte dell’ultimo dell’anno i consumi di spumante e prosecco saliranno dello 0,5 per cento rispetto all’anno scorso, sfiorando quota 60 milioni di litri. Un appello per non disperdere i tappi nell’ambiente e anzi conservarli per il riciclo. <span id="more-1042"></span></em>Gli italiani si apprestano al rituale brindisi di San Silvestro. Verranno stappate circa 80 milioni di bottiglie, tra spumanti, prosecchi e champagne. Consumi, quindi, sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con un leggerissimo incremento nell’ordine dello 0,5 per cento. Queste le prime stime della Cia-Confederazione italiana agricoltori che lancia anche un appello ai consumatori affinché vengano recuperati i tappi delle bottiglie, rispettando l’ambiente.</p>
<p>Infatti -spiega la Cia- i tappi di sughero utilizzati per le bottiglie pur non potendo essere riutilizzati per il medesimo scopo, possono essere riciclati e trovare nuovi impieghi. Con un minimo di accortezza -prosegue la Cia- circa 3 tonnellate di sughero, invece di diventare “indecorosi tappeti di immondizia stradale” possono essere reinseriti nei cicli produttivi senza gravare sul patrimonio ambientale.</p>
<p>In alcune realtà del Paese -segnala la Cia- sono attivi raccoglitori specifici per il sughero e comunque è importante differenziare i tappi dall’altra spazzatura. Anche questo ultimo dell’anno -continua la Cia- verrà, quindi, salutato e bagnato con complessivi 60 milioni di prodotto versato nei calici, con una preferenza dello spumante rispetto allo champagne e con il prosecco che prosegue nel suo trend positivo. La Cia oltre a raccomandarsi con i consumatori per il rispetto dell’ambiente, invita ad un consumo sano e responsabile degli alcolici, anche nella notte di San Silvestro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2009/12/28/san-silvestro-salteranno-in-aria-80-milioni-di-tappi-importante-anche-raccoglierli/">San Silvestro: salteranno in aria 80 milioni di tappi. Importante anche raccoglierli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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