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		<title>Sanità. Tumore al seno: ricerca svela nuovi strumenti di contrasto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 19:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cellule del cancro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Esiste all&#8217;interno delle cellule del cancro della mammella un interruttore molecolare: la proteina DOT1L. Questa, agendo sul genoma, e&#8217; in grado di controllare la crescita delle cellule malate. La sua inibizione con farmaci specifici, in particolare il farmaco pinometostat/EPZ-5676, in studio clinico per il trattamento di alcune forme di leucemia, e&#8217; in grado di ridurre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Esiste all&#8217;interno delle cellule del cancro della mammella un interruttore molecolare: la proteina DOT1L. Questa, agendo sul genoma, e&#8217; in grado di controllare la crescita delle cellule malate. La sua inibizione con farmaci specifici, in particolare il farmaco pinometostat/EPZ-5676, in studio clinico per il trattamento di alcune forme di leucemia, e&#8217; in grado di ridurre la crescita tumorale e indurre la morte delle cellule cancerose, in particolare quelle dei tumori resistenti all&#8217;endocrino-terapia&#8221;. Sono questi, in sintesi, i risultati di uno studio pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista Science Advances dove si evidenzia la scoperta &#8220;di un efficace bersaglio molecolare per la terapia personalizzata di queste gravi forme di cancro&#8221;. Il gruppo di ricerca internazionale che ha condotto lo studio, sostenuto anche dall&#8217;Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e dal progetto regionale &#8216;La Campania lotta contro il Cancro&#8217;, e&#8217; stato coordinato dal professor Alessandro Weisz e condotto dai dottori Giovanni Nassa e Giorgio Giurato del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria &#8216;Scuola Medica Salernitana&#8217; dell&#8217;Universita&#8217; di Salerno, in collaborazione con ricercatori delle Universita&#8217; di Catanzaro, Helsinki, Turku e Oslo, del Cnr-Itb di Milano e della start-up biotech Genomix4Life. Il risultato assume particolare importanza perche&#8217;, come si legge in una nota dell&#8217;Universita&#8217; di Salerno, &#8220;il tumore della mammella colpisce circa una donna su 8 ed e&#8217; una delle patologie piu&#8217; frequenti del genere femminile. Negli ultimi anni i progressi sui meccanismi di insorgenza e dell&#8217;andamento clinico di questa malattia hanno portato allo sviluppo di terapie efficaci per il trattamento, la piu&#8217; utilizzata delle quali si basa sull&#8217;impiego di antagonisti degli ormoni estrogeni (endocrino- terapia). Benche&#8217; nella maggior parte dei casi queste terapie portino a risultati molto positivi, in una frazione delle pazienti la malattia sviluppa resistenza al trattamento, dopo un intervallo di tempo piu&#8217; o meno lungo, con ricomparsa del tumore che puo&#8217; spesso risultare particolarmente aggressivo. Molta attenzione e&#8217; dedicata oggi dalla ricerca sul tumore della mammella, alla comprensione di questo comportamento della malattia e alla messa a punto di nuovi farmaci utili per contrastarla&#8221;.</p>
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