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	<title>ozono Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Smog. Abruzzo, su qualità dell&#8217;aria livello ozono in linea con altre Regioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 17:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono positivi i dati sulla qualità dell&#8217;aria che emergono dalla relazione preliminare diffusa dall&#8217;Agenzia regionale abruzzese per la tutela dell&#8217;ambiente (Arta). I valori mostrano concentrazioni medie al di sotto dei limiti di legge per quasi tutti gli inquinanti. Più alti, invece, in alcune zone della provincia di Pescara e Chieti, i valori di ozono, componente [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono positivi i dati sulla qualità dell&#8217;aria che emergono dalla relazione preliminare diffusa dall&#8217;Agenzia regionale abruzzese per la tutela dell&#8217;ambiente (Arta). I valori mostrano concentrazioni medie al di sotto dei limiti di legge per quasi tutti gli inquinanti. Più alti, invece, in alcune zone della provincia di Pescara e Chieti, i valori di ozono, componente gassoso che si forma in atmosfera a seguito di reazioni chimiche in presenza di forte irraggiamento solare. Per questo inquinante non si sono avuti superamenti del valore di 180 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) individuato come valore soglia di informazione, ovvero livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana. Nel contempo, però, sono stati frequenti i superamenti nel periodo estivo del valore di 120 µg/m3, (indicato come &#8216;valore obiettivo&#8217; e calcolato sulla media dei tre anni), analogamente a quanto accaduto in buona parte del territorio nazionale. &#8220;Lo stato della qualità dell&#8217;aria nella nostra regione- commenta il vice presidente della Regione Abruzzo con delega all&#8217;Ambiente Emanuele Imprudente- non desta preoccupazione tanto nelle zone a maggiore pressione antropica, quanto nell&#8217;agglomerato Chieti-Pescara che conta oltre 280mila abitanti. Tramite l&#8217;Agenzia per la tutela dell&#8217;ambiente, la Regione si impegnerà a disporre monitoraggi sempre più accurati su questa specifica matrice ambientale rendendo sempre più capillare il controllo della qualità dell&#8217;aria che respiriamo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I livelli delle polveri sottili (Pm10) &#8211; emerge dalla relazione preliminare diffusa dall&#8217;Agenzia regionale per la tutela dell&#8217;ambiente (Arta) -, per tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno passato, non hanno mai raggiunto il valore di 40 µg/m3, limite imposto dalla norma. Stesso trend positivo per quanto concerne il numero massimo di superamenti annui previsti dalla legge: in nessuna delle 16 stazioni di misurazione gestite da Arta Abruzzo, infatti, è stato superato il valore limite giornaliero di PM10 (50 µg/m3) per oltre 35 giorni. Dato, dunque, in linea con i valori dell&#8217;anno precedente e in lieve miglioramento in alcune province abruzzesi. Dalla lettura del dato emerge che i valori più elevati, comunque al di sotto dei limiti consentiti, sono stati raggiunti nelle centraline dell&#8217;agglomerato urbano che include i sei Comuni di Chieti, Pescara, Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla al mare. Valori più bassi sono stati invece registrati nella province di Teramo e L&#8217;Aquila. &#8220;Le politiche ambientali adottate sin qui dalla Regione Abruzzo, d&#8217;intesa con tutti gli enti competenti in materia- spiega Nicola Campitelli, assessore regionale che detiene l&#8217;altra parte della delega all&#8217;Ambiente- si stanno rivelando estremamente efficaci. Puntiamo a ridurre ulteriormente le emissioni nell&#8217;agglomerato Pescara &#8211; Chieti e a mantenere sotto controllo la qualità dell&#8217;aria dell&#8217;intera regione, proseguendo sulla via dello sviluppo sostenibile attraverso una concreta pianificazione integrata energetico-ambientale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla relazione Arta emerge, inoltre, che i livelli annuali di Pm 2,5, ovvero del cosiddetto particolato fine, sono risultati inferiori al valore obiettivo di 25 µg/m3 su tutto il territorio regionale; anche per questo inquinante, le centraline ubicate nell&#8217;agglomerato Chieti-Pescara evidenziano valori più alti rispetto alla zona caratterizzata &#8220;a maggiore pressione antropica&#8221; che ricomprende anche i comuni dell&#8217;Aquila e di Teramo. Entro i limiti anche le concentrazioni medie di Biossido di Azoto (40 µg/m3), inquinante legato al traffico veicolare, i cui valori sono risultati ovviamente più elevati nei centri abitati delle principali città ed in particolare a Teramo. Non destano alcuna preoccupazione, infine, i valori di benzene, monossido di carbonio e anidride solforosa, che sono estremamente bassi su tutto il territorio nazionale.</p>
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		<title>Inquinamento. Copernicus: Riduzione record ozono su Artico, torna &#8220;buco&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/07/inquinamento-copernicus-riduzione-record-ozono-su-artico-torna-buco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 17:06:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Antartico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il servizio Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) riferisce che le colonne di ozono su gran parte dell&#8217;Artico hanno raggiunto valori bassi da record, causando la formazione di un &#8216;buco&#8217; nello strato che protegge la Terra dai raggi ultravioletti nocivi provenienti dal sole. Mentre il buco nell&#8217;ozono antartico si forma ogni anno durante la primavera australe, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/07/inquinamento-copernicus-riduzione-record-ozono-su-artico-torna-buco/">Inquinamento. Copernicus: Riduzione record ozono su Artico, torna &#8220;buco&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) riferisce che le colonne di ozono su gran parte dell&#8217;Artico hanno raggiunto valori bassi da record, causando la formazione di un &#8216;buco&#8217; nello strato che protegge la Terra dai raggi ultravioletti nocivi provenienti dal sole. Mentre il buco nell&#8217;ozono antartico si forma ogni anno durante la primavera australe, l&#8217;ultima volta che si e&#8217; verificata una diminuzione di ozono chimico altrettanto forte sull&#8217;Artico e&#8217; stata durante la primavera boreale 2011, e gli scienziati del CAMS prevedono che l&#8217;esaurimento dell&#8217;ozono nell&#8217;Artico nel 2020 sara&#8217; ancora piu&#8217; forte.<br />
Il monitoraggio del buco dell&#8217;ozono e&#8217; importante poiche&#8217; lo strato di ozono stratosferico funge da scudo, proteggendo tutta la vita sulla Terra da radiazioni ultraviolette potenzialmente dannose. CAMS ha seguito da vicino l&#8217;insolita attivita&#8217; nello strato di ozono che si sta verificando in gran parte dell&#8217;Artico questa primavera e i suoi risultati mostrano che la maggior parte dell&#8217;ozono nello strato tra 80 e 50 ettopascal (hPa), a circa 18 chilometri di altitudine, e&#8217; stata esaurita.<br />
Mentre ogni anno si sviluppa un buco nell&#8217;ozono sull&#8217;Antartico durante la primavera australe, i buchi di ozono nell&#8217;Artico sono rari, poiche&#8217; le condizioni necessarie per una tale riduzione dell&#8217;ozono non si trovano normalmente nell&#8217;emisfero settentrionale. La stratosfera artica di solito e&#8217; meno isolata rispetto alla sua controparte antartica, perche&#8217; la presenza di masse terrestri e catene montuose ad alte latitudini nell&#8217;emisfero settentrionale disturba gli schemi meteorologici, rendendo il vortice polare piu&#8217; debole e perturbato.</p>
<p>Mentre ogni anno si sviluppa un buco nell&#8217;ozono sopra l&#8217;Antartico durante la primavera australe, i buchi di ozono nell&#8217;Artico sono rari, avverte CAMS, poiche&#8217; le condizioni necessarie per un tale esaurimento dell&#8217;ozono non si trovano normalmente nell&#8217;emisfero settentrionale. La stratosfera artica di solito e&#8217; meno isolata rispetto alla sua controparte antartica, perche&#8217; la presenza di masse terrestri e catene montuose ad alte latitudini nell&#8217;emisfero settentrionale disturba gli schemi meteorologici, rendendo il vortice polare piu&#8217; debole e perturbato. &#8220;Le nostre previsioni suggeriscono che le temperature hanno iniziato ad aumentare nel vortice polare&#8221;, commenta Vincent-Henri Peuch, direttore del servizio di monitoraggio dell&#8217;atmosfera di Copernicus. &#8220;Cio&#8217; significa che la diminuzione dell&#8217;ozono rallentera&#8217; e alla fine si fermera&#8217;- dice Peuch- poiche&#8217; l&#8217;aria polare si mescolera&#8217; con aria ricca di ozono da latitudini piu&#8217; basse. CAMS continuera&#8217; a monitorare l&#8217;evoluzione del buco nell&#8217;ozono artico nelle prossime settimane. È molto importante mantenere gli sforzi internazionali per monitorare nel tempo gli eventi del buco dell&#8217;ozono e lo strato di ozono&#8221;. Come si forma il &#8216;buco&#8217;? Le sostanze contenenti cloro e bromo si accumulano nel vortice polare dove rimangono chimicamente inattive nell&#8217;oscurita&#8217;. Le temperature nel vortice possono scendere al di sotto di -78 gradi Celsius e possono formarsi cristalli di ghiaccio nelle nuvole stratosferiche polari, che svolgono un ruolo importante nelle reazioni chimiche. Mentre il sole sorge sopra il polo, l&#8217;energia del sole rilascia cloro chimicamente attivo e atomi di bromo nel vortice che distruggono rapidamente le molecole di ozono, causando la formazione del buco. CAMS sta contribuendo agli sforzi internazionali per preservare lo strato di ozono monitorando e fornendo continuamente dati di alta qualita&#8217; sul suo stato attuale, come riportare il piu&#8217; piccolo buco nell&#8217;ozono antartico in 35 anni lo scorso novembre. Le misurazioni dai satelliti sono combinate con i modelli computerizzati dell&#8217;atmosfera in modo simile alle previsioni meteorologiche. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/07/inquinamento-copernicus-riduzione-record-ozono-su-artico-torna-buco/">Inquinamento. Copernicus: Riduzione record ozono su Artico, torna &#8220;buco&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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