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	<title>padova Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Padova candidata a capitale italiana dell&#8217;arte contemporanea 2028</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[capitale italiana dell'arte contemporanea 2028]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;La città di Padova ha presentato ufficialmente al Ministero della Cultura la propria candidatura a Capitale italiana dell&#8217;arte contemporanea 2028. Il riconoscimento, istituito con il decreto ministeriale n. 117 del marzo 2024, rappresenta una delle iniziative di eccellenza nell&#8217;ambito delle politiche di valorizzazione promosse dal MiC. La prima città a essersi vista riconoscere il titolo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;La città di Padova ha presentato ufficialmente al Ministero della Cultura la propria candidatura a Capitale italiana dell&#8217;arte contemporanea 2028. Il riconoscimento, istituito con il decreto ministeriale n. 117 del marzo 2024, rappresenta una delle iniziative di eccellenza nell&#8217;ambito delle politiche di valorizzazione promosse dal MiC. La prima città a essersi vista riconoscere il titolo è stata Gibellina, in carica quest&#8217;anno, mentre per il 2027 la città designata è Alba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La candidatura di Padova, presentata formalmente dall&#8217;Amministrazione Comunale secondo quanto previsto dal bando ministeriale, nasce da un ampio percorso partecipato che ha coinvolto istituzioni, organizzazioni, comunità, cittadini, professionisti e numerose realtà del territorio. Un progetto condiviso che riconosce nell&#8217;arte contemporanea uno strumento di conoscenza, confronto e costruzione del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla regia del Comune di Padova, con il patrocinio della Regione Veneto, si affiancano la collaborazione strategica dell&#8217;Università di Padova, della Diocesi di Padova e delle tre fondazioni private operanti in città – Fondazione Alberto Peruzzo, Fondazione Chiara e Francesco Carraro e Fondazione Bano – e il coinvolgimento di numerose realtà del terzo settore, associazioni, cooperative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ruolo particolarmente rilevante è inoltre svolto dalle organizzazioni del mondo economico, produttivo e turistico padovano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il titolo della candidatura è <em>Ancora imparo. Esercizi di dissidenza</em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Padova Capitale italiana dell&#8217;arte contemporanea 2028 nasce dall&#8217;idea che la città possieda, nella propria storia, un&#8217;identità naturalmente contemporanea: una vocazione alla libertà di pensiero, alla sperimentazione, alla messa in discussione dei paradigmi consolidati e alla ricerca scientifica e artistica come strumenti di innovazione e trasformazione civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La candidatura intende valorizzare Padova non soltanto come città d&#8217;arte, universitaria e scientifica, ma anche come laboratorio interdisciplinare europeo nel quale arte contemporanea, ricerca, innovazione, formazione e spazio pubblico possano dialogare per generare nuove forme di conoscenza, partecipazione e sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli obiettivi strategici della candidatura figurano la rigenerazione e l&#8217;attivazione di nuovi spazi per il contemporaneo, l&#8217;ampliamento dell&#8217;accesso alla cultura, il coinvolgimento delle giovani generazioni attraverso programmi educativi, di formazione, ricerca e produzione culturale, il rafforzamento delle reti tra istituzioni pubbliche e private, la cooperazione internazionale e la costruzione di un&#8217;eredità culturale stabile e misurabile nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva la candidatura assume l&#8217;arte contemporanea non come settore specialistico, ma come strumento capace di mettere in relazione saperi, comunità, luoghi e processi di trasformazione urbana, sociale e culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La struttura della candidatura e del programma nasce da un&#8217;approfondita analisi della città contemporanea: dei cambiamenti in atto, delle infrastrutture culturali in corso di realizzazione, delle energie creative già presenti, della distribuzione demografica dei quartieri, delle reti sociali e associative e delle dinamiche di sviluppo che stanno ridefinendo la geografia urbana di Padova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2028 non rappresenta un punto di partenza, ma il momento in cui processi già in essere potranno trovare una sintesi e una nuova capacità di sviluppo. La candidatura intercetta infatti una fase particolarmente significativa per la città, caratterizzata dall&#8217;attivazione di nuovi spazi culturali, dalla crescita di progettualità diffuse e dalla progressiva ridefinizione del rapporto tra centro storico e quartieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Padova 2028 intende infatti riconoscere, valorizzare e mettere in relazione risorse, competenze, progettualità e infrastrutture che la città ha già sviluppato negli ultimi anni, trasformandole in una piattaforma condivisa di crescita culturale, ricerca e innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata dedicata all&#8217;individuazione di nuove centralità urbane e culturali, in una prospettiva policentrica che identifica il valore strategico di quartieri ad alta densità e ricchezza sociale e culturale, come l&#8217;Arcella, insieme ad altri contesti della città chiamati a svolgere un ruolo sempre più rilevante nei processi di produzione culturale, partecipazione e trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto prende avvio dalla lunga tradizione patavina di libertà di pensiero. Qui, nel 1222, un gruppo di docenti e studenti fondò l&#8217;Università perché Padova garantiva la libertà di studio e di ricerca. Nel corso dei secoli, la città e il suo Ateneo hanno dato voce a personalità molto diverse tra loro, accomunate dalla capacità di innovare e di mettere in discussione le conoscenze del proprio tempo: da Pietro d&#8217;Abano a Galileo Galilei, da Andrea Vesalio a Elena Cornaro Piscopia, da Giotto a Mantegna, fino al Gruppo N e a Maurizio Cattelan, oggi componente della Direzione Artistica del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire da queste figure e da queste storie, la candidatura propone <strong>Padova </strong>come <strong>città della dissidenza creativa</strong>: una città capace di produrre nuovi linguaggi, mettere in discussione le forme consolidate della conoscenza e trasformare il confronto tra saperi diversi in una risorsa per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Anchora inparo&#8221;</strong> è la celebre espressione attribuita a Michelangelo, ripresa da Goya e successivamente scelta da Gio Ponti per la Scala del Sapere di Palazzo Bo, sede storica dell&#8217;Università di Padova. Il significato della frase è semplice e profondo: rimanere aperti all&#8217;ascolto, allo studio e alla possibilità di continuare a imparare. È proprio questa attitudine che Padova intende riaffermare attraverso la propria candidatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Direzione Artistica e il Comitato Scientifico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo molti anni trascorsi lontano dalla città in cui è nato, <strong>Maurizio Cattelan</strong> torna a confrontarsi direttamente con Padova attraverso questo progetto. La sua carriera si è sviluppata prevalentemente altrove – tra Bologna nei primi anni Novanta, poi Milano, New York e i principali contesti internazionali dell&#8217;arte contemporanea – ma negli ultimi tempi l&#8217;artista ha riscoperto una città profondamente cambiata, attraversata da nuove energie culturali, sociali e progettuali. La capacità di innovazione, di pensiero libero e di sperimentazione che caratterizza Padova non rappresenta soltanto uno dei temi della candidatura, ma anche una delle ragioni che hanno motivato il suo coinvolgimento nella costruzione del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Direzione Artistica di Padova 2028 raccorda tre figure che hanno già collaborato in diverse occasioni e che, pur provenendo da esperienze differenti, condividono un&#8217;attenzione comune per la ricerca, la sperimentazione e la capacità dell&#8217;arte di attivare nuove forme di relazione tra persone, luoghi e saperi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A guidare il progetto saranno <strong>Maurizio Cattelan</strong>, artista padovano riconosciuto a livello globale per una ricerca fondata sulla messa in discussione dei codici, delle gerarchie e delle narrazioni consolidate; <strong>Marta Papini</strong>, curatrice che ha sviluppato una pratica profondamente radicata nei territori e nelle comunità, con particolare attenzione all&#8217;arte pubblica, ai processi partecipativi e agli spazi non convenzionali; <strong>Myriam Ben Salah</strong>, curatrice franco-tunisina e direttrice della Renaissance Society di Chicago – storica istituzione universitaria dedicata alla sperimentazione artistica e alla ricerca contemporanea – e attualmente curatrice del Padiglione francese alla Biennale Arte 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A supporto della Direzione Artistica opera, inoltre, un <strong>Comitato Scientifico</strong> composto da figure di primo piano del panorama culturale e accademico internazionale: <strong>Cecilia Alemani</strong>, curatrice e già direttrice artistica della Biennale Arte di Venezia 2022; il <strong>Cardinale José Tolentino de Mendonça</strong>, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l&#8217;Educazione della Santa Sede; <strong>Daniela Mapelli</strong>, Rettrice dell&#8217;Università di Padova; e <strong>Renzo Piano</strong>, architetto e senatore a vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza del Comitato Scientifico rafforza uno dei tratti distintivi della candidatura: la costruzione di un dialogo permanente tra arte contemporanea, ricerca scientifica, architettura e urbanistica, educazione, spiritualità, innovazione e spazio pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le linee guida del progetto</strong><strong> nel dossier di candidatura</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Ancora imparo. Esercizi di dissidenza</em></strong>immagina Padova come un grande laboratorio urbano, ma non come un progetto che si sovrappone alla città dall&#8217;esterno. La candidatura nasce infatti dall&#8217;ascolto delle sue comunità, dalla valorizzazione delle sue risorse culturali, dalla lettura delle sue trasformazioni urbane e sociali e dal riconoscimento delle energie creative che già oggi la attraversano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma non atterra sulla città come un dispositivo estraneo, ma nasce dal suo humus culturale e civile. Si sviluppa a partire dalla storia di Padova, dalle sue istituzioni, dai suoi luoghi, dalle sue comunità e dalle sue capacità di innovazione, mettendole in relazione con le grandi questioni del presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, Padova 2028 immagina la città come un laboratorio nel quale arte contemporanea, ricerca, formazione e partecipazione possano dialogare in modo continuativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mostre, commissioni pubbliche, residenze artistiche, programmi educativi, conferenze, produzioni editoriali e attività di ricerca saranno parte di un disegno unitario volto a rafforzare il ruolo della città come piattaforma di produzione culturale e sperimentazione contemporanea, capace di generare effetti duraturi oltre il 2028 attraverso la realizzazione di nuove opere, produzioni e progetti destinati a incrementare il patrimonio culturale pubblico della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto coinvolge l&#8217;intero corpo cittadino, rafforzando reti già esistenti e favorendo nuove forme di collaborazione. Da un lato propone una visione culturale affidata alla Direzione Artistica e sviluppata attraverso progetti originali, mostre, residenze e programmi di ricerca; dall&#8217;altro assume una funzione di coordinamento e valorizzazione delle numerose iniziative promosse da fondazioni, Università, associazioni, spazi indipendenti e operatori culturali attivi sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, Padova 2028 intende mettere in relazione il patrimonio di competenze, esperienze e progettualità già presenti in città con reti culturali, artistiche e di ricerca nazionali e internazionali, trasformando la candidatura in un&#8217;occasione di crescita condivisa e di apertura verso nuovi contesti di confronto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La candidatura si propone inoltre di rafforzare il posizionamento internazionale di Padova attraverso nuove reti di collaborazione con istituzioni culturali, università, artisti e organizzazioni provenienti da contesti internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più che un singolo programma di eventi, Padova 2028 si propone dunque come una piattaforma culturale urbana capace di mettere in relazione istituzioni, quartieri, università, fondazioni, imprese culturali, comunità e cittadini all&#8217;interno di una visione condivisa, destinata a produrre effetti duraturi ben oltre l&#8217;anno della Capitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La candidatura si innesta inoltre su un importante programma di recupero e rifunzionalizzazione di spazi culturali distribuiti tra centro storico e quartieri, che entro il 2028 metterà a disposizione della città oltre 20.000 metri quadrati di nuove infrastrutture dedicate alla cultura, all&#8217;arte contemporanea, alla formazione e alla partecipazione. Questa rete di luoghi contribuirà a costruire una geografia diffusa del contemporaneo, mettendo in relazione patrimonio storico, spazi culturali, luoghi della formazione e aree interessate da processi di rigenerazione urbana. Ne fanno parte, tra gli altri, il Palazzo della Ragione, l&#8217;Orto Botanico, il Castello Carrarese, il Museo degli Eremitani, Palazzo Lanza, Palazzo Zabarella e l&#8217;ex Cinema Altino nel centro storico; il San Carlo Center DU30, il Palazzo Configliachi e il Laboratorio di Quartiere all&#8217;Arcella; Villa Breda a Ponte di Brenta e numerosi altri luoghi della città, chiamati a comporre una rete capace di connettere centro e periferie, memoria e contemporaneità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il percorso del dossier di candidatura</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La candidatura di Padova è stata consegnata al Ministero della Cultura il 15 giugno 2026. Sarà ora valutata, insieme alle altre proposte presentate, dalla commissione nominata dal Ministero, che individuerà nei prossimi mesi le candidature finaliste e successivamente la città vincitrice del titolo di Capitale italiana dell&#8217;arte contemporanea 2028.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso di selezione proseguirà quindi attraverso le successive fasi previste dal bando ministeriale, che porteranno all&#8217;individuazione della città chiamata a rappresentare nel 2028 uno dei principali progetti nazionali dedicati all&#8217;arte contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dichiarazioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sergio Giordani</strong>, <strong>Sindaco di Padova</strong>: «Sono molto felice che Padova abbia presentato la propria candidatura a Capitale italiana dell&#8217;arte contemporanea 2028 e auspico che il Ministero possa riconoscere la qualità del progetto che abbiamo costruito. Una qualità che non risiede soltanto nella storia straordinaria della nostra città, ma soprattutto nella solidità e nella concretezza della proposta presentata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Desidero sottolineare come questa candidatura sia il risultato di un grande lavoro condiviso, sviluppato insieme alle istituzioni cittadine, all&#8217;Università, alle realtà culturali, sociali ed economiche del territorio. Un ringraziamento particolare va alle fondazioni che da anni sostengono la crescita culturale di Padova – la Fondazione Alberto Peruzzo, la Fondazione Bano e ora anche la Fondazione Chiara e Francesco Carraro – che hanno scelto di affiancare la città anche in questo percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Padova sarà selezionata, il progetto potrà rappresentare un importante motore di sviluppo culturale, artistico e sociale, con ricadute significative anche sul piano economico e turistico. Il 2028 è molto vicino: per questo dobbiamo continuare a lavorare insieme, con entusiasmo e senso di responsabilità, per farci trovare pronti a questa importante sfida».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Daniela Mapelli</strong>, <strong>Rettrice dell&#8217;Università di Padova</strong>: «La candidatura di Padova rappresenta un passaggio importante, che unisce storia e visione, radici profonde e capacità di guardare avanti. Entrare a far parte del Comitato Scientifico significa contribuire a un percorso che non è solo progettuale, ma culturale, e che chiama in causa il ruolo stesso della conoscenza nella costruzione del futuro. Padova è una città che ha fatto della relazione tra sapere, istituzioni e comunità la propria cifra distintiva. Una città in cui l&#8217;università, fin dalle origini, è stata luogo di apertura, di dialogo e di libertà. È in questa tradizione che si inserisce oggi una candidatura che guarda all&#8217;Europa e al mondo, mettendo al centro la capacità di interpretare il cambiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ancora imparo&#8221; è stato anche uno dei messaggi chiave per i festeggiamenti degli 800 anni del nostro Ateneo: ovvero la consapevolezza che la conoscenza non è mai acquisita una volta per tutte, ma si rinnova continuamente, attraverso il confronto, la ricerca e l&#8217;incontro tra saperi diversi. È questo lo spirito con cui accompagniamo questo percorso».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andrea Colasio</strong>, <strong>Assessore alla Cultura</strong>: «La candidatura di Padova a Capitale italiana dell&#8217;arte contemporanea 2028 si configura come una grande opportunità per la nostra città, ché viene a dilatare i territori artistici che ne definiscono la sua identità nazionale e internazionale. Accanto alla <em>Urbs Picta</em> il progetto di Padova contemporanea 2028 amplia l&#8217;offerta culturale complessiva. Si tratta di un percorso che è il naturale esito di una strategia che, negli ultimi anni, ha visto una molteplicità di attori, pubblici e privati, investire, con decisione, sui linguaggi e i luoghi del contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un processo che ha comportato la riqualificazione e la rigenerazione di edifici e luoghi spesso abbandonati, restituiti a una nuova identità e funzione pubblica: il Cinema Altino, la Chiesa di Sant&#8217;Agnese e Palazzo Lanza, Palazzo Configliachi, il Du30, il Castello Carrarese, ma che riguarda anche le numerosissime sedi dell&#8217;Università fino agli Hangar dell&#8217;Aeroporto Allegri. Una strategia che ha iniziato a riscrivere l&#8217;asse centro-periferia delle politiche culturali, individuando nuovi spazi che saranno vocati e destinati alla creatività artistica e all&#8217;arte contemporanea: è il caso del DU30, che ospiterà delle vere e proprie residenze artistiche, e di Palazzo Configliachi vocato all&#8217;arte del Novecento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di forza della candidatura è naturalmente rappresentato dalla presenza di un artista di fama internazionale quale Maurizio Cattelan che, da padovano, ha deciso di dare alla città il suo preziosissimo contributo culturale. Accanto a lui curatrici di rango internazionale quali Marta Papini e Myriam Ben Salah.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro punto di forza è la connessione del progetto con la storia culturale della città, a partire dal titolo della candidatura: <em>Ancora imparo. Esercizi di dissidenza</em>, che si riferisce a quanto Gio Ponti, ispirandosi a Michelangelo e a Goya, fece scrivere sulla Scala del Sapere al Bo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esercizi di dissidenza rinvia poi alla grande tradizione di libertà e al modo in cui, nella lunga durata, la nostra città, con forme di dissidenza generativa, ha saputo rompere schemi consolidati e vecchi paradigmi: Giotto reinventò il linguaggio artistico, Pietro d&#8217;Abano, Galileo e altri studiosi dell&#8217;Ateneo patavino si mossero su questo stesso terreno coniugando sperimentazione scientifica e innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa Università di Padova nasce nel 1222, proprio perché pochi anni prima la città, con la Torre degli Anziani e la costruzione del Palazzo della Ragione, esprimeva, con forza, la stretta connessione tra libero comune e libertà civiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la connessione del progetto è anche con quei fermenti artistici e culturali che, in epoche più recenti, si sono caratterizzati per la forte capacità innovativa, come ad esempio il Gruppo N, cui sarà dedicata una sezione speciale all&#8217;interno del Castello Carrarese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La candidatura è infine il risultato di un percorso corale che ha coinvolto molteplici realtà istituzionali, imprenditoriali, associazioni, nonché la stessa Diocesi e l&#8217;Università di Padova, che vi collabora mettendo a capitale comune del progetto l&#8217;Orto Botanico oltre ai molteplici progetti, saperi e competenze diffuse dei suoi Dipartimenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Maurizio Cattelan, Marta Papini e Myriam Ben Salah, Direzione Artistica</strong>: «Ci interessa l&#8217;arte quando innesca domande, quando mette in crisi le abitudini dello sguardo, quando crea spazi di confronto invece di confermare ciò che già sappiamo. Per questo abbiamo scelto di partire dall&#8217;idea di dissidenza: un esercizio di libertà, curiosità e immaginazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Padova possiede una lunga tradizione di pensiero indipendente, ricerca e sperimentazione. Il nostro compito non sarà portare qualcosa dall&#8217;esterno, ma lavorare insieme alle moltissime energie che già attraversano la città, spesso in modo sotterraneo, mettendole in relazione tra loro e con artiste e artisti, istituzioni, comunità e reti internazionali. La candidatura nasce dall&#8217;ascolto di ciò che Padova è oggi e dalla volontà di valorizzarne le trasformazioni già in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorremmo che Padova 2028 fosse un&#8217;occasione per guardare la città da prospettive inattese: con gli occhi di chi la incontra per la prima volta, di chi la abita ogni giorno senza più accorgersi di alcune sue ricchezze, ma anche di chi ci ritorna dopo molti anni e la scopre diversa da come la ricordava. Una città capace di sorprendere per la vitalità delle sue energie culturali, scientifiche e sociali, spesso meno visibili di quanto meritino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci interessa ciò che accade quando mondi diversi entrano in contatto: quando l&#8217;arte incontra la ricerca scientifica, quando il patrimonio dialoga con il contemporaneo, quando i quartieri diventano luoghi di produzione culturale, quando una comunità si confronta con idee che arrivano da altrove. È in queste tensioni, tra realtà e immaginazione, tra ciò che esiste e ciò che potrebbe esistere, che spesso nasce qualcosa di nuovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo una parte importante del progetto guarda ai giovani e agli oltre 76.000 studenti che vivono, attraversano e trasformano Padova ogni anno. Sono la comunità naturale di una candidatura che si intitola <em>Ancora imparo</em>. Vorremmo offrire occasioni di incontro, ricerca, produzione e sperimentazione capaci di accendere curiosità, creare opportunità e costruire relazioni durature tra chi oggi studia a Padova e il futuro della città, che sarà inevitabilmente anche il loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci interessa costruire soltanto un programma di eventi. Le mostre sono la parte più visibile di un processo molto più profondo. Ci interessa lavorare sulle infrastrutture culturali, sulle relazioni, sulle competenze, sugli spazi e sulle opportunità che possono continuare a produrre valore anche dopo il 2028.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la dissidenza è la capacità di immaginare ciò che ancora non esiste, allora il lascito più importante di Padova 2028 sarà contribuire a rendere la città ancora più consapevole delle proprie possibilità. Aiutarla a continuare a trasformarsi, a non accontentarsi, a mantenere viva quella tensione verso il nuovo che attraversa la sua storia da oltre ottocento anni. Perché una città viva non è quella che smette di interrogarsi, ma quella che continua a immaginare, sperimentare e reinventare il proprio futuro.»</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Maltempo. &#8220;Veneto come bombardato&#8221;, diversi feriti e treni fermi</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 08:08:26 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il Veneto è stato colpito duro, per l&#8217;ennesima volta in pochi giorni. Questa notte, a più riprese, una serie di tempeste si sono scatenate sulla nostra regione. Non si tratta certo di manifestazioni ordinarie del maltempo&#8221;, avvisa Luca Zaia presidente della Regione. Nel veronese diversi feriti: un paziente in codice rosso (un ragazzo di 16 anni colpito da un ramo a Zimella), sette in codice giallo, 27 in codice verde soccorsi dal Suem, a cui vanno a sommarsi alcuni accesi autonomi presso i Pronto Soccorso. La grandine ha distrutto tetti, automobili, impianti industriali e artigiani. In campagna ha azzerato coltivazioni, vigneti, frutteti e serre. Le linee ferroviarie sono ora interrotte lungo la tratta fra Brescia e Padova: la &#8220;mole di persone da trasportare è elevatissima, secondo le ferrovie non sarà possibile compensare con servizi bus per tutti i passeggeri&#8221;. Il Veneto questa notte e nelle prime ore della mattina &#8220;è stato &#8216;bombardato&#8217;. Non si dica che si tratta di fenomeni estivi, da mettere in conto: ho numerose testimonianze di pezzi di ghiaccio grandi come mele, pesanti oltre 150 grammi, con una potenza distruttiva estrema. Siamo di fronte, per violenza e frequenza del maltempo, a qualcosa di fuori dal comune. Questa per la nostra terra è stata ancora una notte di passione&#8221;, afferma Zaia, commentando i violenti episodi di maltempo registrati in ampie zone del Veneto questa notte e nella prima mattina, colpendo in particolare il trevigiano ed il veronese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Devo ringraziare nuovamente la Protezione Civile, i Vigili del fuoco e tutti coloro che sono impegnati nell&#8217;emergenza. Dalle prime luci dell&#8217;alba sono in corso i censimenti dei danni: serve capire esattamente i perimetri delle zone colpite, che mi aspetto essere estese. I rilievi verranno aggiunti ai report già inviati, nei giorni scorsi, al Governo. Lo Stato di emergenza Rrgionale sarà aggiornato nelle prossime ore alla luce delle nuove perturbazioni. Servono ristori economici per i territori del Veneto colpiti: è quello che chiederemo allo Stato&#8221;, termina il pesidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/07/25/maltempo-veneto-come-bombardato-diversi-feriti-e-treni-fermi/">Maltempo. &#8220;Veneto come bombardato&#8221;, diversi feriti e treni fermi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Cultura: Padova è oggi nella World Heritage List dell&#8217;Unesco</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2021 14:47:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Padova Urbs picta, con I cicli affrescati del XIV secolo, è stata inserita oggi nella World Heritage List, la lista del Patrimonio Mondiale Unesco. La proclamazione è avvenuta nel corso della 44esima sessione estesa del Comitato del Patrimonio Mondiale, in programma fino al 27 luglio a Fuzhou in Cina, con la partecipazione da remoto di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/07/24/cultura-padova-e-oggi-nella-world-heritage-list-dellunesco/">Cultura: Padova è oggi nella World Heritage List dell&#8217;Unesco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Padova Urbs picta, con I cicli affrescati del XIV secolo, è stata inserita oggi nella World Heritage List, la lista del Patrimonio Mondiale Unesco. La proclamazione è avvenuta nel corso della 44esima sessione estesa del Comitato del Patrimonio Mondiale, in programma fino al 27 luglio a Fuzhou in Cina, con la partecipazione da remoto di delegazioni da 192 Paesi e una copertura globale in streaming dell&#8217;evento. La candidatura di Padova Urbs picta, spiega una nota del Comune, è stata l&#8217;unica presentata dall&#8217;Italia per il 2020. L&#8217;iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale arriva quest&#8217;anno, dopo il rinvio della sessione del Comitato Unesco del 2020 a causa della pandemia da Covid-19. Vengono dunque proclamate nel corso di questa sessione sia le candidature del 2020 sia quelle del 2021, che per l&#8217;Italia vede in discussione la possibile proclamazione de I Portici di Bologna. Questi i principali passaggi con cui l&#8217;Unesco motiva l&#8217;inserimento di Padova Urbs picta nella lista del Patrimonio Mondiale: &#8220;I cicli affrescati padovani illustrano l&#8217;importante scambio di idee che esisteva tra i protagonisti del mondo della scienza, della letteratura e delle arti visive nel clima preumanista di Padova all&#8217;inizio del XIV secolo. Gli artisti hanno mostrato grande abilità nel dare forma visiva a queste idee e le loro capacità tecniche hanno permesso ai cicli affrescati padovani non solo di diventare un modello per gli altri, ma anche di dimostrarsi notevolmente resistenti al passare del tempo. Il gruppo di artisti in cerca di innovazione, riuniti a Padova, favorì allo stesso tempo uno scambio di idee e un know-how che portò a un nuovo stile nell&#8217;affresco. Questo nuovo stile non solo influenzò Padova per tutto il XIV secolo, ma costituì la base ispiratrice per secoli di lavori di affresco nel Rinascimento italiano e oltre. Con questa vera e propria rinascita di una tecnica pittorica antica, Padova ha fornito un nuovo modo di vedere e rappresentare il mondo, annunciando l&#8217;avvento della prospettiva rinascimentale. Queste innovazioni segnano una nuova era nella storia dell&#8217;arte, producendo un irreversibile cambio di direzione&#8221;.</p>
<p>Padova ha proposto l&#8217;iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco un &#8216;sito seriale&#8217; che comprende tutti i preziosi e grandi cicli affrescati del Trecento conservati in otto edifici e complessi monumentali della città: la Cappella degli Scrovegni, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la Cappella della Reggia Carrarese, il Battistero della Cattedrale, la Basilica e il Convento di Sant&#8217;Antonio l&#8217;Oratorio di San Giorgio e l&#8217;Oratorio di San Michele. Ad affrescare le pareti di questi luoghi, nel corso del XIV secolo, alcuni dei più straordinari artisti dell&#8217;epoca: Giotto, che con gli affreschi della Cappella degli Scrovegni realizza il suo capolavoro assoluto, Guariento di Arpo, Giusto de&#8217; Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona. Ed è proprio Giotto che quando giunge a Padova intorno al 1302 porta in città un linguaggio artistico nuovo dal quale si sviluppa una straordinaria stagione di cultura ed arte che proseguirà per tutto il XIV secolo. I grandi cicli affrescati padovani del Trecento rappresentano un esempio unico al mondo di un sistema di eccezionale valore universale &#8211; outstanding universal value per usare la terminologia Unesco &#8211; per la loro rilevanza storico-artistica, per la loro ampiezza (oltre 3600 mq di pitture murali), perché all&#8217;interno di un&#8217;area definita, ovvero il centro storico di Padova, in un contesto territoriale in cui la tradizione della parete dipinta è documentata sin dal X secolo.</p>
<p>Gli affreschi in questi otto luoghi, distanti tra loro poche centinaia di metri e che compongono quindi un itinerario nel cuore della città medievale percorribile a piedi, offrono anche a chi non è un conoscitore della storia dell&#8217;arte, visioni uniche: grazie a Giotto, i sentimenti e le emozioni vengono rappresentati per la prima volta negli affreschi. Nella Cappella degli Scrovegni abbiamo la prima rappresentazione pittorica di un bacio, il bacio tra Gioacchino e Anna alla porta di Gerusalemme, e altrettanto sorprendente è la lacrima che riga il volto di una donna nella scena della Strage degli Innocenti. A Padova nei circa 90 anni che vanno dal 1305 al 1397 avviene una rivoluzione nell&#8217;arte figurativa che, oltre alla rappresentazione dei sentimenti, si fonda su una riscoperta della tecnica dell&#8217;affresco, un uso innovativo del colore e l&#8217;invenzione della prospettiva che sarà poi perfezionata nei secoli successivi. Il sindaco di Padova Sergio Giordani commenta: &#8220;Abbiamo dovuto aspettare un anno in più per ricevere questo riconoscimento, a causa della pandemia, ma l&#8217;emozione che ho provato al momento della proclamazione è stata grandissima. Questo è il riconoscimento del ruolo importantissimo svolto dalla città nella storia dell&#8217;arte, ma anche della intuizione e del coraggio che abbiamo avuto nel proporre con successo un sito seriale oltre alla capacità di fare squadra tra tutti gli enti proprietari degli edifici e complessi monumentali che custodiscono questi capolavori. Una squadra che comprende anche le altre istituzioni, a partire dalla Soprintendenza e dall&#8217;Università e che si allarga a tutte le associazioni che hanno collaborato al progetto. Un impegno corale di tutta la città. Ringrazio Unesco, il ministero della Cultura e tutte le istituzioni ed enti che a ogni livello hanno creduto in noi. Adesso abbiamo una grande responsabilità di cui siamo consapevoli. Quello di oggi quindi non è un traguardo, ma il punto di partenza di un nuovo impegno che con il supporto di Unesco intraprendiamo per essere all&#8217;altezza di questo prestigioso riconoscimento che avrà effetti positivi sulla nostra città sia per le sue radici e la sua identità, che per le sue ricadute economiche. Da oggi gli affreschi della nostra &#8216;Padova meravigliosa&#8217; sono finalmente Patrimonio Mondiale. E&#8217; una gioia immensa che non dimenticherò mai&#8221;.</p>
<p>L&#8217;assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio spiega che &#8216;gli affreschi di un secolo intero, il Trecento, conservati entro lo spazio delle mura cittadine, costituiscono un patrimonio straordinario che vede, a partire dal capolavoro di Giotto, un intrecciarsi non solo di opere d&#8217;arte di alto valore, ma anche relazioni significative tra artisti e committenti, tra il potere politico e religioso, nell&#8217;unica città che è riuscita a sviluppare e trasformare il rivoluzionario linguaggio artistico del maestro toscano. Oggi spetta a noi il compito non facile ma assolutamente stimolante di conservare e valorizzare questi capolavori e lo facciamo offrendo a tutto il mondo un insieme di luoghi unici, straordinari nella loro singolarità, ma ancora più preziosi se considerati nel loro insieme. In questi ultimi anni l&#8217;interesse da parte dei visitatori italiani e stranieri per la città di Padova è indiscutibilmente in crescita, così come l&#8217;attenzione degli studiosi di tutto il mondo che guardano alla nostra città come la capitale mondiale dell&#8217;affresco&#8217;. Il Comune di Padova è capofila del Comitato per la candidatura, composto dagli altri tre enti proprietari degli edifici e complessi monumentali che conservano i cicli affrescati &#8211; Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti; Basilica e Convento di Sant&#8217;Antonio; Delegazione Pontificia e Veneranda Arca del Santo; Diocesi di Padova &#8211; con la Regione del Veneto e la consulenza scientifica del Ministero della Cultura attraverso l&#8217;Ufficio Unesco e la Soprintendenza Archologia, Belle Arti e Paesaggio per l&#8217;area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso oltre che dell&#8217;Università degli Studi di Padova</p>
<p>Il complesso dossier necessario per la presentazione della candidatura è stato curato, sviluppato e realizzato direttamente dal Comune di Padova che si è avvalso delle ottime professionalità a disposizione del Settore e dell&#8217;Assessorato alla Cultura e del consulente Giorgio Andrian. Una candidatura che ha rafforzato la sua forza e credibilità anche attraverso la significativa sinergia dell&#8217;intera città: realtà differenti, pubbliche e private, laiche e religiose, unite insieme per conservare, tutelare, valorizzare, promuovere un patrimonio storico artistico unico e per poterlo consegnare integro alle future generazioni di tutto il mondo. Questo impegno, che è iniziato nel 1996, ha sortito un primo risultato, nel 2018 quando Padova Urbs picta, è stata designata dalla Commissione Nazionale Italiana per l&#8217;Unesco come candidatura italiana alla World Heritage List per il 2020. Icomos (International Council on Monuments and Sites), senza sollevare alcuna obiezione, lo scorso maggio ha dato una ancora più significativa forza alla candidatura, proponendo che i cicli affrescati del Trecento fossero direttamente iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale e indicando il criterio specifico di iscrizione. Oggi, grazie a questo riconoscimento, il Veneto, conclude la nota, diviene la Regione italiana con il maggior numero di siti Unesco e Padova una delle poche città al mondo a custodirne due. Dal 1997, infatti l&#8217;Orto Botanico dell&#8217;Università di Padova è sito Unesco. Realizzato nel 1545, è infatti il più antico orto del mondo occidentale a conservare ancora la forma e l&#8217;ubicazione delle origini, avendo mantenuto per più di cinque secoli intatta la sua missione culturale e scientifica.</p>
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		<title>Spazio. La base per esplorare Luna o Marte? Ci sta nel sottosuolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2020 13:03:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla Luna ci sono cavita&#8217; talmente enormi da arrivare a contenere il centro storico di Padova. E questa scoperta vale parecchio per i programmi di esplorazione spaziale: il sottosuolo della Luna ed anche quello di Marte stanno diventando un obiettivo sempre piu&#8217; importante perche&#8217; &#8220;condotti di tali dimensioni possono raggiungere lunghezze superiori ai 40 chilometri, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla Luna ci sono cavita&#8217; talmente enormi da arrivare a contenere il centro storico di Padova. E questa scoperta vale parecchio per i programmi di esplorazione spaziale: il sottosuolo della Luna ed anche quello di Marte stanno diventando un obiettivo sempre piu&#8217; importante perche&#8217; &#8220;condotti di tali dimensioni possono raggiungere lunghezze superiori ai 40 chilometri, fornendo spazio a sufficienza per ospitare intere basi planetarie per l&#8217;esplorazione umana della Luna&#8221;, spiega Riccardo Pozzobon, geologo planetario del Dipartimento di Geoscienze dell&#8217;Universita&#8217; di Padova. C&#8217;e&#8217; il suo nome assieme a quello di Francesco Sauro, speleologo, direttore dei corsi Caves e Pangaea dell&#8217;Esa e professore al Dipartimento di Scienze biologiche dell&#8217;Universita&#8217; di Bologna, a capo del gruppo di ricercatori che ha indagato sulle grotte formate dall&#8217;escavazione della lava, i tubi lavici, presenti sulla Terra, stimando anche le enormi dimensioni dei loro analoghi lunari e marziani. E il loro lavoro e&#8217; finito sulla rivista scientifica internazionale Earth-Science Reviews. &#8220;L&#8217;implicazione piu&#8217; importante di questo studio e&#8217; che anche se nel caso della Luna i condotti hanno dimensioni impressionanti, a causa della bassa gravita&#8217; la loro volta si trova entro la soglia di stabilita&#8217;&#8221;, spiega Matteo Massironi, professore di Geologia strutturale e planetaria del Dipartimento di Geoscienze dell&#8217;Universita&#8217; di Padova. &#8220;Cio&#8217; significa che la maggior parte dei tubi lavici al di sotto dei maria basaltici della Luna sono tuttora intatti&#8221;. E questi lava tubes, aggiunge Sauro, proteggono dalla radiazione cosmica e solare, riparano dai micrometeoriti che cadono di continuo sui pianeti e offrono &#8220;un ambiente interno a temperatura controllata, non soggetta a variazioni tra notturne e diurne&#8221;.</p>
<p>Le caratteristiche dei lava tubes attirano quindi l&#8217;interesse delle agenzie spaziali in vista di possibili future esplorazioni sulla superficie della Luna (anche relative al progetto Artemis della Nasa) e, nel caso di Marte, &#8220;per la ricerca di segni di vita presente o passata nel sottosuolo&#8221;, dice Sauro. &#8220;L&#8217;Esa ha lanciato nell&#8217;autunno del 2019 una campagna di raccolta di idee rivolta a industrie e Universita&#8217; per lo sviluppo di nuove tecnologie dedicate ad esplorare cavita&#8217; nel sottosuolo lunare, ed ha previsto la realizzazione di un lander lunare che avra&#8217; tra i possibili scenari di missione anche i tubi lavici&#8221;, precisa Jo De Waele, speleologo e professore dell&#8217;Universita&#8217; di Bologna, tra gli autori dello studio. &#8220;Inoltre, dal 2012 l&#8217;Esa svolge, con la collaborazione di varie Universita&#8217; europee tra cui quelle di Bologna e Padova, i programmi di addestramento Caves e Pangaea, rispettivamente focalizzati all&#8217;esplorazione di grotte e alla geologia planetaria, inclusi tubi lavici nell&#8217;isola di Lanzarote. Ad oggi, 36 astronauti da cinque diverse agenzie spaziali sono stati addestrati a progressioni in grotta, e sei astronauti e quattro specialisti di missione e operazioni hanno acquisito le capacita&#8217; necessarie per condurre attivita&#8217; geologico-esplorative sul campo&#8221;.</p>
<p>&#8220;I lava tubes esistono non solo sulla Terra, ma anche nel sottosuolo della Luna e di Marte i cui pozzi di accesso in superficie sono stati ripetutamente osservati nelle immagini ad alta risoluzione fornite dalle sonde interplanetarie. La presenza di tali condotti e&#8217; infatti spesso evidenziata da allineamenti sinuosi di cavita&#8217; e collassi nei tratti in cui la volta della galleria ha ceduto&#8221;, spiega Sauro. &#8220;Questi collassi, di fatto, costituiscono anche potenziali ingressi o finestre sul sottosuolo. Piu&#8217; in generale, i lava tubes presentano espressioni morfologiche superficiali che hanno notevoli somiglianze con i loro analoghi terrestri, molti dei quali gia&#8217; esplorati dagli speleologi come nel caso delle Hawaii, delle Isole Canarie, di Australia e Islanda&#8221;. Lo studio dei volumi e delle morfologie delle porzioni collassate di lava tubes sulla superficie della Luna e di Marte e&#8217; stato effettuato tramite modelli digitali del terreno ottenuti da immagini satellitari stereoscopiche e da altimetrie laser acquisite da sonde interplanetarie, aggiunge Riccardo Pozzobon. &#8220;I dati ottenuti- racconta Pozzobon- sono stati confrontati con rilievi topografici di morfologie di collasso analoghe presenti sulla superficie terrestre e con spettacolari scansioni laser dell&#8217;interno di lava tubes di Lanzarote e delle Galapagos, che hanno permesso di fornire un vincolo sulle relazioni tra collassi e porzioni di cavita&#8217; sotterranee ancora intatte&#8221;. I ricercatori hanno cosi&#8217; scoperto che, rispetto ai tubi lavici terrestri che raggiungono i 10-30 metri di diametro, le dimensioni aumentano di 100 volte su Marte e di 1.000 sulla Luna. &#8220;Questo impressionante aumento di dimensioni che comporta una stima fino a un miliardo di metri cubi sulla Luna e&#8217; dovuto alla minore gravita&#8217; e ai suoi effetti sul vulcanesimo&#8221;.</p>
<p>Esplorazione di un tubo lavico nel sottosuolo di Lanzarote (Foto: ESA/Luca Ricci)</p>
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		<title>Coronavirus: chiusa la Lombardia e altre 11 Province</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2020 20:21:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell&#8217;Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria sono adottate le seguenti misure: a) evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 nella regione <strong>Lombardia</strong> e nelle province di<strong> Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell&#8217;Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria</strong> sono adottate le seguenti misure:</p>
<p>a) evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonche&#8217; all&#8217;interno dei medesimi territori di cui al presente articolo, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza&#8221;. E&#8217; quanto si legge nella bozza del Dpcm.</p>
<p><strong>Misure contenute nella bozza del Dpcm:</strong></p>
<p>b) ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di37,5° C) e&#8217; fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;</p>
<p>c) divieto assoluto di mobilita&#8217; dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus;</p>
<p>d) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonche&#8217; delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all&#8217;interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all&#8217;aperto senza la presenza di pubblico. In tutti tali casi, le associazioni e le societa&#8217; sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attivita&#8217; motorie in genere, svolte all&#8217;aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metrod) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di anticipare, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario o di ferie;</p>
<p>e) sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;</p>
<p>f) sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonche&#8217; gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d&#8217;esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi e&#8217; sospesa ogni attivita&#8217;.</p>
<p>g) l&#8217;apertura dei luoghi di culto e&#8217; condizionata all&#8217;adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilita&#8217; di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri;</p>
<p>h) sono sospesi i servizi educativi per l&#8217;infanzia di cui all&#8217;articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e le attivita&#8217; didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche&#8217; della frequenza delle attivita&#8217; scolastiche e di formazione superiore, comprese le Universita&#8217; e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e universita&#8217; per anziani, ferma in ogni caso la possibilita&#8217; di svolgimento di attivita&#8217; formative a distanza ad esclusione dei corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonche&#8217; delle attivita&#8217; dei tirocinanti delle professioni sanitarie, .Al fine di mantenere il distanziamento sociale, e&#8217; da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa;</p>
<p>i) sono chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura di cui all&#8217;articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;</p>
<p>j) sono sospese le procedure concorsuali pubbliche e private ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati e&#8217; effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalita&#8217; telematica; sono inoltre esclusi dalla sospensione i concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all&#8217;esercizio della professione di medico chirurgo, e quelli per il personale della protezione civile, i quali devono svolgersi preferibilmente con modalita&#8217; a distanza o, in caso contrario, garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro;</p>
<p>k) sono consentite le attivita&#8217; di ristorazione e dei bar, con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell&#8217;attivita&#8217; in caso di violazione;</p>
<p>l) sono consentite le attivita&#8217; commerciali diverse da quelle di cui alla lettera precedente a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalita&#8217; contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilita&#8217; di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell&#8217;attivita&#8217; in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse);</p>
<p>m) e&#8217; fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto; n) l&#8217;accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalita&#8217; e lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, e&#8217; limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che e&#8217; tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;</p>
<p>o) sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonche&#8217; del personale le cui attivita&#8217; siano necessarie a gestire le attivita&#8217; richieste dalle unita&#8217; di crisi costituite a livello regionale;</p>
<p>p) sono adottate in tutti i casi possibili, nello svolgimento di incontri o riunioni, modalita&#8217; di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilita&#8217; e coordinamenti attivati nell&#8217;ambito dell&#8217;emergenza COVID-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitando assembramenti;</p>
<p>q) nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonche&#8217; gli esercizi commerciali presenti all&#8217;interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell&#8217;attivita&#8217; in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse. La chiusura non e&#8217; disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore e&#8217; chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell&#8217;attivita&#8217; in caso di violazione;</p>
<p>r) sono sospese le attivita&#8217; di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l&#8217;erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.</p>
<p><strong>Le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data dell&#8217;8 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020&#8243;.</strong> È quanto si legge nella bozza del Dpcm che dovrebbe essere firmato nelle prossime ore dal presidente del Consiglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/07/coronavirus-chiusa-la-lombardia-e-altre-11-province/">Coronavirus: chiusa la Lombardia e altre 11 Province</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Dazi: mille pecore in piazza contro Trump</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 18:24:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta da oltre un secolo e mezzo un maxi gregge di mille pecore guidate dai pastori della Coldiretti invade il cuore di Padova all&#8217;indomani della minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di mettere i dazi su prodotti simbolo dell&#8217;agroalimentare Made in Italy, a partire dal pecorino, che rischiano di mettere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/13/dazi-mille-pecore-in-piazza-contro-trump/">Dazi: mille pecore in piazza contro Trump</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta da oltre un secolo e mezzo un maxi gregge di mille pecore guidate dai pastori della Coldiretti invade il cuore di Padova all&#8217;indomani della minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di mettere i dazi su prodotti simbolo dell&#8217;agroalimentare Made in Italy, a partire dal pecorino, che rischiano di mettere in ginocchio i formaggi e le greggi italiane. Con la storica manifestazione inizia, sottolinea la Coldiretti, la tradizionale transumanza verso i pascoli di montagna e invadera&#8217; la citta&#8217; con pecore, cani, muli e cavalli. Domani, domenica 14 aprile 2019 dalle 9 a Padova in Prato della Valle, la piu&#8217; grande piazza d&#8217;Europa, spiega la Coldiretti, si potra&#8217; assistere in diretta alla tosatura delle pecore, fare selfie con gli agnelli, partecipare ai laboratori didattici e a iniziative di pet therapy, essere coinvolti nelle esercitazioni con gli animali e fare acquisti a km zero al mercato degli agricoltori di Campagna Amica. Interverranno anche i frati della Basilica di Sant&#8217;Antonio per benedire il tradizionale olivo pasquale e la partenza delle greggi verso i monti. A minacciare i pastori italiani non ci sono solo i dazi di Trump e le guerre commerciali globali, evidenzia la Coldiretti, ma anche gli animali selvatici e la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per nazionali e il massiccio consumo di suolo che in Italia ha ridotto drasticamente gli spazi verdi e i tradizionali percorsi lungo i fiumi fino ai pascoli di altura storicamente usati per la transumanza delle greggi. In occasione della protesta delle pecore a Padova verra&#8217; poi diffuso il primo report di Coldiretti su &#8216;L&#8217;Italia dei pastori&#8217; con dati, analisi, prospettive e problemi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/13/dazi-mille-pecore-in-piazza-contro-trump/">Dazi: mille pecore in piazza contro Trump</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Pullman si ribalta sull&#8217;A13, autista: &#8216;meglio se morivo io&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 17:12:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[a13]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque morti e diciotto feriti. E&#8217; questo il bilancio del tragico incidente avvenuto stamattina sull&#8217;autostrada A13 dove un bus è uscito di strada. Quasi tutte le vittime sono della provincia di Latina. Si tratta di Roberto Arioli, di Aprilia, 57 anni, presidente dell&#8217;associazione carabinieri in congedo della cittadina laziale; Maria Aronica, di Aprilia, 57 anni; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/05/pullman-si-ribalta-sulla13-autista-meglio-se-morivo-io/">Pullman si ribalta sull&#8217;A13, autista: &#8216;meglio se morivo io&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque morti e diciotto feriti. E&#8217; questo il bilancio del tragico incidente avvenuto stamattina sull&#8217;autostrada A13 dove un bus è uscito di strada. Quasi tutte le vittime sono della provincia di Latina. Si tratta di Roberto Arioli, di Aprilia, 57 anni, presidente dell&#8217;associazione carabinieri in congedo della cittadina laziale; Maria Aronica, di Aprilia, 57 anni; Settimio Iaconianni, 75 anni, di Aprilia; Gianfranco Gruosso, 42 anni, di Aprilia; Maria Domenica Colella, 64 anni, di Pico (Frosinone).</p>
<p>Illeso l&#8217;autista del pullman, Lorenzo Ottaviani, 39 anni, ricoverato all&#8217;ospedale di Padova sotto choc. &#8220;Avrei voluto morire io&#8221;, ha detto. Ottaviani ha parlato con il fratello, suo socio nell&#8217;azienda di trasporto, &#8220;Ho sentito il pullman sbandare improvvisamente a destra; pensavo si fosse bucata una ruota, e non sono più riuscito a governarlo. Poi non so cosa sia successo&#8221;.</p>
<p>Il conducente smentisce l&#8217;ipotesi di un colpo di sonno, &#8220;mi ero fermato venti minuti prima nell&#8217;area di servizio mi ero lavato il viso ed avevo bevuto solo un caffé. Poi sono ripartito e viaggiavo a circa 80 chilometri orari; non avevo fretta, ero in anticipo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/05/pullman-si-ribalta-sulla13-autista-meglio-se-morivo-io/">Pullman si ribalta sull&#8217;A13, autista: &#8216;meglio se morivo io&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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