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	<title>palestinesi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Gaza: Save the Children, oltre 360mila palestinesi si sarebbero già allontanati da Rafah</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2024 19:15:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;Molte famiglie a Gaza sono costrette a fuggire per la quinta volta in sette mesi, sostenendo nel frattempo parenti anziani e bambini feriti, a seguito dei nuovi ordini&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/14/gaza-save-the-children-oltre-360mila-palestinesi-si-sarebbero-gia-allontanati-da-rafah/">Gaza: Save the Children, oltre 360mila palestinesi si sarebbero già allontanati da Rafah</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Molte famiglie a Gaza sono costrette a fuggire per la quinta volta in sette mesi, sostenendo nel frattempo parenti anziani e bambini feriti, a seguito dei nuovi ordini di ricollocazione delle forze israeliane per le parti settentrionali e meridionali della Striscia. Lo afferma Save the Children, l&#8217;Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Secondo l&#8217;ONU più di 360.000 palestinesi sono fuggiti da Rafah verso altre aree della Striscia a causa degli ordini di ricollocazione in corso. Bombardamenti israeliani dall&#8217;aria, dalla terra e dal mare continuano a essere segnalati in gran parte di Gaza con l&#8217;intensificarsi dei combattimenti. Forniture vitali come carburante, medicine e altri aiuti stanno finendo a Gaza e i valichi di Rafah e Kerem Shalom restano chiusi dal 5 maggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Health Cluster ha avvertito che l&#8217;immediata ripresa delle forniture di carburante a Gaza è una priorità urgente per mantenere in vita ciò che resta del sistema sanitario decimato, con i servizi sanitari salvavita quasi fermi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa è la quinta volta che siamo costretti a spostarci, a seguito dei nuovi ordini di ricollocazione. Siamo stati sfollati prima da Gaza a Khan Younis, poi in diverse aree di Rafah e ora a Deir Al-Balah. Questo ci sta distruggendo mentalmente. Ho un figlio con me e mia madre che ha 70 anni. Ogni volta che cominciamo ad abituarci a un luogo, siamo costretti a spostarci nuovamente. Mia madre ha il diabete e la pressione alta. Le mancano le medicine di cui ha bisogno ma non riusciamo a trovarle da nessuna parte. Sembra di venire uccisi lentamente. I nostri figli stanno perdendo la vita, l&#8217;istruzione, sperimentano la mancanza di stabilità, lo sfollamento forzato, la paura. Non riesco a spiegare come ci si senta a vivere tutto questo per la quinta volta. Stiamo pagando il prezzo di una guerra con la quale non abbiamo nulla a che fare&#8221; ha detto un membro dello staff di Save the Children.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il personale medico dell&#8217;Unità sanitaria di emergenza di Save the Children ad Al-Mawasi ha curato i bambini feriti dagli attacchi aerei nelle &#8220;zone umanitarie&#8221; designate da Israele, come Deir Al-Balah.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Lara*, 2 anni, ha riportato ferite orribili al viso, al busto e alla gamba durante un attacco aereo a Deir Al-Balah &#8211; nel quale ha perso la vita sua zia &#8211; che presumibilmente fa parte dell&#8217;area sicura dove alle persone è stato ordinato di andare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la sua famiglia si è trasferita ad Al Mawasi poco dopo l&#8217;attacco, è stata portata in un ospedale da campo dove Save the Children fornisce servizi sanitari ai più piccoli. La bambina è in cura presso l&#8217;Organizzazione mentre la sua famiglia si è trasferita per la sesta volta ad Al-Mawasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dottor John Lawrence, chirurgo pediatrico di Save the Children che lavora nell&#8217;ospedale da campo di Al-Mawasi, ha affermato che l&#8217;équipe chirurgica pediatrica dell&#8217;Organizzazione ha operato Lara*, ma ha bisogno di monitorare attentamente la sua ferita infetta: &#8220;Subito dopo l&#8217;attacco, Lara è stata trasportata in una vicina struttura medica a Deir Al-Balah dove le sue ferite sono state curate senza anestesia. Qui ad Al-Mawasi, Lara rimarrà nel nostro reparto pediatrico di degenza. È inconcepibile dimetterla mentre ha ancora le ferite aperte. Le terribili condizioni di vita ad Al-Mawasi e l&#8217;estrema mancanza di acqua pulita e di strutture igienico-sanitarie sono troppo rischiose per i più piccoli come Lara. Eravamo a corto di parole per descrivere la portata dell&#8217;orrore che i bambini dovevano affrontare già a ottobre, eppure eccoci qui, cercando ancora di trovare un modo per descrivere quanto sia atroce questa guerra e quanto gravemente i minori vengano danneggiati, fisicamente e mentalmente. Come abbiamo già detto, non c&#8217;è nulla di umanitario in queste zone &#8220;umanitarie&#8221; e non c&#8217;è nulla di sicuro in questi ordini di ricollocazione. Quante volte dobbiamo ripeterci prima che gli Stati agiscano?&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children chiede un cessate il fuoco immediato e definitivo per proteggere la vita dei bambini di Gaza. Tutti i valichi – l&#8217;unica ancora di salvezza per le famiglie – devono essere riaperti e deve essere garantito l&#8217;accesso umanitario senza ostacoli in tutta la Striscia. Gli Stati devono fare pressione sul governo israeliano affinché interrompa l&#8217;offensiva a Rafah e bisogna cessare immediatamente il trasferimento di armi, componenti e munizioni a gruppi armati israeliani e palestinesi se esiste il rischio che vengano utilizzate per commettere o agevolare gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children fornisce servizi essenziali e sostegno ai bambini palestinesi dal 1953. Il team dell&#8217;Organizzazione nei Territori Palestinesi Occupati lavora 24 ore su 24, per proteggere il proprio personale e continuare ad aiutare i bambini e le famiglie in tutta Gaza, monitorando costantemente la situazione a Rafah per capire se sussistano le condizioni per continuare le sue operazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">*Nomi modificati per motivi di protezione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/14/gaza-save-the-children-oltre-360mila-palestinesi-si-sarebbero-gia-allontanati-da-rafah/">Gaza: Save the Children, oltre 360mila palestinesi si sarebbero già allontanati da Rafah</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ucraina. Patriarca Gerusalemme: &#8220;Per palestinesi 2 pesi e 2 misure&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/03/29/ucraina-patriarca-gerusalemme-per-palestinesi-2-pesi-e-2-misure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 20:48:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sul lato israeliano, la guerra in Ucraina &#8220;preoccupa per il ruolo della Russia dal punto di vista politico&#8221; per il coinvolgimento in Siria. Sul lato palestinese, invece, &#8220;c&#8217;è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/03/29/ucraina-patriarca-gerusalemme-per-palestinesi-2-pesi-e-2-misure/">Ucraina. Patriarca Gerusalemme: &#8220;Per palestinesi 2 pesi e 2 misure&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sul lato israeliano, la guerra in Ucraina &#8220;preoccupa per il ruolo della Russia dal punto di vista politico&#8221; per il coinvolgimento in Siria. Sul lato palestinese, invece, &#8220;c&#8217;è disagio e fastidio perché si percepiscono dueSul lato israeliano, la guerra in Ucraina &#8220;preoccupa per il ruolo della Russia dal punto di vista politico&#8221; per il coinvolgimento in Siria. Sul lato palestinese, invece, &#8220;c&#8217;è disagio e fastidio perché si percepiscono due pesi e due misure da parte dell&#8217;Europa&#8221;. E&#8217; questa la fotografia scattata in Terra Santa da Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, oggi a Bologna per l&#8217;incontro pubblico di questa sera con il cardinale arcivescovo Matteo Zuppi. Dalla Terra Santa, spiega Pizzaballa, la guerra in Ucraina &#8220;è vista da una prospettiva non europea ed è percepita psicologicamente come qualcosa di lontano. C&#8217;è un aspetto politico internazionale di preoccupazione, perché la Russia confina con Israele in Siria, dove Israele è attiva anche dal punto di vista militare. Quindi il ruolo della Russia preoccupa&#8221;. Da un punto di vista più &#8220;popolare, invece, è percepito come un conflitto molto europeo e crea anche un po&#8217; di disagio e fastidio- spiega il patriarca- soprattutto dai palestinesi che percepiscono un doppio standard, che in Europa ci sono due pesi e due misure. Un conto è quello che accade in Ucraina, e tutti ne parlano. Un conto è ciò che accade a casa loro, dove nessuno dice più niente a riguardo&#8221;. Pur con molte perplessità, poi, Pizzaballa si iscrive al coro di voci critiche sull&#8217;invio delle armi in Ucraina. &#8220;Per me è molto difficile dire una parola chiara su questo- spiega il patriarca di Gerusalemme, parlando alla &#8216;Dire&#8217;- è evidente che quando uno ti spara addosso non puoi andare a parlare di dialogo, portare i fiori e dirgli che vuoi la pace. Dall&#8217;altro lato però portare armi significa creare, approfondire e prolungare questo conflitto. Onestamente non ho una risposta chiara, penso tuttavia che io sarei più attento a portare armi e a prolungare questo conflitto&#8221;. Pizzaballa sottolinea infine anche il ruolo della religione nella guerra in atto. &#8220;Nel Medio Oriente e nell&#8217;Oriente slavo, quindi anche in Russia, è molto difficile distinguere l&#8217;identità religiosa dall&#8217;identità nazionale- spiega il patriarca di Gerusalemme- si mischiano, e questo crea una miscela molto pericolosa. Se le religioni e le fedi lavorano per la pace, questo ha una ricaduta anche popolare. Se invece sono strumentalizzate per i nazionalismi, diventano come benzina gettata sul fuoco ed è quello che abbiamo visto tante volte in Medio Oriente. Mi pare che adesso accada anche in Russia: c&#8217;è una manipolazione e una strumentalizzazione religiosa, ahimè a volte anche con un compiacimento delle autorità religiose&#8221;, avverte Pizzaballa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/03/29/ucraina-patriarca-gerusalemme-per-palestinesi-2-pesi-e-2-misure/">Ucraina. Patriarca Gerusalemme: &#8220;Per palestinesi 2 pesi e 2 misure&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>MO. Voci dalla Palestina: &#8220;Voto in Israele non cambia nulla&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 20:52:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si parte con un kibbutz, poche tende e qualche strumento per lavorare la terra. Poi arrivano il filo spinato e le telecamere. Appena l&#8217;insediamento cresce, ecco l&#8217;esercito: e&#8217;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/09/mo-voci-dalla-palestina-voto-in-israele-non-cambia-nulla/">MO. Voci dalla Palestina: &#8220;Voto in Israele non cambia nulla&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si parte con un kibbutz, poche tende e qualche strumento per lavorare la terra. Poi arrivano il filo spinato e le telecamere. Appena l&#8217;insediamento cresce, ecco l&#8217;esercito: e&#8217; il segnale che si puo&#8217; iniziare a costruire. Il panorama che circonda la tomba di &#8216;Erode il grande&#8217; a Betlemme, Cisgiordania, e&#8217; desolante. Le colline, un tempo pascoli verdi per i pastori palestinesi, sono ormai invase dagli insediamenti dei coloni israeliani. Sull&#8217;ultimo spazio libero, gia&#8217; iniziano a spuntare le prime case. Siamo sulla strada per Hebron, piena &#8216;area C&#8217;, territorio palestinese controllato dall&#8217;esercito di Tel Aviv. I check point e le &#8216;watch tower&#8217;, le torrette utilizzate dai militari israeliani, sono ovunque. Ad ogni incrocio, decine di telecamere. &#8220;Ufficialmente questo territorio dovrebbe essere palestinese- mi spiega Ayoub, la mia guida- Ma quando i coloni si insediano ed arriva l&#8217;esercito, Israele ne prende il controllo. Ormai l&#8217;area A, quella sotto il pieno controllo palestinese, resiste solo all&#8217;interno delle citta&#8217;&#8221;. E&#8217; sabato, Shabbat, e la strada scorre libera. Nel panorama, le case palestinesi sono immediatamente riconoscibili: &#8220;Hanno i bidoni per conservare l&#8217;acqua sui tetti. Succede spesso che il nostro governo non paghi regolarmente e gli israeliani stacchino l&#8217;acqua corrente. Comunque meglio che a Gaza, dove l&#8217;elettricita&#8217; viene fornita per 4 ore al giorno&#8221;. Gli chiedo se pensa se la situazione, con le elezioni in Israele, possa cambiare. Scuote la testa prima di invitarmi a non buttare la sigaretta fuori dal finestrino: &#8220;C&#8217;e&#8217; un check point qui davanti ed ogni scusa e&#8217; buona per darci fastidio. Non cambiera&#8217; nulla: vogliono solo renderci la vita impossibile per spingerci ad andarcene&#8221;.</p>
<p>Per la Cisgiordania o, come la chiamano i suoi abitanti, la &#8216;West Bank&#8217;, le tensioni sono pane quotidiano. Ma le elezioni in Israele vogliono dire guerra. Ayoud mi indica una torre di guardia sporca di fuliggine e vernice, segno di scontri recenti: &#8220;Da li&#8217;, la settimana scorsa, hanno sparato ad un ragazzo di 19 anni&#8221;. Perche&#8217;? &#8220;Non lo sappiamo, le telecamere le controllano loro, fanno sapere solo quello che vogliono&#8221;. Percorriamo 800 metri, un&#8217;altra torretta, altri segni di scontri: &#8220;I cecchini li&#8217; sopra tengono sotto tiro l&#8217;ingresso di quella scuola&#8221;, dice indicando il compound costruito dalle Nazioni Unite. Mi spiega che le forze israeliane temono che gli studenti possano lanciare i sassi contro le auto dei coloni, cosi&#8217; ogni assembramento nel piazzale antistante la scuola e&#8217; proibito. &#8220;La settimana scorsa, dopo i raid su Gaza, gli studenti hanno provato a protestare ma sono stati immediatamente dispersi da un forte lancio di fumogeni&#8221;. Provo a controbattere, dicendo che la verita&#8217; non sta mai da una sola parte, che anche gli israeliani contano vittime: &#8220;Certo, ma la sproporzione di forze e&#8217; troppa. Un palestinese attacca quando e&#8217; disperato, quando gli hanno arrestato il padre, ucciso un fratello o portato via la casa. Gli israeliani lo sanno che non possono fermare un uomo che ha deciso di morire, per questo hanno cosi&#8217; tanta paura&#8221;. Penso ai casi di &#8216;cronaca&#8217;, a quel padre che, dopo l&#8217;omicidio del figlio, ha caricato un check point uccidendo 5 soldati prima di essere &#8216;neutralizzato&#8217;. O a quel ragazzo, stanco dei soprusi, che si e&#8217; ribellato ai controlli uccidendo tre militari prima di dileguarsi nel nulla: &#8220;Lo hanno cercato per un mese, mobilitando piu&#8217; di 4mila soldati e battendo strada per strada tutta la West Bank. Alla fine l&#8217;hanno trovato e trasportato in una prigione in Israele&#8221;.</p>
<p>Svoltiamo a destra, un cartello rosso con scritte bianche in arabo ed ebraico avverte che quella zona e&#8217; vietata ai cittadini israeliani. &#8216;Benvenuti a Hebron&#8217;, l&#8217;unico luogo della West Bank dove i coloni ebrei si sono insediati nel cuore della citta&#8217;, rivendicando il diritto di trasformare la moschea, sede delle tombe di Abramo e Isacco, in una Sinagoga. Hebron e&#8217; un calderone pronto a esplodere in ogni momento: &#8220;Se succede qualcosa, succede qui&#8221; dicono i residenti. Nel 1994 un colono statunitense, travestitosi da militare, apri&#8217; il fuoco sui fedeli musulmani durante la preghiera, facendo 60 morti prima di essere linciato dalla folla. Nelle proteste che seguirono, l&#8217;esercito israeliano uccise altri 30 palestinesi. Oggi si contano 400 coloni israeliani protetti da una guarnigione di circa 3mila militari, la moschea e&#8217; stata divisa a meta&#8217; per creare una sinagoga e i fedeli musulmani possono accedere alla loro parte solo dopo aver presentato i documenti ai militari di Tel Aviv. Un uomo in abiti civili e con un walkie talkie in mano ci indica dove parcheggiare. &#8220;È un poliziotto palestinese. Non possono portare l&#8217;uniforme ne&#8217; armi- dice l&#8217;autista- Gli israeliani non lo permettono&#8221;. Scendiamo dalla macchina, vediamo delle piccole finestre con gli scuri verdi e delle scale a pioli di legno poggiate davanti. &#8220;I coloni si sono insediati dall&#8217;altra parte della strada e hanno murato gli ingressi di queste case. Gli abitanti, adesso, devono entrare dalle finestre&#8221;. Arriviamo nella citta&#8217; vecchia di Hebron. I portoni gialli dei negozi di quello che era uno dei mercati piu&#8217; importanti della Palestina sono quasi tutti chiusi. &#8220;Circa il 90 per cento dei commercianti si e&#8217; trasferito nella citta&#8217; nuova&#8221;, spiega Ayoub. Sopra di noi una rete metallica piena di bottiglie di plastica e sacchi neri. &#8220;I coloni abitano qui sopra. Per spingerci ad andarcene, buttano i loro rifiuti sulle nostre teste. Questa rete e&#8217; la nostra unica difesa&#8221;.</p>
<p>Welcome&#8217; e&#8217; la parola che sentiamo piu&#8217; spesso mentre camminiamo per queste strade ormai dimenticate dai turisti. Ci fermiamo a bere un caffe&#8217; in uno dei pochi negozi aperti, proprio davanti alla moschea, a due metri dal posto di guardia israeliano. Gli occhi dei militari ci scrutano attenti. Il proprietario versa da bere, ride, racconta storie di quando era ragazzo e ci da&#8217; un consiglio: &#8220;Pensate a vostra madre e smettete di fumare, quella si che e&#8217; una cosa pericolosa&#8221;. Ride. Abdulraouf Al-Mohtaseb, questo il suo nome, e&#8217; un simbolo della resistenza di Hebron. Piu&#8217; volte gli israeliani hanno provato a comprare la sua casa, &#8220;arrivando a offrirgli 100 milioni di dollari&#8221;, scrive il portale online &#8216;Aljazeera&#8217; in un servizio a lui dedicato. &#8220;Ma lui si e&#8217; sempre rifiutato, a qualsiasi prezzo&#8221;, spiega Ayoub. &#8220;Quella e&#8217; la sua casa e non se ne andra&#8217;. Noi siamo felici perche&#8217;, nonostante tutto, viviamo sulla nostra terra ed un giorno il mondo celebrera&#8217; il nostro coraggio. Gli israeliani invece hanno paura, girano armati perche&#8217; sanno di non essere a casa loro. E&#8217; questa la nostra vittoria&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/09/mo-voci-dalla-palestina-voto-in-israele-non-cambia-nulla/">MO. Voci dalla Palestina: &#8220;Voto in Israele non cambia nulla&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>M.O. Marcia del Ritorno, migliaia palestinesi al confine. Violenze</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/03/30/m-o-marcia-del-ritorno-migliaia-palestinesi-al-confine-violenze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 17:30:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Migliaia di palestinesi si sono radunati oggi al confine orientale della Striscia di Gaza, per l&#8217;anniversario della &#8216;Marcia del Ritorno&#8217;. Da un anno, i manifestanti chiedono ogni settimana&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/30/m-o-marcia-del-ritorno-migliaia-palestinesi-al-confine-violenze/">M.O. Marcia del Ritorno, migliaia palestinesi al confine. Violenze</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Migliaia di palestinesi si sono radunati oggi al confine orientale della Striscia di Gaza, per l&#8217;anniversario della &#8216;Marcia del Ritorno&#8217;. Da un anno, i manifestanti chiedono ogni settimana la fine del blocco di Gaza e il diritto a poter tornare alle terre che le loro famiglie erano state costrette a lasciare dopo la creazione dello Stato di Israele nel 1948. Stamane un uomo che manifestava sul confine sarebbe morto, secondo le autorita&#8217; sanitarie palestinesi, nell&#8217;ambito della repressione della protesta da parte dell&#8217;esercito israeliano. Due dimostranti sarebbero stati feriti nella parte orientale di Gaza City, dopo che le forze israeliane avevano aperto il fuoco e lanciato lacrimogeni per disperdere le proteste. Un ragazzo di 13 anni, ha denunciato il ministero palestinese della Salute, e&#8217; stato ferito alla testa durante le manifestazioni, con un proiettile rivestito di gomma esploso da militari israeliani a Khan Younis. Le cronache parlano anche di violenze nei confronti di medici e giornalisti. &#8220;Una partecipazione senza precedenti&#8221; era stata invocata nei giorni scorsi dagli organizzatori, riuniti nell&#8217;Alto comitato nazionale per il ritorno e la rottura del blocco di Gaza. Ieri, il quotidiano Al-Risalah, vicino ad Hamas, riportava la notizia del raggiungimento di un accordo raggiunto alla vigilia della marcia tra il movimento islamico e Israele. &#8220;Di sicuro Hamas ha investito politicamente nelle proteste- ha affermato in un&#8217;intervista all&#8217;agenzia Dire il sociologo Ahmed Sukker, originario di Gaza- se non con una partecipazione attiva, evitando il dispiego di forze di sicurezza, come fece in qualche occasione lo scorso anno&#8221;. &#8220;Dal momento che e&#8217; l&#8217;unico attore con cui Israele puo&#8217; negoziare per porre fine alla Marcia- ha dichiarato inoltre lo studioso, che attualmente porta avanti una ricerca sul movimento islamico- Hamas sta strumentalizzando le proteste per spingere verso un accordo che ponga fine all&#8217;assedio di Gaza ed eviti un ulteriore malcontento da parte della popolazione per la sua incapacita&#8217; di governare&#8221;. &#8220;Vedo in quest&#8217;ottica le aggressioni reciproche (delle scorse settimane, ndr)&#8221; ha aggiunto: &#8220;come un modo per Israele di aumentare il prezzo che Hamas deve pagare per tollerare le proteste alla frontiera, da un lato, e dall&#8217;altro come un modo per Hamas di mantenere le manifestazioni come una situazione scomoda per fare pressione su Israele affinche&#8217; risponda alle domande del movimento&#8221;</p>
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		<title>Gaza: scontri violenti, 40 palestinesi uccisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2018 13:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 40 i palestinesi uccisi in scontri al confine tra la Striscia di Gaza e Israele nel corso delle proteste contro l’inaugurazionee dell&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/14/gaza-scontri-violenti-40-palestinesi-uccisi/">Gaza: scontri violenti, 40 palestinesi uccisi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 40 i palestinesi uccisi in scontri al confine tra la Striscia di Gaza e Israele nel corso delle proteste contro l’inaugurazionee dell&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme. A riferire il bilancio delle violenze di questa mattina sono stati responsabili dell&#8217;amministrazione di Gaza. Fonti di stampa concordanti indicano che manifestanti e militanti palestinesi si sono radunati in piu&#8217; punti in prossimita&#8217; del confine della Striscia con Israele, avvicinandosi alla barriera di delimitazione e finendo nel mirino dei militari di &#8216;Tsahal&#8217;.</p>
<p>Le manifestazioni di oggi rappresentano il momento culminante di un’iniziativa di protesta cominciata sei settimane fa, promossa da Hamas, il partito al governo a Gaza City.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/14/gaza-scontri-violenti-40-palestinesi-uccisi/">Gaza: scontri violenti, 40 palestinesi uccisi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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