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	<title>palmerini Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>La grande sfida di Letizia in tempi di crisi dell&#8217;informazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2015 08:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ascolti boom per lo Speciale di “Porta a porta” su Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, i ragazzi de Il Volo che hanno conquistato la Grande Mela quando avevano 16 e 17 anni, molto prima di diventare popolari in Italia. Venerdì sera “Il Volo a New York“ su Rai Uno ha vinto il prime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ascolti boom per lo Speciale di “Porta a porta” su <strong>Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble</strong>, i ragazzi de<strong> Il Volo</strong> che hanno conquistato la <strong>Grande Mela</strong> quando avevano 16 e 17 anni, molto prima di diventare popolari in Italia. Venerdì sera “<strong>Il Volo a New York“ su Rai Uno</strong> ha vinto il prime time con 4 milioni 277 mila spettatori e uno share del 19.84%. Interessante viaggio a New York con <strong>Bruno Vespa</strong> alla ricerca degli emigrati di ieri e di oggi. I sacrifici, i successi, le grandi sfide. Tanta musica, nel ricordo di Pavarotti, incontri eccezionali: con Woody Allen, con gli eroi dell’11 settembre, in particolare il capo dei pompieri della città, con star della tv come Lidia Bastianich, con giovani ricercatori e imprenditori, che hanno trovato a NY il loro futuro. Così come per Il Volo il futuro musicale è iniziato proprio nella Grande Mela.</p>
<p>Talento italiano valorizzato da un’affermata giornalista che ha lasciato il Paese d’origine per approdare a New York, dopo una parentesi di lavoro a Mosca. <strong>Letizia Airos</strong> due anni fa ha realizzato una interessante intervista televisiva e ha dedicato ai tre ragazzi la prima pagina della rivista i-Italy, che con la Tv e il giornale on line formano il network da lei diretto. Letizia è una delle belle menti italiane che si fanno onore all’estero, con iniziative innovative e coraggiose. Pochi mezzi e risultati eccezionali. In un recente editoriale, Letizia aveva raccontato quell’intervista. “Il Volo viene da noi in redazione per un’intervista nel corso di uno dei suoi primi tour americani. Era in inglese e per loro era importante. Non avevamo ancora uno studio adeguato per realizzarla. Dirò di più, avevamo in quel momento solo un microfono “lavalier” (di quelli a pinzetta, che si applicano sotto il bavero della giacca). Non era neanche wireless… e poi avevamo una sola telecamera! (ora siamo più attrezzati, non vi preoccupate). Come fare a farli parlare tutti e tre, creando qualcosa di diverso, di non noioso insomma? L’idea fu di metterli seduti su tre sedie vicine, con uno schermo bianco dietro, e farli alternare ad ogni battuta. Parlava uno per volta, quello seduto al centro. Un solo microfono, una sola telecamera, ma tutti e tre vicini e divertiti dentro lo schermo. Ritmo veloce, atmosfera movimentata. Il gioco era fatto. Poi la comunicativa e la simpatia de Il Volo ha dato il resto. Ma è solo uno dei tanti accorgimenti, piccole uscite di genio dei miei collaboratori”.</p>
<p>Tante sfide vinte. Con umiltà e grande professionalità. Voglia di fare ed entusiasmo da vendere. Intervistata da Vespa durante lo “Speciale”, Letizia ha parlato dei prossimi traguardi: “Ora puntiamo al mercato americano”. Nell’editoriale ne aveva già parlato, ammettendo: “E’ una grande sfida, specie per una redazione in buona parte italiana che vuole parlare anche a un pubblico americano. Una sfida che investe in campi più vari, fino alle traduzioni, ai sottotitoli per la televisione, ogni volta bisogna studiare come porgere la nostra cultura e renderla comprensibile. Una sfida che naturalmente ha i suoi costi. Qui dobbiamo tantissimo alla presenza di collaboratori italo-americani, fondamentale per questa mediazione culturale e non solo linguistica. E siamo anche orgogliosi di esserci guadagnati alcuni contratti per servizi di promozione del Sistema Italia da parte del Ministero degli Esteri, attraverso il Consolato. Piccole cifre con pochi zeri, e soprattutto non finanziamenti ma contratti, che abbiamo onorato “stralavorando”. Ma è stato un aiuto importante per noi e un riconoscimento del ruolo che svolgiamo”.</p>
<p>E’ una donna determinata. “Mio padre mi ha lasciato tutta la testardaggine possibile” afferma, riferendosi alle sue radici. ”Mio padre era di Vasto. E’ scomparso dieci anni fa. Airos e&#8217; uno pseudonimo. Il mio cognome e&#8217; Soria”. Sempre con i piedi ben piantati per terra. “Il nostro qui e&#8217; un lavoro sempre più di difficile, ma lo portiamo avanti con orgoglio nonostante le sempre maggiori difficoltà economiche. Non abbiamo nessun tipo di finanziamento e viviamo cercando sponsor… Ma non mi lamento. Finché riesco a farlo sono fortunata”. Parla dell’intervista con Vespa e dell’organizzazione della Rai “Grande lavoro di squadra, quello di Rai Uno. E’ stato interessante vederli agire qui a New York. Ma mentre li vedevo lavorare — ad esempio nel ristorante Ribalta, trasformato per l’occasione in studio televisivo — non ho potuto fare a meno di riflettere sulla mia esperienza. Guardavo le loro telecamere, le luci che utilizzavano, le persone nello staff. E pensavo: “Come ha fatto i-Italy ad arrivare fin qui? Come abbiamo fatto a realizzare contenuti di qualità con tante risorse in meno? La passione è indispensabile, ma certo non basta. Il segreto sta nella creatività e nell’utilizzo oculato delle risorse a disposizione. Fondamentale il contatto con chi ci legge in rete e in carta, ci vede in TV, con la vita reale del territorio. Con i giovani. E mi sono ricordata come abbiamo realizzato tre anni fa la nostra prima intervista, in carta e in video con i ragazzi de Il Volo, che ebbe un grande successo”.</p>
<p>Donna colta, donna lungimirante. “Inizialmente eravamo solo su Internet ma poi, con grande passione e tante difficoltà, ci siamo consolidati diventando una presenza multicanale importante: in rete, in carta, in televisione e sui social network. E’ un format ambizioso, per le sue caratteristiche innovative, per la sua indipendenza da grossi gruppi editoriali, e per la scelta di usare non solo l’italiano, ma soprattutto l’inglese per raggiungere un pubblico vastissimo: gli italo-americani, soprattutto i giovani, e gli americani che amano il nostro paese, che sono tantissimi. Sono stati e sono anni duri, ma anche di grandi soddisfazioni. Dal New York Times che ci telefona per saperne di più su eventi italiani a New York di cui abbiamo scritto (appunto, in inglese), a un importante critico televisivo italiano che ci ha perfino additati come un modello per… la Rai!”</p>
<p>Una esperienza che rappresenta senz’altro un modello a cui ispirarsi in tempi di crisi. Da esportare. Alla squadra capitanata da Letizia Airos sono arrivati tanti e prestigiosi riconoscimenti ed attestati di stima. Dice: “Siamo considerati sotto molti aspetti una best practice. E lo dobbiamo a due cose: il contributo volontario di una parte dei giornalisti, scrittori e intellettuali, italiani e americani, e una redazione molto giovane, ma con il pallino della qualità e la voglia di distinguersi dai tanti bloggers amatoriali che vanno in giro con una telecamerina digitale. Per non parlare del prezioso sostegno offertoci da due importanti istituti universitari americani: il John D. Calandra Italian American Institute (CUNY) e la Casa Italiana Zerilli-Marimò (NYU). E così andiamo avanti testardi, privi di contributi statali, alla costante ricerca di fondi in mezzo a una crisi devastante”.</p>
<p>Letizia racconta il modello di fare televisione che viene realizzato giorno dopo giorno. “Si gira con la telecamera sulle spalle, si prende la metropolitana, si chiede la partecipazione di amici che fanno parte dell’ambiente intellettuale italiano di New York. E poi ognuno in redazione è consapevole di dover svolgere i ruoli più diversi, affrontare —e risolvere— imprevisti di tutti i tipi. Abbiamo anche una 500 tricolore disegnata da Massimo Vignelli per andare in giro, ma non la utilizziamo sempre. A New York garage e parcheggi sono spesso proibitivi. E’ un po’ forse il ritorno alle origini. Una televisione di poche risorse, ma che per fortuna oggi ha la tecnologia dalla sua parte. Ogni miglioramento nell’attrezzatura è stata per noi una piccola vittoria”.</p>
<p>Spiega che la stessa filosofia ispira la realizzazione del “nostro magazine in carta: i costi ci sono, ma si abbattono integrando i contenuti prodotti per la rete e per il video. Lo impaginiamo noi, in base ad una griglia predisposta da un ottimo grafico romano. E alla fine una professionista corregge gli errori e dà il suo tocco artistico. Perché qualità ed eleganza vengono prima di tutto, specie per degli italiani”. Infine riferendosi ai social network rileva che “Facebook è il più adatto al nostro modo di comunicare. Affianca la nostra vita e ci segue ovunque con foto e video. Li curiamo uno per uno i nostri “amici” di facebook, e in poco tempo sono quasi 125.000 e postano migliaia di commenti al giorno, intervengono, interagiscono”.</p>
<p>Come sono attuali ancora oggi le parole di Nilde Iotti, che il 20 giugno del 1979 fu la prima donna ad essere eletta Presidente della Camera. “Una donna – sosteneva &#8211; sa dare valore alle cose che contano. Una donna sa come arrivare al cuore di un problema. Una donna sa lottare per un sogno”. E Letizia è una donna che sa lottare e sognare. Spirito libero. Si rifà a Silone. “La libertà&#8230; è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica”. E aggiunge: “Non ci crederete ma quel pazzo di mio padre mi mise in mano Uscita di Sicurezza quando avevo 8 anni. E forse non era tanto pazzo”. E ricordando su facebook il 18 aprile scorso l’anniversario della morte del padre, ha scritto: “Qui continuo il mio testardo percorso. Così come mi hai insegnato. Con i fatti e non con parole a vanvera”.</p>
<p>Fatti testimoniati anche dai tanti ed autorevoli complimenti che ha ricevuto dopo la trasmissione di venerdì sera. Il giornalista e scrittore <strong>Goffredo Palmerini,</strong> ambasciatore della cultura abruzzese ed italiana nel mondo, definisce “straordinario il network i-Italy (giornali e Tv) che<strong> Letizia Airos</strong> dirige”. Si dice “onorato ed orgoglioso di collaborarvi, da molti anni” e sottolinea: “Sono sempre grato a Letizia per la splendida Prefazione che lei scrisse per il mio libro<strong> L&#8217;Aquila nel mondo,</strong> volume che insieme a <strong>Mario Fratti</strong> e lei presentammo a Casa Zerilli Marimò (New York University) nel 2010, presente il direttore prof. Stefano Albertini Mussini”. Scrisse tra l’altro Letizia in quella Prefazione: “… Sono contenta di scrivere queste righe che accompagnano il lavoro del ‘cesellatore’ Palmerini. Gli scritti che l’impagabile conterraneo ha messo insieme sono stati realizzati e raccolti con la pazienza di un antico artigiano. Usando lo scalpello della sua onesta passione per una comunicazione efficace ed immediata ci dona uno spaccato di un Abruzzo vivo, che non ha mai smesso di respirare. L’Aquila di ‘prima’ guarda con tenacia all’Aquila di ‘dopo’ e mantiene agli occhi di chi legge, nonostante la tragedia che l’ha colpita, tutto l’orgoglio di una terra che non si lascia abbattere mai. Neanche dopo un terremoto. … Dobbiamo molto a Palmerini noi italiani all’estero. Ci permette uno sguardo, anche disincantato, ad un’Italia spesso imperscrutabile… Ha dato voce e fatto passare voci che sarebbero rimaste poco ascoltate… Questo è il Goffredo Palmerini giornalista; ma lo stesso avviene quando diviene editor, cesellatore, come dicevo, che espande a macchia d’olio i confini del suo, nostro Abruzzo. Ed è certo evidente, in questo suo modo di comunicare, un approccio ‘politico’ derivante probabilmente dalle sue intense attività anche in questo campo…”.</p>
<p>“Ha scritto su facebook Gaetano Calà, Direttore Nazionale dell’Anfe (Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati): “Questa sera ho visto lo Speciale di Bruno Vespa su Il Volo a New York e mi sono molto commosso nel rivivere luoghi, persone, colori che ho vissuto tante volte recandomi a New York per i progetti che ho realizzato per Anfe. Tra i tanti personaggi famosi intervistati da Vespa ce n&#8217;è una: giornalista intelligente, coraggiosa, visionaria, con una forza straordinaria, madre di un importante progetto, i-Italy, che ogni giorno tra mille difficoltà promuove la nostra Italia a New York: grazie Letizia di esserci! Non demordere… Ci aspettano ancora importanti progetti da realizzare”. Anche a Vasto hanno seguito con grande attenzione ed orgoglio la puntata di “Porta a porta”. Su facebook Bianca Soria ha pubblicato una foto e ha scritto a Letizia: “Poi non dire che non ti penso&#8230; Vespa, il Volo a Ribalta visti dalla stanza dei nonni a Vasto. Riconosci l&#8217;armadio?” E da New York Letizia Airos ha subito risposto: “Sì&#8230; Mi viene da piangere!” Era molto legata ai nonni. Ha scritto della nonna: “Coraggiosa nel suo piccolo fino agli ultimi giorni. I gatti del cortile l’adoravano e con i bambini era speciale. Mi ha dato sempre i consigli più audaci. Ha conosciuto mio marito e di lui ha detto: ‘E&#8217; distinto. Vai…’, ancora mi fa sorridere. Non ha fatto in tempo a cucire quell’abito da sposa che tanto desiderava realizzare”.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><strong>Domenico Logozzo</strong></p>
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		<title>Il 9 agosto, a Lanciano, il Raduno degli Abruzzesi nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 07:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcune coincidenze, o forse un comune sentire, ha fatto sì che una serie di eventi segnati da una matrice originale, la terra d’Abruzzo e Molise, destinati a svolgersi separatamente o addirittura a non svolgersi, alla fine si siano ritrovati e combinati insieme in un unico grande avvenimento. Andiamo con ordine. La Rimpatriata, la “festa del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Alcune coincidenze, o forse un comune sentire, ha fatto sì che una serie di eventi segnati da una matrice originale, la terra d’Abruzzo e Molise, destinati a svolgersi separatamente o addirittura a non svolgersi, alla fine si siano ritrovati e combinati insieme in un unico grande avvenimento. Andiamo con ordine. La </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Rimpatriata</strong></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">, la “festa del ritorno” degli abruzzesi e molisani emigrati in Piemonte e Valle d’Aosta, è la più antica manifestazione del genere e, come consuetudine vuole, si svolge ogni anno in un luogo diverso delle due regioni. Quest’anno avrebbe dovuto svolgersi a </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Civitella del Tronto</strong></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">, anche per dar seguito alle celebrazioni degli eventi che portarono all’Unità d’Italia. E la fortezza di </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Civitella del Tronto</strong></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> fu l’ultimo baluardo a cedere alla unificazione, il 20 marzo 1861, addirittura tre giorni dopo la proclamazione del </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Regno d’Italia</strong></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ero intento a programmare l’evento quando <strong>Angelo Dell’Appennino</strong>, presidente dell’Associazione Abruzzesi e Molisani “Raffaele Mattioli” di <strong>Milano</strong>, per telefono mi chiede se sia possibile fare la Rimpatriata non a Civitella ma a <strong>Lanciano</strong>, poiché c’è una ricorrenza da ricordare. Quest’anno, infatti, ricorre il decennale dell’inaugurazione della <strong>Piazzetta dell’Emigrante</strong>, proprio a <strong>Lanciano</strong>, un’intitolazione fortemente voluta, per la quale per decenni si è impegnato <strong>Goffredo Dell’Appennino</strong>, il papà di Angelo, del quale ricorre anche il centenario della nascita.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quindi una commemorazione nella commemorazione, una emozionalità che non si poteva non tenere in considerazione. Per cui, riunito il direttivo della Famiglia Abruzzese e Molisana in piemonte e Valle d’Aosta (FAMPV), abbiamo cambiato il programma originale e deciso di spostare la <strong>Rimpatriata </strong>a Lanciano. <strong>Angelo Dell’Appennino</strong>, nel corso della sua bella manifestazione a Milano, aveva parlato con alcuni amici e, tra questi, con <strong>Roberto Fatigati</strong>, il presidente dell’Associazione degli Abruzzesi e Molisani in Friuli Venezia Giulia. <strong>Fatigati</strong> è stato il promotore e il grande artefice della stupenda iniziativa del “<strong>1° Raduno degli Abruzzesi nel mondo</strong>” , tenutasi il 9 luglio 2011 all’Aquila. Un evento che quest’anno correva il rischio di non essere ripetuto. Sicché, per non perdere il patrimonio culturale dell’evento, l’idea di abbinarlo alla Rimpatriata è stato quasi un fatto naturale. Dunque, alcune iniziative nel solco di una sola anima che è quella della comune appartenenza regionale hanno infine dato origine a questo evento che , magari col fiato corto per il breve tempo a disposizione, vedrà tuttavia molti di noi presenti e con tanto desiderio di esserci.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sembrava già così ben definito, quando una mia proposta al Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, <strong>Nazario Pagano</strong>, ha trovato pronta accoglienza. Sarà così unificata all’evento del 9 agosto a <strong>Lanciano </strong>anche la <strong>Giornata Regionale dell’Emigrazione</strong>, anziché celebrarla autonomamente il 5 agosto, nel corso della quale il <strong>Consiglio Regionale</strong> conferirà le onorificenze di “<strong>Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo</strong>” ai corregionali che si sono distinti, in Italia e all’estero, per aver recato prestigio alla propria terra d’origine.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Numerose e qualificate le presenze istituzionali abruzzesi, ma anche provenienti dal <strong>Piemonte</strong> e dalla <strong>Lombardia</strong>, che con le associazioni si confronteranno in una mattinata di riflessione. Queste le presenze al momento già confermate: <strong>Mario Pupillo</strong> (sindaco di Lanciano), <strong>Nazario Pagano</strong> (presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo), <strong>Enrico Di Giuseppantonio</strong> (presidente della Provincia di Chieti), <strong>Luigi De Fanis</strong> (assessore alla Cultura Regione Abruzzo), <strong>Michele Coppola</strong> (assessore alla Cultura Regione Piemonte), <strong>Mauro Febbo</strong> (assessore all’Emigrazione Regione Abruzzo e presidente CRAM), <strong>Riccardo Chiavaroli</strong> e <strong>Antonio Prospero</strong> (consiglieri regionali d’Abruzzo e componenti CRAM), <strong>Roberto Cermignani</strong> (consigliere Provincia di Torino), <strong>Fabio Altitonante</strong> (assessore Provincia di Milano), i consiglieri regionali d’Abruzzo <strong>Nicola Argirò</strong>, <strong>Emilio Nasuti</strong>, <strong>Giuseppe Tagliente</strong>. Interverranno inoltre <strong>Franco Santellocco</strong> (vicepresidente del CRAM), <strong>Enzo Alloggia</strong> (Svizzera, componente CRAM), <strong>Levino Di Placido</strong> (Belgio, componente CRAM) e i presidenti delle Associazioni Abruzzesi e Molisane <strong>Angelo Dell’Appennino</strong> (Milano), <strong>Roberto Fatigati</strong> (Gorizia), <strong>Domenico D’Amico </strong>(Rho), <strong>Armando Traini</strong> (Padova), <strong>Lia Di Menco</strong> (Belluno), <strong>Vincenzo Angelini</strong> (Firenze), <strong>Nicola Melilla</strong> (Bologna), <strong>Agostino Bellini</strong> (Lancianesi nel mondo).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Cosicché il 9 agosto quella che doveva essere la sola <strong>Rimpatriata </strong>degli Abruzzesi e Molisani del <strong>Piemonte</strong>, sarà la Rimpatriata degli Abruzzesi e Molisani d’Italia, sarà la Giornata della condivisione e dell’amicizia. Chissà che, nel clima di riordino istituzionale che stiamo vivendo, l’evento non porti in dote per il 2013 &#8211; nel 50° anniversario della separazione tra <strong>Abruzzo</strong> e <strong>Molise</strong> &#8211; l’auspicio che parte proprio da <strong>Lanciano</strong> per una riunificazione tra la due Regioni, con una grande Rimpatriata degli Abruzzesi e Molisani nel mondo, sperando che le due regioni sorelle tornino di nuovo unite anche dal punto di vista amministrativo. Quello che segue è il programma della <strong>Rimpatriata – Raduno degli Abruzzesi nel mondo</strong> del 9 agosto 2012 a Lanciano.</span></span></p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Giambattista</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">*<em>Presidente della Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta</em></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">PROGRAMMA</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Ore 9:00 – Lanciano (Chieti) Auditorium Diocleziano, Piazza del Plebiscito</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Presentazione della Giornata<em> – </em>a cura di<em> </em>Carlo Di Giambattista, presidente FAMPV.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Saluto delle Autorità e interventi delle Istituzioni presenti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ore 10:30 – Conferimento onorificenze di “Ambasciatore d’Abruzzo”</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, Nazario Pagano, richiama il valore dell’emigrazione abruzzese nel mondo e le personalità che illustrano la terra d’origine in ogni continente. Dà quindi inizio alla cerimonia, con i Consiglieri Regionali presenti, per la consegna delle onorificenze di “Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo” agli insigniti per il 2012, con la motivazione del conferimento.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Ore 11:30 – Chiesa di San Francesco al Miracolo Eucaristico</strong> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Santa Messa celebrata da Padre Quirino Salomone, Rettore della Basilica di San Bernardino – L’Aquila </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ore 12:30 – Piazzetta dell’Emigrante</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Deposizione corona d’alloro al Monumento dell’Emigrante, nella ricorrenza del 10° anniversario dell’intitolazione della piazza. Angelo Dell’Appennino, presidente dell’Associazione “Raffaele Mattioli” di Milano depone l’omaggio floreale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ore 13:30 – San Vito Chietino</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Conviviale presso il Ristorante La Cascina e intrattenimento musicale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Ore 18:00 – Visita guidata al Centro storico di Lanciano</strong>.<em> </em></span></span></p>
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		<title>Taormina incorona i vincitori del Nastro d&#8217;Argento 2012</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 08:48:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[argento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fondata all’inizio del IV secolo a.C. sopra un promontorio della Sicilia orientale, l’antica Tauromenion fu abitata da popolazioni sicule, come testimoniano le tombe della necropoli protostorica di Cocolonazzo, scavate in un costone di roccia calcarea. La fondazione di una colonia da parte dei Greci risale al 358 a.C. per dare asilo agli abitanti di Naxos, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fondata all’inizio del IV secolo a.C. sopra un promontorio della Sicilia orientale, l’antica <strong><em>Tauromenion</em></strong><em> </em>fu abitata da popolazioni sicule, come testimoniano le tombe della necropoli protostorica di <strong>Cocolonazzo</strong>, scavate in un costone di roccia calcarea. La fondazione di una colonia da parte dei Greci risale al 358 a.C. per dare asilo agli abitanti di <strong><em>Naxos</em></strong>, sfuggiti al massacro di <strong>Dionisio II</strong>, tiranno di Siracusa. Presto <strong>Taormina</strong> divenne una fiorente città con splendide architetture, sviluppandosi a meraviglia su quel tratto di costiera di rara bellezza. Dopo la morte di <strong>Gerone</strong>, nel 215 a.C., passò sotto la dominazione di <strong>Roma</strong> come città federata. Capitale della Sicilia bizantina, conquistata e distrutta nel 902 dai Saraceni di <strong>Ibrahim ibn Ahmed</strong> e conquistata nel 1079 da <strong>Ruggero d’Altavilla</strong>, Taormina fu città prospera di commerci e ricca di belle arti. Nel 1282 aderì ai <strong>Vespri Siciliani</strong>, parteggiando per gli Aragonesi, seguendo poi le sorti dell’isola nei secoli seguenti. Aderì alla rivoluzione siciliana nel 1848, ma l’anno seguente fu riconquistata per conto dei napoletani dal gen. <strong>Carlo Filangieri</strong>, principe di Satriano, nella restaurazione borbonica del Regno delle due Sicilie. Durante il secondo conflitto mondiale Taormina subì gravi danneggiamenti dalle incursioni aeree.</p>
<p>Oggi <strong>Taormina</strong> è una delle perle turistiche ed archeologiche della Sicilia. Nel corso cittadino è stato individuato il decumano dell’antica città, mentre il cardo è la via che porta al Teatro greco, simbolo della città. La cavea dell’antico teatro è intagliata nel fianco della collina, divisa in nove settori. L’impianto attuale risale al rifacimento del II secolo d.C., ma il teatro esisteva già da epoca ellenistica. L’imponente scena è realizzata con tre grandi porte fiancheggiate da nicchie semicircolari e quadrangolari, con davanti colonne corinzie. Molto legato al teatro fu lo svevo <strong>Federico II</strong>, <em>splendor mundi</em>, che l’aveva trasformato nella sede di rappresentanza per ricevere gli emissari. Una strada collegava direttamente il teatro all’agorà, trasformata in foro al tempo dell’imperatore Augusto. Nel centro storico di <strong>Taormina </strong>permangono i resti delle <strong>Terme pubbliche</strong> risalenti ai primi due secoli d.C., che attualmente consistono in tre grandi ambienti preceduti dai <em>praefurnia </em>e da ambienti minori, quindi gli archi di un ninfeo noto come <strong>Naumachia</strong>, in realtà un enorme serbatoio d’acqua associato alla monumentale terrazza, infine un piccolo <em>odeion</em>. All’interno del parco di <strong>S. Pancrazio</strong> è stato riportato alla luce un complesso edilizio del I secolo d.C., una grande <em>domus</em> strutturata su diversi livelli e articolata intorno al peristilio con colonne e capitelli dorici. Sul sito della chiesa di S. Pancrazio sorgeva un tempio ellenistico dedicato a Iside e Serapide.</p>
<p>Luogo incantevole ed ameno, preziosi i suoi retaggi storici ed archeologici, negli ultimi due secoli <strong>Taormina </strong>ha richiamato figure importanti della cultura europea, che da ogni angolo del vecchio continente vi hanno soggiornato.  Da <strong>Edoardo VII</strong>, re d’Inghilterra, a <strong>Johann Wolfgang</strong> <strong>Goethe</strong> che la citò nel suo <em>Viaggio in Italia</em>, da <strong>Richard Wagner</strong> a <strong>Friedrich Nietzche</strong> che lì scrisse <em>Così parlò Zarathustra</em>, dal fotografo <strong>Wilhelm von Gloeden</strong> al pittore <strong>Otto Geleng</strong>, dallo zar <strong>Nicola I </strong>di Russia al kaiser <strong>Guglielmo II</strong> di Germania, da <strong>Gustav Klimt</strong> a <strong>Sigmund Freud</strong>, da <strong>Edmondo De Amicis</strong> a <strong>Gabriele d’Annunzio</strong> e <strong>David Herbert Lawrence</strong>, per citare solo i nomi più noti. Nel secondo dopoguerra <strong>Taormina</strong> s’ingrandì, senza tuttavia menomare le sue bellezze naturali, ampliando il richiamo verso un turismo ricco ed intellettuale, specie da ottobre a giugno, che portava nella cittadina artisti e scrittori di grande valore, tra i quali <strong>Roger Peyrefitte</strong>, <strong>André Gide</strong>, <strong>Salvatore Quasimodo</strong> e <strong>Truman Capote</strong>, personaggi illustri e famosi come <strong>Soraya</strong>, <strong>Albert Einstein</strong>, <strong>Ava Gardner</strong>, <strong>Richard Burton</strong>, <strong>Liz Taylor</strong>, <strong>Romy Schneider </strong>e <strong>Greta Garbo</strong>, i reali di <strong>Svezia</strong> e <strong>Danimarca</strong>, ma anche il presidente della Finlandia, <strong>Urho Kekkonen</strong> e il grande politico tedesco <strong>Willy Bandt</strong>.</p>
<p>In quei primi anni, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, quando in America era già nato l’<strong>Academy Award</strong>, il massimo premio della settima arte meglio noto come <strong>Oscar</strong>, il <strong>Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani </strong>nel 1946 dava vita a Taormina al <strong>Nastro d’Argento</strong>, il più antico riconoscimento del cinema in Europa, il secondo nel mondo. Lo scopo era quello di “promuovere il continuo miglioramento artistico, tecnico e industriale della cinematografia italiana e rendere omaggio alle sue rilevanti acquisizioni”. Da diversi anni, al pari del meccanismo d’aggiudicazione degli Oscar, i vincitori emergono dal voto dei soci del sindacato, sulla base di cinquine di candidati individuati da una commissione composta da redattori delle principali testate giornalistiche e televisive. Il <strong>Nastro d’Argento</strong> è considerato il più affidabile e prestigioso tra i premi italiani dedicati al cinema, unitamente al <strong>David di Donatello</strong>, quest’ultimo nato a metà degli anni Cinquanta per iniziativa dell’Accademia del Cinema italiano.</p>
<p>Cosicché ogni anno, con diverse manifestazioni culturali e un Film festival, <strong>Taormina</strong> eccelle sopra tutto per l’evento clou dell’anno, l’assegnazione dei <strong>Nastri d’Argento</strong> ai migliori professionisti del cinema che si sono distinti nella stagione. Il riconoscimento premia il cinema italiano nei suoi diversi ruoli &#8211; creativo, interpretativo, tecnico e produttivo &#8211; cui s’aggiungono diversi premi speciali. E’ davvero un evento che offre la possibilità per uno sguardo valutativo a tutto campo al mondo professionale della settima arte nel corso dell’anno, capace d’esprimere puntualmente la percezione dello stato di salute e di vitalità del cinema italiano. Splendente come sempre, dunque, nella straordinaria cornice del <strong>Teatro greco</strong>, la cerimonia di consegna dei <strong>Nastri d’Argento 2012</strong>, svoltasi il 30 giugno scorso e presentata dall’attrice <strong>Stefania Rocca</strong>. Una vista magnifica, a sera. L’emiciclo colmo di pubblico e di fronte, in giù, il profilo blu profondo del Mediterraneo. Visibilmente soddisfatto il sindaco di Taormina, <strong>Mauro Passalacqua</strong>, per un evento che di anno in anno accresce il suo <em>appeal</em> e l’interesse culturale. Questi i vincitori dei <strong>Nastri d’Argento 2012</strong>:</p>
<p>Regista del miglior film: <strong>Paolo SORRENTINO</strong> per <em>This must be the place<br />
</em>Regista esordiente: <strong>Francesco BRUNI</strong> <em>per Scialla!<br />
</em>Produttore: <strong>Domenico PROCACCI</strong> (Fandango) per <em>Diaz<br />
</em>Commedia: <em>Posti in piedi in Paradiso</em> di <strong>Carlo VERDONE<br />
</strong>Soggetto: <strong>Ferzan OZPETEK</strong> e <strong>Federica PONTREMOLI</strong> per <em>Magnifica presenza<br />
</em>Sceneggiatura: <strong>Marco Tullio GIORDANA</strong>, <strong>Stefano RULLI</strong>, <strong>Sandro PETRAGLIA</strong> per <em>Romanzo di una strage<br />
</em>Attore protagonista: <strong>Pierfrancesco FAVINO</strong> per <em>A.C.A.B.</em> e <em>Romanzo di una strage<br />
</em>Attrice protagonista: <strong>Micaela RAMAZZOTTI</strong> per <em>Posti in piedi in Paradiso</em> e <em>Il cuore grande delle ragazze<br />
</em>Attore non protagonista: <strong>Marco GIALLINI</strong> per <em>Posti i piedi in Paradiso</em> e <em>A.C.A.B.<br />
</em>Attrice non protagonista: <strong>Michela CESCON</strong> per <em>Romanzo di una strage<br />
</em>Fotografia: <strong>Luca BIGAZZI</strong> per <em>This must be the place<br />
</em>Scenografia: <strong>Stefania CELLA</strong> per <em>This must be the place<br />
</em>Costumi: <strong>Alessandro LAI</strong> per <em>Magnifica presenza<br />
</em>Montaggio: <strong>Benni ATRIA</strong> per <em>Diaz<br />
</em>Sonoro in presa diretta: <strong>Remo UGOLINELLI</strong> e <strong>Alessandro PALMERINI</strong> per <em>Diaz<br />
</em>Colonna sonora: <strong>Franco PIERSANTI</strong> per <em>Terraferma</em> e <em>Il primo uomo<br />
</em>Canzone originale: <em>Love is requited</em> di <strong>Andrea Guerra</strong> e <strong>Michele von Buren</strong>, interpretata da <strong>ELISA </strong>&#8211; <em>Un giorno questo dolore ti sarà utile<br />
</em>Miglior film europeo: <strong><em>THE ARTIST</em></strong> di Michel Hazanavicius<br />
Miglior film extraeuropeo: <strong><em>DRIVE</em></strong> di Nicolas Winding Refn<br />
Nastro dell’anno: <strong><em>CESARE DEVE MORIRE</em> </strong>di Paolo e Vittorio TAVIANI<br />
Nastro europeo Bulgari: <strong>Matteo GARRONE</strong></p>
<p><strong>Premi Speciali</strong></p>
<p>Nastro d’Oro 2012: <strong>Dante FERRETTI</strong> e <strong>Francesca LO SCHIAVO</strong> per <em>HUGO CABRET<br />
</em>Nastro speciale 2012 per la commedia: <strong>Carlo </strong>e <strong>Enrico VANZINA<br />
</strong>Premio LANCIA – Nastri d’Argento 2012 per l’eleganza e lo stile innovativo nella qualità a <strong>Giuseppe FIORELLO<br />
</strong>Premio PERSOL – Nastri d’Argento 2012 Personaggio dell’anno a <strong>Pierfrancesco FAVINO<br />
</strong>Premio Fondazione Lene THUN &#8211; Nastri d’Argento 2012 al film italiano che maggiormente abbia valorizzato un tema sociale: <strong><em>POSTI IN PIEDI IN PARADISO<br />
</em></strong>Premio BIRAGHI: <strong>Andrea OSVART &amp; Andrea BOSCA<br />
</strong>Menzione Speciale Premio BIRAGHI: <strong>Filippo PUCILLO</strong> e <strong>Filippo SCICCHITANO</strong></p>
<p>Si è conclusa a tarda sera, tra gli applausi d’un pubblico sempre attento, la cerimonia di premiazione ricca d’emozioni e di buone promesse per il cinema italiano, a conferma che il ciclo difficile è quasi tutto alle spalle. In chiusura, ci si consenta una soddisfazione, da aquilani. Nella crudezza della tragedia che abbiamo vissuto e nei complicati anni che ci attendono per la ricostruzione della nostra città, qualche soddisfazione e una buona notizia per <strong>L’Aquila</strong> non guastano, come la presenza tra i <strong>Nastri d’Argento 2012</strong>, dell’aquilano <strong>Alessandro Palmerini</strong>, vincitore insieme a <strong>Remo Ugolinelli</strong> dell’ambito riconoscimento per il “<strong><em>Miglior sonoro in presa diretta</em></strong>” del film <strong><em>Diaz</em></strong> di <strong>Daniele Vicari</strong>. Il giovane professionista aquilano, alla consegna del Nastro d’Argento, ha dedicato il premio all’Aquila e all’Emilia, colpite dalla tragedia del terremoto. Per lo stesso film, un mese fa a <strong>Roma</strong>, i due professionisti del suono avevano vinto il <strong>Ciak d’oro 2012</strong>. Il film di <strong>Daniele Vicari</strong>, che racconta le gravi vicende accadute all’interno della scuola Diaz durante il Summit G8 di<strong> Genova</strong>, nel luglio 2001, ha vinto l’<strong>Audience Award</strong>, il premio del pubblico, al Festival del Cinema di <strong>Berlino</strong>.</p>
<p>L’opera, una coproduzione Italia-Francia-Romania, è stata girata in gran parte a <strong>Bucarest</strong> e per il resto in territorio italiano. Il film, ben accolto dal pubblico, viene apprezzato per il rigore e l’aderenza ai fatti. Ha scritto <strong>Giona A. Nazzaro</strong> su MicroMega: “<em>Diaz </em>è un film importante. Per varie ragioni. Ma soprattutto perché, di fronte a una tragedia come lo scandalo della scuola Diaz e della caserma Bolzaneto, Vicari non ha commesso l’errore solito dei registi bene intenzionati di rinunciare al cinema per amore di polemica. <em>Diaz </em>è un film che funziona come una micidiale macchina spettacolare. Come il più spietato ed efficace dei blockbuster hollywoodiani. Daniele Vicari non vuole predicare ai già convertiti e crogiolarsi al calduccio delle opinioni condivise. No. Con <em>Diaz </em>il regista ha affrontato una pagina nerissima della storia italiana recente per raccontarla come cinema. E, al di là dell’ineludibile portata politica del film, <em>Diaz </em>convince proprio in quanto racconto cinematografico (…)”.  Numerosi già i riconoscimenti al film di <strong>Daniele Vicari</strong>, cui<strong> </strong>s’aggiungono, da Taormina, i <strong>Nastri d’Argento</strong> a <strong>Domenico Procacci</strong> (Produzione), <strong>Benni Atria</strong> (Montaggio), <strong>Remo Ugolinelli</strong> e <strong>Alessandro Palmerini</strong> (Sonoro in presa diretta).</p>
<p><strong>Alessandro Palmerini</strong> è nato nel 1977 a <strong>L’Aquila</strong>. Nella città capoluogo d’Abruzzo si è formato presso l’<strong>Accademia dell’Immagine</strong>, concludendo nel 2002 il ciclo quinquennale di studi con una tesi sul suono nel cinema. Nella stessa Accademia ha poi svolto per tre anni un incarico di docenza. Nel 2008 ha vinto il primo <strong>Ciak d’oro</strong> insieme ad <strong>Alessandro Zanon</strong> per il <em>Miglior suono in presa diretta</em> del film <em>La ragazza del lago</em> di <strong>Andrea Molaioli</strong>. Nello stesso anno gli è stato conferito il <strong>Premio Aits</strong> per il film Tv <em>Maria Montessori</em> di <strong>Gianluca Tavarelli, </strong>sulla grande pedagogista italiana, trasmesso da Canale 5 di Mediaset. Il più recente impegno professionale del tecnico del suono aquilano è stato nelle riprese del film <strong><em>Io e te</em></strong> di <strong>Bernardo Bertolucci,</strong> maestro indiscusso del cinema mondiale tornato sul set dopo nove anni dal suo <em>The Dreamers</em>. Il film <strong><em>Io e te</em></strong>, tratto dal romanzo breve di <strong>Niccolò Ammanniti</strong>, è stato<strong> </strong>presentato fuori concorso al Festival del Cinema di <strong>Cannes</strong>, nello scorso mese di maggio, raccogliendo molto lusinghieri consensi di critica e di pubblico. Al grande regista emiliano sono stati tributati a Cannes ben dodici minuti di applausi. <strong>Alessandro Palmerini</strong> ha inoltre partecipato, come film maker, alle spedizioni alpinistiche abruzzesi, organizzate dal <strong>CDAA</strong>, nel 2002 sul <strong>Cho Oyu</strong> (Himalaya), con i suoi 8201 metri d’altezza sesta vetta del mondo, e nel 2007 sul <strong>Broad Peak</strong> (Karakorum), 8047 metri, altro picco dei 14 ottomila esistenti, realizzando il docufilm <strong><em>Mondi Sospesi</em></strong>.</p>
<p style="text-align: right;">Goffredo Palmerini</p>
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