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	<title>pasta Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Neuroscienze: un piatto di pasta stimola le relazioni interpersonali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 09:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi dell'esperienza razionale]]></category>
		<category><![CDATA[Behavior & Brain Lab" dell'Università IULM]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione e convivialità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità. Non a caso, è l&#8217;emblema della Dieta Mediterranea che proprio della convivialità ha fatto una condizione necessaria, positiva per il corpo e la mente. Negli anni, numerosi studi hanno dimostrato che mangiare in compagnia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/14/neuroscienze-un-piatto-di-pasta-stimola-le-relazioni-interpersonali/">Neuroscienze: un piatto di pasta stimola le relazioni interpersonali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma <strong>un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità</strong>. Non a caso, è l&#8217;emblema della Dieta Mediterranea che proprio della convivialità ha fatto una condizione necessaria, positiva per il corpo e la mente. Negli anni, numerosi studi hanno dimostrato che mangiare in compagnia riduce lo stress, rafforza i legami sociali e influisce positivamente sulla salute fisica e mentale. Quello che non sapevamo è che <strong>la pasta è un vero e proprio propulsore di socialità</strong>: <strong>esiste un meccanismo preciso di spinta alla connessione sociale che si prova mangiando un piatto di pasta</strong> e che, per la prima volta, è stato indagato e misurato scientificamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo rivela uno studio italiano del &#8220;Behavior &amp; Brain Lab&#8221; dell&#8217;Università<strong> IULM</strong>, realizzato per i pastai di<strong> Unione Italiana Food</strong>. La ricerca scientifica <strong>ha indagato la sfera della convivialità a tavola con un focus sulla pasta</strong> e, grazie all&#8217;uso di strumenti di neuromarketing, ha dimostrato che <strong>il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità</strong>, capace di generare emozioni positive e di rafforzare i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dimostrarlo,<strong> i ricercatori hanno utilizzato le metodologie neuroscientifiche e del brain tracking</strong> (l&#8217;analisi delle attivazioni cerebrali legate alle emozioni, della variazione del battito cardiaco e della microsudorazione), su un campione di 40 soggetti (20 donne e 20 uomini) divisi in <strong>20 in coppie di età compresa </strong><strong>tra i 25 e i 55 anni</strong>, senza allergie o intolleranze alimentari, appassionati di pasta (1 su 2 dichiara di consumarla quotidianamente e per il 53% è un vero e proprio comfort food), film e giochi. <strong>Lo studio ha così individuato l&#8217;effetto del consumo di pasta sulla qualità delle interazioni sociali</strong>, ha confrontato le emozioni positive e la connessione percepita in diverse esperienze condivise come <strong>la visione di uno spezzone di un film</strong>, la <strong>condivisione di un&#8217;attività ludica</strong> e una <strong>fase di interazione libera</strong> (che viene considerata come benchmark, visto il suo naturale livello di coinvolgimento sociale), identificando gli indicatori neuroscientifici, fisiologici e comportamentali che spiegano il ruolo unico della pasta nella promozione della convivialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TRA MEMORIA E COINVOLGIMENTO EMOTIVO: ECCO COME LA PASTA ACCENDE LA CONVIVIALITÀ</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio conferma che<strong> mangiare pasta in compagnia facilita le interazioni sociali a livello di stimolazione cognitiva ed emotiva</strong>, più di quanto succeda con la visione di un film o durante lo svolgimento di un&#8217;attività ludica (per il dettaglio dello studio, vd. Focus 1)<strong>. </strong>La ricerca ha reso evidente che <strong>condividere un pasto semplice come un piatto di pasta </strong>può essere un modo efficace per<strong> rafforzare i legami sociali e connettere emotivamente persone tra loro sconosciute e diverse</strong>. Lo studio è stato realizzato in <strong>due step</strong>: <strong>come hanno performato le varie attività di condivisione</strong> <strong>e quale attività ha generato una migliore interazione e connessione tra i partecipanti</strong>. In base ai parametri adottati (<strong>Emotional Index, Engagement Index, Memorization Index</strong>, <strong>Analisi dell&#8217;esperienza razionale, Inclusion of Other in Self Scale</strong>, <strong>Questionario, Hyperscanning</strong>), i risultati evidenziano che il consumo di <strong>un piatto di pasta produce una potente attivazione emozionale in chi condivide l&#8217;esperienza</strong>, con valori più alti rispetto a quelli prodotti da altre attività socializzanti, come fare un gioco collaborativo, guardare un film o chiacchierare liberamente. La stessa tendenza si verifica andando a vedere l&#8217;indicatore di memoria: la pasta si riconferma «cibo della memoria» e catalizzatrice di memorie condivise e ricordi. È, infine, l&#8217;attività che maggiormente ha attivato emozioni positive, riducendo quelle negative.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IULM: &#8220;LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLE EMOZIONI PROVA CHE LA PASTA FA RIMA CON CONVIVIALITÀ&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo quindi dire che, dove c&#8217;è pasta, ci sono legami? &#8220;<em>Attraverso questo studio </em><em>la scienza si è messa al servizio delle emozioni per certificare che la pasta è sinonimo di convivialità</em><em> – </em>afferma <strong>Vincenzo Russo, Professore Ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing dell&#8217;Università IULM, Fondatore e Coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing Behavior &amp; Brain Lab IULM</strong><em> – I risultati ci dicono che sono proprio i momenti in cui mangiamo la pasta quelli che ci attivano maggiormente a livello emotivo. È, quindi, l&#8217;atto vero e proprio di assaggiare e assaporare il piatto nel suo pieno sapore a stimolare le memorie e le emozioni più positive. I risultati ci permettono di poter affermare che la pasta è un vero e proprio catalizzatore di relazioni</em> <em>e che un piatto di spaghetti a centro tavola può dar vita ad una rete sociale&#8221;.</em>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PASTA, COMFORT FOOD PER OLTRE 1 ITALIANO SU 2, RIPORTA A &#8220;CASA&#8221;, &#8220;FAMIGLIA&#8221; E &#8220;TRADIZIONE&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La pasta è il comfort food per il 53% del campione, in linea con le statistiche nazionali. La pasta rincuora e gratifica tramite associazioni positive, regalando una sensazione di benessere, a cui ricorriamo per soddisfare un bisogno emotivo. Le associazioni legate alla pasta fanno riferimento principalmente a caratteristiche organolettiche, alla dimensione domestica e familiare e al benessere. La metà del campione (50%) associa come prima cosa &#8220;all&#8217;esperienza pasta&#8221; caratteristiche sensoriali legate al gusto, definendola come &#8220;gustosa&#8221;, &#8220;buona&#8221;. Il 43% ha usato parole che fanno <strong>riferimento alla sfera della casa, della famiglia e della tradizione</strong>, usando termini come &#8220;famiglia&#8221;, &#8220;mia moglie&#8221;, &#8220;tradizione&#8221;, &#8220;Italia&#8221;. Il 13% ha usato anche <strong>termini relativi alla sfera del benessere usando parole come &#8220;coccola&#8221;, &#8220;gratificazione&#8221;, &#8220;piacere&#8221;, &#8220;benessere&#8221; e &#8220;buonumore&#8221;</strong>.Il potere della pasta come attivatore di ricordi si manifesta anche nelle conversazioni: mentre i partecipanti condividevano un piatto di pasta, <strong>il 60% delle interazioni ruotava attorno a legami familiari, relazioni personali e origini</strong>. Un dato che conferma come questo alimento abbia la capacità di riportare alla mente momenti vissuti, creando un ponte emotivo tra passato e presente.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PRESIDENTE DEI PASTAI: &#8220;DOVE C&#8217;È LA PASTA, SI ACCENDE LA COMPAGNIA E SI CREANO LEGAMI&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità, e da oggi sappiamo perché. &#8220;<em>Abbiamo sempre saputo che la pasta è un alimento conviviale che si presta ad essere condivisa e che, consumata con gli amici o con la famiglia, permette di creare un momento di aggregazione – </em>afferma <strong>Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai italiani di Unione Italiana Food</strong><em> – È protagonista di momenti di gioia e relax e la sua versatilità permette di creare infinite ricette, adatte a diverse occasioni e gusti. Ora arriva la conferma da questa ricerca che abbiamo commissionato a IULM, nella quale la pasta viene eletta a vero e proprio catalizzatore di socialità. </em><em>Sono felice di poter dire che la pasta è il linguaggio universale dell&#8217;amicizia e che, dove c&#8217;è la pasta, si accende la compagnia e si creano legami&#8221;.</em></p>
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		<title>Inflazione: da +6% pasta a +8% frutta con clima pazzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 15:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[carrello della spesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A spingere l&#8217;accelerazione del carrello della spesa sono anche gli aumenti dei prodotti alimentari rispetto allo scorso anno, dal vino (+6,9%) alla pasta (+6%), dalla frutta (+8%) alla verdura (+2,9%) anche per effetto del clima impazzito che ha fatto sparire quest&#8217;anno dagli alberi un frutto su quattro. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/09/14/inflazione-da-6-pasta-a-8-frutta-con-clima-pazzo/">Inflazione: da +6% pasta a +8% frutta con clima pazzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A spingere l&#8217;accelerazione del carrello della spesa sono anche gli aumenti dei prodotti alimentari rispetto allo scorso anno, dal vino (+6,9%) alla pasta (+6%), dalla frutta (+8%) alla verdura (+2,9%) anche per effetto del clima impazzito che ha fatto sparire quest&#8217;anno dagli alberi un frutto su quattro. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull&#8217;andamento dei prezzi ad agosto in un 2018 in cui si contano oltre mezzo miliardo di danni in agricoltura dall&#8217;inizio dell&#8217;anno per le anomalie climatiche che hanno decimato i raccolti, distrutto coltivazioni, abbattuto alberi abbattuti e allagato le aziende ma anche provocato frane, smottamenti e alluvioni in un 2018 che si e&#8217; classificato fino ad ora come l&#8217;anno piu&#8217; bollente dal 1800, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,46 gradi rispetto alla media storica nei primi sette mesi dell&#8217;anno. Nonostante l&#8217;aumento dei pezzi della pasta le quotazioni del grano sono ancora insoddisfacenti per gli agricoltori italiani che per il maltempo hanno subito una riduzione della produzione di grano di circa il 10% rispetto allo scorso anno anche se la qualita&#8217; e&#8217; salva grazie a un buon contenuto proteico, secondo la Coldiretti. In calo anche il raccolto in Europa dove la siccita&#8217; ed il caldo hanno &#8220;bruciato&#8221; la produzione di grano tenero per pane e biscotti del 10% rispetto allo scorso anno mentre per il grano duro destinato alla pasta la riduzione e&#8217; contenuta al 4%. A livello internazionale la produzione peraltro e&#8217; in sofferenza dalla Russia all&#8217;Ucraina, dagli Stati Uniti al Canada, dall&#8217; Australia alla Turchia. Il crollo della produzione ha effetti sugli acquisti con il rischio di speculazioni nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola, a danno dei consumatori e dei produttori.</p>
<p>Per la frutta estiva quest&#8217;anno c&#8217;e&#8217; stato il crollo dei raccolti in tutta Europa a causa dell&#8217;andamento stagionale anomalo con gelate e grandine, dalle albicocche alle susine, dalle pesche alle nettarine fino alle susine. Una situazione difficile per i coltivatori in Italia dove la Coldiretti stima un raccolto di pesche in calo di oltre il 20% nel mezzogiorno e del 15% al nord e una ridotta disponibilita&#8217; anche per le susine e si stimano circa il 20% di albicocche in meno nei frutteti in Emilia-Romagna, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Piemonte e Calabria. In queste condizioni per ottimizzare la spesa e non cadere negli inganni il consiglio della Coldiretti e&#8217; quello di verificare l&#8217;origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati di Campagna Amica e non cercare per forza il frutto perfetto perche&#8217; piccoli problemi estetici non alternano le qualita&#8217; organolettiche e nutrizionali. Per il vino invece e&#8217; iniziata ad agosto la vendemmia che si prevede nel 2018 con una produzione complessivamente in aumento tra 10% e il 20% con circa 46/47 milioni di ettolitri rispetto ai 40 milioni dello scorso anno, che per la grave siccita&#8217; e&#8217; stata tra le piu&#8217; scarse dal dopoguerra con effetti anche sugli attuali andamenti di mercato. L&#8217;andamento anomalo di quest&#8217;anno con fino conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la piu&#8217; elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo. Una situazione che colpisce direttamente le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli stagionali che impatta sull&#8217;economia e rappresenta anche una sfida anche per i consumatori che sono costretti a fare i conti con le fluttuazioni anomale nei prezzi dei prodotti che mettono nel carrello della spesa, conclude la Coldiretti.</p>
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