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	<title>patrimonio culturale Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Abruzzo: sindaci alla Camera per chiedere lo sblocco di 13 milioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/13/sindaci-abruzzesi-alla-camera-per-il-progetto-bellezz-richiesta-di-sblocco-di-13-milioni-p/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 16:10:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I sindaci abruzzesi alla Camera chiedono lo sblocco di circa 13 milioni per il recupero del patrimonio culturale e denunciano fondi congelati dal 2022.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/13/sindaci-abruzzesi-alla-camera-per-il-progetto-bellezz-richiesta-di-sblocco-di-13-milioni-p/">Abruzzo: sindaci alla Camera per chiedere lo sblocco di 13 milioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Il 13 maggio a Roma i sindaci abruzzesi hanno partecipato a una conferenza alla Camera dei Deputati per sollecitare lo sblocco dei finanziamenti destinati al recupero del patrimonio culturale. Al centro dell&#8217;appello la sospensione, decisa con la delibera CIPESS del 2022, di risorse pubbliche rilevanti per interventi locali.</p>
<p>A livello nazionale sono coinvolti 62 Comuni e oltre 550.000 cittadini, con quasi 49 milioni di euro di finanziamenti congelati. Per l&#8217;Abruzzo la sospensione riguarda circa 13 milioni di euro previsti per 16 Comuni, risorse indicate come necessarie per il restauro di edifici storici, teatri, castelli, monasteri e altri luoghi simbolo delle comunità locali.</p>
<p>Roberta Tedeschi, sindaca di Povegliano Veronese e coordinatrice nazionale dei sindaci del progetto Bellezz@, ha dichiarato: &#8220;Non siamo qui per chiedere favori, ma per chiedere che lo Stato mantenga gli impegni assunti con i territori&#8221;. Secondo la coordinatrice, dietro i numeri ci sono amministrazioni che hanno già investito tempo e risorse nella progettazione, e il blocco dei fondi rischia di fermare sviluppo, turismo, lavoro e valorizzazione culturale in molti territori.</p>
<p>Il sindaco di Fossacesia e membro del Comitato di Coordinamento, Enrico Di Giuseppantonio, ha sottolineato le ricadute locali della misura: &#8220;La cancellazione di 13 milioni di euro destinati ai 16 Comuni dell&#8217; Abruzzo rappresenta una scelta incomprensibile che penalizza territori già impegnati nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale. Per Fossacesia significa mettere a rischio interventi strategici legati all&#8217;Abbazia di San Giovanni in Venere, uno dei monumenti religiosi e culturali più importanti e suggestivi del Centro-Sud Italia&#8221;.</p>
<p>Anche il sindaco Pino Finamore ha evidenziato che i Comuni coinvolti hanno completato gli iter amministrativi richiesti dallo Stato, predisponendo progetti esecutivi e sostenendo spese. Ha citato, tra le opportunità legate ai finanziamenti, il recupero di Palazzo Castracane a Villa Santa Maria come esempio di intervento finalizzato alla valorizzazione culturale e turistica del territorio.</p>
<p>Il Coordinamento nazionale ha inoltre segnalato che molti enti locali, a causa del blocco delle risorse, non riescono ad accedere a bandi alternativi per gli stessi interventi, rimanendo così privi di prospettive dopo anni di attività amministrativa e tecnico-progettuale. I sindaci, insieme all&#8217;ANCI e al Coordinamento, hanno annunciato la continuazione delle iniziative per ottenere il ripristino immediato delle risorse e risposte dai livelli istituzionali competenti.</p>
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		<title>Terremoto: erogato da Bruxelles Fondo di Solidarieta&#8217; Ue</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/11/09/terremoto-erogato-da-bruxelles-fondo-di-solidarieta-ue/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 20:53:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi la Commissione europea ha trasferito all&#8217;Italia il contributo economico di 1,2 miliardi di euro del Fondo di Solidarieta&#8217; dell&#8217;Unione Europea (FSUE), approvato il 13 settembre scorso dal Parlamento europeo a favore delle zone dell&#8217;Italia centrale colpite dal sisma. L&#8217;attivazione del Fondo, che ha lo scopo di sostenere gli Stati membri dell&#8217;Ue colpiti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi la Commissione europea ha trasferito all&#8217;Italia il contributo economico di 1,2 miliardi di euro del Fondo di Solidarieta&#8217; dell&#8217;Unione Europea (FSUE), approvato il 13 settembre scorso dal Parlamento europeo a favore delle zone dell&#8217;Italia centrale colpite dal sisma. L&#8217;attivazione del Fondo, che ha lo scopo di sostenere gli Stati membri dell&#8217;Ue colpiti da catastrofi naturali, era stata chiesta dall&#8217;Italia il 16 novembre 2016 per far fronte ai danni e ai costi causati dagli eventi sismici che dal 24 agosto 2016 hanno interessato l&#8217;Abruzzo, il Lazio, le Marche e l&#8217;Umbria. Per l&#8217;intera sequenza sismica, dal 24 agosto 2016 al 18 gennaio 2017, la stima dei danni ammonta a circa 22 miliardi di euro. Come previsto dal Regolamento di istituzione del Fondo, spiega una nota del Dipartimento della protezione civile, il contributo, pari esattamente a 1.196.797.579 euro, e&#8217; destinato a sostenere i danni diretti e i costi della prima emergenza nei territori interessati. In particolare, gli interventi che il FSUE andra&#8217; a coprire si articolano in particolare su quattro principali attivita&#8217; emergenziali, la prima delle quali riguarda le diverse misure di assistenza alla popolazione rimasta senza casa: piu&#8217; di 582 milioni di euro, pari a quasi la meta&#8217; del contributo stesso, saranno utilizzati per sostenere i costi dei Contributi di Autonoma Sistemazione (CAS), della sistemazione alberghiera, delle Soluzioni Abitative di Emergenza (SAE), dei Moduli Abitativi Provvisori Rurali (Mapre), delle stalle e dei fienili. Altri 316 milioni e mezzo di euro sono destinati agli interventi di ripristino delle infrastrutture della rete viaria previsti nel Piano ANAS (1° e 2° stralcio), agli interventi di riparazione immediata negli edifici scolastici e alla realizzazione di strutture scolastiche temporanee. Oltre 208 milioni sono poi necessari per gli interventi di messa in sicurezza e protezione del patrimonio culturale a cura del Mibact e delle Regioni. Infine, quasi 89 milioni di euro sono destinati alle attivita&#8217; di gestione, rimozione e smaltimento delle macerie.</p>
<p>Il Dipartimento della Protezione Civile e&#8217; l&#8217;organismo responsabile del coordinamento e dell&#8217;attuazione del Fondo. L&#8217;intero ammontare verra&#8217; rendicontato sulla base dei danni diretti e dei costi sostenuti dalle Regioni e dagli altri soggetti attuatori. Secondo il Regolamento, il contributo dovra&#8217; essere utilizzato entro un periodo di diciotto mesi a decorrere dalla data del 6 novembre scorso, giorno in cui la Commissione europea ha erogato lo stanziamento. La parte di contributo finanziario che non sia stata impiegata entro tale termine o che sia stata utilizzata per operazioni non ammissibili, viene recuperata dalla Commissione a carico dello Stato beneficiario. Entro i 24 mesi dalla ricezione del contributo inoltre lo Stato beneficiario dovra&#8217; presentare una relazione sullo stato di attuazione del contributo con la relativa rendicontazione. Dal 2002 a oggi 24 paesi hanno beneficiato del Fondo di Solidarieta&#8217; dell&#8217;Unione Europea per far fronte a disastri quali incendi, siccita&#8217;, inondazioni, tempeste e terremoti. I soldi erogati possono essere usati per i servizi di emergenza e per offrire rifugio alle popolazioni, per ripulire le aree colpite, per riparare le infrastrutture come acquedotti e strade e per mettere in sicurezza il patrimonio culturale. Il contributo erogato in favore del nostro Paese a seguito degli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia e&#8217; il piu&#8217; alto mai concesso nell&#8217;ambito del Fondo di Solidarieta&#8217; dell&#8217;Unione Europea.</p>
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		<title>In Sinagoga prove per un dialogo continuo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 16:56:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/image00115.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1805" title="image001" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/image00115.jpg" alt="" width="176" height="176" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2010/01/image00115.jpg 176w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2010/01/image00115-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 176px) 100vw, 176px" /></a>Se quello di Wojtila fu definito “l’incontro dei gesti”, questo di Benedetto XVI, è stato certamente “l’incontro delle parole”, in cui, da ambo le parti, cristiani ed ebrei hanno ribadito elementi comuni e comune vocazione alla vicinanza spirituale, oltre ad un ricco patrimonio culturale ampiamente condiviso. <span id="more-1804"></span>Il risultato della visita del Papa  in sinagoga, il 17 scorso,  è, secondo il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, &#8220;decisamente positivo&#8221; e tale da consolidare il dialogo, già iniziato, fra cristiani ed ebrei, dopo un lungo, lunghissimo periodo di sospetti e difficili rapporti e nonostante sia Israele (per bocca del rabbino David Rosen, responsabile dell&#8217;American Jewish Committee), sia alcune fazioni di ebrei romani, non vedessero ancora segni di vera apertura e distensione da parte del Vaticano. Invece Benedetto XVI, nel suo lungo discorso in Sinagoga, ha sottolineando la continuità tra la sua volontà di amicizia e di dialogo rispetto a quella perseguita da papa Wojtyla ed affermato: “cristiani ed ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune, pregano lo stesso Signore, hanno le stesse radici, ma rimangono spesso sconosciuti l&#8217;uno all&#8217;altro. Spetta a noi  lavorare affinché rimanga sempre aperto lo spazio del dialogo, del reciproco rispetto, della crescita nell&#8217;amicizia, della comune testimonianza di fronte alle sfide del nostro tempo, che c’invitano a collaborare per il bene dell&#8217;umanità”. Dal canto suo il Rabbino Capo Di Segni, dopo aver ricordato che sia ebrei che cristiani danno &#8220;un significato sacro alla Bibbia, pur nelle differenti letture&#8221;, ha sottolineato che &#8220;la responsabilità va alla protezione di tutto il creato, ma la santità della vita, la dignità dell&#8217;uomo, la sua libertà, la sua esigenza di giustizia e di etica sono i beni primari da tutelare. Sono gli imperativi biblici che condividiamo, insieme con quello della misericordia: vivere la propria religione con onestà e umiltà, come potente strumento di crescita e di promozione umana, senza aggressività, senza strumentalizzazione politica, senza farne strumento d’odio, d’esclusione e di morte&#8221;. Lo stesso Rabbino Capo, davanti a Papa Benedetto XVI, ha poi rimarcato che: &#8220;malgrado una storia drammatica, i problemi aperti e le incomprensioni, sono le visioni condivise e gli obbiettivi comuni che devono essere messi in primo piano”. L&#8217;immagine di rispetto e d’amicizia che ha pervaso l’incontro deve essere un esempio per tutti: esempio di amicizia e fratellanza che mai dovranno essere esclusivi o in opposizione nei confronti di altri; in particolare di tutti coloro che si riconoscono nell&#8217;eredità spirituale di Abramo: Ebrei, Cristiani, Musulmani, che  sono chiamati senza esclusioni a questa responsabilità di pace. Circa la questione Pio XII, ne ha parlato il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, dichiarando che: “il silenzio di Pio XII di fronte alla Shoah duole ancora come un atto mancato: forse non avrebbe fermato i treni della morte, ma avrebbe trasmesso un segnale, una parola di estremo conforto, di solidarietà umana per i nostri fratelli trasportati verso i camini di Auschwitz”. Lo stesso a poi aggiunto, in una intervista a fine giornata, “Non abbiamo intenzione di entrare nella vicenda della beatificazione di Pio XII, non è affare del mondo ebraico. Ma se si vuole portarlo sugli altari per descriverlo alla storia quale non è, questo non lo possiamo accettare. Il predecessore di Pacelli, Pio XI ebbe il coraggio di combattere il nazismo e nel 1937 scrisse un documento in tedesco per contrastare quell’ideologia pagana che minacciava la Chiesa. Poi si attivò per condannare i provvedimenti sulla razza ariana e quando morì stava per realizzare un’enciclica in difesa degli ebrei.<br />
Pio XII non fece nulla per proseguire nella sua opera”. Tuttavia, ha aggiunto, “in attesa di un giudizio condiviso con l’apertura degli archivi storici in Vaticano va riconosciuto che “numerosi religiosi si adoperarono, a rischio della loro vita, per salvare dalla morte certa migliaia di ebrei, senza chiedere nulla in cambio”. In definitiva una domenica piena di commozione, di ricordi e fatto di pari dignità, che apre le porte, come a scritto Pierluigi Battista sul Corriere, ad un cammino comune il quale possa essere il viatico per un dialogo aperto fra religioni. Dopo l’incontro del 17 e nel solco del Concilio Vaticano II, i “silenzi” non saranno più ammessi. Il Giorno della Memoria della Shoah, il 27 gennaio, si avvicina e la vicinanza dei cristiani  alle storie (con annesse tragedie) di un Popolo che ha fatto l’Unità d’Italia 150 anni fa, dimenticato poi dalla cultura, dalla politica, dalla religione, dovrà essere sempre più chiara ed evidente e tale da costituire l’inizio di una comunione e fratellanza fra Ebrei, Cristiani e Mussulmani, da cui, di fatto, dipende il futuro della Terra. Infine una nota d’orgoglio per noi aquilani. Ha suonato alla fine dell’incontro e per 15 minuti, il nostro concittadino Prino Anselmi, clarinettista di soli 12 anni, giunto a Roma pochi mesi fa, con la mamma Svetlana Pekarskaya pianista e la sorellina Ottilia, due anni più giovane di lui, dopo la distruzione della loro casa quel maledetto 6 aprile, giorno in cui rimasero sotto le macerie per diverse ore, prima di essere miracolosamente salvati.<br />
Fisico esile e volontà di ferro, Primo aveva già partecipato, nel 2008, al concerto dedicato al Giorno della Memoria con l&#8217;Officina Musicale di L&#8217;Aquila e qualche mese fa, nel mese di giugno, ha vinto l&#8217;audizione per la Junior Orchestra dell&#8217;Accademia di Santa Cecilia in Roma, esibendosi poi in duo con la sorella, con tale vigore e sensibilità che “Il Messaggero” li ha definiti “I due fratellini prodigio dell&#8217;Aquila”. Per l’incontro in Suinagoga ha suonato brani di musica “klezmer” (Zemer Atzuv, Rikud im a Rav, Y&#8217;did nefesh, Tfila mibait aba, Ierushalaim shel zahav e Naase shalom), accompagnato dal violoncellista Tomas Rizzo.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
<p style="text-align: right;">Riproduzione Riservata.</p>
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