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	<title>pechino Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Pechino pronta alla riunificazione pacifica di Taiwan dopo le parole di Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 16:04:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pechino ha ribadito la disponibilità a procedere a una “riunificazione pacifica” di Taiwan, definendo al contempo la questione un “affare interno” della Repubblica Popolare. La precisazione è arrivata da Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri, a margine delle ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su un presunto impegno del leader cinese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pechino ha ribadito la disponibilità a procedere a una “riunificazione pacifica” di Taiwan, definendo al contempo la questione un “affare interno” della Repubblica Popolare. La precisazione è arrivata da Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri, a margine delle ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su un presunto impegno del leader cinese Xi Jinping.</p>
<p>Trump aveva affermato che, in un recente colloquio telefonico, Xi gli avrebbe garantito di non ordinare un’invasione dell’isola finché sarà in carica alla Casa Bianca.</p>
<p>Interrogata su tale dichiarazione, Mao Ning ha sottolineato la linea ufficiale di Pechino: “Siamo pronti a lavorare con massimo impegno e sincerità alla riunificazione pacifica, ma non permetteremo ad alcuno di separare Taiwan dalla Cina in alcun modo”.</p>
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		<title>Coronavirus. Pechino autorizza l&#8217;ingresso agli esperti dell&#8217;Oms</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 11:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le autorita&#8217; di Pechino hanno autorizzato l&#8217;ingresso di una missione di esperti dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanita&#8217; (Oms) a partire da giovedi&#8217; 14 gennaio. Il loro compito sara&#8217; quello di indagare le cause che hanno scatenato la pandemia di Covid-19, i cui primi casi sarebbero stati rilevati nella citta&#8217; di Wuhan a fine 2019. Non e&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le autorita&#8217; di Pechino hanno autorizzato l&#8217;ingresso di una missione di esperti dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanita&#8217; (Oms) a partire da giovedi&#8217; 14 gennaio. Il loro compito sara&#8217; quello di indagare le cause che hanno scatenato la pandemia di Covid-19, i cui primi casi sarebbero stati rilevati nella citta&#8217; di Wuhan a fine 2019. Non e&#8217; ancora stato tuttavia reso noto l&#8217;itinerario che gli scienziati delle Nazioni Unite compiranno nel Paese. Da tempo l&#8217;Oms chiedeva di poter inviare un team di scienziati ma Pechino ha sempre negato l&#8217;autorizzazione, una situazione che oggi la Cina motiva con una &#8220;malinteso&#8221;. In questi mesi le autorita&#8217; sanitarie cinesi hanno compiuto gia&#8217; sopralluoghi e studi, ma da piu&#8217; parti era stata sollecitata una indagine indipendente e trasparente. Il presidente uscente Donald <span class="searchKey">Trump</span>, alla luce di questi rifiuti, ipotizzo&#8217; un tentativo di insabbiamento da parte della Cina sulle proprie responsabilita&#8217; nella pandemia di Covid-19 e accuso&#8217; di complicita&#8217; anche l&#8217;Oms, annunciando l&#8217;uscita degli Stati Uniti dall&#8217;organizzazione, con il relativo taglio ai fondi destinati all&#8217;agenzia Onu.</p>
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		<title>Wall Street e Pechino trainano al rialzo le borse europee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 08:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[pechino]]></category>
		<category><![CDATA[wall street]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le drammatiche giornate scorse, le borse mondiali tornano finalmente a respirare a pieni polmoni e a far registrare crescite importanti su scala generale. Ieri la borsa americana ha fatto segnare l’impennata più significativa dal 2011, con un guadagno di oltre 4 punti percentuali, le cui conseguenze positive sono ben visibili anche nella giornata di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le drammatiche giornate scorse, le borse mondiali tornano finalmente a respirare a pieni polmoni e a far registrare<strong> crescite importanti su scala generale.</strong> Ieri la borsa americana ha fatto segnare l’impennata più significativa dal 2011, con un guadagno di oltre <strong>4 punti percentuali</strong>, le cui conseguenze positive sono ben visibili anche nella giornata di oggi. Trainate da Wall Street infatti, aprono in forte rialzo le borse europee. A sostenere gli acquisti è la prospettiva sempre più concreta che la <strong>Federal Reserve</strong> lasci i tassi di interesse invariati a settembre, come ammesso dal presidente della Fed di New York, <strong>William Dudley</strong>, dettosi ieri scettico sull&#8217;opportunità di un rialzo nel breve periodo.</p>
<p>Il Dax di Francoforte avanza del 2,61% a 10.259 punti, l&#8217;Ftse 100 di Londra sale del 2,07% a 6.103 punti, il Cac 40 di Parigi cresce del 2,25% a 4.602 punti, l&#8217;<strong>Ftse Mib di Milano guadagna l&#8217;1,64% a 21.823 punti.</strong></p>
<p>A spingere avanti l’economia europea c’è anche il forte “sostegno” delle borse asiatiche, che dopo i crolli dei giorni scorsi, tornano a rivedere le stelle con guadagni consistenti, garantiti dalle misure messe in atto dalla banca centrale cinese, che<strong> ha immesso sul mercato circa 150 miliardi di Yuan.</strong> La borsa di Shanghai chiude con un rialzo del 5,4% in seguito a una forte accelerazione nell&#8217;ultima ora di scambi. La seduta era stata comunque piuttosto volatile, con una breve fase in ribasso. Anche Shenzhen, l&#8217;altra grande piazza della Cina continentale, termina la seduta con un progresso del 3,33% mentre Hong Kong si avvicina alla chiusura con un rialzo del 2,95%.</p>
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		<title>Olimpiadi: Londra 2012 costata meno di Pechino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 12:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio provvisorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La spedizione olimpica a Londra e&#8217; costata alla Coni Servizi un milione e 700mila euro, oltre un milione in meno della missione di Pechino 2008, che costo&#8217; 2 milioni e 800mila euro. Il bilancio provvisorio (&#8221;ma le cifre sono pressoche&#8217; definitive&#8221;) e&#8217; stato illustrato oggi in occasione della Giunta Nazionale del Coni svoltasi a Roma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La spedizione olimpica a Londra e&#8217; costata alla Coni Servizi un milione e 700mila euro, oltre un milione in meno della missione di Pechino 2008, che costo&#8217; 2 milioni e 800mila euro. Il bilancio provvisorio (&#8221;ma le cifre sono pressoche&#8217; definitive&#8221;) e&#8217; stato illustrato oggi in occasione della Giunta Nazionale del Coni svoltasi a Roma e reso noto alla stampa dal capo missione e segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi.</p>
<p>I costi maggiori hanno riguardato le spese di soggiorno extravillaggio (650mila euro), le spese di viaggio (370mila), la copertura assicurativa (90mila), i trasporti materiali e locali (170mila), gli allestimenti uffici, spese sanitarie, telefoniche, beni di consumo e pasti (120mila euro).</p>
<p>Considerando pero&#8217; il contributo del Cio e del comitato organizzatore dei Giochi Locog (600mila euro), l&#8217;Olimpiade di Londra e&#8217; costata 1 milione e 100mila euro. Da tale cifra sono esclusi i premi medaglie per gli atleti olimpici e paralimpici, che, secondo quanto stimato, sfioreranno i 6 milioni di euro e saranno pagati alle rispettive Federazioni entro fine mese.</p>
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		<title>Usain Bolt: Lui è leggenda (noi molto meno)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 09:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Olimpiadi Londra 2012]]></category>
		<category><![CDATA[bolt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sino a quattro anni fa era un perfetto semi-sconosciuto. Poi, a Pechino, si materializza il &#8220;Fulmine&#8221;: oro e record del mondo su 100, 200 e 4X100, una tripletta da urlo, ottenuta senza nemmeno troppo sforzo. E ieri, Usain Bolt, il ragazzone colorato di Trelawny, Giamaica,  commenta la sua storica doppietta alle Olimpiadi di Londra con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/10/usain-bolt-lui-e-leggenda-noi-molto-meno/">Usain Bolt: Lui è leggenda (noi molto meno)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sino a quattro anni fa era un perfetto semi-sconosciuto. Poi, a Pechino, si materializza il &#8220;Fulmine&#8221;: oro e record del mondo su 100, 200 e 4X100, una tripletta da urlo, ottenuta senza nemmeno troppo sforzo.</p>
<p>E ieri, Usain Bolt, il ragazzone colorato di Trelawny, Giamaica,  commenta la sua storica doppietta alle Olimpiadi di Londra con un secco: “sono il più grande atleta vivente”.</p>
<p>Dalle ore 20, 55 minuti, 19 secondi e 32 centesimi (del fuso orario di Londra), Usain Bolt è ufficialmente l&#8217;unico uomo della storia che mai sia riuscito a vincere i 100 e i 200 metri in due Olimpiadi consecutive, un uomo che correndo così veloce, la leggenda l’ha raggiunta davvero.</p>
<p>Un atleta che, da quando è sulla scena, non ha mai fallito un grande appuntamento (tranne lo scorso anni, tradito dalla folla, alla partenza dei 100).</p>
<p>Domenica ha dominato sui 100, stabilendo il nuovo record olimpico:  9&#8243;63,  ed eguagliando la doppietta di Carl Lewis tra Los Angeles &#8217;84 e Seul &#8217;88, frantumando la concorrenza di Powell, Blake, Gay e Gatlin.</p>
<p>E, ieri sera, si è preso anche i 200 e la rivincita sull’amico Yohan, che aveva osato batterlo sulle due distanze ai trials, facendo parlare (a vanvera, evidentemente) di problemi fisici gravi ed insormontabili e di un inesorabile avvio sul viale del tramonto.</p>
<p>&#8220;Ci sono sempre quelli che mettono in discussione un campione, ma io sono qui per questo, per consolidare il mio status di leggenda&#8221;, aveva detto ieri, dopo aver vinto la semifinale in 20&#8243;18, quasi passeggiando negli ultimi 80 metri.</p>
<p>E la profezia, puntualmente, si e&#8217; avverata, all&#8217;Olympic Stadium di Londra, con una finale condotta come una sinfonia rossiniana. Anche Blake, che sulla distanza deteneva il secondo miglior crono di sempre (19&#8243;26 a Bruxelles lo scorso anno) e che nel 2012 e&#8217; stato il più veloce in assoluto (19&#8243;80), deve arrendersi.</p>
<p>Per lui, come nei 100, c&#8217;e&#8217; solo l&#8217;argento nonostante un ottimo 19&#8243;44, con Warren Weir terzo a completare una tripletta tutta giamaicana.</p>
<p>Era entusiasta alla fine Blot ed ha detto, commosso: “Sono sullo stesso piano di Michael Johnson, un mito per me, sono cresciuto vedendolo battere record su record&#8221;.</p>
<p>Nessuno era mai riuscito a firmare una doppietta olimpica sui 200. Meno che mai, qualcuno si era messo al collo il doppio oro 100-200 per due edizioni dei Giochi consecutivi.</p>
<p>Ma nessuno ha mai avuto, assieme, la potenza e la leggerezza di Blot,  per travolgere la storia e spostarne gli umani confini.</p>
<p>E’ partito bene (anche se per il tempo di reazione è stato solo quinto) e dopo pochi passi in curva aveva già annullato il décalage che lo separava dal connazionale Weir.</p>
<p>Poi, ai 150 metri, l&#8217;altro giamaicano Yohan Blake, l&#8217;erede che per il momento resta tale, ha iniziato ad avvicinarsi pericolosamente, ma anche inutilmente.</p>
<p>Mentre era ancora agli ultimi metri, Bolt ha portato l&#8217;indice alla bocca nel gesto di zittire tutti e, alla fine, (come non ricordare Abebe Bikila ai Giochi di Roma del 1960), dopo il traguardo,  senza nemmeno riprendere fiato, qualche flessione di scherzoso decalage, per poi cingersi le spalle con la bandiera della sua Nazione ed è andare verso i supporter in visibilio.</p>
<p>Il presidente del Cio Jacques Rogge,  nel pomeriggio,  commentando l&#8217;autoincoronazione di Bolt ha detto: &#8220;Anche se vincesse i 200 Bolt non può ancora considerarsi una leggenda, la sua carriera andrà valutata quando si ritirerà. Carl Lewis ha partecipato a 4 edizioni dei Giochi consecutive. Di sicuro Bolt è già un&#8217;icona, ma lasciate che stia bene e conservi le motivazioni per partecipare a 3 o 4 edizioni dei Giochi, poi si potrà dire una leggenda&#8221;.</p>
<p>Già a Pechino, dopo lo show del giamaicano per la vittoria nei 100, Rogge aveva commentato caustico: &#8220;Non è questo il modo di essere un campione. Dopo il traguardo bisogna essere più rispettosi degli avversari, stringere loro la mano, dargli una pacca sulla spalle e non fare tutte quelle scene&#8221;.</p>
<p>Sarà anche vero ma, a giudicare dalla folla sugli spalti, ieri sera a Londra, c’era un intero stadio olimpico che non la pensava così.</p>
<p>Lo avesse visto Pindaro il tebano, avrebbe cambiato i suoi versi immortali e scritto: “ Come l&#8217;acqua è il più prezioso di tutti gli elementi, come l&#8217;oro ha più valore di ogni altro bene, come il sole splende più brillante di ogni altra stella, così splende Blot, mettendo in ombra tutti gli altri”.</p>
<p>E Bacchilide, con distici perfetti avrebbe aggiunto:</p>
<p>“<em>Balza, o Fama che doni la gloria,</em></p>
<p><em>verso la sacra gara, recando</em></p>
<p><em>la notizia grata</em></p>
<p><em>che nella lotta delle mani audaci</em></p>
<p><em>Blot riportò la vittoria.</em></p>
<p><em>Di imprese belle ha suscitato il ricordo,</em></p>
<p><em>quante nel glorioso collo dell&#8217;Istmo</em></p>
<p><em>lasciata l&#8217;isola divina</em></p>
<p><em>Usain, noi mostrammo</em></p>
<p><em>con settanta corone.</em></p>
<p><em>La Musa indigena evoca</em></p>
<p><em>uno strepito dolce di flauti,</em></p>
<p><em>onorando con epinici</em></p>
<p><em>il caro figlio di Giamaica”. </em></p>
<p>Nel giorno di Blot si oscurano  anche il bronzo di Fabrizio Donato<strong>, </strong>campione d&#8217;Europa e primatista italiano,<strong> </strong>conquistato nel salto triplo, al quarto tentativo, dietro<strong> </strong>agli statunitensi Christian Taylor, e Will Claye e quello di Martina Grimaldi, 23 anni, bolognese, nella maratona di nuoto, nel bacino di Hyde Park.</p>
<p>A Serpentine Lake le “iron-women” hanno dovuto percorrere per sei volte un circuito di 1,6 kilometri ed alla fine la nostra atleta è riuscita a salire sul podio, regalando all’Italia la prima medaglia olimpica nella specialità, entrata nel programma a <strong>Pechino 2008</strong>.</p>
<p>E oggi tocca agli uomini e le nostre speranze sono tutte per Valerio <strong>Cleri</strong>, campione del mondo e quarto a Pechino.</p>
<p>Facendo a questo punto un bilancio parziale, come Nazione, a Londra, <strong>abbiamo ceduto una parte delle nostra medaglie:</strong><strong> </strong>quella del ciclismo che sta cambiando geografia ed agiografia e molte relative al nuoto.</p>
<p>Per fortuna, abbiamo super confermato quella della scherma e ritrovato in pieno quella del tiro, dove le nostre storie, quelle pacate, ispirate ad una ragionieristica efficienza, degli arcieri, così come quella egualmente serena ma personalissimamente intensa della stupefacente Jessica Rossi, la ragazzina con la carabina che vince e stravince anche per i terremotati della sua terra. Anche qui, ai Giochi di Londra,  le nostre storie sono sempre legate ad uno spirito da strapaese, ad una scommessa con gli amici prima ancora che con la vita.</p>
<p>La delusione maggiore nel nuoto<strong>, </strong>dove non abbiamo<strong> </strong><strong>preso neanche una medaglia, come non accadeva dal 1984. </strong></p>
<p><strong>Ma, con il resto, abbiamo mostrato al mondo intero, che il nostro sport </strong>vive di belle microstorie che sanno di famiglia: come in fondo vive e sopravvive il Paese, che fra l’altro non ha ancora una politica sportiva autentica e  uno sport vero nella scuola. Un sopravvivere simpatico, poco professionale, non esaltante, in fondo, davvero tutto nostrano e stapaesano.</p>
<p>Un modo di fare che ha posti tanto seducenti e scintillanti quanto pericolosi, a volte, come quell’universo oscuro che si chiama football, dove facciamo cose importanti che però ci disfano di tanti principi morali, portandoci a frequentare una crapula da basso impero.</p>
<p>E allora, invece di  contare le medaglie, vinte o perse, questi di Londra  siano per noi i giorni buoni per fare certi calcoli, dentro noi stessi.</p>
<p>E potremmo riflettere, come oggi fa Famiglia Cristiana, proprio sul caso Usain Blot, che non è vero che è stato spinto e avvolto, come mai nessun atleta, da una attesa così grande (si pensi a Owens a Berlino nel 1936 o a Lewis a Los Angeles nel 1984); mentre è vero che mai una così piccola porzione di mondo, quale è la sua <strong>Giamaica</strong><strong>,</strong> ha bloccato tutto il resto del pianeta intorno alle gesta non solo di un suo uomo, ma di tutto un movimento come quello dello sprint, maschile e femminile.</p>
<p>In una Londra piena di giamaicani fattisi inglesi anzi britannici per fame, Boil è il riscatto e il suo vasto repertorio mimico, il modo per dire ai suoi che possono farcela, in ogni casi, se continuano a credere in loro stessi.</p>
<p>Tornando a noi, ciò che dispiace (tanto che mi tacerò da qui fino alla fine dei Giochi), non è tanto leggere che l’operazione Londra per noi è fallimentare, che utopistico appare il raggiungimento di quota 30, molto difficile anche assestarsi sulle 25 medaglie indicate come obiettivo minimo dal Coni alla vigilia e che, insomma, il rischio tangibile è quello di <strong>un triste ritorno indietro nel tempo</strong>, per la precisione alle Olimpiadi di Barcellona 1992, quando l&#8217;Italia vinse appena 19 medaglie.</p>
<p>Triste è vederci privi di orgoglio di fronte alla vittoria limpida di Jessica Rossi o alla lacrime trattenute della Cagnotto.</p>
<p>Triste è scoprire, anche in questo caso, che è vago il sentimento nazionale e l’idea stessa di Nazione.</p>
<p>La storia di Tania Cagnotto, in lizza fino alla fine, che si abbraccia al padre allenatore e che dice, comunque, di essere soddisfatta perché ha dato tutto fino alla fine, dovrebbero essere la storia di questa nostra Nazione,  se non vuole continuare ad essere espressione geografica senza una radicata identità.</p>
<p>Lo scorso anno, per i Centocinquanta anni della nostra Unità, è stato un fiorire di libri, una autentica foresta che ci ha raccontato che gli italiani in verità né ci sono né, forse, ci sono mai stati.</p>
<p>Fra le molte iniziative, la mia preferita, quella di scena a Torino, dal 12 al 16 maggio: “L’Italia dei libri”, nel palazzo olimpico dell’Oval, connesso alle strutture del Lingotto, curata dal bibliofilo Gian Arturo Ferrari, che ha inteso raccontare l’Italia a attraverso i libri: 150 opere fra cui <em>La morte civile </em>di Paolo Giacometti (a molti non dirà nulla, ma si tratta di una pièce teatrale importante, un divorzio all’italiana dove un uomo si uccide per non distruggere la vita della moglie e alla figlia) al<em> Leopardi</em> di Citati, con, in mezzo, <em>Fosca </em>di Tarchetti e <em>I Malavoglia </em>di Verga e <em>La scienza in cucina </em>di Artusi, i <em>Canti orfici </em>di Campana, <em>Il mondo magico </em>di De Martino, <em>Il male oscuro </em>di Berto.</p>
<p>In quella mostra e selezione, l’evidenza è stata che non solo è difficile raccontare di una Italia unita, ma l’impresa è solo virtuale, perché una unità nello spirito, questa Terra,  ancora non la possiede.</p>
<p>Invece la Jamaica di Blot, non solo nasce dai martiri della ribellione di Morant Bay, ma si basa su una costituzione che è decisa a portare avanti la rivoluzione vittoriosa di Kingston, Hanover, Manchester, St. Mary, Clarendon e Portland, basata sulla più stretta unità di tutte le forze rivoluzionarie e del popolo, che conquistata la piena indipendenza, stabilì il potere rivoluzionario, realizzò le trasformazioni democratiche e iniziò la costruzione dell&#8217; anarchismo democratico che prosegue tutt&#8217;or, a con l&#8217;obbiettivo finale di edificare una società anarchica, ma rispettosa di valori condivisi.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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