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	<title>pensione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Fava (INPS): &#8220;Decontribuzione neoassunti under 35 ottimo inizio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 14:57:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[decontribuzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La decontribuzione per chi assume under 35 &#8220;è assolutamente un buon inizio. La nuova manovra porta delle migliorie a favore dei giovani e dell&#8217;occupazione e su questo andremo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/06/fava-inps-decontribuzione-neoassunti-under-35-ottimo-inizio/">Fava (INPS): &#8220;Decontribuzione neoassunti under 35 ottimo inizio&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La decontribuzione per chi assume under 35 &#8220;è assolutamente un buon inizio. La nuova manovra porta delle migliorie a favore dei giovani e dell&#8217;occupazione e su questo andremo sempre più avanti. La manovra è coerente, prudente, e in prospettiva dovrebbe aiutare&#8221;. Lo afferma il <strong>presidente Inps Gabriele Fava</strong> a margine di una conferenza stampa all&#8217;Università Bocconi di Milano, in cui sono state presentate le linee progettuali strategiche di Inps soprattutto nei confronti del mondo dei giovani e delle politiche attive da mettere in campo a favore della sostenibilità del sistema pensionistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, come ricordato dal direttore studi e ricerche Inps <strong>Gianfranco Santoro</strong> riprendendo il rapporto presentato dall&#8217;ente a settembre, ci sono 10,4 milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni. Quelli che lavorano sono circa 7 milioni, di questi &#8220;<strong>l&#8217;80% presenta contributi stabili nell&#8217;ultimo quinquennio,</strong> coprendo mediamente circa l&#8217;80% dell&#8217;intero periodo&#8221;. I restanti, da ritenersi precari o addirittura senza una copertura assicurativa, possono essere sostenuti, come osservano dall&#8217;Istituto di previdenza, &#8220;da ammortizzatori sociali tra i più inclusivi e generosi dei paesi dell&#8217;Unione europea o da strumenti di inclusione sociale e lavorativa come il Supporto alla Formazione e il Lavoro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Indipendentemente dalla loro condizione occupazionale, tutti i giovani, come fanno sapere da Inps,&nbsp;&#8220;fruiranno di un<strong> sistema pensionistico interamente contributivo</strong>, per cui informarli del suo funzionamento non solo è utile, ma realizza un diritto-dovere dello Stato, così come espresso dal&nbsp;secondo comma dell&#8217;articolo 3 della Costituzione&#8221;. L&#8217;obiettivo, come dice Fava, &#8220;proprio consapevoli delle preoccupazioni in prospettiva, è cercare di <strong>rendere il sistema pensionistico sempre&nbsp;</strong><strong>più sostenibile e in equilibrio&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quel che concerne il quadro generale che ne esce è &#8220;una situazione molto positiva in cui- precisa il dg Inps<strong> Valeria Vittimberga</strong>&#8211; le politiche attive stanno dando i loro frutti importanti&#8221;. Nel 2023 &#8220;c&#8217;è stata un&#8217;implementazione importante del numero di occupati, un&#8217;occupazione tendenzialmente stabile di lavori a tempo indeterminato e nel primo semestre del 2024 il&nbsp;<strong>trend è ancora di crescita</strong>&#8220;. Questo per la dg &#8220;è molto importante non soltanto per il PIL italiano e per l&#8217;economia italiana, ma è anche molto importante per l&#8217;equilibrio del sistema previdenziale&nbsp;e, conseguentemente, del sistema pensionistico&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per avere un sistema previdenziale solido, insomma, per Inps<strong> occorre offrire ai giovani opportunità&nbsp;</strong><strong>di lavoro regolare</strong>, riducendone i tempi di transizione sia dal sistema di istruzione e formazione al lavoro, che da una occupazione all&#8217;altra, con &#8220;adeguate misure di politiche attive del lavoro&#8221;. L&#8217;imperativo è sfruttare le competenze acquisite nella formazione iniziale per raggiungere l&#8217;obiettivo di aumentare la produttività del lavoro e ridurre il mismatch formativo, ricostruendo il circuito della fiducia nel futuro perché la pensione di domani si costruisce con il lavoro di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei risultati principali evidenziati quest&#8217;anno da Inps riguarda i 26,6 milioni di lavoratori assicurati (+4% rispetto al 2019). Come osserva Santoro, il numero degli assicurati è cresciuto sempre dal 2019 in avanti, e &#8220;abbiamo registrato 1,1 milioni di assicurati in più, trainati dal lavoro dipendente, e una leggera flessione del lavoro autonomo, in modo particolare i dipendenti lavoratori di imprese private extra agricole, dipendenti pubblici e iscritti alla gestione separata&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista territoriale, poi, la Lombardia rappresenta circa il 20% dei lavoratori assicurati, considerando che vi opera un&#8217;impresa su sei tra le imprese private del settore extragricolo, e con circa 5 milioni di posizioni, più 5% rispetto al 2019.</p>
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		<title>Scuola: da settembre diritto a pensione per 36.700</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/07/12/scuola-da-settembre-diritto-a-pensione-per-36-700/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 18:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;&#8220;Da quest&#8217;anno, l&#8217;Istituto per la prima volta ha assunto su di se&#8217; l&#8217;attivita&#8217; di certificazione del diritto a pensione per il personale del comparto Scuola, a differenza degli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;&#8220;Da quest&#8217;anno, l&#8217;Istituto per la prima volta ha assunto su di se&#8217; l&#8217;attivita&#8217; di certificazione del diritto a pensione per il personale del comparto Scuola, a differenza degli anni precedenti in cui la certificazione veniva effettuata dagli Uffici territoriali del Miur, salvo successiva verifica da parte dell&#8217;Inps in sede di liquidazione della pensione. La necessita&#8217; di procedere ad una preventiva verifica del diritto a pensione deriva dalla peculiare esigenza del comparto scuola di poter garantire all&#8217;inizio di ogni anno scolastico la continuita&#8217; didattica. Quest&#8217;anno sono pervenute oltre 41.000 domande di cessazione, con un aumento delle richieste di collocamento a riposo di oltre il 30% rispetto all&#8217;anno precedente. L&#8217;Inps ha certificato il riconoscimento del diritto a pensione, con decorrenza dal prossimo 1 settembre, per oltre 36.700 persone, mentre per le restanti 4.600, in linea con la percentuale dello scorso anno, tale diritto non e&#8217; stato al momento riconosciuto. Per queste ultime posizioni l&#8217;Istituto, in stretta collaborazione con i competenti uffici ministeriali, sta provvedendo ad ulteriori approfondimenti&#8221;. Cosi&#8217; l&#8217;Inps in una nota. &#8220;Gli esiti delle verifiche sono stati comunicati al Miur, tramite invii dei files contenenti gli elenchi, a partire dal 30 aprile&nbsp;scorso,&nbsp;con contestuale aggiornamento sulle lavorazioni via via effettuate dalle strutture territoriali dell&#8217;Istituto. Con riferimento alle notizie di stampa riguardanti le presunte diverse modalita&#8217; di calcolo, si precisa che l&#8217;Istituto ha da sempre adottato il criterio dell&#8217;anno commerciale per la verifica del diritto a pensione. L&#8217;eventuale differente modalita&#8217; di calcolo adottata dal Ministero in ogni caso puo&#8217; comportare esclusivamente limitate differenze con riferimento ai periodi pre-ruolo riconosciuti con provvedimenti di competenza del Miur. Infine, si evidenzia che il passaggio dell&#8217;attivita&#8217; di certificazione, garantendo la piena certezza del diritto, assicura la coerenza tra diritto verificato in anticipo e diritto in sede di liquidazione della pensione, superando il problema dei disallineamenti che si sono verificato negli scorsi anni. Questa mattina il direttore generale dell&#8217;Inps, Gabriella Di Michele, ha incontrato i sindacati della scuola, ai quali ha illustrato tutta l&#8217;attivita&#8217; posta in essere, testimoniando la grande attenzione e considerazione con cui la vicenda e&#8217; seguita dall&#8217;Istituto&#8221;, conclude la nota.&nbsp;</p>
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		<title>L’Italia delle disuguaglianze fotografata dall&#8217;Istat</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2017 10:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia è un paese di famiglie di operai in pensione e di impiegati. È quanto emerge dal Rapporto annuale 2017 dell’Istat che in questa edizione ha realizzato un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Italia è un paese di famiglie di operai in pensione e di impiegati</strong>. È quanto emerge dal Rapporto annuale 2017 dell’Istat che in questa edizione ha realizzato un focus con la classificazione delle famiglie per gruppo sociale, da cui emerge che del totale di 25.775.000 famiglie italiane<strong> il gruppo sociale più numeroso è composto dalle famiglie di operai in pensione pari a 5.852.000 che corrispondono a 10.5 milioni di persone</strong>, in quanto si tratta di nuclei con in media due persone a famiglia. Seguono le famiglie di impiegati che sono 4.582.000 pari però ha un numero di persone più numeroso, 12.2 milioni di persone. Mentre il primo gruppo ha un reddito medio, il secondo è considerato benestante.</p>
<p>Seguendo sempre la suddivisione per reddito stanno meglio le famiglie che hanno una pensione d’argento con un reddito alto e sono 2.399.000<strong>. In cima alla classifica il gruppo classe dirigente pari a 1.856.000 persone che ha il reddito superiore del 70% rispetto alla media</strong> e ha un titolo universitario o post laurea.</p>
<p>Passando alle fasce meno abbienti <strong>hanno un reddito basso le famiglie con stranieri che sono le più colpite dalla crisi</strong> e hanno un reddito inferiore del 40% alla media: si tratta di 1.839.000 famiglie pari a 4.730.000 persone. Nella piramide sociale seguono, secondo lo schema dell’Istat, le le famiglie a basso reddito di soli italiani caratterizzate dall’essere famiglie numerose: si tratta di quasi 2 milioni di famiglie corrispondendo a 8.280.000 persone.</p>
<p>Stanno meglio con un reddito medio i giovani blue-collar (famiglie che hanno come persone di riferimento un&nbsp; operaio a tempo indeterminato) pari a 2.923.000 famiglie. Infine l’Istat segnala 846.000 famiglie tradizionali della provincia che hanno un reddito basso e sono numerose.</p>
<p>Del totale di oltre 25.775.000 famiglie italiane, <strong>15.534.000 sono quelle con un reddito più alto: sono pensionati, impiegati, quadri, dirigenti, imprenditori</strong>. Il restante 10.240.000 con un reddito inferiore è operaio, lavoratore atipico, inattivo o disoccupato.</p>
<p><strong>SCOMPAIONO CLASSE OPERAIA E PICCOLA BORGHESIA &#8211;&nbsp;</strong><strong>La perdita del senso di appartenenza a una certa classe sociale è più forte per la piccola borghesia e la classe operaia</strong>.</p>
<p>La classe operaia ha perso il suo connotato univoco e si ritrova per quasi la metà dei casi nel gruppo dei giovani blue-collar e per la restante quota nei due gruppi di famiglie a basso reddito, di soli italiani o con stranieri. La piccola borghesia si distribuisce su più gruppi sociali, in particolare tra le famiglie di impiegati, di operai in pensione e le famiglie tradizionali della provincia.</p>
<p>La crescente complessità del mondo del lavoro attuale, spiega l’Istat, ha fatto aumentare le diversità non solo tra le professioni ma anche all’interno degli stessi ruoli professionali, <strong>acuendo le diseguaglianze tra classi sociali e all’interno di esse</strong>.</p>
<p>La classe operaia e la classe media sono sempre state le più radicate nella struttura produttiva del nostro Paese.<strong> Oggi la prima ha abbandonato il ruolo di spinta all’equità sociale mentre la seconda non è più alla guida del cambiamento e dell’evoluzione sociale</strong> (in termini sia produttivi sia di costumi). Una delle ragioni per le quali ciò è avvenuto è la perdita dell’identità di classe, legata alla precarizzazione e alla frammentazione dei percorsi lavorativi, ma anche al cambiamento di attribuzioni e significati dei diversi ruoli professionali.</p>
<p><strong>Interi segmenti di popolazione non rientrano più nelle classiche partizioni</strong>: giovani con alto titolo di studio sono occupati in modo precario, stranieri di seconda generazione che non hanno il background culturale dei genitori, stranieri di prima generazione cui non viene riconosciuto il titolo di studio conseguito, una fetta sempre più grande di esclusi dal mondo del lavoro dovuta anche al progressivo invecchiamento della popolazione.</p>
<p>QUOTA ANZIANI PIÙ ALTA IN EUROPA &#8211;&nbsp;L’invecchiamento della popolazione è uno degli aspetti demografici che contraddistinguono il nostro Paese nel contesto internazionale.<strong> In Italia gli individui con almeno 65 anni sono i più numerosi in Europa</strong>. È quanto segnala l’Istat nel rapporto annuale.</p>
<p>All’1 gennaio 2017 le persone con almeno 65 anni raggiungono il 22% del totale. La speranza di vita ha raggiunto gli 80,6 anni per gli uomini e gli 85,1anni per le donne e nel 2016 si è registrato un record nella bassa natalità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CON BASSO REDDITO NIENTE LAUREA</strong> &#8211;&nbsp;Il titolo di studio è ereditario e legato al reddito della famiglia di origine. Lo segnala l’Istat nel Rapporto annuale dove si legge ad esempio che il 40% dei figli di famiglie con un livello di istruzione basso non va oltre la licenza media e poco più di 1 su 10 riesce a ottenere un titolo universitario.</p>
<p>L’incidenza dei giovani laureati tra 25-34 anni con almeno un genitore con titolo universitario è pari al 27% e raggiunge livelli assai più elevati tra chi consegue una laurea scientifica giuridica o in architettura dove le percentuali sono attorno al 40%.</p>
<p>Si legge ancora che il rapporto tra diplomati dei licei e degli istituti professionali è pari a oltre 8 volte la media nelle famiglie della classe dirigente, oltre tre volte nel gruppo delle pensioni d’argento e quasi due nelle famiglie di impiegati.</p>
<p><strong>CLASSE DIRIGENTE IN SALUTE &#8211;&nbsp;</strong>Per l’accesso ai servizi sanitari<strong> influisce il non aver recuperato i livelli di reddito conseguiti prima della recessione</strong>. E’ quanto emerge dal Rapporto Istat 2017, dove si legge che la quota di persone che ha rinunciato a una visita specialistica negli ultimi 12 mesi, perché troppo costosa, è cresciuta tra il 2008 e il 2015 da 4 a 6,5% della popolazione; il fenomeno è più accentuato nel Mezzogiorno, sia come livello di partenza sia come incremento (da 6,6 a 10,1%).</p>
<p>Tra i gruppi sociali le diseguaglianze nelle condizioni di salute sono notevoli. Nel gruppo della classe dirigente tre quarti delle persone si dichiarano in buone condizioni di salute, mentre in quello più svantaggiato di anziane sole e giovani disoccupati la quota scende al 60,5%.</p>
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		<title>Esodati, Poletti: “Ottava salvaguardia per 20mila persone”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 12:50:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando della vicenda esodati a margine del convegno su ‘Il futuro è sociale’ alla città dell’altra economia, ha detto: “Nella legge di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/26/esodati-poletti-ottava-salvaguardia-per-20mila-persone/">Esodati, Poletti: “Ottava salvaguardia per 20mila persone”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro del Lavoro, <strong>Giuliano Poletti,</strong> parlando della vicenda <strong>esodati</strong> a margine del convegno su ‘Il futuro è sociale’ alla città dell’altra economia, ha detto: “Nella <strong>legge di bilancio</strong> è prevista l’ottava salvaguardia che interessa attorno alle 20 mila persone”.</p>
<p>Poletti spiega: “C’è una caratteristica particolare si prolungano i tempi di maturazione dei requisiti per l’accesso. <strong>Abbiamo individuato tre categorie che avranno 12, 24 e 36 mesi di tempo per accedere alla tutela</strong>. Con questa definizione- conclude Poletti- reputiamo di aver concluso questa operazione”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/26/esodati-poletti-ottava-salvaguardia-per-20mila-persone/">Esodati, Poletti: “Ottava salvaguardia per 20mila persone”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Pensione: Inps, 200.000 persone dovranno restituire la quattordicesima</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/09/20/pensione-inps-200-000-persone-dovranno-restituire-la-quattordicesima/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 09:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 200 mila i pensionati che dovranno restituire la quattordicesima indebitamente percepita nel 2009: tanti sono gli errori riscontrati nelle autodichiarazioni presentate in quel periodo. A confermare le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/20/pensione-inps-200-000-persone-dovranno-restituire-la-quattordicesima/">Pensione: Inps, 200.000 persone dovranno restituire la quattordicesima</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 200 mila i pensionati che dovranno restituire la quattordicesima indebitamente percepita nel 2009: tanti sono gli errori riscontrati nelle autodichiarazioni presentate in quel periodo. A confermare le indiscrezioni dei giorni scorsi e&#8217; stato il presidente dell&#8217;Inps, Antonio Mastrapasqua, intervenuto questa mattina al programma &#8220;Prima di tutto&#8221; su Rai Radio 1.</p>
<p>&#8220;La quattordicesima e&#8217; una bella iniziativa &#8211; ha detto Mastrapasqua &#8211; ma non puo&#8217; percepirla chi non ne ha diritto. Duecentomila persone hanno presentato dichiarazioni sbagliate: noi possiamo verificarle solo quando l&#8217;Agenzia delle Entrate rende disponibili i loro redditi per poi poter incrociare i dati. Per questo l&#8217;accertamento viene fatto quando questa somma e&#8217; gia&#8217; stata versata. I pensionati che hanno indebitamente percepito la quattordicesima &#8211; ha concluso Mastrapasqua &#8211; dovranno restituirla. L&#8217;Inps si incontrera&#8217; con i rappresentanti delle categorie per trovare il modo migliore di effettuare le trattenute cercando di salvaguardare le fasce piu&#8217; deboli&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/20/pensione-inps-200-000-persone-dovranno-restituire-la-quattordicesima/">Pensione: Inps, 200.000 persone dovranno restituire la quattordicesima</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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