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	<title>persone Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Un incendio nel Borneo malese distrugge mille abitazioni e costringe quasi 9.000 persone ad abbandonare le proprie case</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:40:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Nel distretto di Sandakan, sull’isola del Borneo malese, un vasto incendio ha raso al suolo circa mille abitazioni in un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/20/un-incendio-nel-borneo-malese-distrugge-mille-abitazioni-e-costringe-quasi-9-000-persone-ad-abbandonare-le-proprie-case/">Un incendio nel Borneo malese distrugge mille abitazioni e costringe quasi 9.000 persone ad abbandonare le proprie case</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Nel distretto di Sandakan, sull’isola del Borneo malese, un vasto incendio ha raso al suolo circa mille abitazioni in un villaggio costiero, costringendo quasi novemila residenti a fuggire dalle proprie case. Secondo il Dipartimento dei vigili del fuoco, citato dall’agenzia statale Bernama, al momento non si registrano vittime.</p>
<p>Le fiamme si sono sviluppate nella notte tra domenica 19 aprile e lunedì mattina, intorno all’1:32 ora locale. Jimmy Lagung, capo dei vigili del fuoco di Sandakan, ha spiegato che il rogo si è propagato con estrema rapidità a causa del forte vento e della vicinanza fra le strutture abitative. La bassa marea, inoltre, ha ostacolato l’approvvigionamento idrico necessario alle operazioni di spegnimento.</p>
<p>Il villaggio colpito fa parte dei cosiddetti “villaggi sull’acqua” dello Stato di Sabah, insediamenti caratterizzati da case di legno costruite su palafitte. Qui vivono alcune delle comunità più disagiate della Malesia, tra cui vari gruppi indigeni e persone senza cittadinanza.</p>
<p>Il primo ministro Anwar Ibrahim ha annunciato che il governo federale, in collaborazione con le autorità di Sabah, sta predisponendo l’invio di aiuti di prima necessità e soluzioni abitative temporanee per le famiglie evacuate.</p>
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		<title>Suicidio: oltre 7.000 richieste di aiuto nel 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 07:04:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/04/suicidio-oltre-7-000-richieste-di-aiuto-nel-2023/">Suicidio: oltre 7.000 richieste di aiuto nel 2023</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono state oltre 7.000 le persone che nel 2023 si sono rivolte a Telefono Amico Italia per gestire un pensiero suicida, proprio o di un caro. Mai così tante e cresciute del 24% rispetto al 2022. Nel 2024 si intravede una piccola inversione di tendenza: nel primo semestre le richieste d&#8217;aiuto sono state 3.500, -6,5% dal primo semestre 2023. Numeri ancora molto lontani dai livelli pre pandemia, quando l&#8217;organizzazione di volontariato gestiva mille chiamate l&#8217;anno di questo tipo. &#8216;In questi anni abbiamo visto come le persone hanno imparato sempre più a chiedere aiuto- afferma Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia, commentando i dati dell&#8217;organizzazione diffusi in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, che ricorre il 10 settembre- Ora sono le Istituzioni che devono imparare ad ascoltare e dare una risposta puntuale e strutturale. Noi continueremo ad aiutare chi si rivolge a noi, ma possiamo arrivare solo fino a un certo punto. Ci mettiamo a disposizione per partecipare a un tavolo nazionale, per individuare i giusti interventi e le strategie da mettere in atto&#8217;. La necessità di un piano di prevenzione è sottolineato anche dai dati Istat che, nell&#8217;ultimo anno monitorato, il 2021, segnalano un aumento dei suicidi: sono stati 3.870, a fronte dei 3.748 del 2020. Aumento che si riscontra in tutte le fasce d&#8217;età ad eccezione dei 50-64enni e che è più elevato tra gli under 49. Tra i 15 e 34 anni, in particolare, la crescita dei suicidi nel 2021 è stata del 16%. &#8216;I dati più recenti segnalano un aumento del numero dei suicidi, forse anche dovuto all&#8217;effetto della pandemia che si è sommata alle fragilità già esistenti in alcuni individui- sottolinea Maurizio Pompili, professore ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e direttore della Unità Operativa Complessa di Psichiatria presso l&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant&#8217;Andrea di Roma- Avere a disposizione il dato epidemiologico dei suicidi è centrale nell&#8217;analisi del fenomeno perchè permette di osservarne l&#8217;andamento e dunque anche di implementare misure preventive&#8217;. Se gli ultimi dati Istat sui suicidi dipingono un fenomeno in crescita, le tante persone che ricevono aiuto indicano la strada da seguire e evidenziano l&#8217;importanza della prevenzione. &#8216;La creazione di contesti dedicati alla prevenzione del suicidio, che utilizzino tutte le conoscenze specifiche e multidisciplinari sul fenomeno, aiuta sicuramente a salvare vite- prosegue Pompili- Fondamentale è la prevenzione primaria, che aumenti cioè la consapevolezza circa la prevenzione del suicidio. Poi è necessario soffermarsi sui gruppi a rischio e definire interventi preventivi ad hoc, come ad esempio nel caso di giovani o degli anziani. Infine, la prevenzione terziaria interviene su coloro che hanno fatto tentativi di suicidio o hanno ideazione suicidaria grave. L&#8217;organizzazione di interventi preventivi che vadano in queste tre direzioni potrebbe contrastare il fenomeno; l&#8217;ausilio di helplines e centri di ascolto rappresentano interventi imprescindibili&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> I DATI DI TELEFONO AMICO ITALIA &#8211; Negli ultimi anni le richieste d&#8217;aiuto arrivate a Telefono Amico Italia sono aumentate sempre di più, per questo motivo l&#8217;organizzazione ha deciso di ampliare ulteriormente il servizo telefonico nazionale aumentando di 1 ora la fascia d&#8217;ascolto garantita: dal 1° settembre 2024 i volontari risponderanno allo 02 2327 2327 dalle 9 del mattino a mezzanotte (non più dalle 10 alle 24). Il telefono è lo strumento usato dalla maggior parte delle persone che si rivolgono a Telefono Amico Italia, ma ci sono altre due modalità per chiedere aiuto, sempre più usate: il servizio di chat WhatsappAmico (324 011 7252) e la mail, accessibile attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it. Le oltre 7.000 richiesta d&#8217;aiuto arrivate nel 2023 da persone attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per il possibile suicidio di un proprio caro sono arrivate per il 75% al numero telefonico, per il 18% in chat e per il 7% via email. Si sono rivolte a Telefono Amico Italia più donne (51%), che sono state la maggioranza a scrivere sia su Whatsapp (57%) sia per email (54%); uomini e donne hanno invece telefonato in egual misura. I tre strumenti si distinguono circa l&#8217;età delle persone che li hanno usati. Il telefono è stato usato per il 18,5% da persone tra i 26 e i 35 anni, per il 17,5 tra i 46 e i 55 anni e per il 17 dai 56-65enni. La chat è stata usata soprattutto da giovani tra i 19 e i 25 anni (25%), dai 26-35enni (22%) e dai giovanissimi tra i 15 e 18 anni (21%). Anche l&#8217;email ha un&#8217;utenza più giovane del telefono: il 14,5% ha tra i 19 e i 25 anni, il 13% tra i 15 e i 18 e tra i 46 e i 55. La maggioranza di chi si è rivolto a Telefono Amico Italia per pensieri suicidi, propri o di un caro, vive con la famiglia o gli amici (telefono 41%, whatsapp 43%, email 39%); segue chi vive solo, con una percentuale maggiore tra chi chiama (31%) rispetto a chi scrive (whatsapp 14%, email 21%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;APPELLO ALLE ISTITUZIONI &#8211; &#8216;La prevenzione è l&#8217;unico modo che abbiamo per contrastare il fenomeno dei suicidi&#8217;. È l&#8217;appello lanciato da Telefono Amico Italia e dalla sua presidente Cristina Rigon alle Istituzioni: &#8216;Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente attenzione verso la salute mentale. Il bonus psicologo è sicuramente un esempio. Un primo passo verso la giusta direzione, ma non basta. Servono interventi strutturali, che arrivino anche a chi non sa chiedere aiuto, e più specifici per la prevenzione al suicidio&#8217;. &#8216;Cambiare la narrativa&#8217; del suicidio è il tema individuato dall&#8217;Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio (Iasp) per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio 2024, l&#8217;obiettivo è passare da una visione in cui il suicidio è uno stigma e un tabù, a una in cui è un fenomeno che può e deve essere prevenuto. Per farlo sono indispensabili politiche e legislazioni che considerino la salute mentale una priorità, che migliorino l&#8217;accesso alle cure e forniscano supporto a chi ne ha bisogno. &#8216;Il suicidio e la salute mentale devono diventare oggetto di un dialogo pubblico, aperto, costruttivo, che coinvolga tutti i soggetti e le professionalità coinvolte- prosegue Rigon- Solo un approccio strutturale e multidisciplinare, che sappia prendere in carico con i giusti strumenti ogni fase del dolore mentale che può portare al suicidio, può essere efficace&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">GLI EVENTI DI SENSIBILIZZAZIONE &#8211; In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio Telefono Amico Italia organizza una settimana ricca di eventi per sensibilizzare sull&#8217;importanza di aprire un dialogo sul tema. Martedì 10 settembre Telefono Amico Italia propone un talk social in diretta Facebook per affrontare insieme il tema della prevenzione. Interverranno: la professoressa Michela Gatta, direttrice dell&#8217;Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell&#8217;Azienda Ospedale-Università di Padova; il professor Maurizio Pompili, direttore della Unità Operativa Complessa di Psichiatria presso l&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant&#8217;Andrea di Roma; la presidente di Telefono Amico Italia Cristina Rigon; Beatrice De Luca co-fondatrice di Tutto Annodato. Modera la giornalista Micaela Faggiani presidente del Cantiere delle Donne. Il talk #nonparlarneé1suicidio può essere seguito sulla pagina Facebook di Telefono Amico Italia martedì 10 settembre, alle 18. In serata, inoltre, i monumenti di alcune città italiane si accenderanno di luce blu, il colore simbolo di Telefono Amico Italia. Tra le città che illumineranno i loro monumenti: Bergamo (Porta San Giacomo), Brescia (fontana di piazza Repubblica), Mantova (fontana di Largo Pradella), provincia di Modena (fontana del Graziosi a Modena e municipio di Formigine), Padova (torre campanaria di Palazzo Moroni), Palermo (Teatro Massimo), Parma (Palazzo dell&#8217;Assistenza Pubblica, illuminato fino al 15 settembre), Prato (Castello dell&#8217;Imperatore e Istituto Diagnostico Santo Stefano), Rovigo (Municipio), Sassari (Palazzo Ducale), Trento (Fontana del Nettuno in Piazza Duomo), Udine (Via Mercatovecchio), provincia di Venezia-Mestre (Cà Farsetti e Cà Loredan a Venezia, municipio di via Palazzo e torre civica di piazza Ferretto a Mestre, municipi di Camponogara, Spinea, Mirano, Campagna Lupia, Chioggia), Vicenza (Loggia del Capitaniato). Domenica 15 settembre Telefono Amico Italia scenderà, invece, in piazza, con la nuova edizione dell&#8217;evento Non parlarne è 1 suicidio, per incontrare la cittadinanza e aiutare le persone a prendere coscienza delle proprie emozioni: primo passo per prendersi cura di sé ed evitare che un proprio malessere momentaneo possa sfociare in qualcosa di più grave. I volontari di Telefono Amico Italia inviteranno i passanti a riconoscere la propria emozione dominante e dargli un colore, in piena libertà e liberi dai preconcetti. In cambio sarà consegnato un braccialetto colorato con la scritta #nonparlarneè1suicidio, per portare il messaggio di sensibilizzazione di Telefono Amico Italia in tutta la città. &#8216;Se la responabilità e l&#8217;attivazione delle istituzioni è fondamentale per una corretta prevenzione del suicidio- conclude Cristina Rigon- rimane essenziale anche la responsabilità verso noi stessi. Per questo, anche quest&#8217;anno scendiamo nelle piazze per parlare con le persone, per far capire quanto sia importante ascoltarsi, avere consapevolezza di come stiamo, prendersi cura di sé e, se avvertiamo che le cose non vanno bene e che da soli non ce la facciamo, chiedere aiuto&#8217;. A partire dal 1° settembre l&#8217;organizzazione ha inoltre lanciato la social challenge &#8216;Regala un tocco di colore a chi vede tutto nero&#8217;: fino al 10 settembre ognuno è invitato a postare sui propri canali social, utilizzando l&#8217;hashtag #nonparlarneè1suicidio, un video, una foto, un contenuto che racconti il colore che si vorrebbe donare a chi si trova in difficoltà ed è immerso nel buio, per aiutarlo a riemergere. La campagna di sensibilizzazione di Telefono Amico Italia #nonparlarneè1suicidio è sostenuta sui social da numerosi artisti e influencer: il ciclista Vincenzo Nibali; l&#8217;attrice Barbara Bonanni; l&#8217;attore Stefano Andrea Macchi; i cantautori Cosimo &#8216;Zanna&#8217; Zannelli, Matteo Faustini e Jack Jaselli; la cantautrice Carol Mag; la cantante Antonella Lo Coco; il cantante lirico e attore Marco Pangallo; il conduttore Marco Bellavia; le influencer Elisa D&#8217;Ospina e Elisa Altamura; Jennifer Sdrigotti campionessa del mondo di Folk Belly Dance; Marco Aurelio Fontana mountain biker, medaglia di bronzo ai giochi olimpici di Londra 2012.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/04/suicidio-oltre-7-000-richieste-di-aiuto-nel-2023/">Suicidio: oltre 7.000 richieste di aiuto nel 2023</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Fame nel Mondo: oltre 733 mln di persone colpite nel 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 20:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un rapporto preoccupante sulla sicurezza alimentare mondiale, pubblicato da cinque agenzie specializzate delle Nazioni Unite, rivela che nel 2023 oltre 733 milioni di persone, equivalenti a un individuo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/24/fame-nel-mondo-oltre-733-mln-di-persone-colpite-nel-2023/">Fame nel Mondo: oltre 733 mln di persone colpite nel 2023</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un rapporto preoccupante sulla sicurezza alimentare mondiale, pubblicato da cinque agenzie specializzate delle Nazioni Unite, rivela che nel 2023 oltre 733 milioni di persone, equivalenti a un individuo su undici, hanno sofferto la fame. In Africa, la situazione è ancora più grave, con uno su cinque che soffre di insicurezza alimentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti mettono in guardia sul rischio che il mondo manchi l&#8217;obiettivo di &#8220;fame zero&#8221; entro il 2030, uno dei traguardi fissati dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. La situazione attuale, infatti, mostra un arretramento ai livelli di malnutrizione del 2008-2009, facendoci tornare indietro di 15 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo drammatico scenario chiama a un&#8217;immediata azione internazionale per contrastare la fame nel mondo e garantire la sicurezza alimentare, soprattutto nelle regioni più vulnerabili come l&#8217;Africa. La comunità globale è chiamata a rafforzare gli sforzi per incontrare gli impegni presi e invertire questa tendenza allarmante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/24/fame-nel-mondo-oltre-733-mln-di-persone-colpite-nel-2023/">Fame nel Mondo: oltre 733 mln di persone colpite nel 2023</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Milioni di persone nel mondo unite per Earth Hour 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 19:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Earth Hour 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri, 23 marzo, alle 20:30 ora locale, milioni di persone in tutto il mondo si sono riunite per il diciottesimo anno di Earth Hour, l&#8217;Ora della Terra, a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/24/milioni-di-persone-nel-mondo-unite-per-earth-hour-2024/">Milioni di persone nel mondo unite per Earth Hour 2024</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ieri, 23 marzo, alle 20:30 ora locale, milioni di persone in tutto il mondo si sono riunite per il diciottesimo anno di Earth Hour, l&#8217;Ora della Terra, a sostegno e celebrazione del nostro pianeta. Circa un milione e mezzo di ore sono state donate al nostro pianeta dai cittadini in oltre 180 Paesi e territori, rendendola l&#8217;ora più importante per la Terra fino ad oggi. L&#8217;Ora della Terra di quest&#8217;anno è stata un faro di positività, speranza e ispirazione in un mondo sempre più diviso, poiché è riuscita a riunire quante più persone possibili in un movimento a favore della lotta alla crisi climatica e la tutela del Pianeta e della nostra salute. Per coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo, la mobilitazione globale del WWF ha invitato tutti a trovare i modi più divertenti per donare un&#8217;ora per la Terra. A questo proposito, il WWF Italia ha lanciato una sfida sui propri canali social, proponendo una serie di azioni di un&#8217;ora. In questa edizione, nel mondo è stato registrato un totale incredibile di circa un milione e mezzo di ore dedicate alla Terra, che ha superato le 410.000 ore dello scorso anno. Dalla Spagna alla Bolivia, dal Giappone alla Svezia, dalla Cambogia alla Germania, centinaia di eventi e celebrazioni dell&#8217;Ora della Terra hanno unito le persone di tutto il mondo, invitandole ad agire per proteggere natura e clima e salvare il proprio futuro. Fra i monumenti più iconici, sono state spente le luci per un&#8217;ora all&#8217;Opera di Sydney, alla Torre di Tokyo, nel punto di riferimento cinese di Ordos City, e nello Stadio Nazionale di Pechino, nel grattacielo Taipei 101. Sessanta minuti a luci spente anche per la Torre di Namsan Seoul, l&#8217;India Gate, il London Eye, la Porta di Brandeburgo, la Torre Eiffel, il Castelo de São Jorge, l&#8217;Empire State Building, le Cascate del Niagara, il Cristo Redentore, il Ponte Maputo Katembe e il Radisson Blu Mozambique.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il messaggio &#8216;+Azioni -CO2: Diamo Un Futuro Al Nostro Futuro!&#8217; il WWF Italia ha invitato cittadini, comunità e aziende a spegnere le luci e regalare un&#8217;ora per la Terra, sulla scia della sfida lanciata all&#8217;inizio di questa settimana, dedicando 60 minuti ad un&#8217;azione positiva per il futuro del nostro fragile Pianeta. L&#8217;evento centrale italiano si è svolto a Roma, ore 20.30 con lo spegnimento delle luci del Colosseo, del Vaticano, del Quirinale, Palazzo Madama, Palazzo Montecitorio e Palazzo Chigi. Tante e sono state le iniziative organizzate sul territorio dai volontari WWF con oltre 40 attività locali e circa 200 comuni che hanno aderito all&#8217;iniziativa spegnendo luoghi simbolo, piazze e monumenti in tutta Italia. Padova ha spento il portico di Palazzo Moroni, Piazza dei Signori, Piazza dei Frutti, Piazza delle Erbe, Palazzo Capitanio e via 8 Febbraio; a Firenze sono state spente le luci di Ponte Vecchio e Torre di Arnolfo, Piazzale Michelangelo, Basilica di Santa Croce, Abbazia di San Miniato e il Duomo, a Trento luci spente negli spazi espositivi del Muse; a Venezia in Piazza San Marco; Ledro ha partecipato con il suo splendido Museo delle Palafitte; Torino ha spento le luci della Mole Antonelliana e dei ponti monumentali sul fiume Po; è stato spento aanche il Tempio di Segesta che fa parte de Parco Archeologico di Segesta, mentre la città Bari ha spento i candelabri posti sul Lungomare Nazario Sauro, Bologna le luci del Palazzo del Podestà e della Fontana del Nettuno, Napoli Palazzo San Giacomo. Earth Hour 2024 ha ricevuto i Patrocini del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, dell&#8217;ANCI, della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica. All&#8217;evento è stata, inoltre, conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, che ha partecipato all&#8217;Ora della Terra ha dichiarato: &#8220;Durante l&#8217;Ora della Terra, milioni di persone in tutto il mondo spengono le luci per far luce sulla difficile situazione del nostro pianeta. La necessità è urgente. Il nostro clima sta crollando. L&#8217;anno scorso è stato il più caldo di sempre. Earth Hour è uno spettacolo globale di solidarietà per intraprendere una strada diversa. Dimostra il potere che ognuno di noi ha nella lotta per il nostro futuro&#8221;. Kirsten Schuijt, Direttrice Generale del WWF Internazionale, aggiunge: &#8220;Mentre l&#8217;Ora della Terra volge al termine, riflettiamo sull&#8217;incredibile impatto di milioni di persone che si sono unite per difendere la salute del nostro pianeta. Insieme, abbiamo acceso un faro di speranza, illuminando il percorso verso un futuro sostenibile. Il milione e mezzo di ore concesse alla Terra mostra come l&#8217;ambientalismo possa essere accessibile, divertente e significativo. Ma il nostro viaggio non finisce qui. Continueremo ad amplificare le nostre voci, a coinvolgere nuovi alleati e ad assumere il ruolo di amministratori della nostra casa condivisa. Perché nella nostra azione collettiva risiede il potere di plasmare un domani in cui la biodiversità potrà prosperare, per le future generazioni&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/24/milioni-di-persone-nel-mondo-unite-per-earth-hour-2024/">Milioni di persone nel mondo unite per Earth Hour 2024</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale, 11,9% italiani non ha persone con cui parlare propri problemi</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 16:04:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;11,9% degli italiani non ha qualcuno con cui parlare dei propri problemi personali. Il 13,2% degli over 16 non ha una persona alla quale chiedere aiuto. Un italiano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/08/01/sociale-119-italiani-non-ha-persone-con-cui-parlare-propri-problemi/">Sociale, 11,9% italiani non ha persone con cui parlare propri problemi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;11,9% degli italiani non ha qualcuno con cui parlare dei propri problemi personali. Il 13,2% degli over 16 non ha una persona alla quale chiedere aiuto. Un italiano su otto si sente solo. È quanto emerso durante la presentazione di &#8216;Piazzetta Cri- All for Health, Health for All&#8217;, progetto realizzato dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con Sanofi e che ha già permesso a oltre 300 persone di incontrarsi, socializzare e condividere esperienze. Una gita fuori porta, una passeggiata, una festa di compleanno o anche una visita al cimitero insieme, per costruire reti sociali, rapporti di fiducia all&#8217;interno dei quali condividere intimità emotiva, l&#8217;unico vero antidoto alla solitudine. Prima ci si incontrava in piazza, al bar, in strada, si scambiavano due chiacchiere, a volte si facevano anche nuove conoscenze. Poi il Covid ha complicato tutto e ancora oggi sono evidenti le conseguenze sociali della pandemia, specie nella fascia degli over 65. Attraverso la presenza attiva ed esperienze di gruppo, &#8216;Piazzetta Cri&#8217; vuole essere un ponte tra queste persone. L&#8217;obiettivo del progetto, infatti, è quello di creare occasioni di incontro e inclusione per costruire, con il supporto dei volontari Cri, delle vere e proprie reti sociali che rimettano al centro la persona con le sue fragilità e i suoi bisogni. Ci sono prove sempre più evidenti che una condizione di isolamento sociale può favorire lo sviluppo di disturbi della sfera emotiva e psicologica. E, secondo gli esperti, una buona rete di supporto sociale e il continuo scambio affettivo e di idee con altre persone possono proteggere nei confronti di questo tipo di disturbi. Incontro, condivisione e presenza. Sono queste le chiavi dell&#8217;iniziativa promossa da Croce Rossa Italiana e Sanofi con il coinvolgimento dei Comitati territoriali di Sesto San Giovanni, Loreto-Osimo, Molfetta, Oristano, Mascalucia-Viagrande. Come racconta il documentario lanciato oggi dalla Cri (https://youtu.be/CXUE1Zyd3n4), ogni Comitato, con i suoi volontari e professionisti, ha avuto l&#8217;opportunità di organizzare diverse attività di gruppo a contrasto delle solitudini involontarie: arte-terapia, passeggiate, gite fuori porta, lezioni di yoga, laboratori di arte e teatro, accompagnamenti al cimitero. Centinaia anche le persone coinvolte in attività di gruppo online. Tramite una piattaforma, infatti, persone dello stesso territorio sono state coinvolte in un percorso di socializzazione da remoto, guidato dagli psicologi Cri, come attività propedeutica all&#8217;incontro in presenza. Altrettante le persone coinvolte nei percorsi di supporto psicologico telefonico: tramite il numero di pubblica utilità 1520, hanno potuto beneficiare di un momento di ascolto professionale per affrontare paure, disagi emotivi e psicologici. Perché parlare della solitudine è il primo passo per affrontarla e superarla. &#8220;La solitudine- ha spiegato la vicepresidente della Croce Rossa Italiana, Debora Diodati- è un problema sociale di cui ci prendiamo cura e che i nostri volontari, da nord a sud, sono impegnati a contrastare con attività di sostegno nei confronti di chi più soffre forme di isolamento. Come Croce Rossa Italiana siamo orgogliosi di quanto i Comitati a livello territoriale riescono a fare per restituire forme di socializzazione e in fin dei conti per ritrovare quei sorrisi che spesso, purtroppo, si perdono per varie ragioni&#8221;. &#8220;Il progetto &#8216;Piazzetta Cri- All for Health, Health for All&#8217;- ha concluso- è iniziato da poche settimane già con ottimi risultati. La solitudine può riguardare tutti, non ha nulla a che fare con la nostra età, le nostre origini o il nostro stato sociale. Può sentirsi solo chi ha subito un evento traumatico, chi ha perso una persona cara oppure chi è parte di un processo di esclusione sociale. Ed è proprio a queste persone che si rivolge il progetto&#8221;.</p>
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		<title>Cibo. Allarme, nel mondo ci sono 150 mln di affamati in più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2022 04:19:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 700 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021, ben 150 milioni in più dall&#8217;inizio della pandemia. E la situazione è particolarmente drammatica in Africa con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/03/cibo-allarme-nel-mondo-ci-sono-150-mln-di-affamati-in-piu/">Cibo. Allarme, nel mondo ci sono 150 mln di affamati in più</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Oltre 700 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021, ben 150 milioni in più dall&#8217;inizio della pandemia. E la situazione è particolarmente drammatica in Africa con 278 milioni di affamati, mentre in alcuni Paesi dell&#8217;area subsahariana si arriva al 60%-70% di popolazione e fino all&#8217;80% di bambine e bambini sottonutriti. Il quadro è aggravato dalla triplice morsa che stringe intere zone del mondo, fra crisi climatica, conflitti e pandemia di Covid-19. È quanto emerso dalla presentazione del bilancio sociale 2021 dell&#8217;organizzazione umanitaria Coopi, che, in questo contesto, ha condotto l&#8217;anno scorso progetti incentrati su nutrizione e sicurezza alimentare in 16 Paesi di Africa, Medioriente, America Latina e Caraibi, a beneficio di oltre 1,6 milioni di persone. L&#8217;organizzazione è presente in 33 nazioni di queste regioni e con i suoi progetti umanitari sostiene 6 milioni di persone. Dal 1999 è attiva anche in Italia con un programma di contrasto alla povertà nell&#8217;hinterland di Milano. Secondo l&#8217;Onu, mentre 425 milioni di persone in Asia e altri 56,5 milioni in America Latina e Caraibi soffrono la fame, la situazione a livello globale non è destinata a migliorare: quasi 670 milioni di persone affronteranno la fame nel 2030, pari all&#8217;8% della popolazione mondiale. &#8220;A partire dal nuovo millennio abbiamo assistito a importanti shock sui mercati globali, legati ai prodotti agricoli, all&#8217;energia petrolifera, ai mercati finanziari. Hanno pesato gli shock climatici, poi il Covid-19 e le misure di contenimento, oggi anche il conflitto russo-ucraino&#8221; ha dichiarato Maria Sassi, docente presso l&#8217;Università di Pavia in Food Economics, Agricultural Development e Quantitative Policy Analysis for Development, in occasione della presentazione del Bilancio sociale di Coopi. &#8220;Ciò ha portato alla crisi dei sistemi agroalimentari globali: le previsioni sul numero di persone sottonutrite sono drammatiche&#8221;. &#8220;Nel Corno d&#8217;Africa ci sono Paesi quasi totalmente dipendenti dall&#8217;importazione di grano dall&#8217;Ucraina o di fertilizzanti da Bielorussia e Russia. Mancheranno le forniture&#8221;, ha aggiunto Sassi, mentre già &#8220;in alcuni Paesi oltre il 30%, ma fino al 60%-70%, della popolazione è sottonutrito&#8221; e in alcune aree &#8220;lo è il 70%-80% dei bambini&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il 2021 è stato segnato da un susseguirsi d&#8217;emergenze, Coopi è stata quindi impegnata soprattutto in interventi in situazioni di questo tipo, con 254 progetti in 33 Paesi&#8221;, ha dichiarato Ennio Miccoli, direttore di Coopi. Il bilancio sociale è stato presentato nella storica sede dell&#8217;organizzazione, la Cascina boldinasco di Milano, in occasione di Coopi &#8211; Cascina aperta, una giornata di appuntamenti aperti alla popolazione. L&#8217;organizzazione conduce programmi che mirano al superamento della povertà, concentrandosi su sicurezza alimentare, nutrizione, acqua e igiene, salute, protezione ed educazione, riduzione dei rischi di disastri. Dalla sua fondazione nel 1965, ha aiutato più di 110 milioni di persone, con 2.519 progetti in 73 Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/03/cibo-allarme-nel-mondo-ci-sono-150-mln-di-affamati-in-piu/">Cibo. Allarme, nel mondo ci sono 150 mln di affamati in più</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus: 451 nuovi casi e 99 deceduti  in Italia rispetto a ieri</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2020 18:10:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ad oggi, 18 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus e&#8217; di 225.886, con un incremento rispetto a ieri di 451 nuovi casi. Il numero&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/18/coronavirus-451-nuovi-casi-e-99-deceduti-in-italia-rispetto-a-ieri/">Coronavirus: 451 nuovi casi e 99 deceduti  in Italia rispetto a ieri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;Ad oggi, 18 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus e&#8217; di 225.886, con un incremento rispetto a ieri di 451 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi e&#8217; di 66.553, con una decrescita di 1.798 assistiti rispetto a ieri&#8221;. Cosi&#8217;, il consueto aggiornamento della Protezione civile sull&#8217;andamento del Coronavirus. &#8220;Tra gli attualmente positivi- continua la nota- 749 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 13 pazienti rispetto a ieri. 10.207 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 104 pazienti rispetto a ieri. 55.597 persone, pari all&#8217;84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Arriva sotto i 100 il numero dei deceduti, sono 99 rispetto a ieri e portano il totale a 32.007. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 127.326, con un incremento di 2.150 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, regione per regione, &#8220;i casi attualmente positivi sono 27.073 in Lombardia, 9.874 in Piemonte, 5.525 in Emilia-Romagna, 4.004 in Veneto, 2.573 in Toscana, 2.339 in Liguria, 3.826 nel Lazio, 2.315 nelle Marche, 1.673 in Campania, 1.995 in Puglia, 248 nella Provincia autonoma di Trento, 1.539 in Sicilia, 621 in Friuli Venezia Giulia, 1.413 in Abruzzo, 307 nella Provincia autonoma di Bolzano, 77 in Umbria, 380 in Sardegna, 60 in Valle d&#8217;Aosta, 401 in Calabria, 217 in Molise e 93 in Basilicata&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/18/coronavirus-451-nuovi-casi-e-99-deceduti-in-italia-rispetto-a-ieri/">Coronavirus: 451 nuovi casi e 99 deceduti  in Italia rispetto a ieri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. &#8220;Stare chiusi in casa non è vivere&#8221;, ecco lettere zona rossa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/20/coronavirus-stare-chiusi-in-casa-non-e-vivere-ecco-lettere-zona-rossa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 13:33:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non mi mancano le feste. Non mi mancano le serate con tante persone. Non mi mancano le uscite. Ho una fobia sociale, quindi non mi manca tutto questo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/20/coronavirus-stare-chiusi-in-casa-non-e-vivere-ecco-lettere-zona-rossa/">Coronavirus. &#8220;Stare chiusi in casa non è vivere&#8221;, ecco lettere zona rossa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non mi mancano le feste. Non mi mancano le serate con tante persone. Non mi mancano le uscite. Ho una fobia sociale, quindi non mi manca tutto questo. Pero&#8217; mi manca vivere. Stare chiusi in casa non e&#8217; vivere. Sono una studentessa ma e&#8217; davvero difficile riuscire a seguire le lezioni online, e&#8217; difficile studiare, costantemente oppressa dalle mura, cosi&#8217; oppressa che sto avendo il doppio degli attacchi di panico. Piu&#8217; ansia. Mi e&#8217; tornata l&#8217;anoressia che stavo combattendo anche grazie al mio ragazzo, che ora ovviamente non posso vedere. Mi manca essere libera di uscire, anche da sola, e vedere il mare, camminare, evadere da casa, dalla famiglia. Non ce la faccio piu'&#8221;. Questa una delle tante testimonianze raccolte dall&#8217;esperienza social di &#8216;Lettere dalla zona rossa&#8217;, una pagina nata a fine marzo dall&#8217;idea di un&#8217;aspirante psicologa di condividere pensieri, emozioni, esperienze e riflessioni degli italiani durante l&#8217;emergenza sanitaria Covid-19. L&#8217;emergenza, difatti, assume sempre piu&#8217; sfumature che coinvolgono la sfera psicologica delle persone, che sperimentano tante e variegate emozioni date &#8220;dai cambiamenti di vita, la perdita del lavoro&#8221;, della routine, &#8220;il distanziamento sociale. Ogni storia- scrive Lettere dalla zona rossa- merita di essere ascoltata e raccontata&#8221;. Qualcuno affida le proprie sensazioni a dei versi in poesia: &#8220;Tanto inutile. Tanto amata. Tanto disoccupata. Tanto responsabile. È cosi&#8217; che mi sento. Piena e vuota contemporaneamente&#8221;. E un&#8217;altra voce porta con se&#8217; il malessere che puo&#8217; provocare questa fase di lockdown: &#8220;Sono in ansia ma rassegnata, ma poi spero&#8230; un continuo ossimoro. Sapere che dentro di me qualcosa si sta distruggendo ma non posso fare nulla, non sapere quanto tempo rimane, sprecare il tempo rinchiusi e non accanto a chi si ama. Sono passata da odiare la vita ad esservi attaccata talmente da avere paura di sprecare il tempo&#8221;.</p>
<p>Ad emergere dalle lettere anonime online, c&#8217;e&#8217; l&#8217;estrema difficolta&#8217; di fronteggiare lo studio, la transizione al digitale, la distanza dal compagno che frantuma i rapporti e la crescente ansia di pianificare: &#8220;Pensavo fosse il periodo giusto nel momento giusto, rimettermi in carreggiata con lo studio, godermi un po&#8217; di meritato riposo dopo l&#8217;ultimo viggio, riposarmi e dedicare del tempo a me stessa. Le mie convinzioni si sono frantumate un secondo dopo l&#8217;altro- confida qualcuna- Ho perso la casa non potendo piu&#8217; permetterci l&#8217;affitto da fuorisede, poi ho perso anche il mio ragazzo che mi ha lasciata da un giorno all&#8217;altro, distrutto da questa lontananza e apatia. Ho sempre cercato di pianificare tutto, vivere con un obiettivo, ma in questo momento la pianificazione riflette la mia ansia dell&#8217;ignoto, pianifico anche le ore per andare in bagno per non cadere nel vuoto dell&#8217;incertezza&#8221;. Seguono altri versi e riflessioni che esprimono tutta la difficolta&#8217; del rimanere chiusi tra le mura di casa per un tempo cosi&#8217; lungo. &#8220;Buio. Silenzio. È cio&#8217; che sento, e&#8217; cio&#8217; che provo. Queste mura, questa gente, una trappola per me&#8221;. E le fa eco un altro italiano che scrive: &#8220;Crollo, mi rialzo, fingo di star bene e poi crollo, mi rialzo, fingo di star bene e poi&#8230;Vuoto, buio, solitudine, tristezza&#8221;. Ci sono momenti, racconta qualcuno, &#8220;in cui mi ritrovo accovacciata sul letto in preda all&#8217;ansia, nel tentativo di calmarmi. Non e&#8217; sempre cosi&#8217;, anzi, questi giorni mi hanno aiutata molto a rallentare il ritmo sfrenato delle mie giornate e a riprendere fiato, ma a volte i brutti pensieri arrivano. Ed e&#8217; difficile mandarli via, sapendo che non si puo&#8217; contare sull&#8217;abbraccio delle persone care. Cerco di riprendere fiato pensando che passera&#8217;, l&#8217;ansia passera&#8217;&#8221;.</p>
<p>Grida di dolore e sofferenza si susseguono sulla pagina Facebook e Instagram del progetto, che tra gli stati d&#8217;animo piu&#8217; variegati e altalenanti riesce a far emergere lo spettro dei disturbi legati all&#8217;ansia, degli attacchi di panico come, anche, i disturbi dell&#8217;alimentazione. &#8220;Ho 22 anni e soffro di ansia e attacchi di panico da due anni. Sono una persona davvero emotiva. Passare dall&#8217;aver raggiunto un minimo di indipendenza che mi aiutava comunque a esprimermi ad essere rinchiusa in casa mi fa impazzire. Sono aumentate le ansie che stavo imparando a gestire, le paure, i pensieri. Tra lezioni online, esami da dare non si sa come e il tenere comunque in alto le aspettative dei propri genitori- scrive una studentessa- Urla in casa di qualsiasi tipo, si parla sempre degli stessi argomenti. Mi sento triste e spesso demotivata, ho paura se penso a quando usciro&#8217; di nuovo di casa, ho paura di vedere come il mio corpo e mente reagiranno a quello che ci circonda. Ho paura. E se non dovessi riuscire a gestire tutto questo- si domanda- come potro&#8217; tornare a vivere? L&#8217;ho gia&#8217; dovuto affrontare lo scorso anno, non riuscivo ad uscire di casa senza sentirmi male. Ho paura- continua- spero che tutto questo finisca presto&#8221;. A perdersi in quarantena c&#8217;e&#8217; anche una buona dose di femminilita&#8217;, che le utenti sul web non mancano di sottolineare: &#8220;Vi vedo, siete li&#8217;. Su quella mensola dove vi ho lasciate l&#8217;ultima volta. Siete li&#8217;, che mi guardate e per un attimo posso anche sentirvi implorare di essere calzate. Siete li&#8217;, che mi ricordate il battito del tacco su quel parquet consumato da prove su prove, ogni giorno, negli ultimi tre anni- scrive qualcuna- Siete li&#8217; e io non ho piu&#8217; il coraggio di indossarvi per ritornare a ballare. Le quattro mura che mi circondano sono troppo piccole per farlo- conclude- Scarpette, siete li&#8217;, su quella mensola e mi mancate!&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/20/coronavirus-stare-chiusi-in-casa-non-e-vivere-ecco-lettere-zona-rossa/">Coronavirus. &#8220;Stare chiusi in casa non è vivere&#8221;, ecco lettere zona rossa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Povertà Sanitaria: 473.000 persone non possono curarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 19:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[medicinali]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà Sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2019, 473.000 persone povere non hanno potuto acquistare i farmaci di cui avevano bisogno per ragioni economiche. La richiesta di medicinali da parte degli enti assistenziali è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/12/03/poverta-sanitaria-473-000-persone-non-possono-curarsi/">Povertà Sanitaria: 473.000 persone non possono curarsi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2019, <strong>473.000</strong> <strong>persone</strong> <strong>povere</strong> <strong>non</strong> <strong>hanno</strong> <strong>potuto</strong> <strong>acquistare</strong> <strong>i farmaci</strong> <strong>di cui avevano bisogno per ragioni economiche</strong>. La richiesta di medicinali da parte degli enti assistenziali è <strong>cresciuta</strong>, in <strong>7 anni</strong> (2013-2019) del <strong>28%</strong>. Nel <strong>2019</strong>, si è raggiunto il <strong>picco</strong> di <strong>richieste</strong>, pari a <strong>1.040.607 confezioni</strong> di <strong>medicinali</strong> (<strong>+4,8% </strong>rispetto al 2018).</p>
<p>Servono soprattutto farmaci per il <strong>sistema nervoso</strong> (18,6%), per il <strong>tratto</strong> <strong>alimentare</strong> e <strong>metabolico</strong> (15,2%), per l’<strong>apparato muscolo-scheletrico </strong>(14,5%) e per l’<strong>apparato respiratorio </strong>(10,4%). Servono, inoltre, presidi medici e integratori alimentari.</p>
<p>Le difficoltà non riguardano solo le persone indigenti: <strong>12.634.000 persone</strong>, almeno una volta nel corso dell’anno,hanno <strong>limitato</strong> &#8211; per ragioni economiche &#8211; la <strong>spesa</strong> per <strong>visite</strong> <strong>mediche</strong> e <strong>accertamenti</strong> periodici di controllo preventivo (dentista, mammografia, pap-test ecc…).</p>
<p>È quanto è emerso dal <strong>7°</strong> <strong>Rapporto &#8211; Donare per curare: Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci</strong>, promosso dalla <strong>Fondazione Banco Farmaceutico onlus</strong> e <strong>BFResearch</strong> e realizzato &#8211; con il <strong>contributo</strong> <strong>incondizionato</strong> di <strong>IBSA &#8211; </strong>dall’<strong>Osservatorio sulla Povertà Sanitaria </strong>(organo di ricerca di Banco Farmaceutico) presentato presso la sede di Confcommercio Milano.</p>
<p><strong>I POVERI SPENDONO PIÙ SOLDI IN FARMACI PERCHÉ FANNO MENO PREVENZIONE…<br />
</strong>Ogni persona spende, in media, <strong>816 euro</strong> l’anno per curarsi, mentre i <strong>poveri</strong> solo <strong>128</strong>; tuttavia, le famiglie non povere spendono per i farmaci non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale il 42% del proprio budget sanitario, mentre quelle <strong>povere</strong> il <strong>62,5%</strong>. Questo, perché possono <strong>investire</strong> <strong>meno</strong> in <strong>prevenzione</strong>.</p>
<p><strong>PER LE FAMIGLIE CON MINORI AUMENTANO LE DIFFICOLTÀ<br />
</strong>All’interno di questo quadro problematico, le <strong>famiglie povere</strong> <strong>con</strong> <strong>figli</strong> <strong>minorenni</strong> sperimentano paradossalmente (poiché sarebbe logico attendersi un supplemento di facilitazioni da parte delle istituzioni finalizzate alla tutela della salute) <strong>difficoltà</strong> <strong>aggiuntive</strong>: nel <strong>40,6% </strong>dei <strong>casi</strong> (vs 37,2% delle famiglie povere senza figli), per <strong>ragioni</strong> <strong>economiche</strong>, hanno <strong>limitato</strong> la <strong>spesa</strong> per <strong>visite</strong> <strong>mediche</strong> e <strong>accertamenti</strong> periodici di controllo preventivo. Le difficoltà sono superiori anche per le <strong>famiglie non povere con figli</strong> (ha limitato la spesa o rinunciato del tutto il 20,7% di esse) rispetto alle famiglie non povere senza figli (18,3%). Considerando il <strong>totale delle famiglie</strong> (povere + non povere) ha <strong>limitato la spesa o rinunciato del tutto</strong> <strong>alle cure il 22,9% di quelle con figli</strong>, contro il 19,2% di quelle senza.</p>
<p><strong>GLI INDIGENTI POSSONO SPENDERE SOLO 2,19 EURO AL MESE PER IL DENTISTA…</strong>Particolarmente significativa è la <strong>spesa</strong> delle famiglie povere per il dentista e per i servizi odontoiatrici: solo <strong>2,19 euro </strong>al <strong>mese, </strong>contro<strong> 31,16 euro </strong>del<strong> resto della popolazione. </strong>Non è un caso che la cattiva condizione del cavo orale sia diventata un indicatore dello stato di povertà. Le famiglie povere, inoltre, possono spendere solamente <strong>0,79 euro</strong> al mese per l’<strong>acquisto</strong> di <strong>articoli</strong> <strong>sanitari</strong> (contro 4,42 euro del resto della popolazione), <strong>1,30 euro</strong> per le <strong>attrezzature terapeutiche</strong> (vs. 12,32), <strong>4,61 euro</strong> per i <strong>servizi medico ospedalieri</strong> (vs. 19,10) e <strong>1,31 euro</strong> per i <strong>servizi</strong> <strong>paramedici</strong> (vs. 9,35 euro).</p>
<p><strong>…MA LA QUOTA DI SPESA SANITARIA TOTALMENTE A CARICO DEI CITTADINI AUMENTA<br />
</strong>Contenere la spesa sanitaria, per le famiglie indigenti, è necessario anche a fronte del fatto che la <strong>quota</strong> <strong>totalmente</strong> a <strong>carico</strong> dei <strong>cittadini </strong>(cioè <strong>non coperta</strong> dal <strong>SSN</strong>) è <strong>passata</strong>, tra il 2016 e il 2018 <strong>dal 37,3% al 40,3%</strong>. Contestualmente, la <strong>quota</strong> <strong>coperta</strong> dal <strong>SSN</strong> è passata <strong>dal 62,7% al 59,7%</strong>.</p>
<p>A 30 anni dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (New York, 20 novembre 1989), che riconosce al minore il diritto “di godere del miglior stato di salute possibile” (art. 24), c’è ancora tanto lavoro da fare: In Italia, le famiglie con minori (sia quelle povere, sia quelle non povere) sono penalizzate rispetto all’accesso alle cure e, per ragioni economiche, sono costrette a perseguire strategie di rinuncia o di rinvio delle cure in misura superiore alle altre. Speriamo che il 7° Rapporto sulla Povertà Sanitaria possa contribuire alla presa di coscienza, anzitutto da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica, di tale preoccupante situazione e del fatto che senza migliaia di enti e associazioni che, in tutta Italia, offrono assistenza socio-sanitaria gratuita agli indigenti, il quadro sarebbe ancora più drammatico”, ha dichiarata <strong>Sergio Daniotti</strong>, <strong>presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus</strong>.</p>
<p>Il Rapporto si è avvalso del contributo del Comitato tecnico scientifico composto da <strong>Giancarlo Rovati (Professore di Sociologia, </strong>Università Cattolica di Milano), <strong>Sergio Daniotti</strong> (Banco Farmaceutico), <strong>Massimo Angelelli</strong> (Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI), <strong>Gian Carlo Blangiardo (</strong>Presidente di Istat), <strong>Gianluca Budano (</strong>Consigliere di Presidenza Nazionale Acli, portavoce nazionale “Investing in Children”), <strong>Silvio Garattini (</strong>Presidente Istituto Mario Negri IRCCS), <strong>Maria Grazia Giuffrida (Presidente Istituto degli Innocenti di Firenze), Francesco Rocca (</strong>Presidente Nazionale di Croce Rossa e della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa), <strong>Roberto Rossini (</strong>Presidente Nazionale delle ACLI), <strong>Antonella Schena (</strong>Servizio di documentazione, Istituto degli Innocenti di Firenze), <strong>Francesco Soddu (</strong>Direttore di Caritas Italiana), <strong>Monica Tola (</strong>Responsabile Coordinamento Aiuti Materiali di Caritas Italiana), <strong>Antonello Zangrandi (</strong>Professore di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche, Università di Parma).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/12/03/poverta-sanitaria-473-000-persone-non-possono-curarsi/">Povertà Sanitaria: 473.000 persone non possono curarsi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rigopiano, parla l&#8217;ultimo sopravvissuto: &#8220;C&#8217;è un&#8217;asta vera e propria di oggetti sporchi del sangue di 29 persone&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 14:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giampaolo Matrone, ultimo sopravvissuto alla tragedia di Rigopiano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/11/rigopiano-parla-lultimo-sopravvissuto-ce-unasta-vera-e-propria-di-oggetti-sporchi-del-sangue-di-29-persone/">Rigopiano, parla l&#8217;ultimo sopravvissuto: &#8220;C&#8217;è un&#8217;asta vera e propria di oggetti sporchi del sangue di 29 persone&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giampaolo Matrone, ultimo sopravvissuto alla tragedia di Rigopiano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.</p>
<p>Messi all’asta i vini dell’hotel Rigopiano. “Speravamo che la tragedia si fermasse quel 18 gennaio, purtroppo Rigopiano va avanti ancora oggi per noi che siamo rimasti –ha affermato Matrone-. Ogni giorno esce una notizia sconvolgente, è sempre più buio, mi sembra di stare ancora sotto le macerie. C’è un’asta vera e propria di oggetti sporchi del sangue di 29 persone. Una vasca idromassaggio, un divanetto, il tavolo da biliardo, le bottiglie di vino. E non riesco a immaginare una persona che possa comprarsi una bottiglia di quelle. Si sono presi tutto, anche i segnaposto dei tavoli, anche i telefonini di vittime non si trovano, sono spariti. Non c’è ancora una verità, uno spiraglio di luce e tutti i giorni devono sentire notizie brutte. Vedendo il servizio delle Iene scopro novità che neanche io e gli altri sapevamo. C’è un processo di Rigopiano, c’è il depistaggio e il depistaggio nel depistaggio. Il tenente che doveva indagare ha tenuto nel cassetto una lettera di richiesta d’aiuto. Qua ci vogliono far bere quello che loro vogliono, la verità non uscirà mai. Non vedevamo l’ora di far partire il processo di Rigopiano per conoscere la verità e avere un po’ di giustizia. Qui ancora non siamo partiti e già siamo al 2020. Comincia a uscire molta verità e cominciano ad avere paura, perché sono tutte persone dello Stato. Se i colpevoli fossero stati i cittadini avrebbero pagato già il prezzo. Io sono sempre in prima linea per la lotta di Rigopiano. Per quanto riguarda la mia situazione ho deciso anche di ricominciare un po’ a vivere, non voglio essere la 30esima vittima. Lo devo a mia moglie, a mia figlia e alle 29 vittime. Sto cercando di riprendermi. A livello economico non abbiamo visto un Euro dei soldi stanziati dal governo gialloverde. Io a causa della tragedia di Rigopiano ho perso tutto. Non lavoro in pasticceria. Devo comprarmi la macchina automatica. Che cosa vogliono? Che ci allontaniamo, che non siamo più presenti? Gli avvocati degli indagati ci hanno chiesto un clima di serenità, loro a noi. Poi veniamo a sapere che vendono le bottiglie, questi soldi che fine fanno?”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/11/rigopiano-parla-lultimo-sopravvissuto-ce-unasta-vera-e-propria-di-oggetti-sporchi-del-sangue-di-29-persone/">Rigopiano, parla l&#8217;ultimo sopravvissuto: &#8220;C&#8217;è un&#8217;asta vera e propria di oggetti sporchi del sangue di 29 persone&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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