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	<title>pesca Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Pesca. Storica sentenza contro i bracconieri del mare</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 11:57:25 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Con una sentenza emessa ieri, 2 febbraio 2023, il Tribunale di Napoli ha condannato due soggetti coinvolti nella vasta operazione che ha portato, nel 2021, a sgominare una fitta rete criminale dedita alla pesca illegale e alla commercializzazione di datteri di mare e che ha accertato la distruzione di enormi porzioni di fondale marino nell&#8217;area del Golfo di Napoli e dei faraglioni di Capri (Link al comunicato del 2021). Dopo le dure condanne inflitte lo scorso anno ai pescatori/fornitori (qui il comunicato del 2022), questa pronuncia coinvolge un ulteriore anello della filiera criminale, quello degli intermediari e i rivenditori, quindi le pescherie, che vendevano sotto banco il prodotto illegale che all&#8217;ingrosso raggiungeva cifre di circa 40 euro al chilo, arrivando a superare i 100 euro al dettaglio. Gli imputati sono stati condannati a pene di quattro e sei anni di reclusione e al pagamento del risarcimento e delle spese processuali a favore delle parti civili, tra cui vi è il WWF Italia, assistito dall&#8217;Avv. Andrea Franco. &#8220;Si tratta di una sentenza storica- afferma il WWF Italia- perché finalmente si riconosce il bracconaggio come un fenomeno che, per gli enormi volumi d&#8217;affari illeciti generati, è svolto da soggetti organizzati in maniera professionale. Il Tribunale di Napoli, grazie al grande apporto della Procura e in particolare del Dott. Giulio Vanacore che ha coordinato le fasi di indagini e l&#8217;accusa nei vari filoni processuali, ha dunque scardinato una diffusa visione, erroneamente riduttiva, dei crimini contro la fauna selvatica, considerati reati minori perché non valutati nella loro complessità, quali fenomeni idonei a coinvolgere, oltre agli aspetti ambientali e legati alla salute umana, anche quelli economici. Grande merito deve essere riconosciuto anche alle forze di Polizia, in particolare alla Guardia Costiera e alla Guardia di Finanza. E&#8217; necessario però, che il Parlamento e il Governo forniscano alle Autorità inquirenti e giudicanti strumenti più idonei per contrastare efficacemente questi odiosi crimini, sia a livello normativo, sia in termini di uomini e mezzi. Importante anche che si investa nella formazione e nella sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica, che troppo spesso non riconosce la portata lesiva di alcune condotte illecite&#8221;. La pesca dei datteri di mare è un fenomeno grave e diffuso. Secondo il report WWF &#8220;Il danno invisibile dei crimini di natura&#8221; realizzato nell&#8217;ambito del progetto Life SWiPE, dal 2015 al 2020 la Guardia Costiera ha disposto il sequestro di oltre due tonnellate di datteri di mare illecitamente pescati. Il Progetto LIFE SWiPE, di cui WWF Italia è partner, nasce per migliorare il contrasto ai crimini di natura, tramite la collaborazione diretta con magistrati, rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, e con tutti coloro i quali hanno un ruolo attivo nelle azioni di investigazione e contrasto dei crimini contro la fauna selvatica.</p>
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		<title>Stop di pesce fresco in tutto l&#8217;Adriatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Aug 2019 10:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stop al pesce fresco a tavola lungo tutto l&#8217;Adriatico con il fermo pesca che si estende dal 15 agosto anche al tratto di costa da San Benedetto e Termoli, dopo che la flotta aveva gia&#8217; interrotto le attivita&#8217; da Trieste ad Ancona e da Manfredonia a Bari. A darne notizia e&#8217; Coldiretti Impresapesca, nel sottolineare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stop al pesce fresco a tavola lungo tutto l&#8217;Adriatico con il fermo pesca che si estende dal 15 agosto anche al tratto di costa da San Benedetto e Termoli, dopo che la flotta aveva gia&#8217; interrotto le attivita&#8217; da Trieste ad Ancona e da Manfredonia a Bari. A darne notizia e&#8217; Coldiretti Impresapesca, nel sottolineare che il blocco delle attivita&#8217; durera&#8217; nel tratto tra il sud delle Marche, l&#8217;Abruzzo e il Molise fino al 13 settembre. La novita&#8217; di quest&#8217;anno e&#8217; che, ha spiega Coldiretti Impresapesca, &#8220;in aggiunta ai periodi di fermo fissati, i pescherecci dovranno effettuare ulteriori giorni di blocco che vanno da 7 a 17 giorni, a seconda dalla zona di pesca alla quale sono iscritti. Le giornate di stop saranno decise direttamente dai pescatori che dovranno darne comunicazione scritta entro le ore 9 del giorno stesso. L&#8217;intero ammontare delle giornate aggiuntive dovra&#8217; essere obbligatoriamente effettuato entro il 31 dicembre 2019. In un Paese come l&#8217;Italia &#8220;che importa dall&#8217;estero 8 pesci su 10, nei territori interessati dal fermo biologico aumenta cosi&#8217; il rischio- ha sottolinea Impresapesca Coldiretti- di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non e&#8217; in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare&#8221;.</p>
<p>Per non cadere in inganni pericolosi per la salute &#8220;occorre garantire la trasparenza dell&#8217;informazione ai consumatori, dal mare alla tavola, estendendo l&#8217;obbligo dell&#8217;indicazione di origine anche ai menu dei ristoranti con una vera e propria &#8216;carta del pesce'&#8221;, ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;passi in avanti sono stati fatti sull&#8217;etichettatura nei banchi di vendita, ma devono ora essere accompagnati anche dall&#8217;indicazione della data in cui il prodotto e&#8217; stato pescato&#8221;. Per effettuare acquisti di qualita&#8217; al giusto prezzo, il consiglio di Coldiretti Impresapesca e&#8217; dunque di verificare sul bancone l&#8217;etichetta, che per legge deve prevedere l&#8217;area di pesca (Gsa). Le provenienze sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si puo&#8217; anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica.</p>
<p>Nonostante la riduzione del periodo fisso di blocco delle attivita&#8217;, l&#8217;apertura alla tutela differenziata di alcune specie e la possibilita&#8217; per le imprese di scegliere i restanti giorni di stop, come richiesto da Coldiretti Impresapesca, il giudizio sull&#8217;assetto del fermo pesca 2019 non puo&#8217; essere positivo poiche&#8217; la misura continua a non rispondere alle esigenze della sostenibilita&#8217; delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 33 anni di fermo pesca e&#8217; progressivamente peggiorato, come anche parallelamente lo stato economico delle imprese e dei redditi. &#8220;Questo ha determinato nel periodo un crollo della produzione- ha concluso Coldiretti Impresapesca- la perdita di oltre 1/3 delle imprese e di 18.000 posti di lavoro. L&#8217;auspicio e&#8217; che dal 2020 si possa partire dalle novita&#8217; positive per mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie&#8221;.</p>
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		<title>Vittoria! Stop alla pesca a strascico nell’Artico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2016 12:34:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I big del settore ittico e alcune grandi catene di ristorazione hanno deciso di impegnarsi hanno deciso di impegnarsi a fermare la pesca a strascico e a non vendere il pesce, in particolare il merluzzo, proveniente dal nord del Mare di Barents, un’area artica in precedenza ricoperta da ghiacci, casa dell’orso polare, della balena artica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/26/vittoria-stop-alla-pesca-a-strascico-nellartico/">Vittoria! Stop alla pesca a strascico nell’Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I big del settore ittico e alcune grandi catene di ristorazione hanno deciso di impegnarsi hanno deciso di impegnarsi a fermare la<strong> pesca a strascico</strong> e a non vendere il <strong>pesce</strong>, in particolare il merluzzo, proveniente dal nord del <strong>Mare di Barents</strong>, un’area artica in precedenza ricoperta da ghiacci, casa dell’orso polare, della balena artica e dello squalo della Groenlandia.</p>
<p>Tra i marchi a impegnarsi ci sono McDonald’s, Tesco, Iglo, Young’s Seafood, Icelandic Seachill, Russian Karat Group, Fiskebåt – che rappresenta l’intera flotta di pesca oceanica della Norvegia – e Espersen, il maggiore produttore di <strong>pesce</strong> congelato in Europa.</p>
<p>Chiunque intenda espandere le proprie attività di pesca in queste <strong>acque artiche</strong> incontaminate non potrà poi vendere i <strong>merluzzi</strong> pescati ai maggiori marchi presenti sul mercato.</p>
<p>Si tratta di un accordo senza precedenti e rappresenta il primo caso in cui l’industria del settore ittico volontariamente impone limitazioni alla <strong>pesca industriale nell’Artico</strong>.</p>
<p>Al momento non esiste alcuna regolamentazione per proteggere le aree artiche in precedenza ricoperte dai ghiacci, e le nostre indagini avevano di recente rivelato come lo scioglimento dei ghiacci nel mare <strong>Artico</strong> permettesse ai grandi pescherecci di avventurarsi in queste aree di “significativo valore ecologico”.</p>
<p>L’impegno è storico, ma noi controlleremo, con la nostra nave Arctic Sunrise, che le industrie mantengano la parola data!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/26/vittoria-stop-alla-pesca-a-strascico-nellartico/">Vittoria! Stop alla pesca a strascico nell’Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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