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	<title>piano olandese Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Amnesty International denuncia, piano olandese per scambio di rifugiati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2016 10:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amnesty International ha condannato la nuova proposta avanzata oggi dalla presidenza olandese dell&#8217;Unione europea per fermare il flusso senza precedenti di rifugiati verso l&#8217;Europa, in quanto si baserebbe sul ritorno illegale di richiedenti asilo e rifugiati dalla Grecia in Turchia. L&#8217;idea di considerare la Turchia un &#8220;paese terzo sicuro&#8221; per rimandare indietro decine di migliaia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/29/89566/">Amnesty International denuncia, piano olandese per scambio di rifugiati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="BLOBWidth100">
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<p>Amnesty International ha condannato la nuova proposta avanzata oggi dalla presidenza olandese dell&#8217;Unione europea per fermare il flusso senza precedenti di rifugiati verso l&#8217;Europa, in quanto si baserebbe sul <strong class="userFormat1">ritorno illegale di richiedenti asilo e rifugiati dalla Grecia in Turchia</strong>.</p>
<p>L&#8217;idea di considerare la Turchia un &#8220;paese terzo sicuro&#8221; per rimandare indietro decine di migliaia di persone dalla Grecia <strong class="userFormat1">senza farle accedere alla procedura per determinare lo status di rifugiato</strong>, violerebbe il diritto europeo e il diritto internazionale.</p>
<p>&#8220;Nessuno dovrebbe lasciarsi ingannare dal presunto carattere umanitario di questa proposta. Si tratta di un espediente politico, puro e semplice, per fermare le partenze verso il mar Egeo di persone disperate&#8221; &#8211; ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.</p>
<p>&#8220;Consideriamo una bancarotta morale qualsiasi proposta di reinsediamento basata sulla chiusura dei confini e sul respingimento illegale di decine di migliaia di persone dopo che è stato negato loro l&#8217;accesso alla procedura d&#8217;asilo&#8221; &#8211; ha proseguito Dalhuisen.</p>
<p>&#8220;La risposta europea alla crisi globale dei rifugiati è da tempo caotica. Occorre una soluzione, e occorre trovarla velocemente. Ma non può esserci alcuna scusa per violare la legge e venir meno agli obblighi internazionali&#8221; &#8211; ha sottolineato Dalhuisen.</p>
</div>
<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"> Secondo il diritto internazionale, le <strong class="userFormat1">persone vulnerabili in fuga dai conflitti e dalla persecuzione</strong> non devono vedersi negato l&#8217;accesso alla protezione. È loro <strong class="userFormat1">diritto che la loro richiesta d&#8217;asilo sia esaminata</strong>.</div>
</div>
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
Se la proposta olandese andasse avanti, come potrebbe accadere in primavera, gli stati membri dell&#8217;Unione europea inizierebbero a considerare <strong class="userFormat1">la Turchia un &#8220;paese terzo sicuro&#8221;</strong> e, di conseguenza, a respingere in Turchia i richiedenti asilo diretti in Grecia intercettati nel mar Egeo. Per Amnesty International, si tratterebbe di<strong class="userFormat1">respingimenti illegali</strong>.</p>
<p><strong class="userFormat1">In cambio della disponibilità della Turchia</strong> a farsi carico delle persone respinte, un <strong class="userFormat1">gruppo di stati membri </strong>dell&#8217;Unione europea <strong class="userFormat1">reinsedierebbe da 150.000 a 250.000 rifugiati </strong>che si trovano attualmente in Turchia.</p>
<p>La situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Turchia desta grande preoccupazione. Il paese ospita circa <strong class="userFormat1">2.500.000 rifugiati siriani e 250.000 rifugiati e richiedenti asilo provenienti da altri paesi</strong>, tra cui Afghanistan e Iraq. Le richieste d&#8217;asilo delle persone non provenienti dalla Siria vengono prese in considerazione raramente.</p>
<p>Inoltre, come recentemente denunciato da Amnesty International, <strong class="userFormat1">dallo scorso settembre</strong>, in parallelo con i colloqui tra Turchia e Unione europea, <strong class="userFormat1">le autorità turche hanno illegalmente rastrellato decine</strong> se non addirittura centinaia <strong class="userFormat1">di richiedenti asilo e rifugiati per trasferirli</strong>, a bordo di pullman,<strong class="userFormat1"> verso centri di detenzione isolati</strong> a oltre 1000 chilometri di stanza. Alcuni di loro hanno denunciato di essere stati <strong class="userFormat1">incatenati per giorni e picchiati prima di essere rimpatriati </strong>a forza nel paese di origine.</p>
<p>&#8220;La Turchia non può essere considerata un paese sicuro per i rifugiati. Non è neanche un paese sicuro per molti dei suoi cittadini. Nei mesi scorsi molti rifugiati sono stati rimandati illegalmente in Iraq e in Siria, mentre rifugiati di altri paesi trascorrono anni in una sorta di limbo prima dell&#8217;audizione per la richiesta d&#8217;asilo&#8221; &#8211; ha commentato Dalhuisen.</p>
<p>&#8220;Uno schema di reinsediamento su larga scala di rifugiati dalla Turchia all&#8217;Unione europea è una buona idea ma condizionarlo al ritorno forzato di chi ha varcato la frontiera illegalmente è una sorta di baratto tra vite umane&#8221; &#8211; ha accusato Dalhuisen.</p>
<p>&#8220;Negli ultimi anni, bloccare una rotta verso l&#8217;Europa ha inevitabilmente spinto i rifugiati a prenderne un&#8217;altra, spesso più pericolosa. Mettere a disposizione percorsi legali e sicuri d&#8217;ingresso è l&#8217;unica soluzione sostenibile per risolvere la situazione dei rifugiati&#8221; &#8211; ha concluso Dalhuisen.</p>
<p>Sebbene la proposta olandese non sia stata ancora resa pubblica, il deputato socialdemocratico Diederik Samsom ne ha anticipato alcuni dettagli in un&#8217;intervista esclusiva al quotidiano De Volkskrant. L&#8217;Olanda, che è presidente di turno dell&#8217;Unione europea, sta cercando il sostegno di altri stati membri.</p>
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