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	<title>Po Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Siccità. Sos Cer per il Po: &#8220;Ora asciutto come nel 2021 a giugno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 18:41:27 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Po continua a soffrire per la siccità. Nell&#8217;impianto idrovoro Palantone di Bondeno (Ferrara) si è in particolare registrata una quota di prelievo di 3,14 metri sul livello del mare, che ha fatto scattare lo stadio di pre-allarme (previsto al di sotto dei 3,25 metri). Lo rileva il Cer, l&#8217;ente del Canale Emiliano-Romagnolo che fornisce l&#8217;acqua ad usi irrigui per la quasi totalità delle colture tipiche di tutta la Romagna e parte dell&#8217;Emilia orientale. Il dato è tanto più allarmante considerato che lo scorso anno la discesa della quota di prelievo sotto il livello di sicurezza di 3,25 metri non è avvenuta prima di giugno (quando fu rilevata a 3,02 metri sul livello del mare). Saranno quindi numeri preoccupanti quelli che il Cer porterà domani all&#8217;attenzione dell&#8217;osservatorio sulle crisi idriche coordinato dall&#8217;Autorità di bacino del Po. Che intanto rilancia a sua volta un progetto milionario per affrontare il problema opposto della scarsità d&#8217;acqua, cioè la tenuta degli argini del &#8220;grande fiume&#8221; in caso di piena. Secondo la mappatura realizzata nel 2018 dall&#8217;Autorità, infatti, il 16% delle sponde è a rischio idrogeologico, con le situazioni più critiche nei comprensori di Pavia, Piacenza, Mantova, Ferrara e Rovigo. Gli interventi di ripristino prevedono investimenti per 550 milioni, recuperabili per l&#8217;Adpo dalle risorse eventualmente inutilizzate del Pnrr. &#8220;Rilanciamo in modo convinto l&#8217;utilità di questi lavori idraulici necessari per la sicurezza di tutti e proponiamo che, in caso di mancati investimenti o avanzi di risorse finanziarie del Pnrr, possano essere impiegati su una priorità territoriale così alta come quella che avanziamo e sulla quale siamo pronti a collaborare da subito&#8221;, dice il segretario dell&#8217;autorità di bacino del Po Alessandro Bratti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/12/siccita-sos-cer-per-il-po-ora-asciutto-come-nel-2021-a-giugno/">Siccità. Sos Cer per il Po: &#8220;Ora asciutto come nel 2021 a giugno&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo: Po sale appena 1 cm, resta allarme siccità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 12:22:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il maltempo con pioggia e neve hanno fatto salire di appena un centimetro il livello del fiume Po che di appena un centimetro che resta a secco e al Ponte della Becca (Pavia) si trova a -3,2 metri rispetto allo zero idrometrico, con le rive ridotte a spiagge di sabbia come in estate. E&#8217; quanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/27/maltempo-po-sale-appena-1-cm-resta-allarme-siccita/">Maltempo: Po sale appena 1 cm, resta allarme siccità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il maltempo con pioggia e neve hanno fatto salire di appena un centimetro il livello del fiume Po che di appena un centimetro che resta a secco e al Ponte della Becca (Pavia) si trova a -3,2 metri rispetto allo zero idrometrico, con le rive ridotte a spiagge di sabbia come in estate. E&#8217; quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti della perturbazione nel weekend con l&#8217;allerta della protezione di civile in ben 11 regioni, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Sicilia, Umbria a cui si aggiungono Marche, Puglia e Emilia Romagna. Lo stato del piu&#8217; grande fiume italiano è rappresentativo della situazione in cui si trovano i principali corsi d&#8217;acqua e laghi che restano con percentuali molto basse di riempimento per il periodo che vanno dal 36% del lago di Garda al 38% di quello Maggiore fino al 19% di quello di Como ma si registra anche lo scarso potenziale idrico stoccato sotto forma di neve nell&#8217;arco alpino ed appenninico. L&#8217;arrivo delle precipitazioni è importante per aiutare i cereali in campo e consentire le lavorazioni dei terreni per preparare le semine primaverili ma ci vorrebbe oltre un mese di pioggia in una situazione in cui si registra un deficit idrico del 30% che sale addirittura al 40% nel nord Italia, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Isac Cnr. A preoccupare &#8211; continua la Coldiretti &#8211; è anche il brusco e improvviso abbassamento delle temperature ed il vento gelido che danneggiano le fioriture fuori stagione di mandorli, peschi e ciliegi, anticipate da settimane di caldo anomalo, con il rischio concreto della perdita dei raccolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La natura è in tilt con le coltivazioni ingannate dal clima che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; si sono svegliate e predisposte alla ripresa vegetativa ma si registra anche la maturazione in anticipo delle primizie che sono ora particolarmente sensibili al freddo che si è abbattuto sulla Penisola. Si tratta degli effetti del cambiamento climatico che &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; si manifesta proprio con una più elevata frequenza di eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. L&#8217;agricoltura &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; è l&#8217;attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 i 6 miliardi di euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/27/maltempo-po-sale-appena-1-cm-resta-allarme-siccita/">Maltempo: Po sale appena 1 cm, resta allarme siccità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siccità, nel bacino del Po manca il 45% della neve degli ultimi 10 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 15:46:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un &#8220;profondo deficit&#8221; di neve caduta nell&#8217;inverno 2022-2023, con &#8220;circa metà risorsa idrica nivale a scala nazionale oggi rispetto al periodo 2011-2021 (-45%)&#8221;. I problemi sono sopratuttto sulle Alpi, con il bacino del Po che ha &#8220;un terzo di neve rispetto all&#8217;ultimo decennio e circa la stessa quantità rispetto all&#8217;anno scorso&#8221;. Il bacino del Po [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/21/siccita-nel-bacino-del-po-manca-il-45-della-neve-degli-ultimi-10-anni/">Siccità, nel bacino del Po manca il 45% della neve degli ultimi 10 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un &#8220;profondo deficit&#8221; di neve caduta nell&#8217;inverno 2022-2023, con &#8220;circa metà risorsa idrica nivale a scala nazionale oggi rispetto al periodo 2011-2021 (-45%)&#8221;. I problemi sono sopratuttto sulle Alpi, con il bacino del Po che ha &#8220;un terzo di neve rispetto all&#8217;ultimo decennio e circa la stessa quantità rispetto all&#8217;anno scorso&#8221;. Il bacino del Po ospita la metà della risorsa idrica nivale nazionale, e qui il volume di picco della neve può essere anche pari o superiore al 60% della portata annuale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo deficit di neve è l&#8217;acqua che avremo (o non avremo) in estate&#8221;, spiega l&#8217;Arpa Valle d&#8217;Aosta, l&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambiente. &#8220;Lo scorso 8 febbraio è stata pubblicata, sulla rivista scientifica Earth system science data, la prima analisi a livello nazionale sulla risorsa idrica nivale italiana e sulla sua evoluzione nel corso degli ultimi 12 anni, It-Snow&#8221;, evidenzia l&#8217;Arpa in una nota rimarcando che &#8220;conoscere la quantità d&#8217;acqua contenuta nella neve ha profonde implicazioni per la gestione della risorsa idrica, specialmente alla luce degli impatti che la crisi climatica ha sulla disponibilità d&#8217;acqua e i suoi molteplici usi: umano, agricolo ed energetico&#8221;. Spiegando appunto: &#8220;La neve che si accumula in inverno è acqua che useremo in estate&#8221;. Francesco Avanzi della Fondazione Cima ha coordinato lo studio e spiega che &#8220;l&#8217;analisi è basata sull&#8217;integrazione tra dati raccolti a terra dai molteplici soggetti ed enti che si occupano di neve a livello nazionale, immagini satellitari e modelli fisici che consentono di stimare non solo la presenza di neve a terra, ma anche il suo spessore e quindi la quantità d&#8217;acqua contenuta, producendo mappe giornaliere a scala nazionale&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la prima volta &#8220;disponiamo di un&#8217;informazione, prodotta in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, che ci consente di conoscere in tempo reale l&#8217;evoluzione di una delle risorse strategiche più importanti per il nostro Paese, in un contesto di crisi idriche sempre più frequenti indotte dalla crisi climatica&#8221;, dice Arpa. Un importante contributo allo sviluppo del modello deriva anche dall&#8217;esperienza maturata in Valle. &#8220;La Valle d&#8217;Aosta è stata una delle palestre dove è stata sviluppata l&#8217;esperienza che ci ha portato a questo grande risultato. Questo lavoro sulla modellazione della risorsa idrica nivale è infatti iniziato qui più di 10 anni fa&#8221; spiega ancora l&#8217;Arpa. Il gruppo di lavoro comprende la Fondazione Cima, Arpa Valle d&#8217;Aosta, Cva e Centro funzionale della Regione Valle d&#8217;Aosta e &#8220;ha consentito di sviluppare competenze innovative e testare metodi accurati per arrivare a quantificare nel modo più preciso possibile lo stato dei nostri serbatoi d&#8217;acqua in quota&#8221;.</p>
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		<title>Allarme siccità al Nord, i geologi: &#8220;Preparare riserve per periodi siccitosi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 20:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/13/allarme-siccita-al-nord-i-geologi-preparare-riserve-per-periodi-siccitosi/">Allarme siccità al Nord, i geologi: &#8220;Preparare riserve per periodi siccitosi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Penisola fa i conti con le conseguenze anomale del cambiamento climatico in atto: le precipitazioni dimezzate nei mesi invernali, pochissima la neve che ricopre le montagne e l’allarme siccità nel Settentrione dovuto a un febbraio particolarmente asciutto. Basti pensare che il Po e tre grandi laghi del Nord Italia (Maggiore, Como e Iseo) hanno livelli idrometrici al di sotto della media stagionale, simili a quelli che si registrano nei mesi estivi. Due facce della stessa medaglia: da un lato l’emergenza siccità che torna a farsi sentire; dall’altro le alluvioni e le frane che lo scorso autunno hanno interessato numerose regioni italiane.</p>
<p>“Da anni, i geologi ribadiscono l’importanza di una logica della prevenzione per anticipare e impedire eventuali fasi emergenziali. La gestione delle risorse idriche, anche di quelle sotterranee, deve, in tempi di abbondanza, preparare le riserve per i repentini e frequenti periodi siccitosi”. Lo dichiara Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi che spiega: “Se in alcune aree può essere ancora possibile pensare al ricorso a bacini superficiali, in molte altre è il sottosuolo che deve fungere da serbatoio, sia sostenendo i diversi fabbisogni con i sistemi acquiferi più idonei in funzione della qualità, sia potendo essere utilizzato come la più naturale delle riserve d’acqua”.</p>
<p>Tra le soluzioni più efficaci per la gestione delle risorse idriche, per il segretario del CNG c’è quella di “disporre di metodi per trattenere le acque il più possibile all’interno del territorio, rallentandone il deflusso, mantenendo il deflusso vitale dei fiumi e dei torrenti e favorendo la ricarica delle falde con un positivo effetto di rallentamento dell’abbassamento dei livelli delle falde nei periodi siccitosi”. Un’altra risposta concreta è quella di ridurre il numero di norme, mal coordinate tra loro: “Un riordino del settore che include la definizione di normative, procedure e competenze semplici e chiare comporterebbe un costo effettivo prossimo allo zero” conclude il geologo.</p>
<p>Per il Consiglio Nazionale dei Geologi, è importante agire sulla base di una pianificazione idrogeologica secondo una visione di adattamento ai cambiamenti climatici per scongiurare come ha detto il capo dello Stato “una crisi climatica globale”. L’acqua è un bene prezioso per la salvaguardia del pianeta e delle biodiversità che vi abitano. Il 22 marzo ricorre, come ogni anno, la Giornata Mondiale dell’Acqua e il tema scelto per il 2019 si intitola &#8220;Non lasciare nessuno indietro&#8221;. La finalità è quella di raggiungere l’obiettivo n.6 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che recita &#8220;Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/13/allarme-siccita-al-nord-i-geologi-preparare-riserve-per-periodi-siccitosi/">Allarme siccità al Nord, i geologi: &#8220;Preparare riserve per periodi siccitosi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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