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	<title>politico Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Addio a Franco Marini, politico e sindacalista abruzzese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 15:21:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ morto all&#8217;età di 87 anni Franco Marini. Politico e sindacalista abruzzese di lungo corso. Segretario generale della Cisl, poi presidente del Senato e poi ministro del Lavoro, segretario del Partito popolare italiano ed europarlamentare.gia’ segretario generale della Cisl, ministro del Lavoro e presidente del Senato. &#8220;Ci lascia un grande sindacalista, politico e uomo delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ morto all&#8217;età di 87 anni Franco Marini. Politico e sindacalista abruzzese di lungo corso. Segretario generale della Cisl, poi presidente del Senato e poi ministro del Lavoro, segretario del Partito popolare italiano ed europarlamentare.gia’ segretario generale della Cisl, ministro del Lavoro e presidente del Senato.</p>
<p>&#8220;Ci lascia un grande sindacalista, politico e uomo delle istituzioni. Un uomo, che anche negli anni piu&#8217; difficili della nostra Repubblica, con il suo impegno, la sua saggezza e il suo pragmatismo, e&#8217; stato per tutti un esempio e un punto di riferimento&#8221;. Cosi&#8217; il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ricorda Franco <span class="searchKey">Marini</span>. &#8220;Protagonista di una fase storica caratterizzata da grandi cambiamenti e da grandi conquiste sociali, frutto delle battaglie unitarie del sindacato- aggiunge il leader della Cgil- <span class="searchKey">Marini</span> ha sempre combattuto per rafforzare la democrazia e i diritti dei lavoratori e dei piu&#8217; deboli. A nome mio personale e di tutta la Cgil- conclude Landini- esprimo profondo cordoglio per la sua scomparsa, vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che hanno condiviso e l&#8217;hanno accompagnato nelle sue battaglie&#8221;.</p>
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		<title>Libano. Ali Bakeer (Analista): &#8220;Esplosioni a Beirut sono mannaia su economia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2020 10:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La doppia esplosione a Beirut avra&#8217; ripercussioni terribili sulla situazione politica ma soprattutto economica del Libano&#8221;. Ne e&#8217; convinto Ali Bakeer, analista politico esperto di medio oriente, originario del Libano oggi residente in Turchia, da dove dove collabora per diversi centri di ricerca e testate tra cui Aljazeera e Al Monitor. L&#8217;agenzia Dire lo ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La doppia esplosione a Beirut avra&#8217; ripercussioni terribili sulla situazione politica ma soprattutto economica del Libano&#8221;. Ne e&#8217; convinto Ali Bakeer, analista politico esperto di medio oriente, originario del Libano oggi residente in Turchia, da dove dove collabora per diversi centri di ricerca e testate tra cui Aljazeera e Al Monitor. L&#8217;agenzia Dire lo ha contattato in seguito alle due deflagrazioni che ieri hanno causato nella capitale libanese decine di morti e migliaia di feriti. &#8220;Ho vissuto per 18 anni in Libano- dice l&#8217;esperto- conosco i beirutini: sono abituati a sentire i boati delle esplosioni, a causa di anni di guerra, ma non avevano mai assistito a qualcosa di cosi&#8217; devastante. Sono scioccati&#8221;. L&#8217;analista ricorda che il Paese dei cedri stava gia&#8217; attraversando una fase difficilissima, legata al crollo dell&#8217;economia e della finanza: solo due giorni fa il ministro degli Esteri si e&#8217; dimesso in aperta critica col governo del primo ministro Hassan Diab, accusato di &#8220;stare facendo affondare la nave&#8221;. &#8220;Il disastro di ieri non ci voleva- continua Bakeer- perche&#8217; non solo sono andati distrutti edifici, appartamenti, ristoranti, ma anche gran parte del porto, vale a dire un hub fondamentale per l&#8217;economia e il commercio della metropoli e del Paese&#8221;. Il porto della capitale, faticosamente riqualificato dopo venticinque anni di guerra civile (1975-1990), e&#8217; uno tra i principali snodi del Libano, la cui economia e&#8217; profondamente legata all&#8217;import-export.</p>
<p>Quanto alle cause dell&#8217;esplosione, che le autorita&#8217; attribuiscono a una grande quantita&#8217; di nitrato di ammonio stipato in un magazzino del porto dal 2014, Ali Bakeer osserva: &#8220;peggiora la posizione del governo: conferma l&#8217;incompetenza delle autorita&#8217; nel gestire la cosa pubblica. Tutti sapevano che era li&#8217; da anni e nessuno ha provveduto alla sicurezza&#8221;. Cosi&#8217;, continua lo studioso alla Dire, &#8220;alla disoccupazione galoppante, alla mancanza di valuta e prospettive, senza dimenticare gli effetti dell&#8217;epidemia di Covid-19 e il relativo lockdown, ora si aggiunge un altro motivo di rabbia e disperazione per le persone&#8221;. Tutto questo &#8220;alimentera&#8217; le critiche contro il governo&#8221;, che gia&#8217; nei mesi passati ha portato milioni di persone a manifestare nella capitale e non solo. Un dissenso che si sta concentrando contro i partiti storici libanesi e soprattutto sul movimento politico e armato di Hezbollah: &#8220;sempre piu&#8217; persone gli contestano di aver trascinato il Libano nella guerra siriana, nel 2012&#8221; spiega Bakeer, determinando &#8220;l&#8217;isolamento internazionale del Paese, aumentando il flusso di profughi e rendendo piu&#8217; fragile il quadro economico e della sicurezza&#8221;. Non a caso le prime speculazioni circolate sui social network hanno ritenuto &#8220;il partito di Dio&#8221; coinvolto nell&#8217;incidente di ieri, per via di un presunto deposito di armi al porto. Questo perche&#8217;, dice l&#8217;esperto, &#8220;e&#8217; risaputo che gli Hezbollah usano il porto, l&#8217;aeroporto e altre infrastrutture pubbliche per i propri affari&#8221;.</p>
<p> Accuse cadute anche su Israele, storico nemico di Hezbollah, immaginato ad attaccare e distruggere gli armamenti. Ma secondo Bakeer, la diplomazia di Tel Aviv si e&#8217; gia&#8217; mossa per sfruttare l&#8217;incidente a suo vantaggio: &#8220;hanno promesso subito aiuti alla popolazione e questo migliorera&#8217; la loro immagine&#8221;. Sono finiti dunque i tempi delle tensioni con Tel Aviv? &#8220;No- replica lo studioso- semplicemente un&#8217;altra guerra per ora, non conviene a nessuno&#8221;. Tensioni che potrebbero infuocarsi di nuovo nei prossimi giorni, dato che a giorni il Tribunale speciale delle Nazioni Unite incaricato di far luce sull&#8217;uccisione dell&#8217;ex primo ministro Rafiq Hariri, nel 2005, rendera&#8217; nota la sentenza e i principali sospetti ricadono sugli Hezbollah, che invece hanno sempre attribuito la colpa ad Israele. &#8220;Per i prossimi cortei di protesta pero&#8217;, dovremo aspettare&#8221; avverte l&#8217;analista politico, perche&#8217; adesso &#8220;la gente deve occuparsi dei propri morti e dei feriti, delle case danneggiate dall&#8217;esplosione oppure deve accogliere amici e parenti che la casa l&#8217;hanno perduta&#8221;.</p>
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		<title>Addio a Stefano Rodotà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 19:49:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è spento oggi a Roma all&#8217;età di 84 anni Stefano Rodotà. Giurista, politico, accademico, Garante della Privacy. La Camera ardente sarà aperta domani 24 giugno alla Camera, nella Sala Aldo Moro, dalle 16 alle 20 e domenica dalle 10 alle 19. &#8220;Con Rodotà perdiamo uno straordinario giurista, che si è battuto per il diritto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è spento</strong> oggi a Roma all&#8217;età di 84 anni <strong>Stefano Rodotà</strong>. Giurista, politico, accademico, Garante della Privacy. <strong>La Camera ardente sarà aperta domani 24 giugno</strong> alla Camera, nella Sala Aldo Moro, dalle 16 alle 20 e domenica dalle 10 alle 19.</p>
<p>&#8220;Con Rodotà perdiamo uno straordinario giurista, che si è battuto per il diritto di avere diritti, anche nell&#8217;era digitale. Grazie Stefano&#8221;. Lo scrive su Twitter la presidente della Camera, <strong>Laura Boldrini.</strong></p>
<p>&#8220;Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Stefano rodotà. Il nostro Paese con lui perde un attento studioso delle istituzioni italiane e un attivo partecipante alla nostra vita politica. Il mio pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene&#8221;. Lo afferma in una nota<strong> Romano Prodi</strong>.</p>
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		<title>Morto l&#8217;oncologo Umberto Veronesi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/11/08/morto-umberto-veronesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 20:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Morto nella sua casa a Milano Umberto Veronesi, oncologo e politico italiano di fama internazionale.&#160;Da alcune settimane le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate.&#160;Veronesi si è spento all&#8217;età di 91 anni. La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Morto</strong> nella sua casa a Milano <strong>Umberto Veronesi</strong>, <strong>oncologo e politico italiano</strong> di fama internazionale.&nbsp;Da alcune settimane le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate.&nbsp;Veronesi si è spento all&#8217;età di 91 anni.</p>
<p>La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna. A darne la notizia è stato il&nbsp;Tg2 nell&#8217;edizione serale.</p>
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		<title>Addio a Dario Fo, Nobel per la Letteratura</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/10/13/addio-a-dario-fo-nobel-per-la-letteratura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 14:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Fo]]></category>
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		<category><![CDATA[Nobel per la Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morto a 90 anni Dario Fo. Drammaturgo, attore, scrittore, impresario. Ma anche pittore e attivista politico. grande giullare. Il  premio Nobel per la Letteratura nel 1997 se ne è andato proprio nel giorno in cui viene annunciato il premiato di quest&#8217;anno.  Il premio Nobel gli venne attribuito con la motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; morto a 90 anni Dario Fo</strong>. Drammaturgo, attore, scrittore, impresario. Ma anche pittore e attivista politico. <strong>grande giullare</strong>. Il  premio <strong>Nobel per la Letteratura nel 1997</strong> se ne è andato proprio nel giorno in cui viene annunciato il premiato di quest&#8217;anno.  Il premio Nobel gli venne attribuito con la motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, <strong>dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi</strong>“.</p>
<p>Per 70 anni il teatro è stato la sua grande passione con più di 100 commedie in cui aveva reinventato la satira e la comicità, maestro della mimica, della corposità della parola, dell&#8217;astratto grammelot.</p>
<p>Indissolubile il rapporto con l’adorata moglie <strong>Franca Rame,</strong> morta nel 2013.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ckvKmLhMsUw?feature=oembed" width="500" height="375" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe><br />
<strong>Dario Fo ha utilizzato la sua arte anche per raccontare la politica e l’attualità</strong>. Sono sue opere Morte accidentale di un anarchico, Il Fanfani rapito, Non si paga non si paga, Pum pum! Chi è? La polizia, Tutta casa, letto, chiesa, Clacson, trombette e pernacchie.</p>
<p>Il suo teatro era fatto da straordinaria vivacità linguistica, nonsense, satira.</p>
<p>La cerimonia pubblica per l&#8217;ultimo saluto dovrebbe essere sabato alle 15 in piazza Duomo. La camera ardente dovrebbe essere allestita domani al Piccolo Teatro Strehler di Milano. Stesso luogo in cui il Nobel a marzo aveva festeggiato assieme ad amici, parenti, attori e musicisti i suoi 90 anni.</p>
<p>&#8220;La morte di Dario Fo addolora gli italiani. Con il suo genio creativo e con la sua incrollabile passione civile ha arricchito la cultura del nostro Paese, nella lunga stagione che va dal dopoguerra ai giorni nostri&#8221;. Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in una nota</p>
<p>&#8220;Oggi politici e amministratori dovrebbero abbassare la testa, con modestia, e tacere. Il fatto che Dario Fo non abbia avuto un teatro nella sua città, Milano, è sconcio e osceno&#8221;. Così <strong>Moni Ovadia</strong> a LaPresse.</p>
<p>&#8220;La Palazzina Liberty di Milano sarebbe dovuta andare di diritto a lui, che l&#8217;aveva occupata e ne aveva fatto un teatro di ribellione in un periodo in cui il potere gli scatenava contro i cani della censura e dell&#8217;ossessione &#8211; aggiunge Ovadia &#8211; Non sono un credente, ma se ci fosse un &#8216;aldilà&#8217; sicuramente anche lì Dario sarebbe uno dei grandi protagonisti e tutti sarebbero contenti di averlo come compagno&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/13/addio-a-dario-fo-nobel-per-la-letteratura/">Addio a Dario Fo, Nobel per la Letteratura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Foibe: &#8220;Genocidio etnico e politico&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/02/09/89955/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 13:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[etnico]]></category>
		<category><![CDATA[Foibe]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[giorno del ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un genocidio etnico e politico. Cosi&#8217; parla delle vittime delle foibe Marino Micich, direttore del Museo Archivio Storico di Fiume che si trova a Roma, nel quartiere giuliano-dalmata nei pressi dell&#8217;Eur, intervistato dall&#8217;Agi alla vigilia del Giorno del Ricordo, istituito con legge il 30 marzo del 2004 per conservare la memoria dell&#8217;esodo degli italiani istriani, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un genocidio etnico e politico. Cosi&#8217; parla delle vittime delle foibe<strong> Marino Micich, direttore del Museo Archivio Storico di Fiume</strong> che si trova a Roma, nel quartiere giuliano-dalmata nei pressi dell&#8217;Eur, intervistato dall&#8217;Agi alla vigilia del <strong>Giorno del Ricordo</strong>, istituito con legge il 30 marzo del 2004 per conservare la memoria dell&#8217;esodo degli italiani istriani, fiumani e dalmati e delle foibe, e che ricorre domani. Una tragedia che si e&#8217; consumata nel secondo dopoguerra quando quelle terre abitate da italiani e italiane, divennero Jugoslavia.</p>
<p>Per le popolazioni italiane fu l&#8217;inizio della fine: furono costrette a scegliere adeguandosi al regime Jugoslavo o andare via, lasciando sul posto tutto quello che avevano. Coloro che in qualche modo tentavano di opporsi pagavano con la vita e nel modo piu&#8217; atroce: finivano nelle foibe, cavita&#8217; naturali profonde centinaia di metri. Costoro erano considerati nemici, cospiratori. Ma nelle foibe fini&#8217; tanta gente comune in segno di ammonimento, di dimostrazione di forza. La data del 10 febbraio e&#8217; il giorno in cui fu firmato il trattato di pace che asegnava alla Jugoslavia l&#8217;Istria e la maggior parte della Venezia Giulia. &#8220;Quando parliamo di esodo giuliano-dalmata, parliamo di un evento epocale che ha coinvolto, durante e dopo la seconda guerra mondiale, oltre 300.000 italiani delle terre istriane, fiumane e dalmate -racconta Micich all&#8217;Agi-. Queste terre furono occupate militarmente nei primi giorni del maggio 1945 dalle truppe partigiane jugoslave alleate degli anglo-americani. Gli jugoslavi volevano in pratica, sulla base dell&#8217;esistenza di una minoranza slava, impossessarsi di tutta la Venezia Giulia, comprese Trieste e Gorizia. L&#8217;Italia era un paese sconfitto e in piu&#8217; doveva scontare le mosse sbagliate del regime fascista durante la guerra&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le popolazioni civili italiane, presenti da secoli su quei territori &#8211; prosegue Micich &#8211; si trovarono infine dalla parte perdente e quindi a dover pagare il tributo imposto dal governo comunista jugoslavo al governo italiano. L&#8217;acquisizione di tali terre furono una sorta di &#8216;bottino di guerra&#8217;. A conflitto finito l&#8217;esercizio di una politica persecutoria e antidemocratica da parte jugoslava nei confronti dell&#8217;etnia italiana, spinse quest&#8217;ultima ad abbandonare case ed averi per rimanere libera e italiana&#8221;. Ma quando si parla di esodo giuliano-dalmata, la memoria corre subito alle foibe che, spiega ancora Micich &#8220;sono voragini, profonde anche 200 metri, presenti comunemente in quasi tutto il territorio carsico dell&#8217;Istria e dei dintorni di Trieste. Tali &#8216;inghiottitoi naturali&#8217; furono usati dai reparti speciali delle forze partigiane jugoslave per eliminare i &#8216;nemici del popolo&#8217; o presunti tali. Le morti per infoibamento erano vere e proprie esecuzioni di massa che videro morire in quel modo almeno 6.000-7.000 nostri connazionali mentre altri 6.000 scomparvero in mare o nei campi di concentramento jugoslavo. In totale i morti delle epurazioni jugoslave raggiunsero almeno la cifra di 12.000 persone. Questo numero, molto considerevole, venne portato sui tavoli della conferenza di Pace di Parigi dal Comitato Antifascista di Liberazione Nazionale Giuliano, quindi una cifra molto attendibile&#8221;. Si puo&#8217; quindi parlare di genocidio&#8230;</p>
<p>&#8220;Le foibe &#8211; sottolinea il direttore del Museo Archivio di Fiume &#8211; furono senz&#8217;altro un crimine contro l&#8217;umanita&#8217;, ma le ragioni non erano solo di ordine etnico ma anche politico e ideologico. Gli italiani vennero eliminati nelle foibe e costretti in pratica all&#8217;esodo piu&#8217; che altro per lasciare al gruppo slavo (sloveno e croato), ormai dominante, il possesso di quelle terre. L&#8217;avvento del regime nazional-comunista jugoslavo, per le sue peculiarita&#8217; ditattoriali, costrinse pure all&#8217;esodo molti italiani ma non per motivi puramente razziali ma anche di classe. Le fabbriche vennero requisite e cosi&#8217; ogni tipo di attivita&#8217; economica e commerciale passava dal proprietario (spesso italiano) nelle mani del regime comunista slavo. Prendere o lasciare&#8230;.&#8221;</p>
<p>Gia&#8217;, prendere o lasciare, e per &#8220;convincere&#8221; gli italiani, si usarano diversi metodi comprese azioni dimostrative terribili come la strage di Vergarolla: &#8220;A Vergarolla &#8211; spiega ancora Micich &#8211; agenti della polizia segreta jugoslava innescarono delle mine il 18 agosto del 1946. La citta&#8217; istriana era sotto controllo degli angloamericani e il suo destino politico doveva ancora essere deciso alla Conferenza di pace di Parigi. Le responsabilita&#8217; dell&#8217;esplosione e perfino il numero delle vittime sono fonte di dibattito tra gli storici. Le autorita&#8217; britanniche stabilirono che &#8216;gli ordigni furono deliberatamente fatti esplodere da persona o persone sconosciute&#8217;. Le vittime furono almeno 87. In pratica, questo attentato alimento&#8217; ulteriormente la scelta dell&#8217;abbandono da parte degli italiani che piu&#8217; passava il tempo e meno si sentivano tutelati&#8221;.</p>
<p>Chiudere la porta di casa lasciando tutto dentro ed andare via&#8230; La famiglia di Marino Micich proveniva da Zara, (Dalmazia): &#8220;i miei erano originari di li&#8217; &#8211; racconta &#8211; ed hanno cercato di rimanere sulla propria quella terra per qualche anno, ma alla fine provando i rigori del regime preferirono tentare la via dell&#8217;esodo seppur a malincuore. Io sono nato nelcampo di accoglienza del VIllaggio Operaio dell&#8217;EUR nel 1960 e per i primi anni della mia vita ho vissuto da piccolo figlio di profughi. Poi dal 1968 le cose sono andate meglio. L&#8217;accoglienza in genere non era stata delle migliori, ma i miei genitori essendo partiti dopo il 1954, perche&#8217; prima il governo jugoslavo non aveva dato ai miei il permesso per giungere in Italia, se la cavarono un po&#8217; meglio . Tuttavia le condizioni dei campi profughi, ricorda sempre mia madre, erano molto dure e difficili da sopportare. Quello che faceva male era anche la diffidenza di certi italiani insensibili e mal disposti. Forse sottoposti e influenzati dalla propaganda poltica. Se ci siamo sentiti abbandonati dalle istituzioni? Abbandonati lo furono, per molti versi, quelle masse di profughi che lasciavano le proprie terre dal 1945 al 1948, dopodiche&#8217; con l&#8217;istituzione dell&#8217;ente Opera Profughi Giuliani e Dalmati avvenuta nel 1949, l&#8217;accoglienza miglioro&#8217; e l&#8217;aiuto, seppur insufficente, si faceva comunque sentire. Non dimentichiamno che era un&#8217;Italia uscita dalla guerra malconcia e in fase di ricostruzione&#8221;.</p>
<p>Dalla fine degli anni &#8217;90, di foibe si e&#8217; iniziato a parlare anche a scuola, mentre prima, di questa tragedia si studiavano solo accenni: &#8221; E&#8217; vero &#8211; aggiunge &#8211; negli anni 80/90 e sicuramente, prima non si e&#8217; fatto per motivi politici, paura e opportunita&#8217;. Ma le tragedie non hanno colore. La tragedia delle foibe e dell&#8217;esodo dei giuliano-dalmati dovrebbe essere affrontata come una delle varie pagine di storia nazionale italiana. Purtroppo fino all&#8217;istituzione della Legge 92/2004 del Giorno del Ricordo parlare di questa storia era quasi impossibile sia nelle accademie sia nelle scuole. Tale storia e&#8217; passata come una vicenda che in qualche modo apparteneva al passato fascista ed emanava anche un cono d&#8217;ombra nei confronti del Partito Comunista italiano corresponsabile dei soprusi jugoslavi contro l&#8217;etnia italiana. Questo e&#8217; uno dei motivi della rimozione. Da qualche anno pero&#8217; il Ministero dell&#8217;Istruzione organizza con la Federazione degli Esuli dei seminari e corsi per docenti sulla storia deinostri confini orientali. Io sono stato il primo referente del Comune di Roma per i viaggi alla Foba di Basovizza e in Istria iniziati sotto la giunta Alemanno&#8221;. E la memoria oggi, ha un ruolo fondamentale, &#8221; e&#8217; il cammino della civilta&#8217; di un popolo e quindi va coltivata insieme ai progetti per il futuro. Tuttavia se non si conosce la propria storia, anche quella piu&#8217; dolorosa non si possiedono poi le basi per confrontarsi sui temi sociali e civili che animano oggi il nostro Paese o l&#8217;Europa in genere. In questo caso anche lo studio dell&#8217;esodo italiano del secondo dopoguerra puo&#8217; far comprendere meglio quelli che sono i nuovi esodi e migrazioni dovute ultimamente alle guerre in Medio Oriente&#8221;.</p>
<p>Tornare? &#8220;Io sto bene a Roma dove vivo e lavoro. Torno a Fiume o a Zara quando voglio e posso. Da anni ormai con le frontiere europeee aperte e la fine del comunismo in Jugoslavia avvenuta sin dal 1991 ci e&#8217; possibile partecipare a incontri e convegni persino nell&#8217;odierna Croazia. Naturalmente nei circoli culturali piu&#8217; aperti e tolleranti di quel Paese.Una settimana fa l&#8217;Archivio Museo di Fiume e&#8217; stato visitato addirittura dall&#8217;Ambasciatore croato a Roma. Si e&#8217; trattato di una sorta di riconoscimento del popolo fiumano da parte croata. La cosa strana e che mai nessun esponente della Sinistra italiana, non mi riferisco al Partto Democratico ma ai partiti piu&#8217; a sinistra, sia mai venuto a trovarci&#8221;</p>
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		<title>Teramo, il &#8220;populista&#8221; e &#8220;demagogo&#8221; Grillo infiamma piazza Martiri /Video integrale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 20:44:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comico blogger Grillo, questa sera,  ha mandato in delirio la gremita piazza Martiri a Teramo nel suo Tsunami tour. &#8220;Il mio programma e&#8217; uno solo &#8211; assicura Beppe Grillo &#8211; mandiamoli tutti a casa. Tutti fuori dai coglioni. Pero&#8217; prima gli facciamo il &#8216;politometro&#8217;, per vedere i loro redditi prima di essere eletti&#8221;. E&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il comico blogger Grillo, questa sera,  ha mandato in delirio la gremita piazza Martiri a Teramo nel suo Tsunami tour. &#8220;Il mio programma e&#8217; uno solo &#8211; assicura Beppe Grillo &#8211; mandiamoli tutti a casa. Tutti fuori dai coglioni. Pero&#8217; prima gli facciamo il &#8216;politometro&#8217;, per vedere i loro redditi prima di essere eletti&#8221;. E&#8217; questa una delle provocazioni piu&#8217; forti.<br />
&#8220;Noi non siamo ne&#8217; di destra ne&#8217; di sinistra ma abbiamo idee, perche&#8217; se un&#8217;idea e&#8217; buona &#8211; ha detto il leader del Movimento 5 stelle &#8211; non e&#8217; ne&#8217; di destra ne&#8217; di sinistra&#8221;.<br />
&#8220;Piove, governo&#8230; tecnico&#8221;, ironizza il leader del Movimento 5 Stelle, davanti al folto pubblico radunato in piazza sotto una pioggia battente. &#8220;Monti? E&#8217; un ritardato morale. E&#8217; un esorcista che ha fatto il curatore fallimentare&#8221;, attacca il comico genovese che se la prende contro i tagli a scuola, sanita&#8217;, contro l&#8217;Imu &#8220;che toglie soldi ai pensionati&#8221;. Grillo non risparmia il Presidente Napolitano &#8220;che ha tre Maserati e 18 giardinieri&#8221;.<br />
Nessuno sconto ai partiti, attaccando i loro programmi che &#8220;sono una presa per il culo&#8221;. In particolare il riferimento e&#8217; al premier Monti &#8220;che il giorno prima mette il redditometro e il giorno dopo lo vuole cancellare&#8221;. &#8220;Tu vuoi sapere come spendo i miei soldi? &#8211; domanda Grillo riferendosi a fisco e politici &#8211; No, sono io che voglio sapere come tu spendi i miei soldi&#8221;<br />
Beppe Grillo esprime soddisfazione per il riconoscimento del proprio simbolo dopo la vicenda dei cloni presentati al Viminale. &#8220;Non vogliamo ne&#8217; vincere ne&#8217; perdere &#8211; dice Grillo &#8211; ma partecipare si'&#8221;. Il leader del Movimentro 5 stelle condanna, a modo suo, la babele della burocrazia e racconta delle transenne messe a presidio del Viminale in occasione della presentazione dei simboli. &#8220;Sembrava di fare la fila per l&#8217;iPhone5. Perche&#8217; si vota a febbraio? Per tenerci fuori &#8211; risponde Grillo &#8211; ma di noi devono essere terrorizzati&#8221;.<br />
&#8220;Chi li paga i manifesti elettorali?&#8221;. Se lo e&#8217; chiesto Beppe Grillo a Teramo parlando a piazza Martiri. &#8220;Le banche&#8221;, ha risposto sottolineando che &#8220;a loro anticipano i rimborsi elettorali. Mi voglio sedere con le assicurazioni e le banche e dico loro che per 5 anni gli do lo 0,5%&#8221;.<br />
&#8220;Noi abbiamo fatto le elezioni online. Io ho votato un precario, una madre di tre figli e un ingegnere nella mia Liguria. Da noi non ci sono figli di politici, ne&#8217; industriali ne&#8217; magistrati. Da noi &#8211; ha detto ancora &#8211; non ci sono le donne che si sono fatte le tette di silicone e i culoni. Abbiamo fatto le parlamentarie senza spendere un euro&#8221;.</p>
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