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	<title>ponti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto. Salvini: &#8220;Mille ponti e viadotti sotto osservazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 17:58:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il drammatico terremoto che ha colpito, nella giornata di ieri, Turchia e Siria riapre il dibattito sulla messa in sicurezza delle Infrastrutture italiane. A dirlo é lo stesso ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che, a margine di una conferenza stampa a Milano, parla di &#8220;mille, tra ponti e viadotti, sotto osservazione&#8221;. &#8220;Stiamo lavorando giorno e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il drammatico terremoto che ha colpito, nella giornata di ieri, Turchia e Siria riapre il dibattito sulla messa in sicurezza delle Infrastrutture italiane. A dirlo é lo stesso ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che, a margine di una conferenza stampa a Milano, parla di &#8220;mille, tra ponti e viadotti, sotto osservazione&#8221;. &#8220;Stiamo lavorando giorno e notte per mettere a norma tutta la rete stradale e ferroviaria- spiega Salvini- Abbiamo 18mila tra ponti e viadotti, di cui mille sotto osservazione, quindi stiamo correndo come matti per accelerare in progetti e manutenzione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/07/terremoto-salvini-mille-ponti-e-viadotti-sotto-osservazione/">Terremoto. Salvini: &#8220;Mille ponti e viadotti sotto osservazione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>#SosInfrastruttureSicure: parte l&#8217;iniziativa volta a raccogliere segnalazioni su strade, ponti, viadotti e gallerie abruzzesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 15:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, le ultime scosse di terremoto in Molise e i cambiamenti climatici che mettono a dura prova i nostri territori, è tornata forte l&#8217;attenzione nella nostra regione sul tema della sicurezza. Il tutto ci riporta ad inseguire le emergenze del momento, nella riscoperta della fragilità del nostro territorio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/21/sosinfrastrutturesicure-parte-liniziativa-volta-a-raccogliere-segnalazioni-su-strade-ponti-viadotti-gallerie-abruzzesi/">#SosInfrastruttureSicure: parte l&#8217;iniziativa volta a raccogliere segnalazioni su strade, ponti, viadotti e gallerie abruzzesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, le ultime scosse di terremoto in Molise e i cambiamenti climatici che mettono a dura prova i nostri territori, è tornata forte l&#8217;attenzione nella nostra regione sul tema della sicurezza.</p>
<p>Il tutto ci riporta ad inseguire le emergenze del momento, nella riscoperta della fragilità del nostro territorio e dell&#8217;invecchiamento delle infrastrutture esistenti. Uno scenario, in fondo, non molto diverso da quello nazionale e non troppo lontano dal dibattito generale che ci proietta su contenuti sempre più marcati.</p>
<p>Del resto, l&#8217;allarme lanciato dall’Istituto di tecnologia delle Costruzioni del Cnr non fa sconti, il problema è nazionale, manca una regia di ampio respiro e non c&#8217;è una conoscenza complessiva delle infrastrutture a rischio. E&#8217; necessario che quelle ‘a fine vita’ siano controllate e valutate nel loro stato e, al tempo stesso, va alimentata e fatta crescere nella nostra società &#8216;la cultura della manutenzione&#8217; come opera pubblica prioritaria di sicurezza e occupazionale.</p>
<p>Oggi, con l&#8217;iniziativa di cittadinanza attiva&nbsp;#SosInfrastruttureSicure&nbsp;si vuole dare un contributo in questa duplice direzione e mettere i cittadini nella condizione di avere uno strumento utile a unire le tante segnalazioni che già provengono dai territori ma che non ancora giungono ad una lettura completa ed esaustiva.</p>
<p>“Attraverso una semplice segnalazione via e-mail –&nbsp;dichiara Francesca Aloisio, Direttrice di Legambiente Abruzzo&nbsp;– sarà possibile fornire i riferimenti fotografici dell&#8217;infrastruttura e descrivere le anomalie riscontrate, in modo da poter attivare successivamente le autorità competenti (qualora risultasse necessario) e da superare il mero allarmismo. Inoltre, per ulteriori informazioni sarà possibile contattare anche il centro servizi della Green station di Pescara.”</p>
<p>“In questi giorni –&nbsp;aggiunge Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo&nbsp;– si è già avviato il lavoro su un primo quadro relativo alle realtà critiche, in parte già attenzionate in passato ma che sollevano attenzioni e risposte nuove alla luce delle ultime sollecitazioni ricevute. L&#8217;insieme delle segnalazioni e riscontri costituiranno la base di approfondimento delle specificità territoriali e di report informativi, oltre che essere uno strumento per contribuire a sollecitare l&#8217;indirizzo di future risorse sulla manutenzione e sicurezza delle infrastrutture. Infine, questa campagna vuole essere un ulteriore sprono a mettere in campo le migliori competenze scientifiche e ragionare insieme su un nuovo modello di mobilità sostenibile, più attento alla sicurezza e alla qualità della vita dei cittadini.”</p>
<p>Di seguito le prime segnalazioni attenzionate:</p>
<p><strong>L&#8217;Aquila</strong></p>
<p><strong>Ponte Belvedere:&nbsp;</strong>Chiuso dal sisma del 2009, si è deciso di intervenire sulla campata centrale del ponte con la sostituzione dell&#8217;attuale struttura in calcestruzzo precompresso con una nuova struttura in acciaio, in modo da avere una struttura leggera con una maggiore sicurezza e fruibilità. Nel frattempo, il ponte rimarrà chiuso al traffico veicolare.</p>
<p><strong>Viadotto di Gignano:&nbsp;</strong>Tratto di superstrada di proprietà provinciale, già oggetto di attenzioni nell’immediato post sisma del 2009 tramite ben due studi di valutazione di sicurezza, che avevano drammaticamente rilevato un ammaloramento dei giunti tecnici e dei cordoli e una conseguente carenza di resistenza in condizioni sismiche per circa la metà dei piloni. E&#8217; presente un restringimento di carreggiata permanente, finalizzato alla diminuzione della velocità dei mezzi in transito.</p>
<p><strong>Viadotto autostrada che attra-versa la città dell&#8217;Aquila (zona San Sisto)</strong>: Nel 2009 a causa del terremoto si è verificato lo scalinamento del manto stradale. Dal maggio 2017 si lavora sul viadotto con l’obiettivo è di realizzare strutture in acciaio e in cemento capaci di impedire che, in caso di sisma, gli appoggi dei vecchi impalcati possano cedere e si determini uno scalino sul manto stradale, pericoloso per chi viaggia.</p>
<p><strong>VAL DI SANGRO</strong></p>
<p><strong>Ponte nuovo</strong>: Chiusura per due mesi del ‘ponte nuovo’ che collega Atessa con Lanciano, strategico per l’area industriale val di Sangro, infrastruttura già posta in osservazione da molti anni per via del disallineamento dei manicotti dei pilastri. Da perizie effettuate ne veniva garantita la stabilità ma dopo i fatti di Genova e il terremoto del Molise, la provincia ha deciso per la sua chiusura per verifica e messa in sicurezza, annunciando anche la sostituzione dei tando discussi manicotti ed il miglioramento sismico.</p>
<p><strong>Ponte Guastacconcio</strong>: Altro ponte che dista pochi chilometri da questo sito, nel comune di Paglieta e detto ‘Guastacconcio’, chiuso più volte in passato per piene, ha subito delle lesioni. Oggi si transita su carreggiata ristretta ed il traffico inibito ai mezzi superiori a 10 tonnellate. Altro elemento da tenere in considerazione è che la stabilità di questo ponte è messa a dura prova dalle piene, come conseguenza dei cambiamenti climatici, dalla presenza della diga e dall’abbassamento del letto causato dai prelievi di materiali.</p>
<p><strong>AUTOSTRADE A24 e A25</strong></p>
<p><strong>Viadotti:&nbsp;</strong>Dal Ponte di Pietrasecca al viadotto di Cocullo, si segnalano caduta di calcinacci e ferro a vista. Nelle stesse condizioni versano la gran parte dei viadotti Peligni, di Campo di Fano e di Pratola Peligna e non va meglio per i viadotti Popoli-Bussi, stesso troncone autostradale, ma più ad Est, dove saltano i giunti con le scosse di terremoto. Lo stato delle due arterie è al centro di un braccio di ferro tra la concessionaria e il ministero delle infrastrutture sull’erogazione di fondi necessari per la messa in sicurezza di tratti, strategici in caso di calamità naturali. L’intervento si è fermato a metà per lo stop ai fondi.</p>
<p><strong>AUTOSTRADA A14</strong></p>
<p><strong>Viadotto del Salinello</strong>: Segnalati calcinacci che si staccano e in alcuni punti, è possibile vedere il ferro usato per armare il viadotto affiorato in superficie. Con un’altezza di 130 m è il più alto in Abruzzo.</p>
<p>Tutte le informazioni sulla campagna <strong>#SosInfrastruttureSicure</strong> sono riportate sul profilo fb dell’associazione e sul sito: www.legambienteabruzzo.it<br />
Le segnalazioni possono essere inviate a: <strong>sosinfrastrutturesicure@legambienteabruzzo.it</strong></p>
<p>Foto Legambiente Abruzzo</p>
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		<title>I tagliatori di pietra solidali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 17:01:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Fred – Tagliatore di pietra Sabato 25 febbraio, una dozzina di tagliatori di pietra si è dedicato a una nuova opera, a Porte de la Chapelle, nel 18º arrondissement. Hanno spostato dei blocchi di pietra posizionati dal municipio di Parigi nei pressi di un centro umanitario per migranti, il cui scopo era quello di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Da Fred – Tagliatore di pietra</b></p>
<p>Sabato 25 febbraio, una dozzina di tagliatori di pietra si è dedicato a una nuova opera, a Porte de la Chapelle, nel 18º arrondissement. Hanno spostato dei blocchi di pietra posizionati dal municipio di Parigi nei pressi di un centro umanitario per migranti, il cui scopo era quello di impedire a quest’ultimi di stabilirvisi. Fred, scultore da vent’anni, ha avviato l’azione insieme ad altri confratelli « di pietra ». E non ha intenzione di fermarsi.</p>
<p>« Faccio il tagliatore di pietra da vent’anni e sono rimasto profondamente scioccato dal posizionamento di questi enormi blocchi di pietra sotto il ponte di la Chapelle ».</p>
<p>Piuttosto spesso, leggiamo che il nostro mestiere è destinato a esaurirsi, che non ci sono più sassi da tagliare, che non c’è più denaro per la restaurazione del patrimonio… Questo è in parte vero. Tuttavia il municipio di sassi ne ha trovati tanti! Tante belle pietre del dipartimento dell’Oise ! Ne ha trovate così tante da decidere di posizionarle in alcuni luoghi per impedire ai rifugiati di stabilirvisi… Così tante che si innalzano come pietre tombali senza nome in memoria di quegli uomini, quelle donne e quei bambini morti senza sepoltura sul fondo del Mediterraneo…</p>
<p><b>Dare un senso alle pietre che non ne hanno uno</b></p>
<p>Quest’azione non è degna dei valori di fratellanza universale su cui si basa la nostra professione. <b>Le pietre sono fatte per costruire ponti, non per erigere muri.</b> Siamo costruttori di speranze, ma ce ne dimentichiamo troppo spesso… Quelle pietre non hanno senso, così ho voluto trovarne uno, in modo simbolico.</p>
<p>Il 13 febbraio, ho pubblicato un messaggio sulla mia bacheca Facebook per interpellare « gli amici e le amiche della pietra» e proporre loro di armarci di martelli e scalpelli e cesoie per incidere i nomi dei migranti su questi blocchi di calcare. L’idea è quella di creare un monumento commemorativo per tutti i migranti morti sulle strade e nelle acque europee. Ho ricevuto presto numerose risposte. Ho così deciso di creare una pagina dedicata all’iniziativa: « <a href="https://www.facebook.com/C%C3%85%C3%AF%C2%BF%C2%BDurs-de-Pierre-et-Solidaires-1174517849332599/"><u>cuori di pietra solidali »</u></a>, che oggi conta circa 1800 membri.</p>
<p><b>I tagliatori di pietre hanno risposto all’appello da ogni parte della Francia</b></p>
<p>Tuttavia, prima di metterci all’opera, dovevamo ancora spostare alcuni blocchi di pietra per rendere quello spazio almeno accessibile ai rifugiati. Quando sono arrivato sul luogo, a Porte de la Chapelle, c’erano una decina di persone che cercavano di spostare dei blocchi di pietra. Devo riconoscere di aver trovato un senso ai miei vent’anni di lavoro perché una situazione simile non si verificava da tempo, mentre io ero venuto a dar loro manforte per un breve corso di rivestimento, con due picchetti di legno presi in prestito al cantiere lì accanto…</p>
<p>Sabato 25 febbraio, abbiamo deciso, insieme a delle associazioni che si occupano di assistenza ai rifugiati, di intervenire tutti insieme a Porte de la Chapelle. Abbiamo diffuso l’evento a tre o quattro di queste associazioni e quel sabato se ne sono ritrovate una dozzina, circondate dai giornalisti. Tagliatori di pietra provenienti da ogni parte della Francia, dalla Borgogna, dalla Normandia, da Lille… Persino un incisore che lavora a Parigi. Abbiamo anche ricevuto dei messaggi di supporto da parte di tagliatori di pietra inglesi e italiani, pronti a intervenire.</p>
<p>In tre ore, abbiamo spostato alcuni blocchi di 800 chili grazie alle tecniche tradizionali. Hanno partecipato anche i rifugiati presenti sul luogo. Tra di loro, un giovane afgano che faceva il tagliatore di pietra in Iran e non toccava quegli utensili da mesi, in quanto si era perduto per le strade dell’Europa.</p>
<p><b>Ci accuseranno di tagliare le pietre?</b></p>
<p>Siamo stati interrotti alla polizia, che ci ha chiesto se avevamo l’autorizzazione per intervenire su quei blocchi. Di comune accordo, abbiamo deciso di interrompere il nostro lavoro e di chiedere un accordo della città di Parigi e del municipio del 18º arrondissement per tagliare quelle pietre e trasformarle, anche se dubito che ne avessimo bisogno: si tratta di materiale di scarto, non di arredo urbano. In caso di risposta negativa, ritorneremo comunque. Cosa rischiamo? Che accusino dei tagliatori di pietra di aver tagliato delle pietre? Abbiamo comunque raggiunto il nostro obiettivo principale: volevamo dare risalto a quest’azione e ci siamo abbondantemente riusciti.</p>
<p>Lo facciamo con i nostri mezzi: siamo in grado di spostare un blocco di due tonnellate. Siamo anche in grado di trasformarlo e abbellirlo. Il motto dell’associazione “Compagnons tailleurs de pierre des devoirs unis”, della quale faccio parte, è « Lavorare sempre meglio, insegnare il mestiere, aiutare e sostenere i propri fratelli». Ed è questo quello che facciamo. L’unica differenza è che non lavoriamo più nelle cappelle, ma a Porte de la Chapelle.</p>
<p style="text-align: right;">Dichiarazioni raccolte da <u>Rozenn Le Carboulec</u></p>
<p style="text-align: right;"><em>Traduzione dal francese all’italiano di Simona Trapani</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/03/08/i-tagliatori-di-pietra-solidali/">I tagliatori di pietra solidali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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