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	<title>premio Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Cellino San Marco (Brindisi): quarta edizione del Premio Giuseppe Fasano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 18:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[Premio Giuseppe Fasano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La quarta edizione del Premio Internazionale “Giuseppe Fasano – Grottaglie Città delle Ceramiche” si svolgerà, come nel 2019, presso le Tenute Al Bano a Cellino San Marco, venerdì 18 settembre 2020, alle ore 19,00, con un rigoroso rispetto delle norme anticovid 19. L’accesso all’area dell’evento per le stesse ragioni di sicurezza sarà limitato ai soli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La quarta edizione del Premio Internazionale “Giuseppe Fasano – Grottaglie Città delle Ceramiche” si svolgerà, come nel 2019, presso le Tenute Al Bano a Cellino San Marco, venerdì 18 settembre 2020, alle ore 19,00, con un rigoroso rispetto delle norme anticovid 19.</p>
<p>L’accesso all’area dell’evento per le stesse ragioni di sicurezza sarà limitato ai soli invitati. È prevista la presenza di Al Bano anche nella veste di amico di Giuseppe Fasano e di padrone di casa.</p>
<p>La serata, organizzata dalla giornalista Agata Battista, sarà presentata dalla brillante giornalista di Telenorba, Maria Liuzzi.</p>
<p>A poche ore dal via la quarta edizione del Premio può ritenersi già un successo per una molteplicità di motivi.</p>
<p>Come si ricorderà già lo scorso anno, nei primi giorni di settembre, il Premio, che l’organizzatore dedica al padre Nicola, fu tenuto proprio nelle Tenute del noto artista Al Bano Carrisi a Cellino San Marco. Fu un successo di partecipazione, ma fu soprattutto un successo per il circuito culturale e giocoso che riuscì a sviluppare. Non ricordiamo un solo momento in cui i numerosi partecipanti distolsero l’attenzione da ciò che accadeva intorno a loro. Il commento finale fu: “Ma è già finito?”, espressione che da sola esprime la piena soddisfazione di chi fu presente all’evento e che alcuni pensavano dovesse essere un fatto sporadico.</p>
<p>Ma così non fu perché le prime tre edizioni svolte hanno scritto solo il capitolo d’esordio di un premio che certamente, anno dopo anno, saprà trovare nel dinamico promotore e organizzatore Giuseppe Fasano, un autentico “vulcano”, colui che saprà mettere in evidenza le peculiarità di un’azione artistico-culturale iniziata dal padre Nicola e continuata dai diretti discendenti. La famiglia Fasano si tramanda l’arte della lavorazione della ceramica dal 1620; quest’anno, quindi, festeggia il quattrocentesimo anno di vita.</p>
<p>L’edizione 2020, nonostante le restrizioni dovute al Covid-19, vedrà rinnovarsi l’appuntamento nella stessa location dello scorso anno, le Tenute Al Bano a Cellino San Marco. Cento ettari che parlano di lui, del legame che l’artista ha con la terra e con la natura, della sua storia familiare ed artistica. Nel parco di questa casa da lui stesso disegnata, l’artista si è ricavato degli spazi tutti per sé, sentieri nei boschi, laghetti, collinette come piccoli eremi per la meditazione. A casa Carrisi i cavalli circolano liberi e a rendere unico il posto c’è anche un ulivo cavo di oltre 900 anni. La scelta della location da parte dell’organizzazione del Premio non è stata casuale ma dettata anche dalla pluridecennale amicizia che lega Giuseppe Fasano al nostro artista.</p>
<p>Chi ha conosciuto in vita Nicola Fasano ne parla come di un artista vero, autentico figlio grottagliese, e vero maestro su un duplice fronte. Il primo è stato quello della trasmissione dell’arte ceramica ai figli e ad altri ceramisti, ma ha anche voluto e saputo dialogare con migliaia di studenti, non soltanto grottagliesi ma di tutta la provincia ionica, che chiedevano di visitare il suo laboratorio, di conoscere dalla sua voce e di vedere plasmare con le sue mani l’amorfa argilla che, magicamente, acquistava forme e figure di grande fascino. Chi lo ha conosciuto nel suo storico laboratorio, oggi ritorna volentieri, non soltanto perché il figlio Giuseppe è il degno continuatore della tradizione ceramistica dei Fasano, ma anche per quel clima di grande raccoglimento che il sito offre. Guardando i forni e i resti archeologici di una zona che sfida i secoli, sembra ancora aleggiare la figura ieratica, ma nel senso più semplice dell’espressione di Nicola Fasano.</p>
<p>A lui piaceva fasi vedere dagli studenti, ma anche dai numerosi turisti italiani e stranieri, con il grembiule sporco di argilla, con le mani alle prese con il tornio per dare forma originale a questo prodotto della terra verso il quale non sarebbe male che le nuove generazioni si avvicinassero con un senso di gratitudine e di attenzione per scoprirne i diversi significati. Se Nicola Fasano è stato tutto questo, era giusto che Giuseppe dedicasse ogni anno al padre uno spazio riservato a coloro che veramente amano la cultura della ceramica e che continuano ad apprezzarne il valore attraverso una produzione che Giuseppe, come già fece il padre Nicola, rende varia ed attraente di anno in anno.</p>
<p>Dopo la “Laudatio del maestro ceramista Nicola Fasano e di don Carmelo Carrisi”, svolta lo scorso anno, il professor Francesco Lenoci, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nella quarta edizione del Premio parlerà di “Educarsi e educare al bello e al buono”, un tema fondamentale ai fini della ripartenza del nostro Paese. Seguiranno le esibizioni del “Duo Panama” di Nunzio e Michele Laudadio, del fisarmonicista “Vince Abbracciante” e del gruppo di menestrelli “Terraross”.</p>
<p>Tra i premiati, la cui lista sarà tenuta segreta fino a pochi minuti prima dell’inizio della serata, ci saranno personaggi del mondo della cultura, dell’imprenditoria, del commercio e della società rappresentata dalla magistratura, dal mondo della sanità e dal volontariato; personaggi che a livello nazionale ed internazionale stanno scrivendo un’importante pagina della nostra storia. Il resto lo faranno gli stessi invitati relazionandosi fra loro per rendere così più briosa e varia una atmosfera che saremmo tentati di definire magica, ma che per scaramanzia aspettiamo di poterla definire tale a manifestazione conclusa. Appuntamento, pertanto, venerdì 18 settembre alle ore 19 presso le Tenute Al Bano, contrada Bosco, a Cellino San Marco.</p>
<p style="text-align: right;">Agata Battista</p>
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		<title>Premio &#8220;Ignazio Silone&#8221; al portavoce Andrea Iacomini</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Aug 2019 18:48:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andrea Iacomini,45 anni giornalista, Portavoce Nazionale dell&#8217;Unicef Italia e&#8217; il vincitore della XXII Edizione del Premio Internazionale &#8220;Ignazio Silone&#8221;. Lo ha comunicato attraverso una lettera il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. &#8220;Sono davvero felice e commosso&#8221; dichiara Andrea Iacomini &#8220;Non solo come Portavoce di una grande organizzazione internazionale come l&#8217;Unicef che non smettero&#8217; mai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Iacomini,45 anni giornalista, Portavoce Nazionale dell&#8217;Unicef Italia e&#8217; il vincitore della XXII Edizione del Premio Internazionale &#8220;Ignazio Silone&#8221;. Lo ha comunicato attraverso una lettera il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. &#8220;Sono davvero felice e commosso&#8221; dichiara Andrea Iacomini &#8220;Non solo come Portavoce di una grande organizzazione internazionale come l&#8217;Unicef che non smettero&#8217; mai di ringraziare ma anche come figlio adottivo di questa meravigliosa terra che e&#8217; l&#8217;Abruzzo e la Marsica in particolare di cui sono originari i miei nonni paterni. A loro e a mio padre in particolare dedico questo riconoscimento&#8221;. Ancora il portavoce: &#8220;Rivolgo inoltre un pensiero particolare ai tanti bambini incontrati fino ad oggi in fuga dai conflitti, alle bambine vittime di abusi e soprusi di ogni genere, a chi vive in poverta&#8217; fuori e dentro il nostro Paese&#8221; prosegue &#8220;C&#8217;e&#8217; un grande bisogno di un mondo piu&#8217; giusto e umano, a misura di bambini e bambine, di una democrazia globale che sia spirituale e solidale proprio come Silone ci ha insegnato con le sue grandi tensioni ideali oggi sempre di grande attualita&#8217; come la ricerca del bene comune, della giustizia e della liberta&#8217;. E di pace. Grazie alla Regione Abruzzo nella persona del suo Presidente, grazie alla Commissione che ha deciso di attribuirmi questo premio, alla citta&#8217; di Pescina alla Fondazione Silone e a tutti coloro che in questi anni hanno reso possibile il mio lavoro. Grazie&#8221;. Premio Internazionale &#8220;Ignazio Silone&#8221;</p>
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		<title>Associazione Veronica Gaia di Orio: istituito un premio e due borse di studio</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 18:50:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri, presso il Centro Celestiniano, la seconda Assemblea dell’ Associazione Veronica Gaia di Orio per la Ricerca e la Lotta alla Depressione Giovanile. Nel corso dell’Assemblea è stato deciso il finanziamento di due borse di studio dell’importo di 1500 € ciascuna per laureati magistrali in Medicina e Chirurgia e in Psicologia Applicata, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta ieri, presso il Centro Celestiniano, la seconda Assemblea dell’ Associazione Veronica Gaia di Orio per la Ricerca e la Lotta alla Depressione Giovanile.<br />
Nel corso dell’Assemblea è stato deciso il finanziamento di due borse di studio dell’importo di 1500 € ciascuna per laureati magistrali in Medicina e Chirurgia e in Psicologia Applicata, Clinica e della Salute dell’Università degli Studi dell’Aquila che abbiano presentato una tesi sperimentale sviluppata nell’ambito della depressione giovanile e aspetti ad essa correlati.<br />
E’ stato inoltre istituito il premio per il Migliore Articolo Scientifico sempre su tematiche concernenti la Depressione giovanile, dell’importo di 1500 €, rivolto ai giovani under 40 (dottorandi/e, borsisti/e, assegnisti/e, ex borsisti/e o ex-assegnisti/e) che non abbiano una posizione lavorativa a tempo indeterminato.<br />
Tutte le informazioni su queste iniziative sono reperibili sul sito dell’Associazione: http://www.veronicagaia.it</p>
<p>Nel corso dell’Assemblea, oltre agli adempimenti statutari legati all’approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo presentati dal Tesoriere prof. Enrico Perilli, sono stati nominati all’unanimità la prof.ssa Maria Grazia Cifone quale Vicepresidente e il prof. Giuseppe Paradiso Galatioto quale nuovo membro del Consiglio Direttivo .<br />
E’ stato inoltre eletto il Collegio dei Probiviri nelle persone dei proff. Umberto Ciciarelli, Mario Giannoni e Cristina Petrucci .<br />
“Le iniziative dell’Associazione – ha spiegato il Presidente prof. Ferdinando di Orio – vogliono essere uno stimolo e un incoraggiamento per i giovani studiosi a dedicarsi alla ricerca in particolare nel campo della depressione giovanile . Ancora troppo poco si fa nel nostro Paese per promuovere l’attività di ricerca soprattutto da parte dei giovani, che spesso sono costretti ad emigrare all’estero. Le nostre iniziative, per quanto limitate, oltre a promuovere la ricerca scientifica in un settore delicato per il benessere dei giovani, vogliono anche richiamare l’attenzione su un problema spesso sottostimato come la depressione giovanile”.</p>
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		<title>Giornalismo, Premio ‘Napoli città della pace’ a Ministro Pinotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2016 12:37:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro vincitori di grande prestigio e un premio speciale per il Testimone di Misericordia. Diventa sempre più ricco l’albo d’oro del Premio “Napoli Città di Pace”, ideato e promosso da una sinergia tra l’UCSI (Unione Cattolica della Stampa Italiana) della Campania, l’Ordine dei giornalisti della Campania, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Arcidiocesi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro vincitori di grande prestigio e un premio speciale per il Testimone di Misericordia. Diventa sempre più ricco l’albo d’oro del Premio “Napoli Città di Pace”, ideato e promosso da una sinergia tra l’UCSI (Unione Cattolica della Stampa Italiana) della Campania, l’Ordine dei giornalisti della Campania, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Arcidiocesi di Napoli guidata dal cardinale Crescenzio Sepe. La cerimonia di premiazione dell’ottava edizione, che si svolgerà mercoledì 13 aprile alle ore 11 nella Sala Villani dell’Università Suor Orsola Benincasa, sarà aperta da <strong>Lucio d’Alessandro</strong>, Rettore Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Giuseppe Blasi,presidente dell’UCSI Campania e da Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e sarà coordinata dal vicepresidente nazionale dell’UCSI,Donatella Trotta. Come di consueto la premiazione sarà affidata all’Arcivescovo di Napoli, <strong>Crescenzio Sepe</strong>, a cui spetterà il compito di premiare: la senatrice <strong>Roberta Pinotti</strong>, prima donna ad assumere l’incarico di Ministro della Difesa (dal 22 febbraio 2014), premiata “per i notevoli primati del suo ruolo strategico e riformatore in materia di difesa nazionale e internazionale, declinati “al femminile” in piena coerenza con un impegno al servizio della politica come forma più alta d’amore, che mette sempre al centro la tutela e la dignità della vita umana”, il presidente della Biblioteca-Emeroteca Tucci, <strong>Salvatore Maffei</strong> “per la schiva generosità del suo sessantennale impegno di Maestro (involontario) di giornalismo militante e cultore della memoria, da circa mezzo secolo alla guida della Emeroteca-Biblioteca “Vincenzo Tucci”, tempio laico di studiosi e crocevia di incontri internazionali tra ricerca e cronaca, tra attualità e storia”, la regista ed autrice radiotelevisiva <strong>Loredana Rotondo</strong>, già capostruttura di Rai International e Rai Educational, “per aver dato spazio, voce e visibilità, da veterana del servizio pubblico radiotelevisivo, alle nuove soggettività femminili con una assidua ricerca e una sperimentazione linguistica, tecnologica, contenutistica che ha saputo ‘rivoluzionare’  con un altro sguardo i palinsesti Rai, attraverso una molteplicità di progetti innovativi” e lo scienziato <strong>Marco Salvatore</strong>, direttore scientifico dell’IRCCS SDN e fondatore de “Il Sabato delle Idee” per l’eclettica capacità di intrecciare competenze specialistiche e passioni progettuali ai confini tra medicina, ricerca scientifica, diagnostica, didattica universitaria, alta divulgazione e mecenatismo culturale, sviluppando così una in-formazione ‘in rete’, volta a promuovere il valore delle idee”.</p>
<p>La nuova sezione del Premio: l’oncologa Immacolata Capasso è il Testimone di Misericordia: La grande novità di quest’anno, nata in occasione dell’Anno giubilare indetto da Papa Francesco, è la nascita della sezione Testimone di Misericordia del Premio Napoli Città di Pace, volta a segnalare e premiare esperienze significative di impegno nel volontariato e nella solidarietà concreta sulle milleuno frontiere dei bisogni, non soltanto sociali. Il primo nome ad essere inciso in questa nuova sezione del Premio sarà quello dell’oncologa Immacolata Capasso, direttore della Divisione di Senologia Preventiva dell’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale”, premiata “per la solidarietà concreta del suo impegno di volontariato e di umanizzazione della medicina tra scienza, coscienza e fede, esercitata nella sua attività di oncologa e ricercatrice per la prevenzione dei tumori della mammella, sempre attenta alla salute delle donne e alla sensibilizzazione dei più giovani”. Il Premio Napoli Città di Pace: Il Premio “Napoli Città di Pace” nasce nel 2007, dopo la prima visita di Benedetto XVI in città, con l’obiettivo di radicare in un territorio complesso, contraddittorio e problematico come Napoli – metropoli dalle profonde radici storiche e culturali, intrisa di valori di solidarietà e condivisione multietnica – un riconoscimento non soltanto giornalistico, volto a segnalare l’impegno di testimoni e costruttori di speranza nei più diversi ambiti della comunicazione sociale, con una particolare attenzione ai valori di un umanesimo integrale e alla cultura dell’incontro e del dialogo. “In tempi di profonda crisi di valori e di senso, di globalizzazione dei conflitti e dell’indifferenza, di terrorismo internazionale e di fondamentalismi stragisti, – spiega il vicepresidente nazionale dell’UCSI,Donatella Totta – rilanciare la pace non significa fare retorica astratta su un sentimento genericamente buonista, ma significa impegnarsi con respiro “glocale”, attraverso un’etica condivisa della corresponsabilità, in un’azione di cambiamento concreto, a tutela dei beni comuni e in difesa dei soggetti meno garantiti nei loro diritti fondamentali». Ed in particolare a Napoli, sottolinea la Trotta “pace deve significare anche ripristinare legalità, vivibilità, sviluppo possibile, andando oltre le continue emergenze e recuperando un’antica tradizione culturale di accoglienza e di dialogo tra civiltà diverse”.</p>
<p>Il Premio è promosso, d’intesa con l’Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, da una sinergia tra l’UCSI (Unione Cattolica della Stampa Italiana) della Campania, l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, che con la sua Scuola di Giornalismo ha sempre coinvolto attivamente i giovani studenti ospitando nella prestigiosa sede dell’Ateneo, le varie edizioni del riconoscimento, strutturate sempre non solo come cerimonia di premiazione, ma anche e soprattutto come confronto pubblico e dialogico con i vincitori su temi “sensibili” della contemporaneità. Erri De Luca, Andrea Riccardi e Susanna Tamaro nell’Albo d’oro: Nell’Albo d’oro del Premio figurano, tra gli altri, gli scrittori Maria Pia Bonanate, Erri De Luca, Chiara M. e Susanna Tamaro, il fotografo per i diritti umani Francesco Zizola, la regista Cinzia TH Torrini, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, già ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione dal 2011 al 2013, i vaticanisti Angela Ambrogetti, Giovanna Chirri, Miela Fagiolo d’Attilia, Giuseppe De Carli e Raffaele Luise, il fondatore del Giffoni Experience Claudio Gubitosi, il missionario e giornalista Giulio Albanese e il cardiochirurgo impegnato in cause umanitarie Carlo Vosa. L’anno scorso, dopo la tragica scomparsa “sul campo” del giovane e valente videoreporter in Palestina, è stato anche conferito un premio alla memoria di Simone Camilli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/12/giornalismo-premio-napoli-citta-della-pace-a-ministro-pinotti/">Giornalismo, Premio ‘Napoli città della pace’ a Ministro Pinotti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Tre Soundtrack Stars ai Golden Globe</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 19:50:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tre Soundtrack Stars]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Complimenti e un sincero &#8216;in bocca al lupo&#8217; da Soundtrack Stars Award per la sfida dei Golden Globe 2016 a tre grandi della musica mondiale per il cinema come Alexandre Desplat, Ryūichi Sakamoto e soprattutto al &#8216;nostro&#8217; Ennio Morricone, candidati nella cinquina della migliore colonna originale rispettivamente per The Danish Girl, TheRevenante The Hateful Eight al premio della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti e un sincero &#8216;in bocca al lupo&#8217; da <strong><b>Soundtrack Stars</b></strong> <strong><b>Award </b></strong>per la sfida dei <strong><b>Golden Globe 2016 a tre grandi della musica mondiale per il cinema come Alexandre Desplat, Ryūichi Sakamoto</b></strong> e soprattutto al &#8216;nostro&#8217; <strong><b>Ennio Morricone</b></strong>, <strong><b>candidati nella cinquina della migliore colonna originale</b></strong> rispettivamente per <em><i>The Danish Girl</i></em>, <em><i>TheRevenant</i></em>e <em><i>The Hateful Eight </i></em>al premio della stampa hollywoodiana che sarà assegnato domenica notte a Los Angeles.</p>
<p>Davvero una sfida impossibile tra grandi autori che, per il segno che hanno finora lasciato con la loro musica nel cinema internazionale <strong><b>hanno tutti ricevuto a Venezia, in occasione delle ultime edizioni della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica, il Premio alla Carriera</b></strong> <strong><em><b><i>Soundtrack Stars</i></b></em></strong>, da anni abbinato alla consegna del riconoscimento che durante la Mostra viene assegnato all&#8217;autore della migliore colonna sonora tra i film in concorso.</p>
<p><strong><em><b><i>Soundtrack Stars</i></b></em></strong>, che già si prepara alla prossima edizione della Mostra, premia al Lido gli artisti musicali che con il proprio talento contribuiscono a rendere un film indimenticabile. La sua Giuria consegna ogni anno anche un Premio alla carriera già conferito oltre che a Ennio Morricone e Ryuichi Sakamoto e Alexandre Desplat,  nell’ultima edizione, anche a Nicola Piovani.</p>
<p>Un’iniziativa di successo, che <strong><b>mai come quest’anno ha saputo anticipare le scelte della giuria dei Golden Globe</b></strong>, e che la Mostra ha riconosciuto tra i Premi collaterali fin dall’inizio, caratterizzata da tanta passione, amore per il cinema e un pizzico di glamour.</p>
<p>Il Premio è ideato e prodotto dalla società Free Event, in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà con il sostegno istituzionale di MiBACT – Direzione generale per il cinema, Siae e SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.</p>
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		<title>Piperno Strega (ed incantano gli altri)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 13:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[carofiglio]]></category>
		<category><![CDATA[inseparabili]]></category>
		<category><![CDATA[piperno]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[punti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il suo “Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi” (edito da Mondadori) ha battuto Trevi per soli 2 punti e per meno di venti Carofiglio. Quindi è stato Alessandro Piperno, dopo una lotta serrata a tre, a vincere la 66° edizione dello Strega: il premio letterario più prestigioso d’Italia, snocciolato sotto la cappa di un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il suo “Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi” (edito da Mondadori) ha battuto Trevi per soli 2 punti e per meno di venti Carofiglio.</p>
<p>Quindi è stato Alessandro Piperno, dopo una lotta serrata a tre, a vincere la 66° edizione dello Strega: il premio letterario più prestigioso d’Italia, snocciolato sotto la cappa di un caldo africano, con i voti di gesso sulla classica lavagna di scuola, davanti alla solita folla di appassionati e amici, dell’intera filiera, o quasi, dell’editoria italiana, di nomi storici della letteratura e di giovani scrittori in cerca di gloria.</p>
<p>Particolarmente affollato il par terre, ripreso nei dettagli da Rai1, con Dacia Maraini, Alberto Bevilacqua, Inge Feltrinelli, il sindaco Alemanno, Paolo Mieli, Ettore Scola, Citto Maselli, l’ex ministro Giulio Tremonti, Sonia Bergamasco, Francesco Rutelli, Marina Ripa di Meana e Saverio Costanzo (munito di telecamera).</p>
<p>Molto staccati dal terzetto di testa, Marcello Fois con “Nel tempo di mezzo” (Einaudi) e Lorenza Ghinelli (unica donna nella cinquina finale) autrice di “La colpa” (Netwon Compton).</p>
<p>Io tifavo per Gianrico Carofiglio ed il suo noir “ Il silenzio dell’onda” targato Rizzoli e per  Emanuele Trevi,  che nel suo “Qualcosa di scritto” (Ponte alle Grazie),  mette al centro della narrazione (contaminando romanzo e saggio) uno scrittore trentenne che si trova ad esplorare il mondo pasoliniano,  preso quasi per mano da Laura Betti, una sorta di strega nell’antro del Fondo e di vestale del culto attorno all’intellettuale ucciso all’idroscalo.</p>
<p>Ma anche il libro di Piperno mi è parso bellissimo (anche se, forse, troppo complesso e barocco nelle sue geometrie), con al centro la saga di una famiglia di ebrei romani (Roma è presente in tre dei cinque finalisti), con due fratelli che, come i pappagallini, non sanno vivere se non stanno assieme, anche se sono profondamente diversi: indolente l’uno, refrattario a qualsiasi attività non riguardi donne, cibo donne e fumetti, determinato e brillante negli studi l’altro, impacciato nell&#8217;arte amatoria ed avviato a un&#8217;ambiziosa carriera nel mondo della finanza.</p>
<p>In questo suo ultimo romanzo il romano Piperno “ritrova” la famiglia Pontecorvo, già protagonista di &#8220;Persecuzione&#8221; e chiude il dittico del &#8220;Fuoco amico dei ricordi&#8221; con un&#8217;opera del tutto autonoma che, al tempo stesso, scioglie ogni nodo lasciato in sospeso dal primo libro.</p>
<p>&#8220;Inseparabili&#8221; è la storia di una famiglia che deve lottare con l&#8217;amore e il rancore, il lutto e la solitudine, fino alla resa dei conti. È il racconto verosimile fino al dettaglio di quanto fortuito e inarrestabile sia il meccanismo che genera un grande successo mediatico e insieme il &#8216;referto&#8217; implacabile, scioccante, degli effetti che una pubblica glorificazione può sortire su chi ne è oggetto: sui suoi desideri, sul suo carattere, sulle relazioni con coloro che ama.</p>
<p>È un libro splendente, ironico, emozionante, percorso da una felicità narrativa che ricorda l&#8217;euforia di &#8220;Con le peggiori intenzioni&#8221;, la cui protagonista, Gaia, fa da guest-star in un velenoso cammeo. Un grande romanzo di oggi, veloce, crudele ma cadenzato dal passo classico di una Commedia umana che senza tempo si ripete.</p>
<p>Quanto a “Qualcosa di scritto”, era dal 1994 e dal suo esordio con <em>“</em><em>Istruzioni per l’uso del lupo</em><em>”</em>, che Emanuele Trevi non giungeva a punte di così alto e toccante lirismo, recuperando, in questo ultimo, splendido libro, sia in <strong>chiave narrativa che saggistica, l’esperienza contigua a quell’esordio</strong>, ossia l’apprendistato al Fondo Pasolini, l’iniziazione alla corte di Laura Betti, La Pazza (l’attrice premiata a Venezia per <em>Teorema</em>), sorretto dalla inossidabile convinzione (peraltro da noi pienamente condivisa) che la letteratura, non è, non può mai essere, un mero recinto di sospensiva ricreazione dall’«altro» della vita.</p>
<p>Ne viene fuori un libro (non ci si lasci ingannare dall’indicazione che recita “romanzo”, in copertina) metà <em>autofiction</em> metà saggio narrativo; l’ibrido tentativo (questa volta pienamente riuscito), di far cortocircuitare vicenda autobiografica ed occasione critica, vita e letteratura.</p>
<p>La rievocazione degli anni di frequentazione del palazzone di via Prati dove si trova il dedalo di carte del Fondo, costituisce così l’opportunità, per il critico-scrittore, di schizzare un trittico di ritratti dove, accanto (com’è naturale) al suo (“zoccoletta”, questo l’appropriato soprannome con il quale lo battezza da subito la Betti), trova posto quello della Pazza, tiranna incontrastata di quel regno, reclusa nel suo cosmo di passione-venerazione, devozione irrimediabilmente insoddisfatta per P.P.P., e che per il nostro diviene da subito un testo «sgradevole» ma «pieno di rivelazioni», nel suo discorso pronto ad esplodere sempre nel turpiloquio improvvisato (“carcere piranesiano di malanimo e disprezzo”); insieme al ritratto del Pasolini estremo, quello più misterioso, della postuma incompiuta (?) cattedrale di scrittura che è <em>Petrolio</em>.</p>
<p>Il moto d’idiosincrasia che istintivamente nutriamo verso quelle assai disturbanti letture della vita e dell’opera di P.P.P. in chiave politico-sociologica o come grimaldello per sondare dinamiche collettive (e personalmente sul primo Pasolini e su certo suo cinema ho più d’una obiezione), mi ha fatto apprezzare, e molto, l’approccio privilegiato dal critico.</p>
<p>E non v’è dubbio che libri come quello di Belpoliti (<em>Pasolini in salsa piccante</em>, 2010) o quest’ultimo di Trevi, non possano non giovare senz’altro a restituire, scevro da incrostazioni e pregiudizi di qualsiasi risma, Pasolini a Pasolini.</p>
<p>Quanto a “Il silenzio dell’onda”, libro dalla lunga incubazione, a cui Carofiglio ha atteso per sette anni, vi si narra di Roberto Marías, che  attraversa a piedi il centro di Roma per raggiungere lo studio di uno psichiatra.</p>
<p>Si siede davanti a lui, e spesso rimane in silenzio. Talvolta i ricordi affiorano.</p>
<p>E lo riportano al tempo in cui lui e suo padre affrontavano le onde dell’oceano sulla tavola da surf.<br />
Lo riportano agli anni rischiosi del suo lavoro di agente sotto copertura, quando ha conosciuto il cinismo, la corruzione, l’orrore. Fuori, ma anche dentro di sé.</p>
<p>Di professione fantasma, ha imparato a ingannare, a tradire, a sparire senza lasciare traccia. Una vita che lo ha ubriacato e travolto.</p>
<p>Le parole del dottore, le passeggiate ipnotiche in una Roma che lentamente si svela ai suoi occhi, l’incontro con Emma, come lui danneggiata dall’indicibilità della colpa, gli permettono di tornare in superficie. E quando Giacomo gli chiede aiuto contro i suoi incubi di undicenne, Roberto scopre una strada di riscatto e di rinascita.</p>
<p>Con una narrazione serrata e struggente sui padri e i figli, la mancanza e le assenze e la fragilità degli uomini, Gianrico Carofiglio regala ai lettori un nuovo, indimenticabile personaggio.</p>
<p>Molto interessanti anche gli altri due finalisti: Marcello Fois con &#8220;Nel tempo di mezzo&#8221; e Lorenza Ghinelli con &#8220;La colpa&#8221;.</p>
<p>Nel primo, il protagonista Vincenzo Chironi,  sardo friulano, per molti anni figlio di nessuno, un uomo che non dovrebbe neppure esistere, quando torna in una terra (la Sardegna) che pare esistere da sempre.</p>
<p>Lì ricomincia a vivere, diventa se stesso, s&#8217;innamora dell&#8217;unica donna a lui proibita. Finché il tempo e gli eventi non incrineranno le vite di tutti, senza crudeltà, con precisione.<br />
E mentre la storia rotola dal tempo di mezzo a un tempo nuovo, mentre gli amori coniugali nascono e poi muoiono piano, senza far rumore, altre storie sono destinate a non finire, a buttare germogli chissà dove. A gettarsi, spiazzandoci, nel futuro.</p>
<p>Dopo l&#8217;epopea di <em>Stirpe</em>, Marcello Fois, con  una lingua capace di abbracciare l&#8217;alto e il basso  e di potenziare lo scorrere del tempo &#8211; dipinge un mondo in cui i paesaggi sono vivi come i personaggi che li abitano.</p>
<p>Una Sardegna nitida e soprattutto mai oleografica.</p>
<p>E lo stupore continuo della natura &#8211; che osserva impassibile gli amori degli uomini e le loro sconfitte, i dolori dietro ai quali si affannano così come le gioie fugaci &#8211; diventa lo sguardo che permette a quelle storie di appartenere a ciascuno di noi.</p>
<p>E ci dimostra che “nemmeno quelli che sembrano cambiamenti improvvisi, improvvisi lo sono veramente. D&#8217;improvviso c&#8217;è solo il momento in cui ne prendiamo coscienza”.</p>
<p>Quanto a “La colpa”, la Ghinelli insiste sui temi dell’infanzia, imbastendo tre storie  di vita violenta, tre personaggi destinati a incontrarsi cambiando un destino all&#8217;apparenza segnato.</p>
<p>Tre modi di sopravvivere, nonostante tutto.</p>
<p>Estefan ha diciannove anni e una famiglia &#8220;normale&#8221;, ma la morte per soffocamento del fratellino ancora neonato non è mai stata dimenticata.</p>
<p>Estefan comincia, a un certo punto, a soffrire di &#8220;falsi ricordi&#8221;, e in quei terribili momenti è lui ad avere ucciso il piccolo Sebastiano. Greta ha nove anni ed è orfana.</p>
<p>È cresciuta in una campagna accerchiata dalla periferia industriale, e vive col nonno, come barricata. Fino a quando, una notte, Estefan sarà costretto a bussare alla sua porta.</p>
<p>Fra i due nasce qualcosa. Infine c&#8217;è Martino, che ha diciannove anni come Estefan ed è il suo migliore amico. La loro amicizia poggia però su un tacito accordo: entrambi hanno un segreto.</p>
<p>Estefan soffre di allucinazioni e Martino, da piccolo, è stato vittima di un abuso da parte dello zio materno. Entrambi sanno dell&#8217;esistenza di una ferita che rende storpie le loro esistenze, ma nessuno dei due fa domande, né si confida.</p>
<p>Almeno fino a quando, per impedire che il passato ritorni, si troveranno costretti a infrangere l&#8217;accordo.</p>
<p>Un romanzo che, con una lingua preziosa ma al tempo stesso graffiante e diretta, dà voce al dolore dell&#8217;infanzia ignorato dal mondo adulto, ma che invita anche a esplorare, con la fantasia, le possibilità di riscatto e di rinascita.</p>
<p>Per concludere sullo Strega 2012, ricordiamo quelli selezionati ma non giunti in finale: Il corridoio di legno&#8221; (Voland) di Giorgio Manacorda; &#8220;Cosi&#8217; in terra&#8221; (Dalai editore) di Davide Enia; &#8220;Malacrianza&#8221; (Nutrimenti) di Giovanni Greco; &#8220;La scomparsa di Lauren Armstrong&#8221; (Fandango) di Gaia Manzini; &#8220;La sesta stagione&#8221; (Cavallo di Ferro) di Carlo Pedini; &#8220;La logica del desiderio&#8221; (Giulio Perrone Editore) di Giuseppe Aloe e, infine,  &#8220;La rabbia&#8221; (Transeuropa) di Marco Mantello.</p>
<p>Anche in questa edizione, il premio, creato nel 1947 all&#8217;interno del salotto letterario di Maria e Goffredo Bellonci, con il contributo di Guido Alberti, proprietario dell&#8217;omonima casa produttrice del celebre liquore, ha conservato il suo garbo, la sua sensibilità e, soprattutto, la capacità di esplorare gli orizzonti della comunicazione letteraria, in tutte le sue novità ed i suoi aspetti.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Premio letterario “Il Telescopio 2012”: una giornata illuminata da sentimento, poesia e narrativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 18:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[giammarini]]></category>
		<category><![CDATA[illuminata]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[marinucci]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sala cinema &#8211; teatro della chiesa S. Timoteo a Casalpalocco, un quartiere disteso nel verde, nella quiete che ben si addice alla tipica riservatezza e alla pace interiore dei poeti, spesso assorti nei loro scritti, ha ospitato anche quest’anno, l’11 maggio u.s., il prestigioso premio letterario di poesia e narrativa “ Telescopio 2012”, giunto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sala cinema &#8211; teatro della chiesa S. Timoteo a Casalpalocco, un quartiere disteso nel verde, nella quiete che ben si addice alla tipica riservatezza e alla pace interiore dei poeti, spesso assorti nei loro scritti, ha ospitato anche quest’anno, l’11 maggio u.s., il prestigioso premio letterario di poesia e narrativa “ Telescopio 2012”, giunto alla sua XII edizione. Esso è patrocinato dal Consorzio Casalpalocco e dal Comune di Roma, egregiamente rappresentato da un suo Consigliere: Alessandro Onorato. Parliamo di una splendida iniziativa culturale &#8211; elemento importante d’innovazione per l’intero Paese, intenta ad arricchire il territorio e la sua gente &#8211; che da qualche anno ha valicato i confini territoriali coinvolgendo poeti e scrittori, ma soprattutto giovani, anche di altre Regioni. Esso è stato organizzato nei minimi particolari, con un paziente e meticoloso lavoro, dalla prof. Sara Morina &#8211; pilastro dell’associazionismo culturale, donna colta, sensibile e raffinata, nei modi e nelle parole &#8211; animata da grande amore per la poesia e l’arte in generale. La stessa collabora con la Gazzetta di Casalpalocco, con il Giornale di Ostia ed oltre ad essere presidente dell’Associazione culturale, scientifica e sociale “il Telescopio”, è iscritta all’ordine dei giornalisti; autrice di saggi, racconti e poesie. La cerimonia di premiazione è stata caratterizzata da momenti di alta intensità emotiva e calore umano, che solo tali generi d’incontri letterari sanno dare. In una sala gremita di gente, nell’incantevole scenario del teatro, come se ne vedono poche, in occasione di varie premiazioni, siamo stati conquistati ed affascinati d allo sgorgare dei versi che giungono direttamente al cuore della gente. Il tavolo della giuria era composto: dalla prof. Morina, da suo figlio, il dott. Leandro Aglieri, l’On. Alessandro Onorato, la dott.ssa Paola Scacciavillani, la dott.ssa Leila Zammari e Melina Bottai. Più di 300 gli elaborati pervenuti, tra i quali spiccavano quelli dei bambini delle elementari, delle medie e delle superiori hanno spaziato su vari temi dall’amore, all’ambiente con particolare riferimento al mare e alla pace. Con un sincero e toccante discorso di benvenuto, la “ padrona di casa” ha messo in evidenza il valore della poesia, quale espressione più profonda dell’animo umano, convinta che chi ha la dote di comunicare emozioni, ha il dovere di esprimersi raccontandole, in modo nuovo e poetico. Sarebbe, infatti, ingiusto se le stesse rimanessero chiuse in qualche cassetto o in un angolo del proprio cuore, ma devono diventare patrimonio di tutti. In apertura di cerimonia, ha inoltre ribadito:” Siamo arrivati alla XII edizione del premio letterario “Il Telescopio”; il mio ringraziamento va al presidente del consorzio di Casalpalocco, il dott. Fabrizio Testa ( anche se quest’anno non ha partecipato ) che è stato il primo a credere in questo premio e, doppiamente, all’On. Alessandro Onorato, consigliere al Comune che ha inserito l’Associazione il Telescopio, nel contesto culturale di Roma Capitale. Inoltre rivolgo un saluto affettuoso, alla preside del Liceo Democrito, prof.ssa Paola Bisegna che ci onora della sua presenza e ringrazio poi tutti gli altri che hanno contribuito, all’affermazione del salotto letterario Casalpalocco Scrivere è, a volte, un bisogno impellente per manifestare i propri pensieri, desideri, i sogni. Nella poesia il verso è istintivo: brevi frasi e vasti significati. La narrativa ci da un’idea particolareggiata dei fatti descritti dove tutto è esplicito, ma la poesia rimane pur sempre un mistero da scoprire. Un’insieme di parole e sentimenti che esprimono al meglio stati d’animo, sensazioni particolari dove anche i lettori più lontani e distratti, talvolta, si ritrovano. Insomma un’autentica festa della cultura”. Nel corso della cerimonia di premiazione è stato rivolto un pensiero commosso e riverente, alla memoria del poeta e giornalista Fabrizio Schneider, recentemente scomparso, con delle sentite parole ed una poesia letta da sua figlia. In un clima di condivisione e allegria generale, tra applausi e commozione, si è proceduto alla premiazione. Il primo premio letterario, “ Sezione Poesia” ex aequo è stato assegnato alla poetessa aquilana Maria Elena Marinucci &#8211; già vincitrice lo scorso anno del secondo premio che, purtroppo, con grande dispiacere, non è potuta intervenire, sebbene ha, da sempre, accettato di buon grado l’invito a partecipare con i suoi scritti; a Tania Servadei giornalista del mensile “ Zeus” che si occupa delle problematiche del suo quartiere ed a Nando Giammarini, poeta di origini abruzzesi ma residente a Roma, dove svolge la sua attività lavorativa, in territorio del XIII Municipio. Sembrava che il sentire comune di ognuno di noi, sopito, si fosse destato all’improvviso unendoci e rendendoci quasi complici, nella consapevolezza che ancora oggi esistono valori puri di bontà e sensibilità che resistono nonostante tutto, esistono e fanno parte della nostra vita.</p>
<p>Per le altre sezioni i primi premi sono stati assegnati nel seguente modo:<br />
Narrativa: Romani Remigio,Ianne Michele,Andreacci Silvana. Cultura: Maria Ceccarossi , Licia Montesano<br />
Giornalismo: De Donato Margherita<br />
Libri Narrativa: Rick Body;Dana Roberto<br />
Libri Poesia: De gregorio Roberto; Leone Enzo<br />
Tanti studenti dalle elementari alle superiori.</p>
<p>Nel suo discorso conclusivo Sara Morina, anima e mente del premio letterario, ha ringraziato rivolgendo un caloroso arrivederci ed un augurio di giorni di concordia e di pace agli artisti ed alle loro famiglie, ma più in generale a tutti i partecipanti, sottolineando che La vita è poesia, un sole caldo che ci accompagna per sempre!</p>
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		<title>Tre Nobel per sei Persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:48:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[nobel]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[tecnico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il premio Nobel per la letteratura è andato al’ottantenne  scrittore svedese Tomas Tranströmer, che ha battuto sul filo di lana il poeta e traduttore giapponese Aruki Murakami, già sconfitto l’anno scorso per una manciata di voti, da Mario Vargas Llosa. I premi Nobel spesso sono stati oggetto di critiche e polemiche: una delle esclusioni più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il premio Nobel per la letteratura è andato al’ottantenne  scrittore svedese Tomas Tranströmer, che ha battuto sul filo di lana il poeta e traduttore giapponese Aruki Murakami, già sconfitto l’anno scorso per una manciata di voti, da Mario Vargas Llosa. I premi Nobel spesso sono stati oggetto di critiche e polemiche: una delle esclusioni più clamorose riguardò Albert Einstein, che non ricevette il premio per la scoperta più rivoluzionaria di inizio secolo, la teoria della relatività. In realtà, sull’assegnazione dei premi oltre a criteri di natura tecnico – scientifica, ieri come oggi in alcuni casi hanno influito valutazioni di opportunità politica.<br />
Questa preoccupazione risulta chiaramente nel caso di Einstein il quale, nonostante il consenso generale della comunità scientifica, era fortemente contestato in Germania dai circoli di destra: ebreo, pacifista, sostenitore di una nuova Repubblica, formulò una teoria, la relatività, che fu considerata come un tentativo di sovvertire il tradizionale modo di pensare. Il comitato per l’assegnazione dei premi si dimostrò molto sensibile al fatto che la scelta del candidato non suscitasse polemiche fra i suoi compatrioti. La teoria della relatività, inoltre, contrapponendosi al concetto di assoluto, non era ben vista in ambiente clericale.<br />
Einstein ricevette il Nobel nel 1922 (assegnato per l’anno precedente) non per la teoria della relatività, bensì per la spiegazione che aveva dato nel 1905 dell’effetto fotoelettrico, tramite la “teoria dei quanti”. In Italia Tranströmer è un semisconosciuto, ma questa non è una novità per il Premio Nobel della Letteratura. Ad esempio Herta Muller non era più famosa quando le fu assegnato il premio. Psicologo e poeta, è nato nel <strong>1931</strong><strong>,</strong> figlio di un giornalista e di una insegnante e a 13 anni inizia a dedicarsi alla scrittura, pubblicando la sua prima raccolta( &#8220;<strong>Diciassette Poesie</strong>&#8220;), a 23. La giuria di Stoccolma ha spiegato che “attraverso le sue dense, traslucide immagini ci ha offerto un nuovo accesso alla realtà”; mentre sul Manifesto <strong>Maria Grazia Calandrone ha scritto: “</strong>Tranströmer è il poeta che oggi fa più silenzio. Il gesto etico per eccellenza. E con il suo silenzio influisce su gente mica da poco come Seamus Heaney o Derek Walcott”. Poeta a bagno <strong>dentro i fatti umani</strong>, che ha lavorato come psicologo nelle carceri minorili e con disabili e tossicodipendenti, Tranströmer non prescinde dalla vita,  ma mescola la quotidiana esperienza, degli uomini e con gli uomini, alla rivelazione del mistero, attendendo costantemente, come Boudelaire o Montale, con un continuo dialogo, con se stesso e con il lettore. Assegnato invece a tre donne il Nobel per la Pace: la presidente liberiani Ellen Johnson Sirleaf, la connazionale Leymah Gbowee, leader, insieme a Comfort Freeman, del movimento pacifista femminile e a Tawakkul Karman, giornalista  con tre figli, militante del partito islamico Islah, protagonista della rivolta contro il presidente Abdullah Saleh. In verità, come ricordano in molti sulla stampa nazionale ed estera, il Nobel per la pace, negli ultimi anni, non porta molta fortuna a chi lo riceve: il cinese Liu Xiaobo fa avanti e indietro dal carcere, l&#8217;iraniana Shirin Ebadi vive in esilio all&#8217;estero, il presidente Obama passa da una crisi all&#8217;altra e teme di non essere rieletto. Ma quest’anno, scegliendo tre donne, due liberiane e una yemenita, il comitato ha inteso premiare una categoria intera: quella elle donne, una categoria che lotta (è scritto nella motivazione: “in maniera non violenta per la sicurezza e la partecipazione delle donne ai processi di pace”. Alle donne yemenite come a quelle saudite è proibito guidare, viaggiare, stare sole in albergo, dare il nome ai figli, ottenere un passaporto, avere un lavoro, indossare un&#8217;abaya di colore diverso dal nero, andare a scuola o all&#8217;università senza permesso, aprire un conto in banca. La donna non può mostrare il proprio volto, le è vietato chiedere il divorzio senza pagare e non può avere la custodia dei propri figli. Non può neppure parlare in pubblico: la sua voce è considerata una sorta di profanazione. Anche se le donne vanno a votare, come è avvenuto in Afghanistan, le cose per loro non cambiano troppo. Per questo “Novbel tripartito”, assume una particolare importanza. Assegnato, infine, solo pochi minuti fa, il Nobelper l’economia, conferito ai due economisti statunitensi Thomas Sargent e Christopher Sims,  per il lavoro condotto sulle relazioni tra le misure politiche e il loro impatto sull&#8217;economia. La  motivazione del riconoscimento (che ammonta a 10 milioni di corone svedesi, 1,5 milioni di dollari), fa riferimento alle ricerche empiriche sulle cause e gli effetti in macro-economia, che hanno consentito di sviluppare “metodi per rispondere a numerose questioni relative al legame di casualità tra la politica economica e le diverse variabili macroeconomiche come Pil, inflazione, lavoro e investimenti&#8221;. Sargent, nato nel 1943 a Pasadena (California), è professore all&#8217;Università di New York. Sims, nato nel 1942 a Washington, é professore all&#8217;Università di Princeton e, subito dopo l’annuncio del premio, alla domanda su come investirà i molti soldi del premio, ha detto: “rpobabilmente li lascerei liquidi per un po&#8217;, e poi vedrei”.  Il Nobel all&#8217;economia, ufficialmente premio in scienze economiche della Banca di Svezia in memoria di Alfred Nobel, è stato stabilito nel 1968 e assegnato per la prima volta nel 1969. Poiché questo premio non ha fondamento nelle volontà di Nobel e non viene finanziato con i suoi soldi, tecnicamente non è un premio Nobel (gli attuali membri della famiglia Nobel non lo accettano come tale). Viene comunque consegnato assieme agli altri premi. Nel 1968, venne presa la decisione di non aggiungere altri premi “in memoria di Nobel” in futuro. La prima cerimonia, per consegnare i premi Nobel per letteratura, fisica, chimica e medicina, si tenne alla vecchia Accademia Reale di Musica di Stoccolma nel 1901; dal 1902, i premi sono stati formalmente assegnati dal re di Svezia. Il re Oscar II inizialmente non approvò l’assegnazione di grossi premi nazionali a stranieri, ma si dice che abbia cambiato idea dopo aver compreso il valore pubblicitario che questi premi avevano per la nazione. A partire dal 1901, i premi sono stati assegnati annualmente per i risultati ottenuti nel campo della Fisica (assegnato dall’Accademia Reale Svedese delle Scienze), della Chimica (assegnato dall’Accademia Reale Svedese delle Scienze), della Medicina (assegnato dall’Istituto Karolinska), della Letteratura (assegnato dall’Accademia Svedese) e per la Pace (assegnato da un comitato nominato dal Parlamento norvegese). <strong>I premi vennero istituiti dalle ultime volontà di Alfred Nobel, un industriale svedese e inventore della dinamite. Egli firmò le sue volontà al Club Svedese-Norvegese di Parigi il 27 novembre 1895. L’ultimo Nobel ad un italiano, quello assegnato per la fisica, nel 2002, a Riccardo Giacconi; mentre due, nel 1997, andarono per la letteratura a Dario Fo e per la medicina a Mario Capecchi. </strong></p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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