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	<title>prese Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Porno d’autore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 14:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[erotico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era naturale, per me, che vi giungesse ed ora Lars Von Trier, arriva al porno esplicito, con “The Nymphomaniac&#8221;, storia di una donna alle prese con un vero&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/10/porno-dautore/">Porno d’autore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era naturale, per me, che vi giungesse ed ora Lars Von Trier, arriva al porno esplicito, con “The Nymphomaniac&#8221;, storia di una donna alle prese con un vero e proprio viaggio erotico che la conduce al passaggio verso la vita adulta, con protagonista  Charlotte Gainsbourg che, nonostante abbia già avuto a che fare con Von Trier in &#8220;Antichrist&#8221;, si è detta piuttosto preoccupata e contorno di Stellan Skarsgard, Nicole Kidman e, ultima entry, Shia LaBeouf , che dopo il razzie “Trasformers”, si è già messo a nudo nel videoclip del gruppo islandese degli Sigur Ros.</p>
<p>Le riprese partiranno a settembre e Von Tier ha già dichiarato che, sebbene erotico, il film non sarà pornografico.</p>
<p>Naturalmente dipende dai punti di vista, poiché anche opere precedenti di Von Trier,  come &#8220;Antichrist&#8221; o &#8220;Gli idioti&#8221;,  pur non potevano certo essere definite pornografiche, erano zeppe di sesso non simulato (almeno in apparenza).</p>
<p>Odio Von Tier dal 1996, dai tempi di “Le onde del destino” &#8211; “Breaking the Waves”, con una impareggiabile Emily Watson, storia di una ragazza scozzese che abita in un piccolo paese delle Highlands la cui vita sociale è minuziosamente tenuta d&#8217;occhio e controllata dal consiglio degli anziani della chiesa calvinista, gretti, ritualisti e sessuofobi.</p>
<p>Bess, giovane, spensierata e un po&#8217; infantile, si innamora e sposa Jan, un operaio che lavora su una piattaforma petrolifera al largo della costa e che gli anziani della chiesa guardano con sospetto: per loro è uno “straniero”. I due si amano con trasporto, anche sessuale. Quando Jan deve rientrare sulla piattaforma per lavorare, Bess soffre moltissimo la sua lontananza.</p>
<p>In strani, immaginari colloqui con Dio, prega ardentemente perché torni presto da lei. Ma Jan è vittima di un grave incidente, e rimane paralizzato. Impotente e immobile nel lettino d&#8217;ospedale, suggerisce a Bess di fare l&#8217;amore con un altro uomo e di venire poi a raccontargli i particolari: è come se facessero l&#8217;amore loro due, le dice. Bess dapprima inorridisce, poi si persuade che obbedendo al desiderio di Jan potrà aiutarlo a vivere, e magari a guarire. Così comincia a frequentare uomini, i primi che incontra. E, curiosamente, ogni volta che lei fa sesso Jan ha miglioramenti o addirittura scampa alla morte. I medici avvertono Bess che il marito è in preda a una mente ormai malata e ossessionata, ma lei non vuole dare loro retta. In un finale (melo)drammatico, Bess viene violentata e maltrattata dagli uomini cui si è offerta, fino a morire.</p>
<p>Ma ecco che il miracolo si realizza e Jan ha uno spettacolare miglioramento, riacquistando l&#8217;uso del corpo, fino a poter lasciare l&#8217;ospedale. Resta profondamente e sinceramente addolorato dalla morte dell&#8217;amata Bess.</p>
<p>Ed odio Von Trier non solo per la sua crudezza (spesso del tutto gratuita e fuori luogo), ma perché nessuno ha il diritto di precludere ad altri le vie della speranza, mentre  il suo è sempre stato un cinema disperato.</p>
<p>In principio era il “Dogma”<strong> </strong>(1995), quel manifesto del nuovo (allora) cinema danese che promulgava di fare almeno 5 film (ne hanno fatti 107) con regole radicali: niente luci, niente scenografia, assenza di colonna sonora, macchina a mano.</p>
<p>E niente trucchi o effetti speciali: o pistole cariche o niente pistole nella storia.</p>
<p>Se c&#8217;è sesso si fa, senza finzione. In realtà ogni regista del Dogma si è preso le sue libertà. A partire da Lars von Trier stesso che aveva detto che in <em>Idioti</em> c&#8217;era vero sesso hard (e in effetti c&#8217;era il classico francobollo di un coito appiccicato come nei vecchi hard poveri) e invece saltò fuori che le attrici avevano insistito per l&#8217;uso di controfigure e specialisti del porno.</p>
<p>Ogni volta che von Trier stava per lanciare un film a Cannes, convocava una conferenza stampa per dire che aveva in produzione (pare oltre a porno standard) un film porno per spettatori intelligenti, con veri attori che lo facevano sul serio.</p>
<p>Ogni volta si attendeva lo scandalo. E in <em>Antichrist</em>, il più scandaloso, per raccontare la sua lunga nevrosi von Trier ha messo amplessi con riprese ravvicinatissime ai sessi, escissione del clitoride della Gainsbourg, trapanamento di una gamba di Willem Dafoe a cui veniva applicata una macina, masturbazioni con getti di sangue. Spettatori sconvolti e niente altro davvero.</p>
<p>Von Tier fa notizia per le sue posizioni da nazista e perché maltratta le attrici: Bjork, dopo il boom di “Dancer in the Dark”, non fece più cinema, così come Nicole Kidman si &#8216;rifiutò&#8217; di girare il sequel di “Dogville”, 8 anni fa, ovvero Manderlay. Ma ora torna con Von Tier.</p>
<p>Insomma, come al solito, sento anche in questo caso un forte odore di trovata pubblicitaria, anche perché al danese piace sempre far parlare di sé tra una bevuta di troppo, una scemenza su Hitler e una tirata antisemita.</p>
<p>Primo ciak a settembre (si era detto a luglio, poi rinviato) dalle parti della Westfalia, e vedrete che qualche festival, puntando sullo scandalo annunciato, lo prenderà in concorso.</p>
<p>S’intende nella versione hard, sennò che gusto c’è.</p>
<p>Vorrei comunque ricordare a chi non è della mia generazione e non ha letto la teoria di Tullio Kezich sulla “ingoppata artistica” (cioè quella fondata sul bisogno creativo di infrangere un certo velo di ipocrisia), che ben altri precedenti il cinema ci ha dato in tal senso.</p>
<p>Esempi di quello che Michele Anselmi chiama gustosamente “Pussy Power” ce li offrono  Corinne Cléry in “Kleinhoff Hotel” di Carlo Lizzani;  Marusckha Détmers in “Il diavolo in corpo” di Marco Bellocchio;  Chloë Sevigny in “Brown Bunny” di Vincent Gallo; Caroline Ducey in “Romance” di Catherine Breillat; Kerry Fox in “Intimacy” di Patrice Chéreau,;  Séverine Caneele in “L’Humanité” di Bruno Dumont;  Amira Casar in “Pornocrazia” sempre della Breillat;  le nostre Elisabetta Cavallotti e Loredana Cannata rispettivamente in “Guardami” di Davide Ferrario e “La donna lupo” di Aurelio Grimaldi;  in parte la giovane Francesca Neri in “Le età di Lulù” di Bigas Luna.</p>
<p>Solo per dirne alcune, restando alla voce fellatio e dintorni, tra depilazioni totali e primi piani alla Courbet., Tinto Brass, che lanciò Claudia Koll, Serena Grandi, Debora Caprioglio e rilanciò Stefania Sandrelli con “La chiave”,  ha creato più tensione di Von Trier, anche se, alla fine, l’elemento voyeuristico/porcellone del suo cinema ha finito col divorarne ogni ambizione d’autore, con la scusa risibile del sesso “mozartiano”.</p>
<p>E, per essere più elevati e sinceri, si ricordi al regista danese, che d’autore era certamente“Lussuria” di Ang Lee del 2007, Leone d’oro a Venezia, famoso per le tre insistite scene hot costruite sui corpi nudi di Tang Wei e Tony Leung, con la storia (o leggenda) che vuole che i due l’abbiano fatto davvero.</p>
<p>Consigliere poi, ai cultori di cinema, di rivedere <em>La mano </em>di Wong Kar Wai dal film collettivo <em>Eros</em>, con<em> </em>la prostituta Gong Li, che  sconvolge l&#8217;esistenza dell&#8217;apprendista sarto Chang Chen con uno “scherzo di mano”, replicato a distanza di anni nel momento dell&#8217;addio senza che nelle more sia successo altro.</p>
<p>O, ancora, &#8220;In the mood for love&#8221;, sempre di Wai, del 2000, con una passione erotica che diventa amore, ma con una <strong>classe poetica e visionaria</strong> che non ha bisogno di  scene di sesso, facendo intuire tutto dagli sguardi e dai movimenti dei due protagonisti.</p>
<p>E, infine, “Ecco l’impero dei sensi”, del 1976, scritto e diretto da Nagisa Oshima, basato su un celebre episodio di cronaca avvenuto nel Giappone degli anni trenta, dove l’obiettivo della macchina da presa mette a fuoco ogni dettaglio della nudità dei corpi impegnati in rapporti in cui non c’è finzione, ma dove il racconto è incentrato sull’enorme potere che i sensi possono esercitare sulla vita di due persone, sino a prenderne il sopravvento, con una rappresentazione lirica delle idee  di  Georges Bataille, secondo cui  la passione fisica, il piacere sessuale, il gusto della trasgressione e la morte sono indissolubilmente legati.</p>
<p>E circa il viaggio erotico verso la vita adulta, meglio rivedersi “In compagnia dei lupi”,  del grande Neil Jordan, la favola di Cappuccetto Rosso in chiave orrorifica e psicoanalitica, per uno dei più stravaganti e bei film britannici degli anni &#8217;80, per adulti intelligenti e non pornografi camuffati.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>RICOSTRUZIONE: CHIODI, DA OGGI IO COMMISSARIO DI GOVERNO</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 19:24:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/02/loadImagIG.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2267" title="loadImagIG" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/02/loadImagIG.jpg" alt="" width="114" height="128" /></a>L&#8217;Aquila, 1 feb. &#8211; &#8220;La ricostruzione fa ancora capo al Governo nazionale: io e il sindaco dell&#8217;Aquila, Massimo Cialente, è bene precisare, siamo commissario e vicecommissario governativi per la ricostruzione&#8221;. Lo ha precisato il presidente della Regione e Commissario governativo per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, a margine della conferenza sugli aiuti Por-Fesr alle imprese economiche colpite dal terremoto. <span id="more-2268"></span>&#8220;Dico questo &#8211; ha aggiunto Chiodi &#8211; per chiarire che la ricostruzione non è passata dal Governo alla Regione, come è stato erroneamente detto e scritto in questi giorni, ma che il Governo è ancora presente tramite le due figure governative del commissario e del vicecommissario e questo sta a significare che questa situazione assume una straordinarietà tale che investe l&#8217;intero Paese. Voglio inoltre chiarire che noi da oggi stiamo lavorando con una struttura che sarà commissariale&#8221;. Tale struttura, ha precisato Gianni Chiodi, &#8220;sarà composta di 98 persone che sono state già selezionate dalla Protezione civile in base a carattere esclusivamente meritocratico e oggi verranno confermati. Poi &#8211; prosegue il Commissario alla Ricostruzione &#8211; ci sarà una struttura tecnica di missione che sarà composta da 30 persone, che verranno prese in parte da diversi ministeri e in parte da una selezione pubblica. Ed infine ci sarà la struttura del Provveditorato alle Opere pubbliche che sarà di fondamentale importanza in quanto soggetto attuatore. Accanto a queste strutture tecniche &#8211; ha concluso Chiodi -ci saranno poi le cabine di regia delle istituzioni e degli agenti sociali che avranno una funzione essenzialmente di strategia e di condivisione dei programmi&#8221;.</p>
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		<title>Lettera aperta del segretario provinciale del PdCI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 10:17:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In una delle mie prime prese di posizione affermavo che il terremoto dell&#8217;Aquila sarebbe stato ricordato come il sisma dove prima degli aiuti erano arrivati i media (Tv&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2009/12/ludovici.bmp"></a><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2009/12/ludovici.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1073" title="ludovici" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2009/12/ludovici.jpg" alt="" width="200" height="200" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2009/12/ludovici.jpg 200w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2009/12/ludovici-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>In una delle mie prime prese di posizione affermavo che il terremoto dell&#8217;Aquila sarebbe stato ricordato come il sisma dove prima degli aiuti erano arrivati i media (Tv in particolare). Come non ricordare il TG1 del 7 aprile che vergognosamente chiudeva una delle sue edizioni vantandosi dello share ottenuto grazie al terremoto in Abruzzo. In questi giorni di fine anno penso che tutti gli aquilani siano un po&#8217; frastornati di tutta questa informazione.<span id="more-1068"></span>Non c&#8217;è TG o rubrica delle TV pubbliche o private che non abbiano inserito la nostra Città nei loro servizi. Il contenuto ondeggia tra l&#8217;inno al miracolo fatto a L&#8217;Aquila (tutti abbiamo un tetto ed il nostro livello di vita s&#8217;è elevato)  ed il mistero nascosto tra le mura della nostra Città, ricostruzioni storiche e passeggiate tra le rovine (soprattutto chiese).Insomma una grande carrellata di passaggi televisivi. Il nostro orgoglio di aquilani può ritenersi soddisfatto. Non ci manca niente. Ormai il terremoto è solo una brutta esperienza da dimenticare. Le 307 vittime saranno ricordate solo nelle aule giudiziarie e, singolarmente, dai parenti. La “normalità” è tornata, ogni aquilano può pensare  con fiducia al proprio futuro. Per la ricostruzione non ci dobbiamo preoccupare, ci penserà il Commissario e il Vice Commissario. Noi dobbiamo solo attendere che l&#8217;altro miracolo venga realizzato. Il Centro sarà ricostruito. Questa è la promessa. Non ci dobbiamo preoccupare, d&#8217;altronde chi ha la borsa comanda. Qualcosa del genere già l&#8217;abbiamo vissuto in questo periodo con il progetto C.A.S.E. e con il puntellamento: nelle stanze buie del<br />
Settore Pubbliche del Comune hanno deciso tutto in camera caritatis: hanno deciso di dividere la Città in tot blocchi ed hanno deciso a chi affidare i lavori senza nessuna trasparenza. Eppure nessuno ha gridato allo scandalo come per l&#8217;affaire macerie.  Delle condizioni economiche neanche a parlarne. Si parla delle macerie con grande scandalo ma non del grande affare del puntellamento. Quanto ci costa e ci costerà? E poi, non trascuriamo il fatto che funzionari comunali promossi sul campo, per i loro servigi resi alla Città (vedi metropolitana) a dirigenti, senza concorso (anche se la legge lo rende obbligatorio) mentre svolgono il loro lavoro al Comune trovano anche il tempo di svolgere compiti impegnativi in qualità di Direttori dei lavori per la messa in sicurezza di cantieri privati che loro stessi hanno autorizzato. Insomma al<br />
Comune vi sono dirigenti e funzionari (tra l&#8217;altro condannati) con capacità al di sopra della norma e nessuno se n&#8217;era accorto ad eccezione del Sindaco, che pur dovrebbe rispettare i regolamenti comunali (l&#8217;incarico di dirigente a funzionari comunali, in caso di posti disponibili, può esser assegnato solo per 6 mesi ed eventuale proroga di ulteriori 6 mesi). In questo caso non ricorre nemmeno la condizione del “posto disponibile”. Non vado oltre perchè potrebbe sembrare una guerra personale. Ma qualche autorità (ad esempio il Prefetto) potrebbe intervenire per far rispettare almeno la norma e la Legge.<br />
Comunque torniamo alla normalità. Questa grande campagna di stampa ci rende quasi impotenti ed incapaci di reagire. Per capirci, forse, è il caso di mettersi un po&#8217; in discussione, pubblicamente. Al sottoscritto non è mai piaciuta questa parola, ho sempre pensato che la vita vada vissuta con lo spirito di cambiare al meglio, di non fermarsi mai alla prima impressione, di andare oltre, di guardare in profondità le cose, di non fermarsi mai all&#8217;apparenza, di non guardare mai l&#8217;albero ma il bosco. E&#8217; una posizione scomoda ma la ritengo giusta e per questo motivo, consapevolmente, ho fatto militanza politica in minoranza e da minoranza. Ho fatto sindacato e ho lottato all&#8217;interno del sindacato da minoranza per evitare l&#8217;attuale deriva del sindacato che al massimo fa il notaio delle situazioni lavorative. Ho militato nel PCI da ragazzo e sono stato espulso (avevo 23 anni) per un istinto che allora mi guidava. Non mi piaceva già allora il delinearsi di un cedimento del PCI a posizioni di integrazione o di assimilazione al potere costituito. Quindi la normalità in qualche modo l&#8217;ho sempre associata alla normalizzazione. Gli<br />
omosessuali, gli immigrati, i poveri, i malati di mente, le prostitute e tutti coloro che rivendicano il rispetto dei loro diritti vengono chiusi in recinti legislativi molto pericolosi. Ad esempio al pensionato non gli si aumenta la pensione ma gli si dà la “Social Card”, parola inglese che trasmette mistero, fascino, sicurezza. Questa è la maggioranza che ci governa. Allora anche la nostra condizione di terremotati, di sfollati potrebbe benissimo rientrare in queste categorie. Non vorrei che le cosiddette CASE diventino come le “riserve indiane”. L&#8217;Aquila è piena di persone intelligenti, coraggiose e capaci di dire la loro e lottare. L&#8217;invito che faccio a noi tutti è di non cadere nell&#8217;oblio, di non dimenticare le vittime di questa catastrofe “che si poteva evitare”, di non rassegnarci a condizioni di sopravvivenza. Il prossimo anno, anche per le previsioni economiche e sociali non sarà un anno facile. Il mio augurio personale e del Partito dei Comunisti Italiani è che il 2010 sia un anno di impegno e di lotta per uscire veramente dalle emergenze e che il Lavoro ritrovi la sua centralità</p>
<p style="text-align: right;">L&#8217;Aquila, 29.12.2009</p>
<p>Il Segretario Provinciale del PdCI<br />
Angelo Ludovici</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2009/12/29/lettera-aperta-del-segretario-provinciale-del-pdci/">Lettera aperta del segretario provinciale del PdCI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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