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	<title>Presìdi Slow Food: Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>L&#8217;Abruzzo ha due nuovi Presìdi Slow Food: la pastinaca di Capitignano e la cipolla di Bagno</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/11/17/labruzzo-ha-due-nuovi-presidi-slow-food-la-pastinaca-di-capitignano-e-la-cipolla-di-bagno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 14:35:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono luoghi in cui i Presìdi Slow Food hanno una ragion d&#8217;essere ancora più potente: le aree interne. Paesi e terre alte in cui la salvaguardia va ben oltre il prodotto in sé, rigenerando economie rurali minate dallo spopolamento e dalla conseguente perdita di biodiversità. Qui, recuperare le colture significa ripristinare terreni abbandonati ma anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/11/17/labruzzo-ha-due-nuovi-presidi-slow-food-la-pastinaca-di-capitignano-e-la-cipolla-di-bagno/">L&#8217;Abruzzo ha due nuovi Presìdi Slow Food: la pastinaca di Capitignano e la cipolla di Bagno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Esistono luoghi in cui i Presìdi Slow Food hanno una ragion d&#8217;essere ancora più potente:<strong> le aree interne</strong>. Paesi e terre alte in cui la salvaguardia va ben oltre il prodotto in sé, rigenerando economie rurali minate dallo spopolamento e dalla conseguente perdita di biodiversità. Qui, recuperare le colture significa ripristinare terreni abbandonati ma anche <strong>restituire al futuro memorie contadine</strong> a rischio di totale dimenticanza. È quanto successo con la <strong><a href="https://slowfood.musvc2.net/e/tr?q=9%3d7UGe7%26C%3dI%26J%3d3TGf8%26F%3dDe3SCd%26w%3d95PrJ_3wUq_Dg_trdv_4g_3wUq_ClyN8.BqEo720zJgJwKy7zKf.4zI_trdv_4gtP_trdv_4g1NgJt0k-JwKy-7zKf_IbyR_SQLcJ5Ep2n7-f0-n7r05EiElJq_IbyR_SQ%260%3doL4ReS.yAv%2604%3dW6ZHYBa%265O%3d4aCY3RBb3RCa4R%26s%3d902m93Rnc6UC77c2ldWFa0XqYg4D793nYAVpZgXqd76oc8UCY9RoafaEf5Ymbh3pa8Rl&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>pastinaca di Capitignano</strong></a></strong> e la <strong><a href="https://slowfood.musvc2.net/e/tr?q=7%3d9aFc9%26I%3dH%26H%3d5ZFd0%26L%3dCc5YBb%26y%3dE4NtP_2uWw_Ce_vxct_6m_2uWw_Bj1T7.0sKn54FyHiPvI1CyIh.0yG_vxct_6msN_vxct_6mzLiPs8m-PvI1-CyIh_OawT_YP7mMyFp8-nC-f8qHs_OawT_YP%268%3dqR3PgY.x9x%26F3%3dU8fGWDg%264M%3d6gBW5XAZ5XBY6X%26r%3dd50G9fcF7CdmW79nb0XB55e8kjZD5fYnU9ACYCZo0BAo9g8C88ZIU6ao6AYI5DdC9CaJ&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>cipolla di Bagno</strong></a></strong>, i due nuovi Presìdi istituiti nella fascia interna dell&#8217;Aquilano: un tubero e un bulbo mai del tutto scomparsi dagli orti dei contadini che oggi puntano a rigenerare l&#8217;agricoltura locale.<br><br><strong>La pastinaca di Capitignano, radice della memoria</strong><br><br>Il legame degli abitanti di Capitignano con la loro terra ha radici ben profonde e un nome preciso: pastinaca. Sulle origini di questo tubero c&#8217;è chi parla di archeologia orticola, sarebbe stato diffuso infatti in tutta Europa dai Romani, importandolo dalla Germania. <strong>A Capitignano, la pastinaca ha sviluppato nei secoli un ecotipo a sé</strong>, diverso dagli altri presenti sul mercato per il sapore dolce, il colore più tendente al giallo e la presenza di ramificazioni laterali.<br><br>Nel borgo montano di circa 600 abitanti ricompreso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, la pastinaca non è mai mancata dagli orti domestici. La sua coltivazione si è progressivamente ridotta, a causa dell&#8217;introduzione della patata in zona a partire dal &#8216;500, ma anche della gestione delicata della pastinaca: il terreno deve essere morbido e drenato, le piantine vanno prima diradate e poi, una volta raccolte, pulite con cura. Ma, come una madeleine proustiana, dalla memoria dei locali non era mai scomparsa del tutto.<br><br>«L&#8217;abbiamo fatta riassaggiare ai nostri compaesani perché tanti non ricordavano nemmeno che sapore avesse», racconta <strong>Noemi Commentucci, giovane produttrice</strong>. «Ma la memoria gustativa ha fatto la sua parte: molti di loro sono tornati bambini, richiamando gesti e sapori di famiglia». Come il cenone della vigilia di Natale, che secondo la tradizione a Capitignano prevede sette portate vegetali, pastinaca inclusa. La famiglia Commentucci è stata fra i primi promotori del percorso di recupero del tubero, continuando a coltivarlo e proporlo agli ospiti del loro agriturismo. Oggi il Presidio riunisce alcune decine di produttori: «speriamo che sia l&#8217;occasione per rilanciare la coltivazione anche in paese», conclude Noemi.<br><br><strong>Alla ricerca del tesoro (quasi) perduto: la cipolla di Bagno</strong><br><br>Arriva da Bagno, frazione della città dell&#8217;Aquila, il nuovo Presidio dedicato alla cipolla, il secondo nella regione dopo la cugina <a href="https://slowfood.musvc2.net/e/tr?q=A%3dRWEgR%26E%3dG%26L%3dNVEhS%26H%3dBgNUAf%26H%3dA3RCL_1yps_Bi_Etbx_Oi_1yps_AnJP6.DBGm9MBxL2LuMJ9xM1.6xK_Etbx_OirR_Etbx_OiyP2LrB6-LuMJ-9xM1_KZ1m_UOA6IxJ94-kGxGl9-1B-o9E4-oG9BxPHF-yCGKr_PnvY_Zc%267%3dvSFOlZ.A83%26GF%3dTCgTVIh%26GL%3dAhOV0YNY0YOXAY%265%3d9x4j9DhT8FC3Umh27BYz4ogyVAZQTj9TboAQZHDS7DgT9EcWZkCQZje37CAy8D9y9mcO&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bianca piatta di Fara Filiorum Petri</a>, nel Chietino. Leggermente schiacciata, dalla buccia dorata e la polpa compatta e bianca, quasi trasparente, la cipolla di Bagno ha un <strong>sapore dolcissimo tanto che un tempo veniva data ai bimbi come merenda</strong>, cotta sotto la brace, aperta e spolverata di zucchero.<br><br>«La cipolla è da sempre una specialità rinomata nella zona: gli anziani produttori erano gelosi dei semi, li custodivano come un tesoro e li scambiavano solo tra di loro» ricorda la<strong> produttrice Anna Ciccozzi</strong>. Anna racconta che ancora oggi il legame con il bulbo è molto forte. I coltivatori continuano a irrorare la cipolla solo con l&#8217;acqua dei due laghi locali San Raniero e San Giovanni «perché è più pulita», e nessuno permette ad altre varietà di cipolla coltivate in zona di andare in fioritura, per scongiurare il rischio di ibridazione. Da diverso tempo, è Anna a seminare la cipolla di Bagno sui suoi terreni per poi distribuire mazzetti di bulbilli ai quattro coltivatori aderenti al Presidio e a chi ne fa richiesta.<br><br>«Con il passare degli anni, insieme ai contadini più anziani stava scomparendo anche il prodotto. Oggi è importante tramandarlo con tutto il suo bagaglio di usi e memorie, perché sia ricchezza e opportunità per le nuove generazioni», conclude la coltivatrice.<br><br>Tra gli obiettivi dei due gruppi di produttori, c&#8217;è anche quello di valorizzare i trasformati. Per la cipolla si pensa a creme che consentano di ovviare alla deperibilità del prodotto, più veloce rispetto ai bulbi convenzionali; per la pastinaca sono già stati sperimentati i patè ottenuti dai fittoni, per ridurre al minimo lo spreco.<br><br><strong>A L&#8217;Aquila il lancio ufficiale con degustazione guidata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>«Da sempre Slow Food pone la difesa della biodiversità al centro dei suoi progetti con l&#8217;obiettivo di tutelare la straordinaria ricchezza del nostro Pianeta, ma dal 1999 l&#8217;Associazione ha dato vita a uno degli strumenti più significativi: i Presìdi Slow Food», afferma <strong>Silvia De Paulis, referente dei Presìdi Slow Food dell&#8217;Aquilano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo raccolto la voce di due Comunità, quella di Bagno e quella di Capitignano, che con tenacia, amore e tanto sacrificio, hanno conservato due diverse varietà orticole strettamente legate al loro territorio e alle loro tradizioni, la cipolla di Bagno e la pastinaca di Capitignano. Li abbiamo incontrati, ascoltati e abbiamo compreso che era la strada giusta da percorrere insieme, con il sostegno concreto del <strong>Gal Gran Sasso Velino</strong>, da sempre vicino a noi per progetti di valorizzazione e tutela delle produzioni di piccola scala. Saremo al loro fianco per difendere e tutelare i loro sforzi, anche nella speranza che nuove generazioni di agricoltori siano disposte a impegnarsi con loro per un&#8217;agricoltura più pulita e sostenibile, capace di generare un giusto reddito a chi voglia intraprendere questa strada».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il debutto dei due nuovi Presìdi è in programma <strong>venerdì 17 novembre al palazzo dell&#8217;Emiciclo dell&#8217;Aquila</strong>, nell&#8217;ambito dell&#8217;apertura di <em>Cibaq &#8211; Cibi della tradizione aquilana</em>, la manifestazione dedicata a celebrare e promuovere la biodiversità dei Presìdi della provincia. Nella mattinata la presentazione ufficiale, nel pomeriggio un laboratorio di degustazione a cura di Slow Food Abruzzo in collaborazione con l&#8217;Istituto Alberghiero &#8220;L. da Vinci&#8221; dell&#8217;Aquila.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/11/17/labruzzo-ha-due-nuovi-presidi-slow-food-la-pastinaca-di-capitignano-e-la-cipolla-di-bagno/">L&#8217;Abruzzo ha due nuovi Presìdi Slow Food: la pastinaca di Capitignano e la cipolla di Bagno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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