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	<title>prodotti italiani origine etichetta Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coldiretti al Brennero: 10mila agricoltori contro il falso Made in Italy, “Così si perdono 20 miliardi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 10mila gli agricoltori scesi in campo al Brennero per protestare contro le distorsioni normative europee che, secondo Coldiretti, sottraggono ogni anno 20 miliardi di euro al settore agricolo italiano. Tra loro anche centinaia di agricoltori abruzzesi, molti giovani, partiti dopo lunghi viaggi per partecipare alla mobilitazione. La protesta, guidata dal presidente nazionale Ettore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/27/coldiretti-al-brennero-10mila-agricoltori-contro-il-falso-made-in-italy-cosi-si-perdono-20-miliardi/">Coldiretti al Brennero: 10mila agricoltori contro il falso Made in Italy, “Così si perdono 20 miliardi”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Sono oltre <strong>10mila gli agricoltori scesi in campo al Brennero</strong> per protestare contro le distorsioni normative europee che, secondo Coldiretti, sottraggono ogni anno <strong>20 miliardi di euro</strong> al settore agricolo italiano. Tra loro anche <strong>centinaia di agricoltori abruzzesi</strong>, molti giovani, partiti dopo lunghi viaggi per partecipare alla mobilitazione.</p>



<p>La protesta, guidata dal presidente nazionale <strong>Ettore Prandini</strong> e dal segretario generale <strong>Vincenzo Gesmundo</strong>, punta a ottenere una svolta immediata sulle regole europee, a partire dall’introduzione dell’<strong>etichettatura obbligatoria dell’origine degli alimenti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nel mirino la regola dell’“ultima trasformazione”</h2>



<p>Al centro della contestazione c’è il principio dell’<strong>“ultima trasformazione sostanziale”</strong>, che consente di definire “italiano” un prodotto anche se realizzato con materie prime straniere.</p>



<p>Una norma che, secondo Coldiretti, genera una concorrenza sleale e inganna i consumatori, favorendo l’ingresso nel mercato di prodotti esteri “italianizzati”.</p>



<p>«È la madre di tutte le battaglie – ha dichiarato Gesmundo – perché penalizza il lavoro agricolo nazionale e mina la sovranità alimentare del Paese».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un settore strategico da difendere</h2>



<p>L’agroalimentare italiano rappresenta un comparto da <strong>707 miliardi di euro</strong> e coinvolge circa <strong>4 milioni di occupati</strong>. Per questo Coldiretti chiede regole più chiare lungo tutta la filiera.</p>



<p>«Serve trasparenza – ha sottolineato Prandini – e la possibilità per gli Stati di indicare l’origine reale dei prodotti, a partire dalla materia prima agricola».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’invasione delle materie prime estere</h2>



<p>Durante la manifestazione è stato denunciato anche il fenomeno dell’“invasione silenziosa” di prodotti stranieri. Ogni giorno transitano dal Brennero grandi quantità di materie prime:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>oltre <strong>150mila tonnellate di cagliate estere</strong> per formaggi</li>



<li><strong>1,1 milioni di tonnellate di latte straniero</strong></li>



<li><strong>560mila tonnellate di prosciutti freschi importati</strong></li>



<li>grandi quantitativi di grano, olio, pomodoro e prodotti ittici</li>
</ul>



<p>Prodotti che spesso finiscono sul mercato come italiani, senza indicazioni chiare in etichetta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall’Abruzzo una forte partecipazione</h2>



<p>Dall’Abruzzo sono partiti centinaia di agricoltori, coordinati dal presidente regionale <strong>Pietropaolo Martinelli</strong> e dal direttore <strong>Marino Pilati</strong>.</p>



<p>«La trasparenza sull’origine non è più rinviabile – ha dichiarato Martinelli –. Senza regole chiare si rischia di danneggiare imprese agricole e consumatori».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta: etichette chiare per tutti</h2>



<p>Coldiretti chiede che l’<strong>origine degli alimenti sia obbligatoria su tutti i prodotti</strong>, inclusi quelli trasformati come pane, pasta, conserve e piatti pronti.</p>



<p>Durante la protesta è stato allestito anche un tavolo simbolico con esempi concreti di prodotti “italianizzati”: mozzarella da cagliate ucraine, pasta da grano canadese, prosciutti da carne estera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La campagna #nofakeinitaly</h2>



<p>La mobilitazione rientra nella campagna <strong>#nofakeinitaly</strong>, che punta a difendere il vero Made in Italy e garantire ai cittadini il diritto a una scelta consapevole.</p>



<p>Per Coldiretti, la sfida è chiara: <strong>tutelare il reddito degli agricoltori, la qualità dei prodotti e la fiducia dei consumatori</strong>.</p>
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