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	<title>Radio Roma e Italymedia.it Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>La cultura come baluardo di libertà, intervista ad Antonello De Pierro all&#8217;Anica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 16:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello De Pierro all'Anica]]></category>
		<category><![CDATA[C'era una volta il beat italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia dei Diritti - De Pierro]]></category>
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		<category><![CDATA[Mita Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Roma e Italymedia.it]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;indomani del grande successo riscosso all&#8217;Anica dal docufilm di Pierfrancesco Campanella, &#8220;C&#8217;era una volta il beat italiano&#8221;, abbiamo incontrato Antonello De Pierro. Il presidente del movimento Italia dei&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;indomani del grande successo riscosso all&#8217;Anica dal docufilm di Pierfrancesco Campanella, <em>&#8220;C&#8217;era una volta il beat italiano&#8221;</em>, abbiamo incontrato Antonello De Pierro. Il presidente del movimento Italia dei Diritti &#8211; De Pierro, figura di spicco del panorama giornalistico e politico romano, ha condiviso con noi una riflessione profonda che lega indissolubilmente la sua storica attività di promozione culturale su Radio Roma e Italymedia.it alla sua attuale sfida alla guida del movimento che porta il suo nome. Tra aneddoti legati alle icone presenti all&#8217;evento e una visione granitica sul futuro del cinema italiano, De Pierro traccia la rotta di un impegno che non conosce sosta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Presidente De Pierro, la serata all&#8217;Anica per il docufilm di Pierfrancesco Campanella è stata un trionfo. Ma per lei non è stata solo una &#8220;prima&#8221;, quanto l&#8217;ennesima tappa di una lunga marcia culturale. Qual è il significato profondo di questo evento?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Guardi, per me sostenere l&#8217;opera di Pierfrancesco non è solo un atto di amicizia, che pure è profonda e storica, ma un preciso dovere civile. Il Beat italiano, che lui ha magistralmente raccontato, è stato l&#8217;ultimo grande momento in cui i giovani hanno preteso e ottenuto un ruolo attivo nella società, rompendo schemi ammuffiti. Oggi, come leader dell&#8217;<strong>Italia dei Diritti &#8211; De Pierro</strong>, vedo nel cinema di qualità uno strumento di emancipazione. Difendere il <em>Made in Italy</em> cinematografico significa difendere la nostra identità e la nostra libertà di pensiero contro l&#8217;omologazione imperante.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il suo legame con Campanella nasce da lontano, dalle frequenze di Radio Roma e dalle pagine di Italymedia.it. Come si è evoluto questo sodalizio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Pierfrancesco è un regista coraggioso, uno dei pochi che non teme di sfidare il sistema. Su <strong>Italymedia.it</strong>, la testata che dirigo, cura una rubrica che è un punto di riferimento per chi ama la verità senza filtri. Ai tempi di <strong>Radio Roma</strong>, dove ho avuto l&#8217;onore di essere la voce storica e il direttore, lo ospitavo spesso perché sapevo che il suo punto di vista non era mai banale. Ma la nostra amicizia e il nostro sodalizio professionali affondano le radici in una collocazione temporale ancora precedente, quando muovevo i miei primi passi nel giornalismo scrivendo di cronaca mondana. Oggi quel dialogo continua: io porto le istanze della cultura nelle aule della politica con il mio movimento, lui le porta sul grande schermo. Siamo due facce della stessa medaglia: la ricerca della trasparenza e del merito.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra gli ospiti, le foto con Mita Medici hanno fatto il giro del web. Cosa rappresenta per lei un&#8217;icona come lei?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Mita è un simbolo vivente. È stata la prima a scardinare l&#8217;immagine della donna-oggetto, diventando l&#8217;emblema del nascente femminismo. Vederla lì, ancora così radiosa e intellettualmente vivace, conferma che le battaglie per i diritti non invecchiano mai. Con lei c&#8217;è stata una sintonia immediata: l&#8217;<strong>Italia dei Diritti &#8211; De Pierro</strong> si batte ogni giorno per quegli stessi valori di autodeterminazione e rispetto che Mita ha incarnato fin dagli anni del Piper.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Impossibile non notare la sua vicinanza con Adriana Russo, che lei definisce la sua &#8220;amica del cuore&#8221;. Che ruolo ha avuto in questa serata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Adriana è una parte fondamentale della mia vita e della mia visione del mondo. Oltre a essere un&#8217;attrice immensa, è una donna di una sensibilità rara. La sua presenza al mio fianco all&#8217;Anica rende ogni evento speciale. È la mia amica del cuore perché con lei condivido non solo i momenti di svago, ma la visione di un&#8217;Italia che deve tornare a splendere attraverso l&#8217;arte e l&#8217;eleganza. È stata la prima a complimentarsi con Pierfrancesco, comprendendo immediatamente il valore di un&#8217;opera che rifugge la nostalgia per puntare sull&#8217;ironia.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il suo movimento, Italia dei Diritti &#8211; De Pierro, sta mettendo la cultura al centro dell&#8217;agenda politica. Perché questa scelta in un momento di crisi economica e sociale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Perché senza cultura non ci sono diritti, e senza diritti non c&#8217;è vera economia. Chi pensa che la cultura sia un lusso non ha capito nulla della società moderna. La caparbietà che ho messo in questa battaglia su Radio Roma e su Italymedia.it è la stessa che metto oggi in politica. Vogliamo un sistema dove il talento non debba chiedere il permesso ai soliti noti per esprimersi. Il successo di questo docufilm, realizzato coraggiosamente dalla <strong>Parker Film</strong> di Sergio De Angelis nonostante le sfide del mercato, è la prova che quando c&#8217;è la qualità, il pubblico risponde.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un&#8217;ultima battuta: il docufilm ha vinto la scommessa rinunciando ai &#8220;grandi successi&#8221; scontati per puntare su un racconto originale. È questo il modello De Pierro anche in politica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Assolutamente sì. Non cavalchiamo il populismo delle canzonette facili o degli slogan stravisti. Noi puntiamo sui contenuti, sulla coerenza e sul coraggio di fare scelte controcorrente. Come Campanella ha vinto la sua scommessa cinematografica senza usare &#8216;scorciatoie&#8217; nostalgiche, così l&#8217;<strong>Italia dei Diritti &#8211; De Pierro</strong> vincerà la sua sfida politica puntando sulla dignità dei cittadini e sulla forza delle idee. La serata all&#8217;Anica, tra amici veri e grandi professionisti, è stata la dimostrazione plastica che siamo sulla strada giusta.&#8221;</p>
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