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	<title>raid Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Gaza, raid nel centro: l’esercito annuncia l’uccisione di un miliziano della Jihad islamica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 18:31:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Donald Trump ha sollecitato Hamas, tramite il suo profilo sul social Truth, a restituire “velocemente i corpi degli ostaggi morti, inclusi due americani, o i Paesi coinvolti nella pace agiranno”. Il tycoon ha aggiunto che “alcuni dei corpi sono difficili da raggiungere ma altri possono essere restituiti ora ma per qualche ragione non lo sono”. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Donald Trump ha sollecitato Hamas, tramite il suo profilo sul social Truth, a restituire “velocemente i corpi degli ostaggi morti, inclusi due americani, o i Paesi coinvolti nella pace agiranno”. Il tycoon ha aggiunto che “alcuni dei corpi sono difficili da raggiungere ma altri possono essere restituiti ora ma per qualche ragione non lo sono”. Intanto un funzionario di Hamas ha ammesso che il gruppo non sa dove si trovino cinque dei tredici cadaveri degli ostaggi israeliani ancora nella Striscia di Gaza.</p>
<p>Nonostante la tregua in vigore, i combattimenti proseguono. L’esercito israeliano ha condotto un attacco con droni che ha ucciso “un agente della Jihad islamica”. Parallelamente, Tel Aviv ha annunciato il sostegno a quattro milizie anti-Hamas operanti nella regione.</p>
<p>Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, dall’inizio della tregua nella Striscia di Gaza sono rimaste uccise almeno 89 persone.</p>
<p>Sul fronte della Cisgiordania, l’agenzia palestinese Wafa segnala che coloni israeliani hanno incendiato numerosi veicoli palestinesi a Deir Dibwan, a est di Ramallah. Il gesto è avvenuto il giorno dopo l’altolà degli Stati Uniti a un’eventuale annessione di parti della Cisgiordania da parte di Israele. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in visita nella regione, ha ammonito che un simile provvedimento “sarebbe una minaccia alla pace”. A seguito delle pressioni di Washington, il premier Benjamin Netanyahu ha bloccato la relativa legge di annessione.</p>
<p>Nel dibattito interno israeliano, il ministro di ultradestra Bezalel Smotrich ha rivolto un commento ai sauditi sul progetto di uno Stato palestinese, invitandoli a “Restate sui cammelli”.</p>
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		<title>Gaza, operatrice umanitaria uccisa in un raid: “Lavorava con i bambini”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/05/17/gaza-operatrice-umanitaria-uccisa-in-un-raid-lavorava-con-i-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 15:25:47 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/17/gaza-operatrice-umanitaria-uccisa-in-un-raid-lavorava-con-i-bambini/">Gaza, operatrice umanitaria uccisa in un raid: “Lavorava con i bambini”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nora Sultan aveva poco più di 40 anni quando una bomba stamani ha ucciso lei, il marito, i quattro bambini e il suocero. Il raid è parte dell&#8217;operazione Carri di Gedeone che Israele ha lanciato in queste ore per conquistare la Striscia, causando circa 120 vittime. 19mila gli sfollati. Tel Aviv, da ottobre 2023 &#8211; dopo aver subito un attacco che ha provocato 1200 morti -, preme i combattenti di Hamas affinché liberino gli ostaggi, ma da allora nei raid 412 operatori umanitari sono morti, come calcola il Norwegian Refugee Council. Nora Sultan non è ancora in questa stima, che è di aprile. La donna faceva &#8220;un lavoro importante: portare educazione ai bambini di Gaza, anche assistendo quelli traumatizzati da 19 mesi di guerra e fame&#8221;, come testimonia alla Dire Valentina Venditti, responsabile Medio oriente e Nord Africa dell&#8217;Organizzazione Ciss, spiegando che &#8220;Nora è stata una nostra collega per tanti anni&#8221;. Era a Beit Lahya, nella sua casa, quando il raid ha colpito lei e la sua famiglia. &#8220;Questa è una piccolissima parte di quello che sta avvenendo- prosegue Venditti- e spesso succede che non riusciamo a dare dei volti ai numeri dei morti, e non dobbiamo dimenticare le due milioni di persone che stanno morendo per mancanza di cibo e cure&#8221;. Ad avvertire la responsabile è stata Samar, un&#8217;amica in comune: &#8220;La sua famiglia ora è terrorizzata- riferisce Venditti- perché gli attacchi continuano accanto a casa loro e non sanno se devono fuggire&#8221;. Anche lei porta una storia difficile: &#8220;è stata ferita in un attacco e sfollata e solo da poco era potuta rientrare nel suo quartiere. Ora dovrà andarsene di nuovo&#8221;. Ad oggi, il Ciss ha visto morire a Gaza &#8220;otto persone tra nostri ex colleghi e amici, almeno quelli di cui siamo stati informati. Viviamo con l&#8217;angoscia di ricevere messaggi che ci danno questo tipo di notizie. Ma il peggio lo vive chi è dentro la Striscia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">l Ciss lavora in Palestina da diversi anni. A Gaza, prosegue Venditti, &#8220;c&#8217;è il progetto &#8216;Tende educative&#8217; per attività di istruzione, ludiche e psico-sociali, ancora in corso tra tante difficoltà, e poi avevamo avviato un intervento finanziato dal British Council per restaurare la moschea di Dar Sa&#8217;ada, vicino Gaza City, bombardata dall&#8217;esercito israeliano a febbraio 2024, in cui è rimasta coinvolta anche la biblioteca contenente antichi manoscritti risalenti fino a 1400 anni fa&#8221;. Il restauro dell&#8217;edificio condotto insieme a Recanati Restauro e Ucas, una università locale, &#8220;ora è stato sospeso ma i nostri operatori di Gaza sono riusciti a recuperare almeno i manoscritti e stanno mettendo in campo azioni per garantirne la preservazione&#8221;. Il senso, in tempo di guerra, di preoccuparsi della cura del patrimonio culturale secondo la responsabile del Ciss sta nel fatto di &#8220;preservare l&#8217;identità e il passato del popolo palestinese, che altrimenti rischia di essere cancellato&#8221;. Il Ciss è parte di &#8216;Gaza oltre il confine&#8217;, la carovana di parlamentari e organismi della rete Aoi, Arci e Assopace Palestina, che in queste ore si sta dirigendo al valico di Rafah per chiedere che &#8220;finalmente termini il silenzio dei nostri governi davanti a decenni di violazioni e crimini. Gli aiuti devono passare è noi cercheremo di entrare a Gaza&#8221; afferma Venditti.</p>
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		<title>Ucraina. Unicef: &#8220;Con i raid è allarme inverno per mln di bambini&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 15:47:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ancora una volta, mentre l&#8217;inverno continua a farsi sentire, assistiamo a un&#8217;escalation di attacchi alle infrastrutture in tutta l&#8217;Ucraina, con bombardamenti particolarmente incessanti nella parte orientale e meridionale del Paese. Nell&#8217;ultimo mese si è registrato un aumento degli attacchi aerei in tutta l&#8217;Ucraina, con oltre 900 attacchi aerei registrati nell&#8217;arco di una settimana. Gli eventi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/18/ucraina-unicef-con-i-raid-e-allarme-inverno-per-mln-di-bambini/">Ucraina. Unicef: &#8220;Con i raid è allarme inverno per mln di bambini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ancora una volta, mentre l&#8217;inverno continua a farsi sentire, assistiamo a un&#8217;escalation di attacchi alle infrastrutture in tutta l&#8217;Ucraina, con bombardamenti particolarmente incessanti nella parte orientale e meridionale del Paese. Nell&#8217;ultimo mese si è registrato un aumento degli attacchi aerei in tutta l&#8217;Ucraina, con oltre 900 attacchi aerei registrati nell&#8217;arco di una settimana. Gli eventi dell&#8217;ultima settimana indicano una tendenza preoccupante, con un aumento dei missili balistici e degli attacchi di massa con droni, compresi diffusi attacchi mirati alle infrastrutture di Kiev. Giovedì scorso sono stati registrati cinque allarmi aerei a livello nazionale nel corso della giornata&#8221;. Così Regina De Dominicis, direttrice regionale dell&#8217;Unicef per l&#8217;Europa e l&#8217;Asia centrale. &#8220;Questi attacchi- spiega la direttrice- hanno provocato feriti tra i bambini, hanno scatenato un&#8217;ondata di paura e terrore in comunità già profondamente provate e hanno lasciato milioni di bambini in tutta l&#8217;Ucraina senza accesso continuativo all&#8217;elettricità, al riscaldamento e all&#8217;acqua, esponendoli a ulteriori gravi danni con il crollo delle temperature. I bambini e le famiglie più a rischio sono quelli che hanno già il minor accesso alle risorse di base, a cominciare da quelle indispensabili per la vita, e che hanno già sopportato immense difficoltà. Questi bambini e le loro famiglie non hanno nulla su cui contare. Durante i mesi invernali, le temperature scendono regolarmente fino a -20°C, con venti forti e pungenti che rendono il clima ancora più freddo. I bambini non possono sopportare queste condizioni senza energia. I blackout e le interruzioni di corrente rendono estremamente difficile per le strutture sanitarie fornire servizi fondamentali, un&#8217;altra situazione terribile visto l&#8217;aumento dei casi di polmonite, influenza stagionale e malattie trasmesse dall&#8217;acqua tra i bambini in tutta l&#8217;Ucraina. Senza energia, un sistema sanitario già fragile si blocca ancora una volta, interrompendo ulteriormente l&#8217;apprendimento degli studenti ucraini. Circa 1.800 bambini sono stati uccisi o feriti dall&#8217;escalation della guerra (dal febbraio 2022) in Ucraina. Trattandosi di rapporti verificati, il numero reale è probabilmente più alto. Con la continuazione degli attacchi mirati alle aree e alle infrastrutture civili, possiamo solo aspettarci altri bambini uccisi e feriti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora, &#8220;l&#8217;Unicef sta fornendo generatori e altre attrezzature per aiutare il governo ucraino a mantenere in funzione l&#8217;approvvigionamento idrico, il riscaldamento, le strutture sanitarie e scolastiche. Nelle aree più colpite, l&#8217;Unicef sta fornendo indumenti invernali per i bambini e coperte per le loro famiglie. Stiamo inoltre raggiungendo le famiglie con aiuti in denaro. Per raggiungere tutti i bambini che hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata abbiamo bisogno di più fondi. Attualmente, il nostro appello per l&#8217;inverno ha un deficit di finanziamento di oltre 34 milioni di dollari. In definitiva, se non cessano gli attacchi e non vengono rispettate le regole della guerra, la crescente catastrofe umanitaria continuerà a svilupparsi, causando altre impensabili sofferenze a bambini e famiglie. I bambini e le infrastrutture civili su cui fanno affidamento devono essere protetti. L&#8217;Unicef e i nostri colleghi umanitari devono avere accesso rapido e senza ostacoli ai bambini e alle famiglie che necessitano di assistenza umanitaria, indipendentemente da dove siano&#8221;.UCRAINA. UNICEF: CON I RAID È ALLARME INVERNO PER MLN DI BAMBINI</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/18/ucraina-unicef-con-i-raid-e-allarme-inverno-per-mln-di-bambini/">Ucraina. Unicef: &#8220;Con i raid è allarme inverno per mln di bambini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siria: 70.000 persone in fuga in seguito l&#8217;offensiva governativa su Aleppo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 12:07:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono decine di migliaia, forse addirittura 70.000 le persone in fuga in seguito all’offensiva congiunta dell’esercito siriano e dei raid russi su Aleppo, parzialmente sotto controllo degli insorti. A denunciarlo è Zaidun Zubi presidente dell’Unione siriana delle organizzazioni per il soccorso umanitario, di ritorno da un sopralluogo nella zona, secondo cui tra loro ci sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/20/siria-migliaia-di-persone-in-fuga-in-seguito-loffensiva-governativa-su-aleppo/">Siria: 70.000 persone in fuga in seguito l&#8217;offensiva governativa su Aleppo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono decine di migliaia, forse addirittura 70.000</strong> le persone in fuga in seguito all’<strong>offensiva congiunta dell’esercito siriano e dei raid russi su Aleppo</strong>, parzialmente sotto controllo degli insorti. A denunciarlo è Zaidun Zubi presidente dell’Unione siriana delle organizzazioni per il soccorso umanitario, di ritorno da un sopralluogo nella zona, secondo cui tra loro ci sono anziani, donne e bambini provenienti dai villaggi a sud della città. “<strong>Un esodo di mass</strong>a” lo ha definito il medico in un’intervista esclusiva all’emittente britannica Bbb, secondo cui “la gente e’ terrorizzata, senza aiuti e nessuna form di soccorso medico”, affermando che il numero degli sfollati potra’ aumentare nei prossimi giorni.</p>
<p>Nei giorni scorsi rapporti di stampa avevano riferito dell’arrivo di “migliaia di soldati iraniani” e di centinaia di miliziani sciiti di Hezbollah a sostegno dell’avanzata lealista. Notizie confermate dello stesso <strong>leader del ‘partito di Dio’</strong>, Sayyed Hasan Nasrallah, che per la prima volta dall’inizio del conflitto ha confermato ufficialmente la presenza di combattenti libanesi in territorio siriano. “<strong>Siamo presenti e in forze- ha dichiarato intervenendo al funerale di un ‘martire’ della causa- e siamo ovunque in Siria sia necessario esserci</strong>“. Di fatto, quindi, gli insorti si trovano accerchiati a sud dall’avanzata dell’esercito e delle milizie lealiste e a nord dai combattenti del sedicente Stato Islamico (Is). Dal canto suo, Mosca insiste nell’affermare che i raid delle ultime 48 ore sono condotti in larga parte contro posizioni dello Stato islamico: mentre gli altri sono stati messi a segno nelle regioni di Latakia, Hama e Idlib, contro gruppi di qaedisti locali.</p>
<p>E’ in questo contesto che il <strong>segretario di Stato americano John Kerry</strong> ha ribadito che Washington lavora per evitare “la totale e completa distruzione della Siria” , anticipando che gli Stati Uniti <strong>nei prossimi giorni cercheranno di mettere allo stesso tavolo sauditi, turchi e russi</strong>. <em>(Dire-Misna)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/20/siria-migliaia-di-persone-in-fuga-in-seguito-loffensiva-governativa-su-aleppo/">Siria: 70.000 persone in fuga in seguito l&#8217;offensiva governativa su Aleppo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Reciproche accuse</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/02/01/reciproche-accuse/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 11:44:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il raid aereo israeliano del 30 gennaio scorso, in un momento cruciale per il conflitto siriano, con il presidente della Coalizione dell&#8217;opposizione, Ahmad al Khatib, che si è dichiarato, a sorpresa, favorevole a negoziati diretti con rappresentanti del regime e con Assad che ha ora la possibilità di gridare al complotto straniero guidato dai sionisti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/02/01/reciproche-accuse/">Reciproche accuse</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il raid aereo israeliano del 30 gennaio scorso, in un momento cruciale per il conflitto siriano, con il presidente della Coalizione dell&#8217;opposizione, Ahmad al Khatib, che si è dichiarato, a sorpresa, favorevole a negoziati diretti con rappresentanti del regime e con Assad che ha ora la possibilità di gridare al complotto straniero guidato dai sionisti e portato avanti dai terroristi&#8221;, così come vengono chiamati dai media i ribelli anti-regime; rischia di costituire l’ultima scintilla per un incendio di dimensioni spaventose in una delle aree più a rischio del mondo.<br />
Sulle modalità dell’azione non c&#8217;è ancora chiarezza. La Nato e l&#8217;Onu dicono di non avere informazioni sufficienti e continua il balletto delle accuse reciproche. L&#8217;Esercito siriano afferma che i missili israeliani hanno centrato e parzialmente distrutto il sito militare di Jamraya, considerato il polo tecnologico più avanzato del Paese e fulcro del programma missilistico. Fonti occidentali sostengono invece che i caccia hanno colpito un convoglio che trasportava missili anti-aerei SA-17 di fabbricazione russa destinati alle milizie Hezbollah in Libano.<br />
Non è da escludere che siano vere entrambe le versioni: le violazioni accertate dello spazio aereo libanese sono state diverse &#8211; almeno otto i caccia coinvolti &#8211; e sono durate per diverse ore, il sito militare di Jamraya si trova a pochi chilometri dal confine libanese, dove sarebbe stato colpito il convoglio.<br />
Altre reciproche, infuocate accuse, se le scambiano, in luoghi altrettanto turbolenti, India e Pakistan, dopo che, lo scorso 6 gennaio, in Kashmir forze militari indiane hanno varcato “senza essere state provocate” la Linea di controllo (Loc) che funge da confine provvisorio fra i due Paesi, attaccando un check-point dell’esercito pachistano, con un bilancio di due morti (un militare ed un civile) e tre feriti.<br />
Un portavoce dell’esercito indiano a Srinagar ha, per contro, negato che vi sia stata una simile incursione, accusando le forze pachistane di avere bombardato durante la notte un villaggio causando danni materiali e provocando una risposta militare indiana. L’ufficio stampa dell’esercito pachistano (Ispr) ha immediatamente precisato che la presunta violazione della tregua è avvenuta nell’area di Bagh del settore di Hajipir del Kashmir sotto amministrazione pachistana, uccidendo un soldato e ferendone un altro. All’incursione è seguito uno scambio di tiri di artiglieria ha infine detto l’Ispr, secondo cui i proiettili indiani hanno causato la morte di un civile pachistano e il ferimento di altri due.<br />
Invece, anche in questi ultimi giorni, il colonnello Brijesh Pandey, portavoce militare a Srinagar, capitale estiva del Kashmir amministrato dall’India, ha ribadito una versione opposta , negando categoricamente lo sconfinamento e affermando che: “L’artiglieria del Pakistan ha bombardato con proiettili di mortaio un villaggio del distretto di Uri, confinante con Haji Pir. Abbiamo risposto con armi di piccolo calibro in uno scontro durato circa un’ora”.<br />
La disputa fra India e Pajkistan sul Kashmir, ebbe inizio nel 1947, anno dell&#8217;indipendenza dalla corona britannica e della spartizione forzata della regione tra India e Pakistan. Dopo l&#8217;ultimo Raja Hari Singh, iniziò il conflitto armato che si trascina fino ai giorni nostri. Dal 1948 le Nazioni Unite hanno istituito una missione di monitoraggio (UNMOGIP) che ha sortito ben poco successo. I 47 osservatori ONU di varie nazionalità, forse a causa del numero esiguo e del debole mandato, hanno potuto solo registrare una continua e sanguinosa escalation degli scontri e della tensione. Il colonnello Mukhtiyar Singh, portavoce dell&#8217;Esercito indiano presso il Comando di Srinagar ha dichiarato: &#8220;Dopo gli attacchi agli USA dell&#8217;11 settembre 2001, è ancora più chiaro il ruolo dell&#8217;India nella lotta dei Paesi democratici contro il terrorismo islamico. Il nostro esercito è impegnato duramente nella repressione delle attività dei gruppi armati che si infiltrano attraverso i confini pakistani per compiere quotidianamente attacchi contro le nostre forze di sicurezza e la popolazione civile. Le sofferenze della popolazione sono indicibili e gli atti di violenza sessuale contro le donne che vivono nei villaggi più a ridosso della linea di confine. Centinaia sono i soldati indiani feriti e uccisi durante gli scontri a fuoco susseguitisi negli anni”.<br />
In passato, tra queste montagne, indu e musulmani avevano sempre vissuto in pace. Qui nel 12° secolo giunse la corrente mistica del sufismo. I sufi erano predicatori itineranti dediti alla vita ascetica. Portavano vesti rozze dette suf, che sembra fossero le preferite del profeta Maometto. Incontrando i favori dei sovrani locali, il sufismo si espanse attirando sempre più numerosi adepti fra gli strati più bassi della società. L&#8217;islam, proclamando l&#8217;eguaglianza di tutti gli esseri umani, consentiva il superamento della suddivisione in caste della società indu.<br />
Nella grande moschea Jama Masjid, ogni venerdì si radunano più di 50.000 fedeli in preghiera. Il loro leader politico e religioso è il Mullah Umar Faruk che incontro alla fine del sermone: &#8220;Il problema del Kashmir non è religioso, ma politico. Siamo musulmani è vero, ma le tensioni derivano dalla divisione forzata delle comunità. Qui la linea di confine divide la terra e le stesse famiglie. La gente è costretta a vivere separata come nelle due Germanie. I fratelli pakistani sono cuore integrante della nostra cultura e quindi il Pakistan deve avere un ruolo primario nel futuro della regione. I gruppi armati che lottano per la nostra indipendenza, deporranno le armi solo se ci sarà un dialogo vero e costruttivo tra i rappresentanti kashmiri, pakistani e indiani&#8221;. Nella sede del Fronte di Liberazione del Jammu e Kashmir, Jassin Malik, 36 anni, capo storico della resistenza contro l&#8217;esercito indiano, rilasciato dopo una lunga prigionia e ancora sotto sorveglianza, dichiara: &#8220;Se l&#8217;India non prenderà in seria considerazione le aspirazioni del popolo kashmiro, non ci sarà pace. L&#8217;esercito indiano ci occupa da anni. Le nostre donne sono violentate dalle forze di sicurezza. Non ne possiamo più di torture e uccisioni sommarie. Bisogna trovare una soluzione politica che porti all&#8217;indipendenza del Kashmir”. Fino alla fine degli anni &#8217;90 i guerriglieri erano circa 10.000 suddivisi in piccoli gruppi che facevano capo a 23 partiti indipendentisti locali. Ora nessuno sa quanti siano. Il gruppo armato più importante nella Valle rimane l&#8217;Hizbul Mujahideen, forte di un migliaio di combattenti, per l&#8217;85% kashmiri. Gli altri sarebbero essenzialmente suddivisi in quattro gruppi filo-pakistani: il Lashkar-i-Taiaba, responsabile di una serie di operazioni suicide lanciate nell&#8217;ultimo anno; il Jaish-e-Mohammed, ritenuto vicino all&#8217;organizzazione Al Qaeda; infine l&#8217;Harakat-ul Ansar e Al Badar. Alcune fazioni hanno negli ultimi tempi deposto le armi cercando una soluzione politica al conflitto, pronti a riprendere la jihad nel caso il dialogo con Delhi fallisca.<br />
Per quanto riguarda l’incidente del 6 gennaio, , fonti attendibili hanno indicato alla Pti che “il Border Action Team dell’ esercito pachistano è entrato in territorio pachistano nell’area di Krishna Ghati del distretto di Poonch per realizzare un attacco”.<br />
E, in un comunicato, il Comando settentrionale dell’esercito indiano ha definito l’attacco “una escalation significativa” nell’ambito dei continui tentativi di violazioni del cessate il fuoco e di infiltrazioni appoggiate dall’esercito pachistano.<br />
Situazione incandescente anche in Italia, con le forze politiche che si scambiano reciproche accuse sui fatti sempre più gravi del Monte dei Paschi di Siena.<br />
Tremonti e Brunetta criticano il governo tecnico e l &#8216;azione di vigilanza della Banca d&#8217;Italia guidata all&#8217;epoca da Draghi, col primo, ora capolista della Lega i ieri ministro della economia, che sostiene in una lettera [a Dagospia.it, sic] che &#8220;la vigilanza bancaria non c&#8217;è tanto se interviene &#8216;ex post&#8217;, ma soprattutto se interviene ex ante&#8221; e che la Banca d&#8217;Italia &#8220;è stata surrogata dalla magistratura&#8221;.<br />
Ad aumentare la pressione su via Nazionale una frase dell’attuale ministro dell&#8217;Economia Vittorio Grilli, che è stato il candidato di Tremonti per il ruolo di governatore della Banca d&#8217;Italia poi ottenuto da Ignazio Visco. A margine di una cerimonia a Torino, Grilli ha detto che il governo sapeva da un anno che Mps era in una situazione problematica e che &#8220;i controlli spettano alla Banca d&#8217;Italia&#8221;.<br />
Le parole di Grilli sono sembrate una critica all&#8217;operato di Draghi prima e di Visco oggi, anche se poi l’attuale ministro ha precisato, in un comunicato, che la sottoscrizione dei Monti-bond, che in parte sostituiscono i cosiddetti Tremonti-bond, non è ancora avvenuta perché si attende l&#8217;approvazione dell&#8217;aumento di capitale al servizio dell&#8217;operazione da parte dell&#8217;assemblea della banca convocata per domani e il parere della Banca d&#8217;Italia sull&#8217;adeguatezza patrimoniale attuale e sulle prospettive della banca.<br />
Duri anche Di Pietro e Ingroia ed è toccato a Monti e soprattutto al capo dello Stato Giorgio Napolitano difendere Draghi e Visco. &#8220;Mi sembra che non sia in questione il tema dei controlli, e soprattutto è importante sottrarre questa tematica del Monte dei Paschi dalla confusione che si sta creando intorno ad essa per evidenti ragioni, in particolare per quanto riguarda il governo e il ministero dell&#8217;Economia&#8221;, ha detto il presidente del Consiglio uscente in conferenza stampa a Davos.<br />
&#8220;E&#8217; un tema veramente che non sussiste, sul quale comunque il governo è pronto a riferire al Parlamento&#8221;, ha aggiunto. Ancora più netto Napolitano che ha svolto un ruolo strategico nella nomina di Draghi alla Bce e di Visco in Bankitalia: Mps &#8220;mi pare una questione abbastanza grave di cui si sta occupando la Banca d&#8217;Italia. [&#8230;] Se la questione è grave bisogna preoccuparsi, ma ho piena fiducia nell&#8217;operato della Banca d&#8217;Italia&#8221;, ha detto a Torino.<br />
In fibrillazione anche il Pd, chiamato in causa direttamente, poiché il principale azionista della banca senese è la Fondazione Monte dei Paschi di Siena che è a sua volta controllata dal Comune e dalla Provincia che eleggono 13 dei 16 consiglieri della Deputazione, da sempre roccaforti dell&#8217;ex Pci oggi confluito nel Partito democratico.<br />
&#8220;Noi, e per noi intendo il Pd di Siena nella persona dell&#8217;ex sindaco Franco Ceccuzzi, Mussari lo abbiamo cambiato un anno fa, assieme a tutto il consiglio di amministrazione del Mps. Sono i banchieri che lo hanno tenuto come loro presidente alla guida dell&#8217;Abi ed è dunque a loro che eventualmente bisogna rivolgersi&#8221;, ha dichiarato Massimo D&#8217;Alema a Francesco Manacorda su La Stampa.<br />
Ancora, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in una conferenza stampa a Roma, ha detto: &#8220;A noi non crea nessun imbarazzo [&#8230;]. Io non ho fatto mai in vita mia una riunione su una banca&#8221;.<br />
Scrive il Giornale, che Bersani accusa il centrodestra di manovre “subliminali»” quando l&#8217;intero mondo politico italiano &#8211; da Ingroia a Monti &#8211; e persino la stampa amica (con l&#8217;eccezione della sovietizzante Unità), da giorni non parla d&#8217;altro, incapace di dire una parola chiara sullo scandalo che ha travolto la banca, il gruppo dirigente democratico (in calo nei sondaggi di questi giorni) si attorciglia in prese di distanza, allusioni e contorcimenti il cui obiettivo sembra essere uno solo: lo scaricabarile.<br />
Eloquente a tal proposito la presa di posizione del giovane Stefano Fassina, che da giorni ripete alla radio e in tv che “non era il Pd locale che influenzava la banca, ma era la banca che influenzava il Pd”: come se un partito infiltrato dai banchieri fosse più rassicurante agli occhi degli elettori che fra un mese sceglieranno il prossimo presidente del Consiglio. E senza accorgersi che nelle stesse ore Massimo D&#8217;Alema andava dicendo l&#8217;esatto opposto.<br />
Ancora più grave è il fatto che il caso Mps sia scoppiato mentre in Italia gli esperti del Fondo monetario internazionale stanno tenendo i primi colloqui con le grosse banche nell&#8217;ambito del Financial Sector Assessment Program, che valuterà la stabilità del sistema finanziario nazionale. Grilli ha difeso il sistema bancario dicendo che non c&#8217;è evidenza di problemi simili in altre banche&#8221;, ma siamo in molti a nutrire più di una preoccupazione.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/02/01/reciproche-accuse/">Reciproche accuse</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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