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		<title>Greenpeace: ecco il necrologio di Copenhagen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 13:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La comunicazione di impegni ambiziosi, entro il 31 gennaio, doveva essere il primo “punto d’azione” di un accordo non vincolante stilato da alcuni Paesi, e adottato da molti altri, durante il summit sul clima di Copenhagen dello scorso dicembre.Considerato che gli impegni comunicati sono sostanzialmente gli stessi di quelli resi noti prima del summit, è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/greenpeace-ecco-il-necrologio-di-copenhagen/">Greenpeace: ecco il necrologio di Copenhagen</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/gallery/greenpeace/1.jpg" alt="Fallimento Copenaghen" width="281" height="237" />La comunicazione di impegni ambiziosi, entro il 31 gennaio, doveva essere il primo “punto d’azione” di un accordo non vincolante stilato da alcuni Paesi, e adottato da molti altri, durante il summit sul clima di Copenhagen dello scorso dicembre.<span id="more-2296"></span>Considerato che gli impegni comunicati sono sostanzialmente gli stessi di quelli resi noti prima del summit, è evidente che questo accordo non è servito a far cambiare idea a chi sta uccidendo il clima del pianeta. Gli impegni presi, infatti, ci portano dritti a un aumento di temperature stimabile in +3/3,5 °C. Le conseguenze di questo suicidio planetario sono illustrate dal rapporto di Greenpeace “Il Terzo Grado”.</p>
<p>&lt;&lt;Questo accordo è una presa in giro per prendere tempo – denuncia Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace &#8211; Solo un cinico esercizio di pubbliche relazioni per riciclare proposte vecchie, inutili e pericolose&gt;&gt;.</p>
<p>L’accordo di Copenhagen si è dimostrato una bufala. Se i grandi inquinatori del clima non sono riusciti a proporre niente di nuovo sulle emissioni come possiamo credere che davvero entro il 2012 trovino i nuovi fondi promessi per sostenere i Paesi in via di sviluppo nel contenimento degli effetti del cambio climatico.</p>
<p>&lt;&lt;Oggi possiamo scrivere il necrologio del presunto “Accordo di Copenhagen” e chiedere che a Città del Messico a fine anno si giunga finalmente ad un Accordo Globale equo, ambizioso e vincolante che porti rapidamente ad una reale riduzione delle emissioni&gt;&gt; aggiunge Giannì.</p>
<p>L’accordo di Copenhagen si è dimostrato un pericoloso “green-washing” per spacciare come azione efficace la trita ripetizione di obiettivi che di fatto portano ad una riduzione delle emissioni per i Paesi industrializzati solo dell’11-19% (6-14% senza crediti forestali). Per giungere all’obiettivo dei 2°C di aumento massimo, le riduzioni di emissioni di gas serra (rispetto al 1990) devono essere del 40% entro il 2020.</p>
<p>Anche i Paesi in via di sviluppo devono ridurre le emissioni del 15-30% rispetto al trend attuale, sempre al 2020. Un processo che deve essere sostenuto da nuovi investimenti, per un totale stimato in 140 miliardi di dollari l’anno, per consentire a questi Paesi di passare a tecnologie pulite e di resistere al meglio ai terrificanti scenari che il disastro climatico ci prospetta.</p>
<p style="text-align: right;">A cura di Greenpeace Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/greenpeace-ecco-il-necrologio-di-copenhagen/">Greenpeace: ecco il necrologio di Copenhagen</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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