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	<title>responsabilità Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Egitto, attacchi a chiese:  Isis rivendica responsabilità</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Apr 2017 13:08:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità degli attacchi a due chiese cristiane in Egitto. Lo ha riferito l&#8217;agenzia Amaq, vicina al gruppo terrorista. I due attentati, secondo testimoni e forze di sicurezza, sarebbero stati condotti da attentatori suicidi. Il bilancio totale delle vittime è per ora di almeno 36 morti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/09/egitto-attacchi-a-chiese-isis-rivendica-responsabilita/">Egitto, attacchi a chiese:  Isis rivendica responsabilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità degli attacchi a due chiese cristiane in Egitto.</strong> Lo ha riferito l&#8217;agenzia Amaq, vicina al gruppo terrorista. I due attentati, secondo testimoni e forze di sicurezza, sarebbero stati condotti da attentatori suicidi. Il bilancio totale delle vittime è per ora di almeno 36 morti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/09/egitto-attacchi-a-chiese-isis-rivendica-responsabilita/">Egitto, attacchi a chiese:  Isis rivendica responsabilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Bertolaso: &#8220;Curcio ed Errani due galli nello stesso pollaio. Serve qualcuno che decide, impartisca ordini e si assuma responsabilità&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/01/19/bertolaso-curcio-ed-errani-due-galli-nello-stesso-pollaio-serve-qualcuno-che-decide-impartisca-ordini-e-si-assuma-responsabilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 11:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guido Bertolaso, ex leader della Protezione Civile, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Guido Bertolaso ha detto la sua sull&#8217;emergenza terremoto: &#8220;E&#8217; una situazione drammatica e anomala, difficile da valutare in questa fase. Nella storia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/19/bertolaso-curcio-ed-errani-due-galli-nello-stesso-pollaio-serve-qualcuno-che-decide-impartisca-ordini-e-si-assuma-responsabilita/">Bertolaso: &#8220;Curcio ed Errani due galli nello stesso pollaio. Serve qualcuno che decide, impartisca ordini e si assuma responsabilità&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Guido Bertolaso, </strong>ex leader della Protezione Civile, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.</p>
<p><strong>Guido Bertolaso ha detto la sua sull&#8217;emergenza terremoto</strong>: &#8220;E&#8217; una situazione drammatica e anomala, difficile da valutare in questa fase. Nella storia del nostro Paese delle sequenze sismiche così forti, così continue, in una zona geografica abbastanza limitata, sono un fatto che non si era mai rivelato. E&#8217; un fenomeno da studiare con grande attenzione per cercare di capire cosa potrebbe accadere in futuro&#8221;.</p>
<p><strong>Sul freddo, che forse poteva essere previsto</strong>: &#8220;Questo è un punto dolente di tutta la vicenda. Io ho sempre sostenuto quando guidavo la protezione civile, per le persone che si trovavano in disagio, che erano state colpite da qualche tragedia, alluvione o terremoto che fosse, che era obbligatorio per la società, il governo e lo stato, metterle nelle condizioni di poter alleggerire al massimo le enormi sofferenze cui erano costretti. <strong>Partendo da questo principio abbiamo fatto dei lavori all&#8217;Aquila che sono stati anche criticati per i costi eccessivi, ma a me non me ne frega nulla, se avessi potuto avrei messo tutti gli sfollati dell&#8217;Abruzzo  in alberghi a cinque stelle</strong>. Lo stesso vale per i lesionamenti di oggi. E&#8217; possibile, è accettabile, che alcune località vengano isolate dalle fortissime nevicate, ma in condizioni normali. Quello che non si può accettare è che in località già disperate, già travolte da queste tragedie di terremoti continui, senza casa, con gli animali in condizioni precarie e l&#8217;economia già collassata,  si lascino anche abbandonati a sé stessi per 24 o 48 ore per nevicate anche eccezionali ma comunque prevedibili. E&#8217; gennaio, che cosa volevamo aspettarci, il solleone a gennaio? Questi fenomeni sono cose che chi ha i capelli grigi o bianchi come me si ricorda perfettamente. Non è possibile prevedere i terremoti, ma le previsioni meteo esistono. <strong>Sapendo che ci sarebbero state queste grosse nevicate bisognava far arrivare prima di questo maltempo nelle zone a maggior rischio, colpite già dai terremoti, tutti quei mezzi che avrebbero potuto consentire la migliore circolazione possibile anche in condizioni di estrema criticità</strong>&#8220;.</p>
<p>S<strong>ulla burocrazia: </strong>&#8220;Non si vuole accettare nel nostro Paese che ci sia una singola persona che decida, impartisca degli ordini, si assuma delle responsabilità, ci metta la faccia. <strong>Questo non è accettabile in Italia perché ognuno vuole essere un capetto di sé stesso e non sopporta che qualcun altro possa impartire delle direttive e degli ordini che devono essere eseguiti immediatamente</strong>. Questo non si può accettare in Italia, <strong>la protezione civile di Bertolaso è stata distrutta tirando fuori delle accuse ridicole proprio perché non si poteva accettare che ci fosse questa gerarchia</strong>, che invece quando c&#8217;è una emergenza è l&#8217;unica soluzione possibile&#8221;</p>
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		<title>Emergency per L’Aquila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 20:31:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per L’Aquila tre anni sono stati come un solo giorno e le emergenze sono tutte al punto di partenza; per una serie di responsabilità interne ed esterne che, comunque, hanno fatto sì che la città (ovvero ciò che ne resta) viva ancora le conseguenze del disastroso terremoto. Per questo motivo Emergency ha scelto la Piazza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per L’Aquila tre anni sono stati come un solo giorno e le emergenze sono tutte al punto di partenza; per una serie di responsabilità interne ed esterne che, comunque, hanno fatto sì che la città (ovvero ciò che ne resta) viva ancora le conseguenze del disastroso terremoto.<br />
Per questo motivo Emergency ha scelto la Piazza Duomo del capoluogo abruzzese, che sembra addormentato fra rabbia e depressione, per il suo 11esimo incontro nazionale, fatto di conferenze, dibattiti, musica e spettacoli, per parlare dei diritti disattesi in Italia e nel mondo e della sua storia, meteriata da progetti umanitari e impegno civile, lunga 18, tenacissimi anni.<br />
Si è cominciato ieri 6 settembre alle 21, con un incontro pubblico nella immensa tensostruttura tirata su in tempo record, di fronte al Duomo, nell’area che chiamavamo “piè di piazza”, con un dibattito moderato da Corradino Minneo, a cui hanno preso parte, fra gli altri, Cecilia Strada, Giancarlo Caselli, Maurizio Landini, Vauro e Don Pino De Masi, seguito da un bel concerto di Miriam Foresti.<br />
E stasera, sempre nella struttura rimovibile da 1.600 posti, si va avanti con un incontro con Lella Costa ed altri illustri ospiti, fra cui: Gino e Cecilia Strada, Erri De Luca, Frankie Hi-Nrg, Ascanio Celestini e Alessandro Bergonzoni, per parlare di emergenze e di come affrontarle e superarle.<br />
Sabato 8, infine, un concerto con Marina Rei, Paola Turci, Frankie Hi-Nrg, Fiorella Mannoia ed il gruppo Vega’s, non per finire cantando, ma per pensare mentre si canta.<br />
Intanto la città si è come rianimata, almeno in parte e per effetto di una sorta di riviviscenza che sembrava annullata in questi ultimi mesi, mesi invece cruciali, per chi si candida, nel 2019, a Capitale europea della cultura.<br />
Oltre a Piazza Duomo, si animano di nuovo corso Vittorio Emanuele, dove in questa tre giorni si possono acquistare e gustare i prodotti tipici d’Abruzzo e dell’Aquila e San Bernardino, dove è stata allestita una piccola area gastronomica aperta a tutti, con circa 350 posti a sedere al coperto e un’area bar che resterà aperta anche la sera dopo gli spettacoli.<br />
Una bella occasione per molti, per ritrovare o scoprire monumenti, palazzi e siti, che conservavano la memoria artistica di una storia illustre e che oggi sono sorretti da un lungo intrecciarsi di pali e impalcature.<br />
Ma anche per mettere a nudo i pali, resi fragili dal tempo trascorso, che sorreggono una popolazione stremata ed amareggiata, ma che ancora ci crede nel futuro, perché conserva forte il ricordo della sua identità.<br />
Se in Italia siamo immersi nella crisi dal 2008, questa è divenuta più acuta ed insopportabile dall’anno dopo per noi aquilani.<br />
Ma ciò che trovo insopportabile (ogni giorno, in modo crescente), e non riuscire ad immaginare un futuro oltre la crisi, che non è soltanto un peccato di poca fantasia. È anche un limite grave e concreto affinché una nuova realtà possa seriamente affacciarsi.<br />
E questo è vero sia per il singolo con la sua realtà circostanziale, che per la collettività, cioè a livello sociale, di nazione, di città, di civiltà. La soglia che ci separa dall’oltre la crisi è anche il confine con il desiderio, con il non-ancora-realizzato, con l’esercizio della libera immaginazione, con il luogo dell’utopia. Se la crisi soffoca, a fantasia libera; ma non vedo davvero nessun opinion-leader (dentro e fuori dalla città) che si impegni ad usarla la fantasia.<br />
Ed allora, in controtendenza, voglio farlo io questo sforzo, voglio immaginare che l’uomo di oggi (a partire da quello aquilano), abbia e immediato bisogno di recuperare un senso più alto e più ampio dell’ esistenza: non soltanto pane, case e monumenti, ma anche occupazione, prospettive e, soprattutto, bellezza.<br />
La famosa piramide di Maslow, secondo cui soltanto dopo aver assolto ai bisogni primari (alimentazione, protezione) è possibile far emergere bisogni non-primari (autorealizzazione), ha forse sottovalutato l’enorme potere che la bellezza esercita sull’animo umano. La ricerca della bellezza è ciò che io immagino per l’Uomo di oggi, sempre che egli abbia l’aspirazione a diventare anche l’Uomo di domani. Non basteranno i comitati di bioetica a governare il futuro, ad instradare le nuove applicazioni di intelligenza artificiale, le tecniche di bio-ingegneria genetica, le frontiere delle nanotecnologie, i cambiamenti climatici mondiali, i processi di de-materializzazione della nuova cultura digitale.<br />
E non basteranno soldi e leggi per ricostruire la nostra città e noi stessi, perché saremo travolti dalla nostra stessa miopia, se non se non sapremo dotarci per tempo di una luce in grado di orientarli lungo nuovi punti di riferimento.<br />
E questa luce, immagino, possa essere soltanto la ricerca della bellezza, di cui abbiamo bisogno come di pane, una bellezza che il terremoto sembra aver oscurato, ma che a sprazzi riemerge, nelle tele del nostro Vincenzo Bonanni o nei festival musicali organizzati dal Maestro Agostino Valente.<br />
La bellezza di cui parlano, da punti di vista diversi, Errico Centofanti e Monsignor Antonini, quell’anelito potente capace di ispirare la gente comune e gli statisti, le persone semplici ed i grandi imprenditori, che è di fatto musa d’ogni nuovo progetto e di ogni innovazione, nutrimento della speranza, per tutti.<br />
Perché tutti hanno bisogno di bellezza, perché è lei che fa battere i cuori, fa scorrere il sangue che altrimenti si prosciugherebbe come sabbia e ricostruisce i luoghi, le nazioni, le comunità.<br />
E nel mio piccolo, assieme ai professionisti e al consiglio dell’Istituto Cinematografico Lanterna Magica de L’Aquila, voglio adoperarmi per diffondere questa bellezza, attraverso il cinema che è gioia ludica e reminiscenza di bellezza, che riesplode improvvisa nelle menti degli spettatori, perrchè, come ha scrittto Roberto Saviano (che è anche grande cinefilo), in “La bellezza e l&#8217;inferno: il cinema secondo Saviano”, er per capire la contemporaneità è necessaria sia la capacità di cogliere la distanza tra cinema e vita che la voglia di farne oggetto d’analisi profonda, perché, come ci insegnano i grandi di questa arte (Fellini in testa, mai poi Truffaut e William Powell e molti altri), la contraddizione tra l’immagine eterna del personaggio e quella mortale dell’attore è il fascio di luce che fende l’oscurità, illuminando appena gli altri spettatori, con un lieve chiarore per cui niente è ombra, in cui sul viso di ogni uomo si dipingono paure e desideri e ogni minima espressione è un’autentica opinione, una reazione che cogliamo per capire noi stessi, il nostro reale, le angosce ed il loro superamento.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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