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	<title>Ricercatori Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Salute. Presentato nuovo vaccino contro il Covid: maggiore risposta e più a lungo nel tempo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 19:11:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa la Conferenza Nazionale di Sanità pubblica, tre giorni di convegni e tavole rotonde in cui medici, ricercatori e operatori della salute si sono incontrati per fare il punto sulle novità in tema di prevenzione. Organizzata dalla Società Italiana di Igiene, la Conferenza ha ospitato vari panel e stand, e tra i tanti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/10/16/salute-presentato-nuovo-vaccino-contro-il-covid-maggiore-risposta-e-piu-a-lungo-nel-tempo/">Salute. Presentato nuovo vaccino contro il Covid: maggiore risposta e più a lungo nel tempo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si è conclusa la Conferenza Nazionale di Sanità pubblica, tre giorni di convegni e tavole rotonde in cui medici, ricercatori e operatori della salute si sono incontrati per fare il punto sulle novità in tema di prevenzione. Organizzata dalla <strong>Società Italiana di Igiene</strong><strong>, </strong>la Conferenza ha ospitato vari panel e stand, e tra i tanti partner dell&#8217;iniziativa anche la statunitense Novavax, presto in arrivo con il <strong>proprio vaccino contro il Covid</strong> aggiornato alle varianti, un&#8217;opzione adiuvata a subunità proteica che potrà essere&nbsp;somministrata da medici di medicina generale e dai farmacisti di tutta Italia. Il personale sanitario si atterrà alle linee guida stilate per l&#8217;inizio della campagna vaccinale che prevedono di privilegiare gli <strong>over 60 insieme ai pazienti fragili</strong> di tutte le età.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza degli altri vaccini a mRNA che hanno accompagnato il mondo durante la pandemia, quello di Novavax si compone della proteina spike del Sars-CoV-2 ricombinante a cui è stato aggiunto un adiuvante, il Matrix-M, ampiamente descritto durante il simposio &#8216;Covid-19: il vaccino proteico adiuvato come strumento di Sanità Pubblica nella fase endemica&#8217; dalla professoressa&nbsp;<strong>Chiara Azzari</strong>, immunologa dell&#8217;ospedale pediatrico Meyer di Firenze. &#8220;L&#8217;adiuvante è una molecola che serve a produrre quel po&#8217; di infiammazione che innesca la risposta immunitaria- ha detto la docente- Il Matrix-M <strong>è fatto di saponina, un estratto di corteccia d&#8217;albero.</strong> In questo modo si dà il via alla flogosi e si stimola il sistema immunitario, inducendo la produzione di<strong> anticorpi che si mantengono elevati per mesi</strong>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I limitati effetti collaterali di questo vaccino e l&#8217;efficacia anche nei soggetti più giovani, dai 12 anni in su, fanno sì che la versione aggiornata per contrastare le varianti di Covid sia somministrabile<strong> insieme al farmaco anti-influenzale</strong>. Quello che i medici auspicano è un elevato tasso di adesione alla campagna vaccinale. &#8220;È importantissimo che i medici di medicina generale,&nbsp;i farmacisti e tutti gli operatori sanitari sottolineino molto bene che questa possibilità di co-somministrare è assolutamente raccomandata da tutte le autorità sanitarie&#8221;, ha affermato il&nbsp;professor <strong>Paolo Bonanni, docente di Igiene all&#8217;Università di Firenze.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Se tutti saranno in grado, anche grazie al rapporto di fiducia che hanno con i propri assistiti, di far capire che si può fare questa co-somministrazione ed è anche più conveniente dal punto di vista organizzativo, credo che potremo arrivare a delle buone coperture. Ricordo che la vaccinazione viene offerta in maniera <strong>gratuita a tutte le persone con malattie croniche</strong>, a prescindere dall&#8217;età. È importante vaccinarsi se si è in gravidanza, se si è operatori sanitari e se si è conviventi o addetti alla cura e al sostegno di persone fragili, perché in queste situazioni è fondamentale proteggere sé stessi e i propri cari&#8221;, ha aggiunto Bonanni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali vantaggi del vaccino aggiornato di Novavax c&#8217;è la <strong>maggiore facilità nel trasporto e nella conservazione, </strong>due fattori che potrebbero incidere sulla diffusione stessa del farmaco. &#8220;Tutto ciò che semplifica anche gli aspetti logistici e organizzativi è un <strong>beneficio aggiunto</strong>&#8211; ha sottolineato il professor<strong> Giovanni Gabutti</strong> a margine del suo intervento al simposio- Inoltre avere a disposizione vaccini di tipologia diversa permette e permetterà di ottimizzare l&#8217;intervento preventivo, garantendo a tutta la popolazione un approccio ottimale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase endemica che stiamo vivendo ha reso la malattia sicuramente meno grave rispetto ai primissimi mesi del 2020, quando il Covid-19 è stato individuato per la prima volta in Italia, ma ciò <strong>non vuol dire che ci si può permettere di abbassare la guardia. Il virus continua a mutare</strong>, con nuove&nbsp;varianti che subentrano l&#8217;una in seguito all&#8217;altra. Anche per questo la vaccinazione resta uno strumento di Sanità Pubblica fondamentale. &#8220;Solo il ministero della Salute è l&#8217;organo autorizzato a dirci quando e come sottoporsi alla vaccinazione, dunque il mio consiglio è: a ogni stagione ascoltiamo le indicazioni delle Istituzioni e comportiamoci di conseguenza. Ogni anno è diverso perché è il virus a essere diverso&#8221;, ha concluso la professoressa <strong>Azzari.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione resta quindi sempre al primo posto se si vuole salvaguardare la propria salute, diventando però ancora più importante quando in ballo non c&#8217;è solo il benessere del singolo, ma quello dell&#8217;intera comunità.</p>
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		<title>Giappone. Covid, ricercatori scoprono perchè può diventare letale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 18:32:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il team di ricercatori giapponesi composto dall&#8217;Università di Osaka, dalla Tokyo Medical University e dalla Takeda Pharmaceutical e coordinato dal professore dell&#8217;Università di Osaka, Takanori Takebe, ha annunciato di aver identificato i sistemi che consentono all&#8217;infezione da coronavirus di provocare infiammazione nei vasi sanguigni e coaguli di sangue, provocando i casi gravi della malattia, compresi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il team di ricercatori giapponesi composto dall&#8217;Università di Osaka, dalla Tokyo Medical University e dalla Takeda Pharmaceutical e coordinato dal professore dell&#8217;Università di Osaka, Takanori Takebe, ha annunciato di aver identificato i sistemi che consentono all&#8217;infezione da coronavirus di provocare infiammazione nei vasi sanguigni e coaguli di sangue, provocando i casi gravi della malattia, compresi quelli mortali. La scoperta è stata possibile grazie all&#8217;impiego di tecnologie che hanno consentito, grazie alla creazione di tessuto vascolare realizzato da cellule staminali pluripotenti indotte, o iPS, di produrre organoidi vascolari, ovvero tessuti umani in miniatura, di circa 1 millimetro di diametro, infettate dal virus. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista scientifica statunitense Cell Stem Cell, secondo i ricercatori &#8220;faciliteranno finalmente lo sviluppo di farmaci realmente in grado di prevenire i casi gravi della malattia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/10/09/giappone-covid-ricercatori-scoprono-perche-puo-diventare-letale/">Giappone. Covid, ricercatori scoprono perchè può diventare letale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>COVID. Nuovo test per identificare anticorpi neutralizzanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 11:01:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Istituto di biochimica e biologia cellulare (Ibbc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli, in collaborazione con l&#8217;Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) Lazzaro Spallanzani, ha messo a punto un test per determinare il livello di anticorpi neutralizzanti anti-SARS-CoV-2 nel sangue umano di individui vaccinati o infettati: identificare il livello [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Istituto di biochimica e biologia cellulare (Ibbc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli, in collaborazione con l&#8217;Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) Lazzaro Spallanzani, ha messo a punto un test per determinare il livello di anticorpi neutralizzanti anti-SARS-CoV-2 nel sangue umano di individui vaccinati o infettati: identificare il livello di tali anticorpi -denominati nAbs- in grado di bloccare lo sviluppo del virus è, infatti, un importante indice predittivo per ciò che concerne la risposta immunitaria in pazienti affetti da Covid-19 e in persone vaccinate. &#8220;Di norma la presenza di questi anticorpi nel siero viene determinata attraverso il test di microneutralizzazione, nel quale viene utilizzato il virus vivo con capacità infettante: per questo motivo, il test può essere effettuato soltanto in laboratori ad alto indice di sicurezza, identificati come BSL3&#8221;, spiega Piergiuseppe De Berardinis, primo ricercatore del Cnr-Ibbc e autore della ricerca, pubblicata sulla rivista Frontiers in Immunology. Lo studio in oggetto consente, invece, di effettuare analisi in condizioni di contenimento che sono meno rigorose, in ambienti con livelli di biosicurezza (BLS) 1 e 2. &#8220;Abbiamo messo a punto un test basato su pseudovirus, difettivi nella replicazione, le cui sequenze possono essere modificate inglobando le mutazioni virali: ciò consente una più rapida verifica dell&#8217;attività neutralizzante degli anticorpi nei confronti delle varianti del virus, che destano particolare preoccupazione nella popolazione per il loro grado di infettività&#8221;, aggiunge il ricercatore. &#8220;Anche i test sierologici effettuati con il metodo ELISA, nei quali una superficie plastica viene rivestita con antigeni virali in grado di rilevare l&#8217;eventuale presenza di anticorpi, possono essere svolti in ambienti di quest&#8217;ultimo tipo e sono molto utili per la diagnosi, ma non riescono a stabilire se la risposta anticorpale rinvenuta sia effettivamente neutralizzante&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale tecnologia è implementabile per uno screening su larga scala e potrà essere utilizzata anche per pianificare strategie di vaccinazione maggiormente personalizzate. &#8220;La recente pandemia da SARS-CoV2 ha ribadito l&#8217;importanza dell&#8217;immunologia e soprattutto il valore traslazionale di questa scienza, la capacità di trovare un&#8217;applicazione clinica alle scoperte scientifiche che avvengono nei laboratori di ricerca: questo studio ne costituisce una ulteriore dimostrazione&#8221;, conclude De Berardinis.</p>
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		<title>Antartide: al via la 38a spedizione italiana che coinvolge 240 ricercatori e 50 progetti ￼</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 09:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo del primo contingente tecnico alla stazione Mario Zucchelli a Baia Terra Nova, prende il via la38a spedizione italiana in Antartide che coinvolgerà 240 tra tecnici e ricercatori impegnati in 50 progetti, focalizzati principalmente su scienze dell’atmosfera, geologia, paleoclima, biologia, oceanografia e astronomia. Le attività di ricerca saranno condotte sia presso la base Zucchelli che in quella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/19/antartide-al-via-la-38a-spedizione-italiana-che-coinvolge-240-ricercatori-e-50-progetti/">Antartide: al via la 38a spedizione italiana che coinvolge 240 ricercatori e 50 progetti ￼</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo del primo contingente tecnico alla stazione Mario Zucchelli a Baia Terra Nova, prende il via la<strong>38<sup>a</sup> spedizione italiana in Antartide</strong> che coinvolgerà <strong>240 tra tecnici e ricercatori</strong> impegnati in <strong>50 progetti</strong>, focalizzati principalmente su<strong> scienze dell’atmosfera, geologia, paleoclima, biologia, oceanografia e astronomia</strong>. Le attività di ricerca saranno condotte sia presso la base Zucchelli che in quella italo-francese di Concordia, ma anche sulla nave italiana per la ricerca oceanografica Laura Bassi e in alcune stazioni antartiche di altri Paesi. La missione è finanziata dal Ministero dell’Università e Ricerca (<strong>MUR</strong>) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (<strong>PNRA</strong>), gestito dall’<strong>ENEA</strong> per la pianificazione logistica e dal Consiglio nazionale delle ricerche (<strong>Cnr</strong>) per la programmazione scientifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le operazioni di apertura della stazione Zucchelli sono state condotte da un team di 20 tecnici italiani del PNRA, trasferiti dopo un volo di 50 minuti a bordo di un Basler BT-67 dalla base antartica statunitense di McMurdo. Oltre a riattivare gli impianti della base, chiusa dallo scorso febbraio, i tecnici italiani verificheranno le condizioni del ghiaccio marino dove allestire la pista di atterraggio dei successivi voli che saranno operati con il C130J della 46° Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare Italiana, che trasporterà materiali e personale tecnico e scientifico impegnato nella spedizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Forze Armate&nbsp;partecipano alla spedizione con 23 esperti militari di Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri che affiancheranno sul campo i ricercatori durante tutto il corso della&nbsp;spedizione. Gli specialisti della Difesa, nell’ambito delle specifiche competenze della forza armata d’appartenenza, daranno supporto alle seguenti attività del PNRA: campagne esterne, attività navali e subacquee, operatività di elicotteri e aeromobili, previsioni meteorologiche e completamento della pista d’atterraggio su terra. Parteciperanno alle attività anche 4 componenti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornerà nei mari polari anche la nave rompighiaccio italiana “Laura Bassi”, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e gestita congiuntamente da Cnr, ENEA e OGS. Quest’anno le attività a bordo si svolgeranno in un’unica rotazione della durata di due mesi, nell’ambito della quale saranno realizzate due campagne oceanografiche. La partenza dall’Italia verso il porto neozelandese di Lyttelton è prevista per il prossimo 15 novembre. Dalla Nuova Zelanda la nave partirà alla volta dell’Antartide a inizio gennaio 2023 con a bordo materiale e personale. Il rientro a Lyttelton è previsto nella prima settimana di marzo 2023. Durante le due tratte nel Mare di Ross, i 28 ricercatori che si alterneranno porteranno avanti le attività di ricerca previste nell’ambito di 8 progetti finanziati dal PNRA oltre alle attività in collaborazione con l’Istituto Idrografico della Marina Militare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo a inizio novembre del primo personale PNRA a Concordia &#8211; la stazione italo-francese situata sul plateau antartico a oltre 3mila metri di altezza e a 1.200 chilometri dalla costa &#8211; si concluderà l’isolamento per i 13 invernanti (<em>winterover</em>) che dura dallo scorso febbraio, poiché a causa delle temperature esterne che arrivano a -80°C (fino a -100°C di percezione termica), non è possibile raggiungere la base per quasi nove mesi. A partire da febbraio 2023 saranno sempre 13 i futuri winterover– 5 del PNRA, 7 dell’Istituto polare francese (IPEV) e 1 medico dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) – che resteranno in completo isolamento fino a novembre 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la nuova missione a Concordia saranno portati avanti 20 progetti di ricerca, tra cui “Beyond Epica Oldest Ice”, attività internazionale finanziata dall’Unione europea, il cui obiettivo è quello di ricostruire il clima del pianeta fino a 1,5 milioni di anni fa. Quest’anno nell’ambito del progetto Beyond Epica, coordinato dal Cnr a cui partecipano per l’Italia anche ENEA e Università Ca’ Foscari Venezia, partirà la fase di carotaggio del ghiaccio nel campo allestito a Little Dome C, a circa 40 chilometri da Concordia, con l’obiettivo di riportare entro l’anno i primi campioni di ghiaccio in Italia.</p>
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		<title>Coronavirus. Supercomputer aperti a ricercatori in lotta col Covid</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/05/07/coronavirus-supercomputer-aperti-a-ricercatori-in-lotta-col-covid/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 15:37:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I &#8216;supercervelloni&#8217; italiani si aprono ai ricercatori impegnati nella lotta al covid-19. Cineca, Cmcc, Enea e Infn hanno deciso infatti di dare accesso ai propri macchinari di supercalcolo tramite un bando a accesso veloce, collaborando in questo modo ai progetti di contenimento e cura del coronavirus. L&#8217;iniziativa e&#8217; promossa dall&#8217;associazione Big Data, che raccoglie il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/07/coronavirus-supercomputer-aperti-a-ricercatori-in-lotta-col-covid/">Coronavirus. Supercomputer aperti a ricercatori in lotta col Covid</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I &#8216;supercervelloni&#8217; italiani si aprono ai ricercatori impegnati nella lotta al covid-19. Cineca, Cmcc, Enea e Infn hanno deciso infatti di dare accesso ai propri macchinari di supercalcolo tramite un bando a accesso veloce, collaborando in questo modo ai progetti di contenimento e cura del coronavirus. L&#8217;iniziativa e&#8217; promossa dall&#8217;associazione Big Data, che raccoglie il 70% della capacita&#8217; di calcolo e big data in Italia, in collaborazione con la Fondazione &#8216;Big data for human development&#8217;. L&#8217;iniziativa prevede la possibilita&#8217; di presentare i progetti in via continuativa. Inoltre, le proposte saranno valutate &#8220;in un paio di giorni&#8221; da una commissione tecnico-scientifica e &#8220;potranno subito partire&#8221;. Possono presentare progetti ricercatori di tutte le nazionalita&#8217; purche&#8217; affiliati a istituzioni italiane, sia pubbliche sia private.<br />
L&#8217;obiettivo e&#8217; sostenere gruppi di ricerca pubblici e privati impegnati contro il covid-19 con oltre otto milioni di ore di calcolo e prevede l&#8217;accesso veloce ai principali sistemi di supercalcolo nazionali per un&#8217;ampia tipologia di progetti, senza limiti disciplinari. I cervelloni elettronici saranno a disposizione degli scienziati in ogni branca del sapere utile per il contrasto all&#8217;epidemia. &#8220;L&#8217;iniziativa risponde alla crescente richiesta di risorse di calcolo emersa in seguito alla pandemia- spiega il Cineca- ed e&#8217; volta a sostenere progetti di ricerca su diversi temi in cui l&#8217;uso dei supercalcolatori e&#8217; abilitante per la gestione di simulazioni scientifiche e la gestione di grandi moli di dati, scientifici e tecnologici&#8221;. Si parla quindi di &#8220;identificazione di terapie, studio di anticorpi virali, conoscenza della struttura molecolare del virus e delle sue mutazioni, preparazione di vaccini, elaborazione di modelli di diffusione e contenimento del covid-19&#8221;.</p>
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		<title>Coronavirus. Direttrice Spallanzani: &#8220;Abbiamo dimostrato di essere eccellenza&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/02/18/coronavirus-direttrice-spallanzani-abbiamo-dimostrato-di-essere-eccellenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 16:57:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo molto orgogliosi e contenti di avere avuto la possibilita&#8217; di dimostrare al grande pubblico che esistiamo e che siamo un&#8217;eccellenza. Lo Spallanzani e&#8217; un istituto nazionale a carattere scientifico, ma anche sul piano internazionale abbiamo molte collaborazioni con organismi e istituzioni&#8221;. Cosi&#8217; la direttrice generale dell&#8217;Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Siamo molto orgogliosi e contenti di avere avuto la possibilita&#8217; di dimostrare al grande pubblico che esistiamo e che siamo un&#8217;eccellenza. Lo Spallanzani e&#8217; un istituto nazionale a carattere scientifico, ma anche sul piano internazionale abbiamo molte collaborazioni con organismi e istituzioni&#8221;. Cosi&#8217; la direttrice generale dell&#8217;Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Marta Branca, intervistata dall&#8217;agenzia Dire. &#8220;La nostra caratteristica e&#8217; quella di avere una duplice veste: da una parte la ricerca, che e&#8217; molto complessa- ha proseguito- con strumentazioni e laboratori di altissima specializzazione nel campo delle malattie infettive, dall&#8217;altra l&#8217;assistenza ai pazienti&#8221;. Ha quindi aggiunto Branca: &#8220;Siamo abituati a far fronte alle malattie infettive, sia a quelle piu&#8217; frequenti sia a quelle emergenti ed epidemiche, come nel caso attuale del Coronavirus. Ricorderanno tutti, negli anni passati, che siamo stati alla ribalta per i casi Ebola, ma continuamente ci sono malattie emergenti che vengono da altri Paesi e che trovano nelle nostre professionalita&#8217; e competenze, nei nostri infettivologi, biologici e ricercatori, la capacita&#8217; di far fronte a queste emergenze&#8221;, ha concluso.</p>
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		<title>Xylella: archiviata indagine. Chi pagherà danni?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/07/xylella-archiviata-indagine-chi-paghera-danni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 13:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo dalla parte della scienza e della ricerca e siamo contenti che si sia chiusa questa triste pagina per tanta brava gente che da sempre ha cercato di lottare contro il batterio, anche quando tutti lo consideravano come un problema di scarsa entita&#8217;&#8221;. È il commento di Onofrio Spagnoletti Zeuli, portavoce dei gilet arancioni, all&#8217;archiviazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Siamo dalla parte della scienza e della ricerca e siamo contenti che si sia chiusa questa triste pagina per tanta brava gente che da sempre ha cercato di lottare contro il batterio, anche quando tutti lo consideravano come un problema di scarsa entita&#8217;&#8221;. È il commento di Onofrio Spagnoletti Zeuli, portavoce dei gilet arancioni, all&#8217;archiviazione dell&#8217;inchiesta della procura di Lecce sulla diffusione volontaria della xylella, il batterio che sta essiccando gli ulivi in Puglia. Gli indagati erano dieci. &#8220;Sono contento per i ricercatori, sono contento anche per quel galantuomo del generale Silletti, messo nel mirino perche&#8217; ha provato a far applicare semplicemente la legge per cercare di salvare i nostri ulivi &#8211; aggiunge -. Mezza Puglia adesso e&#8217; distrutta: aspettiamo che qualche magistrato, buona parte della politica, i santoni, i negazionisti paghino di tasca propria per la diffusione di questa epidemia devastante per i nostri alberi e per la nostra economia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Anche se non perseguibili restano comunque gravi le tante responsabilita&#8217; politiche che hanno riguardato, e riguardano, la diffusione del batterio della Xylella tra gli ulivi pugliesi. A dirlo con chiarezza e&#8217; stato il giudice per le indagini preliminari di Lecce, il quale, pur sostenendo l&#8217;impossibilita&#8217; di ottenere delle prove certe di colpevolezza, evidenzia comunque le &#8220;molteplici irregolarita&#8217;&#8221;, il &#8220;pressapochismo e la negligenza&#8221; con le quali hanno agito in questa vicenda i tecnici, gli accademici e i rappresentanti delle istituzioni politiche locali&#8221;. Cosi&#8217; in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso. &#8220;Come Confeuro &#8211; continua Tiso &#8211; abbiamo sottolineato in diverse occasioni questi aspetti, ricordando anche come il pericolo della Xylella sia stato denunciato dagli agricoltori pugliesi ben prima del suo successivo clamore politico e mediatico. Quel che serve &#8211; conclude Tiso &#8211; e&#8217; una totale inversione di rotta, non solo nelle politiche, ma anche nelle metodologie decisionali. Fino ad oggi, infatti, il comparto agroalimentare e&#8217; stato gestito con meccanismi escludenti e volti a penalizzare e sminuire il lavoro e le conoscenze dei produttori agricoli. È giunto il momento, invece, di ridare protagonismo a chi vive in prima persona l&#8217;agricoltura e ne conosce piu&#8217; di chiunque altro le necessita&#8217; e le opportunita&#8217; di sviluppo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Chi paghera&#8217; i danni subiti da migliaia di aziende anche a causa di queste indagini infinite e inutili? Chi restituira&#8217; il nostro patrimonio olivicolo agli agricoltori veri e alle future generazioni?&#8221;. È quanto si chiede Gennaro Sicolo di &#8220;Italia olivicola&#8221; dopo l&#8217;archiviazione dell&#8217;inchiesta della procura di Lecce sulla diffusione volontaria del batterio killer degli ulivi da parte dei dieci indagati. &#8220;Sulla coscienza di tanti gravera&#8217; il peso di aver distrutto, attraverso le azioni compiute in tanti campi, un territorio straordinario e l&#8217;economia piu&#8217; bella e fiorente del Salento e della Puglia&#8221;, aggiunge Sicolo. E conclude: &#8220;Invece di perseguire le fake news e i negazionisti che hanno distrutto l&#8217;olivicoltura salentina si e&#8217; perso tempo prezioso per cercare colpevoli inesistenti tra la gente perbene, tra i ricercatori scientifici che in prima linea da sempre hanno provato a dare risposte al mondo della produzione vera, tra coloro che hanno cercato di porre un argine all&#8217;avanzata della xylella&#8221;.</p>
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		<title>GSSI: meeting tra giovani ricercatori e aziende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2018 19:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[GSSI]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prende il via oggi il 136° ESGI European Study group with Industry. L&#8217;evento dalla durata di una settimana, ospitato nei locali del GSSI, metterà insieme la comunità accademica con le aziende per cercare di risolvere alcuni problemi derivanti dalla loro esperienza quotidiana. Tre sono le prestigiose aziende che hanno presso parte a questa edizione dell&#8217;ESGI: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prende il via oggi il 136° ESGI European Study group with Industry. L&#8217;evento dalla durata di una settimana, ospitato nei locali del GSSI, metterà insieme la comunità accademica con le aziende per cercare di risolvere alcuni problemi derivanti dalla loro esperienza quotidiana.</p>
<p>Tre sono le prestigiose aziende che hanno presso parte a questa edizione dell&#8217;ESGI: Processi Innovativi (della nota KT Kinetics Technology S.p.A.), Coop Liguria e Fincantieri.</p>
<p>Le problematiche presentate agli esperti nei vari campi di ricerca spaziano dalla realizzazione di un impianto per combustibile solido partendo da rifiuti urbani, alla gestione dei processi dell&#8217;online shopping e delle condizioni lavorative dei dipendenti, passando dall&#8217;ottimizzazione dei cavi installati sulle navi da crociera e militari.</p>
<p>Gli &#8220;European Study Groups with Industry&#8221; sono iniziati con il primo Study Group ad Oxford nel 1968. L&#8217;esperienza fu di tale successo e consentì connessioni fruttuose tra matematici e industriali, tanto che altri paesi europei adottarono lo stesso format.</p>
<p>Obiettivo dell&#8217;ESGI è quello di favorire lo scambio di idee e le interazioni tra il mondo dell&#8217;industria e le accademie. &#8220;Il numero di posti di lavoro in ambito universitario crescono molto lentamente, mentre il numero di dottorati aumenta sempre più &#8211; spiega il Prof. Eugenio Coccia, rettore del GSSI &#8211; E&#8217; fondamentale oggi orientare i nostri ricercatori anche verso possibili scelte lavorative nei settori della ricerca applicata e per la collaborazione con le aziende&#8221;.</p>
<p>I partecipanti all&#8217;ESGI sono giunti a L&#8217;Aquila da 10 paesi diversi nel mondo e sono principalmente studenti di dottorati e ricercatori post doc. L&#8217;organizzazione dell&#8217;ESGI è stata affidata a dottorandi e post doc del GSSI e dell&#8217;Univaq provenienti da varie discipline (matematica, social sciences, economia, computer science): un approccio multisciplinare scelto proprio per rispondere alle diverse richieste del mondo esterno all&#8217;accademia. &#8220;Favorendo il contatto tra la ricerca e le aziende, nascono nuove opportunità di cooperazione e di sinergia per lo sviluppo di progetti innovativi, nonchè nuovi spunti di riflessione in merito al futuro della ricerca e delle opportunità lavorative per i giovani ricercatori nei vari settori tecnologici e industriali&#8221; dicono gli organizzatori dell&#8217;ESGI.</p>
<p>L&#8217;evento, promosso dal Gran Sasso Science Institute e dal DISIM &#8211; Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell&#8217;Informazione e Matematica dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila, ha ricevuto la sponsorship del Mi-Net Mathematics for Industry Network Mathematics for Industry Network come azione sostenuta dal fondo europeo COST.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/14/gssi-meeting-tra-giovani-ricercatori-e-aziende/">GSSI: meeting tra giovani ricercatori e aziende</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ricerca: al via il Piano di reclutamento per 2.200 ricercatori</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/02/28/piano-reclutamento-ricercatori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 17:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/28/piano-reclutamento-ricercatori/">Ricerca: al via il Piano di reclutamento per 2.200 ricercatori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al via il Piano straordinario di reclutamento per ricercatori previsto dalla legge di bilancio per il 2018: si tratta di 1.305 posti di ricercatori di tipo B destinati alle Universita&#8217; e di altri 308 posti a tempo indeterminato per gli Enti per la ricerca vigilati dal Miur. La ministra dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Universita&#8217; e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato i decreti attuativi, disponibili da oggi sul sito www.miur.gov.it. Oggi e&#8217; stato anche pubblicato il bando PON da 110 milioni che consentira&#8217; di attivare altri 600 posti di ricercatore di tipo A (triennali) per gli atenei meridionali. Gli interventi messi in campo riguarderanno, dunque, nel complesso, oltre 2.200 fra ricercatrici e ricercatori. &#8220;Per la ricerca il governo ha fatto scelte importanti che mirano tutte a un rafforzamento del sistema- sottolinea Fedeli- Con l&#8217;ultima legge di bilancio abbiamo infatti deciso di investire sui giovani ricercatori con un piano straordinario di reclutamento che ci consentira&#8217; di immettere nuove risorse nel sistema, di innalzare ulteriormente la qualita&#8217; della ricerca nel nostro Paese, di ringiovanire i ruoli. È una decisione strategica, che guarda al futuro, alla nostra capacita&#8217; di competere nello scenario internazionale. A questa misura si somma la decisione, condivisa con il ministro De Vincenti, di rafforzare gli investimenti sul Sud con un bando da 110 milioni di fondi pon del Miur. Lo scopo e&#8217; di favorire l&#8217;attrazione e il rientro delle giovani ricercatrici e dei giovani ricercatori dall&#8217;estero. In una societa&#8217; della conoscenza, come quella in cui viviamo, fare investimenti in ricerca e&#8217; fondamentale. Lo abbiamo ribadito in piu&#8217; occasioni, ma abbiamo anche agito in modo concreto stanziando risorse consistenti. Garantendo peraltro, per la prima volta, un finanziamento da 400 milioni, il piu&#8217; alto di sempre, per la ricerca di base. Si tratta di fatti, e non di parole, che hanno consentito una vera inversione di tendenza. È stato avviato un lavoro importante che mi auguro possa proseguire anche nei prossimi anni. Non possiamo permetterci nessuna marcia indietro&#8221;.</p>
<p>Il decreto per le Universita&#8217; prevede 12 milioni di stanziamento per il 2018 e altri 76,5 a partire dal 2019 per il reclutamento di ricercatori di tipo B e per il loro consolidamento alla fine del contratto triennale, una volta ottenuta l&#8217;abilitazione scientifica nazionale nella posizione di professore di seconda fascia. I posti finanziati sono 1.305; consentiranno di riequilibrare la presenza di ricercatori e ricercatrici sul territorio e di innalzare i livelli della ricerca nelle diverse aree disciplinari. I posti saranno cosi&#8217; ripartiti: una quota fissa fra 2 e 10 ricercatori sara&#8217; assicurata a ciascun Ateneo sulla base delle sue dimensioni; una ulteriore quota di 2 ricercatori sara&#8217; attribuita a ciascuno dei 172 dipartimenti che hanno partecipato alla selezione per i dipartimenti di eccellenza 2018-2022 ma che non sono risultati fra i 180 beneficiari del Fondo messo a bando; 327 posti saranno ripartiti sulla base della valutazione della qualita&#8217; della ricerca (VQR 2011-2014) e 326 posti, infine, saranno distribuiti in modo da riequilibrare la presenza di ricercatori tra gli Atenei considerando sia la quantita&#8217; di ricercatori gia&#8217; in servizio, sia la loro percentuale rispetto al resto della docenza. Il decreto relativo agli Enti Pubblici di ricerca prevede 2 milioni per l&#8217;anno 2018 e 13,5 a partire dal 2019. La determinazione delle somme spettanti a ciascun Ente e&#8217; stata effettuata tenendo conto della distribuzione ordinaria e premiale del Foe (il Fondo ordinario di finanziamento) negli ultimi 3 anni. Si potranno assumere ricercatori e tecnologi a tempo indeterminato. Il bando Pon, infine, mette a disposizione 110 milioni per due linee di intervento che guardano alla mobilita&#8217; e all&#8217;attrazione di giovani ricercatori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La Linea 1, mobilita&#8217; dei ricercatori, punta a sostenere la contrattualizzazione, come ricercatrici e ricercatori, con durata del contratto pari a 36 mesi, di dottori di ricerca con titolo conseguito da non piu&#8217; di quattro anni, da indirizzare alla mobilita&#8217; internazionale (con un periodo da 6 a 15 mesi da trascorrere all&#8217;estero). La Linea 2, attrazione dei ricercatori, punta a sostenere la contrattualizzazione, con durata del contratto pari a 36 mesi, di giovani dottori di ricerca, che operano attualmente fuori dalle regioni obiettivo del PON 2014-2020, con un titolo conseguito da non piu&#8217; di otto anni e che abbiano gia&#8217; avuto un&#8217;esperienza almeno biennale presso altri atenei/enti di ricerca/imprese con sede operativa all&#8217;estero. Tutti i dettagli si possono trovare sul sito del MIUR. Le domande dovranno essere presentate tramite i servizi dello sportello telematicoi&#8217;, a partire dalle 15 del 23 aprile fino alle 15 del 31 maggio, sulla base della modulistica presente sul sito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/28/piano-reclutamento-ricercatori/">Ricerca: al via il Piano di reclutamento per 2.200 ricercatori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto: Ingv-Cnr: &#8220;Quanto durerà? Ce lo dice la crosta terrestre&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/12/13/terremoto-ingv-cnr-quanto-durera-ce-lo-dice-la-crosta-terrestre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 15:28:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[crosta terrestre]]></category>
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		<category><![CDATA[sequenza sismica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto durera&#8217; il terremoto? È una delle domande a cui i ricercatori spesso si trovano a dover far fronte all&#8217;inizio di ogni sequenza sismica. Una nuova analisi di repliche (aftershock) dei terremoti ha permesso di dimostrare che gli ambienti estensionali hanno periodi piu&#8217; lunghi e numero di repliche maggiori rispetto agli ambienti compressivi. Lo studio, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto durera&#8217; il terremoto? È una delle domande a cui i ricercatori spesso si trovano a dover far fronte all&#8217;inizio di ogni sequenza sismica. Una nuova analisi di repliche (aftershock) dei terremoti ha permesso di dimostrare che gli ambienti estensionali hanno periodi piu&#8217; lunghi e numero di repliche maggiori rispetto agli ambienti compressivi. Lo studio, &#8216;Longer aftershocks duration in extensional tectonic settings&#8217;, condotto da un team di ricercatori dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell&#8217;Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell&#8217;ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea), e Sapienza Universita&#8217; di Roma, e&#8217; stato pubblicato su Scientific Reports. &#8220;La ricerca&#8221;, spiega Carlo Doglioni, presidente dell&#8217;Ingv e professore della Sapienza Universita&#8217; di Roma, &#8220;dimostra che nelle zone dove la terra si dilata le sequenze sismiche, nonostante abbiano magnitudo mediamente piu&#8217; basse rispetto agli ambienti compressivi, durano piu&#8217; a lungo, poiche&#8217; il volume crostale si muove a favore della forza di gravita&#8217;. Le sequenze quindi terminano solamente quando il volume collassato trova un suo nuovo equilibrio gravitazionale&#8221;. Viceversa, negli ambienti compressivi, il volume si deve muovere contro la forza di gravita&#8217; e quindi l&#8217;energia in grado di continuare a sollevare il tetto delle faglie si esaurisce piu&#8217; rapidamente.</p>
<p>&#8220;Da un&#8217;analisi comparativa di dieci sequenze sismiche&#8221;, afferma Pietro Tizzani, ricercatore Irea- Cnr, &#8220;di cui cinque inserite in un contesto tettonico estensionale e cinque in uno compressivo, e&#8217; stato possibile dimostrare che, a prescindere dalla magnitudo dell&#8217;evento sismico considerato, i terremoti estensionali durano di piu&#8217; rispetto a quelli che si sviluppano in un ambiente compressivo&#8221;. Lo studio spiega perche&#8217; i terremoti dell&#8217;Appennino, che sono in buona parte di tipo estensionale, sono seguiti da un corteo di repliche cosi&#8217; imponente e persistente nel tempo. Ad esempio, sono passati 15 mesi dall&#8217;inizio della sequenza sismica di Amatrice-Norcia e vi sono state circa 80.000 repliche. Questa chiave di lettura della sismicita&#8217; puo&#8217; avere significative applicazioni nella gestione dell&#8217;emergenza post-evento, poiche&#8217; in funzione del tipo di ambiente tettonico si puo&#8217; avere gia&#8217; una stima approssimativa della durata degli aftershock. Inoltre, conferma che l&#8217;energia accumulata nei secoli che precedono la rottura cosismica e&#8217; diversa a seconda dell&#8217;ambiente tettonico, cioe&#8217; principalmente gravitazionale per quelli estensionali ed elastica per quelli compressivi. &#8220;La comprensione dei diversi meccanismi e relative fenomenologie associate ai vari ambienti geodinamici&#8221;, conclude Carlo Doglioni, presidente dell&#8217;Ingv e professore della Sapienza Universita&#8217; di Roma, &#8220;puo&#8217; portare a una piu&#8217; approfondita e utile classificazione dei terremoti, passo indispensabile per arrivare a comprenderne natura ed evoluzione temporale&#8221;.</p>
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