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	<title>rifiuti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Trasacco, volontari ripuliscono il Centro Polivalente: oltre 600 kg di rifiuti raccolti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 18:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Trasacco oltre 600 kg di rifiuti raccolti al Centro Polivalente "I Frati": intervento di rigenerazione con rimozione di sfalcio, tombini liberati e ingom</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/24/trasacco-raccolti-oltre-600-kg-di-rifiuti-al-centro-polivalente-un-atto-di-cura-collettivo/">Trasacco, volontari ripuliscono il Centro Polivalente: oltre 600 kg di rifiuti raccolti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una giornata di partecipazione civica ha coinvolto cittadini e volontari a Trasacco per un intervento di rigenerazione urbana attorno al Centro Polivalente &#8220;I Frati&#8221;. L&#8217;azione, promossa dal gruppo Marsica di Retake nell&#8217;ambito della mobilitazione nazionale del fine settimana, si è svolta venerdì 22 maggio con ritrovo in Piazza Monsignor Mari.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;operazione sono stati raccolti e allontanati 600 kg di rifiuti indifferenziati, affiancati da 24 kg di vetro e 17,5 kg di plastica. I partecipanti hanno inoltre rimosso circa 800 kg di sfalcio d&#8217;erba, liberato 10 tombini ostruiti e rimosso cinque rifiuti ingombranti presenti nell&#8217;area.</p>
<p>L&#8217;intervento ha avuto l&#8217;obiettivo di restituire decoro, sicurezza e vivibilità a uno spazio utilizzato dalla comunità locale, trasformando l&#8217;attività di volontariato in un momento di collaborazione concreta tra cittadini. L&#8217;iniziativa è stata descritta come parte integrante della rete Retake, che in occasione della mobilitazione nazionale privilegia sia la cura materiale dei luoghi sia la costruzione di relazioni e senso di appartenenza.</p>
<p>&#8220;Ogni intervento contribuisce a costruire comunità più consapevoli e luoghi più vivibili&#8221;, dichiara il presidente di Retake Fabrizio Milone, sottolineando l&#8217;importanza della partecipazione cittadina nelle attività di tutela del territorio.</p>
<p>L&#8217;esito dell&#8217;azione a Trasacco è stato presentato come un esempio di come la cura condivisa degli spazi pubblici possa tradursi in risultati concreti per la vivibilità del territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/24/trasacco-raccolti-oltre-600-kg-di-rifiuti-al-centro-polivalente-un-atto-di-cura-collettivo/">Trasacco, volontari ripuliscono il Centro Polivalente: oltre 600 kg di rifiuti raccolti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ambiente. Gestione rifiuti in Italia, più luci che ombre</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/01/11/ambiente-gestione-rifiuti-in-italia-piu-luci-che-ombre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 16:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; un quadro con più luci che ombre quello che emerge dagli ultimi dati diffusi dall&#8217;ISPRA: bene la riduzione dei rifiuti, il raggiungimento dell&#8217;obiettivo di raccolta differenziata, l&#8217;aumento di produzione energetica sia dagli inceneritori che dei digestori anaerobici, la stabilizzazione dei costi. Resta preoccupante l&#8217;aumento dell&#8217;export di rifiuti, il mancato aumento del tasso di incenerimento, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/01/11/ambiente-gestione-rifiuti-in-italia-piu-luci-che-ombre/">Ambiente. Gestione rifiuti in Italia, più luci che ombre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;E&#8217; un quadro con più luci che ombre quello che emerge dagli ultimi dati diffusi dall&#8217;ISPRA: bene la riduzione dei rifiuti, il raggiungimento dell&#8217;obiettivo di raccolta differenziata, l&#8217;aumento di produzione energetica sia dagli inceneritori che dei digestori anaerobici, la stabilizzazione dei costi. Resta preoccupante l&#8217;aumento dell&#8217;export di rifiuti, il mancato aumento del tasso di incenerimento, il mancato raggiungimento dell&#8217;obiettivo relativo al tasso di riciclo effettivo, l&#8217;ancora elevato valore della circolazione infraregionale, l&#8217;alto tasso di conferimento in discarica&#8221;. È questo il commento di Chicco Testa, Presidente ASSOAMBIENTE &#8211; l&#8217;Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche &#8211; all&#8217;analisi condotta dall&#8217;Associazione sui nuovi dati forniti da ISPRA sulla gestione dei rifiuti urbani nel nostro Paese. Partendo dalle good news, nel 2022 la produzione di rifiuti urbani in Italia è diminuita: 29,1 milioni di tonnellate contro le 29,6 del 2021. Una contrazione dell&#8217;1,8% registrata in un anno di espansione economica con il Pil a +3,7% e i consumi finali delle famiglie a +6,1%. Il fenomeno riguarda praticamente tutte le Regioni e in particolar modo la Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La raccolta differenziata è aumentata in percentuale (dal 64 % al 65,2%), ma si è ridotta in quantità assoluta (da 18,953 milioni di tonnellate a 18,930) con una contrazione soprattutto della frazione organica. L&#8217;Italia ha superato finalmente, con 10 anni di ritardo, l&#8217;obiettivo di raccolta differenziata del 65% prevista dalla legge al 2012. Interessante anche la graduale, ma costante convergenza del tasso di raccolta differenziata fra le diverse regioni: mentre le regioni del Nord &#8220;leader&#8221; si stanno ormai stabilizzando intorno al 75%, le regioni più arretrate hanno ormai tutte superato il tasso del 50%. Pur a fronte di una crescita della raccolta, l&#8217;Italia non ha superato ancora l&#8217;obiettivo del 50% di riciclo effettivo previsto dalla direttiva Europea al 2020 fermandosi al 49,2 %. La qualità dei materiali raccolti in forma differenziata quindi è peggiorata nel tempo, forse un po&#8217; di stanchezza da parte dei cittadini cui le politiche ambientali stanno chiedendo continue modifiche di comportamento e per l&#8217;effetto del diffondersi del porta a porta. Sono quindi aumentati gli scarti del riciclo, passati da 4,6 milioni di tonnellate a 4,8.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione dei rifiuti organici presenta dati contrastanti: la quantità di raccolta differenziata di biowaste di origine urbana si è ridotta nel 2022, passando da 6,8 a 6,5 milioni di tonnellate; sono aumentati il numero di impianti (arrivato a 358 unità), la capacità di trattamento (che passa da 11,2 milioni di tonnellate a circa 12) e il quantitativo complessivo di frazione organica trattata (passata da 8,3 a 8,4 milioni di tonnellate). È aumentata sia la produzione di biogas (da 324 a 331 milioni di metri cubi), sia quella di biometano (153 milioni di metri cubi, con un aumento di 30 milioni di metri cubi), cui vanno aggiunti circa 85 milioni di metri cubi provenienti dai digestori anaerobici. I dati ISPRA evidenziano una leggera riduzione del recupero energetico, 100.000 tonnellate in meno. Il sistema degli impianti waste to energy italiano genera 4,5 MWh elettrici (in aumento sul 2021), cui si affiancano 2,3 MWh termici (in riduzione sul 2021). A questi valori vanno aggiunti circa 0,4 milioni di MWh elettrici e 0,2 termici, provenienti dai digestori anaerobici. Il settore rifiuti si conferma un importante produttore di energia, in crescita, fondamentale nella transizione energetica e con un ampio margine di miglioramento. L&#8217;uso della discarica come sistema di smaltimento è diminuito, ma di poco, passando da 5,6 milioni tonnellate a 5,2 (dal 19% al 17,8%). L&#8217;uso della discarica si è dimezzato dal 2013 al 2022, ma è ancora lontano dall&#8217;obiettivo di un quantitativo massimo per i rifiuti urbani del 10% al 2035, specie in alcune regioni (Sicilia, Toscana, Marche, Abruzzo, Umbria, Basilicata) con tassi superiori al 30 %. Preoccupa il dato di aumento dell&#8217;uso della discarica di alcune Regioni rispetto al 2021: Piemonte, Lazio, Abruzzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione nell&#8217;uso di inceneritori e discariche ha alimentato però l&#8217;aumento dell&#8217;export fuori Italia (+30%, da 550.000 a 830.000 tonnellate). Abbiamo mandato all&#8217;estero l&#8217;equivalente dei rifiuti gestiti da due impianti di incenerimento medio grandi. Ancora consistente è anche il flusso di export infraregionale, tra cui i rifiuti avviati a discarica in impianti fuori dalla regione di origine che sono stati pari a 492.000 tonnellate. Infine, i costi del sistema: il costo ad abitante medio nazionale è pari a 192 euro anno, con un minimo di 141 (Molise) ed un massimo di 271 (Liguria). Un valore in diminuzione rispetto al 2021, quando era pari a 194,5 euro.</p>
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		<title>Rifiuti. Papa: &#8220;Non sprecare, cultura spreco e scarto sono peste&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/01/29/rifiuti-papa-non-sprecare-cultura-spreco-e-scarto-sono-peste/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2023 14:09:00 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/29/rifiuti-papa-non-sprecare-cultura-spreco-e-scarto-sono-peste/">Rifiuti. Papa: &#8220;Non sprecare, cultura spreco e scarto sono peste&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="javascript:getMoreNews(0,'2,3,4,7,8,9,43','',1);"></a></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Gesù ci mostra l&#8217;importanza di non sprecare, ad esempio dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, quando chiede di raccogliere il cibo avanzato perché nulla vada perduto. Non sprecare ci permette di apprezzare il valore di noi stessi, delle persone e delle cose. Purtroppo, però, è un principio spesso disatteso, soprattutto nelle società più agiate, in cui domina la cultura dello spreco e dello scarto. Ambedue sono peste&#8221;. Papa Francesco lo dice nel corso dell&#8217;Angelus in Piazza San Pietro, a Roma. &#8220;non sprecare i doni che abbiamo&#8221;, dice Papa Francesco, &#8220;risulta che nel mondo ogni anno vada sprecato circa un terzo della produzione alimentare totale. E questo mentre tanti muoiono di fame. Le risorse del creato non si possono usare così. I beni vanno custoditi e condivisi, in modo che a nessuno manchi il necessario. Non sprechiamo quello che abbiamo, ma diffondiamo un&#8217;ecologia della giustizia e della carità, della condivisione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/29/rifiuti-papa-non-sprecare-cultura-spreco-e-scarto-sono-peste/">Rifiuti. Papa: &#8220;Non sprecare, cultura spreco e scarto sono peste&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rifiuti. Fedele (M5s): &#8220;Con 39,4% L&#8217;Aquila ultima tra i capoluoghi per differenziata&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/01/19/rifiuti-fedele-m5s-con-394-laquila-ultima-tra-i-capoluoghi-per-differenziata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 16:20:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I dati sulla raccolta differenziata nella città dell&#8217;Aquila sono imbarazzanti e questo è un fatto. Fa sorridere quindi sentire il sindaco Pierluigi Biondi parlare di attacco politico per quanto concerne l&#8217;aumento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti cittadini quando è stata anche, e soprattutto, la giunta regionale a guida del suo stesso partito a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/19/rifiuti-fedele-m5s-con-394-laquila-ultima-tra-i-capoluoghi-per-differenziata/">Rifiuti. Fedele (M5s): &#8220;Con 39,4% L&#8217;Aquila ultima tra i capoluoghi per differenziata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I dati sulla raccolta differenziata nella città dell&#8217;Aquila sono imbarazzanti e questo è un fatto. Fa sorridere quindi sentire il sindaco Pierluigi Biondi parlare di attacco politico per quanto concerne l&#8217;aumento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti cittadini quando è stata anche, e soprattutto, la giunta regionale a guida del suo stesso partito a &#8216;punire&#8217; la città dell&#8217;Aquila&#8221;. A dirlo è il consigliere regionale Giorgio Fedele (M5s). &#8220;Infatti la Regione Abruzzo, guidata dal fedelissimo di Fratelli D&#8217;Italia Marsilio, in osservanza delle leggi nazionali, con la deliberazione di Giunta regionale n.633 del 27/10/2022 ha applicato una addizionale del 20% sul tributo speciale dovuto per lo smaltimento in discarica a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata previsti per legge- aggiunge Fedele- Per L&#8217;Aquila, i dati ufficiali elaborati dagli uffici regionali SGRB/ORR (Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche &#8211; Osservatorio regionale Rifiuti) in collaborazione con Arta Abruzzo e pubblicati nel catasto rifiuti nazionale di Ispra indicano un deludente 39,44% nel 2021. Per legge, la raccolta differenziata avrebbe dovuto raggiungere il 65% entro il 31 dicembre 2012. Siamo nel 2023 e L&#8217;Aquila non ha ancora raggiunto neanche il precedente obiettivo fissato nel 45% di differenziata entro il 31 dicembre 2008&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La verità è che il centrodestra all&#8217;Aquila sulla gestione dei rifiuti ha fallito completamente la sua mission e sentire un sindaco, dopo sei anni alla guida della città, parlare di complotti politici davanti alla severa realtà dei numeri che certificano il suo fallimento è squalificante per le istituzioni- continua il consigliere regionale Giorgio Fedele (M5s)- Senza risultati concreti nella pratica amministrativa cittadina le norme che abbiamo approvato in Consiglio regionale sull&#8217;economia circolare, alle quali ho voluto dare il mio contributo di contenuti, rischiano di restare lettera morta. Nel capoluogo di regione, il centrodestra non si sta dimostrando capace di passare dalle parole ai fatti. Il sindaco Biondi- prosegue- farebbe bene a incrementare i valori di raccolta differenziata con interventi mirati che aiutino e sensibilizzino i cittadini a un&#8217;efficace separazione dei materiali post consumo. Perché i numeri dell&#8217; Ispra, catasto rifiuti sono impietosi. Raccolta differenziata, anno 2021: Teramo 71,88%; Chieti 69,79%; Pescara 46,56%; L&#8217;Aquila 39,44%. Con una media regionale del 64,63%. L&#8217;Aquila non è solo ultima tra i capoluoghi ma anche ben sotto la soglia della media regionale. Questa bassa raccolta rende anche problematico il trattamento meccanico biologico dei rifiuti aquilani poiché contiene una percentuale molto alta di materiali organici putrescibili che, in una gestione corretta e moderna, andrebbero separati dagli altri rifiuti e avviati a compostaggio. Questo è il punto. Non certo &#8211; conclude Fedele &#8211; come qualcuno auspica la realizzazione di una nuova discarica. O come pretendono altri continuare a pagare meno di quanto dovuto&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/19/rifiuti-fedele-m5s-con-394-laquila-ultima-tra-i-capoluoghi-per-differenziata/">Rifiuti. Fedele (M5s): &#8220;Con 39,4% L&#8217;Aquila ultima tra i capoluoghi per differenziata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rifiuti: nel Mediterraneo si accumulano 5 kg di plastica ogni Km</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/06/16/rifiuti-nel-mediterraneo-si-accumulano-5-kg-di-plastica-ogni-km/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 14:02:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;emergenza plastica affligge tutte le acque del pianeta, ma il Mediterraneo ha una differenza fondamentale: essendo un mare chiuso, le correnti fanno tornare sulle coste l&#8217;80% dei rifiuti di plastica. Risultato: per ogni chilometro di litorale, se ne accumulano oltre 5 chilogrammi al giorno (dati del Report &#8220;Stop the flood of plastic&#8221;). L&#8217;Europa e&#8217; il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;emergenza plastica affligge tutte le acque del pianeta, ma il Mediterraneo ha una differenza fondamentale: essendo un mare chiuso, le correnti fanno tornare sulle coste l&#8217;80% dei rifiuti di plastica. Risultato: per ogni chilometro di litorale, se ne accumulano oltre 5 chilogrammi al giorno (dati del Report &#8220;Stop the flood of plastic&#8221;). L&#8217;Europa e&#8217; il secondo produttore mondiale di plastica. Segno che, in molti casi, non viene smaltita in modo corretto o efficace e&#8217; che ogni anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque del Mar Mediterraneo: l&#8217;equivalente di 4,7 miliardi di posate di plastica monouso ogni giorno (ossia 3.600 al secondo). Le attivita&#8217; costiere sono responsabili della meta&#8217; della plastica che si riversa nel Mar Mediterraneo, mentre il 30% arriva da terra trasportato dai fiumi. La percentuale rimanente dell&#8217;inquinamento da plastica deriva da attivita&#8217; marine.</p>
<p><strong>UN PROBLEMA CHE METTE A RISCHIO I NOSTRI OCEANI.</strong> Dalla Fossa delle Marianne, all&#8217;Everest, ai ghiacciai dei poli, frammenti piu&#8217; o meno grandi di plastica sono stati trovati praticamente ovunque, anche nel plancton, nei crostacei, nei molluschi, nei pesci, nei mammiferi marini. Plastiche e microplastiche rappresentano dal 70% al 90% dei rifiuti in mare in funzione della regione oceanica. Secondo le stime piu&#8217; recenti oggi negli oceani del Pianeta sono presenti oltre 150 milioni di tonnellate di plastica: ogni anno ne riversiamo oltre 8 milioni di tonnellate. Secondo l&#8217;UNEP, il 15% dei rifiuti in mare galleggia in superficie, un altro 15% rimane nella colonna d&#8217;acqua sottostante e il restante 70% si deposita sui fondali. Senza un rapido ed efficace cambio di paradigma entro 2050 ci sara&#8217;, in peso, piu&#8217; plastica che pesce. Nel 2018, l&#8217;UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite) ha inserito il problema della plastica negli oceani tra le 6 emergenze ambientali piu&#8217; gravi (insieme ad altre come i cambiamenti climatici, l&#8217;acidificazione degli oceani e la perdita di biodiversita&#8217;).</p>
<p><strong>IL DRAMMA DELLE TARTARUGHE MARINE.</strong> Le tartarughe marine sono certamente tra le specie maggiormente soggette a intrappolamento e ingestione di plastica. Nel Mediterraneo possiamo ritrovare 3 delle 7 specie di tartarughe marine presenti nel mondo, la tartaruga verde Chelonia mydas, la tartaruga liuto Dermochelys coriacea e la tartaruga comune Caretta caretta, quest&#8217;ultima e&#8217; la piu&#8217; comune e l&#8217;unica che nidifica lungo le nostre coste. I principali pericoli per la sopravvivenza delle specie di tartarughe marine presenti nel mar Mediterraneo risultano essere legati all&#8217;attivita&#8217; antropica: pesca, turismo intensivo, contaminazione e intrappolamento nei rifiuti. L&#8217;esistenza di questi animali fatta eccezione per la nascita e la deposizione delle uova, si svolge completamente in mare aperto: una tartaruga marina passa il 96% del proprio tempo sott&#8217;acqua e in acqua si nutre. Considerando che ogni minuto l&#8217;equivalente di un camion pieno di rifiuti in plastica finisce nei mari del Pianeta, possiamo dire con certezza che la trappola della plastica e&#8217; molto insidiosa per le tartarughe. Uno studio ha rilevato che l&#8217;80% delle tartarughe Caretta caretta del Mediterraneo ha ingerito rifiuti di plastica. Fino ad oggi si pensava che l&#8217;attrazione delle tartarughe per la plastica, in particolare per i sacchetti, fosse dovuta alla loro somiglianza alle meduse, preda preferita di molte specie. Tuttavia, sono state trovate tartarughe intrappolate o che avevano ingerito altri oggetti che non assomigliano affatto a meduse&#8230; il che sottendeva altre ragioni. Una ricerca recentissima pubblicata su Current Biology (3) propone una teoria diversa: a ingannare le tartarughe sarebbe l&#8217;odore della plastica. Questo perche&#8217; i rifiuti plastici alla deriva nell&#8217;oceano possono essere ricoperti da un microfilm di batteri, alghe e piccoli invertebrati, che producono un odore apparentemente gradito dalle tartarughe. Questo potrebbe attirarle in una trappola olfattiva, con conseguenze a volte fatali.</p>
<p>Per quelle tartarughe che non si lasciano ingannare, il problema e&#8217; un altro ancora: anche le meduse ingeriscono plastica. Nella Pelagia noctiluca, la medusa piu&#8217; abbondante nel mar Mediterraneo, e&#8217; stata trovata plastica. Le meduse costituiscono un target &#8216;inaspettato&#8217; della plastica in mare e la loro contaminazione, con frammenti della grandezza superiore a un centimetro, pone ulteriori preoccupazioni per la dieta delle tartarughe. L&#8217;ingestione di plastica e&#8217; associata sia a danni fisici, come blocco intestinale, riduzione delle riserve energetiche e della fame, sia alla potenziale tossicita&#8217; dovuta a sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche presenti nella plastica stessa (ftalati e ritardanti di fiamma) o adsorbite sulla superficie stessa della plastica. E se non bastasse quella in mare, la presenza di plastica sulle spiagge puo&#8217; compromettere le nidificazioni: la sabbia in cui la tartaruga depone le uova, in presenza di frammenti di questo tipo non mantiene la stessa umidita&#8217; e modifica la temperatura, con ripercussioni sullo sviluppo e la schiusa.</p>
<p><strong>LA PLASTICA E L&#8217;EMERGENZA COVID</strong>. L&#8217;emergenza sanitaria legata al COVID-19 mette tutti davanti ad una nuova assunzione di responsabilita&#8217;: e&#8217; fondamentale evitare di disperdere in natura mascherine, guanti monouso o altri dispositivi dopo che li abbiamo usati. I dispositivi di protezione individuale e altri strumenti sanitari (come mascherine, guanti, salviettine e monodose di disinfettante), infatti, sono prodotti o confezionati con la plastica. Secondo le stime del Politecnico di Torino, l&#8217;ltalia avra&#8217; bisogno di 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese e, secondo una stima del WWF, se solo l&#8217;1% delle mascherine venisse smaltito in modo errato e disperso in natura, cio&#8217; comporterebbe l&#8217;inquinamento ambientale di ben 10 milioni di mascherine e conseguenti 40 tonnellate di plastica al mese.</p>
<p>Sempre per motivi igienico-sanitari e&#8217; aumentato il consumo di plastica per gli imballaggi degli alimenti nella grande distribuzione e nei supermercati. Sono numerose le organizzazioni ambientaliste che sul web proprio in questi giorni stanno denunciando da Hong Kong alla Francia, da Israele all&#8217;India, passando per la Tailandia (solo nel mese di aprile i rifiuti di plastica a Bangkok sono aumentati del 62% (5) ), l&#8217;aumento di rifiuti di plastica generati dal Covid-19 che hanno gia&#8217; raggiunto il mare. Secondo l&#8217;organizzazione non profit Francese Mer Propre che si dedica alla pulizia delle spiagge nel paese, il numero di mascherine raccolte lungo la costa e&#8217; in continua crescita: la sola Francia ne ha ordinate 2 miliardi e una quantita&#8217; rilevante di queste rischia di finire sul fondo del mare se non si interviene subito per sensibilizzare i cittadini. Poiche&#8217; questi oggetti possono sopravvivere in mare piu&#8217; 450 anni, se non la spazzatura da Covid (cosi&#8217; e&#8217; stata recentemente ribattezzata) rimarra&#8217; in eredita&#8217; al pianeta per molte generazioni.</p>
<p><strong>COME AFFRONTARE IL PROBLEMA.</strong> Per risolvere un problema complesso, occorrono soluzioni complesse che coinvolgano tutti gli attori: la ricerca, la partecipazione dell&#8217;industria (soprattutto quella turistica), la consapevolezza e coinvolgimento dei cittadini e una forte volonta&#8217; politica a livello nazionale e sovranazionale. Il WWF, con la campagna &#8220;No Plastic in Nature&#8221; lavora per realizzare un&#8217;economia circolare per la plastica basata sulla riduzione dei consumi, sul riutilizzo, sulla ricerca di prodotti alternativi a minor impatto, sul miglioramento della gestione dei rifiuti, sull&#8217;incremento del riciclo e sull&#8217;ampliamento del mercato delle materie seconde. A livello globale, il WWF sta spingendo per un trattato globale legalmente vincolante per tutti i paesi del mondo per contrastare l&#8217;inquinamento marino da plastica. Stiamo anche promuovendo e sostenendo l&#8217;adozione di misure piu&#8217; severe contro l&#8217;inquinamento da plastica nel Mediterraneo attraverso la Convenzione di Barcellona, le politiche nazionali e dell&#8217;UE &#8211; come il divieto di alcuni oggetti monouso e obiettivi vincolanti per migliorare la raccolta dei rifiuti. La societa&#8217; deve ripensare radicalmente il proprio rapporto con la plastica, riducendo l&#8217;uso di plastica monouso non necessaria.</p>
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		<title>Minori: a Gioia Tauro 200 bimbi vivono tra rifiuti, senza servizi igienici</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/02/17/minori-a-gioia-tauro-200-bimbi-vivono-tra-rifiuti-senza-servizi-igienici/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 16:22:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Montagne di rifiuti, ratti e carcasse abbandonate. Nel Rione Ciambra di Gioia Tauro circa 200 bambini vivono in condizioni sanitarie precarie, anche a causa della mancanza di servizi igienici all&#8217;interno dei complessi abitativi di edilizia popolare. A denunciarlo e&#8217; il presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, intervistato sul tema dall&#8217;agenzia Dire. &#8220;Nel quartiere Ciambra i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Montagne di rifiuti, ratti e carcasse abbandonate. Nel Rione Ciambra di Gioia Tauro circa 200 bambini vivono in condizioni sanitarie precarie, anche a causa della mancanza di servizi igienici all&#8217;interno dei complessi abitativi di edilizia popolare. A denunciarlo e&#8217; il presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, intervistato sul tema dall&#8217;agenzia Dire. &#8220;Nel quartiere Ciambra i bambini vivono in una situazione ambientale davvero disastrosa, che deve essere risolta al piu&#8217; presto- ha detto- noi abbiamo presentato un progetto di riqualificazione ambientale e sociale, che si chiama &#8216;Gioia Tauro citta&#8217; amica dei bambini 4.0&#8242;, con l&#8217;obiettivo di sostenere quella comunita&#8217; nell&#8217;adozione di strategie per migliorare le condizioni di sostenibilita&#8217; del territorio in maniera sistemica, tenendo in particolare considerazione la salute e la tutela dell&#8217;infanzia. Noi diamo la nostra disponibilita&#8217; e offriamo anche i tecnici, ma anche le altre istituzioni dovranno dare il loro contributo&#8221;. Ma e&#8217; possibile stabilire se ci sia stato tra i bambini un aumento dei casi di malattie legate a queste condizioni sanitarie precarie? &#8220;Non posso dirlo con esattezza- ha risposto Samengo alla Dire- ma ci sono stati casi particolari, gia&#8217; ben noti al Capo del Dipartimento per le Liberta&#8217; civili e l&#8217;immigrazione prefetto Michele di Bari, a cui abbiamo presentato il nostro progetto&#8221;. E proprio su questo tema a febbraio e&#8217; stato istituito un tavolo permanente di coordinamento, nel corso di una riunione che si e&#8217; tenuta al ministero dell&#8217;Interno per identificare interventi volti a migliorare le condizioni di vita dei bambini che vivono nei complessi abitativi di edilizia popolare di via Ciambra (dove ci sono circa 87 famiglie), nel complesso di case abusive di via Asmara (dove ci sono circa 30 famiglie) e di 5 famiglie nel complesso Petrace. Alla riunione erano presenti, oltre al presidente dell&#8217;Unicef Italia, Francesco Samengo, anche il Capo del Dipartimento per le Liberta&#8217; civili e l&#8217;immigrazione, prefetto Michele di Bari; il prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani; il Garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale; il sindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio e il vicesindaco Valerio Romano; l&#8217;assessore alle politiche sociali, Francesca Guerrisi; l&#8217;assessore ai lavori pubblici Giuseppe Romeo, il consigliere Andrea Macino. Quali saranno i prossimi passaggi? &#8220;Ci sara&#8217; al piu&#8217; presto una nuova riunione alla prefettura di Reggio Calabria- ha risposto infine Samengo alla Dire- dove ci sara&#8217; anche il garante e i sindaci di Reggio Calabria e Gioia Tauro&#8221;.</p>
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		<title>Niger. In Italia il 25 febbraio corridoio Onu per 66 rifugiati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 18:35:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il 25 febbraio partira&#8217; un corridoio umanitario per l&#8217;Italia, in collaborazione con la Caritas, con a bordo 66 rifugiati. Sono tutte persone con vulnerabilita&#8217; &#8211; minori, ammalati, donne sole o membri della comunita&#8217; Lgbt &#8211; che quindi hanno bisogno di protezione. Sono sudanesi, tranne una famiglia di cinque persone, tra cui una ragazza malata che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il 25 febbraio partira&#8217; un corridoio umanitario per l&#8217;Italia, in collaborazione con la Caritas, con a bordo 66 rifugiati. Sono tutte persone con vulnerabilita&#8217; &#8211; minori, ammalati, donne sole o membri della comunita&#8217; Lgbt &#8211; che quindi hanno bisogno di protezione. Sono sudanesi, tranne una famiglia di cinque persone, tra cui una ragazza malata che ha bisogno di cure urgenti&#8221;. Cosi&#8217; all&#8217;agenzia Dire Alessandra Morelli, responsabile dell&#8217;ufficio dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in Niger. Il gruppo di cittadini sudanesi che volera&#8217; nel nostro Paese e&#8217; solo una parte dei tanti che l&#8217;agenzia Onu sta ricollocando verso Paesi terzi rispetto al Niger, Paese di transito ma anche d&#8217;accoglienza, in particolare dei migranti portati via dai centri di detenzione in Libia. Lo sforzo che l&#8217;Unhcr porta avanti vede i suoi limiti nel numero di posti messi a disposizione dai singoli Stati per i ricollocamenti ma anche nella lentezza della burocrazia. Per questo a gennaio, stanchi di aspettare il trasferimento, un gruppo di profughi ha protestato per giorni nella regione di Agadez. Sgomberati dalla polizia, i manifestanti hanno poi appiccato le fiamme al campo in cui risiedevano, a 15 chilometri da Agadez, e che accoglieva 1.500 persone. Nel rogo e&#8217; andato distrutto l&#8217;80 per cento dei prefabbricati. Da allora l&#8217;Unhcr continua a fornire aiuti alle famiglie: &#8220;Abbiamo ricostruito gia&#8217; 30 casette, nessuno ha dovuto lasciare il campo ne&#8217; dormire all&#8217;aperto&#8221; ha assicurato Morelli, smentendo cosi&#8217; ricostruzioni apparse sulla stampa internazionale secondo le quali migranti sono stati costretti ad andar via attraverso il deserto. &#8220;Da quell&#8217;incidente &#8211; prosegue Morelli &#8211; abbiamo intavolato nuovi colloqui con le autorita&#8217; per convincerle a velocizzare l&#8217;approvazione della richiesta di asilo. I dossier in tutto sono circa 800&#8243;.</p>
<p>Dopo la distruzione del campo, pero&#8217;,&#8221;abbiamo deciso di cambiare strategia&#8221; dice Morelli, chiarendo che la gestione del campo, come eventuali future decisioni, &#8220;sono di competenza del governo&#8221;. Intanto l&#8217;agenzia Onu continua il lavoro per trovare sistemazioni migliori e definitive a queste persone, la maggior parte delle quali e&#8217; fuggita dalle violenze tornate ad acuirsi in Darfur. Il lavoro ha riguardato anche i minori. &#8220;Degli 89 residenti nel campo prima dell&#8217;incendio ora ne sono rimasti solo 16&#8221; dice Morelli. &#8220;Gli altri sono stati trasferiti in strutture adeguate in citta&#8217;&#8221;. Dopo il volo del 25 febbraio, continua la responsabile, &#8220;ne stiamo organizzando un altro per un gruppo di 170 persone&#8221;. La destinazione? &#8220;L&#8217;Europa, ma forse anche Stati Uniti o Canada&#8221;. E della protesta, cosa ne e&#8217; rimasto? &#8220;La situazione e&#8217; tornata tranquilla, c&#8217;e&#8217; chi si e&#8217; pentito di aver dato tutto alle fiamme. Sono gesti da condannare. Noi abbiamo mantenuto il dialogo aperto sia coi rappresentanti del campo sia con le istituzioni. Il mio staff fornisce assistenza anche a chi e&#8217; stato arrestato&#8221;. Delle 335 persone arrestate subito dopo gli incidenti, 80 sono ancora in carcere. &#8220;Spetta alla magistratura ora &#8211; conclude Morelli &#8211; fare il suo lavoro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/07/niger-in-italia-il-25-febbraio-corridoio-onu-per-66-rifugiati/">Niger. In Italia il 25 febbraio corridoio Onu per 66 rifugiati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rifiuti. Abruzzo, Legnini: &#8220;Bonifica discarica Bussi o danni inquinamento&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 19:03:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In mancanza di bonifica e ulteriore messa in in sicurezza dei siti, il carico inquinante continua ad arrecare danni all&#8217;ambiente, alle acque, all&#8217;aria e alla salute dei cittadini&#8221;. Ad affermarlo il presidente della Commissione regionale sulla discarica di Bussi riunitasi oggi a L&#8217;Aquila. A confermarlo, spiega, l&#8217;avvocato Cristina Gerardis, che ha rappresentato l&#8217;avvocatura dello Stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/04/rifiuti-abruzzo-legnini-bonifica-discarica-bussi-o-danni-inquinamento/">Rifiuti. Abruzzo, Legnini: &#8220;Bonifica discarica Bussi o danni inquinamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In mancanza di bonifica e ulteriore messa in in sicurezza dei siti, il carico inquinante continua ad arrecare danni all&#8217;ambiente, alle acque, all&#8217;aria e alla salute dei cittadini&#8221;. Ad affermarlo il presidente della Commissione regionale sulla discarica di Bussi riunitasi oggi a L&#8217;Aquila. A confermarlo, spiega, l&#8217;avvocato Cristina Gerardis, che ha rappresentato l&#8217;avvocatura dello Stato in tutti i procedimenti giudiziari (penale, civile e amministrativo) su quella che fu definita la piu&#8217; grande discarica d&#8217;Europa. Procedimenti in alcuni casi gia&#8217; conclusisi, in altri ancora in corso di svolgimento. La sua presenza, infatti, ha aggiunto Legnini &#8220;ci ha consentito di arricchire la conoscenza dei fatti accaduti e che dovranno accadere con ulteriori importanti elementi conoscitivi. In particolare, abbiamo avuto la possibilita&#8217; di approfondire lo stato del processo civile per il risarcimento degli ingenti danni arrecati dall&#8217;inquinamento all&#8217;ambiente, all&#8217;immagine della Regione e dei Comuni esposti e alla salute dei cittadini, nonche&#8217; l&#8217;imminenza del pronunciamento del Consiglio di Stato sull&#8217;ordinanza della Provincia di Pescara riguardante l&#8217;individuazione del soggetto inquinatore&#8221;. La Commissione tornera&#8217; a riunirsi la prossima settimana, quando a essere ascoltati saranno tutti i sindaci dei Comuni del Sin di Bussi. Poi, annuncia Legnini, il sopralluogo di tutta la Commissione che venerdi&#8217; 14 febbraio si rechera&#8217; nelle aree inquinate sia di Bussi che di Piano d&#8217;Orta a Bolognano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/04/rifiuti-abruzzo-legnini-bonifica-discarica-bussi-o-danni-inquinamento/">Rifiuti. Abruzzo, Legnini: &#8220;Bonifica discarica Bussi o danni inquinamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rifiuti, comitato VIA boccia definitivamente quarta discarica a Cupello (CH)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 11:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[comitato VIA]]></category>
		<category><![CDATA[Cupello (CH)]]></category>
		<category><![CDATA[discarica Cupello (CH)]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato VIA della Regione Abruzzo nella riunione dello scorso 8 ottobre ha rigettato definitivamente il progetto della Cupello Ambiente per la realizzazione di una quarta discarica, questa volta totalmente privata, che la società avrebbe voluto costruire proprio a fianco delle tre discariche già esistenti del CIVETA a Cupello (la terza è gestita dalla Cupello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/22/rifiuti-comitato-via-boccia-definitivamente-quarta-discarica-a-cupello-ch/">Rifiuti, comitato VIA boccia definitivamente quarta discarica a Cupello (CH)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato VIA della Regione Abruzzo nella riunione dello scorso 8 ottobre ha rigettato definitivamente il progetto della Cupello Ambiente per la realizzazione di una quarta discarica, questa volta totalmente privata, che la società avrebbe voluto costruire proprio a fianco delle tre discariche già esistenti del CIVETA a Cupello (la terza è gestita dalla Cupello Ambiente per conto del Consorzio pubblico).</p>
<p>Lo si appende leggendo il parere del Comitato ora pubblicato sul sito della Regione Abruzzo. La discarica da 480.000 mc, dunque, non si farà. Le controdeduzioni depositate dalla Cupello Ambiente al preavviso di rigetto del Luglio scorso per il comitato VIA non hanno permesso di superare le criticità già evidenziate (situazione ambientale dell&#8217;area già compromessa; presenza della falda; rischio idrogeologico; problematiche del vicino polo impiantistico del CIVETA ecc.).</p>
<p>Le iniziative di contrasto a questa iniziativa presero avvio con la scoperta da parte della Stazione Ornitologica Abruzzese e del Forum H2O dell&#8217;esistenza nel progetto iniziale di affermazioni infondate, come quella relativa alla disponibilità dei terreni del CIVETA su cui avrebbero voluto realizzare parte dell&#8217;opera.</p>
<p>Quel progetto fu ritirato dal privato ma ripresentato con qualche variazione pochi mesi dopo.</p>
<p>A quel punto è scattata una mobilitazione, con assemblee, iniziative pubbliche, una raccolta di firme con migliaia di sottoscrittori e il deposito di dettagliate osservazioni contrarie, che è sfociata nella nascita del Comitato per la Difesa del Comprensorio Vastese.</p>
<p>Lottare serve e l&#8217;impegno civico paga!</p>
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		<title>Ambiente: 10 chili di rifiuti nel fondale Grotta Azzurra di Capri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Aug 2019 16:19:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Capri]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Grotta Azzurra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rifiuti nel fondale della popolare Grotta Azzurra dell&#8217;isola di Capri (Napoli). Li hanno scoperti i carabinieri della stazione di Anacapri e del nucleo subacquei, insieme al personale dell&#8217;Asl, durante un&#8217;attivita&#8217; di controllo agli impianti di depurazione dell&#8217;isola e delle condotte fognarie a bordo di una motovedetta e di un battello. Gli impianti funzionavano regolarmente ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rifiuti nel fondale della popolare Grotta Azzurra dell&#8217;isola di Capri (Napoli). Li hanno scoperti i carabinieri della stazione di Anacapri e del nucleo subacquei, insieme al personale dell&#8217;Asl, durante un&#8217;attivita&#8217; di controllo agli impianti di depurazione dell&#8217;isola e delle condotte fognarie a bordo di una motovedetta e di un battello. Gli impianti funzionavano regolarmente ma sul fondale erano presenti circa 10 chili di rifiuti come biglietti di ingresso a siti turistici, un megafono, pile, fotocamere e altri oggetti. I rifiuti sono stati recuperati dei militari mentre il Comune di Capri si occupera&#8217; delle operazioni di pulizia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/08/13/ambiente-10-chili-di-rifiuti-nel-fondale-grotta-azzurra-di-capri/">Ambiente: 10 chili di rifiuti nel fondale Grotta Azzurra di Capri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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