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	<title>Rigenerazione urbana Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Trasacco, volontari ripuliscono il Centro Polivalente: oltre 600 kg di rifiuti raccolti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/24/trasacco-raccolti-oltre-600-kg-di-rifiuti-al-centro-polivalente-un-atto-di-cura-collettivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 18:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Trasacco oltre 600 kg di rifiuti raccolti al Centro Polivalente "I Frati": intervento di rigenerazione con rimozione di sfalcio, tombini liberati e ingom</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/24/trasacco-raccolti-oltre-600-kg-di-rifiuti-al-centro-polivalente-un-atto-di-cura-collettivo/">Trasacco, volontari ripuliscono il Centro Polivalente: oltre 600 kg di rifiuti raccolti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una giornata di partecipazione civica ha coinvolto cittadini e volontari a Trasacco per un intervento di rigenerazione urbana attorno al Centro Polivalente &#8220;I Frati&#8221;. L&#8217;azione, promossa dal gruppo Marsica di Retake nell&#8217;ambito della mobilitazione nazionale del fine settimana, si è svolta venerdì 22 maggio con ritrovo in Piazza Monsignor Mari.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;operazione sono stati raccolti e allontanati 600 kg di rifiuti indifferenziati, affiancati da 24 kg di vetro e 17,5 kg di plastica. I partecipanti hanno inoltre rimosso circa 800 kg di sfalcio d&#8217;erba, liberato 10 tombini ostruiti e rimosso cinque rifiuti ingombranti presenti nell&#8217;area.</p>
<p>L&#8217;intervento ha avuto l&#8217;obiettivo di restituire decoro, sicurezza e vivibilità a uno spazio utilizzato dalla comunità locale, trasformando l&#8217;attività di volontariato in un momento di collaborazione concreta tra cittadini. L&#8217;iniziativa è stata descritta come parte integrante della rete Retake, che in occasione della mobilitazione nazionale privilegia sia la cura materiale dei luoghi sia la costruzione di relazioni e senso di appartenenza.</p>
<p>&#8220;Ogni intervento contribuisce a costruire comunità più consapevoli e luoghi più vivibili&#8221;, dichiara il presidente di Retake Fabrizio Milone, sottolineando l&#8217;importanza della partecipazione cittadina nelle attività di tutela del territorio.</p>
<p>L&#8217;esito dell&#8217;azione a Trasacco è stato presentato come un esempio di come la cura condivisa degli spazi pubblici possa tradursi in risultati concreti per la vivibilità del territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/24/trasacco-raccolti-oltre-600-kg-di-rifiuti-al-centro-polivalente-un-atto-di-cura-collettivo/">Trasacco, volontari ripuliscono il Centro Polivalente: oltre 600 kg di rifiuti raccolti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Trasacco: Retake Day per il recupero del Centro Polivalente “I Frati”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/retake-day-2026-domani-a-trasacco-rigenerazione-urbana-al-centro-polivalente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 16:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani a Trasacco volontari e associazioni si ritrovano in piazza Monsignor Mari per pulire e restituire decoro al Centro Polivalente “I Frati”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/retake-day-2026-domani-a-trasacco-rigenerazione-urbana-al-centro-polivalente/">Trasacco: Retake Day per il recupero del Centro Polivalente “I Frati”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Domani, venerdì 22 maggio, a Trasacco è in programma il Retake Day 2026 dedicato alla cura degli spazi comuni. L’appuntamento è fissato alle 17:00 in piazza Monsignor Mari, da dove partiranno i lavori di rigenerazione urbana per il Centro Polivalente “I Frati”.</p>
<p>L’intervento prevede attività di pulizia e sfalcio dell’area con l’obiettivo di restituire decoro e migliorare la vivibilità di uno spazio utilizzato dalla comunità locale. All’iniziativa parteciperanno cittadini, associazioni e realtà del territorio, insieme a volontari che aderiscono alla mobilitazione nazionale di Retake.</p>
<p>L’evento rientra nelle attività collettive promosse dalla rete Retake e punta non solo alla manutenzione materiale dei luoghi, ma anche alla costruzione di relazioni e senso di appartenenza tra i residenti.</p>
<p>&#8220;Il Retake Day è un invito aperto a tutti i cittadini che credono nel valore della partecipazione e della cura condivisa&#8221;, dichiara il presidente di Retake Fabrizio Milone. &#8220;Invitiamo tutti a partecipare &#8211; grandi e piccoli, cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali &#8211; perché la cura dei beni comuni riguarda ciascuno di noi. Ogni intervento, anche il più piccolo, contribuisce a costruire comunità più consapevoli, luoghi più vivibili e un rapporto più forte tra persone e territorio. Insieme possiamo davvero prenderci cura dell’Italia, partendo dagli spazi che viviamo ogni giorno&#8221;.</p>
<p>Per prendere parte all’iniziativa è richiesta l’iscrizione sull’app Retake oppure tramite l’indirizzo shorturl.at/KQBV4. Il programma completo e ulteriori dettagli sono disponibili su bit.ly/RetakeDay2026. Per informazioni: marsica@retake.org; contatto: Cristiano Zepponi 3458521293.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/retake-day-2026-domani-a-trasacco-rigenerazione-urbana-al-centro-polivalente/">Trasacco: Retake Day per il recupero del Centro Polivalente “I Frati”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>OICE: Piano Casa va avanti, ma servono premialità per favorire il PPP</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/oice-piano-casa-e-passo-avanti-serve-incentivare-il-ppp-con-premialita-e-coinvolgere-le-pi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[dpr 380 2001]]></category>
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		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>OICE: il Piano Casa è un passo avanti, ma servono premialità per incentivare il partenariato pubblico‑privato e attenzione ai piccoli centri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/oice-piano-casa-e-passo-avanti-serve-incentivare-il-ppp-con-premialita-e-coinvolgere-le-pi/">OICE: Piano Casa va avanti, ma servono premialità per favorire il PPP</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione delle società di ingegneria e di architettura aderente a Confindustria ha definito il Piano Casa un passo importante per il Paese, invitando tuttavia a rafforzarne gli strumenti applicativi e le garanzie per le realtà territoriali minori. Le osservazioni sono state presentate in audizione davanti alla VIII Commissione della Camera sul disegno di legge di conversione del DL 66/2026.</p>
<p>Francesca Federzoni, vicepresidente dell&#8217;associazione con delega alla sostenibilità, ha sottolineato la necessità di cogliere l&#8217;occasione del Piano per avviare &#8220;una revisione organica del Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001) e per il completamento dell&#8217;iter legislativo dei disegni di legge sulla Rigenerazione Urbana. Siamo favorevoli all&#8217;adozione di una legge quadro nazionale in materia ma è necessario assicurare modalità flessibili di recepimento al fine di tenere conto delle specifiche esigenze territoriali.&#8221;</p>
<p>L&#8217;organizzazione ha richiamato l&#8217;attenzione sulla difficoltà di applicare misure nazionali nelle piccole e medie realtà territoriali, sollecitando misure che ne garantiscano il recepimento anche nei centri di minori dimensioni.</p>
<p>Sul piano delle risorse e della sostenibilità economico-finanziaria degli interventi, Federzoni ha evidenziato l&#8217;importanza di misure premiali per incentivare l&#8217;utilizzo del partenariato pubblico-privato. &#8220;È a nostro avviso essenziale &#8211; ha concluso Francesca Federzoni &#8211; il tema delle premialità per incentivare l&#8217;utilizzo del partenariato pubblico privato, prevedendo strumenti incentivanti come la messa a disposizione gratuita dei terreni pubblici e l&#8217;azzeramento degli oneri urbanistici in modo da migliorare la sostenibilità economico-finanziaria degli interventi e accelerarne la realizzazione.&#8221;</p>
<p>L&#8217;associazione ha inoltre segnalato riserve sulle stime diffuse relative ai costi di ristrutturazione degli immobili, ritenendole non del tutto realistiche, e si è impegnata con la commissione a fornire dati di riferimento desunti dal mercato in cui operano i propri associati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/oice-piano-casa-e-passo-avanti-serve-incentivare-il-ppp-con-premialita-e-coinvolgere-le-pi/">OICE: Piano Casa va avanti, ma servono premialità per favorire il PPP</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Dispersione Scolastica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children: nelle 14 città metropolitane il 10,3% dei minorenni vive in aree fragili; povertà e dispersione scolastica raddoppiate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/">Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Secondo la ricerca “I luoghi che contano” pubblicata da Save the Children, nelle 14 città metropolitane italiane circa 142mila minorenni — il 10,3% del totale — risiedono in 158 aree classificate come di disagio socioeconomico urbano (ADU). In questi quartieri le condizioni socioeconomiche e educative risultano nettamente peggiori rispetto alla media delle città: il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa.</p>
<p>Il report evidenzia differenze marcate sul fronte scolastico. Nelle ADU il 15,4% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato la scuola o ha ripetuto l’anno, una quota doppia rispetto alla media dei capoluoghi (7,6%). Alla fine della scuola media il rischio di dispersione implicita è al 20,8% nelle scuole situate dentro o vicino alle aree fragili, contro l’11% medio nelle città metropolitane. Anche la variabilità di rendimento tra classi terze delle stesse scuole nelle ADU è più alta: un indice di dispersione pari a 10,2 rispetto a 2,3 della media comunale, segnale di possibile segregazione scolastica.</p>
<p>Le differenze si manifestano anche nelle scelte future degli studenti: solo il 36,5% dei 13enni che vivono nelle aree vulnerabili pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% dei coetanei in altri quartieri. L’indagine campionaria dell’organizzazione segnala inoltre che il 16,7% degli alunni dell’ultimo anno delle medie in queste aree non disponeva all’inizio dell’anno del materiale scolastico necessario (10,5% nelle altre zone) e che il 17,3% ha rinunciato a una gita per motivi economici (7,6% nelle altre aree).</p>
<p>Sul piano della sicurezza e della percezione sociale, quasi la metà degli studenti nelle periferie vulnerabili (49,1%) ritiene che il proprio quartiere sia giudicato negativamente, contro il 29,5% dei ragazzi di quartieri meno marginali. La percezione di sicurezza è più bassa: solo il 51,9% delle ragazze nelle aree fragili si sente al sicuro, rispetto al 75% delle studentesse di zone meno marginali.</p>
<p>Nonostante le difficoltà, i giovani delle periferie dichiarano un forte senso di appartenenza e propongono interventi concreti per migliorare il proprio contesto: maggiore pulizia e raccolta rifiuti (54,2%), spazi di aggregazione per ragazzi (32,6%), campetti o palestre (26%) e parchi più curati (27,9%).</p>
<p>Le differenze territoriali emergono anche nelle singole città: Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo concentrano quasi il 73,5% dei minorenni che vivono nelle ADU; la sola città di Roma ne ospita oltre 30mila. La povertà familiare nelle ADU raggiunge livelli estremi in alcune realtà: a Palermo il 63,8% delle famiglie nelle aree fragili è in povertà relativa (36,8% la media cittadina); a Napoli la quota è del 60,1% contro il 39,6%.</p>
<p>A livello locale si osservano forti scostamenti anche nei tassi di abbandono o ripetenza: a Venezia nelle ADU la quota raggiunge il 21,7% (7,9% la media cittadina), a Napoli il 18,1% (9,8% la media), a Cagliari il 18,9% (9,7%). Altri esempi citati dallo studio mostrano ampie differenze nei rischi di dispersione implicita a Bologna, Milano, Firenze, Reggio Calabria, Torino e Cagliari.</p>
<p>La ricerca segnala inoltre criticità nell’offerta di tempo pieno: in 37 delle 158 ADU l’offerta è significativamente inferiore alla media. Tra le 106 scuole primarie nelle aree più fragili solo il 17,3% delle classi usufruisce del tempo pieno, rispetto a una media urbana del 40,3%; in 18 ADU il tempo pieno è assente e 8.813 bambini che frequentano 50 scuole primarie non hanno accesso a questo servizio.</p>
<p>Il rapporto mette in luce anche diseguaglianze socio-demografiche: il 41,8% degli studenti dell’ultimo anno delle medie nelle aree vulnerabili vive in famiglie con più di quattro componenti (24,6% nelle altre zone urbane); la quota di madri laureate è del 19,1% nelle ADU contro il 44,5% negli altri contesti cittadini, e solo il 49,9% delle madri lavora (69,7% la media comunale). A casa meno della metà degli studenti delle aree fragili (46,4%) dispone di una stanza tutta per sé, rispetto al 60% degli altri studenti.</p>
<p>In vista della biennale IMPOSSIBILE 2026, in programma il 21 maggio a Roma, l’organizzazione solleva la necessità di interventi strutturali: una strategia nazionale di rigenerazione urbana con risorse certe, un approccio che tenga conto della dimensione generazionale e l’istituzione di presidi socio-educativi nelle aree vulnerabili, luoghi accessibili e attivi tutto l’anno per attività culturali, sportive e di supporto educativo, psicologico e sociale. </p>
<p>La ricerca include anche testimonianze raccolte tra pari: “Il municipio si divide in due anime che faticano a guardarsi: una zona considerata più ordinata e tranquilla, e una che porta sulle spalle una reputazione difficile da scrollarsi di dosso&#8230; Siamo lo stesso corpo, frammentato da pregiudizi che nessuno ha mai davvero scelto ma che tutti, in qualche modo, continuiamo ad alimentare”, ha raccontato A. in una delle interviste. </p>
<p>“Centoquarantaduemila bambine, bambini e adolescenti in Italia vivono nelle periferie fragili delle grandi città, dove spesso sono costretti a confrontarsi con gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali&#8230; Serve una strategia nazionale di rigenerazione urbana, dotata di risorse certe, che guardi ai territori con una ‘lente generazionale’”, ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, richiamando l’urgenza di presidi socio-educativi e spazi pubblici dedicati ai giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/">Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ricostruzione: la rendicontazione sociale protagonista del Salone</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/05/09/83186/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2015 20:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[di vincenzo]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[salone ricostruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; uno dei temi portanti di questa edizione del Salone della Ricostruzione, insieme a quello della rigenerazione urbana. La sessione mattutina della terza giornata della rassegna e&#8217; stata dedicata alla rendicontazione sociale, intesa come strumento essenziale per riferire all&#8217;esterno in maniera credibile, unitaria e forte il valore e la qualita&#8217; del processo di ricostruzione. &#8220;Tema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/09/83186/">Ricostruzione: la rendicontazione sociale protagonista del Salone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uno dei temi portanti di questa edizione del Salone della Ricostruzione, insieme a quello della rigenerazione urbana. La sessione mattutina della terza giornata della rassegna e&#8217; stata dedicata alla rendicontazione sociale, intesa come strumento essenziale per riferire all&#8217;esterno in maniera credibile, unitaria e forte il valore e la qualita&#8217; del processo di ricostruzione. &#8220;Tema di fondo di questa edizione del Salone della Ricostruzione &#8211; ha introdotto Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa e coordinatore della manifestazione &#8211; e&#8217; quello del consolidamento e del radicamento del progetto per una ricostruzione di qualita&#8217; del territorio nel tessuto economico, imprenditoriale e professionale aquilano e abruzzese. Questo Salone, che sta ottenendo un grande successo per le tematiche e gli argomenti proposti, ha esplicitato un concetto: la ricostruzione materiale e&#8217; partita e i fondi per ricostruire ci sono. Con gli Uffici speciali stiamo dialogando ora per avviare un&#8217;azione di rendicontazione sociale, per ragionare su un percorso che vada oltre la ricostruzione materiale. Tranquillizzati sulle prospettive materiali, dobbiamo necessariamente pensare allo sviluppo del territorio e a come valorizzarlo all&#8217;esterno. Dallo scorso anno e&#8217; nato il tavolo dei promotori a cui vogliamo dare sempre piu&#8217; forza nella valorizzazione di questo processo per costruire il progetto di futuro di questa citta&#8217;. Sono momenti straordinari e importanti, sono di riflessione e di questo noi abbiamo bisogno&#8221;. Ma cos&#8217;e&#8217; la rendicontazione sociale? A spiegarlo e&#8217; intervenuta Cristiana Rogate, AD di REFE, strategie di sviluppo responsabile. &#8220;Questa tematica &#8211; ha detto &#8211; riconduce a un approccio culturale in cui la partecipazione ha un ruolo fondamentale. La fiducia e&#8217; l&#8217;elemento centrale, un capitale indispensabile in tempi di modernita&#8217; per la tenuta delle istituzioni democratiche, per la competitivita&#8217; del sistema paese e per la sua credibilita&#8217;, per la coesione stessa del tessuto associativo. Citando Locke, gli uomini vivono di fiducia. La responsabilita&#8217; e&#8217; il fine, la rendicontazione sociale e&#8217; il mezzo, ma non puo&#8217; essere solo. Ci vuole infatti un metodo: nuove prassi gestionali, vale a dire obiettivi chiari e verificabili, sistemi di misurazione multidimensionali, nuove forme di rendicontazione e comunicazione efficaci e utili&#8221;</p>
<p>&#8220;L&#8217;altro aspetto &#8211; ha proseguito Rogate &#8211; e&#8217; la responsabilita&#8217; come capacita&#8217; di prevedere le conseguenze del proprie agire e i cambiamenti che ne derivano e di modificare i propri comportamenti. Le istituzioni esistono per produrre cambiamenti e su questi si deve rendere conto, non sui risultati. La grande difficolta&#8217; delle politiche pubbliche risiede proprio nel fatto che occorre concentrarsi sull&#8217;effetto e non sul risultato. Non possiamo essere autoreferenziali ma dobbiamo avviare un dialogo di senso che spieghi all&#8217;esterno quello che facciamo. C&#8217;e&#8217; una normativa europea che rende sempre piu&#8217; cogente per le imprese rendere noto l&#8217;impatto sui consumatori e gli effetti sociali e ambientali derivanti dalla propria attivita&#8217; economica. L&#8217;accountability e&#8217; la risposta alla scarsa credibilita&#8217; del sistema paese. La ricostruzione ha elementi strutturali gravissimi: 6 anni passati iniziano a essere tanti nella percezione collettiva. C&#8217;e&#8217; stata una comunicazione iniziale devastante. Oggi &#8211; ha concluso &#8211; assistiamo a un cambio di passo ed e&#8217; necessario diffonderlo e dimostrarlo: e&#8217; una strategia vincente. Occorre una visone, obiettivi e effetti attesi. Servono strumenti che spieghino in modo chiaro e comprensibile ai non addetti ai lavori il significato delle scelte e delle azioni&#8221;. Ha rotto gli schemi della comunicazione tradizionale Paolo Esposito, responsabile USRC, che dopo una breve interlocuzione con Cristina Rogate alla quale ha mostrato il grande lavoro realizzato dal suo ufficio molto ben documentato sul sito internet dello stesso, ha svolto il suo intervento programmato attraverso un video. Video nel quale, oltre alla rappresentazione plastica e visiva della capacita&#8217; di coinvolgimento degli attori territoriali, sindaci, tecnici progettisti, che la struttura dell&#8217;USRC e&#8217; stata in grado di mobilitare, emerge anche la capacita&#8217; fattuale di realizzare interventi in un tempo molto breve. Grande ottimismo e&#8217; stato espresso da Gianni Frattale, presidente di ANCE L&#8217;Aquila: &#8220;Siamo veramente soddisfatti di questo tavolo istituito per discutere e per proporre la nuova legge sulla ricostruzione. Diamo riconoscimento alle istituzioni locali. Per una volta non ci calano dall&#8217;alto le regole, ma ne stanno discutendo insieme a noi. Ci auguriamo che questa legge venga subito approvata. In questi giorni sento altra aria, quella dell&#8217;ottimismo. In questo salone si sono riuniti governo ed enti locali e andiamo tutti in una stessa direzione. Abbiamo ricostruito con passione e con impegno. Il modello approvato ridara&#8217; splendore alla citta&#8217; e al territorio&#8221;.</p>
<p>Parlando di rendicontazione sociale Raniero Fabrizi, responsabile dell&#8217;USRA &#8211; Ufficio Speciale per la ricostruzione dell&#8217;Aquila ha sottolineato come questo tipo di attivita&#8217; sia molto complessa e abbia necessita&#8217; di un confronto continuo. &#8220;Stiamo cercando di implementare il sistema informatico e accolgo con piacere le critiche fatte. Percepisco in questo momento un clima positivo e di collaborazione tra tutti i soggetti implicati nella ricostruzione. Il tavolo di lavoro che e&#8217; stato costituito in questi giorni e&#8217; una di queste occasioni. Questo evento e&#8217; dedicato al concetto della trasparenza. Per adesso la prendo come una formazione&#8221;. &#8220;La fiducia e&#8217; un capitale, e&#8217; un valore che si esprime attraverso la responsabilita&#8217; sociale e la rendicontazione &#8211; cosi&#8217; Pietro Di Natale, segretario Provinciale Finca Cisl &#8211; Per evitare la crisi di rappresentanza, dobbiamo costruire strumenti che ci avvicinano alle persone. Abbiamo proposto l&#8217;osservatorio della ricostruzione per capire i fenomeni che non rilasciano sul territorio le risorse impegnate. Sono risorse che in parte vanno fuori e che lasciano i nostri concittadini senza lavoro. Dobbiamo preoccuparci che le imprese sopravvivano perche&#8217; i laboratori si esprimano in esse e attraverso di esse&#8221;. Per Emilio Nusca, coordinatore dei Sindaci delle Aree Omogenee del Cratere parlare di rendicontazione vuol dire fare emergere all&#8217;esterno che intorno alla ricostruzione ci sono passione, energia e risultati &#8220;La sfida e&#8217; quella di mettere insieme la ricostruzione sociale che passa attraverso l&#8217;iniziativa dei sindaci. Abbiamo edilizia minore, ugualmente interessante, ma la sfida e&#8217; quella di tramandare la memoria dei nostri territori che sta andando affievolendosi. Per fermare questo processo bisogna pensare a un luogo della memoria dove tenere custodite le radici&#8221;. Enrico Ricci, presidente di ANCE Abruzzo ha presentato un&#8217;importante novita&#8217;, tanto attesa e finalmente formalizzata: il Fondo etico dell&#8217;ANCE: &#8220;Il terremoto e&#8217; stata una tragedia immane. Dopo la fase di emergenza &#8211; ha detto &#8211; ci si e&#8217; resi conto che il terremoto ha reciso rapporti, luoghi di incontro e spensieratezza. La richiesta di aiuto e&#8217; diventata forte. Le nostre imprese non hanno mai mancato nel contributo. Nonostante questo, all&#8217;interno dell&#8217;associazione abbiamo fatto una riflessione. Come fare di piu&#8217;? Abbiamo istituito cosi&#8217; il fondo etico che e&#8217; costituito da elargizioni libere da parte delle imprese che operano nel cratere: servira&#8217; a sostenere progetti culturali, sportivi e sociali&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutte le imprese che si riconoscono in questo fondo &#8211; ha osservato Ricci &#8211; devono procedere secondo un codice etico preciso nella realizzazione dei lavori. Questo fondo puo&#8217; raggiungere risultati se c&#8217;e&#8217; anche collaborazione da parte delle istituzioni. Il simbolo e&#8217; un giglio ornato, i capi chiave delle nostre abitazioni a testimonianza del proponimento di fondo. Non lo gestiamo direttamente e a garanzia e tutela di correttezza e ci siamo rivolti ad Aldo Mancurti, ingegnere che gode della fiducia di tutti e che ha accolto il nostro invito a ricoprire il ruolo di presidente&#8221;. &#8220;La fiducia si conquista, si coltiva e si mantiene &#8211; ha sottolineato Mancurti, presidente Fondo Etico ANCE &#8211; Il fondo etico vuole restituire un&#8217;immagine diversa secondo un processo partecipativo e trasparente. Come ogni fondo, c&#8217;e&#8217; un comitato che e&#8217; rappresentato dai presidenti Ance delle sezioni provinciali e due esterni eletti da un&#8217;assemblea. Oggi parliamo di volontarismo di imprese che aderiscono. Non c&#8217;e&#8217; obbligo. La cifra di base e&#8217; frutto di una mediazione: il 2 per mille da parte di coloro che decidono di aderire in base ai fatturati dei lavori che svolgono sul territorio. Ma non si tratta di un salvadanaio. Vogliamo decidere finalita&#8217; e guardare oltre. Il prossimo passo sara&#8217; quello di dotarci di uno strumento di comunicazione che vada oltre quelli praticati finora. Costituiremo gli organi sociali e penseremo a un logo che sia diverso dalla chiave giglio o a essa integrato&#8221;. L&#8217;intervento di chiusura e&#8217; stato affidato al sindaco Massimo Cialente: &#8220;Coloro che stanno ricostruendo nei nostri cantieri hanno una sorta di dovere etico: partecipare anche alla ricostruzione sociale. Questi sono elementi di fondo per ricostruzione, perche&#8217; la nostra tragedia e&#8217; particolare. Raccontare la tragedia del sisma del 2009 e&#8217; come provare a descrivere un diamante tagliato con 100mila immagini. La congiuntura poi e&#8217; stata ancor piu&#8217; particolare. Siamo incappati nella fase economica piu&#8217; negativa del nostro paese, ma ancor piu&#8217; negativa e&#8217; stata la fase politica e valoriale. Il terremoto e&#8217; stato giocato sulla nostra pelle come in un derby: curva sud e curva nord e noi schiacciati nel mezzo. Adesso va tutto bene e lo dico. L&#8217;ultimo dei problemi per me ora e&#8217; la ricostruzione: la squadra c&#8217;e&#8217;, i soldi pure. Ora c&#8217;e&#8217; la seconda fase, si deve ricostruire il tessuto sociale ed economico con un progetto organico che guardi al futuro&#8221;. Il Convegno si e&#8217; concluso con una proposta per la sesta edizione del Salone da parte di Stefano Pallotta, presidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti abruzzesi: dedicare uno spazio di riflessione sul rapporto tra ricostruzione e informazione, ha affermato.</p>
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