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	<title>Rigopiano Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto. INGV: &#8220;Rigopiano, identificate caratteristiche della valanga&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 16:35:59 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 gennaio 2017 una valanga nella localita&#8217; di Rigopiano in Abruzzo colpi&#8217; rovinosamente un Resort-hotel. L&#8217;evento, che determino&#8217; la perdita di alcune persone, fu osservato solo da due testimoni che, fortunosamente, si trovavano all&#8217;esterno dell&#8217;edificio. Tanti sono gli interrogativi e le ipotesi che ruotano intorno a questa tragica vicenda. Uno studio multidisciplinare a cura dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), del Politecnico di Torino, del WSL Institute for Snow and Avalanche Research SLF di Davos (CH) e dell&#8217;Osservatorio di Geofisica dell&#8217;Universita&#8217; di Monaco (DE) ha cercato di fornire delle risposte sulle tempistiche e sulle dinamiche della valanga. La ricerca &#8220;Seismic signature of the deadly snow avalanche of January 18, 2017, at Rigopiano (Italy)&#8221;, appena pubblicata sulla rivista Scientific Reports, ha appurato che tutto e&#8217; accaduto in poco meno di un minuto e mezzo. La valanga si e&#8217; staccata dal Monte Siella alle ore 15:41:59 (orari UTC), nel suo percorso verso la valle e&#8217; entrata in un canyon e all&#8217;incirca alle 15:43:20 ha colpito l&#8217;hotel di Rigopiano ad una velocita&#8217; di circa 100 km orari. Per giungere a questo risultato cosi&#8217; preciso, i ricercatori hanno prima analizzato la tempistica delle telefonate di soccorso cosi&#8217; come riportate dalla cronaca giornalistica e poi valutato numerosi dati tra cui l&#8217;analisi della Rete Sismica Nazionale e la modellazione numerica della valanga, elaborati poi in studi ingegneristici e sismogrammi teorici ottenuti attraverso simulazioni. Questo lavoro cosi&#8217; complesso e multidisciplinare evidenzia una nuova lettura della dinamica dell&#8217;evento suggerendo, tra l&#8217;altro, potenziali utilizzi non tradizionali di una rete di monitoraggio sismico.</p>
<p>&#8220;Una prima ipotesi&#8221;, afferma Thomas Braun, uno degli autori della ricerca, &#8220;nata dall&#8217;osservazione di un segnale sismico sospetto, e&#8217; stata quella che tale segnale fosse dato dall&#8217;impatto della valanga stessa con l&#8217;albergo. Un&#8217;analisi piu&#8217; approfondita ha rivelato, invece, l&#8217;esistenza di tre distinte fasi sismiche, che potevano sostenere una seconda l&#8217;ipotesi, quella che la valanga si fosse propagata verso valle in tre fasi consecutive. Per giungere a questi risultati come prima cosa abbiamo ristretto la finestra temporale in cui e&#8217; avvenuta la valanga&#8221;, spiega Thomas Braun, &#8220;Per fare cio&#8217; ci siamo basati sulla cronologia e sul contenuto delle chiamate e dei messaggi di emergenza inviati dall&#8217;hotel. Alle 15:30 (orari UTC) e&#8217; avvenuta l&#8217;ultima chiamata dalla struttura mentre alle 15:54 c&#8217;e&#8217; stato un tentativo di invio di un messaggio WhatsApp di richiesta di aiuto da una persona rimasta bloccata dalla neve. Abbiamo dedotto che la valanga e&#8217; avvenuta in questa finestra temporale di 24 minuti. Successivamente abbiamo cercato dei segnali sismici ipoteticamente generati dalla valanga. In quel periodo eravamo nel pieno della sequenza sismica dell&#8217;Italia centrale, con epicentri a circa 45 km a ovest di Rigopiano. Analizzando i segnali registrati dalle stazioni sismiche, abbiamo notato che la stazione GIGS posizionata sotto il Gran Sasso, aveva registrato un segnale anomalo nei 24 minuti identificati come finestra temporale del distacco della valanga. Di questo segnale&#8221;, prosegue il ricercatore, &#8220;abbiamo poi studiato il contenuto spettrale e la direzione di provenienza osservando cosi&#8217; tre distinte fasi sismiche avvenute a distanza di pochi secondi. La domanda decisiva che nasce da tale osservazione e&#8217; come una valanga, che si muove in superficie, possa trasmettere energia sismica nel sottosuolo.</p>
<p>Sulla base della topografia del luogo, tenendo conto della tipologia, della temperatura e dell&#8217;umidita&#8217; della neve, sono state eseguite centinaia di modellazioni numeriche per ricostruire il tragitto e la dinamica della valanga, che hanno fornito risposta al quesito: lungo la traiettoria della valanga esistono tre punti dove il &#8220;momento&#8221;, dato dal prodotto altezza per velocita&#8217; della valanga, diventa massimale. Questi punti corrispondono al passaggio della valanga nel canyon, esattamente, all&#8217;entrata, e alle due successive deflessioni. Il lavoro appena pubblicato ha quindi permesso di sincronizzare le modellazioni con le osservazioni e di stimare i tempi dell&#8217;evento. &#8220;La ricostruzione dell&#8217;evento&#8221;, aggiunge Thomas Braun, &#8220;ha evidenziato che la valanga nella discesa verso valle ha percorso in tutto 2400 metri e ha travolto alberi e rocce, cambiando massa con incremento continuo del proprio peso specifico. Oggi sappiamo che la velocita&#8217; con cui la valanga ha colpito l&#8217;albergo e&#8217; stata di 28 metri al secondo, quasi 100 km orari. I ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; di Monaco hanno calcolato dei sismogrammi teorici che &#8211; comparati con il segnale registrato alla stazione GIGS &#8211; trovano maggiore coerenza se si assume che il segnale sismico fosse stato generato durante il passaggio della valanga nel canyon. I ricercatori del Politecnico di Torino, invece, hanno studiato in dettaglio, dal punto di vista ingegneristico, l&#8217;impatto, il collasso e la dislocazione dell&#8217;edificio principale dell&#8217;hotel e, insieme con il WSL Institute for Snow and Avalanche Research SLF di Davos, hanno indagato sulla dinamica della valanga analizzando la topografia del pendio prima e dopo l&#8217;evento. &#8220;Attraverso le nostre analisi&#8221;, conclude il ricercatore, &#8220;e&#8217; stato possibile determinare anche l&#8217;esatto orario in cui si e&#8217; generata la valanga e quello in cui e&#8217; stato colpito l&#8217;hotel. Applicando questa metodologia multidisciplinare, si puo&#8217; quindi immaginare un potenziale uso della rete di stazioni sismiche, appositamente configurata per i territori montani, per monitorare valanghe in luoghi remoti e impervi, utile per una piu&#8217; completa comprensione del fenomeno&#8221;.</p>
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		<title>Rigopiano, Alessio Feniello (papà di Stefano): “Rischio 2 mesi di carcere per aver portato dei fiori sui luoghi della tragedia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 18:38:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alessio Feniello, papà di Stefano una delle vittime della valanga dell’hotel Rigopiano del 18 gennaio 2017, è intervenuto ai microfoni de L’Italia s’è desta condotta da Gianluca Fabi,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/09/rigopiano-alessio-feniello-papa-di-stefano-rischio-2-mesi-di-carcere-per-aver-portato-dei-fiori-sui-luoghi-della-tragedia/">Rigopiano, Alessio Feniello (papà di Stefano): “Rischio 2 mesi di carcere per aver portato dei fiori sui luoghi della tragedia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alessio Feniello, papà di Stefano una delle vittime della valanga dell’hotel Rigopiano del 18 gennaio 2017, è intervenuto ai microfoni de L’Italia s’è desta condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Feniello, uno dei familiari più attivi nella lotta per avere giustizia della valanga che tolse la vita a 29 persone, rischia il carcere per un mazzo di fiori.</p>
<p>Fiori e selfie. “A maggio io e mia moglie siamo andati sul luogo della disgrazia dove hanno ucciso nostro figlio per depositare lì dei fiori. C’erano dei Carabinieri che ci hanno invitato ad allontanarci, cosa che abbiamo fatto. Da lì è scattata una denuncia. A settembre è stata notificata a mia moglie l’archiviazione del procedimento. Noi non sapevamo nulla di tutto ciò tanto che il mio avvocato andò a verificare e scoprì che c’era ancora in corso lo stesso procedimento nei miei confronti. Eravamo quindi certi che, anche per me, sarebbe arrivata l’archiviazione. Gli atti erano identici. A me ora si chiede di pagare un ammendo di 4mila e 500 euro per finirla qui altrimenti mi aspetterebbero due mesi di carcere. Preferisco andare in galera piuttosto che pagare. Secondo il magistrato avrei violato dei sigilli in un luogo dove la gente va a farsi le foto, i selfie e porta via pezzi dell’hotel come ricordo. Ci sono foto e video che testimoniano questo scempio. Persone che vanno lì a bivaccare, a fare ferragosto ed alla fine rischia di andare in galera un padre al quale gli è stato ucciso un figlio al quale ha portato dei fiori”.</p>
<p>Ricorso. “Il mio avvocato sta preparando il ricorso. Io voglio andare a processo e confrontarmi con questo magistrato e capire con quale criterio mi muove queste accuse. Pensasse a seguire delle vicende serie piuttosto che rompere le scatole ad un padre che ha perso un figlio”.</p>
<p>Appello a Salvini. “Sono stato contattato dal Segretario regionale della Lega Giuseppe Bellachioma che mi ha assicurato che il mio appello è stato inoltrato al Ministro Salvini. Ho chiesto al vicepremier semplicemente cosa ne pensa di questa mia situazione”.</p>
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		<title>Matrone, sopravvissuto di Rigopiano: &#8220;D&#8217;Alfonso ci evita&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 18:49:36 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/27/matrone-sopravvissuto-di-rigopiano/">Matrone, sopravvissuto di Rigopiano: &#8220;D&#8217;Alfonso ci evita&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era andato, insieme ad altri, presso la Chiesa di Sant’Agostino ad Atri per incontrare il governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso per un confronto che, poi, non c’è mai stato. Il pasticcere di Monterotondo Giampaolo Matrone, sopravvissuto alla valanga dell’hotel Rigopiano nella quale ha perso la moglie Valentina, voleva incontrare D’Alfonso atteso per un comizio elettorale all’interno di un luogo significativo per familiari e sopravvissuti della tragedia del gennaio 2017: “A noi non interessa la politica, non facciamo distinzioni di nessun tipo – ha affermato Matrone ai microfoni di Legge o Giustizia su Radio Cusano Campus &#8211; abbiamo visto che era in programma un comizio nella Chiesa di Atri. Sul banchetto dove l’altro giorno i politici stavano tirando fuori le loro perle di saggezza, tempo fa c’erano tre bare, bare di ragazzi schiacciati dalla valanga come me e mia moglie. Non abbiamo accettato questo gesto. Soprattutto un gesto fatto dal governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso che oggi non è ancora nella lista degli indagati. Con noi, nei nostri confronti, ha delle responsabilità almeno morali. Non si è mai degnato di spendere delle parole. Anzi, fa anche delle battute su facebook scrivendo che spera che quest’anno non cadano altre migliaia tonnellate di neve. Lui non è una persona normale ma è il presidente dell’Abruzzo. Noi non vogliamo attaccare un partito”. Sembra che D’Alfonso, una volta saputo della presenza di sopravvissuti e parenti delle vittime, abbia preferito non presentarsi al comizio: “Quando siamo entrati in Chiesa qualcuno ci ha riconosciuto, ci ha fatto una foto ed ha avvisato D’Alfonso. Lo abbiamo capito leggendo labiale che era chiarissima: “ci sono quelli di Rigopiano”. Ormai siamo “quelli di Rigopiano” come se fossimo un’associazione mafiosa. Dopo aver saputo della nostra presenza stranamente D’Alfonso non si è più presentato per un contrattempo. Quello di Atri è stato l’unico comizio saltato dal governatore”. I rapporti tra le persone di Rigopiano ed il governatore non sono certo idilliaci: “Un’altra persona, il papà di una vittima, lo ha incontrato e D’Alfonso gli ha anche riso in faccia. Io non conosco D’Alfonso ma da quello che dicono in Abruzzo è che non è una persona alla quale dare fiducia e che è molto protetta</p>
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		<title>Rigopiano, Mattarella: &#8220;Profonda ferita per il Paese&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 16:48:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: &#8220;Ad un anno dalla tragedia dell&#8217;Hotel&#160;Rigopiano, profonda ferita per la comunita&#8217; coinvolta e per il Paese intero,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/01/18/rigopiano-mattarella-profonda-ferita-per-il-paese/">Rigopiano, Mattarella: &#8220;Profonda ferita per il Paese&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: &#8220;Ad un anno dalla tragedia dell&#8217;Hotel&nbsp;<span class="searchKey">Rigopiano</span>, profonda ferita per la comunita&#8217; coinvolta e per il Paese intero, desidero rivolgere un commosso pensiero alle vittime e rinnovare la mia solidale vicinanza ai loro familiari e ai superstiti. Le angosciose immagini diffuse in quei giorni durante le operazioni di salvataggio, scandite dal repentino susseguirsi, con il passare del tempo, di sentimenti ora di speranza e ora di sconforto, sono presenti nel cuore e nella memoria di tutti, cosi&#8217; come la straordinaria generosita&#8217; dei soccorritori, impegnati in attivita&#8217; di particolare complessita&#8217; e in condizioni di estremo pericolo, a testimonianza dell&#8217;autentica solidarieta&#8217; corale che il popolo italiano riesce a offrire nelle prove piu&#8217; drammatiche&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/01/18/rigopiano-mattarella-profonda-ferita-per-il-paese/">Rigopiano, Mattarella: &#8220;Profonda ferita per il Paese&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Campea (Geologi Aigae Abruzzo) : “Rigopiano diventi  un’area di conservazione della memoria”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/02/07/campea-geologi-aigae-abruzzo-rigopiano-diventi-unarea-di-conservazione-della-memoria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 18:19:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Che la zona dove sorgeva l’albergo di Rigopiano venga trasformata, anche per rispetto nei confronti di chi non c’è più, in un’area di conservazione della memoria . Una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/07/campea-geologi-aigae-abruzzo-rigopiano-diventi-unarea-di-conservazione-della-memoria/">Campea (Geologi Aigae Abruzzo) : “Rigopiano diventi  un’area di conservazione della memoria”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Che la zona dove sorgeva l’albergo di Rigopiano venga trasformata, anche per rispetto nei confronti di chi non c’è più, in un’area di conservazione della memoria . Una memoria delle persone ma direi anche in area di conservazione della memoria geologica . Sarebbe bello che possa diventare quell’area un museo della geologia a cielo aperto con sentieri della memoria in grado di raccontarci l’evoluzione di quel paesaggio, la geomorfologia del territorio”.</p>
<p>E’ la proposta innovativa di Tania Campea geologo abruzzese dell’AIGAE, resa nota in queste ore nel corso delle numerose interviste rilasciate dalla Campea .</p>
<p>“Solo la conoscenza, l’educazione ambientale con la narrazione del territorio– ha proseguito Campea – possono aumentare i livelli di sicurezza . I sindaci devono comprendere che il turismo ambientale aumenta l’economia locale, è una ricchezza e tutela il territorio . Il turismo ambientale ha bisogno non solo di un territorio sicuro. Non dobbiamo avere paura della montagna . Il Gran Sasso non uccide anzi ha rappresentato pagine molto importanti della storia italiana e noi Guide Ambientali Escursionistiche le raccontiamo sempre . L’Abruzzo non uccide , gli Appennini non uccidono e non dimentichiamo i borghi , le leggende , il fascino di un territorio pieno di arte e colori . Dobbiamo semplicemente pensare ad un turismo responsabile. Gli eventi di queste settimane hanno fatto comprendere che dobbiamo saper fare turismo ambientale ed imparare che non tutto è possibile in ogni stagione. Dobbiamo pensare ad un turismo responsabile basato su una radicale educazione all’ambiente in grado di farci comprendere non solo i cambiamenti in corso ma anche cosa fare e cosa non fare , come comportarci in caso di un’emergenza . Soprattutto dobbiamo amare la natura, conoscerla e raccogliere tutte le informazioni sui posti dove ci stiamo recando . Dobbiamo imparare a convivere con le emergenze, conoscere territori. Dobbiamo pensare che conoscere è meglio del non conoscere. Se conosciamo le peculiarità ambientali di un territorio possiamo anche vedere la sua evoluzione e prevederne la vulnerabilità” .</p>
<p>Le Guide Ambientali Escursionistiche raccontano con il linguaggio dei ragazzi e dei bambini il territorio , come viverlo , amarlo , come convivere con i rischi , comportarsi .</p>
<p>Campea : “In Italia solo 382 edifici scolastici sottoposti ad interventi di adeguamento sismico”.</p>
<p>“Abbiamo deciso di portare l’Educazione Ambientale nelle scuole . Anche in Abruzzo lo facciamo . Quanta attenzione c’è però per le scuole in Italia? Solo il 9 per cento degli edifici scolastici italiani sul totale degli interventi in edilizia scolastica è stato adeguato sismicamente parliamo di circa 382 edifici scolastici – ha proseguito Tania Campea – mentre gli interventi di efficientamento energetico sono stati ben 1690 su tutto il territorio nazionale . A questo punto mi chiedo a che serve avere edifici efficienti dal punto di vista energetico ma che magari potrebbero non essere sicuri ? L’educazione ambientale nelle scuole è sempre più necessaria . Noi lo facciamo già. Nelle scuole portiamo una seria attività didattica basata sul linguaggio dei bambini e dei ragazzi. Ad esempio raccontiamo i rischi attraverso dei giochi e storie sulla vulnerabilità , sulla pericolosità e l’esposizione al rischio ma allo stesso tempo creiamo meraviglia dinanzi al bello ”.</p>
<p>AIGAE per le scuole a tutto campo – Studenti in aula e sulle frane ma anche lungo sentieri di Leonardo e Manzoni .</p>
<p>L’Aigae c’è a tutto campo nelle scuole italiane .</p>
<p>“Su tutto il territorio nazionale descriviamo la geomorfologia del territorio – ha dichiarato Filippo Camerlenghi , Vice Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche Italiane – narriamo l’evoluzione del paesaggio , simuliamo alluvioni e terremoti raccontando ai ragazzi cosa fosse un georischio ma anche l’Italia sia bella per le sue risorse ed il perché abbiamo i terremoti ed i vulcani e come conviverci . Poi facciamo dei giochi ai quali gli studenti partecipano attivamente . L’attività fatta nelle scuole si trasferisce poi sul territorio . Conduciamo per davvero i ragazzi delle scuole sulle frane e con esperti geologi narriamo loro l’evoluzione e la bellezza del paesaggio italiano . Un paesaggio spesso ritratto da grandi artisti come Leonardo o raccontato da Dante , Virgilio , Manzoni , Leopardi . Spieghiamo loro come vivere un’esperienza di turismo ambientale con la famiglia , perché amare la natura e cosa può donarci la natura , ad esempio le emozioni . Come Guide Ambientali Escursionistiche Italiane stiamo lavorando ad un’imponente iniziativa che sia in grado di rilanciare l’Italia Centrale . Un’iniziativa che sarà davvero unica per il rilancio dell’Abruzzo , Lazio , Marche”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/07/campea-geologi-aigae-abruzzo-rigopiano-diventi-unarea-di-conservazione-della-memoria/">Campea (Geologi Aigae Abruzzo) : “Rigopiano diventi  un’area di conservazione della memoria”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rigopiano, le valanghe dal 1990. Geologi: “Forse hotel doveva chiudere”/Foto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 15:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La struttura era posta sicuramente in un’area critica all’uscita di un canalone stretto e alla sommità di una conoide”, cioè un accumulo a forma di settore di cono&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/20/rigopiano-le-valanghe-dal-1990-geologi-forse-hotel-doveva-chiuderefoto/">Rigopiano, le valanghe dal 1990. Geologi: “Forse hotel doveva chiudere”/Foto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La struttura era posta sicuramente in <strong>un’area critica all’uscita di un canalone</strong> stretto e alla sommità di una conoide”, cioè un accumulo a forma di settore di cono di materiali detritici depositati da un corso d’acqua al suo sbocco. A parlare è Francesco Peduto, presidente <strong>Consiglio nazionale dei geologi</strong>, negli studi di Sky, in riferimento alla posizione in cui sorgeva l’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara. “In situazioni così estreme va valutata la possibilità di chiudere le strutture”, aggiunge Peduto, perché<strong> se c’è allarme </strong>“<strong>bisogna chiudere</strong>“.</p>
<p>Ciò detto, precisa, “non credo ci fosse perentorietà, che fosse sicuro che lì arrivassero tre metri di neve, se ne attendeva meno” e “non so se una pianificazione esiste e se l’area era considerata a rischio da punto di vista delle valanghe”.</p>
<h3></h3>
<p>Le previsioni su neve e valanghe diffuse da <a href="http://www.meteomont.gov.it/infoMeteo/index.do">Meteomont</a> (Protezione civile) per il 18 gennaio, giorno in cui la valanga ha travolto l’hotel Rigopiano, era di grado severo, per tutta la Regione Abruzzo. Come si può vedere dalla tabella, la situazione veniva catalogata come di grado 4 e 3, a seconda della regione, che sono i livelli “<strong>forte</strong>” e “<strong>marcato</strong>“. Per la zona di Farindola il grado era il 4, cioè “forte”. Di peggio, esiste solo il grado 5, che è “molto forte”.</p>
<p><a title="" href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/01/allerta_valanghe_gran-sasso.jpeg" data-rel="lightbox-1"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-101534 aligncenter" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/01/allerta_valanghe_gran-sasso-300x143.jpeg" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" srcset="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/01/allerta_valanghe_gran-sasso-300x143.jpeg 300w, http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/01/allerta_valanghe_gran-sasso.jpeg 700w" alt="" width="512" height="244" /></a></p>
<h3></h3>
<p>Intanto, sul sito della Regione Abruzzo si può trovare la <a href="http://geoportale.regione.abruzzo.it/Cartanet/viewer?sharedViewId=1442483504478"><strong>carta storica delle valanghe</strong></a> che a partire dal 1990 hanno investito la regione. La carta è interattiva e riporta in rosso i Comuni colpiti. La cosa interessante, però, è che si possono fare ricerche mirate, inserendo singoli Comuni o località, come ad esempio Rigopiano (bisogna selezionare ‘toponimi’ nel fare la ricerca). <strong>La carta può essere visionata in modo </strong>‘<strong>storico</strong>‘, cioè cliccando sul periodo di tempo (si va di cinque anni in cinque anni, grosso modo) di interesse. Nella<strong> FOTOGALLERY</strong> sotto, creata in ordine cronologico, potete vedere una dopo l’altra le valanghe che si sono registrate nella zona col passare degli anni. Non si tratta mai, però, di valanghe che hanno provocato danni a cose e persone: quelle verdi non hanno fatto registrare danni, quelle gialle solo danni materiali a cose. La località di Rigopiano è contrassegnata da un piccolo triangolo giallo.(Dire)</p>
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<dt class="gallery-icon landscape"><a href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/01/Rigopiano_valanghe_1985-1990.jpg" data-rel="lightbox-gallery-2"><img decoding="async" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/01/Rigopiano_valanghe_1985-1990-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></dt>
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<dt class="gallery-icon landscape"><a href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/01/Rigopiano_valanghe_1990-1995.jpg" data-rel="lightbox-gallery-2"><img decoding="async" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/01/Rigopiano_valanghe_1990-1995-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></dt>
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<dd id="gallery-2-101517" class="wp-caption-text gallery-caption">Carta storica con legenda</dd>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/20/rigopiano-le-valanghe-dal-1990-geologi-forse-hotel-doveva-chiuderefoto/">Rigopiano, le valanghe dal 1990. Geologi: “Forse hotel doveva chiudere”/Foto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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